De Boni avvicina l’Udc a Contiero, ma molti nel partito non vogliono l’apparentamento
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/06/2009
Se apparentamento sarà, l’Udc sceglierà solo il centrodestra. La conferma arriva dal commissario del partito degli ex De Onorio De Boni che ha ribadito come l’orientamento sia senza remore verso un’unica dirczione. Che non è quella di Tiziana Virgili. «Non c’è al momento alcun accordo precisa De Boni – diciamo che si sta trattando. Ovviamente guardiamo unicamente all’area del centrodestra, ma non è affatto deciso che si arrivi a un apparentamento vero e proprio. Vedremo quali condizioni matureranno». Anche un digiuno di politica capirebbe che il tema del confronto non sono i programmi, ma qualcosa di ben più materiale dove ci si può anche accomodare sopra. Insomma, la corsa a Palazzo Celio sta ricalcando lo stesso itinerario del già praticamente concluso accordo per il Comune di Adria, dove l’Udc di Sacchetto porterà i propri voti in dote a Barbujani. A Rovigo il nodo è un po’ più intricato. Di mezzo c’è la nascita del partito di centro con i Moderati di Albertino Stocco e Gianni Saccardin. «Per la verità sarebbe meglio rimanere liberi – confessa il candidato presidente dell’Udc Michele Raisi – un apparentamento con tutti i crismi potrebbe avere riflessi sul nostro percorso a fianco dei Moderati. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare di cuore loro e Presenza cristiana per l’appoggio che mi hanno dato in questa contesa elettorale». Apparentamento o meno, un’evoluzione di questa fatta suscita diverse perplessità. Per alcuni leader del partito, da Lorenzo Liviero ai fratelli Milan, Francesco e Vincenzo, fino ad Andrea Borgate e Sandro Zamboni, l’affratellamento con un candidato presidente alla Provincia come Contiero appare lontano mille miglia. Non foss’altro per alcuni atteggiamenti barricaderi di Contiero contro i vertici democnsoam ai tempi dell’affaire Polesine bus, quando tra l’altro Liviero era anche sindaco di Rovigo. Ma anche per il ricordo e l’omag gio che gli ex De non tralasciano di tributare a un presidente di Palazzo Celio come Alberto Brigo. Difficile digerire l’aiuto al leghista per regalargli il posto che fu del compianto politico rodigino. Intanto il Pd ha radunato le forze del comitato “Virgili presidente”. L’obiettivo è «stringere rapporti con l’associazionismo, il volontariato, l’imprenditoria allargando il sostegno a Virgili, un’amministratrice capace che ha già dato prova di saper governare con moderazione e competenza». Sono pronti gazebo al mercato e incontri pubblici per rimarcare il programma della candidata. La riunione di giovedì ha rinsaldato la fiducia nella vittoria. «Nella valutazione dei candidati, Virgili può mettere in campo moderazione, determinazione e maggiore esperienza amministrativa – spiegano i sostenitori della candidata – una garanzia di immediata operatività e di piena efficienza per affrontare i problemi. Mentre Contiero pagherebbe lo scotto di un apprendistato preoccupante. Come ha dimostrato in campagna elettorale, ha solo slogan, ma è senza un programma concreto». Quanto al sostegno degli altri partiti, Virgili ribadisce piena disponibilità a dialogare con tutti coloro che sono disposti ad abbracciare le linee programmatiche già tracciate, senza mercanteggiamenti, ma con abilità.
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Il partito accoglie l’invito del Carroccio, ma l’alleanza si fa solo se verrà stipulato un accordo regionale
Tratto dal Gazzettino di Domenica 19 Aprile 2009
Fa discutere l’apertura della Lega nord all’Udc. Dopo i veti del segretario provinciale del Carroccio Antonello Contiero, ispirati dai vertici nazionali sulla base delle vicende parlamentari con il no del partito di Casini al federalismo fiscale, all’indomani dell’intesa con il Pdl e della decisione di candidare un leghista per Palazzo Celio (probabilmente Alessandro Zanforlini D’Isanto) si comincia a sorridere all’Udc polesana, retta da un commissario, il consigliere regionale Onorio De Boni.
Contiero è stato esplicito: «Con l’Udc al nostro fianco possiamo vincere al primo turno con il 54 per cento dei consensi». Come dire: un’occasione unica che sarebbe assurdo sprecare.
«Eh sì, alla Lega non sono sciocchi – commentato l’ex presidente del partito Renato Borgato – hanno capito che a Rovigo siamo indispensabili. Però non possono adoperare due pesi e due misure. In Polesine serviamo e si dichiarano disponibili a un accordo. A Padova dove siamo più forti, ci temono e mantengono le distanze».
È dello stesso avviso il commissario De Boni. «Premetto che non ho ancora ricevuto comunicazioni o chiamate per parlare di accordi – spiega il consigliere regionale – sono settimane che va avanti questo tira e molla. Non ci va di fare la fine di quelli che restano con il cerino in mano. Al di là delle buone intenzioni, aspettiamo che si facciano avanti seriamente. Hanno detto che il consiglio nazionale di Padova chiarirà le loro scelte provincia per provincia. Bene. Ci chiediamo, tuttavia, perché saremmo tanto utili a Rovigo e non a Venezia, Padova o Belluno. Il ragionamento vada fatto per tutta la regione, non per singole realtà. E poi vorremmo un po’ più di rispetto per la nostra dignità».
Chi rischia di rimanere a bocca asciutta è il Pd che potrebbe pagare care le manovre messe in atto dal centrodestra. In gioco c’è il consenso del centro moderato che vota Udc. Il segretario Gabriele Frigato ribadisce di aver fatto con chiarezza proposte di accordo al partito guidato fino a qualche settimana fa da Francesco Milan. Alla domanda su quale impressione abbia raccolto dall’apertura leghista, Frigato si dimostra insofferente. «Il Pd ha scelto Tiziana Virgili, una candidata in grado di dialogare a pieno titolo con il centro moderato. Ogni altra considerazione è superflua».
Virgili, però, sottolineò che sarebbe stata la segreteria a lavorare per gli accordi. È probabile che il Pd speri nell’attrazione di consenso personale che la candidata può garantire, visto che esiste la possibilità di esprimere il voto disgiunto.
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Il segretario regionale ha accolto la proposta lanciata dall’assessore Marangon
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 03/04/2009 di Franco Pavan
L’Udc correrà con il Popolo delle libertà alle prossime elezioni provinciali e nei comuni sopra i 15 mila abitanti. La svolta è finalmente arrivata dopo le note vicende del commissariamento del partito di Casini in Polesine. E’ stato il segretario regionale Antonio De Poli ad aprire al centrodestra rispondendo all’offerta che gli ha porto ieri dalle colonne del Gazzettino l’assessore Marangon. ” Ringrazio l’ex collega Marangon – commenta De Poli nella nota con cui ha ringraziato per il lavoro svolto l’ex segretario dell’Udc polesana Francesco Milan – Auspichiamo anche noi di poter presentarci insieme alle prossime elezioni amministrative. Lo invito anzi a farsi portavoce all’interno del suo partito perchè venga accolta la nostra proposta di correre insieme in tutte le provincie venete in cui si va al voto e nei capoluoghi sopra i 15 mila abitanti”. Insomma, ormai la strada verso la riproposta anche in Polesine della coalizione che già guida la Regione, è tutta in discesa. L’ufficializzazione potrebbe arrivare già la prossima settimana. Ed è già ipotizzabile che in casa Udc si stiano pianificando i termini dell’accordo che potrebbe vedere scendere in lizza autorevoli personaggi per posti di rilievo a palazzo Celio in caso di vittoria. Presidenza del consiglio e assessorati potrebbero diventare alla portata dei vari Renato Borgato, Enzo Bacchiega, Giorgio Marassi, tanto per fare alcuni tra i più gettonabili. Quanto a Francesco Milan incassa i ringraziamenti di De Poli che, tra l’altro, gli ha anche assicurato che la nomina di Onorio De Boni, capogruppo Udc in consiglio regionale ” è stata un atto tecnico e una scelta dovuta per trovare unità all’interno del partito e garantire il miglior risultato in vista delle elezioni ammnistrative in provincia di Rovigo”.
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I giovani: “Sia ascoltata la base senza dimenticare le alleanze”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 02/04/2009
Dopo la nomina da parte della nazionale a commissario dell’Udc polesana del capogruppo consiliare, Onorio De Boni, arriva una nota congiunta di Renato Borgato e Francesco Milan. “La nomina del commissario – spiegano i due – è stata sollecitata ripetutamente dai responsabili del partito, in primis dal segretario uscente, nel rispetto dello statuto vigente. Si tratta di una procedura che rientra nelle regole di un partito democratico come l’Udc. Ad Onorio De Boni, la cui nomina istituzionale abbiamo apprezzato, auguriamo buon lavoro, sicuri che saprà sostenere adeguatamente l’attività del partito”. “Alla fine, ha prevalso il buon senso ed il tempo ha dato ragione – commenta invece Massimo Carravieri, dei giovani dell’Udc – la nomina di Onorio De Boni come commissario dell’Udc Polesana credo sia stata la scelta più equilibrata. Non è con l’arroganza che si risolvono le cose e tantomeno con le imposizioni. Il nostro è un Partito pluralista e garantista, dove al centro di ogni cosa prima di tutto vi è la Persona e non gli interessi personali. Quindi, colui che rappresenterà l’Udc a livello locale dovrà essere una persona capace soprattutto di saper ascoltare e interagire con la base.Credo sia sbagliato definire l’Udc Polesana come un Partito “spaccato” (…) Mi viene in mente quel detto il quale dice che dopole grosse crisi poi nascono le nuove idee. Ecco io sono proprio di questo parere”. “in particolar modo – prosegue Carravieri – voglio pensare a tutti quei giovani che non devono essere usati solamente come slogan nel momento del bisogno per far apparire qualcuno, ma bensi vanno accolti a braccia aperte, rendendoli partecipi e facendoli sentire parte integrante della società, dedicando loro il giusto spazio. Concludo questo mio piccolo pensiero personale con la speranza che questo nuovo Commissario prenda a cuore la delicata questione che il Partito sta attraversando , ma in particolar modo spero che riesca ad affrontare brillantemente la questione alleanze in vista di quelle che saranno le prossime elezioni Provinciali”.
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