gen 14

Sdoganata l’apertura al centro

Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/01/2010 di Alberto Garbellini

 ROVIGO   Filippin e Partito socialista insieme per lUdc: II centrosinistra deve allargare i propri confini ROVIGO – Tutti pazzi per l’UDC, in nome dell’interesse generale. Il partito di Casini si conferma il “più amato” dal centrosinistra in cerca di un allargamento dell’alleanza per le prossime regionali. In Polesine la “benedizione” del Partito democratico è arrivata dal segretario provinciale Gabriele Frigato, pronto non solo ad allearsi ma a garantire l’appoggio, eventualmente, al segretario regionale Antonio De Poli in funzione ami Zaia. E adesso anche la numero uno regionale dei Democratici Rosanna Filippin da il via libera: ” Ci sono molti modi di guardare alla sfida delle regionali. Si può scegliere la strada della testimonianza, oppure quella della competizione. La via della rassegnazione, oppure quella del coraggio. Il vicolo cieco dell’attendismo olarotta limpida di scelte chiare. Io ho un’idea molto precisa di quel che deve fare il Pd. Giocare fino in fondo una partita che non è scontata, perché la Lega non ha vinto in partenza. A chi non si fida di un Veneto a guida leghista va offerta un’alternativa. Netta, riconoscibile, concreta. Un’alternativa che non basta proclamare a parole, ma che bisogna costruire con i comportamenti”. Le conseguenze del ragionamento sono chiare: “C’è un tempo in cui conta l’impegno per una causa più grande. Al centrosinistra, ma anche all’UDC e alle forze autonomiste, dico che il futuro del Veneto dipende dalle scelte che ciascuno di noi assumerà in queste ore. Per battere la Lega serve una coalizione ampia e un candidato condiviso. Forse è giunto il momento, per. tutti, di fare un passo indietro. Per fame avanti, insieme, uno più grande”. E anche il Partito socialista parla della necessità di un allargamento dell’alleanza, in nome di un interesse generale che richiede scelte non “barattabili” con interessi particolari. “La società veneta presenta aspetti “di aperta divaricazione del sentire comune, che gettano, i propri riflessi sul quadro politico e aprono prospettive di luce più o meno chiara, a seconda che prevalga l’una o l’altra tendenza culturale – scrive il segretario Giarmi Giribuola – Da una parte la tendenza solidaristica, che riconosce i valori su cui è fondata l’identità del Veneto, data dalla laboriosità, il sacrificio e l’inclusione; dall’altra la visione esclusivistica, isolazionista ed ignara della storia. Il centrosinistra non può essere indifferente in questo processo e permettere che possano prevalere quanti vogliono portare la nostra regione all’arroccamento su se stessa, che finirebbe per essere pregiudiziale per l’intero quadro sociale regionale in un momento in cui il mondo si apre sempre più al superamento delle, barriere nazionali. Bisogna fare fronte comune alla deriva leghista e perché alle prossime elezioni regionali non prevalgano i richiami della paura contro oscuri e pretestuosi pericoli, tìpici della Lega, ma si affermi quella volontà di andare avanti nel lavoro, nel rispetto dei diritti della collettività e dei singoli, nella sicurezza della vita. Per questo i socialisti-vedono con favore l’allargamento della coalizione all’UDC alle prossime regionali, ma in questa scelta vedono anche la ricerca di un percorso di più ampio respiro, sia a livello locale che nazionale”. Un’apertura che è al tempo stesso una bocciatura. Per l’Idv che ha deciso di andare in solitario tastando il terreno con l’onorevole Massimo Donadi. “Il Partito socialista, in un momento nel quale il centrosinistra veneto sta ricercando di allargare la propria alleanza, non condivide la scelta dell’Italia dei valori di presentare un proprio candidato alle regionali e crede sia frutto di una visione miope e di corto respiro, più attenta alla difesa della opportunità e del particolare, che orientata ad una visione strategica a salvaguardia dell’interesse generale” , Ma che tra i socialisti e Di Pietro non ci sia feeling non è storia di oggi.

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , , , , ,

gen 13

L’UDC rischia una guerra interna

Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010 di Roberto Rizzo

 ROVIGO   Riccardo Rizzo verso la giunta LUdc rischia una guerra interna ROVIGO – C’è una dote che accomuna l’onorevole Gabriele Frigato al professor Albertino Stocco. Si chiama tenacia: questo sostantivo ha il valore di un eufemismo, usato per non dire cocciutaggine. Il primo, infatti, sta lavorando, brigando da anni per far traslocare l’UDC nella maggioranza, Pd e compagnia cantante. Il secondo, per io anni, è riuscito a tessere una tela di appoggi che l’ha portato ai vertici degli istituti riuniti di assistenza sociale di Rovigo. La seconda vicenda, quella che riguarda Albertino Stocco, si può considerare conclusa. Per la conclusione della seconda, pare proprio che si siano create tutte le condizioni per l’entrata nella giunta comunale di Rovigo di un giovane, un uomo che se non è iscritto all’UDC, francamente non lo sappiamo, con alcuni uomini dell’Ode va comunque a braccetto. E chi è questo uomo? Per dirlo riportiamo voci. Che si fanno però ogni giorno più insistenti. In particolare nelle sedi di alcuni partiti e lungo i corridoi di palazzo Nodari. Dove vivono i soliti bene informati, anche se lontani dalle stanze del potere vero. Quest’uomo è Riccardo Rizzo il quale sarà chiamato a sostituire Federico Frigato, .che è emigrato, non nelle condizioni di un extracomunitario, dall’assessore alla cultura di Rovigo alla presidenza del consiglio provinciale? Riccardo Rizzo ha poco più. di 40 anni, è laureato in scienze aziendali, (gualche anno fa decise di abbandonare alcune esperienze politiche di primo piano, nella De e nella Margherita, per motivi professionali. E’ un uomo preparato, serio, intelligente. Di lui non si può che dire bene. Quindi nessuna critica alla persona. Ma chi avrebbe sostenuto la sua candidatura per entrare nella giunta di Fausto Merchiori? Certamente alcuni uomini dell’UDC, Quelli che guardano con una mai celata simpatia a una collaborazione con il centrosinistra e che concretamente rappresentano l’avamposto di Gabriele Frigato nel partito di Pier Ferdinando Casini… Se poi usciamo dal generico, viene da pensare che, tra questi uomini, ci sia anche il dottor Lorenzo Liviero, che di Riccardo Rizzo è amico da sempre e che, a giudizio di molti, è uomo ombra dell’UDC, la testa pensante, tanto per intenderci, che studia le strategie per i suoi amici. Che insegna come muoversi. Anche in ambiti come questi che sono irti di difficoltà. Il progetto di Gabriele Frigato si e dùnque realizzato. Ma perché abbiamo definito questi ambiti irti di difficoltà? Là risposta da dare non è proprio così diffìcile. , E’ sufficiente andare con il pensiero ad alcuni anni fa. Quando l’UDC si schierò, fermiamoci alla sola corsa per la conquista di palazzo Nodari, come alleata del Pdl. Sulla scorta dei programmi e sulla scia di un costante allontanamento dalle posizioni di centrosinistra, l’UDC chiese l’appoggio dei’cittadini di Rovigo ottenendo così reiezione di due consiglieri comunali e cioè di Renato Borgate e Rinaldó Salvan. Borgatee Salvan, quindi, rappresentano in Comune quegli elettori che hanno Mndiviso là linea politica di non alleanza conii Pd. Oggi la realtà: Riccardo Rizzo in giunta, imporrebbe, ai due consiglieri, di fare il salto della barricata :o n.la condivisione dell’azione dell’attuale esecuti/o. Comunque vivrebbero profondi stati di disagio. \ meno che… A meno che nell’UDC non si scateni ma. nuova guerra che potrebbe durare fino alla inclusione della legislatura Merchiori. Visto che cenato Borgatpe Rinaldo Salvan sono, a quanto si lice, nettamente cpntrari a questa operazione, ipn avendo .l’abitudine di indossare in corsa nuove :àsacche. Se si vuole questo…

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , ,

gen 10

Frigato “spinge” l’Udc in giunta

Il segretario del Pd lo ritiene un atto fondamentale per costruire nel futuro un accordo più organico

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 10/01/2010

 ROVIGO   Frigato “spinge” l’Udc in giuntaL’ingresso in giunta comunale dell’Udc è una fondamenta per un accordo organico con il Pd che oggi non è ancora possibile.
Il segretario provinciale del partito di Bersani, Gabriele Frigato, benedice, senza dirlo esplicitamente, l’intesa che egli stesso ha sostenuto dietro le quinte, attendendo che da Palazzo Nodari e non dalle segreterie, arrivi la conclusione della vicenda.
Per arrivare a questa considerazione, ed è quello cui più tiene, Frigato parte dalle dichiarazioni fatte una decina di giorni fa su queste colonne dal capogruppo dell’Udc in Provincia Michele Raisi. «Non è una novità il mio sguardo all’Udc, con mie aperture pubbliche ripetute nel tempo. Servono, però, due premesse: l’Udc polesana è commissariata, in secondo luogo sia quella provinciale fino a quella nazionale, sono impegnate nella costituente di centro. In questo quadro le parole di Raisi me lo fanno riconoscere come figura più autorevole del partito per il ruolo e il consenso avuto alle elezioni. Le sue valutazioni positive sul lavoro della provincia e la disponibilità a contribuire alle scelte, sono coerenti con la sua campagna elettorale e il Pd apprezza e se possibile, intende concorrere a tradurle nel concreto».
Frigato ricorda che un anno fa Follini parlò di quattro aree politiche in Italia: Sinistra radicale, Sinistra riformista, area moderata e Destra populista. «A oggi nulla è cambiato e il primo a capire tutto era stato Casini, che ha scelto alle Politiche di fare una corsa autonoma per distinguersi dalla Destra populista. Dobbiamo fare in modo, allora, che che la Sinistra riformista e l’area moderata possano insieme realizzare una proposta di Governo del Paese. E per area moderata intendo tutti i partecipanti alla costituente di centro».
Si arriva così a Rovigo. «Il Pd ha futuro su questa linea, ma ribadendo le premesse dette, mi rendo conto che a oggi è difficile fare un accordo. Ciò non può significare, per il Pd, mettere da parte la propria attenzione a quell’area. In partito ne parleremo, anche con i gruppi consiliari, ma penso sia possibile e intelligente un innesto in giunta comunale che rappresenti l’attenzione all’Udc da un lato, la premessa a questo disegno dall’altro. Sarà il sindaco nella sua autonomia, comunque, che deciderà, auspichiamo in tempi brevi per coprire il “vuoto” lasciato da Federico Frigato, seppure la delega sia adeguatamente in mano al sindaco stesso».

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , , , ,

gen 10

Una possibile alleanza avrebbe conseguenze anche a livello locale in primis Venezia e Rovigo
La convergenza del Partito democratico du De Poli continua a rimanere in piedi. In ribasso Bortolussi

Tratto dalla Voce di Rovigo del 10/01/2010 di Alberto Garbellini

scansione0001 ROVIGO   Pd e Udc alle pubblicazioni di nozzeROVIGO- Don Abbondio o Don Rodrigo. Il matrimonio, insomma, “s’ha da fare” oppure no. Lasciando da pane “I Promessi sposi”, la questione delle nozze politiche riguarda Partito Democratico e Udc in vista delle prossime elezioni regionali. Da giorni gli esponenti dei que partiti continuano ad arrovellarsi sulla possibile alleanza per contrastare l’armata Pdl-Lega. La candidatura di Giuseppe Bortolussi alla presidenza del Veneto, lanciata dal· sindaco di Venezia Massimo Cacciari, infatti, non sembra entusiasmare tutto il partito. Pare anche che a livello nazionale il tandem pd – Udc sia visto di buon’occhio (in Veneto e altre regioni). E allora? Allora continua a rimanere attuabile l’ipotesi di una convergenza del partito di Bersani sul nome di Antonio De Poli, sostenuto dall’Udc. Ipotesi che qualche mese fa sembrava poco realizzabile ma che invece non viene rifiutata a priori da nessuno. Qualche giorno fa Gabriele Frigato, segretario del Pd polesano, aveva dichiarato di essere pronto a votare De Poli. Concetto che rimane in piedi nonostante qualche perplessità, soprattutto dalle parti degli appartenenti alla mozione Marino. I dubbi per una convergenza su De Poli si riferiscono al fatto che lo stesso è stato parte attiva della squadra che ha guidato la Regione negli ultimi anni. Ma la politica è il terreno del ‘possibile’, un ‘possibile’ sempre in evoluzione, tanto che la stessa segretaria regionale del Pd, Rosanna Filippin, ammette che “auspico che con l’Udc si raggiunga un’intesa”. Insomma porte aperte e tappeti rossi srotolati. Una decisione sarà presa sabato prossimo con la riunione della direzione regionale del partito, ma già domani, con il vertice dell’esecutivo il percorso potrebbe essere tracciato. De Poli resta un’ipotesi gettonata, anche se Idv e Sinistra unita potrebbero smarcarsi da una simile alleanza. Ecco allora che l’assenza di pregiudiziali verso il leader veneto dell’Udc appare anche come una scelta tattica per tenere aperto il dialogo e magari cercare intese anche su altri nominativi.Alcuni rumors, infatti, sostengono che pure all’interno dell’Udc l’appoggio a De poli non sia monolitico e dogmatico. Bortolussi resta una possibilità concreta, probabilmente più di quella di Laura Puppato, anche se i freni azionati da Massimo Calearo, referente regionale di Alleanza per l’Italia e altri esponenti del centrosinistra, sembrano ridurne la potenzialità di realizzazione .. Una possibile intesa Pd- Udc, inoltre va vista anche in chiave strategica, per allargare, cioè, l’area di centrosinistra in opposizione a Pdl-Lega, facendola sviluppare anche per l’attività politica del dopo regionali. Le conseguenze potrebbero portare ad alleanze anche a livello locale, come per le elezioni del sindaco di Venezia e, restando in casa polesana, alle amministrative di Rovigo del 2011. Senza scordare che la giunta di Rovigo continua a tenere un posto libero per l’assessorato alla Cultura, delega che il sindaco ha affermato di tenere per sè per un tempo non troppo lungo. Da settimane si vocifera di un possibile ingresso in maggioranza di esponenti dell’UDC di Rovigo, anche se il presidente Renato Borgato ha sempre escluso una simile eventualità a mandato aperto. Il laboratorio politico durerà ancora qualche giorno, poi finalmente le ipotesi lasceranno spazio alla realtà. E sarà davvero campagna elettorale.

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , , , ,

gen 09

Borgato precisa: “C’è un progetto che va condiviso” VERSO LE REGIONALI

Tratto dalla Voce di Rovigo del 09/01/2010

RenatoBorgato ROVIGO   Nessuna alleanza a priori con il PdROVIGO – “Nessuna alleanza fila del centrodestra e lì rimargià stabilita con il Pd, ma solo remo fino a fine legislature”. la volontà di condividere un  progetto nel modo più ampio possibile”. Renato Borgato, presidente rodigino dell’UDC, fa chiarezza sull’ipotesi di alleanza tra il partito di Casini e quello di Bersani in vista delle regionali. C’è chi, come Gabriele Frigato, spinge per un sostegno da parte del Pd al candidato dell’UDC Antonio De: Poli, e chi invece preferirebbe candidate Giuseppe Bortolussi come esponente dei democratici. Nel mezzo Renato Borgate: “Abbiamo presentato un progetto – spiega – che prevede anche un nostro candidato, e siamo disposti ad accogliere chiunque lo condivida, Pd incluso. Ciò non vuoi dire però che l’alleanza col Pd sia già cosa fatta. Abbiamo ricevuto molte richieste, ma spetta agli organi centrali valutarle e prendere la decisione definitiva. Nessuna alleanza a priori quindi, ma un progetto da condividere, perché solo così potremo rompere gli schemi. E se questo progettò troverà un buon appoggio sia a destra che a sinistra allora potremo pensare a una grane aggregazione di centro”. Ma Borgato, da sempre uomo di centrodestra, non è di quelli che sarebbero disposti ad accogliere il Pd col sorriso sulle labbra, e lo si evince anche dal suo commento su un possibile ingresso in giunta nel Comune di Rovigo dopo le dimissioni di Federico Frigato. “Per quanto mi riguarda l’ingresso in giunta dell’UDC non è coerente con il programma e l’alleanza presentati agli elettori alle elezioni. Ci siamo candidati nelle fila del centrodestra e li rimarremo fino a fine legislatura”.

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , , ,

gen 08

La querelle sull’enti per gli anziani ha diviso ulteriormente l’opposizione

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 08/01/2010

renato 150x150 ROVIGO   Udc sempre più vicino allingresso in giunta(l.g.) Pare sempre più vicina l’intesa tra Pd e UDC per l’ingresso in giunta degli esponenti polesani del partito di Casini. Un atto che porterebbe ad aggravare gli strappi interni all’UDC stessa, ma quanto accaduto in questa ultima settimana sulTIras potrebbe aver dato un’accelerata in tale dirczione, ancor più di quanto non faccia il segretario Gabriele Frigato aprendo le braccia a sostenere Antonio De Poli per la presidenza della Regione. Gli affondo del deputato Luca Belletti verso l’UDC e le repliche piccate del capogruppo Renato Borgate proprio attorno alla questione Iras, hanno mostrato una netta divaricazione nella conduzione del ruolo di opposizione e di come proporsi alla città. Mentre Belletti ha bocciato senza mezzi termini l’ipotesi di entrare all’Iras come proposto dal sindaco, Borgate la riteneva una cosa giusta da fare. Tra l’altro sia nella Lega che nel Pdl, le decisioni prese dai vertici di respingere la proposta del centrosinistra non è stata gradita da vari esponenti dei gruppi consiliari che stavano affrontando la trattativa, anche se poi il Pdl è uscito pubblicamente con una nota di condivisione delle scelte che salva la faccia a un’unità intema che al momento in realtà manca. Dal gruppo leghista, invece, è venuto un silenzio rispetto al niet di del segretario di Contiero che la dice lunga. L’uscita dell’UDC spaccherebbe la minoranza consiliare e la coalizione che aveva sostenuto nel 2006 Paolo Avezzù, dunque, portando il centrodestra a parificarsi all’assetto che ha a Roma, ossia Pdl e Lega. La maggioranza rodigina schizzerebbe a 27 consiglieri, lasciando a 13 l’opposizione. Sul nome possibile per l’ingresso in giunta, però, ancora si sa nulla. Il sindaco sta lasciando la trattativa ai partiti’,’ ma chiede almeno una rosa dalla quale scegliere e non dover accettare un assessore preconfezionato.

gazza ROVIGO   Udc sempre più vicino allingresso in giunta

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , , ,

gen 08

L’ipotesi di alleanza Pd-UDC con candidato De Poli alle regionali passerà da proposte convergenti

Tratto dalla Voce di Rovigo del 08/01/2010  di  LucaCrepaldi


renato20carlino 150x150 ROVIGO   Condividiamo un progetto ROVIGO – L’apertura del Pd al candidato alle prossime regionali dell’UDC, Antonio De Poli, che il segretario provinciale Gabriele Frigato ha lanciato nell’intervista di ieri nelle pagine de La Voce, ha sollevato diverse reazioni sia all’intemo del Partito democratico che dell’UDC; la notizia, poi, della possibile candidatura di Giuseppe Bortolussi, “investito” in diretta tv dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, sembra però la soluzione più probabile al rebus candidature in casa Pd e, forse, potrebbe trovare l’appoggio anche dello stesso UDC. In prima battuta, proprio il candidato alle regionali, Antonio De Poli, ha guardato a questa “mano tesa” del Pd come a una delle tanti possibili alleanze che il progetto del partito di Casini potrebbe concludere per le future elezioni. “La settimana prossima lanceremo il nostro progetto col nostro candidato – ha spiegato De Poli – e andremo a fare un appello a chi si ritiene ancora libero nel Veneto, a chi crede in democrazia e libertà, non a chi la vede in maniera diversa, come la Lega, la quale poco tempo fa ha ‘esiliato’ il prefetto di Venezia; forse non d daranno nemmeno il passaporto per entrare nelle nostre case”. “Democrazia, solidarietà, attenzione verso persone e cose – ha continuato De-Poli questo d divide dalla Lega il cui unico sogno è di portare le Olimpiadi del 2020 in Veneto; certo, è una grande opportunità, ma il mio sogno è quello di poter dare lavoro a chi è senza, di aiutare le imprese che sono in difficoltà, di dare dignità agli anziani e un futuro ai nostri figli nel Veneto, in Italia e nel Mondo”. “Il dialetto è da salvaguardare come storia non come lingua ha aggiunto l’onorevole deU’UDC – sarà importante insegnare meglio l’inglese, per favorire le imprese che perora reggono nell’export. Se ci facciamo una seconda muraglia e seguiamo il conservatorismo leghista, che corre dietto solo a populismo e al far demagogia, credo che purtroppo ritomeremo indietro, ritornando a essere un popolo di immigranti. Noi vogliamo un futuro per i nostri figli, e il nostro appello è a chi nel Veneto crede al nostro progetto”. Dal canto suo, Renato Borgate, presidente dell’UDC rodigino, vede di buon occhio un’alleanza col Pd. “Se c’è un’aggregazione che prende i favori della gente del popolo moderato – le parole di Borgate – vuoi dire fare qualcosa di consistente che si opponga alla presidenza leghista. E’ comunque una scelta da valutare con incontri ufficiali: questa attenzione del Pd sul progetto dell’UDC di De Poli fa certamente piacere. Gradirei che d fossero anche altre condivisioni forti in questo senso, usciremmo così dalla logica schematica di destra-centro-sinistra, creando aggregazioni su idee, progetti e uomini”. “E’ la linea di Casini – ha aggiunto Borgate – e se stanno considerando il nostro progetto, significa che d sono punti comuni cól Pd. E’ una premessa importante, che va in dirczione dell’obbiettivo che abbiamo di superare lo schematismo, un retaggio ideologico/antico, che porta solo a divisioni viscerali e a’non legittimare l’altra parte, rendendo meno coesa la sodetà. Ci dobbiamo chiedere se vogliamo disgregarla o farla rinascere, dobbiamo usare dagli schemi dell’odio”. “Può succedere che un’idea diversa ttovi consensi anche tra il Pdl e i fuoriusdti della Lega la conclusione di Borgate visto che non c’è più Galan e qualcuno potrebbe staccarsi. Un nuovo prodotto per il Veneto, fortemente ancorato al territorio, con diverse categorie sodali, può accadere che rompa gli schemi”. In casa Pd, oltre alle dichiarazioni di Frigato, c’è più cautela nell’alleanza con l’UDC. “La mia opinione è favorevole all’allargamento della maggioranza, ma su un programma condiviso la dichiarazione di Cinzia Sivier, segretaria comunale del Pd – prima il programma, poi i posti: questo è l’impegno nei confronti della gente che d siamo preso, a tutti i livelli istituzionali; Sono d’accordo con Frigato su quasi tutto: non conosco De Poli come Erigato, e non ho niente da dire sulla persona, ma mi piacerebbe che il candidato del centrosinistra fosse coerente con il centrosinistra. Coerente sulle nostre politiche: sa- reb1?e un buon punto di partenza per arrivare a convergere insieme”. “Anche su Bortolussi, so per certo che potrebbe essere un candidato con una convergenza – ha precisato la Sivier – ma personalmente mi sarebbe piaduta una donna, come Laura Puppato. Se riusciremo a far convergere il favore di tutte le componenti su un programma elettorale, facendo capire ai cittadini che non devono ascoltare solamente gli slogan, potremo ottenere un ottimo risultato”. Claudio Ramazzina, tra i rappresentanti polesani all’interno del coordinamento regionale del Pd, ha ribadito che l’alleanza con De Poli “è una delle tante ipotesi che sono in corso”. “Non c’è una scelta definitiva del coordinamento regionale – ha precisato Ramazzina – che si riunirà lunedì prossimo. Non mi risulta che ci siano soluzioni, siamo ancora in una condizione di analisi. Abbiamo un’idea nostra, del Pd Veneto, ma prima di esperia la ragioneremo insieme, cercando un punto di convergenza con chi si contrappone al centrodestra. Sonò d’accordo con la teoria di Bersani: far vincere il centrosinistra in tutte le realtà, anche se con un candidato che non sia del Pd”. E su Bortolussi “Cacciar! è un esponente spumeggiarne, ma non mi pare che Bortolussi sia un candidato che possa andare; facciamo delle scelte un po’ più aderenti alla nostra identità” invita Ramazzina che ricorda come lunedì “al 95% la dirczione regionale con l’esecutivo decideranno il candidato”.

voce ROVIGO   Condividiamo un progetto

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , , , ,

gen 07

IRAS II sindaco nomina il quinto consigliere, in pole position torna Mazzo-  Borgato (UDC) contro ilPdl: «Decide per tutti senza consultare gli alleati»

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 07/01/2009

renato20carlino 150x150 ROVIGO   Il centrodestra a pezzi   Borgato (UDC) contro ilPdl: «Decide per tutti senza consultare gli alleati»NOSTRO SERVIZIO II centrodestra si sgretola sull’opportunità di scegliere l’ultimo consigliere del vertice dell’Iras. Il sindaco aveva lasciato alla minoranza la possibilità di designare un proprio uomo da inserire nel nuovo organico dell’ente, ma il Pdl non è stato ai giochi e così tutta l’opposizione ne esce sbriciolata. Intanto il tempo concesso dal primo cittadino per decidere è scaduto e la decisione di Merchiori cadrà inevitabilmente su un uomo del centrosinistra, chiudendo la possibilità all’opposizione di entrare nel consiglio d’amministrazione. Il sindaco non si sbilancia e renderà ufficiale il nominativo solo oggi, ma insistenti voci di corridoio sussurrano sempre più forte il nome dell’ex consigliere del Pd Marcelle Mazzo, su cui più di qualcuno ripone le speranze data la sua esperienza in campo sociale e medico. In ogni caso la vicenda non ha fatto che innescare la miccia di una bomba all’intemo del centrodestra e la bufera della polemica è ormai dietro l’angolo, pronta a scoppiare. Le parole di Renato Borgato (UDC) sono solo un assaggio di quello che con tutta probabilità si scatenerà nei prossimi giorni. La presa di posizione del Pdl di non accettare l’opportunità lanciata dal sindaco ha fatto storcere la bocca a iholti, prima di tutti al capogruppo dell’Udc che si è sentito fin da subito fuorigioco. «Siamo stati tagliati fuori senza saperlo afferma amareggiato – non c’è stato alcun incontro tra i capigrup- avrebbe senso che l’UDC faccia un nome senza Pdl e Lega». Lapidaria la conclusione. «Questo comportamento ha fatto rilevare che non c’è alcun centrodestra. C’è solo il Pdl. E questo non ci sta bene». D’altro canto qualche problema c’è anche in casa leghista. Una nota del segretario Antonello Contiero boccia l’operato del sindaco affermando che il Carroccio «non ha nulla da condividere con questa armata rossa allo sbaraglio da giunta Merchiori, ndr)». Affermazioni in netto contrasto con le dichiarazioni del capogruppo Simone Sedendo che apprezzava l’apertura del primo cittadino, ma non commenta le parole del segretario.. A questo punto Merchiori sceglierà un uomo del centrosinistra. «Non è più un problema mio chiude il sindaco – mi spiace non avere l’appoggio del centrodestra, ma se l’opportunità non è stata colta, non posso farci alcunché».

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , ,

gen 05

II presidente : “Non entro in maggioranza ma pensiamo a schemi diversi”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 05/01/2010 di Alberto Garbellini

renato20carlino 150x150 ROVIGO   Borgato: Deluso dal Pdl di RovigoROVIGO – “Sono deluso dal centrodestra di Rovigo perché stare fuori da ogni organismo significa non sapersi assumere certi responsabilità”. Renato Borgato, presidente dell’UDC e consigliere comunale a Rovigo, critica il comportamento del Pdl in merito alla vicenda Iras. “Hanno deciso da soli – dice – si rimanere fuori dal cda dell’Iras. Non hanno consultato gli altri gruppi della minoranza. Non è così che si gestiscono i rapporti”. Borgateo sostiene che “entrare nel cda Iras era un’opportunità, ora credo che sia sfumata vista la rigidità del Pdl”. Il presidente dell’UDC constata anche che “evidentemente occorre pensare schemi politici diversi. Non dico che l’UDC entrerà nella maggioranza comunale, questo non può succedere per rispetto agli elettori che ci hanno votato. Però dico che alle prossime elezioni comunali un’alleanza col Pdl la vedo difficile, possibile invece una nostra corsa solitària”. Ieri L’UDC era impegnato in un vertice regionale dove si sarà sicuramente parlato di elezioni regionali. Probabile una corsa solitària per l’UDC, nonostante le trattative e gli abboccamenti con altre forze politiche potrebbero cambiare gli scenari. Fra le candidature polesane dell’UDC probabile quella del consigliere provinciale Michele Raisi. Le altre due dovrebbero vedere in campo esponenti con ruoli istituzionali.

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , , ,

dic 31

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 31/12/2009

210880 micheleraisi ROVIGO   «Nessun accordo con Lega e suoi alleati» Michele Raisi, consigliere provinciale UDC è chiaro. Ha deciso di intervenire nel dibattito politico in atto a livello nazionale, regionale e locale per «sgombrare il campo da interpretazioni personali sulla linea politica dell’UDC provinciale, che spetta solo al commissario De Boni a ai vertici nazionali e regionali». «La linea politica del partito – aggiunge Raisi -, più volte ribadita da Casini, mi sembra estremamente chiara: essa parte dal principio che nel Paese il bipolarismo è fallito con due “finti” partiti Pdl e Pd che stanno dimostrando tutti i loro limiti». E allora? «Accanto a queste due aggregazioni si stanno muovendo speculando esclusivamente sugli errori e le mancanze del centro destra e del centro sinistra, la Lega e l’Idv, che raccolgono, parlando esclusivamente con slogan senza idee e progettualità, gli scontenti da entrambe le parti.In questo quadro politico l’unica forza che parla dei problemi della gente, che pone la persona al centro dei propri programmi è l’UDC». Come vede le alleanze per le regionali? «Casini ha ribadito che le alleanza per le regionali dovranno essere fatte su programmi e persone che intendano ridare slancio a un paese in difficoltà, che difendano veramente la famiglia, che intendano dare attuazione ad un vero federalismo fiscale». Casini ha eia lanciato la candidatura De Poli? «Condivido questa scelta in quanto ci rende liberi da una politica fatta di tatticismi e ordini di scuderia. L’UDC si presenta con i propri uomini, con un progetto per il Veneto del futuro, presentato più di un mese fa ad Abano, sul quale ricercare il consenso dell’elettorato moderato del Veneto. La rinuncia di Galan e la candidatura di De Poli aprono nuovi scenari. Finalmente la politica regionale si mette in movimento: sarà interessante se attorno a questa candidatura e alla progettualità che le sta dietro, dovessero costruirsi accordi elettorali con forze politiche del centro sinistra e del centro destra, del-use dalla svendita del Veneto alla Lega». Uno scenario che potreb. be essere trasferito anche in Polesine? «Sono convinto che potrebbe rappresentare la novità per un rilancio della politica polesana, occorre però ridare un senso e un valore alla nostra identità, riscoprendo la politica attiva, riprendendo un confronto serio con la società civile, recuperando il senso della progettualità e il coraggio delle scelte. Per quanto mi riguarda nell’ambito del ruolo di consigliere provinciale intendo rimarcare la mia posizione, espressa nel discorso di insediamento. Ad esempio sull’emergenza occupazionale plaudo all’operato della presidente Virgili. Per il futuro l’UDC vuole offrire il proprio contributo e partecipare completamente alle scelte. Non siamo per una “opposizione pregiudiziale” ne intendiamo chiedere spazi e barattare posizioni». Tiene banco, in questi giorni, l’allargamento della maggioranza a palazzo Nodari con un posto in giunta per l’UDC? «Trovo riduttivo parlare di alleanze legate a posti di potere. Questa è una logica che non mi appartiene e ritengo di considerarmi ancora una persona libera e non un professionista della politica, pronto a tutto e al contrario di tutto pur di difendere la propria posizione di potere. Per quanto mi riguarda ho detto più volte che l’unico obiettivo politico è e rimane la costituzione del nuovo soggetto politico della costituente di centro, e attorno a questo progetto ho trovato interlocutori interessati sia del Pdl che del Pd. Se per costruire questo percorso ci fosse fin da subito la disponibilità di qualche forza politica, non vedo perché non cogliere questa opportunità, specie se questa dovesse avere come cassa di risonanza il Comune capoluogo».

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , , ,

Page 1 of 812345»...Last »Top Footer