Sdoganata l’apertura al centro
Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/01/2010 di Alberto Garbellini
ROVIGO – Tutti pazzi per l’UDC, in nome dell’interesse generale. Il partito di Casini si conferma il “più amato” dal centrosinistra in cerca di un allargamento dell’alleanza per le prossime regionali. In Polesine la “benedizione” del Partito democratico è arrivata dal segretario provinciale Gabriele Frigato, pronto non solo ad allearsi ma a garantire l’appoggio, eventualmente, al segretario regionale Antonio De Poli in funzione ami Zaia. E adesso anche la numero uno regionale dei Democratici Rosanna Filippin da il via libera: ” Ci sono molti modi di guardare alla sfida delle regionali. Si può scegliere la strada della testimonianza, oppure quella della competizione. La via della rassegnazione, oppure quella del coraggio. Il vicolo cieco dell’attendismo olarotta limpida di scelte chiare. Io ho un’idea molto precisa di quel che deve fare il Pd. Giocare fino in fondo una partita che non è scontata, perché la Lega non ha vinto in partenza. A chi non si fida di un Veneto a guida leghista va offerta un’alternativa. Netta, riconoscibile, concreta. Un’alternativa che non basta proclamare a parole, ma che bisogna costruire con i comportamenti”. Le conseguenze del ragionamento sono chiare: “C’è un tempo in cui conta l’impegno per una causa più grande. Al centrosinistra, ma anche all’UDC e alle forze autonomiste, dico che il futuro del Veneto dipende dalle scelte che ciascuno di noi assumerà in queste ore. Per battere la Lega serve una coalizione ampia e un candidato condiviso. Forse è giunto il momento, per. tutti, di fare un passo indietro. Per fame avanti, insieme, uno più grande”. E anche il Partito socialista parla della necessità di un allargamento dell’alleanza, in nome di un interesse generale che richiede scelte non “barattabili” con interessi particolari. “La società veneta presenta aspetti “di aperta divaricazione del sentire comune, che gettano, i propri riflessi sul quadro politico e aprono prospettive di luce più o meno chiara, a seconda che prevalga l’una o l’altra tendenza culturale – scrive il segretario Giarmi Giribuola – Da una parte la tendenza solidaristica, che riconosce i valori su cui è fondata l’identità del Veneto, data dalla laboriosità, il sacrificio e l’inclusione; dall’altra la visione esclusivistica, isolazionista ed ignara della storia. Il centrosinistra non può essere indifferente in questo processo e permettere che possano prevalere quanti vogliono portare la nostra regione all’arroccamento su se stessa, che finirebbe per essere pregiudiziale per l’intero quadro sociale regionale in un momento in cui il mondo si apre sempre più al superamento delle, barriere nazionali. Bisogna fare fronte comune alla deriva leghista e perché alle prossime elezioni regionali non prevalgano i richiami della paura contro oscuri e pretestuosi pericoli, tìpici della Lega, ma si affermi quella volontà di andare avanti nel lavoro, nel rispetto dei diritti della collettività e dei singoli, nella sicurezza della vita. Per questo i socialisti-vedono con favore l’allargamento della coalizione all’UDC alle prossime regionali, ma in questa scelta vedono anche la ricerca di un percorso di più ampio respiro, sia a livello locale che nazionale”. Un’apertura che è al tempo stesso una bocciatura. Per l’Idv che ha deciso di andare in solitario tastando il terreno con l’onorevole Massimo Donadi. “Il Partito socialista, in un momento nel quale il centrosinistra veneto sta ricercando di allargare la propria alleanza, non condivide la scelta dell’Italia dei valori di presentare un proprio candidato alle regionali e crede sia frutto di una visione miope e di corto respiro, più attenta alla difesa della opportunità e del particolare, che orientata ad una visione strategica a salvaguardia dell’interesse generale” , Ma che tra i socialisti e Di Pietro non ci sia feeling non è storia di oggi.
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L’UDC rischia una guerra interna
Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010 di Roberto Rizzo
ROVIGO – C’è una dote che accomuna l’onorevole Gabriele Frigato al professor Albertino Stocco. Si chiama tenacia: questo sostantivo ha il valore di un eufemismo, usato per non dire cocciutaggine. Il primo, infatti, sta lavorando, brigando da anni per far traslocare l’UDC nella maggioranza, Pd e compagnia cantante. Il secondo, per io anni, è riuscito a tessere una tela di appoggi che l’ha portato ai vertici degli istituti riuniti di assistenza sociale di Rovigo. La seconda vicenda, quella che riguarda Albertino Stocco, si può considerare conclusa. Per la conclusione della seconda, pare proprio che si siano create tutte le condizioni per l’entrata nella giunta comunale di Rovigo di un giovane, un uomo che se non è iscritto all’UDC, francamente non lo sappiamo, con alcuni uomini dell’Ode va comunque a braccetto. E chi è questo uomo? Per dirlo riportiamo voci. Che si fanno però ogni giorno più insistenti. In particolare nelle sedi di alcuni partiti e lungo i corridoi di palazzo Nodari. Dove vivono i soliti bene informati, anche se lontani dalle stanze del potere vero. Quest’uomo è Riccardo Rizzo il quale sarà chiamato a sostituire Federico Frigato, .che è emigrato, non nelle condizioni di un extracomunitario, dall’assessore alla cultura di Rovigo alla presidenza del consiglio provinciale? Riccardo Rizzo ha poco più. di 40 anni, è laureato in scienze aziendali, (gualche anno fa decise di abbandonare alcune esperienze politiche di primo piano, nella De e nella Margherita, per motivi professionali. E’ un uomo preparato, serio, intelligente. Di lui non si può che dire bene. Quindi nessuna critica alla persona. Ma chi avrebbe sostenuto la sua candidatura per entrare nella giunta di Fausto Merchiori? Certamente alcuni uomini dell’UDC, Quelli che guardano con una mai celata simpatia a una collaborazione con il centrosinistra e che concretamente rappresentano l’avamposto di Gabriele Frigato nel partito di Pier Ferdinando Casini… Se poi usciamo dal generico, viene da pensare che, tra questi uomini, ci sia anche il dottor Lorenzo Liviero, che di Riccardo Rizzo è amico da sempre e che, a giudizio di molti, è uomo ombra dell’UDC, la testa pensante, tanto per intenderci, che studia le strategie per i suoi amici. Che insegna come muoversi. Anche in ambiti come questi che sono irti di difficoltà. Il progetto di Gabriele Frigato si e dùnque realizzato. Ma perché abbiamo definito questi ambiti irti di difficoltà? Là risposta da dare non è proprio così diffìcile. , E’ sufficiente andare con il pensiero ad alcuni anni fa. Quando l’UDC si schierò, fermiamoci alla sola corsa per la conquista di palazzo Nodari, come alleata del Pdl. Sulla scorta dei programmi e sulla scia di un costante allontanamento dalle posizioni di centrosinistra, l’UDC chiese l’appoggio dei’cittadini di Rovigo ottenendo così reiezione di due consiglieri comunali e cioè di Renato Borgate e Rinaldó Salvan. Borgatee Salvan, quindi, rappresentano in Comune quegli elettori che hanno Mndiviso là linea politica di non alleanza conii Pd. Oggi la realtà: Riccardo Rizzo in giunta, imporrebbe, ai due consiglieri, di fare il salto della barricata n.la condivisione dell’azione dell’attuale esecuti/o. Comunque vivrebbero profondi stati di disagio. \ meno che… A meno che nell’UDC non si scateni ma. nuova guerra che potrebbe durare fino alla inclusione della legislatura Merchiori. Visto che cenato Borgatpe Rinaldo Salvan sono, a quanto si lice, nettamente cpntrari a questa operazione, ipn avendo .l’abitudine di indossare in corsa nuove :àsacche. Se si vuole questo…
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II capogruppo rigetta qualsiasi ipotesi di alleanza
Renato Borgato: «A Palazzo Nodari non tradiremo gli elettori»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/01/2010
«L’ingresso in giunta comunaie dell’UDC è una chimera di qualche illuso sognatore». Più chiaro di così… Renato Borgato, capogruppo UDC a Palazzo Nodari, spazza via i dubbi. L’UDC è targata centrodestra. E Merchiori no. Punto. «Qualsiasi nome appartenente o simpatizzante UDC sarebbe sconfessato politicamente dai due consiglieri comunali eletti nella lista che siamo io e Rinaldo Salvan sbotta Borgato – Noi abbiamo il mandato degli elettori su un programma ^antitetico all’attuale giunta. Chi fa i conti senza l’oste sbaglia perché abbiamo oltre il 7% di consensi in città». In breve, Borgate affossa ogni ipotesi di presunta alleanza con Merchiori. E non è tenero con chi sta dietro a questo progetto. «Io e Salvan non tradiremo gli elettori. Se gli accordi fra Gabriele Frigato e qualche suo fiduciario nell’UDC dovessero sfociare in un nominativo, da vero amico gli sconsiglio di non avventurarsi in figuracce. Questa giunta è a fine corsa». Borgato annuncia anche che l’,UDC non è più commissariata. «C’è un coordinamento per le elezioni che proseguirà fino al congresso. Non è un caso che ne facciamo parte io e Rinaldo Salvan. Siamo consci che le Regionali potrebbero presentare diversi scenari. Ma l’UDC ha un elettorato prevalentemente moderato di centrodestra e pur tuttavia non berlusconiano e profondamente in antisi alla Lega. Resta tuttavia assolutamente non di sinistra. Oltretutto le Provinciali con la nostra corsa solitària, hanno stabilito due schieramenti. In Veneto ora ci presenteremo in contrapposizione alla candidatura leghista. Un progetto aperto a chi ci sta. E’ suggestivo che il Pd condivida questo progetto, e ancora di più lo è sentire che Frigato voterebbe Antonio De Poli. Ma allora ha proprio ragione Massimo Cacciari quando definisce i Democratici orfani di leadership e di proposte politiche tanto da far diventare il pensiero centrista dell’UDC la loro ancora di salvezza». Ma allora che ruolo sta avendo il consigliere provinciale Michele Raisi? «Raisi in consiglio provinciale è in una situazione completamente diversa dal Comune. E’ all’opposizione ma rappresenta una lista equidistante dalla destra e dalla sinistra. Sulle politiche provinciali, preludio per alleanze e programmi futuri, ci confrontiamo di volta in volta. Gli Stati generali della Virgili sono visti molto bene dall’UDC. Apprezziamo che si voglia contribuire ad avere un ruolo importante sui progetti che riguardano lo sviluppo del Polesine».
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Ci sarà anche Renato Borgato: “II taglio del costi della politica non deve ricadere sugli enti locali”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/02/2010
ROVIGO – Giovedì L’Anci si riunisce a Roma. Fra i punti nell’odg: la verifica dell’interruzione dei rapporti con il Governo”. L’Anci, infatti, da tempo chiede maggiore attenzione agli enti locali. Ci sarà anche Renato Borgato, consigliere comunale di Rovigo e vicepresidente dell’Anci nazionale dei consiglieri comunali. “I punti sui quali ci batteremo – afferma – sono quelli che abbiamo evidenziato nelle scorse settimane. Il taglio dei costi della politica non deve ricadere sugli enti locali. Ridurre il numero dei consiglieri comunali, ad esempio, non si tradurrebbe in un sollièvo per le casse dello Stato ma accentuerebbe un bipolarismo che, specie negli enti locali, non è il sale della democrazia. I cittadini devono continuare a potere formare liste civiche e raggrupp ame nti specificamente locali”. La posizione di Borgate è la stessa. dell’UDC e di Alvaro Ancisi, esponente del partito scudocrociato e componente dell’Anci. L’UDC, infatti sostiene che “nel quinquennio 2004-2008 la spesa è aumentata in ogni comparto della pubblica amministrazione in rapporto al Pii, per un valore complessivo di 1,2 punti percentuali, ad eccezione delle amministrazioni regionali (al netto della Sanità) e comunali, dove invece si è registrata in entrambi i casi una frenata di 2 decimi della spesa complessiva”. Per quanto riguarda la pressione fiscale, “a fronte dell’aumento di oltre 2 punti percentuali registrato dall’intera pubblica amministrazione nel quinquennio 2004-2008, interamente ascrivibile alle amministrazioni centrali i Comuni hanno registrato una riduzione del carico fiscale sui contribuenti di circa 2 decimi”. Anche depurando il dato dall’abolizione dell’Ici sulla prima casa, si evidenzia una sostanziale “stabilità della pressione fiscale comunale lungo tutto il quinquennio considerato”. Altro aspetto da affrontare è quello dei Comuni creditori dello Stato, “ad esempio le spese per le funzioni di giustizia”. L’Anci è intervenuta più volte “per denunciare il problema dei ritardi nei rimborsi da parte del ministero della Giustizia delle spese giudiziarie anticipate dai Comuni, ai Comuni viene generalmente erogato l’acconto riferito ad anni precedenti, e non si ha certezza su quando avvenga l’erogazione e sull’importo del saldo. Da segnalazioni fatte dai Comuni risulta un ritardo nell’erogazione dei fondi di almeno due anni. Per quanto riguarda invece la copertura delle spese è emerso che in media il contributo globale annuo non supera mai, o quasi, l’8o% di tale voce”. La mancata copertura della spesa sostenuta dal sistema dei comuni per la giustizia “può essere quindi quantificata, per ogni anno, in 60 milioni di euro, ovvero il 2 o % d i quanto rip orlato nei consuntivi Istat (anno 2007) che per tale funzione di spesa rilevano un ammontare pari a 301 milioni di euro”. Altro esempio: “L’addizionale comunale sui diritto di imbarco aeroportuali . Introdotta dal 2004, vale (per l’anno 2008) 301 milioni di euro. Nonostante si continui a chiamare addizionale comunale, ai comuni sono arrivati appena 9 milioni di euro. Il resto va ad Alitalia, ai vigili del Fuoco ed alla sicurezza degli impianti”. Borgate ripete anche che “I Comuni sono il comparto che fa più investimenti nel Paese, ma che nel 2010 arretrerà almeno del 30%”. quindi “nel 2010 si ripresentano tutte le difficoltà riscontrate nel 2009. In particolare l’impossibilità a fare investimenti e la difficoltà a smaltire i residui passivi per la spesa in conto capitale che si sono formati nei bilanci dei Co- mùni. I residui passivi per gli enti’soggetti a patto ammontano a circa 46 miliardi di euro e le giacenze di cassa sono pari a n miliardi di euro. Inoltre a legislazione vigente i Comuni per partecipare al risanamento dei conti pubblici, attraverso i limiri imposti dal Patto di stabilità, .hanno come unica possibilità la riduzione della spesa totale, difficilmente sostenibile in quanto devono far fronte alla crescente domanda di servizi sociali, a 11 ‘ a umento dei costi, ai rinnovi contrattuali. È noto che per i Comuni la riduzione di spesa può essere realizzata solamente attraverso la contrazione della spesa per investimenti, che è discrezionale, e non attraverso la riduzione della spesa corrente perché molto rigida, in quanto è composta da spesa del personale e spésa per servizi, la maggior parte dei quali di natura sociale”. Per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità i Comuni saranno costretti nel triennio 20092011 “a ridurre la spesa totale del 10%, pari a circa 6 miliardi di euro, e considerando che la spesa corrente è diffìcilmente contraibile a risentirne sarà la spesa per investimenti che si potrebbe ridurre di almeno il 30%”. E ancora: “I Comuni sono pure il comparto con i costi medi (personale e rappresentanza politica) più bassi di tutta la pubblica amministrazione”. Un dato che tradizionalmente viene utilizzato per misurare l’efficienza nelle organizzazioni di lavoro è il rapporto tra il numero dei dirigenti e la dotazione organica complessiva. “In media, nei Comuni capoluogo c’è un dirigente ogni 52 lavoratori; mentre al ministero dell’Economia il rapporto è di i dirigente ogni 22 dipendenti, al ministero dell’Ambiente si sale a i dirigente ogni 13 dipendenti, Inoltre, i dipendenti dei Comuni rappresentano il 12% del totale dei dipendenti pubblici e la loro retribuzione ‘pesa’ perl’ii%sul totale”; Rispetto al 2008: “La somma che manca nelle casse comunali è pari a 490 milioni di euro. Rispetto al 2009 mancano nelle casse comunali ben 535 milioni di euro. Rispetto al 2010 la perdita per i Comuni è stimata pari a circa 543 miliardi di euro, ma a tale somma devono aggiungersi i tagli presentati dalla Finanziaria per il 2010 a valere sul fondo ordinario, considerando ulteriori tagli a quelli già detti sui costi della politica”, Per quanto riguarda il patto di stabilità intemo vige la regola della competenza mista, e i “Comuni devono rispettare un unico obiettivo. Nonostante questa situazione i Comuni “continuano a garantire servizi”. In base alle proiezioni di crescita degli ultimi 2 anni, “si stima che nel 2008 abbiano operato sul territorio nazionale oltre 3.450 asili nido comunali, che ogni mattina hanno accolto complessivamente quasi 170.000 bambini. Nelle città italiane, tutte le notti vengono raccolte e smaltite io2mila tonnellate di rifiuti urbani: l’equivalente di una superpetroliera. Ogni giorno, in tutta Italia, vengono assistiti 215.000 anziani (pari all’i, 8% della popolazione con oltre 65 anni di età). Complessivamente, ogni giorno viaggiano sui mezzi pubblici delle aziende municipali dei trasporti oltre 38 milioni e mezzo di passeggeri. Le biblioteche comunali aperte al pubblico sul territorio nazionale sono 6.492. Nei Comuni italiani sono operativi 3.297 sportelli unici per le attività produttive che quotidianamente erogano servizi fondamentali per le piccole e medie imprese. I comuni provvedono all’assistenza quotidiana di 7.000 minori non accompagnati”. “Da sempre, inoltre, i Comuni italiani offrono la loro leale collaborazione con tutti gli altri livelli istituzionali”.
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Frigato “spinge” l’Udc in giunta
Il segretario del Pd lo ritiene un atto fondamentale per costruire nel futuro un accordo più organico
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 10/01/2010
L’ingresso in giunta comunale dell’Udc è una fondamenta per un accordo organico con il Pd che oggi non è ancora possibile.
Il segretario provinciale del partito di Bersani, Gabriele Frigato, benedice, senza dirlo esplicitamente, l’intesa che egli stesso ha sostenuto dietro le quinte, attendendo che da Palazzo Nodari e non dalle segreterie, arrivi la conclusione della vicenda.
Per arrivare a questa considerazione, ed è quello cui più tiene, Frigato parte dalle dichiarazioni fatte una decina di giorni fa su queste colonne dal capogruppo dell’Udc in Provincia Michele Raisi. «Non è una novità il mio sguardo all’Udc, con mie aperture pubbliche ripetute nel tempo. Servono, però, due premesse: l’Udc polesana è commissariata, in secondo luogo sia quella provinciale fino a quella nazionale, sono impegnate nella costituente di centro. In questo quadro le parole di Raisi me lo fanno riconoscere come figura più autorevole del partito per il ruolo e il consenso avuto alle elezioni. Le sue valutazioni positive sul lavoro della provincia e la disponibilità a contribuire alle scelte, sono coerenti con la sua campagna elettorale e il Pd apprezza e se possibile, intende concorrere a tradurle nel concreto».
Frigato ricorda che un anno fa Follini parlò di quattro aree politiche in Italia: Sinistra radicale, Sinistra riformista, area moderata e Destra populista. «A oggi nulla è cambiato e il primo a capire tutto era stato Casini, che ha scelto alle Politiche di fare una corsa autonoma per distinguersi dalla Destra populista. Dobbiamo fare in modo, allora, che che la Sinistra riformista e l’area moderata possano insieme realizzare una proposta di Governo del Paese. E per area moderata intendo tutti i partecipanti alla costituente di centro».
Si arriva così a Rovigo. «Il Pd ha futuro su questa linea, ma ribadendo le premesse dette, mi rendo conto che a oggi è difficile fare un accordo. Ciò non può significare, per il Pd, mettere da parte la propria attenzione a quell’area. In partito ne parleremo, anche con i gruppi consiliari, ma penso sia possibile e intelligente un innesto in giunta comunale che rappresenti l’attenzione all’Udc da un lato, la premessa a questo disegno dall’altro. Sarà il sindaco nella sua autonomia, comunque, che deciderà, auspichiamo in tempi brevi per coprire il “vuoto” lasciato da Federico Frigato, seppure la delega sia adeguatamente in mano al sindaco stesso».
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Una possibile alleanza avrebbe conseguenze anche a livello locale in primis Venezia e Rovigo
La convergenza del Partito democratico du De Poli continua a rimanere in piedi. In ribasso Bortolussi
Tratto dalla Voce di Rovigo del 10/01/2010 di Alberto Garbellini
ROVIGO- Don Abbondio o Don Rodrigo. Il matrimonio, insomma, “s’ha da fare” oppure no. Lasciando da pane “I Promessi sposi”, la questione delle nozze politiche riguarda Partito Democratico e Udc in vista delle prossime elezioni regionali. Da giorni gli esponenti dei que partiti continuano ad arrovellarsi sulla possibile alleanza per contrastare l’armata Pdl-Lega. La candidatura di Giuseppe Bortolussi alla presidenza del Veneto, lanciata dal· sindaco di Venezia Massimo Cacciari, infatti, non sembra entusiasmare tutto il partito. Pare anche che a livello nazionale il tandem pd – Udc sia visto di buon’occhio (in Veneto e altre regioni). E allora? Allora continua a rimanere attuabile l’ipotesi di una convergenza del partito di Bersani sul nome di Antonio De Poli, sostenuto dall’Udc. Ipotesi che qualche mese fa sembrava poco realizzabile ma che invece non viene rifiutata a priori da nessuno. Qualche giorno fa Gabriele Frigato, segretario del Pd polesano, aveva dichiarato di essere pronto a votare De Poli. Concetto che rimane in piedi nonostante qualche perplessità, soprattutto dalle parti degli appartenenti alla mozione Marino. I dubbi per una convergenza su De Poli si riferiscono al fatto che lo stesso è stato parte attiva della squadra che ha guidato la Regione negli ultimi anni. Ma la politica è il terreno del ‘possibile’, un ‘possibile’ sempre in evoluzione, tanto che la stessa segretaria regionale del Pd, Rosanna Filippin, ammette che “auspico che con l’Udc si raggiunga un’intesa”. Insomma porte aperte e tappeti rossi srotolati. Una decisione sarà presa sabato prossimo con la riunione della direzione regionale del partito, ma già domani, con il vertice dell’esecutivo il percorso potrebbe essere tracciato. De Poli resta un’ipotesi gettonata, anche se Idv e Sinistra unita potrebbero smarcarsi da una simile alleanza. Ecco allora che l’assenza di pregiudiziali verso il leader veneto dell’Udc appare anche come una scelta tattica per tenere aperto il dialogo e magari cercare intese anche su altri nominativi.Alcuni rumors, infatti, sostengono che pure all’interno dell’Udc l’appoggio a De poli non sia monolitico e dogmatico. Bortolussi resta una possibilità concreta, probabilmente più di quella di Laura Puppato, anche se i freni azionati da Massimo Calearo, referente regionale di Alleanza per l’Italia e altri esponenti del centrosinistra, sembrano ridurne la potenzialità di realizzazione .. Una possibile intesa Pd- Udc, inoltre va vista anche in chiave strategica, per allargare, cioè, l’area di centrosinistra in opposizione a Pdl-Lega, facendola sviluppare anche per l’attività politica del dopo regionali. Le conseguenze potrebbero portare ad alleanze anche a livello locale, come per le elezioni del sindaco di Venezia e, restando in casa polesana, alle amministrative di Rovigo del 2011. Senza scordare che la giunta di Rovigo continua a tenere un posto libero per l’assessorato alla Cultura, delega che il sindaco ha affermato di tenere per sè per un tempo non troppo lungo. Da settimane si vocifera di un possibile ingresso in maggioranza di esponenti dell’UDC di Rovigo, anche se il presidente Renato Borgato ha sempre escluso una simile eventualità a mandato aperto. Il laboratorio politico durerà ancora qualche giorno, poi finalmente le ipotesi lasceranno spazio alla realtà. E sarà davvero campagna elettorale.
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Borgato precisa: “C’è un progetto che va condiviso” VERSO LE REGIONALI
Tratto dalla Voce di Rovigo del 09/01/2010
ROVIGO – “Nessuna alleanza fila del centrodestra e lì rimargià stabilita con il Pd, ma solo remo fino a fine legislature”. la volontà di condividere un progetto nel modo più ampio possibile”. Renato Borgato, presidente rodigino dell’UDC, fa chiarezza sull’ipotesi di alleanza tra il partito di Casini e quello di Bersani in vista delle regionali. C’è chi, come Gabriele Frigato, spinge per un sostegno da parte del Pd al candidato dell’UDC Antonio De: Poli, e chi invece preferirebbe candidate Giuseppe Bortolussi come esponente dei democratici. Nel mezzo Renato Borgate: “Abbiamo presentato un progetto – spiega – che prevede anche un nostro candidato, e siamo disposti ad accogliere chiunque lo condivida, Pd incluso. Ciò non vuoi dire però che l’alleanza col Pd sia già cosa fatta. Abbiamo ricevuto molte richieste, ma spetta agli organi centrali valutarle e prendere la decisione definitiva. Nessuna alleanza a priori quindi, ma un progetto da condividere, perché solo così potremo rompere gli schemi. E se questo progettò troverà un buon appoggio sia a destra che a sinistra allora potremo pensare a una grane aggregazione di centro”. Ma Borgato, da sempre uomo di centrodestra, non è di quelli che sarebbero disposti ad accogliere il Pd col sorriso sulle labbra, e lo si evince anche dal suo commento su un possibile ingresso in giunta nel Comune di Rovigo dopo le dimissioni di Federico Frigato. “Per quanto mi riguarda l’ingresso in giunta dell’UDC non è coerente con il programma e l’alleanza presentati agli elettori alle elezioni. Ci siamo candidati nelle fila del centrodestra e li rimarremo fino a fine legislatura”.
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La querelle sull’enti per gli anziani ha diviso ulteriormente l’opposizione
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 08/01/2010
(l.g.) Pare sempre più vicina l’intesa tra Pd e UDC per l’ingresso in giunta degli esponenti polesani del partito di Casini. Un atto che porterebbe ad aggravare gli strappi interni all’UDC stessa, ma quanto accaduto in questa ultima settimana sulTIras potrebbe aver dato un’accelerata in tale dirczione, ancor più di quanto non faccia il segretario Gabriele Frigato aprendo le braccia a sostenere Antonio De Poli per la presidenza della Regione. Gli affondo del deputato Luca Belletti verso l’UDC e le repliche piccate del capogruppo Renato Borgate proprio attorno alla questione Iras, hanno mostrato una netta divaricazione nella conduzione del ruolo di opposizione e di come proporsi alla città. Mentre Belletti ha bocciato senza mezzi termini l’ipotesi di entrare all’Iras come proposto dal sindaco, Borgate la riteneva una cosa giusta da fare. Tra l’altro sia nella Lega che nel Pdl, le decisioni prese dai vertici di respingere la proposta del centrosinistra non è stata gradita da vari esponenti dei gruppi consiliari che stavano affrontando la trattativa, anche se poi il Pdl è uscito pubblicamente con una nota di condivisione delle scelte che salva la faccia a un’unità intema che al momento in realtà manca. Dal gruppo leghista, invece, è venuto un silenzio rispetto al niet di del segretario di Contiero che la dice lunga. L’uscita dell’UDC spaccherebbe la minoranza consiliare e la coalizione che aveva sostenuto nel 2006 Paolo Avezzù, dunque, portando il centrodestra a parificarsi all’assetto che ha a Roma, ossia Pdl e Lega. La maggioranza rodigina schizzerebbe a 27 consiglieri, lasciando a 13 l’opposizione. Sul nome possibile per l’ingresso in giunta, però, ancora si sa nulla. Il sindaco sta lasciando la trattativa ai partiti’,’ ma chiede almeno una rosa dalla quale scegliere e non dover accettare un assessore preconfezionato.

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L’ipotesi di alleanza Pd-UDC con candidato De Poli alle regionali passerà da proposte convergenti
Tratto dalla Voce di Rovigo del 08/01/2010 di LucaCrepaldi
ROVIGO – L’apertura del Pd al candidato alle prossime regionali dell’UDC, Antonio De Poli, che il segretario provinciale Gabriele Frigato ha lanciato nell’intervista di ieri nelle pagine de La Voce, ha sollevato diverse reazioni sia all’intemo del Partito democratico che dell’UDC; la notizia, poi, della possibile candidatura di Giuseppe Bortolussi, “investito” in diretta tv dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, sembra però la soluzione più probabile al rebus candidature in casa Pd e, forse, potrebbe trovare l’appoggio anche dello stesso UDC. In prima battuta, proprio il candidato alle regionali, Antonio De Poli, ha guardato a questa “mano tesa” del Pd come a una delle tanti possibili alleanze che il progetto del partito di Casini potrebbe concludere per le future elezioni. “La settimana prossima lanceremo il nostro progetto col nostro candidato – ha spiegato De Poli – e andremo a fare un appello a chi si ritiene ancora libero nel Veneto, a chi crede in democrazia e libertà, non a chi la vede in maniera diversa, come la Lega, la quale poco tempo fa ha ‘esiliato’ il prefetto di Venezia; forse non d daranno nemmeno il passaporto per entrare nelle nostre case”. “Democrazia, solidarietà, attenzione verso persone e cose – ha continuato De-Poli questo d divide dalla Lega il cui unico sogno è di portare le Olimpiadi del 2020 in Veneto; certo, è una grande opportunità, ma il mio sogno è quello di poter dare lavoro a chi è senza, di aiutare le imprese che sono in difficoltà, di dare dignità agli anziani e un futuro ai nostri figli nel Veneto, in Italia e nel Mondo”. “Il dialetto è da salvaguardare come storia non come lingua ha aggiunto l’onorevole deU’UDC – sarà importante insegnare meglio l’inglese, per favorire le imprese che perora reggono nell’export. Se ci facciamo una seconda muraglia e seguiamo il conservatorismo leghista, che corre dietto solo a populismo e al far demagogia, credo che purtroppo ritomeremo indietro, ritornando a essere un popolo di immigranti. Noi vogliamo un futuro per i nostri figli, e il nostro appello è a chi nel Veneto crede al nostro progetto”. Dal canto suo, Renato Borgate, presidente dell’UDC rodigino, vede di buon occhio un’alleanza col Pd. “Se c’è un’aggregazione che prende i favori della gente del popolo moderato – le parole di Borgate – vuoi dire fare qualcosa di consistente che si opponga alla presidenza leghista. E’ comunque una scelta da valutare con incontri ufficiali: questa attenzione del Pd sul progetto dell’UDC di De Poli fa certamente piacere. Gradirei che d fossero anche altre condivisioni forti in questo senso, usciremmo così dalla logica schematica di destra-centro-sinistra, creando aggregazioni su idee, progetti e uomini”. “E’ la linea di Casini – ha aggiunto Borgate – e se stanno considerando il nostro progetto, significa che d sono punti comuni cól Pd. E’ una premessa importante, che va in dirczione dell’obbiettivo che abbiamo di superare lo schematismo, un retaggio ideologico/antico, che porta solo a divisioni viscerali e a’non legittimare l’altra parte, rendendo meno coesa la sodetà. Ci dobbiamo chiedere se vogliamo disgregarla o farla rinascere, dobbiamo usare dagli schemi dell’odio”. “Può succedere che un’idea diversa ttovi consensi anche tra il Pdl e i fuoriusdti della Lega la conclusione di Borgate visto che non c’è più Galan e qualcuno potrebbe staccarsi. Un nuovo prodotto per il Veneto, fortemente ancorato al territorio, con diverse categorie sodali, può accadere che rompa gli schemi”. In casa Pd, oltre alle dichiarazioni di Frigato, c’è più cautela nell’alleanza con l’UDC. “La mia opinione è favorevole all’allargamento della maggioranza, ma su un programma condiviso la dichiarazione di Cinzia Sivier, segretaria comunale del Pd – prima il programma, poi i posti: questo è l’impegno nei confronti della gente che d siamo preso, a tutti i livelli istituzionali; Sono d’accordo con Frigato su quasi tutto: non conosco De Poli come Erigato, e non ho niente da dire sulla persona, ma mi piacerebbe che il candidato del centrosinistra fosse coerente con il centrosinistra. Coerente sulle nostre politiche: sa- reb1?e un buon punto di partenza per arrivare a convergere insieme”. “Anche su Bortolussi, so per certo che potrebbe essere un candidato con una convergenza – ha precisato la Sivier – ma personalmente mi sarebbe piaduta una donna, come Laura Puppato. Se riusciremo a far convergere il favore di tutte le componenti su un programma elettorale, facendo capire ai cittadini che non devono ascoltare solamente gli slogan, potremo ottenere un ottimo risultato”. Claudio Ramazzina, tra i rappresentanti polesani all’interno del coordinamento regionale del Pd, ha ribadito che l’alleanza con De Poli “è una delle tante ipotesi che sono in corso”. “Non c’è una scelta definitiva del coordinamento regionale – ha precisato Ramazzina – che si riunirà lunedì prossimo. Non mi risulta che ci siano soluzioni, siamo ancora in una condizione di analisi. Abbiamo un’idea nostra, del Pd Veneto, ma prima di esperia la ragioneremo insieme, cercando un punto di convergenza con chi si contrappone al centrodestra. Sonò d’accordo con la teoria di Bersani: far vincere il centrosinistra in tutte le realtà, anche se con un candidato che non sia del Pd”. E su Bortolussi “Cacciar! è un esponente spumeggiarne, ma non mi pare che Bortolussi sia un candidato che possa andare; facciamo delle scelte un po’ più aderenti alla nostra identità” invita Ramazzina che ricorda come lunedì “al 95% la dirczione regionale con l’esecutivo decideranno il candidato”.

written by UDC Badia Polesine
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IRAS II sindaco nomina il quinto consigliere, in pole position torna Mazzo- Borgato (UDC) contro ilPdl: «Decide per tutti senza consultare gli alleati»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 07/01/2009
NOSTRO SERVIZIO II centrodestra si sgretola sull’opportunità di scegliere l’ultimo consigliere del vertice dell’Iras. Il sindaco aveva lasciato alla minoranza la possibilità di designare un proprio uomo da inserire nel nuovo organico dell’ente, ma il Pdl non è stato ai giochi e così tutta l’opposizione ne esce sbriciolata. Intanto il tempo concesso dal primo cittadino per decidere è scaduto e la decisione di Merchiori cadrà inevitabilmente su un uomo del centrosinistra, chiudendo la possibilità all’opposizione di entrare nel consiglio d’amministrazione. Il sindaco non si sbilancia e renderà ufficiale il nominativo solo oggi, ma insistenti voci di corridoio sussurrano sempre più forte il nome dell’ex consigliere del Pd Marcelle Mazzo, su cui più di qualcuno ripone le speranze data la sua esperienza in campo sociale e medico. In ogni caso la vicenda non ha fatto che innescare la miccia di una bomba all’intemo del centrodestra e la bufera della polemica è ormai dietro l’angolo, pronta a scoppiare. Le parole di Renato Borgato (UDC) sono solo un assaggio di quello che con tutta probabilità si scatenerà nei prossimi giorni. La presa di posizione del Pdl di non accettare l’opportunità lanciata dal sindaco ha fatto storcere la bocca a iholti, prima di tutti al capogruppo dell’Udc che si è sentito fin da subito fuorigioco. «Siamo stati tagliati fuori senza saperlo afferma amareggiato – non c’è stato alcun incontro tra i capigrup- avrebbe senso che l’UDC faccia un nome senza Pdl e Lega». Lapidaria la conclusione. «Questo comportamento ha fatto rilevare che non c’è alcun centrodestra. C’è solo il Pdl. E questo non ci sta bene». D’altro canto qualche problema c’è anche in casa leghista. Una nota del segretario Antonello Contiero boccia l’operato del sindaco affermando che il Carroccio «non ha nulla da condividere con questa armata rossa allo sbaraglio da giunta Merchiori, ndr)». Affermazioni in netto contrasto con le dichiarazioni del capogruppo Simone Sedendo che apprezzava l’apertura del primo cittadino, ma non commenta le parole del segretario.. A questo punto Merchiori sceglierà un uomo del centrosinistra. «Non è più un problema mio chiude il sindaco – mi spiace non avere l’appoggio del centrodestra, ma se l’opportunità non è stata colta, non posso farci alcunché».
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