I MODERATI «Libertà di scelta agli elettori»
Tratto dal Resto del Carlino del 16/06/2009
LA Federazione dei Moderati di Centro di danni Saccardin, che al primo turno aveva corso con l’Ùdc, non seguirà al ballottaggio il partito di Casini. «Sentiamo più coerente con le nostre valutazioni politicoprogrammatiche lasciare libertà di voto agli elettori. Due dei tré elementi, essendo il programma qualcosa di condiviso dall’intero centro-destra, hanno come riferimento U candidato presidente e la Lega. Non ci sentiamo di condividere il modo di porsi del candidato presidente della Lega. D’altra parte ú si Ugge nella nota úpur riconoscendo alla candidata Vìrgili esperienza amministrativa, nonché doti di umanità e di capacità di ascolto, che sono in linea con quanto è per noi modalità propria del vero politico, non a sentiamo di sostenere percorsi che vedano la presenza determinante di schieramenti ‘estremi’ come collocazione politica, dato che questi schieramenti ú si legge nella nota ú hanno un modo di intendere la società che in molti punti è antitetico al nostro».
written by UDC Badia Polesine
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De Boni avvicina l’Udc a Contiero, ma molti nel partito non vogliono l’apparentamento
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/06/2009
Se apparentamento sarà, l’Udc sceglierà solo il centrodestra. La conferma arriva dal commissario del partito degli ex De Onorio De Boni che ha ribadito come l’orientamento sia senza remore verso un’unica dirczione. Che non è quella di Tiziana Virgili. «Non c’è al momento alcun accordo precisa De Boni – diciamo che si sta trattando. Ovviamente guardiamo unicamente all’area del centrodestra, ma non è affatto deciso che si arrivi a un apparentamento vero e proprio. Vedremo quali condizioni matureranno». Anche un digiuno di politica capirebbe che il tema del confronto non sono i programmi, ma qualcosa di ben più materiale dove ci si può anche accomodare sopra. Insomma, la corsa a Palazzo Celio sta ricalcando lo stesso itinerario del già praticamente concluso accordo per il Comune di Adria, dove l’Udc di Sacchetto porterà i propri voti in dote a Barbujani. A Rovigo il nodo è un po’ più intricato. Di mezzo c’è la nascita del partito di centro con i Moderati di Albertino Stocco e Gianni Saccardin. «Per la verità sarebbe meglio rimanere liberi – confessa il candidato presidente dell’Udc Michele Raisi – un apparentamento con tutti i crismi potrebbe avere riflessi sul nostro percorso a fianco dei Moderati. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare di cuore loro e Presenza cristiana per l’appoggio che mi hanno dato in questa contesa elettorale». Apparentamento o meno, un’evoluzione di questa fatta suscita diverse perplessità. Per alcuni leader del partito, da Lorenzo Liviero ai fratelli Milan, Francesco e Vincenzo, fino ad Andrea Borgate e Sandro Zamboni, l’affratellamento con un candidato presidente alla Provincia come Contiero appare lontano mille miglia. Non foss’altro per alcuni atteggiamenti barricaderi di Contiero contro i vertici democnsoam ai tempi dell’affaire Polesine bus, quando tra l’altro Liviero era anche sindaco di Rovigo. Ma anche per il ricordo e l’omag gio che gli ex De non tralasciano di tributare a un presidente di Palazzo Celio come Alberto Brigo. Difficile digerire l’aiuto al leghista per regalargli il posto che fu del compianto politico rodigino. Intanto il Pd ha radunato le forze del comitato “Virgili presidente”. L’obiettivo è «stringere rapporti con l’associazionismo, il volontariato, l’imprenditoria allargando il sostegno a Virgili, un’amministratrice capace che ha già dato prova di saper governare con moderazione e competenza». Sono pronti gazebo al mercato e incontri pubblici per rimarcare il programma della candidata. La riunione di giovedì ha rinsaldato la fiducia nella vittoria. «Nella valutazione dei candidati, Virgili può mettere in campo moderazione, determinazione e maggiore esperienza amministrativa – spiegano i sostenitori della candidata – una garanzia di immediata operatività e di piena efficienza per affrontare i problemi. Mentre Contiero pagherebbe lo scotto di un apprendistato preoccupante. Come ha dimostrato in campagna elettorale, ha solo slogan, ma è senza un programma concreto». Quanto al sostegno degli altri partiti, Virgili ribadisce piena disponibilità a dialogare con tutti coloro che sono disposti ad abbracciare le linee programmatiche già tracciate, senza mercanteggiamenti, ma con abilità.
written by UDC Badia Polesine
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo di Giovedì 30 Aprile 2009
A una settimana dalla presentazione delle liste e dell’inizio della campagna elettorale, un altro schieramento scioglie gli indugi e si lancia nella corsa per Palazzo Celio.
Non avendo trovato alcuna risposta da parte dell’Udc agli appelli lanciati per un’unità al centro, la federazione dei Moderati si mette in lizza da sola per la presidenza della Provincia, trovando la disponibilità a candidarsi di Antonio “Gianni” Saccardin, che già fu assessore ai Servizi sociali nella giunta rodigina che ebbe come sindaco Paolo Avezzù, tra il 2001 e il 2006 (Saccardin vi entrò nel 2002, però, al posto della scomparsa Erminia Lodi).
La federazione raggruppa cinque realtà dell’area, vale a dire il Movimento veneto per il Ppe che ha come leader l’onorevole Giorgio Carollo, la lista comunale di Albertino Stocco, Presenza cristiana di Lendinara, l’altra civica Rovigo insieme per, infine il movimento della Rosa per per l’Italia che a livello nazionale è promosso dall’onorevole (ex segretario della Cisl) Savino Pezzotta.
«Saccardin metto volentieri a disposizione la passione e le competenze – sottolinea la federazione – per portare avanti ideali e valori condivisi che hanno il loro fulcro nella dignità, sacralità e inviolabilità della persona».
Valori che «troveranno sviluppo concreto nel programma che la federazione si è dato e che perseguirà con modalità proprie che facciano risaltare la rettitudine, la competenza, l’ascolto e la partecipazione affinché le parole “servizio” e “bene comune” possano ritrovare quel significato che stanno perdendo».
Presentarsi per la Provincia implica anche l’eventualità a fare alleanze, già per il primo turno se ci saranno svolte in questi giorni, altrimenti per il ballottaggio. Se da un lato la lista dei moderati è quasi pronta, dall’altro la federazione rinnova l’appello e «mantiene la disponibilità al dialogo e al confronto sulla candidatura e sul programma, con quelle forze pronte a condividerne non solo l’impianto ideale valoriale, ma soprattutto quel percorso di costruzione di un’area di centro che possa differenziarsi anche in termini di identità da coalizione che nate da fusioni a freddo, si sforzano di far convivere idealità e valori che sono a volte contrapposti e perciò di improbabile sintesi».
Il solito partitino? I moderati sottolineano di non voler essere una di quelle realtà che nascono vicini alle elezioni e muoiono subito dopo, quanto essere «la scommessa di “un nuovo che nasce” e si sforza di non disperdere valori e tradizioni che si rifanno alle radici cristiane e sia attento ai più deboli».
written by UDC Badia Polesine
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