|
lug 19
|
Il candidato leghista alla presidenza della Provincia analizza la sconfitta e se la prende con i “traditori” in Pdl, Pd e Udc «II mio linguaggio? Sono stato onesto con gli elettori». Munerato: «Polesani non ancora pronti» «Le elezioni non le ho perse io. Le ha vinte la Democrazia cristiana».
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 19/07/2009
Sembra l’attacco di un pezzo di cronaca politica di venti anni fa. Invece è l’attualità. La lettura dei risultati delle Provinciali da parte di Antonello Contiero, lo sconfitto della corsa a palazzo Celio. Colui che ha sfiorato l’affermazione al primo turno con pronostici ultra favorevoli e poi si è dovuto arrendere al ballottaggi. A un mese dai fatti, ha avuto tutto il tempo per analizzare i dati e ora da la sua versione. «La vecchia De ha tré gambe esordisce l’esponente del Carroccio -. Una gamba si regge nell’ex Margherita fusa nel Pd, un’altra sta nel Pdl e la terza è nell’Udc. E in Polesine questo modo vecchio di fare politica ha colpito ancora». Nell’analisi di Contiero non c’è posto per l’autocritica. Appena uno scampolo in riferimento al suo modo di porsi davanti all’elettorato. Per il resto è un confronto a tutto campo tra i traguardi che ha ottenuto la Lega e quello che è successo tra il 21 e il 22 giugno. «Ho preso in mano il partito da un anno e mezzo – precisa Contiero -. Era al 5,7 per cento. L’ho portato al 18,95 e sommando le liste collegato e le preferenze sfioriamo il 22 per cento. Cinque punti meno del Pdl. n lavoro che abbiamo fatto sul territorio è stato decisivo. Avevamo solo Rovigo e abbiamo aperto sedi della Lega a Lendinara, Badia, Castelmassa, Adria, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po e Loreo. Oggi (ieri, ndr) apriremo Arquà, poi Occhiobello, Villadose e Lusia, dove si voterà l’anno prossimo». Il segretario del Carroccio ci tiene a sottolineare che le Provinciali sono state solo una bat- della Lega è ricominciata. Riapriamo il partito alle tante richieste di iscrizioni che abbiamo». Già, gli iscritti per Contiero sono il vero fiore all’occhiello: 170 nel 2005, 750 nel 2007, 1.260 nel 2008. «Avevamo solo 7 consilieri oggi ne abbiamo 55. La vittoria è- solo rimandata continua Contiero con a fianco l’onorevole Emanuele Munerato -. La verità è che hanno fatto un autogol e il tempo è galantuomo. Dovevamo vincere la primo turno. Le bianche e le mule hanno fatto la differenza. Purtroppo questa ó provincia soffre di un problema culturale: ha bisogno di qualcuno da fuori per farsi guidare”. L’autocritica come detto resta un opzional. Per esempio, è sicuro che i toni usati non siano stati un’arma a doppio taglio? «Io da leghista ho apprezzato il modo di parlare di Contiero – fa eco l’onorevole Munerato -. Per i leghisti questo linguaggio va bene. Forse i polesani non sono ancora pronti. L’atteggiamento della Lega troppo diretto sui problemi non è stato capito». «Credete che non sarei riuscito a parlare in altro modo? – chiede Contiero – Ho preferito essere onesto con gli elettori. Poi qualche lazzarone ha tradito». E già lo sguardo si allunga sul domani. «Se avessimo vinto, avremmo anticipato la storia ma è solo questione di tempo. Adesso la Virgili sta governando con i voti del centrodestra. Stia pur certa che non le faremo alcun sconto».
|
lug 14
|
II retroscena Cgil, CisI e Uil tracciano l’identikit dell’assessore al Lavoro
II pressing della Triplice sulla Virgili
Tratto dal Corriere del Veneto del 14/07/2009
ROVIGO - Un assessore al Lavoro con competenze specifiche, a capo di un referato capace di intervenire in modo incisivo sulle questioni che attanagliano il sistema produttivo polesano. Magari anche con una delega al Welfare, di sicuro da nominare in fratta, visto che a differenza di palazzo Celio altre amministrazioni provinciali nei mesi scorsi hanno già stanziato i fondi necessari, ad esempio, ad anticipare i soldi degli stipendi agli operai in cassa integrazione. E’ quanto hanno chiesto con una lettera al neo presidente della Provincia Tiziana Virgili i tré segretari confederali di Cgil, CisI e Uil. Chiaro il sottinteso: occorre un cambio di passo rispetto alla passata amministrazione Saccardin dove a ricoprire l’incarico era Guglielmo Brusco (Rifondazione Comunista), peraltro tra i candidati a restare assessore per i prossimi cinque anni. Giovanni Naiin della Cgil va anche oltre, rimarcando come «nella giunta precedente si è notata la mancanza di una vera e propria struttura operativa dell’assessorato al Lavoro, che secondo me ora dovrà invece essere il fiore all’occhiello di questa nuova compagine». Sull’importanza che questa delega deve avere concordano anche Grazio Trambaiolli per la CisI e Giampietro Gregnanin per la Uil, per i quali «l’occupazione è la questione numero uno che la giunta Virgili dovrà affrontare nel corso del suo mandato, e quindi serve una persona competente e un assessorato in grado di confrontarsi col mondo sindacale e delle imprese». Nomi e cognomi i tré segretari non ne fanno, anche se l’identikit è chiaro: «Serve qualcuno che non solo abbia una lunga esperienza nel mondo del lavoro, ma che abbia anche le necessario capacità di dialogo e mediazione tra i protagonisti dell’economia locale». La richiestadi incontro avanzata a Tiziana Virgili finora non è stata esaudita, ma Naiin, Trambaiolli e Gregnanin non vogliono polemizzare: «Sarebbe un bei segnale se i nostri consigli fossero accolti», affermano.
|
lug 14
|
Provincia, Frigato guiderà il consiglio Rimpasto in Comune Sorpresa nelle nomine per palazzo Celio Merchiori affiderà la Cultura a Candita
Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/07/2009
ROVIGO – Tiziana Virgili varerà ufficialmente oggi la nuova giunta provinciale ma, paradossalmente, la sorpresa maggiore non si incontra tra i nomi degli assessori in pectore. Alla presidenza del consiglio provinciale, infatti, siederà Federico Frigato, attuale assessore alla Cultura in Comune a Rovigo che, con ogni probabilità, rassegnerà le proprie dimissioni per trasferirsi da Palazzo Nodari a Palazzo Celio. La giunta Merchiori, dunque, si prepara a vivere il terzo rimpasto in tré anni, anche se per Frigato formalmente non vi sarebbe incompatibilità tra gli incarichi. Al posto dell’attuale assessore comunale, ma non prima di settembre, dovrebbe arrivare Bruno Candita, sempre Pd di radice democristiana, che oggi è presidente della commissione consiliare per le politiche culturali. Il passaggio di Candita nello staff di Fausto Merchiori lascerebbe quindi posto libero a Giulio Zanforlin in consiglio comunale. Prigato si trincera dietro a sorridenti no comment e rinvia ogni dichiarazione al consiglio provinciale di oggi dove l’aula dovrebbe dare semaforo verde al suo insediamento, assieme a quello degli otto assessori. Il Pd, come partito di maggioranza relativa, farà la parte del leone con cinque rappresentanti con le altre tré poltrone suddivise tra Ps, Idv, Prc-Pdci. Ai comunisti spetterà la vicepresidenza affidata a Guglielmo Brusco che, già presente nella scorsa legislatura, dovrebbe mantenere la delega alla Sanità acquisendo quella ai Servizi sociali, appannaggio proprio di Virgili nella vecchia giunta Saccardin, e cedendo alla presidente la responsabilità del Lavoro, cruciale in questa fase di crisi economica. I socialisti dovrebbero ottenere i Lavori pubblici riproponendo Giorgio Grassia che resse questa responsabilità nella prima giunta Saccardin tra il 1999 e il 2004. Grassia, in parallelo, dovrebbe mantenere il timone del Comune di Castelguglielmo. L’Idv, risolte le turbolenze legate al caso Rosa Barzan, dovrebbe puntare sul coordinatore provinciale Francesco Ennio per cui si parla di Politiche giovanili e Sport. Qualche malumore tra i dipietristi ci sarebbe, dato che fino all’ultimo avrebbero spinto per Qscar Tosini alla presidenza del consiglio provinciale. Nella propria pattuglia il Pd riconferma la sola Laura Negri che dovrebbe continuare il lavoro all’assessorato alla Cultura anche grazie, pare, a una lettera di sostegno bipartisan dei sindaci del territorio e di diversi rappresentanti dell’associazionismo culturale. Negri, inoltre, dovrebbe avere anche la responsabilità del Bilancio. New entry è l’ex Ds Marinella Mantovani, candidata del Pd al municipio di Taglio di Po ma sconfitta dal forzista Giovanni Chillemi. Mantovani potrebbe farsi carico del Turismo e dell’Urbanistica, tenendo conto che può contare sostegni bipartisan che potrebbero giovare nel rapportarsi con l’assessorato regionale retto da Renzo Marangon. Nella rosa anche Claudio Bellan che potrebbe raccogliere le deleghe collegato alle Attività produttive e a caccia e pesca. L’ex sindaco di Castelmassa Giuliana Gulmanelli, espressione della sinistra intema, dovrebbe occuparsi di Ambiente. Completa il quadro Leonardo Raito, il più giovane della squadra con i suoi 35 anni. Docente di storia all’ateneo di Ferrara, Raito dovrebbe farsi carico di Pubblica istruzione e Università.
|
lug 14
|
La nuova giunta provinciale sarà presentata oggi al Consiglio. L’Italia dei Valori riesce ad inserire Francesco Ennio come assessore
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 14/07/2009
Tre le donne chiamate alla corte di Tiziana Virgili Colpo di scena con l’indicazione di Federico Frigato alla presidenza dell’assemblea di palazzo Celio Tiziana Virgili ha la sua squadra. E se doveva essere un team di suo gradimento, come pare avesse chiesto la neo presidente al suo partito, almeno in un aspetto è stata accontenta. La prima giunta Virgili è la più femminile che si ricordi in Polesine. E probabilmente è anche un mezzo caso fuori provincia, visto che le rappresentanti dell’altra metà del cielo sono ben quattro, contando la presidente, sui complessivi nove incarichi assegnati. La nuova giunta provinciale è stata definita ieri in mattinata e oggi alle 16.30 verrà portata all’approvazione del consiglio nella prima seduta dell’era Virgili. Gli ultimi dubbi li ha sciolti la direziono del Partito democratico con un comunicato del segretario provinciale Gabriele Frigato. In ossequio ai criteri di territorialità, competenza, spinta innovativa ed equilibrio tra i generi, alla presenza della neo presidente Virgili, l’ultima riunione del vertice politico del partito ha confermato l’entrata in giunta di Claudio Bellan, Giuliana Gulmanelli, Marinella Mantovani, Laura Negri e Leonardo Raito. Scontato il commento del segreterie Prigato che ha confermato «il buon lavoro della direziono per un risultato assolutamente positivo nel segno della competenza e del rinnovamento». Fugato ha ringraziato i componenti per la serietà dell’opera svolta con una sintesi positiva dove «forse per la prima volta sottolinea – si sono viste la capacità e l’impegno superare le appartenenze e i recinti del passato guardando al Pd come a un soggetto politico plurale da un lato e unitario dall’altro». Gran numero di donne a parte, però, la vera novità è un’altra. Per la carica di presidente del consiglio è stato indicato Federico Frigato, assessore comunale alla Cultura e alle frazioni nella giunta Merchiori. Un’indicazione che sta già creando non poco sconcerto tra chi, da una parte, sottolinea l’incarico già coperto in Comune, e chi ne rimarca la non compiuta coerenza del Pd di tenere per sé una carica che poteva essere spesa in altro modo. Quanto alla giunta vera e propria, il dato emergente è senz’altro l’indice di forte rinnovamento imposto all’esecutivo provinciale. In questo senso il jolly lo ha pescato Laura Negri assessore uscente a Cultura, Istruzione e Turismo, ma anche candidata sindaco trombata nella sua Bergantino. Negri è l’unica ripescata della giunta Saccardin. Un dato rimarchevole soprattutto rispetto ad altri autorevoli past assessori, sfortunati alle Amministrative, che restano a spasso, uno su tutti Gino Sandro Spinello. Tutto secondo previsioni l’organigramma degli altri assessorati assegnati ai partiti della coalizione. Entrano in giunta Guglielmo Brusco per Sinistra Unita, Giorgio Grassia per il Partito Socialista e FrancescoEnnioper l’Italia dei valori, n pomeriggio di ieri è stato trascorso anche con l’orecchio rivolto a quanto succedeva a Palazzo Tassoni per il primo consiglio comunale di Adria. La ventilata nomina di Rosa Barzan alla presidenza dell’assemblea come incarico di garanzia offerta dal centrodestra all’idivista, è stata ritirata. Un fatto che ha sgombrato i dissidi a palazzo Celio con l’okay all’assessorato di Ennio. Ancora contorversa l’assegna7innp risi rafpratì Nwri nnn manterrà per intero quelli che aveva. Dovrebbe perdere l’Istruzione a favore, forse, di Gulmanelli. Grassia già ai Lavori pubblici e Strade, avrà l’Ambiente. In bilico la Sanità. Brusco e Virgili sul tema sono su pianeti diversi e l’assessorato potrebbe anche venire soppresso.
|
lug 14
|
Tré donne per la Virgili, oggi la nuova giunta debutta a Palazzo Celio Negri, Mantovani e Gulmanelli in pista
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 14/07/2009
LA NAVE di Palazzo Celio non avrà soltanto un timoniere in rosa. L’equipaggio che Tiziana Virgili ha scelto avrà molte donne. E addirittura fra i primi ammiragli, dato che saranno gli assessori della nuova Giunta. Il Partito democratico, ieri, ha infatti reso noto i suoi cinque rappresentanti: tré sono donne, non veline cooptate dal capo, ma gente che di politica ne mastica da un po’ di tempo. Giuliana Gulmanelli, già primo cittadino di Castelmassa, consigliere provinciale nello scorso mandato; Marinellà Mantovani, assessore comunale ad Ariano; Laura Negri, ex sindaco di Bergamino, assessore al Turismo e alla Cultura nella Giunta Saccardin. Due le new entry: Claudio Bellan, segretario del comitato comunale del Pd di Porto Tolle, ex segretario della Margherita, e Leonardo Raito docente universitario e assessore allo Sport di Polesella. Per quanto riguarda il resto della squadra della presidente restano tré poltrone da assegnare. Una a Rifondazione Comunista, che quasi sicuramente vedrà un Guglielmo Brusco bis e una ai socialisti, destinata a Giorgio Grassia, attuale sindaco di Castelguglielmo ed ex assessore ai Lavori pubblici proprio in Provincia. Riguardo la terza invece, ieri nel pomeriggio, a sciogliere l’ultimo nodo è arrivata anche la dichiarazione dell’adriese Barzan che, facendo un passo indietro sulle receriti offerte che le eranojpiinte dal sindaco Barbujani, ha aperto la porta per un assessorato al rappresen- sano Francesco Ennio. Sempre targata Pd sarà invece la presidenza del Consiglio provinciale, affidata a Federico Frigato, attuale assessore comunale per Cultura e Politiche per le frazioni. Oggi, alle quattro e mezza, si riunirà il primo consiglio. E’ probabile che, nello scampolo di ore che mancano alla prima assise in Palazzo Celio tutto sarà messo a .punto. Fra i boatos ascoltati ieri: Negri confermata alla Cultura, Gulmanelli finirà al Bilancio, Raito allo Sport e Turismo, Ennio alle Politiche Giovanili, Brusco con una delega alle Pari Opportunità e Lavoro. Grassia, probabilmente ai Lavori pubblici.
|
lug 14
|
Nel pomeriggio la prima convocazione dell’aula
PALAZZO CELIO battesimo del consiglio
Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/07/2009
ROVIGO – Oggi il primo consiglio provinciale dell’era Tiziana Virgilì. Alle 16.30 scatteranno i lavori dell’aula di Palazzo Celio. Un consiglio in gran parte rinnovato rispetto al gruppo che ha occupato i seggi della sala consiliare dì Palazzo celio negli ùltimi 5 anni. Fra i nuovi consiglieri, 14 della maggioranza e io dell’opposizione, il gruppo più numeroso è quello del Partito democratico: Gian Paolo Bolognesi, Alessandro Rigoni, Laura Negri, Claudio Marzola, Franco Grotto, Claudio Bellan, Giuliana Gulmanelli, Federico Frigato e Franco Vecchiatti. Due sono di Sinistra unita: Guglielmo Brusco e Matteo Masin, uno ciascuno di Italia dei valori, Oscar Tosini e Partito socialista, Giorgio Crassia. Per la minoranza, cinque sono del Popolo della libertà: Filippo CarUn, Monica Moro, Marco Trombini, Andrea Bimbatti e Pierangelo Avanzi; quattro della Lega Nord: Antonello Contiero, Ivano Gibin, Stefano Falconi e Michele Franchi. Infine Michele Raisi, unico rappresentante deU’Udc. Oggi verranno decisi anche i capigruppo degli schieramenti. Per quel che riguarda l’opposizione capogruppo del Pdl dovrebbe essere Pierangelo Avanzi. Mentre Antonello Contiero dovrebbe guidare quello della Lega. Raisi, unico esponente dell’Udc, ne sarà anche capogruppo. n consiglio provinciale di oggi prevede la convalida del presidente della Provincia e dei consiglieri provinciali proclamati dall’Ufficio elettorale centrale ed eventuale surrogazione dei consiglieri dimissionari o dichiarati ineleggibili. Poi il giuramento della presidente della Provincia. L’elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio. La comunicazione in ordine alla nomina della giunta provinciale. Là costituzione dei gruppi consiliari e designazione dei rispettivi capigruppo. Infine la ratifica della deliberazione avente adoggetto: “Utilizzo parte avanzo di amministrazione 2008″. La nomina ad assessori di sei consiglieri del centrosinistra (unici esterni sono Francesco Ermio dell’Idv e Marinella Mantovani del Pd) libererà altrettanti posti in consiglio. E così al posto di Grassia in consiglio per il Ps entra Silvana Mantovani di Porto Tolle. In tìmcnra nnifa a crxil-il-mrpRmern r’pAnna Lucia Riberto (Trecenta). Nel Pd rientrano: Giusepe Boscolo (Lusia), Giuseppe Traniello Gradassi (Fratta) e Fiorella Cappato (Ceregnàno) e Angelo Sivier (Rovigo Ovest).
|
lug 06
|
IL BORSINO DEGLI ASSESSORI Anche i socialisti non hanno scelto: salgono le quote di Giribuola Totogiunta
I democratici ancora da assegnare due poltrone. Per Brusco rebus Sanità
Tratto dalla Voce di Rovigo del 05/07/2009
ROVIGO – Ultime battute del valzer delle poltrone, prima che la musica si fermi e chi è seduto è seduto e per gli altri si vedrà. Il zogo dee caregbe e insieme ad esso il totoassessore sono agli sgoccioli perché probabilmente già domani Tiziana Virgili annuncerà ufficialmente gli otto nomi che comporranno la sua giunta. La prima guidata da una donna. Se l’ossatura della squadra (schierata come è noto con il 5-11-1 rispetto ai quattro partiti che la comporranno: Pd, Idv, Ps e Su) sembra essere fatta, ancora alcune pedine sono da piazzare. I tré punti fermi per il momento sono: Francesco Ennio dell’Idv, che sembra essere anche il candidato numero uno per la vicepresidenza e che aspirerebbe al referato all’ambiente; Claudio Marzolla del Pd di Occhiobello, che per il suo trascorso nella Cna potrebbe ricevere l’assessorato alle attività produttive; Giuliana Culmanelli, altopolesana e già capogruppo in consiglio del Pd. Da qui in poi è un fitto gioco d’incastri per cercare di far quadrare quote rosa, appartenenza territoriale e competenze personali. Per esempio, l’ingresso in giunta di Silvana Mantovani per i socialisti, taglierebbe fuori Claudio Bellan del Pd, in quanto entrambi sono di Porto Tolle. Questa sera si riunirà il direttivo provinciale del Pd, che deve sostanzialmente decidere su due nomi, tendenzialmente riferibili all’area ex-Margherita, ai quali tra l’altro potrebbero andare assessorati pesanti come Lavori pubblici, Urbanistica e Caccia e Pesca (che dovrebbe essere scorporato dalle Attività produttive). Altrettanto farà il Ps, con un’assemblea alla quale parteciperanno i 24 candidati, compreso il l’eletto Giorgio Grassia, sindaco di Castelguglielmo e il cui “placet” sembra essere per il segretario provinciale Giovanni Ciribuola una condizione essenziale per la scelta dell’assessore socialista. E se Giovanni Nonnato si è tirato indietro, mentre Cianmario Scaramuzza, segretario rodigino, sembra poter essere nella rosa dei papabili, salgono le quotazioni dello stesso Ciribuola che, in quanto adriese, ridurrebbe le chances di Alessandro Rigoni, ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica a Palazzo Tassoni, con una dote di quasi duemila voti, ma non apprezzato da tutti per gli attriti che ha vissuto il Pd di Adria. Per dare ossigeno alla componente bassopolesana del Pd, invece, bene farebbe l’inserimento di Diego Crivellari, rosolinese oltre che vicesegretario del Pd. Per le “nuove leve” democratiche restano al top le quotazioni di Leonardo Raito, ma resta in corsa anche Federico Frigato, entrambi giovani assessori alla Cultura, rispettivamente a Polesella e Rovigo. Quello di Rovigo resta un nodo da sciogliere, dal momento che in giunta almeno un rodigino targato Pd ci deve essere. Se non fosse Frigato, dunque, un nome interessante potrebbe essere quello di Arnaldo Vallin, primo timoniere del Pd polesano. Da non trascurare, poi, Raffaela Salmaso, già assessore all’Urbanistica a Palazzo Nodàri, che si è spesa nella campagna a favore di Tiziana Virgili puntando sul ruolo delle donne in politica. Tré piccioni con una fava, dunque: donna, di Rovigo, e con le competenze necessario ner entrar? in ehinta. In rpaltàla possibilità sembra essere molto limitata, mentre è più alta la “quota” per Laura Negri, assessore uscente a Turismo e Cultura che, seppur bocciata a Bergamino, raccoglie il favore della Virgili. Un altro nome da tenere in considerazione è poi quello di Cinzia Sivier, coordinatrice comunale del partito e figura unificante. Il lato “femminile” del quinto nome del Pd potrebbe però non servire se la scelta di Sinistra unita ricadesse su Anna Lucia Riberto invece che su Guglielmo Brusco. Ma le probabilità che questo avvenga sembrano essere estremamente ridotte. Il problema con Su, casomai potrebbe essere un altro. A quanto pare, infatti, sembra esserci la volontà di “tagliare” l’assessorato alla Sanità e questo per gli ex esponenti del Prc è assolutamente inaccettabile.
|
lug 05
|
PALAZZO CELIO Toto-giunta ancora al palo: incertezze nel Pd e negli alleati
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 05/07/2009
La squadra della Virgili giocherà con il cinque-uno-uno-uno. Tanto vale usare la formula calcistica per stemperare la lentezza con cui si sta muovendo la maggioranza di centrosinistra uscita dalle urne. A una decina di giorni dal limite consolidato per il primo consiglio provinciale dell’era Virgili, la composizione della giunta sembra ancora in piena elaborazione. Vabbé che al primo consiglio, che per prassi si celebra entro venti giorni dalla proclamazione degli eletti e quindi entro mercoledì 15 luglio, si può anche andare senza, la giunta nominata, ma il fatto si presterebbe comunque a qualche osservazione. Quindi tanto vale concentrarsi su ciò che già sembra assodato. Cinque posti andranno al Pd, uno a testa a socialisti, Italia dei valori e Sinistra unita. In tutto otto assessori più la presidente Tiziana Virgili. Per il secondo partito del Polesine sembra che si stia lavorando per far rispettare le congrue rappresentanze territoriali. Così come dovranno trovare il giusto spazio le varie anime del partito. Quanto ai nomi dei papabili compaiono tra i più gettonati Giuliana Gulmanelli, già capogruppo del Pd nel precedente consiglio provinciale, Claudio Marzola e Leonardo Raito più qualche esterno su cui il riserbo non sembra sciogliersi. Nell’Idv il prescelto per la giunta è Francesco Ennio, anche se non si sa quale assessorato gli verrà affidato. Sorprese potrebbe riservare al nomina del rappresentante dei socialisti. Il partito di Giovanni Giribuola ha confidato di puntare su Giorgio Grassia, fresco rieletto sindaco a Castelguglielmo che è già stato per cinque anni a Lavori pubblici con la prima giunta Saccardin. Dalle informazioni raccolte, non sembra esista incompatibilità tra le cariche di sindaco e assessore provinciale, anche se è scontato che Grassia dovrebbe rinunciare a una delle due indennità. Sempre che il Partito socialista non opti per qualcun altro. Si fanno i nomi dello stesso Giribuola, che fu già per alcuni mesi assessore ai Servizi sociali in Provincia negli anni 80, e anche di Silvana Mantovani, attuale assessore a Porto Tolte. Altro bell’interrogativo è il nome del rappresentante di Sinistra unita. La coalizione comunista punterebbe su Guglielmo Brusco ma è anche determinata a far valere il peso dell’apparentamento che, dal loro punto di vista, è stato decisivo per la vittoria della Virgili. Va da sé che la riconferma di Brusco in giunta lascerebbe a spasso Anna Lucia Riberto, segretaria del partito. Si dice che il suo omologo nel Pd Gabriele Frigato abbia promesso qualche posto in enti di secondo grado. Anche perché per la maggioranza sarebbe un rischio non da poco lasciare Brusco semplice consigliere. Conoscendone la personalità, le sue posizioni diventerebbero un’incognita.
|
lug 05
|
Per i due posti ancora da assegnare è bagarre nel Pd: Rigoni e Bellan in pole
Tratto dalla Voce di Rovigo del 05/07/2009
PALAZZO CELIO Giunta, volata per le otto poltrone In sei quasi sicuri di un assessorato: Ennio, Mancia, Mto, GulmanelU, Mantovani e Brusco Francesco Campi ROVIGO – Ormai mancano poche ore alla formalizzazione della giunta provinciale: domani si riunirà la direziono provinciale del Pd per sciogliere le ultime riserve, mentre i socialisti indicheranno il loro nome. Poche ore nelle quali, tuttavia, le voci si moltipllcano e il totoassessore si fa incandescente. Vediamo allora di fare il punto della situazione. Tanto per cominciare la squadra di Tiziana Virgili si comporrà, come già per la giunta Saccardin, di otto assessori, anche se non è detto, però, che le competenze possano essere le stesse. Detto che la suddivisione dei referati seguirà lo schema 5-1-1-1 (cinque per il Pd, uno a testa per Idv, Ps e Su), fra i tanti nomi circolati, alcuni hanno preso particolarmente quota, quasi al punto da renderli “sicuri”. Le cautele comunque non sono mai troppe, visto che si tratta pur sempre di voci di corridoio. Sicuro di entrare in giunta pare per il momento essere solo Francesco Ennio, già assessore alle Politiche giovanili a Rovigo, che l’Italia dei valori ha ufficialmente indicato come proprio rappresentante nell’esecutivo. Per il Pd tré sembrano gli scranni già virtualmente occupati: uno da Giuliana CulmaneUi e rieletta nel collegio di Castelmassa, capogruppo Pd nel consiglio uscente, uno da Claudio Marzola, recordman di preferenze (2936), eia vicepresidente provinciale della Cna e presidente del consiglio comunale uscente di Occhiobello, e uno da Leonardo Raito, riconfermato assessore alla Cultura a Polesella e docente universitario. Nel Partito socialista, alte le quotazioni di Silvana Mantovani, assessore ai Servizi sociali di Porto Tolle. Ha poi altissime probabilità di sedere ancora al tavolo con la Virgili anche Guglielmo Brusco di Sinistra unita, assessore provinciale uscente e quasi sicuramente l’unico confermato della giunta Saccardin. Venendo, infatti agli altri possibili nomi, bisogna premettere che come criterio di scelta la linea del Pd e della Virgili sembra essere quella di escludere gli “ex”, da Cino Sandro Spinello (per il quale sarebbe comunque necessario aprire un capitolo a sé) a Giancarlo Chinaglia, passando per Roberto Zanetti. Un caso a parte sembrerebbe però quello di Laura Negri, che rispetto agli altri sembra avere qualche chance in più, sia il buon rapporto di collaborazione mostrato con la Virgili negli anni insieme in giunta, sia per la sua “antica” appartenenza alla Margherita, utile per riequilibrare le forze interne al Pd. Da questo punto di vista, molte più probabilità di entrare nel numero degli otto le ha Alessandro Rigoni, ex assessore all’Urbanistica e vicesindaco di Adria. A contendergli il posto “óarinoco” Tnf’atti nnl-rAHTvs essere solo Franco Grotto, ex socialista folgorato sulla via di Damasco pochi mesi prima delle elezioni e attualmente fra i papabili per la presidenza del consiglio. Restando fra gli ex socialisti, sono circolati anche i nomi di Nello Chendi e dell’assessore comunale Nadia Romeo, anche per una questione di incastri con gli incarichi negli enti partecipati, ma non sembra una strada percombile. Fra gli inquilini di Palazzo Nodari, invece, in molti vedrebbero bene a Palazzo Celio l’assessore alla Cultura Federico Frigato, che addirittura era stato fra i papabili alla presidenza e che incarna bene la nuova generazione del Pd. Come lui, anche Diego Crivellari, vicesegretario del Pd, il quale tuttavia sembra non mostrare interesse all’offerta che, a quanto pare gli era realmente stata rivolta in quanto il suo sarebbe un nome nuovo e al tempo stesso di peso e di garanzia. Un altro nome circolato è quello di Francesco Stocco, ex sindaco di Villadose, ma i suoi rapporti burrascosi con il segretario del Pd, seppur superati, lo chiamano fuori. In concreto, però, anche alla luce della necessità di dare ossigeno al Pd bassopolesano, sembrerebbe avere tutte le carte in regola per entrare in giunta Claudio Bellan, ex segretario della Margherita di Porto Tólle e ora coordinatore locale del Pd. Da Taglio di Po potrebbe essere “ripescata” l’ex sin- daco Margaret Crivellari, ma come Argia Savioli di Castelmassa, l’aver perso la poltrona di primo cittadino alle ultime elezioni sembrerebbe scontrarsi con la volontà di rinnovamento manifestata dalla Virgili. Una volontà che cozza contro la candidatura di Franco Vecchiattì, fino al 1994 vicepresidente della Provincia, nonché ex sindaco di fìcarolo dal 1982 al 1990. Per il Partito socialista un nome che va tenuto di conto è quello di Giorgio Crassia, ma il suo molo di sindaco di Castelguglielmo, pur non incompatibile a norma di legge, rappresenterebbe una forzatura. Sembrerebbe da scartare, invece, quello di Giovanni Ciribuola. Per Sinistra Unita, da valutare le possibilità Anna Lucia Riberto, che potrebbe rimanere fuori da Palazzo Celio: o diventa assessore, o entra in consiglio solo nel caso Brusco diventasse assessore e Matteo Masin si dimettesse.
|
giu 27
|
Silenzi dopo il direttivo del PD
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 27/06/2009
All’apertura della prima Festa Democratica del Polesine a Borsea non poteva mancare la prima donna di Palazzo Celio, la neoeletta presidente della Provincia Tiziana Virgili, con tutto l’entourage di colleghi di partito che l’hanno sostenuta durante la campagna elettorale. Entusiasta per la riuscita della prima giornata, pioggia a parte che ha un po’ rovinato la serata, la coordinatrice rodigina Cinzia Sivier: «È una grande soddisfazione per noi – afferma – poter festeggiare qui la vittoria delle elezioni provinciali. Un occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto e per incontrare di persona i cittadini». A servire ai tavoli, nelle cucine e ai vertici dell’organizzazione della manifestazione anche moltissimi giovani vicini al partito. « Quest’anno illustra Sivier – sono davvero tanti i ragazzi impegnati in questa festa annuale. Un segno molto positivo di interesse verso la vita del partito proprio da parte di quei giovani che troppo spesso vengono tacciati di essere disinteressati alla politica». A fianco di Tiziana Virgili e di Cinzia Sivier durante l’inaugurazione c’erano tutti i volti noti del centrosinistra polesano: il sindaco Fausto Merchiori, il consigliere regionale Carlo Alberto Azzi, l’assessore ai Lavori Pubblici Graziano Azzalin, l’ex assessore provinciale socialista Gianni Nonnato, l’amico Francesco Ennio dell’Italia dei Valori che ha sostenuto Virgili nella sua corsa vero palazzo Celio. «Questa manifestazione – spiega Azzalin – è l’espressione del radicamento del partito nel territorio. Un’occasione d’incontro con i cittadini oltre che un momento di svago. Sono in programma infatti vari incontri pubblici e dibattiti che illustreranno ai cittadini quello che è stato fatto dagli assessori del Partito democratico per la nostra città. Inoltre questa festa è un’ottima occasione per autofinanziarsi». Carlo Alberto Azzi si dice entusiasta per l’ottima risposta degli elettori al ballottaggio dello scorso fine settimana. «È stata una bella soddisfazione – afferma il consigliere regionale – che ha colpito un po’ tutti, tanto che a palazzo Ferro Fini anche i colleghi degli altri nartiti hanno fatto i comniimenti ner la nostra vittoria». Assente giustificato il coordinatore provinciale Gabriele Fugato impegnato nell’incontro della direziono del Pd per i primi accordi per la nuova giunta di palazzo Celio che affiancherà la Virglili nei prossimi cinque anni. Al momento però i nomi dei futuri assessori restano ancora top secret. Sivier assicura però che Frigato sarà impegnato durante tutta la manifestazione come volontario. Prossimo appuntamento domani (domenica 28) alle 21 con il dibattito politico con il direttore de L’unità Concita De Gregorio.

Brussels, Belgium








