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Ho chiesto il bilancio alla direttrice e mi è stata consegnata solo una sintesi, ci sentiamo presi in giro”
“La denuncia dell’assessore Faggion: “Sono spariti gli articoli riguardanti i fatti di questi giorni”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 22/01/2010 di Davide Sarzi
Badia Polesine – Mentre si registra la prima alzata di scudi attorno alla casa di riposo di Badia Polesine e alla figura del presidente Fabrizio Rossi (che ha indetto una conferenza stampa per oggi pomeriggio per esporre le proprie ragioni), contìnua la bagarre fra il Comune e l’istituzione socio-sanitaria. A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato l’assessore della Lega Nord Marco Faggion che ieri, su mandato del sindaco, si è recato dalla direttrice Nadia Caramore per richiedere alcuni documenti. “La direttrice – spiega Faggion – mi ha risposto che non poteva rilasciarmi i documenti perché non c’era la possibilità di fare le fotocopie. Non ho voluto insistere “e ho avvisato che sarei tornato nel pomeriggio. Già che c’ero ho deciso di fermarmi nella sala di lettura per leggere il giornale, ma con mia grande sorpresa ho constatato che non c’era nemmeno l’ombra di un quotidiano. A questo punto ho provato a chiedere spiegazioni a qualche ospite in sala ricreazione e mi è stato riferito che ultimamente sono successe cose strane: a quanto pare nei giorni scorsi gli articoli riguardanti la casa di riposo sono stati sistematicamente ritagliati ed eliminati, oggi (ieri per chi legge, ndr) igiomali non sono stati nemmeno distribuiti. Mi è stato inoltre riferito che stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr) un’educatrice che stava accomoa- gnando alcuni anziani avrebbe detto testualmente ‘oggi non leggiamo i giornali, facciamo qualcos’altro’”. Accuse gravi quelle rilevate dall’assessore, che per ovviare alla presunta censura ha deciso di intervenire personalmente: “Sono rimasto a dir poco esterrefatto da questi racconti – commenta Faggion – e per questo ho deciso di acquistare diverse copie ‘integre’ dei tré quotidiani locali e li ho portati all’intemo della casa di riposo, in modo da tutelare i diritti degli ospiti e in particolare di quelli che non sono in grado di recarsi personalmente in piazza e in edicola per acquistare i quotidiani”. Per quanto riguarda i documenti richiesti Faggion risponde con un sorriso ironico: “In mattinata avevo chiesto alla direttrice il bilancio di previsione 2010 completo di tutte le voci e di tutti i capitoli. Quando nel pomeriggio sono tornato per farmi recapitare il tutto mi è stata consegnata una busta che avrebbe dovuto contenere i documenti. Dopo un’ora mi sono riunito con il sindaco Fantato e l’assessore al bilando Previatello per esaminare gli incartamenti, ma una volta aperta la busta ci siamo amaramente resi conto che all’intemo c’era solo una breve sintesi del bilancio. Per l’ennesima volta sia il sottoscritto che il sindaco ci siamo sentiti presi in giro”. E ora? “Posso solo dire che domani (oggi per chi legge, ndr) porterò di nuovo i giornali locali.”
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Badia Polesine Delibere consegnate parzialmente a due assessori
Faggon: «Negati i giornali agli ospiti della struttura»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 22/01/2010 di Paolo Aguzzoni
Rimane caldo il fronte della disputa fra il sindaco di Badia Polesine Fantato e il presidente della Casa del Sorriso Fabrizio Rossi (Pdl) sull’accesso agli atti deliberativi del CdA guidato da Rossi. Ieri mattina agli assessori Cristian Sartori (UDC) e Marco Faggion (Lega Nord) prima sono state negate delle delibere, poi consegnate, ma solo parzialmente, il pomeriggio. Ma la visita ha aperto un altro fronte: i quotidiani locali. «Mi è stato riferito racconta Faggion – che in mattinata un’educatrice ha detto a una gruppo di ospiti: oggi non leggiamo i giornali». Secondo Faggion i giornali sonostati tolti perché contenevano gli articoli sulla commissione d’indagine per la Casa del Sorriso che il consiglio comunale istituirà a febbraio; domenica invece altri articoli erano stati ritagliati e tolti dalla pagina. Aggiunge Faggion: «Nel pomeriggio ho portato alla Casa del Sorriso diverse copie di giornali per tutelare il diritto alla libera informazione degli ospiti in particolare di quelli che non sono in grado di andarseli a prendere in edicola». In difesa di Rossi è intervenuto il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi: al quale esprime solidarietà «per la pressione cui è sottoposto da parte della maggioranza del comune di Badia Polesine, che . sicuramente toglie energie che dovrebbero essere invece profuse per il bene degli anziani. Chiede- di un’Ipab, da parte di un’Amministrazione Comunale, appare assolutamente illegittimo e, contemporaneamente, politicamente scorretto, in mancanza totale di fatti che ne determinino la richiesta, come del resto appaiono fuori luogo la volontà di formare commissioni d’indagine e le paventate minacce di interventi della Procura della Repubblica».
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Il sindaco: “Inaccettabili le risposte riservate alle mie legittime richieste di atti”
Documenti rifiutati, Fantato: “Presto sarà nominata la Commissione di indagine”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 21/01/2010 di Davide Sarzi
Badia Polesine – Commissione d’indagine e prefigurazione del reato di omissione d’atti d’ufficio: queste le azioni prospettate dal sindaco di Badia Polesine Gastone Fantato nei confronti della casa di riposo “Casa del Sorriso” guidata dal presidente Fabrizio Rossi. Un calderone da tempo in procinto di esplodere che nel giro di un paio di settimane è tornato improvvisamente agli onori della cronaca, dopo le vicissitudini del 2007, quando la rielezione dell’attuale presidente fu causa scatenante del famoso “ribaltone” che portò, due anni dopo, al commissariamento del Comune. Nei giorni scorsi gli interventi della Lega Nord (”C’è un problema casa di riposo”), del consigliere socialista Riccardo Mantovani (”Auspico un nuovo indirizzo”) e del capogruppo Germano Goia (”Comportamento ostruzionista e irrispettoso del presidente”) avevano fatto capire che si era ormai giunti al punto di rottura. A scoperchiare definitivamente il pentolone ci ha pensato martedì sera lo stesso sindaco Fantato, convocando la conferenza dei capigruppo e invitando all’incontro i rappresentanti della stampa locale. Presenti il capogruppo di maggioranza Goia e quello delle “3 Torri” Adino Rossi, mentre era assente l’ex sindaco Paolo Meneehin. capogruppo di “Insieme per Badia”, sostituito dal consigliere Claudio, Guerra. Fantato è partito da lontano, rivelando come, fin da subito, i rapporti con la casa di riposo si siano dimostrati piuttosto tesi: “Mi attendevo un rapporto di collaborazione dal presidente – spiega Fantato – ma invece ho inspiegabilmente trovato un atteggiamento ostruzionista. Già dalle prime settimane d’insediamento avevo chiesto di consultare alcuni documenti come bilancio, pianta organica, delibere e determine, e altri documenti ai quali Sindaco e consiglieri comunali hanno diritto di accesso. Purtroppo, tranne due o tré atti irrilevanti, la mia richiesta non è stata mai evasa e Rossi si è trincerato dietro una presunta violazione della privacy”. E’ così iniziato un lungo scambio epistolare che il sindaco ha sintetizzato ai capigruppo riportando alcune risposte pervenute nei mesi successivi: “In settembre, per esempio, alla richiesta di altri documenti come lo statuto e il regolamento di amministrazione, Rossi mi rispose che la casa di riposo è un ente indipendente dal Comune, il quale, a suo dire, non ha alcun diritto di vigilare sul suo operato. Una risposta che ritengo assurda: il cda che a sua volta ha eletto il presidente è stato nominato dal consiglio comunale, e lui non può rifiutarsi di fornire tali documenti. E’ un comuorta- mento inaccettabile, la casa di riposo non è proprietà di Fabrizio Rossi, ma appartiene a tutti i cittadini”. Vista la reticenza del presidente a fornire i documenti, il sindaco ha rivelato di aver richiesto numerosi incontri, tutti rinviati o rifiutati con varie scusanti, e di aver infine deciso di rivolgersi alla direttrice dell’istituto: “II 7 dicembre 2009 – Spiega Fantato – ho chiesto alla direttrice Nadia Caramore di fornirmi i documenti relativi ad alcuni appalti e a quattro deliberazioni. Ho atteso la risposta per un mese finché il 7 gennaio le ho riscritto, inviando il messo comunale per sollecitarne la produzione. Per tutta risposta la Caramore si è rifiutata di consegnare documenti al messo, rispondendomi successivamente che a suo modo di vedere le mie richieste sono già state per quanto possibile evase”. Una partita a scacchi sul filo dei nervi che martedì è forse arrivata a una svolta decisiva: “Dopo essermi consultato con la nuova segretaria, Giuseppina Fiorentino – prosegue Fantato – che già aveva dovuto affrontare problemi di questo genere, ho deciso di scrivere un’ulteriore lettera alla direttrice, nella quale prendo atto della risposta prospettandole il reato di omissione d’atti d’ufficio secondo l’articolo 328, secondo comma, del codice penale e riservandomi di promuovere tutte le azioni legali nelle sedi op- portane”. Fantato ha quindi annunciato che nel prossimo consiglio comunale (che dovrebbe svolgersi ai primi di febbraio) proporrà l’istituzione di una commissione d’indagine con l’immediata nomina dei componenti, due di maggioranza e uno di opposizione, quest’ultimo con ruolo di presidente della commissione. “Prima di inviare tutta la documentazione in procura, che spero rimarrà l’estrema ratio, ho preferito procedere in questo modo per non coinvolgere in uno scandalo l’istituzione della casa di riposo. Anche per questo ho più volte chiesto le dimissioni del presidente, che in questi mesi ha invece dato mandato a due legali di resistere alle mie richieste e ha cercato di scaricare le responsabilità sulla direttrice e sul eoa, facendo loro sottoscrivere le sue lettere di risposta”. Ora la palla passa a Rossi che ha già preparato la sua contromossa, convocando una conferenza stampa per domani pomeriggio alla quale dovrebbe partecipare tutto il cda della casa di riposo.
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STATI GENERALI L’ex segretario della CisI Vincenzo Milan: basta protagonismi
“Preoccupa quello che accade in Camera di commercio. Borgato non è il padrone dell’Udc”
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 15/01/2010
A fine mese la provincia ha convocato gli “stati generali” per analizzare la situazione polesana. Vincenzo Milan, del Cda del Consorzio di sviluppo ed ex-segretario provinciale CisI, interviene nel dibattito per invitare a lavorare insieme per il bene del Polesine. «Gli stati generali sono un’utile occasione per aiutare il Polesine ad uscire dalla crisi attuale, a certe condizioni. La prima parte da una constatazione: in questi anni tutti si sono sprecati nel dire che bisogna “fare squadra”, ma poi i protagonismi di parte, sia istituzionali che associativi, hanno quasi sempre prevalso, con il risultato di essere costantemente determinati da altri. Occorre rimuovere questa ipocrisia e fare squadra sulserio». Si riferisce a qualcosa in particolare? «Gli esempi si sprecano, ma per restare all’attualità, non è accettabile ciò che sta accadendo da mesi in Camera di commercio per il rinnovo della giunta. Ricordo che gli stessi soggetti sociali interessati sono quelli che spesso pontificano contro la politica e le istituzioni». Basta questo? «A mio avviso c’è un’altra condizione, quella di affrontare un nodo economico e sociale storico del Polesine: da noi le crisi arrivano subito e si risolvono parecchi anni dopo altre aree del Veneto. Ovviamente ci sono delle ragioni strutturali ampiamente esaminate. Quel che è mancato, soprattutto nel decennio scorso, quando, lo voglio ricordare l’amministrazione provinciale parlava di avvenuta integrazione del Polesine nel Veneto, non sono invece state aggredite le cause del nostro puntuale ritardo, riaffermato con la nuova crisi di questi tempi». Lei nel Consorzio di sviluppo rappresenta l’UDC. Sulla sua nomina ci sono state delle polemiche. Come vanno le cose? «Il Consorzio è il luogo giusto per fare squadra e quando questo è avvenuto, come per esempio con il Patto territoriale, i risultati positivi si sono visti. Per quanto riguarda l’UDC le polemiche erano e rimangono gratuite, fatte da chi ha una concezione padronale del partito come emerso nelle ultime dichiarazioni di Renato Borgato, il quale non manca mai di attribuirsi ruoli in un partito che è confluito in una nuova realtà a cui seguiranno nuovi organismi. Ricordo a Borgateo che dovrebbe ringraziare tutti coloro che hanno consentito i positivi risultati elettorali di questi anni a cominciare da Lorenzo Liviero e Francesco Milan che, nei ruoli assegnati e svolti, hanno dato spessore e visibilità al partito. Persone che, invece, sono state avversate da Borgato per mantenere un controllo personale sull’UDC polesana»
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Sdoganata l’apertura al centro
Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/01/2010 di Alberto Garbellini
ROVIGO – Tutti pazzi per l’UDC, in nome dell’interesse generale. Il partito di Casini si conferma il “più amato” dal centrosinistra in cerca di un allargamento dell’alleanza per le prossime regionali. In Polesine la “benedizione” del Partito democratico è arrivata dal segretario provinciale Gabriele Frigato, pronto non solo ad allearsi ma a garantire l’appoggio, eventualmente, al segretario regionale Antonio De Poli in funzione ami Zaia. E adesso anche la numero uno regionale dei Democratici Rosanna Filippin da il via libera: ” Ci sono molti modi di guardare alla sfida delle regionali. Si può scegliere la strada della testimonianza, oppure quella della competizione. La via della rassegnazione, oppure quella del coraggio. Il vicolo cieco dell’attendismo olarotta limpida di scelte chiare. Io ho un’idea molto precisa di quel che deve fare il Pd. Giocare fino in fondo una partita che non è scontata, perché la Lega non ha vinto in partenza. A chi non si fida di un Veneto a guida leghista va offerta un’alternativa. Netta, riconoscibile, concreta. Un’alternativa che non basta proclamare a parole, ma che bisogna costruire con i comportamenti”. Le conseguenze del ragionamento sono chiare: “C’è un tempo in cui conta l’impegno per una causa più grande. Al centrosinistra, ma anche all’UDC e alle forze autonomiste, dico che il futuro del Veneto dipende dalle scelte che ciascuno di noi assumerà in queste ore. Per battere la Lega serve una coalizione ampia e un candidato condiviso. Forse è giunto il momento, per. tutti, di fare un passo indietro. Per fame avanti, insieme, uno più grande”. E anche il Partito socialista parla della necessità di un allargamento dell’alleanza, in nome di un interesse generale che richiede scelte non “barattabili” con interessi particolari. “La società veneta presenta aspetti “di aperta divaricazione del sentire comune, che gettano, i propri riflessi sul quadro politico e aprono prospettive di luce più o meno chiara, a seconda che prevalga l’una o l’altra tendenza culturale – scrive il segretario Giarmi Giribuola – Da una parte la tendenza solidaristica, che riconosce i valori su cui è fondata l’identità del Veneto, data dalla laboriosità, il sacrificio e l’inclusione; dall’altra la visione esclusivistica, isolazionista ed ignara della storia. Il centrosinistra non può essere indifferente in questo processo e permettere che possano prevalere quanti vogliono portare la nostra regione all’arroccamento su se stessa, che finirebbe per essere pregiudiziale per l’intero quadro sociale regionale in un momento in cui il mondo si apre sempre più al superamento delle, barriere nazionali. Bisogna fare fronte comune alla deriva leghista e perché alle prossime elezioni regionali non prevalgano i richiami della paura contro oscuri e pretestuosi pericoli, tìpici della Lega, ma si affermi quella volontà di andare avanti nel lavoro, nel rispetto dei diritti della collettività e dei singoli, nella sicurezza della vita. Per questo i socialisti-vedono con favore l’allargamento della coalizione all’UDC alle prossime regionali, ma in questa scelta vedono anche la ricerca di un percorso di più ampio respiro, sia a livello locale che nazionale”. Un’apertura che è al tempo stesso una bocciatura. Per l’Idv che ha deciso di andare in solitario tastando il terreno con l’onorevole Massimo Donadi. “Il Partito socialista, in un momento nel quale il centrosinistra veneto sta ricercando di allargare la propria alleanza, non condivide la scelta dell’Italia dei valori di presentare un proprio candidato alle regionali e crede sia frutto di una visione miope e di corto respiro, più attenta alla difesa della opportunità e del particolare, che orientata ad una visione strategica a salvaguardia dell’interesse generale” , Ma che tra i socialisti e Di Pietro non ci sia feeling non è storia di oggi.
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L’UDC rischia una guerra interna
Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010 di Roberto Rizzo
ROVIGO – C’è una dote che accomuna l’onorevole Gabriele Frigato al professor Albertino Stocco. Si chiama tenacia: questo sostantivo ha il valore di un eufemismo, usato per non dire cocciutaggine. Il primo, infatti, sta lavorando, brigando da anni per far traslocare l’UDC nella maggioranza, Pd e compagnia cantante. Il secondo, per io anni, è riuscito a tessere una tela di appoggi che l’ha portato ai vertici degli istituti riuniti di assistenza sociale di Rovigo. La seconda vicenda, quella che riguarda Albertino Stocco, si può considerare conclusa. Per la conclusione della seconda, pare proprio che si siano create tutte le condizioni per l’entrata nella giunta comunale di Rovigo di un giovane, un uomo che se non è iscritto all’UDC, francamente non lo sappiamo, con alcuni uomini dell’Ode va comunque a braccetto. E chi è questo uomo? Per dirlo riportiamo voci. Che si fanno però ogni giorno più insistenti. In particolare nelle sedi di alcuni partiti e lungo i corridoi di palazzo Nodari. Dove vivono i soliti bene informati, anche se lontani dalle stanze del potere vero. Quest’uomo è Riccardo Rizzo il quale sarà chiamato a sostituire Federico Frigato, .che è emigrato, non nelle condizioni di un extracomunitario, dall’assessore alla cultura di Rovigo alla presidenza del consiglio provinciale? Riccardo Rizzo ha poco più. di 40 anni, è laureato in scienze aziendali, (gualche anno fa decise di abbandonare alcune esperienze politiche di primo piano, nella De e nella Margherita, per motivi professionali. E’ un uomo preparato, serio, intelligente. Di lui non si può che dire bene. Quindi nessuna critica alla persona. Ma chi avrebbe sostenuto la sua candidatura per entrare nella giunta di Fausto Merchiori? Certamente alcuni uomini dell’UDC, Quelli che guardano con una mai celata simpatia a una collaborazione con il centrosinistra e che concretamente rappresentano l’avamposto di Gabriele Frigato nel partito di Pier Ferdinando Casini… Se poi usciamo dal generico, viene da pensare che, tra questi uomini, ci sia anche il dottor Lorenzo Liviero, che di Riccardo Rizzo è amico da sempre e che, a giudizio di molti, è uomo ombra dell’UDC, la testa pensante, tanto per intenderci, che studia le strategie per i suoi amici. Che insegna come muoversi. Anche in ambiti come questi che sono irti di difficoltà. Il progetto di Gabriele Frigato si e dùnque realizzato. Ma perché abbiamo definito questi ambiti irti di difficoltà? Là risposta da dare non è proprio così diffìcile. , E’ sufficiente andare con il pensiero ad alcuni anni fa. Quando l’UDC si schierò, fermiamoci alla sola corsa per la conquista di palazzo Nodari, come alleata del Pdl. Sulla scorta dei programmi e sulla scia di un costante allontanamento dalle posizioni di centrosinistra, l’UDC chiese l’appoggio dei’cittadini di Rovigo ottenendo così reiezione di due consiglieri comunali e cioè di Renato Borgate e Rinaldó Salvan. Borgatee Salvan, quindi, rappresentano in Comune quegli elettori che hanno Mndiviso là linea politica di non alleanza conii Pd. Oggi la realtà: Riccardo Rizzo in giunta, imporrebbe, ai due consiglieri, di fare il salto della barricata
n.la condivisione dell’azione dell’attuale esecuti/o. Comunque vivrebbero profondi stati di disagio. \ meno che… A meno che nell’UDC non si scateni ma. nuova guerra che potrebbe durare fino alla inclusione della legislatura Merchiori. Visto che cenato Borgatpe Rinaldo Salvan sono, a quanto si lice, nettamente cpntrari a questa operazione, ipn avendo .l’abitudine di indossare in corsa nuove :àsacche. Se si vuole questo…
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gen 13
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II capogruppo rigetta qualsiasi ipotesi di alleanza
Renato Borgato: «A Palazzo Nodari non tradiremo gli elettori»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/01/2010
«L’ingresso in giunta comunaie dell’UDC è una chimera di qualche illuso sognatore». Più chiaro di così… Renato Borgato, capogruppo UDC a Palazzo Nodari, spazza via i dubbi. L’UDC è targata centrodestra. E Merchiori no. Punto. «Qualsiasi nome appartenente o simpatizzante UDC sarebbe sconfessato politicamente dai due consiglieri comunali eletti nella lista che siamo io e Rinaldo Salvan sbotta Borgato – Noi abbiamo il mandato degli elettori su un programma ^antitetico all’attuale giunta. Chi fa i conti senza l’oste sbaglia perché abbiamo oltre il 7% di consensi in città». In breve, Borgate affossa ogni ipotesi di presunta alleanza con Merchiori. E non è tenero con chi sta dietro a questo progetto. «Io e Salvan non tradiremo gli elettori. Se gli accordi fra Gabriele Frigato e qualche suo fiduciario nell’UDC dovessero sfociare in un nominativo, da vero amico gli sconsiglio di non avventurarsi in figuracce. Questa giunta è a fine corsa». Borgato annuncia anche che l’,UDC non è più commissariata. «C’è un coordinamento per le elezioni che proseguirà fino al congresso. Non è un caso che ne facciamo parte io e Rinaldo Salvan. Siamo consci che le Regionali potrebbero presentare diversi scenari. Ma l’UDC ha un elettorato prevalentemente moderato di centrodestra e pur tuttavia non berlusconiano e profondamente in antisi alla Lega. Resta tuttavia assolutamente non di sinistra. Oltretutto le Provinciali con la nostra corsa solitària, hanno stabilito due schieramenti. In Veneto ora ci presenteremo in contrapposizione alla candidatura leghista. Un progetto aperto a chi ci sta. E’ suggestivo che il Pd condivida questo progetto, e ancora di più lo è sentire che Frigato voterebbe Antonio De Poli. Ma allora ha proprio ragione Massimo Cacciari quando definisce i Democratici orfani di leadership e di proposte politiche tanto da far diventare il pensiero centrista dell’UDC la loro ancora di salvezza». Ma allora che ruolo sta avendo il consigliere provinciale Michele Raisi? «Raisi in consiglio provinciale è in una situazione completamente diversa dal Comune. E’ all’opposizione ma rappresenta una lista equidistante dalla destra e dalla sinistra. Sulle politiche provinciali, preludio per alleanze e programmi futuri, ci confrontiamo di volta in volta. Gli Stati generali della Virgili sono visti molto bene dall’UDC. Apprezziamo che si voglia contribuire ad avere un ruolo importante sui progetti che riguardano lo sviluppo del Polesine».
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De Poli all’attacco: «Zaia e Brunetta si occupano soltanto del Veneto»
Tratto dal Mattino di Padova del 12/01/2010
VENEZIA. Duro attacco di Antonio De Poli, candidato Udc alla presidenza della Regione Veneto, ai ministri veneti Brunetta e Zaia. «L’elegante Luca Zaia, stabile nella sua arroganza, non risponde, anzi, svicola quando lo si accusa di fare il bravo solo con l’agricoltura che a fatica cerca di cavarsela, senza quindi alcun merito del Governo Bossi-Berlusconi, e questo accade soprattutto nelle regioni del Centro e del Nord». «Con i fatti di Rosarno abbiamo avuto la conferma che Zaia è ministro in carica solo per le mozzarelle fra Treviso e dintorni, per il resto d’Italia chi se ne frega!» «Lo stesso dobbiamo dire per il ministro Renato Brunetta – continua l’esponente dell’ Udc – che distribuisce diplomi di merito e riconoscimenti vari lì dove la pubblica amministrazione funziona come accade in Veneto, per esempio, ma nulla fa per chiudere gli ospedali “che uccidono” e questo accade troppo spesso in Calabria, in Campania, anche in Puglia, quasi ovunque nel Sud. Brunetta è quello che aggredisce i rappresentanti sindacali, così come ha fatto di recente presso l’ospedale di Padova. Perchè non va ad urlare a Cosenza o a Foggia?». In serata Brunetta ha chiamato De Poli: «Non ho mai aggredito alcuni rappresentanti sindacali presso l’ospedale di Padova», lo rende noto lo stesso De Poli: «Non ho alcuna difficoltà a convenire con quanto dettomi dal ministro – ha aggiunto il segretario Udc – nòn ero lì di persona e il clima e gli atteggiamenti di quell’episodio del 12 dicembre scorso li ho letti e visti su quotidiani e televisioni locali». E su Rosarno interviene anche il sindaco di Verona Flavio Tosi: «E’ impensabile che la popolazione di alcune zone del Paese, come Rosarno, possa risolvere da sola la situazione perchè o fa una brutta fine o si adegua. Serve un intervento forte dall’esterno, con la presenza dello Stato che deve mandare l’esercito, le forze dell’ordine, la forza della magistratura in modo che i cittadini sappiano che non c’è solo la criminalità organizzata, ma c’è anche lo Stato». Il vicepresidente della Regione Franco Manzato invita la Cgil ad evitare le accuse generiche e a denunciare formalmente, se ne è a conoscenza, i casi di sfruttamento di immigrati nelle campagne del Veneto, «a meno che non voglia essere a fianco dello sfruttamento». Il Pd, per bocca della senatrice Colomba Mongiello, torna sul ministro Zaia “che cerca di rubricara il lavoro clandestino in agricoltura come uno dei tanti mali del Mezzogiorno, ma è sbugiardato sia dai dati Inea che la Coldiretti2. ” Il titolare delle Politiche Agricole – prosegue la senatrice . sa bene che questa massa di lavoratori senza diritti e tutele si sposta dall’uno all’altro capo d’Italia seguendo l’andamento dei raccolti. E sa che il Governo non ha mosso un dito”.
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Ci sarà anche Renato Borgato: “II taglio del costi della politica non deve ricadere sugli enti locali”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/02/2010
ROVIGO – Giovedì L’Anci si riunisce a Roma. Fra i punti nell’odg: la verifica dell’interruzione dei rapporti con il Governo”. L’Anci, infatti, da tempo chiede maggiore attenzione agli enti locali. Ci sarà anche Renato Borgato, consigliere comunale di Rovigo e vicepresidente dell’Anci nazionale dei consiglieri comunali. “I punti sui quali ci batteremo – afferma – sono quelli che abbiamo evidenziato nelle scorse settimane. Il taglio dei costi della politica non deve ricadere sugli enti locali. Ridurre il numero dei consiglieri comunali, ad esempio, non si tradurrebbe in un sollièvo per le casse dello Stato ma accentuerebbe un bipolarismo che, specie negli enti locali, non è il sale della democrazia. I cittadini devono continuare a potere formare liste civiche e raggrupp ame nti specificamente locali”. La posizione di Borgate è la stessa. dell’UDC e di Alvaro Ancisi, esponente del partito scudocrociato e componente dell’Anci. L’UDC, infatti sostiene che “nel quinquennio 2004-2008 la spesa è aumentata in ogni comparto della pubblica amministrazione in rapporto al Pii, per un valore complessivo di 1,2 punti percentuali, ad eccezione delle amministrazioni regionali (al netto della Sanità) e comunali, dove invece si è registrata in entrambi i casi una frenata di 2 decimi della spesa complessiva”. Per quanto riguarda la pressione fiscale, “a fronte dell’aumento di oltre 2 punti percentuali registrato dall’intera pubblica amministrazione nel quinquennio 2004-2008, interamente ascrivibile alle amministrazioni centrali i Comuni hanno registrato una riduzione del carico fiscale sui contribuenti di circa 2 decimi”. Anche depurando il dato dall’abolizione dell’Ici sulla prima casa, si evidenzia una sostanziale “stabilità della pressione fiscale comunale lungo tutto il quinquennio considerato”. Altro aspetto da affrontare è quello dei Comuni creditori dello Stato, “ad esempio le spese per le funzioni di giustizia”. L’Anci è intervenuta più volte “per denunciare il problema dei ritardi nei rimborsi da parte del ministero della Giustizia delle spese giudiziarie anticipate dai Comuni, ai Comuni viene generalmente erogato l’acconto riferito ad anni precedenti, e non si ha certezza su quando avvenga l’erogazione e sull’importo del saldo. Da segnalazioni fatte dai Comuni risulta un ritardo nell’erogazione dei fondi di almeno due anni. Per quanto riguarda invece la copertura delle spese è emerso che in media il contributo globale annuo non supera mai, o quasi, l’8o% di tale voce”. La mancata copertura della spesa sostenuta dal sistema dei comuni per la giustizia “può essere quindi quantificata, per ogni anno, in 60 milioni di euro, ovvero il 2 o % d i quanto rip orlato nei consuntivi Istat (anno 2007) che per tale funzione di spesa rilevano un ammontare pari a 301 milioni di euro”. Altro esempio: “L’addizionale comunale sui diritto di imbarco aeroportuali . Introdotta dal 2004, vale (per l’anno 2008) 301 milioni di euro. Nonostante si continui a chiamare addizionale comunale, ai comuni sono arrivati appena 9 milioni di euro. Il resto va ad Alitalia, ai vigili del Fuoco ed alla sicurezza degli impianti”. Borgate ripete anche che “I Comuni sono il comparto che fa più investimenti nel Paese, ma che nel 2010 arretrerà almeno del 30%”. quindi “nel 2010 si ripresentano tutte le difficoltà riscontrate nel 2009. In particolare l’impossibilità a fare investimenti e la difficoltà a smaltire i residui passivi per la spesa in conto capitale che si sono formati nei bilanci dei Co- mùni. I residui passivi per gli enti’soggetti a patto ammontano a circa 46 miliardi di euro e le giacenze di cassa sono pari a n miliardi di euro. Inoltre a legislazione vigente i Comuni per partecipare al risanamento dei conti pubblici, attraverso i limiri imposti dal Patto di stabilità, .hanno come unica possibilità la riduzione della spesa totale, difficilmente sostenibile in quanto devono far fronte alla crescente domanda di servizi sociali, a 11 ‘ a umento dei costi, ai rinnovi contrattuali. È noto che per i Comuni la riduzione di spesa può essere realizzata solamente attraverso la contrazione della spesa per investimenti, che è discrezionale, e non attraverso la riduzione della spesa corrente perché molto rigida, in quanto è composta da spesa del personale e spésa per servizi, la maggior parte dei quali di natura sociale”. Per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità i Comuni saranno costretti nel triennio 20092011 “a ridurre la spesa totale del 10%, pari a circa 6 miliardi di euro, e considerando che la spesa corrente è diffìcilmente contraibile a risentirne sarà la spesa per investimenti che si potrebbe ridurre di almeno il 30%”. E ancora: “I Comuni sono pure il comparto con i costi medi (personale e rappresentanza politica) più bassi di tutta la pubblica amministrazione”. Un dato che tradizionalmente viene utilizzato per misurare l’efficienza nelle organizzazioni di lavoro è il rapporto tra il numero dei dirigenti e la dotazione organica complessiva. “In media, nei Comuni capoluogo c’è un dirigente ogni 52 lavoratori; mentre al ministero dell’Economia il rapporto è di i dirigente ogni 22 dipendenti, al ministero dell’Ambiente si sale a i dirigente ogni 13 dipendenti, Inoltre, i dipendenti dei Comuni rappresentano il 12% del totale dei dipendenti pubblici e la loro retribuzione ‘pesa’ perl’ii%sul totale”; Rispetto al 2008: “La somma che manca nelle casse comunali è pari a 490 milioni di euro. Rispetto al 2009 mancano nelle casse comunali ben 535 milioni di euro. Rispetto al 2010 la perdita per i Comuni è stimata pari a circa 543 miliardi di euro, ma a tale somma devono aggiungersi i tagli presentati dalla Finanziaria per il 2010 a valere sul fondo ordinario, considerando ulteriori tagli a quelli già detti sui costi della politica”, Per quanto riguarda il patto di stabilità intemo vige la regola della competenza mista, e i “Comuni devono rispettare un unico obiettivo. Nonostante questa situazione i Comuni “continuano a garantire servizi”. In base alle proiezioni di crescita degli ultimi 2 anni, “si stima che nel 2008 abbiano operato sul territorio nazionale oltre 3.450 asili nido comunali, che ogni mattina hanno accolto complessivamente quasi 170.000 bambini. Nelle città italiane, tutte le notti vengono raccolte e smaltite io2mila tonnellate di rifiuti urbani: l’equivalente di una superpetroliera. Ogni giorno, in tutta Italia, vengono assistiti 215.000 anziani (pari all’i, 8% della popolazione con oltre 65 anni di età). Complessivamente, ogni giorno viaggiano sui mezzi pubblici delle aziende municipali dei trasporti oltre 38 milioni e mezzo di passeggeri. Le biblioteche comunali aperte al pubblico sul territorio nazionale sono 6.492. Nei Comuni italiani sono operativi 3.297 sportelli unici per le attività produttive che quotidianamente erogano servizi fondamentali per le piccole e medie imprese. I comuni provvedono all’assistenza quotidiana di 7.000 minori non accompagnati”. “Da sempre, inoltre, i Comuni italiani offrono la loro leale collaborazione con tutti gli altri livelli istituzionali”.
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L’assessore Remo Previatello illustra la sistemazione alle finanze comunali
Il mio obiettivo quest’anno sarà indicare un percorso da seguire”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 09/01/2010 di Davide Sarzi
IL PUNTO “Dal bilancio di previsione 2010 maggiore chiarezza su entrate e spese” L’assessore Remo Previatello illustra la sistemazione alle finanze comunali Badia Polesine – “Lo spirito con il quale si è operato è quello di riportare il bilancio in un alveo più gestibile e in cui ci sia la possibilità di fare qualcosa di più di una semplice arginatura delle falle”. Con queste parole, pronunciate durante la seduta comunale di fine anno, l’assessore comunale al bilancio Remo Previatello ha illustrato il paziente lavoro di sistemazione della situazione economica comunale intrapreso sin dal primo giorno di nomina. “Il lavoro di riordino di tutti i capitoli di entrata e di uscita- ha sottolineato Previatello – si è finora dimostrato un’operazione certosina e per certi aspetti massacrante, ma necessaria per capire come si sia mosso il bilando di previsione 2009. Credo che i risultati si potranno vedere già dal prossimo bilancio di previsione 2010, con il quale si potrà iniziare a ragionare con più precisione e chiarezza su tutte le voci di bilancio”. Un assessorato “esterno” quello di Previatello, voluto dal sindaco Fantato per consegnare la delicata gestione di programmazione economica nelle mani di un tecnico esperto quale si sta dimostrando l’attuale direttore generale della Bcc del Polesine. Durante l’ultimo consiglio l’assessore ha illustrato le variazioni di bilancio di previsione adottate dalla giunta, riportando le principali vod di entrata ed usdta. Apprezzamenti sono arrivati dal capogruppo di maggioranza Germano Gola che ha elogiato lo sforzo dell’assessore per risanare “i guasti della passata amministrazione” : “Mi fa piacere rilevare in particolare – ha sottolineato Goia l’assegnazione di 18.300 euro alle scuole materne private che era stata letteralmente fatta sparire da chi d ha preceduto con un’operazione di maquillage sul bilando. Questa amministrazione si sta distinguendo ogni giorno per la trasnarpnza delie sue azioni e ner la chiarezza con la quale vengono spesi i soldi dei dttadini”. Perples¬ so sui contributi alle scuole materne private il consigliere Adino Rossi (”bisognerebbe stabilire se ne hanno diritto o meno”) che si sofferma su alcune voci di spèsa da analizzare meglio, come i 30.300 euro per l’illuminazione pubblica e i 4.050 euro per i consumi di acqua delle fontane del Foro Boario (”Sarebbe ora di chiudere i rubinetti”), “II mio impegno – ha replicato Previatello -e quello di tutta la giunta sarà quello di presentare un bilando. 2010 molto dettagliato, dando modo a tutti di capire qual è la strada che la macchina comunale ha intenzione di seguire. Mi auguro che in quell’occasione potremo parlare di risultati positivi e non solo di disgrazie”. Durante la seduta l’assessore ha anche annunciato cheti servizio di tesoreria comunale, per il quinquennio 2010-2014, è stato affidato alla Cassa di risparmio del Veneto Spa che ha presentato l’offerta più vantaggiosa secondo i parametri stabiliti nel bando, raggiungendo il punteggio di 89,855 su 100.

Brussels, Belgium








