Dopo il “caso” alle Comunali II Pdl di Badia si schiera con Contiero, Stefani: “II nostro sarà un appoggio ìdeale”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 17/06/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Con una conferenza stampa convocata nella sede della Lega Nord, i vertici del Pdl locale hanno voluto confermare l’impegno del partito a sostegno di Antonello Contìero quale candidato del Carroccio e del centro-destra nel voto di ballottaggio per la presidenza della provincia. La scelta di indire una conferenza stampa, per affermare un fatto “naturale” nella maggior parte delle realtà polesane, è stata necessaria vista la situazione badiese, in cui, alle recenti elezioni comunali, la Lega Nord ha appoggiato Castone Fantato, avversario del Pdl in città e risultato poi vincitore. Presenti nella sede di via degli Estensi i coordinatori locali del partito di Berlusconi, Massimo Stefani e Ivo Baccaglini, il candidato al consiglio provinciale Antonio Schiro e l’ex sindaco Paolo Meneghin, candidato alla carica di primo cittadino nell’ultima tornata elettorale. La coordinatrice dellaSezione locale della Lega, Antonietta Giacomettì (che grazie alla vittoria di Gonfierò avrebbe la possibilità di essere eletta consigliere a Palazzo Celio) ha fatto gli onori di casa rompendo il ghiaccio e spiegando di aver ricevuto dai convenuti l’assicurazione che il Pdl badiese manterrà fede agli accordi presi a livello provinciale, lasciando la parola a Stefani che ha confermato la decisione: “Abbiamo incontrato i vertici provinciali del Pdl spiega il coordinatore – presenti Mainardi e la Coppola, con i quali abbiamo concordato di dare l’appoggio al candidato Contiero. L’incontro era doveroso vista la realtà comunale e la prima iniziativa presa è stata quella di indire questa conferenza stampa con là presenza di Schiro e di Meneghin per dimostrare la nostra intenzione di dare un appoggio leale, nonostante la scelta fatta dalla Lega di correre contro il Pdl a livello locale”. Stefani analizza le difficoltà del voto del 21-22 giugno: “II problema non è certamente il voto, Badia è innegabilmente’di centro-destra, ma la difficoltà sarà quella di motivare le persone ad andare a votare. Mi rendo conto inoltre che qui a Badia ci sarà l’ulteriore problema di far votare un candidato del Carroccio dopo i recenti avvenimenti, vedremo comunque di stabilire con la Lega alcune iniziative da qui a sabato”. Baccaglini e Schiro (che non ha possibilità di essere eletto essendo arrivato undicesimo) sottolineano la dimostrazione di lealtà del partito: “II 21 e 22 giugno – aggiunge Schiro – potrebbe essere un momento importantissimo per il Pdl polosano, un cambio di bandiera storico per la provincia”. Infine il commento di Paolo Meneghin, che aveva più volte manifestato là sua amarezza per il mancato accordo con la Lega nella corsa alle comunali: “II Pdl di Badia si schiera senza incertezza e dubbi a fianco del candidato leghista Antonello Contìero. Sappiamo che i ballottaggi sono difficili per il centro-destra, rispetto al centro-sinistra, per quanto riguarda la mobilitazione dell’elettorato e ci dovremo impegnare a fondo. La mia presenza quie le mie dichiarazioni dimostrano la mia correttezza, nonostante alle comunali la Lega si sia schierata contro di me”.
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Imbarazzi e tensione ieri al ‘Gallo’
Tratto dal Resto del Carlino del 16/06/2009 di Cristiano Bendin
CHI È sbiancato in volto, chi ha abbassato lo sguardo, chi ha tirato un sorriso forzato. E’ stato accolto con un imbarazzo che si poteva tagliare col coltello l’ingresso dell’assessore regionale Renzo Marangon all’osteria ‘II Gallo’ di Badia nel bei mezzo di un pranzo ú che doveva restare segreto ú tra il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi, l’assessore regionale al bilancio Isi Coppola e i vertici locali del partito badiese, sconfitto alle ultime elezioni. Peccato che da quel pranzo fossero stati chirurgicamente esclusi ú probabilmente per una svista ú non solo Marangon ma anche tutti i suoi fedelissimi in loco. Così, quando l’assessore regionale, dopo una riunione nello studio, di Luca Rossetto, ha fatto capolino nel giardino estivo del ristorante e ha salutato gli «amici» di partito, l’afa estiva di ieri si è trasformata in gelo. E gli sguardi di Marangon e Mainardi si sono incrociati come quelli di Burt Lancaster e Kirk Douglas nel celebre film western Sfida all’O.K. Corrai. NON È CHIARO se si sia trattato di un caso ú com’è ironico il destino ú o se dietro l’apparizione dell’ex Caimano ci sia stata una soffiata. Quel che è certo è che, il pranzo di ieri, col rispettivo seguito di imbarazzi, è la fotografia della situazione in cui riversa oggi il più grande par tito del centro-destra provinciale, quello cioè che sta puntando alla presidenza della Provincia e che il prossimo anno dovrebbe correre unito per le regionali. Con il coordinatore provinciale del Pdl e l’assessore Coppola c’erano l’ex sindaco Paolo Meneghin, gli ex assessori Ferreri, Cabassa e Aguzzoni (il ‘Fac’ redivivo), Giulio Barbieri, i reggenti comunali del Pdl Ivo Baccaglini e Massimo Stefani e il presidente della Casa di riposo Fabrizio Rossi. Al seguito di Marangon, invece, «l’altra metà» del ciclo pidiellino locale e provinciale: Luca Rossetto, Claudio Guerra, Antonio Rossini, Fabio Volpe, Francesco Sprocatti, Mirko Mancin, Maurizio Ferro e Pietro Vallin. Assente l’onorevole Luca BE1lotti. L’oggetto della riunione resta avvolto nel mistero. I boatos che si aggiravano ieri per i vicoli di Badia scommettevano si trattasse di un pranzo dedicato all’imminente ballottaggio delle provinciali. ALLO STATO, infatti, il Pdl badiese non avrebbe alcun interesse a sostenere il candidato leghista Antonello Contiero stante la scelta del Carroccio di appoggiare la candidatura del vincente Gastone Fantato assieme al Pd e all’Udc. Da settimane, tra Mainardi e Marangon non corre buon sangue. E l’incidente di ieri l’ha confermato.
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Ferreri analizza il voto e non mancano “frecciatine”
‘Ci sono state troppe discussioni, il Pdl a Badia poteva vincere”
Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – E’ rimasto in silenzio per tutta la campagna elettorale. E nelle frenetiche settimane che hanno preceduto il voto, è stata probabilmente la figura più discussa e, spesso, criticata. Ora, a bocce ferme e risultati acquisiti, Marcelle Ferreri, esponente del Pdl ed ex assessore allo sport ricandidatosi nella lista di Meneghin, analizza il voto ed il suo risultato personale (200 preferenze) che gli permette di cavarsi qualche sassolinò dalle scarpe. Un risultato che, sommato a quello degli altri due componenti dell’acronimo Fac, Renzo Aguzzoni (230) e Mario Cabassa (164), totalizza 594 preferenze, praticamente un partito. I numeri hanno premiato questa volta Castone Fantato… “E’ stata una bella vittoria di Fantato, una vittoria che, per certi versi, mi aspettavo. Dopo cinque anni di tribolazioni nella vecchia maggioranza si sentiva la necessità di cambiare e con. le nostre ’seghe mentali’ gli abbiamo consegnato il comune. Badia ha comunque confermato di rimanere un laboratorio in cui la logica non si sposa con la politica. Il badiese va sempre alla ricerca di qualcosa di diverso e spesso le “fritture miste” sono quelle che funzionano meglio” Quali sono i rammarichi ed i rimoroveri che lei fa a se stesso ed alla sua coalizione? “Per prima cosa mi dispiace per Meneghin, nonostante gli errori fatti avrebbe meritato di governare i cinque anni scorsi in maniera serena, vista la conformazione iniziale della giunta e l’ampiezza della vittoria ottenuta nel 2004. Purtroppo i malumori e le beghe inteme sono cominciate quasi subito. Per questa tornata elettorale il rammarico deriva dal fatto che i numeri per vincere c’erano, è innegabile che Badia sia di centrodestra. Però, mentre Fantato lavorava per costruire .una squadra con uri -programma, dall’altra parte non si è fatto altro che discutere di ‘Ferreri sì, Ferreri no’ fino al giorno prima della presentazione delle Uste. I liberali ed alcuni ex-An continuavano a dire che ero ‘il’ problema, ma i fatti e, ancora una volta i numeri, hanno dimostrato il contrario”. Ad un certo punto, prima della chiusura delle liste, tutti volevano la, testa di Ferreri, l’origine di tutti i mali… “Gli ordini venivano dall’alto, da fuori Badia. Avrei anche potuto farmi da parte se lo avessimo concordato, ma quando hanno cercato di farmi passare come il ‘capro espiatorio’, ho forzato la mann Mnp einmi nrima la chiusura delle liste, come prova di forza, Ferreri, ave: va raccolto 135 firme e venti nomi per costituire una propria lista alternativa al Pdl e l’aveva già depositata presso il Comune). Mi han- no accusato di aver fatto entrare i ’sovietici’ in consiglio, ma alla fine tutti abbiamo.alzatolamano. Dicevano che bisognava cambiare, che serviva gente nuova, ma non si cambia escludendo il solo Ferreri. Hanno cercato di lanciare un virus che si è ritorto loro contro : uno non è stato candidato, un altro è rimasto fuori dai giochi ed un terzo è sulla soglia di sopravvivenza”. I marangoniani andati dall’altra parte si sono presi la rivincita… “Sono stati premiati per la loro scelta e la loro coerenza. Hanno anche rischiato parecchio, maallafinesono risultati vincitori. Un altro che si è preso la rivincita, sui liberali » è stato Bn.isemihi <he iìa fasta uniauón risultato anche se aveva un ‘mondo’ tutto suo da cui attingere i voti”. I costi di realizzazione degli impiantì sportivi sono stati al centro della campagna elettorale… “Gli impianti sportivi sono stati una scelta dell’amministrazione precedente a quella di Meneghin, quella di Boldrin di cui facevo parte e nella, quale ero assessore. Avevamo a disposizione un certo budget che non bastava per coprire tutte le spese, ma vista la necessità che la città aveva di un im- deve sapere che a Badia ha pianto più funzionale ri- fatto dei gran danni”. spetto al vecchio Verzaro, abbiamo deciso di mettere come priorità per la legislatura la realizzazione della nuova area. Nella cifra iniziale mancavano un sacco di migliorie come l’asfaltatura del parcheggio, le coperture delle tribune, eccetera ed avevamo programmato di fare delle variazioni in corso d’opera pur di cominciare i lavori. Al tutto si è aggiunta la decisione di trasformare la palestra in un palazzetto dello sport. Certo si potrà discutere dei costi, ma non sì può certo dire che i nuovi impianti non siano stati un’opera necessaria e ben realizzata” Ora Maxcello Ferreri rimarrà a fare il consigliere di opposizione? “Farò il consigliere di mino-. ranza, anche se fare opposizione sarà un po’ un problema; dovrò imparare. Certo non faremo un’opposizione come ho visto fare negli ultimi anni, sempre contraria e poco costruttiva. Controllerò i lavori della maggioranza, ricordando le promesse fatte, ma auguro loro sinfSlEamentedi. govepiafe,; ; per ^mqueaimF per Dimostrare quello che effettivamente riusciranno a fare e sono convinto, al contrario di qualche voce di piazza forse rancorosa, che riusciranno a completare la legislatura”. Prima dei saluti Ferreri ci rimprovera di non avergli rivolto una precisa domanda sulla Lega Nord. Bene, allora facciamola: quale sarà l’atteggiamento di Ferreri con la Lega, vista anche l’incombenza del ballottaggio in provincia? “Da parte mia, essendo un membro del Pdl farò la campagna elettorale per Contiero, ma il signor Contiero deve sapere che a Badia ha fatto gravi danni”.
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Marcello Ferreri spiega che opposizione farà (per la prima volta) insieme ad Aguzzoni e Cabassa, gli altri componenti del trio
Sul voto: «Le liste omogenee non funzionano». Su Fantato: «La sua non è un’ammucchiata, durerà»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 14/06/2009
L’acronimo Fac (nato dalle iniziali degli assessori uscenti Ferreri, Aguzzoni, Cabassa) è stato uno dei più citati nella campagna elettorale per le comunali. Il Fac non ha vinto, ma è presente al completo nel gruppo di opposizione che sarà guidato dall’ex sindaco Paolo Meneghin. Allora il Fac è vivo? «È vivo – dice Marcelle Ferreri – e facciamo la differenza anche se nessuno ci credeva. Siamo presenti pur avendo perso. Le comunali hanno dimostrato che Badia è un laboratorio politico dove le liste omogenee, come la nostra Progetto per Badia del 2004 che era la Cdl al completo, non funzionano nel tempo. Badia va sempre al contrario. Fantato ha ottenuto una bella vittoria e credo durerà per l’intero mandato: non sono d’accordo con chi dice che avrà sei mesi di vita». Toma di moda il termine «frittura mista» usata nel 1995 dall’allora candidato sindaco di Fi e An Carlo Moretti» che arrivò terzo dietro il vincente Edo Boldrin e a «Per Cambiare» di Paola Belluco. «Quella di Fantato è stata definita un’ammucchiata continua Ferreri – ma ha vinto perché programmata a monte, mentre noi abbiamo perso tempo con i personalismi: della sconfitta mi dispiace soprattutto per Meneghin che non lo meritava, ma purtroppo invece Fare opposizione a chi, come voi, non l’hai mai fatta non sarà facile. «Lo chiederemo a Guerra come si fa, perché c’è da dieci anni. Personalmente non farò opposizione come è stata fatta negli ultimi cinque anni: controllerò l’operato della Giunta. Fantato ha vinto e ora tocca a lui amministrare: gli auguro di durare cinque anni». Ci sarebbe da parlare degli impianti sportivi: discorso lunghissimo e su questo fatto Ferreri dice: «Erano una priorità, sapevamo che il progetto era insufficiente, ma all’impresa che ha vinto abbiamo garantito varianti in corso d’opera per realizzare le migliorie necessario». Paolo Aguzzoni di farsi cinque anni tranquilli, li ha trascorsi tribolando. Abbiamo trovato forti difficoltà a farci votare». Il braccio destro del coordinatore Stefani, Ivo Baccaglili! non si è neppure candidato, lo stratega Luca Rossetto ancora una volta ha sbagliato e tanti ormai sono convinti che per vincere basta stare dalla parte opposta di quest’ultimo, Claudio Guerra è ancora all’opposizione, mentre Giovanni Rossi e Pierieopoldo Visentin, ex «marangoniani», divisisi da Rossetto e Guerra hanno vinto, lei è stato difeso da Fantato contro chi la indicava come il male assoluto: cosa dice? «Il bene e il male commessi vanno divisi in parti uguali per tutta l’ex giunta. Difendendomi Fantato ha dimostrato di essere più obiettivo degli altri: non sono io il problema, altri (Guerra e Rossetto, ndr) hanno lanciato il virus e chi di vendetta ferisce, della stessa perisce. Rossi e Visentin sono stati obiettivi e coraggiosi perché hanno scelto di andare dall’altra parte e non con chi la giunta l’ha buttata giù e poi si è candidato con Meneghin».
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Grandi manovre in preparazione delle elezioni con al centro i malesseri del Pdl
L’ex sindaco Fantato ha predisposto un gruppone “laboratorio” extra schieramenti
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 05/05/2009
Quella che è appena iniziata sarà una settimana importante per la politica badiese. La lista che fa capo a Gastone Fantato è ormai fatta: ieri sera c’è stato l’incontro decisivo e quindi nei prossimi giorni ci sarà l’ufficialità di un accordo che vede assieme la Lega Nord, il Pd, l’Udc e parte del Pdl e ovviamente indipendenti e pare anche i socialisti. Salvo sorprese questa rappresenta una grossa novità: una sorta di laboratorio non nuovo a Badia Polesine che poi ha avuto ripercussioni anche in altre parti d’Italia.
Basti pensare che nel 1957 nacque qui il primo centro-sinistra poi adottato anche ad Agrigento e negli anni successivi diffusosi ulteriormente. Il laboratorio «Fantato» è quindi pronto al via per proporre ai badiesi un’alternativa rispetto all’ultima lista guidata da Paolo Meneghin impantanatosi nel ribaltone del 2007 e affossatosi nel controribaltone del dicembre 2008.
Il Pdl badiese è in gran fermento anche per le fratture che quotidianamente registra al suo interno: l’annunciata riproposizione di Paolo Meneghin, autocandidatosi lo scorso 5 marzo quando si è dimesso, non appare così certa perchè attorno gli scricchiolii sono forti tanto che si dice abbia gettato la spugna. Vedremo cosa escogiterà il coordinatore del Pdl Massimo Stefani che è il depositario del simbolo del partito e quindi sarà lui, assieme al vice Ivo Baccaglini, a dire l’ultima parola. Allo stato delle cose Meneghin si troverebbe in lista con i nemici giurati degli ultimi cinque anni Luca Rossetto e Claudio Guerra: le premesse non sembrano, per lui, rassicuranti. Si agita il Fac degli assessori uscenti Marcello Ferreri, Renzo Aguzzoni e Mario Cabassa perchè è stata chiesta e ottenuta dal Pdl la testa di Ferreri, ma sembra che il trio non voglia rompersi e quindi potrebbe anche correre da solo con una propria lista magari con il simbolo del Pdl. Si dice che Stefani non voglia mollare chi i voti ha dimostrato di saperli trovare: infatti i tre del Fac, nell’ordine, sono stati i più votati alle ultime comunali. C’è nervosismo anche negli «apparati» collaterali: parliamo dell’Us Calcio Badia guidato da uomini di Fi. La scorsa settimana c’è stata una riunione di dirigenti e tecnici biancazzurri chiamati dall’amministratore delegato Iginio Bendin (capo settore tecnico del Comune) che ha invitato tutti a stringersi attorno alla lista del Pdl. Si racconta ci sia stata qualche voce dissonante e che il ritorno alla politica attiva di Bendin non sia stato proprio fortunata anche se ha lanciato il suo anatema: se non ci sostenete, a giugno il Badia calcio sparisce. Strano modo di agire da parte di chi dal Comune ha ricevuto soldi (diretti e indiretti) e strutture che non possono essere appannaggio solo di una parte politica: non è un buon segno, o meglio continua a essere il segno di un andazzo che dura da diversi anni. Ha preso intanto corpo quella che è ormai la terza lista coordinata da Adino Rossi che ha riesumato «La Siepe» ora diventata «La Siepe – Badia viva e sicura»: ci sono già stati diversi incontri, ci sono i nomi: si attendono di conoscere il candidato sindaco e le alleanze messe in campo.
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Il nome di Fantato potrebbe unire i due partiti. Per il Pdl resta l’ipotesi Meneghin
Tratto dalla Voce di Rovigo del 28 Aprile 2009
Giochi politici in primo piano. Domenica è stata una giornata interessante dal punto di vista politico. Verso le 10 è spuntato in piazza Vittorio Emanuele II il gazebo del Pd. Il partito di Stroppa si è presentato in piazza per un raccolta di fondi destinata ad aiutare economicamente le vittime del terremoto in Abruzzo. Il banchetto allestito era cosparso di volantini che riassumevano il documento di denuncia apparso sul sito internet qualche giorno fa, intitolato ” La politica lenta” e facente riferimento all’amministrazione Meneghin. Sembra insomma che il Partito democratico abbia inziato la campagna elettorale e che le voci che hanno un pò scosso la realtà badiese questo fine settimana, un accordo Lega – Pd sotto il segno di Fantato, non siano “fanta-politica”. Ma non solo il Pd si è mosso. I coordinatori del Pdl, Stefani e Baccaglini, hanno riunito con il candidato “in pectore” Paolo Meneghin le varie anime del partito per un aggiornamento sullo stato delle alleanze e soprattutto per trovare la quadratura del cerchio fra le varie posizioni interne. La notizia di una clamorosa intesa fra il Carroccio ed il democratici deve aver agitato ancora più le acque all’interno della neonata formazione politica. Già in settimana il Pdl si era riunito attorno ad un tavolo per limare i contrasti, ma le speranze di Massimo Stefani, di trovare una linea condivisa e che nessun veto fosse posto sui nomi sembrano essere naufragate. I nomi più accreditati ad essere nel mirino di un veto incrociato sembrano essere quelli degli ex assessori Marcello Ferreri e Mario Cabassa, figure importanti che possono giocare però la carta del radicato consenso sul territorio di cui sembrabo ancora godere. Capitolo candidati provinciali: ai nomi di Antonietta Giacometti ed Elia Bacchiega, rispettivamente scelti da Lega e Rifondazione, potrebbero aggiungersene presto altri. In casa PD tutto tace anche se la nomina potrebbe ricadere sulla figura di Edo Boldrin. Per la federazione dei Moderati di Centro, che nel comune non hanno rappresentanza, si parla del consigliere del Ctg Enzo Ortolan, mentre il Pdl dovrebbe puntare al rinnovo del mandato per Massimiliano Paglione. Nel frattempo, nel marasma di voci il volto più sorridente sembra essere proprio quello di Gastone Fantato. Il candidato sindaco si è detto “divertito” da tutta l’agitazione creatasi dopo la sua entrata in scena ufficiale. Verso la metà della prossima settimana potrebbe presentare la sua lista.
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 16/04/2009 di Paolo Aguzzoni
Massimo Stefani sarà la “levatrice” del Pdl a Badia Polesine: lo ha nominato il coordinatore provinciale Mauro Mainardi. Stefani, che proviene da Forza Italia, avrà come vice Ivo Baccaglini che viene da Alleanza Nazionale. Sabato mattina quando si è fatto vedere in centro a Badia Polesine in tenuta da cavallo, pur senza cavallo, si sentiva già..a cavallo? “Mi sentivo già a cavallo – esordisce Stefani – aspettavo soltanto la formalizzazione della nomina che ovviamente, come è per tutti i coordinatori del Veneto, vale soltanto per il periodo elettorale e per la costituzione del Pdl nei vari comuni”. Come intende muoversi? “L’agenda – continua Stefani – è già molto nutrita. Inizio il lavoro verificando la disponibilità di tutti a far parte del Pdl e poi contatterò i probabili alleati a partire dalla Lega Nord con la quale c’è l’accordo provinciale, mentre a Badia Polesine, stando alle voci, sembra che questo partito si muova in modo diverso. Con l’Udc vedremo di aprire una trattativa se c’è la disponibilità a correre assieme”. Per il candidato sindaco del Pdl è cosa fatta visto che Paolo Meneghin il giorno delle dimissioni si è ricandidato proprio come Pdl? “Meneghin – precisa Stefani – è ancora l’unico aspirante candidato sindaco. Ma ricordo che nel momento in cui si è proposto lo faceva a nome di una parte”. A proposto di “parti”, la sua nomina alimenterà ancora le divisioni fra i “bendiniani”, di cui lei fa parte, e i “marangoniani” che tanto hanno pesato nella crisi della giunta Meneghin? “In questo senso – aggiunge Stefani – le indicazioni di Mainardi sono chiare: nessuno esclude nessuno quindi non si accettano veti sulle persone”. Quindi chi voleva escludere dai futuri assessorati, ammesso che il Pdl vinca le elezioni, assessori uscenti come Mario Cabassa e Marcello Ferreri dovrà mangiarsi questi veti? “Credo proprio di si – dice Stefani – gli assessori saranno scelti in base al consenso elettorale ricevuto anche se questa non sarà l’unica base di valutazione”. Però le divisioni saranno dure a morire. “Dipende dalle persone – spiega Stefani – saperle superare”. Io posso assicurare che le ho superate, mi aspetto che anche gli altri lo vogliano fare. Io ho in dote il simbolo del Pdl e quindi solo chi segue le linee del partito potrà dirsi del partito: se qualcuno vuole andare da altre parti non potrà farlo dicendosi del Pdl”. Con la nomina di Stefani il quadro politico badiese in chiave elettorale risulta indubbiamente chiarito. Bisognerà adesso capire se i “marangoniani” nel nome dell’unità del partito accetteranno di avviare una nuova stagione politica anche in vista delle regionali del 2010. Per il candidato sindaco del Pdl avanza l’ipotesi secondo cui potrebbe essere lo stesso Stefani che già cinque anni fa aveva alzato la mano.
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La faida tra Marangon e Bendin in Forza Italia
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 07/03/2009 di Paolo Aguzzoni
Quello che verrà nei prossimi giorni sarà il terzo commissario prefettizio che guiderà il . comune di Badia Polesine. Il primo è stato Ruggero Fusillo, nominato nel 1956: le elezioni confermarono la Dc come primo partito e fra i candidati il più votato fu Casimiro Ravagnani che prese il doppio dei voti del secondo, quello che doveva fare in sindaco. Non ci fu accordo e sino alle elezioni del 1957 resse il Comune Ruggero Fusillo: nel 1957 fu eletto sindaco Vielmo Duò (Dc). Il secondo commissario prefettizio fu Gianfranco Mescola: nel 1969 andò in crisi la Giunta retta da Mario Montini (Dc) al
suo secondo mandato. Alle elezioni del 1970 fu eletto il Dc. Gastone Fantato che completò il suo mandato nel 1975. Per ironia della sorte, se Fantato si candiderà’alle pros~ime amministrative e le vincesse potrebbe tornare in sella dopo quasi 35 anni. Le dimissioni di Meneghin ,hanno una storia già scritta quattro anni fa quando il capo settore tecnico del comune di Badia Polesine Iginio Bendin(Fi) si candidò in contrapposizione a Renzo Marangon (Fi) alle Regionali del 2005: Fi, il maggior partito badiese, si è così spaccata e il ribaltone del febbraio 2007 ne è stata la prima conseguenza, le dimissioni di Meneghin sono l’annunciato epilogo. Marangon, che ha vinto anche questa partita,” non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Si farà il Pdl a Badia Polesine? An, accettando il ribaltone del 2007 non ha fatto una bella figura muovendosi a rimorchio degli avvenimenti, pur essendo con quattro consiglieri il partito più grosso del gruppo che ha sostenuto Meneghin. Secondo Giulio Barbieri (An) sentito a fine Consiglio: «Non si farà nulla: piuttosto mi presento con una mia lista. Marangon è responsabile di tutto e la pagherà». Iginio Bendin ha perso anche questa battaglia politica: «Non mi preoccupo: sono un uomo libero e agisco di conseguenza», ha detto allontanandosi dal Comune giovedì sera. Pare che per salvare Meneghin, Marangon abbia chiesto la testa dell’assessore allo Sport Marcello Ferreri (Fi), ma il sindaco non ha ceduto. Ferreri conferma e alla domanda se entrerà nel Pdl badiese ha detto: «Noncredo proprio, ammesso che il Pdl si faccia completo. Anzi è più probabile che mio figlio più piccolo diventi presidente della Repubblica». Il clima in Fi è di rottura visto che in consiglio Giovanni Rossi ha detto: «Condivido le parole del sindaco sulla crisi in Fi, ma non è normale che uno dei due contentendi alle regionali del 2005 sia stato un dipendente conmunale (Iginio Bendin, ndr): ma qui chi comanda? E poi il vero motivo per il quel è stato fàtto il ribaltone del 2007 è stato per portare alla presidenza della Casa di riposo Fabrizio Rossi (Fi,ndr)>>. Gabriele Frigato,coordinatore provinciale del Pd, invitato a esprimersi sulla Giunta anomala insediata nel 2007: «Non mi spaventa una giunta anomala se questa nasce da un progetto votato dagli elettori, a Badia la situazione è stata diversa perchè qata dalla crisi di chi ha vinto le elezioni: l’entrata di esponenti, allora della Margherita, in maggioranza ma non in giunta e la crisi scoppiata il 22 dicembre dice che c’è stata poca chiarezza da Fi e An nonostante la presa di responsabilità di Boldrin e Usini».
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Dura replica dell’assessore Ferreri
Tratto dal Resto del Carlino del 15/02/2009 di Cristiano Bendin
ACCUSATO da avversari e alleati di essere stato l’artefice del ribaltone, l’assessore Marcello Ferreri rompe la consegna del silenzio e replica alle dichiarazioni rilasciate al Carlino dal capogruppo di maggioranza Carlo Moretti. Perchè, dopo mesi di attacchi, replica solo ora? «Avevo scelto il silenzio per senso di responsabilità verso la maggioranza ma dopo l’ultimo colpo di ‘fuoco amico’ la misura è colma: questa volta Moretti ha superato la decenza politica».Qual è il problema? «La predica mi arriva da un capogruppo di maggioranza che non ha mai aperto bocca in Consiglio se non per sporadici e gustosi interventi. Di politica amministrativa non ha quasi mai parlato, nè ha mai svolto una concreta attività di coordinamento del gruppo di maggioranza, e i risultati si sono visti. Non parliamo poi delle sue presenze nelle commissioni consiliari! Il suo sì che è stato un valore aggiunto: ma sottozero. E pensare che, probabilmente, è uno che dalla politica ha avuto più di quello che ha dato». Dica la verità: non ha digerito la critica sugli impianti sportivi ‘vulnus’ del bilancio comunale…. «Come capogruppo, Moretti ha sostenuto e votato assieme ai suoi colleghi di An tutti i provvedimenti della giunta, compresi quelli sugli impianti sportivi». Ma lei ce l’ha col partito An o con Carlo Moretti? «Non è chiaro a che titolo parli, se personale o a nome di An, specie quando disegna scenari nuovi per il Comune, pensionando l’attuale sindaco e proponendo oscuri identikit sul suo successore». Moretti ha detto che Meneghin rientra nell’identikit… «Meneghin ha 58 anni quindi non ci rientra, almeno dal punto di vista anagrafico. Ciò dimostra che quando parla di politica farnetica». Si sente la ‘mela marcia della giunta municipale? «Rispedisco al mittente tale accusa. Io ho sempre sostenuto lealmente la cercando di mantenere unita la squadra di governo. Moretti, invece, ha avuto altre preoccupazioni, compresa quella di cercarsi una una nuova collocazione nella futura amministrazione locale o provinciale. Parlando di meriti politici e amministrativi, si merita una bella medaglia di legno». E le sue cene con Casarotto, Cabassa e Boldrin? «Siamo amici e ci troviamo periodicamente a cena dal 1999. Dietro non c’è alcun progetto politico: non accetto dicktat sulle mie amicizie personali». Mercoledì 11 la giunta ha votato il bilancio: è stato difficile? «E’ stato più difficile votare quello dell’anno scorso».
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Carlo Moretti (An) duro con l’ex assessore
Tratto Dal Resto del Carlino del 12/02/2009 di Cristiano Bendin
«SILVIA Veronese? E’ meglio che si sia dimessa dalla carica di assessore. La sua presenza non ha portato alcun valore aggiunto». A parlare è il capogruppo di maggioranza (o di quel che ne resta) Carlo Moretti, le cui esternazioni sono spesso destinate a far discutere. «E’ meglio che l’ex assessore alla cultura lasci perdere i discorsi sull’integrità morale che ho letto sul Carlino — chiosa l’esponente di An — perchè penso che, se partecipasse al festival delle falsità, potrebbe ritrovarsi sul podio». Ad indispettire Moretti sono state le pesanti accuse lanciate da Veronese al bilancio di previsione 2009: «Ma quali spese gonfiate — replica il capogruppo —. Sono affermazioni gravi, poco serene. Guarda caso ha parlato di tutto tranne che degli impianti sportivi, che sono un vulnus reale nei conti pubblici: che abbia voluto fare un piacere al suo sponsor politico Marcello Ferreri?». Un riferimento «velenoso» ma coerente con il punto di vista di Moretti, che ha sempre indicato nell’assessore allo sport il fautore dell’ingresso dell’ex Margherita e delle due esponenti di Liberamnete a Sinistra nella maggioranza al posto dell’Udc. «Con le dimissioni di Veronese — continua Moretti — si chiude in modo inglorioso una stagione politica. Ora Badia deve risollevarsi attraverso un percorso politico nuovo e una maggioranza coesa e politicamente omogenea, nel segno del Pdl». Una svolta che, per Moretti, deve apassare anche attraverso un rinnovamento generazionale: «Serve un sindaco con età fra i 40 e i 55 anni, capace di prendere decisioni forti, deciso a rilanciare la città e capace di evitare fratture laceranti come quelle che hanno caratterizzato questa consiliatura. Ricordo poi che ci sono da nominare i successori delle figure apicali del Comune». Scusi, ma Meneghin non le va bene? «Meneghin va bene e poi non ha più di 55 anni ma sia chiaro: An è in potenzialmente in grado di porporsi con un proprio candidato sindaco».
written by UDC Badia Polesine
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