ago 19

La zona a lato del cimitero non è stata considerata sicura, quella indicata era dietro il camposanto

Sartori: “Siamo stati pronti”. Faggion accusa: “Carabinieri chiamati per dispetto”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 19/08/2009 di Davide Sarzi

fuochi artifico badia polesine 150x150 BADIA POLESINE   Fuochi rimandati: si accende la polemicaBADIA POLESINE – E’ proprio il caso di dire che lo spettacolo artificiale (mancato) di lunedì sera ha acceso il finale del Ferragosto Badiese. L’annullamento Improvviso dello show pirotecnico, spostato all’ultimo momento a ieri sera, ha un po’ disorientato il pubblico giunto in città per assistere al tradizionale spettacolo dei fuochi, ma la decisione si e resa necessaria dopo che il punto di fuoco stabilito, stando a quanto si apprende, non era quello chiaramente indicato dalla commissione apposita. Ma soprattutto in considerazione della necessità, anche segnalata dai carabinieri, di spostare il sito da cui far partire i fuochi per ragioni di sicurezza. Infatti, fa sapere l’assessore alla cultura e al turismo Cristian Sartori, “la zona dietro il cimitero non era utilizzabile e per questo ci si era spostati a lato del camposanto, ma non essendo questa la zona chiaramente designata dalla commissione siamo stati costretti a optare per lo spostamento dei fuochi a stasera (ieri, ndr), questo anche perché era impossibile riuscire a spostarsi nella serata di ieri (lunedì ndr) nell’altro possibile sito destinato allo sparo dei fuochi: il parco Munari”. L’assessore sottolinea quindi la prontezza dell’amministrazione nel cercare di risolvere il problema: “Credo che abbiamo dimostrato capacità nel far fronte ad un caso di auesto tino ed essere riusciti a programmare a tempo di record un’altra serata del Ferragosto debba essere significativo del fatto che questa giunta ha saputo muoversi bene anche di fronte ad una situazione inaspettata”. Tuttavia, se l’assessore alla cultura smorza i toni, il collega Marco Faggìon delegato al commercio – va all’attacco e si rivolge direttamente a chi, a suo dire, avrebbe voluto appositamente rovinare lo show per mettere in cattiva .luce l’operato della giunta. “Qualcuno ci ha voluto fare un dispetto – afferma il giovane assessore di Badia – evidentemente si aveva l’interesse a ‘rovinare’ il Ferragosto Badiese facendo questa, segnalazione ai carabinieri. A nostro avviso – prosegue l’assessore della giunta diretta dal sindaco Fantato – la fiera è andata bene e ci dispiace davvero che si sia arrivati a questo”. ‘ L’assessore, dopo le accuse, passa però anche ai ringraziamenti “verso i carabinieri che ci hanno avvertiti per tempo (intorno alle ró ndr) permettendoci di spostare sito e data dello spettacolo pirotecnico”. La chiusura spetta però ancora all’assessore Sartori che coglie l’occasione per dire la sua sul bilancio di questo Ferragosto: non tutti (specie alcuni commercianti) si sono detti soddisfatti dell’esito della storica kermesse estiva: “Era difficile organizzare la manifestazione in poco più di un mese e mezzo, ma penso che ci siamo dati da fare e con la Pro loco e l’associazione degli Operatori economici abbiamo dato vita ad un programma di tutto rispetto; quanto alle critiche – termina l’assessore – invito sin d’ora chi non è stato contento a lavorare con noi da subito per cercare di migliorare ciò che non ha funzionato e preparare al meglio R.

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ago 19

BADIA POLESINE La chiusura del Ferragosto ha riservato botti particolari che toccano l’amministrazione 

La giunta accusa i predecessori di aver spinto per far saltare lo spettacolo pirotecnico

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 19/08/2009 di Paolo Aguzzoni

fuochi artificio badia polesineLa mancata effettuazione dello spettacolo pirotecnico, previsto per lunedì a mezzanotte a conclusione del ferragosto badiese, è diventata un caso politico. – Lo spettacolo, affidato alla Pirotnica Arquatese, non è stato annullato, ma spostato a ieri notte. D motivo “tecnico” di questa scelta obbligata presa dalla nuova amministrazione Fantato nel pomeriggio di lunedì lo spiega il neo assessore Cristian Sartori (Udc). «Negli anni scorsi la commissione aveva stabilito due punti di sparo dei fuochi d’artificio: uno all’interno del parco Munari della Vangadizza, dove sono previste delle prescrizioni compresa la presenza obibigatoria di un’autobotte dei vigili del fuoco, e l’altro dietro il cimitero senza prescrizioni. La ditta incaricata dello spettacolo ci ha fatto presente che per la tipologia dei suoi mortai di lancio aveva scelto il secondo posto spostandosi, però, di una ventina di metri perché dall’interno di un campo di barbabietole non era possibile installare le attrezzature: La stessa ditta ci ha detto che le condizioni di sicurezza erano garantite». Con Io spostamento si è andati piuttosto vicini alla guardiola d’ingresso della parte nuova del cimitero. «Nel pomeriggio – continua Sartori – verso le 17 sono arrivati i carabinieri per dirci che il posto scelto non è era esattamente quello stabilito dalla commissione: a quel punto non avevamo più la possibilità di contattare i vigili del fuoco per l’autobotte e tornare al parco Munari. Al momento abbiamo pensato di annullare tutto, poi sono stati trovati i fondi per un nuovo spettacolo in piazza, così è stato lasciato fermo il luna park per un altro giorno e si. è spostato lo spettacolo pirotecnico al parco come negli scorsi anni rispettando le prescrizioni: non so dire se in precedenza ci sia sempre stata l’autobotte .prevista». Sartori ha il sospetto che da parte di qualche amministratore della passata giunta Meneghin sia arrivata l’imbeccata giusta ai carabinieri. «Non hanno fatto un dispetto a noi, ma ai badiési». Va giù più secco l’altro assessore che segue le manifestazioni ferragostane Marco Faggion (Lega nord). «Mi sembra sia tutto chiaro: si è voluto usare politicamente lo spettacolo per fare un dispetto a chi è in giunta da poche settimane, e ciò da parte di persone che non so se negli scorsi anni siano state così rispettose delle regole come vogliono far’credere. I carabinieri ci hanno avvisati con grande spirito di collaborazione e alla fine ce l’abbiamo fatta a non perdere i fuochi. Posso solo dire che la ditta che lo scorso anno ha fatto i fuochi (Fireworks di Parente, ndr) deve avere dal Comune ancora seimila euro e non ci sono impegni di spesa a copertura: che dire di chi ci ha preceduti?».

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ago 19

Lo spettacolo pirotecnico era atteso lunedì sera. Il sindaco: «Solo posticipato, anche se i problemi di bilancio sono gravi»

Problemi di sicurezza, fuochi d’artificio rimandati di un giorno

Tratto dal Corriere del Veneto del 19/08/2009

fuochi aritificio badia polesine 150x150 BADIA POLESINE   Problemi di sicurezza, fuochi dartificio rimandati di un giorno BADIA POLESINE – Tutti col naso all’msù. Un bellissimo cielo stellato ma niente di più. Nessun fuoco d’artificio, lunedì sera. I badiesi si attendevano ben altro nella serata di chiusura della fiera tradiaonale estiva che da piazza Vittorio Emanuele si estende fino al cimitero comunale occupando con bancherelle e giostre il centro storico di Badia. Cittadini delusi per la mancanza dei caratteristici giochi di luce, dei botti e dell’immancabile finale da restare a bocca aperta. Per questo l’annuale rassegna paesana di spettacoli e mostre in centro storico si è tinta di un piccolo mistero e qualche «letterina». Fino a serata inoltrata ogni ospite della piazza-era convinto di potersi spostare nel parco della Vangadizza, sede storica dello spettacolo. Appena la voce sulla cancellazione si è sparsa, una lunga coda di persone ha fatto ritomo a casa. «I fuochi sono stati spostati al giorno successivo (ieri sera si sono svolti regolarmente, ndr) – chiosa l’assessore alla Cultura, Cristian Sartori – Uno spostamento causato da problemi tecnici legati alla sicurezza. Ci sono diversi punti di sparo disponibili. Alcuni più delicati di altri per cui è necessaria la presenza di un autobotte dei vigili del fuoco, da avvisare in tempo utile. In seguito al cambio repentino del punto di sparo non siamo riusciti ad organizzare con i pompieri e la serata pirotecnica è slittata al giorno successivo». Una spiegazione semplice che potrebbe non bastare per calmierare gli animi di chi è arrivato guidando da mori città per assistere allo show. Qualcun’altro già prodigava qualche supposizione. I sospetti erano che lo spettacolo fosse saltato per la mancanza di soldi dovuta al bilancio in rosso del Comune. «Assolutamente no – continua Sartori -1 fuochi d’artifido, come tutti gli spettacoli e le mostre sono state finanziati dagli esercenti e dai commerdanti di Badia, che hanno voluto offrire il proprio supporto alla nostra rassegna annuale». Un sospetto che, tuttavia, appare legittimo. Nessuno ormai è all’oscuro della situazione poco rosea dei conti pubblio. E la lettera che il sindaco Gastone Fantato ha dédso di spedire nelle case dei suoi condttadini serve a puntualizzarlo. Una comunicazione diretta e dedsa che chiarifica ad ogni badiese lo stato delle finanze inuiudpali. E che, divisa in due, snocdola i dati del bilando e la situazione organizzativa dei vari uffid pubblio. Emerge un passivo da i io mila euro già accertato che, secondo le previsioni, si gonfierà fino a 330 mila entro fine anno. Sono dure stoccate all’amministrazione precedente, dell’ex sindaco Paolo Meneghin, colpevole, secondo Fantato, di aver investito attraverso pratiche sbagliate di «finanza creativa» sulla rinegoziazione dei mutui numeri grossi e abbastanza preoccupanti: la rata annuale si aggira sui due milioni di euro.

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ago 06

L’ex candidato ufficializza la scelta

 FIESSO UMBERTIANO – Marco Chinaglia, ex candidato sindaco e ora consigliere comunale di Flesso annuncia ufficialmente la propria adesione all’Udc. “Con la mia posizione politica, di cattolico moderato che in passato aveva votato alcune volte per l’Udc, altre per An (in quest’ultimo caso non per strane nostalgie, ma per grande stima del Presidente Fini) avevo creduto ingenuamente, nei mesi scorsi, che il Pdl fosse la mia casa politica”, afferma Chinaglia, che con i suoi 24 anni è stato il più giovane candidato sindaco alle recenti amministrative. “Ho creduto – prosegue che si potesse costruire un grande partito della famiglia popolare, cattolico, moderato, europeista, autenticamente liberale. Allora, alla vigilia delle elezioni politiche 2008, non compresi la scelta, da me ritenuta infelice, dì Pierferdinando Casini, di andare da solo. Il Pdl all’opera si è rivelato però una pia illusione: speravo in un partito nuovo, autenticamente liberale e demoCTd.fcico, in cui ci fosse una condivisione delle scelte, non la riproposizione del modello aziendale e plebiscitario”. “Speravo – prosegue la nota di Chinaglia – che non ci fosse una fusione a freddo, che al contrario si è avuta con un congresso svolto per alzata di mano e con regole nate dal predellino di un’automobile”. “Speravo – aggiunge Chinaglia – che il Pdl fosse il vero protagonista dell’azione di Governo, non delegando le scelte quotidiane sul futuro della nostra nazione al populismo e alla demagogia del leghismo. A livello locale, la campagna elettorale per le amministrative ha rafforzato questo mio sentore, cominciando dalla scelta sbagliata del coordinamento provinciale del Pdl e proseguito con l’individuazione di un candidato presidente della Provincia inadeguato a tale compito. A Flesso Pdl e Lega hanno perso per 13 voti; io ho portato a casa 604 voti (22,15 %) con l’aiuto di pochissime persóne e sole quattro settimane di campagna elettorale: uri successo eclatante, di fatto”. Chinaglia annuncia quindi la sua decisione di “inoltrare quanto prima formale. richiesta di adesione alla formazione politica dell’Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro, Mi metto a disposizione degli amici polesani, a cominciare da Michele Raisi, consigliere provinciale, che ringrazio per la .stima e la fiducia espressa in diverse circostanze, per rilanciare una politica seria, moderata, al centro in tutti i sensi, con la persona umana come obiettivo primario di una concreta azione. Non una forza di interposizione costretta, come nel ballottaggio rodigino, a fare alleanze non sentite dall’elettorato, ma un nuovo punto di riferimento in questo precario quadro politico, con la gente e per la gente, in un rapporto continuo e costante con il territorio e gli elettori, gli unici soggetti ai quali bisogna rendere conto del proprio operato. Sono a disposizione degli amici del movimento giovanile, a cominciare da Greta Giolo e Mauro Annunziata, per lavorare per ricostruire una seria politica al centro, per i Valori e i Principi con la V e la P maiuscola”. “Questa decisione, presa a titolo esclusivamente personale – conclude Chinaglia – e che, conseguentemente, non l’interno’”.

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lug 18

“Ricostruire il partito

Tratto dalla Voce di Rovigo del 18/07/2009

ROVIGO – “C’è da ricostruire il partito e l’area di centro e per questo c’è grande entusiasmo”. L’Udc di Rovigo riprende a guardare avanti. Giovedì sera il partito dello scudo crociato si è ritrovato a cena alla Tassina, erano un ottantina di aderenti e partecipanti, l’occasione per fare il punto della situazione. “Abbiamo ringraziato – spiega il consigliere provinciale Michele Raisi tutti quelli che hanno lavorato per le scorse elezioni e per ottenere il buon risultato dasi punto di vista del consenso. Ora c’è da lavorare per ricostruire il partito e uscire dalla gestione commissariale”. Raisi ha anche spiegato che “il nostro ruolo in Provincia sarà di attenzione, decideremo in base al programma che verrà presentato dalla presidente Virgili – non abbiamo posizioni preconcette, non escludo aperture”. Raisi stigmatizza quanto avvenuto al primo consiglio provinciale di martedì scorso: “Spettacolo mediocre e triste, l’intervento di Marzola, poi lo reputo fuori luogo e sbagliato, non lo condivido per niente”.

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giu 26

CONSIGLIO PROVINCIALE “Raisi sarebbe la scelta migliore”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/06/2009

ROVIGO – “Se fossi Tiziana Virgili punterei su Michele Raisi (nella foto) per la presidenza del nuovo consiglio provinciale”. A sbilanciarsi è il compagno di schieramento di Raisi Renato Borgate: “Se non si cerca un accordo con la minoranza si rischia di non trovare la nomina in prima battuta, che necessita dei due terzi dei consensi, partendo così decisamente col piede sbagliato”. “Questo – continua Borgate – potrebbe succedere sia se il centrosinistra fa l’ingordo e pretende ogni carica per se, sia se il centrodestra dovesse puntare i piedi”. “A questo punto – sentenzia il presidente dell’Udc – la scelta migliore, in grado di accontentare tutti, sarebbe proprio Un uomo di centro come Michele Raisi. Sarebbe superpartes, e quindi perfettamente in grado di garantire la legalità e la funzionalità del consiglio provinciale”. Nel valzer dei nomi per la prossima giunta provinciale, interviene anche Gianni Nonnato chiedendo rinnovamento: “Se Tiziana Virgili vuole fare una reale azione di rinnovamento della politica, e più in particolare della sinistra, bisogna avere il coraggio di cambiare. Non si faccia irretire da nessuno, non guardi alla vecchia giunta e a noi vecchi politici. Ci vuole novità, e quindi mi auguro non ricicli nessuno dei passati amministratori. In caso di chiamata io stesso sono pronto a rifiutare”. Intanto il Pd continua i colloqui per la creazione della giunta. Gli alleati battono cassa con Rifondazione a chiedere uno, meglio due assessorati, magari ancora con Guglielmo Brusco e Anna Lucia Riberto, uno i socialisti e l’idv che ambisce alla vicepresidenza che finirebbe nelle mani di Francesco Ennio. C’è poi da tenere presente la volontà dare spazio alle donne, e qui sarebbe in pole positìon Giuliana Culmanelli rispetto a Laura Negri, e il riequilibrio territoriale, con Grotto e Rigoni in lizza per una sola poltrona, dopo la sconfitta di Adria, che taglierebbero quindi fuori Spinello.

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giu 25

Tratto dal Corriere del Veneto del 25/06/2009

L’Udc dichiara fedeltà al centrodestra ma pure chiede la presidenza del consiglio provinciale per Michele Raisi. «Se io fossi la Virgili sceglierei Raisi perché è perfettamente equidistante – spiega il leader centrista Renato Borgate – e potrebbe garantire la funzionalità dell’aula con il consenso di tutti, visti i buoni rapporti tanto col Pdl quanto col Pd». Su quest’ultimo aspetti dubbi non ce nesono visto e considerato che proprio Raisi è stato il primo a felicitarsi pubblicamente con Tiziana Virgili al momento dell’elezione. Nonostante questo Borgata sostiene che per 1′Udc non ci sia futuro se non nell’intesa col Pdl, sebbene nei trentamila voti mancati ad Antonello Contiero sia facile immaginare ne mancassero tanti di sostenitori dello scudo crociato. «In Veneto il nostro elettorato è comunque più affine al centrodestra – riprende -al ballottaggio ha pesato sicuramente l’assenza del nostro simbolo sulla scheda, oltre al fatto che al secondo turno le appartenenze contano meno rispetto alla fiducia nella persona. In ogni modo, la prossima settimana vorremmo convocare assemblee degli iscritti per fare il punto della situazione». Insomma, un ulteriore elemento che, unito alla lettura dei dati Comune per Comune, conferma che Contiero al ballottaggio ha potuto contare solo sull’appoggio convinto degli elettori del Carroccio* Un dato che emerge con chiarezza ovunque: i voti a Contiero sono sempre appena superiori a quelli ottenuti al primo turno dal partito e delle due civiche collegate.

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giu 24

 II partito di centro si complimenta con Virgili e analizza il voto del ballottaggio

“Basta imposizioni dall’alto. Ai vertici regionali diciamo Svogliamo essere noi i provenisti a’casa nostra”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 24/06/2009

ROVIGO “Siamo stanchi di imposizioni dall’alto”. L’Udc polesana alza la voce e passa in rasségna il risultato del ballottaggio che ha incoronato Tiziana Virgili nuova presidente della Provincia diRovigo. ‘ . “Da una prima valutazone- di questo risultato elettorale- recita una nota deU’Udc polesana emerge senza dubbio la scarsa affluenza alle urne degli, elettori polesani, una scelta precisa e mi-. rata che sta ad indicare lo scarso interesse per la vita politica ed amministrativa della nostra provincia, ma soprattutto fotografa un “malessere” diffuso dell’elettore che percepisce la politica come questione di poche persone più o meno interessate”. L’Udc poi continua: “Nel corso della campagna elettorale spesso e volentieri la gente si chiedeva come mai l’Udc non avesse corso da subito con il centrodestra, cosa che probabilmente avrebbe consentito la vittoria al primo turno. La scelta di correre da soli ci ha senza dubbio penalizzati sotto il profilo del risultato elettorale complessivo, ma ci ha permesso di offrire agli elettori polesani una alternativa seria e credibile nei confronti di candidati spesso e volentieri arroccati su posizioni estreme di destra o di sinistra”. Nel quadro di un “accordo regionale complessivo abbiamo accettato di correre a supporto del candidato Contiero, nonostante il rifiuto all’apparentamento (che avrebbe portato il simbolo dell’Ode sulle schede elettorali) e le continue e puntuali critiche al nostro partito. Il ballottaggio però non rappresenta un vóto politico ma è un confronto fra due persone che quasi mai sintetizzano il significato di una allean’za, che spesso nell’insieme accomuna eclatant! contraddizioni e divergenze”. £ ancora: “L’Udc sarà anche insignificante per qualcuno, scomodo per altri, ma voglia o non voglia rappresenta in questa provincia più di 9.000 elettori che vogliono e devono poter dire la loro, e ci dispiace per Mainami, ma lo hanno fatto eccome. Vogliamo infine ricordare/’agli amici” del centro destra che l’Udc di Rovigo.è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo di protagonista, sulle vicende del territorio. Siamo stanchi di dovere accettare che sia qualcun altro da fuori a determinare le condizioni che trovano noi attori polesani a dovere sempre dare sènza mai ricevere”. Questo messaggio ‘.’lo indirizziamo, .in particolare, ai vertici regionali dell’Udc, che ci impongono alleanza e percorsi che portano ad isolare il nostro partito”. Poi il riconoscimento alla Virgili: “Onore al vincitore la neo presidente Tiziana Virgili, persona stimata di cui conosciamo le grandi capacità umanitarie e la grande propensione al sociale. ‘ Auspichiamo che possa essere all’altezza di presiedere, con competenza e capacità, l’istituzione Provincia sia sul piano politico che su quello amministrativo. L’Udc sarà presente in consiglio provinciale con il proprio candidato presidente Michele Raisi, pronto ad accogliere le istanze e le speranze dell’elettorato moderato polesano”.

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giu 24

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/06/2009

Se non è una rivolta poco ci manca. Era noto che l’Udc polesana avesse mal digerito l’imposizione dei vertici regionali per un accordo pro Contiero. Adesso che la sconfitta brucia, la priorità sembra essere smarcarsi da una coalizione che ha dimostrato parecchi limiti. “L’Udc di Rovigo è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo da protagonista sulle vicende del territorio”. Rivolgendosi agli “amici” del centrodestra si sottolinea la stanchezza ” di dover accettare che sia qualcun altro da fuori a determinare le condizioni che trovano noi a dovere sempre dare senza mai ricevere. Questo messaggio lo indirizziamo in particolare, ai vertici regionali dell’Udc. Ci impongono alleanze e percorsi che portano a isolare il partito e a disorientare i nostri affezionati elettori”. La scelta del segretario regionale Antonio De Poli tra Adige e Po ha avuto un pessimo effetto. Quanto all’analisi del voto, L’Udc conferma che la ridotta affluenza indica lo scarso interesse per la vita politica come questione di poche persone più o meno interessate. Rispetto alle scelte fatte in campagna elettorale l’Udc precisa che la scelta di correre l’ha senza dubbio penalizzata, ma ha permesso di offrire ai polesani un’alternativa seria e credibile nei confronti di candidati arroccati su posizioni estreme. Durissima la posizione contro la scarsa considerazione che riservato all’Udc il centrodestra.

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giu 24

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 24/06/2009

«NEL CORSO della campagna elettorale spesso e volentieri la gente si chiedeva come mai l’Udc non avesse corso da subito con il centro destra, cosa che probabilmente avrebbe consentito la vittoria al primo turno. La scelta di correre da soli ci ha senza dubbio penalizzati sotto il profilo del risultato elettorale complessivo, ma ci ha permesso di offrire agli elettori polesani un’alternativa seria e credibile nei confronti di candidati spesso e volentieri arroccati su posizioni estreme di destra o di sinistra». Questa la valutazione di Michele Raisi (un posto da consigliere provinciale), che al primo turno ha corso da solo come candidato dell’Udc, mentre al secondo il partito ha appoggiato Contiero. «Nel quadro di un accordo regionale complessivo abbiamo accettato di correre a supporto di Contiero, nonostante il rifiuto all’apparentamento. L’Udc sarà anche ‘insignificante’ per qualcuno, scomodo per altri, ma voglia o non voglia rappresenta in questa provincia più di 9.000 elettori che vogliono e devono poter dire la loro, e ci dispiace per Mainardi, ma lo hanno fatto eccome». Raisi rivolge infine un messaggio ai vertici del suo partito: «L’Udc è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo di protagonista, sulle vicende del territorio. Questo messaggio lo indirizziamo, in particolare, ai vertici regionali dell’Udc, che ci impongono percorsi che portano ad isolare il partito e a disorientare i nostri elettori».

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