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Frigato “spinge” l’Udc in giunta
Il segretario del Pd lo ritiene un atto fondamentale per costruire nel futuro un accordo più organico
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 10/01/2010
L’ingresso in giunta comunale dell’Udc è una fondamenta per un accordo organico con il Pd che oggi non è ancora possibile.
Il segretario provinciale del partito di Bersani, Gabriele Frigato, benedice, senza dirlo esplicitamente, l’intesa che egli stesso ha sostenuto dietro le quinte, attendendo che da Palazzo Nodari e non dalle segreterie, arrivi la conclusione della vicenda.
Per arrivare a questa considerazione, ed è quello cui più tiene, Frigato parte dalle dichiarazioni fatte una decina di giorni fa su queste colonne dal capogruppo dell’Udc in Provincia Michele Raisi. «Non è una novità il mio sguardo all’Udc, con mie aperture pubbliche ripetute nel tempo. Servono, però, due premesse: l’Udc polesana è commissariata, in secondo luogo sia quella provinciale fino a quella nazionale, sono impegnate nella costituente di centro. In questo quadro le parole di Raisi me lo fanno riconoscere come figura più autorevole del partito per il ruolo e il consenso avuto alle elezioni. Le sue valutazioni positive sul lavoro della provincia e la disponibilità a contribuire alle scelte, sono coerenti con la sua campagna elettorale e il Pd apprezza e se possibile, intende concorrere a tradurle nel concreto».
Frigato ricorda che un anno fa Follini parlò di quattro aree politiche in Italia: Sinistra radicale, Sinistra riformista, area moderata e Destra populista. «A oggi nulla è cambiato e il primo a capire tutto era stato Casini, che ha scelto alle Politiche di fare una corsa autonoma per distinguersi dalla Destra populista. Dobbiamo fare in modo, allora, che che la Sinistra riformista e l’area moderata possano insieme realizzare una proposta di Governo del Paese. E per area moderata intendo tutti i partecipanti alla costituente di centro».
Si arriva così a Rovigo. «Il Pd ha futuro su questa linea, ma ribadendo le premesse dette, mi rendo conto che a oggi è difficile fare un accordo. Ciò non può significare, per il Pd, mettere da parte la propria attenzione a quell’area. In partito ne parleremo, anche con i gruppi consiliari, ma penso sia possibile e intelligente un innesto in giunta comunale che rappresenti l’attenzione all’Udc da un lato, la premessa a questo disegno dall’altro. Sarà il sindaco nella sua autonomia, comunque, che deciderà, auspichiamo in tempi brevi per coprire il “vuoto” lasciato da Federico Frigato, seppure la delega sia adeguatamente in mano al sindaco stesso».
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dic 31
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 31/12/2009
Michele Raisi, consigliere provinciale UDC è chiaro. Ha deciso di intervenire nel dibattito politico in atto a livello nazionale, regionale e locale per «sgombrare il campo da interpretazioni personali sulla linea politica dell’UDC provinciale, che spetta solo al commissario De Boni a ai vertici nazionali e regionali». «La linea politica del partito – aggiunge Raisi -, più volte ribadita da Casini, mi sembra estremamente chiara: essa parte dal principio che nel Paese il bipolarismo è fallito con due “finti” partiti Pdl e Pd che stanno dimostrando tutti i loro limiti». E allora? «Accanto a queste due aggregazioni si stanno muovendo speculando esclusivamente sugli errori e le mancanze del centro destra e del centro sinistra, la Lega e l’Idv, che raccolgono, parlando esclusivamente con slogan senza idee e progettualità, gli scontenti da entrambe le parti.In questo quadro politico l’unica forza che parla dei problemi della gente, che pone la persona al centro dei propri programmi è l’UDC». Come vede le alleanze per le regionali? «Casini ha ribadito che le alleanza per le regionali dovranno essere fatte su programmi e persone che intendano ridare slancio a un paese in difficoltà, che difendano veramente la famiglia, che intendano dare attuazione ad un vero federalismo fiscale». Casini ha eia lanciato la candidatura De Poli? «Condivido questa scelta in quanto ci rende liberi da una politica fatta di tatticismi e ordini di scuderia. L’UDC si presenta con i propri uomini, con un progetto per il Veneto del futuro, presentato più di un mese fa ad Abano, sul quale ricercare il consenso dell’elettorato moderato del Veneto. La rinuncia di Galan e la candidatura di De Poli aprono nuovi scenari. Finalmente la politica regionale si mette in movimento: sarà interessante se attorno a questa candidatura e alla progettualità che le sta dietro, dovessero costruirsi accordi elettorali con forze politiche del centro sinistra e del centro destra, del-use dalla svendita del Veneto alla Lega». Uno scenario che potreb. be essere trasferito anche in Polesine? «Sono convinto che potrebbe rappresentare la novità per un rilancio della politica polesana, occorre però ridare un senso e un valore alla nostra identità, riscoprendo la politica attiva, riprendendo un confronto serio con la società civile, recuperando il senso della progettualità e il coraggio delle scelte. Per quanto mi riguarda nell’ambito del ruolo di consigliere provinciale intendo rimarcare la mia posizione, espressa nel discorso di insediamento. Ad esempio sull’emergenza occupazionale plaudo all’operato della presidente Virgili. Per il futuro l’UDC vuole offrire il proprio contributo e partecipare completamente alle scelte. Non siamo per una “opposizione pregiudiziale” ne intendiamo chiedere spazi e barattare posizioni». Tiene banco, in questi giorni, l’allargamento della maggioranza a palazzo Nodari con un posto in giunta per l’UDC? «Trovo riduttivo parlare di alleanze legate a posti di potere. Questa è una logica che non mi appartiene e ritengo di considerarmi ancora una persona libera e non un professionista della politica, pronto a tutto e al contrario di tutto pur di difendere la propria posizione di potere. Per quanto mi riguarda ho detto più volte che l’unico obiettivo politico è e rimane la costituzione del nuovo soggetto politico della costituente di centro, e attorno a questo progetto ho trovato interlocutori interessati sia del Pdl che del Pd. Se per costruire questo percorso ci fosse fin da subito la disponibilità di qualche forza politica, non vedo perché non cogliere questa opportunità, specie se questa dovesse avere come cassa di risonanza il Comune capoluogo».
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set 27
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Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/09/2009
ROVIGO – L’ebbrezza delle acque di Chianciano, con le prospettive che sembrano essersi aperte negli ultimi stati generali dell’UDC, è ancora viva negli occhi del capogruppo a Palazzo Nodari Renato Borgato e dell’omologo a Palazzo Celio Michele Raisi, che ieri hanno lanciato l’appello per l’assemblea di giovedì prossimo, ili” ottobre, che segnerà contestualmente ravvio della campagna di tesseramen. to e la posa della prima pietra per la creazione di un coordinamento per la Costituente di centro che dovrà dare vita a un nuovo soggetto in fieri che inizierà dopo le prossime elezioni. Assende il commissario De Boni, di fatto “in scadenza di mandato”. L’UDC è “sopravvissuto” all’ultima tornata elettorale, forse anche inaspettatamente. Ha rischiato e ha avuto ragione. E ora è pronto a giocarsi tutto su una nuova scommessa. “n bipolarismo sta mostrando tutte le sue pecche – sottolinea Borgate ú mentre emerge con forza l’importanza della logica della mediazione”. Proprio con que’sto spirito l’UDC, come l’Araba fenice, punta a immolarsi nel nome del grande centro per far rinascere dalle proprie ceneri un soggetto politico nuovo. O forse antico. “Creeremo un coordinamento che possa raccogliere tutta una serie di realtà che vanno dalle liste civiche alla Rosa bianca, da Gianni Saccardin ad Albertino Stocco, dai Circoli liberail ai fuoriusciti di Pd e Pdl”. E Renzo Marangon? “Giovedì le porte saranno aperte per chiunque voglia confrontarsi su questo grande progetto. Anche all’amico Renzo”, risponde sorridendo Borgato. “Il senso è quello dell’inclusione, dell’accoglienza”. Ipotesi, fantapolitica. Chiacchiere da .corridoio. Che però hanno un loro peso, visto che fra pochi mesi i veneri torneranno alle urne per eleggere il nuovo Governatore. “Le alleanze? A livello nazionale è stata ribadita la necessità di dare priorità a idee e programmi. Non dobbiamo certo andare col cappello in mano a subire le imposizioni altrui. Alle regionali possiamo anche andare da soli, non abbiamo paura. Certo, pensiamo di aver dato il nostro copiaìbu’” to in quésti ani dì governo e la continuità rappresenterebbe la strada migliore da seguire”. Raisi punta l’accento sulla novità: “Giovedì lanceremo la parola d’ordine del rinnovamento. Quello che verrà sarà un partito libero, libero di scegliere la propria strada e i propri compagni di viaggio”. Alla fine dell’assemblea verrà nominato un coordinamento “paritario”, che supererà le logiche attuali di schieramento. “Non è l’UDC che dice confluite nel partito, ma i centristi che insieme costruiscono la propria realtà”. “Centro destra e centrosinistra? Meglio parlare, di destra e sinistra conclude Borgato – II centro siamo noi”.
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lug 18
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“Ricostruire il partito
Tratto dalla Voce di Rovigo del 18/07/2009
ROVIGO – “C’è da ricostruire il partito e l’area di centro e per questo c’è grande entusiasmo”. L’Udc di Rovigo riprende a guardare avanti. Giovedì sera il partito dello scudo crociato si è ritrovato a cena alla Tassina, erano un ottantina di aderenti e partecipanti, l’occasione per fare il punto della situazione. “Abbiamo ringraziato – spiega il consigliere provinciale Michele Raisi tutti quelli che hanno lavorato per le scorse elezioni e per ottenere il buon risultato dasi punto di vista del consenso. Ora c’è da lavorare per ricostruire il partito e uscire dalla gestione commissariale”. Raisi ha anche spiegato che “il nostro ruolo in Provincia sarà di attenzione, decideremo in base al programma che verrà presentato dalla presidente Virgili – non abbiamo posizioni preconcette, non escludo aperture”. Raisi stigmatizza quanto avvenuto al primo consiglio provinciale di martedì scorso: “Spettacolo mediocre e triste, l’intervento di Marzola, poi lo reputo fuori luogo e sbagliato, non lo condivido per niente”.
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giu 26
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CONSIGLIO PROVINCIALE “Raisi sarebbe la scelta migliore”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/06/2009
ROVIGO – “Se fossi Tiziana Virgili punterei su Michele Raisi (nella foto) per la presidenza del nuovo consiglio provinciale”. A sbilanciarsi è il compagno di schieramento di Raisi Renato Borgate: “Se non si cerca un accordo con la minoranza si rischia di non trovare la nomina in prima battuta, che necessita dei due terzi dei consensi, partendo così decisamente col piede sbagliato”. “Questo – continua Borgate – potrebbe succedere sia se il centrosinistra fa l’ingordo e pretende ogni carica per se, sia se il centrodestra dovesse puntare i piedi”. “A questo punto – sentenzia il presidente dell’Udc – la scelta migliore, in grado di accontentare tutti, sarebbe proprio Un uomo di centro come Michele Raisi. Sarebbe superpartes, e quindi perfettamente in grado di garantire la legalità e la funzionalità del consiglio provinciale”. Nel valzer dei nomi per la prossima giunta provinciale, interviene anche Gianni Nonnato chiedendo rinnovamento: “Se Tiziana Virgili vuole fare una reale azione di rinnovamento della politica, e più in particolare della sinistra, bisogna avere il coraggio di cambiare. Non si faccia irretire da nessuno, non guardi alla vecchia giunta e a noi vecchi politici. Ci vuole novità, e quindi mi auguro non ricicli nessuno dei passati amministratori. In caso di chiamata io stesso sono pronto a rifiutare”. Intanto il Pd continua i colloqui per la creazione della giunta. Gli alleati battono cassa con Rifondazione a chiedere uno, meglio due assessorati, magari ancora con Guglielmo Brusco e Anna Lucia Riberto, uno i socialisti e l’idv che ambisce alla vicepresidenza che finirebbe nelle mani di Francesco Ennio. C’è poi da tenere presente la volontà dare spazio alle donne, e qui sarebbe in pole positìon Giuliana Culmanelli rispetto a Laura Negri, e il riequilibrio territoriale, con Grotto e Rigoni in lizza per una sola poltrona, dopo la sconfitta di Adria, che taglierebbero quindi fuori Spinello.
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giu 25
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Tratto dal Corriere del Veneto del 25/06/2009
L’Udc dichiara fedeltà al centrodestra ma pure chiede la presidenza del consiglio provinciale per Michele Raisi. «Se io fossi la Virgili sceglierei Raisi perché è perfettamente equidistante – spiega il leader centrista Renato Borgate – e potrebbe garantire la funzionalità dell’aula con il consenso di tutti, visti i buoni rapporti tanto col Pdl quanto col Pd». Su quest’ultimo aspetti dubbi non ce nesono visto e considerato che proprio Raisi è stato il primo a felicitarsi pubblicamente con Tiziana Virgili al momento dell’elezione. Nonostante questo Borgata sostiene che per 1′Udc non ci sia futuro se non nell’intesa col Pdl, sebbene nei trentamila voti mancati ad Antonello Contiero sia facile immaginare ne mancassero tanti di sostenitori dello scudo crociato. «In Veneto il nostro elettorato è comunque più affine al centrodestra – riprende -al ballottaggio ha pesato sicuramente l’assenza del nostro simbolo sulla scheda, oltre al fatto che al secondo turno le appartenenze contano meno rispetto alla fiducia nella persona. In ogni modo, la prossima settimana vorremmo convocare assemblee degli iscritti per fare il punto della situazione». Insomma, un ulteriore elemento che, unito alla lettura dei dati Comune per Comune, conferma che Contiero al ballottaggio ha potuto contare solo sull’appoggio convinto degli elettori del Carroccio* Un dato che emerge con chiarezza ovunque: i voti a Contiero sono sempre appena superiori a quelli ottenuti al primo turno dal partito e delle due civiche collegate.
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giu 24
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/06/2009
Se non è una rivolta poco ci manca. Era noto che l’Udc polesana avesse mal digerito l’imposizione dei vertici regionali per un accordo pro Contiero. Adesso che la sconfitta brucia, la priorità sembra essere smarcarsi da una coalizione che ha dimostrato parecchi limiti. “L’Udc di Rovigo è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo da protagonista sulle vicende del territorio”. Rivolgendosi agli “amici” del centrodestra si sottolinea la stanchezza ” di dover accettare che sia qualcun altro da fuori a determinare le condizioni che trovano noi a dovere sempre dare senza mai ricevere. Questo messaggio lo indirizziamo in particolare, ai vertici regionali dell’Udc. Ci impongono alleanze e percorsi che portano a isolare il partito e a disorientare i nostri affezionati elettori”. La scelta del segretario regionale Antonio De Poli tra Adige e Po ha avuto un pessimo effetto. Quanto all’analisi del voto, L’Udc conferma che la ridotta affluenza indica lo scarso interesse per la vita politica come questione di poche persone più o meno interessate. Rispetto alle scelte fatte in campagna elettorale l’Udc precisa che la scelta di correre l’ha senza dubbio penalizzata, ma ha permesso di offrire ai polesani un’alternativa seria e credibile nei confronti di candidati arroccati su posizioni estreme. Durissima la posizione contro la scarsa considerazione che riservato all’Udc il centrodestra.
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giu 24
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Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 24/06/2009
«NEL CORSO della campagna elettorale spesso e volentieri la gente si chiedeva come mai l’Udc non avesse corso da subito con il centro destra, cosa che probabilmente avrebbe consentito la vittoria al primo turno. La scelta di correre da soli ci ha senza dubbio penalizzati sotto il profilo del risultato elettorale complessivo, ma ci ha permesso di offrire agli elettori polesani un’alternativa seria e credibile nei confronti di candidati spesso e volentieri arroccati su posizioni estreme di destra o di sinistra». Questa la valutazione di Michele Raisi (un posto da consigliere provinciale), che al primo turno ha corso da solo come candidato dell’Udc, mentre al secondo il partito ha appoggiato Contiero. «Nel quadro di un accordo regionale complessivo abbiamo accettato di correre a supporto di Contiero, nonostante il rifiuto all’apparentamento. L’Udc sarà anche ‘insignificante’ per qualcuno, scomodo per altri, ma voglia o non voglia rappresenta in questa provincia più di 9.000 elettori che vogliono e devono poter dire la loro, e ci dispiace per Mainardi, ma lo hanno fatto eccome». Raisi rivolge infine un messaggio ai vertici del suo partito: «L’Udc è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo di protagonista, sulle vicende del territorio. Questo messaggio lo indirizziamo, in particolare, ai vertici regionali dell’Udc, che ci impongono percorsi che portano ad isolare il partito e a disorientare i nostri elettori».
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giu 18
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 18/06/2009 di Michele Capanna
L’ottimo risultato di Contiero dimostra la volontà dei polesani di allinearsi con Venezia e Roma Ho accettato la candidatura nella Federazione dei Moderati di Centro perché si tratta di un movimento politico ispirato ai valori cristiani che si impegna, in maniera laica e aconfessionale, a porre al centro della propria azione la persona e la famiglia, intesa questa come un bene pubblico, un luogo dove si formano i futuri cittadini. Ringrazio gli elettori che mi hanno sostenuto consentendomi di raggiungere un buon risultato, per una lista neonata e praticamente sconosciuta; assieme agli altri amici della Federazione e dell’Udc abbiamo contribuito a far raggiungere a Michele Raisi un risultato rilevante. Ora si tratta di decidere chi sostenere al ballottaggio. Sottolineo che nella mia analisi e nelle mie proposte parlerò a titolo esclusivamente personale, avendo la Federazione dei Moderati lasciato libertà di voto. Il risultato di Contiero, che ha sfiorato la vittoria al primo turno, dimostra a mio avviso che tra i polesani è radicata la convinzione che il riallineamento politico della Provincia di Rovigo con i governi di centrodestra regionale e nazionale porterà vantaggi al Polesine in termini di finanziamenti, sviluppo economico e crescita occupazionale, collocandolo ai livelli delle altre Province del Nordest. Penso anche che tale risultato sia il frutto dell’ascesa generale di Pdl e Lega, anche se il Carroccio in Polesine ha conseguito un dato inferiore a quello delle altre province venete (ma in ogni caso triplo rispetto alle elezioni provinciali del 2004). La crescita del partito di Bossi sta a dimostrare che la cosiddetta “sottocultura leghista” è stata in grado, soprattutto nel Nord, di intercettare le istanze di ampie fasce della popolazione, compresa buona parte dei ceti popolari e operai, che non si sentono forse più rappresentati dalla sinistra; un partito a due cifre anche al di fuori del classico bacino geografico e ideologico del nordest; un allargamento dei di Michele Capanna * leghista sui temi concreti del federalismo, della sicurezza e del1′ìiamigrazione, a conferma che la Lega ha saputo interpretare più di ogni altro partito i sentimenti e le richieste della gente comune. Questo non significa però che non si debba trovare un equilibrio tra richiesta di sicurezza e pulsioni razziste, che vanno fermamente respinte, così come tra federalismo fiscale e solidarietà per le regioni più povere. Per tornare ai due candidati, sebbene la Virgili possieda indubbie doti di moderazione, capacità di ascolto ed esperienza politico-amministativa, ritengo tuttavia che la decisione su chi votare debba basarsi prevalentemente su criteri di tipo politico. Mi spiego meglio. La Virgili si è apparentata con l’estrema Sinistra, cioè con persone assolutamente rispettabili ma che sono promotori di un modello di società ormai superato e distante dalle convizioni della maggior parte dei cittadini. La sinistra antagonista è stata inoltre la principale responsabile, in questi ultimi anni, del freno alle iniziative di sviluppo di cui il nostro territorio ha estremo bisogno. Il rischio che si crei una coalizione politicamente disomogenea, sul modello di quella che sosteneva l’ultimo governo Prodi, e altrettanto improduttiva, è indubbiamente concreto. La nostra provincia ha grandi potenzialità ma inespresse da anni; sarebbe deleterio se tale situazione di immobilismo continuasse perché la coalizione che governa la Provincia non ha la necessaria coesione politica. Il centrodestra invece si presenta politicamente e programmaticamente più omogeneo, garantendo un governo del fare, più che del parlare. Per tutte queste considerazioni politiche, al di là dei giudizi personali, credo che sia meglio sostenere l’alleanza di centrodestra, facendo però un appello a Contiero: se vincerà si dovrà impegnare, assieme alla sua squadra, a promuovere con il stinto in campagna elettorale l’arrivo di nuovi insediamenti produttivi, a sostenere le famiglie polesane in difficoltà, a contenere le pulsioni xenofobe di parte del suo partito, a dialogare con l’opposizione, cercando forme costruttive di collaborazione per portare questa provincia fuori dal guado in cui si dibatte da anni (per usare termini suoi) e agganciarla al treno del Veneto sviluppato. Se non manterrà le promesse fatte in campagna elettorale tra 5 anni potremo sfiduciarlo con il vóto. Questo è il bello della democrazia.
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giu 16
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Abbiamo fatto la simulazione degli scenari che si verificileranno in caso di vittoria di Virgili e Contiero
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 16/06/2009
Centrodestra rappresentato solo da Pdl e Lega Ecco i possibili consigli provinciali, una sola chance per Raisi Non c’è solo un accordo politico regionale che fa sostenere il centrodestra all’Udc, ma anche la necessità. Perché solo se vince Antonello Contiero l’appendice polesana del partito di Casini può entrare in consiglio provinciale, mentre se dovesse vincere Tiziana Virgili per l’Udc “non vi sarebbe spazio alcuno. Tutto ciò perché Pdl e Lega fanno man bassa di voti e i posti riservati alla minoranza a Palazzo Celio sono solo dieci, rispetto ai quattordici della maggioranza. A tale sorpresa hanno portato le simulazioni che abbiamo fatto nei due scenari possibili dopo il ballottaggio. D divenire presidente da parte di Contiero, in base alla ripartizione proporzionale dei seggi, assegnerebbe otto scranni al Pdl e sei alla Lega, unici partiti di maggioranza visto che gli altri cinque partiti e movimenti sostenitori del candidato non hanno superato il quorum del 3 per cento. Nel dettaglio, risulterebbero eletti nel Pdl Daniele Ceccarello, Nico Garbin, Marco Trombini, Marco Martelli, Pierangelo Avanzi, Filippo Carlin, Andrea Bimbatti e Monica Moro, nella Lega Antonietta Giacometti, Claudio Agosti, Stefano Falconi, Vasco Veronese, Ivano Gibin e Michele Franchi. In opposizione vi sarebbero Guglielmo Brusco di Sinistra unita e Oscar Tosini di Italia dei valori, il Pd avrebbe sette seggi con Tiziana Virgili, Franco Grotto, Alessandro Rigoni, Laura Negri, Gian Paolo Bolognesi, Claudio Marzola e Claudio Bellan. L’ultimo esponente di minoranza sarebbe il candidato presidente dell’Udc, Michele Raisi: aderirà alla maggioranza stante l’accordo politico siglato, anche se non condivide tale intesa? In caso di successo di Tizina Virgili, il Pd conquisterebbe dieci seggi con Franco Grotto, Alessandro Rigoni, Giuliana Gulmanelli, Laura Negri, Gian Paolo Bolognesi, Claudio Marzola, Leonado Raito, Claudio Bellan, Federico Frigato e Franco Vecchiatti (sarebbe un ritomo nel Palazzo dal quale se ne era andato sbattendo la porta XX anni fa quand’era vicepresidente in rotta con l’alierà presidente Alberto Brigo), poi due seggi avrebbe Sinistra unita con Guglielmo Brusco e Matteo Masin, uno a testa per Ps con Giorgio Grassia e Italia dei valori con Oscar Tosini. L’opposizione sarebbe costituita soltanto da Pdl e Lega con cinque scranni a testa. Il primo con Marco Trombini, Pierangelo Avanzi, Filippo Carlin, Andre Bimbatti e Monica Moro, la seconda con Antonello Contiero, Stefano Falconi, Vasco Veronese, Ivano Gibin e Michele Franchi. e conteggi fatti da noi, non hanno alcun crisma di ufficialità e confidiamo di aver fatto degli errori.

Brussels, Belgium








