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Sotto accusa le parole sul caso Bendin: “Non si faccia di tutta l’erba un fascio”

Badia Polesine -  II consigliere dì opposizione non ha gradito le dichiarazioni sul “vecchio gruppo di potere”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 03/09/2009 di Davide Sarzi

barbieri BADIA POLESINE   Barbieri: Pronto a querelare il sindacoBadia Polesine – Giulio Barbieri (ex An, ora Pdl), consigliere di opposizione nel comune di Badia Polesine , non ha gradito le parole usate dal sindaco Gastone Fantato in un articolo apparso sulla Voce lo scorso 30 agosto, nel quale il primo cittadino dava una sua lettura circa la “questione Bendin” entrato a far parte sabato scorso della Lega Nord. “Non mi è assolutamente piaciuto un passaggio delle dichiarazioni – spiega Barbieri in cui il sindaco parla di un presunto ‘tintinnio di manette’ riferito al ‘vecchio gruppo di potere’ di Badia. Non posso lasciar passare in silenzio queste dichiarazioni in quanto nel ‘vecchio gruppo’ di amministratori c’era anche il sottoscritto”. L’ex assessore ai servizi sociali ritiene diffamatorio l’epiteto usato da Fantato: “Ho già sbagliato una volta quando alcuni mesi fa non ho portato avanti la querela contro il segretario provinciale della Lega, Antonello Contiero, che aveva parlato di ‘comitato d’affari’ in riferimento alla vecchia amministrazione. Perciò ho dato mandato allo studio legale di Federico Donegatti per vedere se ci sono i presupposti per una querela in difesa di quella che è la mia dignità politica”. Barbieri parla quindi di “delusione” nei confronti dell’azione fin qui portata avanti da Fantato: “Speravo che un sindaco di provenienza democristiana e moderata cercasse, in maniera intelligente ed usando comunque il ‘polso’ necessario, di stemperare gli animi pur cercando legittimamente di modificare le cose che a lui non sembrano corrette. Invece con questi comportamenti, vedi la ‘lettera ai badiesi’ e la diatriba con i vigili portata avanti in modo altezzoso, ha instaurato un clima di scontro perenne”. Ed è proprio sul tema della contesa fra sindaco e polizia locale che il consigliere lancia una maligna insinuazione: “Capisco che dietro a questo comporta-. mento ci siano alcuni commercianti che hanno fatto pressioni perché ritenevano che la presenza dei vigili facesse “fuggire” i clienti, ma tutta la questione si poteva gestire in maniera meno arrogante”. Barbieri si fa più conciliante quando toma a parlare della possibile querela, lasciando trasparire una soluzione più morbida. “Non posso tollerare che si faccia continuamente di tutta l’erba un fascio, se accuse ci devono essere, queste devono’essere mirate. Sono anche disposto a ritirare la querelaseli sindaco comincerà ad Operare per unire la città e non per dividerla. Questa mentalità di cercare sempre il malaffare o di pensare che dalla parte opposta ci sia sempre immoralità e malafede è il tipico comportamento giustizialista alla Di Pietro. Io, da uomo di destra, ancora di An e Finiano convinto, considero la politica come un servizio. Per me fare maggioranza o opposizione è la stessa cosa e continuerò sempre ad. essere al servizio di chi mi ha votato e dei miei concittadini”. Sul caso che ha tenuto banco negli ultimi giorni (il passaggio del forzista Bendin al Carroccio) Barbieri esprime tutto il suo stupore e perplessità, lanciando nel contempo un paio di frecciate : “Premesso che tutti possono cambiare le proprie idee, posso solo dire di essere rim a s t o sconcertato dalla notizia, come sconcertati sono rimasti mólti altri esponenti di An a Badia, compreso l’onorevole Belletti. Ho parlato molte volte con Bendin e non mi ha mai dato l’impressione che si sentisse così vicino a questi grandissimi valori della Lega. Anzi… Inoltre ho la sensazione che Iginio se ne sia andato anche per l’ostruzionismo di Renzo Marangon che, una volta ottenuta la vittoria alle regionali, avrebbe avuto l’occasione di riappacificarsi, ma non l’ha mai fatto e si è invece adoperato per chiudergli tutti i varchi all’interno del partito”.

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ago 30

Le Reazioni

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 30/08/2009

igino BADIA POLESINE   Bellotti: Che amarezza Marangon: Buona fortuna Fantato: La giunta è salda PRIMA lo ha lanciato’all’interno del suo stesso partito. Forza Italia poi, dopo la mossa di Bendin di candidarsi alle regionali, i rapporti si sono frantumati. E la frattura tra marangoniani e bendiniani non si è mai ricomposta del tutto. Ora Renzo Marangon accoglie la decisione di Bendin con molta diplomazia: «Immagino che la scelta che ha deciso di foresta stata meditata a lungo. Non posso che prendere atto di questo e quindi augurargli buona fortuna. \^sto che u confronto deve sempre d’Evenire tra idee, persone e programmi, vorrà dwe che si riconosce più nei loro programmi». Ma non potrebbe essere una mossa per avvicinarsi a un posto in Regione? «Credo che la Lega Nord ú risponde Marangon ú alle prossime regionali difficilmente avrà i voti per fare scattare il quorum». E’ comunque verosimile che Bendin si porti dietro una certa fetta di voti. E anche qualche amico badiese, come Rossi, Stefani, Aguzzerà e Ferreri. Quanto ad amici, la scelta di Bendin ha lasciato di sasso l’onorevole del Pai Luca Belletti. Che ha sempre sostenuto il badiese. «Per me è stato un fùlmine a del serenoúha detto Belhttiúsono personalmente amareggiato sia sul piano personale che politico, anche se penso che Bendin non abbia goduto di un particolare trattamento all’interno del Pai. Ma la sua scelta mi lascia una grande amarezza. Così come il fatto che questo passaggio politico mi sia toccato impararlo dai giornali»,Dipoche parole il coordinatore provinciale del Pai, Mauro Mainardi: «E’una decisione che rispetto come scelta politica personale. Gli auguro le miglior cose nel suo futuro». H sindaco di Badia, Castone Perniato, pare piuttosto tranquillo sul fatto che il ’salto’di Bendin in Lega rsn abbia strascichi sulla sua giunta: «Ho fatto una lino iscritto a nessunpartao. L’assessore e i due consiglieri leghisti e il segretario locale si dissociano in modo mollo netto, e la loro postane la capisco. Ma è una scelta della segreteria. E sull’amministrazione cio non avrà riflesso.

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giu 27

L’assessore regionale analizza il ballottaggio per la Provincia e denuncia: «Feste ad Albarello invece di contattare la gente» 

 Marangon durissimo con i vertici del Pdl: «Mainardi e Bellotti volevano un regolamento di conti»

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 27/06/2009

Solo la vittoria avrebbe suturato lo strappo. La conquista della Provincia, sommata alla sequela di Comuni grandi e piccoli accaparrati, avrebbe smorzato le polemiche privando gli attuali vertici del Pdl polesano di un alibi per castigarlo e lui di un motivo per delegittimare definitivamente chi lo ha accusato di tradimento e combine. Invece il verdetto delle urne è stato implacabile, ed ora a Renzo Marangon – il franco tiratore, secondo il coordinatore del Pdl Mauro Mainardi, o il doppiogiochista a parere del candidato trombato Antonello Contiero (anche se il leghista ieri ha smentito di essersi riferito a lui, come si legge nell’articolo a fianco) – non resta che mostrare i muscoli, estrarre gli artigli, digrignare i denti. Lo fa alla sua maniera miscelando sarcasmo e stilettate. Confessa di aver vissuto, dal momento della sentenza elettorale avversa a Contiero, cinque giorni di serio imbarazzo. Esordisce parlando dell’emarginazione subita da lui e «da chi ha governato benissimo Forza Italia». Si sofferma sulla conduzione della campagna elettorale e sui veri scopi della classe dirigente che guida il Pdl polesano. «Ci hanno ignorato, escluso, mai coinvolto spiega Marangon -. Addirittura la nostra presenza è stata vista con fastidio dai coordinatori e dalla piccola corte dei miracoli che li attornia. Se avessi gestito io questa campagna elettorale avremmo vinto al primo turno con il 55 per cento dei voti». L’analisi della sconfitta mette sulla graticola i vertici del centrodestra. «Avete visto materiale consegnato ai cittadini? Forza Italia contava oltre quattromila iscritti. Quale mobilitazione credete ci sia stata? La Strategia deiremaremazione non poteva che provocare questo risultato. Quanto al profilo politico, si dovrebbero portare in campo programmi, obiettivi e modus operandi. Invece si è scontrata una concezione elitaria e autoreferenziale di intendere la politica con il nostro radicamento sul territorio che si interfacciarsi sempre con l’elettorato. Si sono preferite le feste ad Albarella e un approccio borghese con l’elettorato, invece di intercettare il voto moderato e cattolico, le esigenze delle famiglie e di chi lavora e ha fatto grande questa provincia a dispetto delle lentezze del centrosinistra». Insomma Mainardi e Belletti, secondo Marangon, andrebbero processati. «Avevano in mente un regolamento di conti interno. E per fortuna loro che il Pdl si è assicurato comuni importanti come Lendinara, Porto Viro o Castelmassa». Marangon ne ha anche per Contiero che lo ha accusato di aver avuto contatti sospetti con il segretario provinciale del Partito democratico Gabriele Fugato. «Che fosse il candidato meno idoneo a vincere lo sapeva anche lui. Glielo avevamo detto in faccia prima della nomina di Mainardi a coordinatore. Adesso il gioco dell’ipocrisia è particolarmente gettonato ma in un contesto territoriale che ha estrema necessità di crescere, non si fa campagna elettorale senza idee. Non si vince ripetendo banali slogan di altri. La filiera govemo-regione era ideale, invece Contiero si’è esibito in comizi terrorizzanti. La gente se ne andava dalle piazze. È stato un fallimento epocale e senza appello: una vergogna. Questa classe dirigente accattona con due autoreferenziati che si danno ragione davanti allo specchio, deve prendersi la propria responsabilità. Quanto alle accuse di Contiero, gli consiglio un mese di ferie e tanta camomilla. Raffreddi il cervello e se vuole un confronto pubblico con me, sono pronto». Da ultimo l’annuncio: «Inaugureremo a giorni un’associazione di alfabetizzazione politica». Aperta a tutti? «Certo, anche alla Lega. Che ne ha una sua ma che non funziona bene».

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giu 25

Dopo le dichiarazioni del capogruppo dei senatori Maurizio Gasparri, il Pdl polesano fa quadrato attorno al leghista

Mainardi : «Non è stata colpa di Contiero Bellotti: «Si è perso al ballottaggio perché qualcosa non ha funzionato come previsto» «Antonello Contiero non era il candidato giusto. Anche la Lega sbaglia».

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 25/06/2009

Arriva direttamente da Róma, nientemeno che dal capogruppo dei senatori del Pdl Maurizio Gaspam, il pesante giudizio sul leader leghista rodigino candidato sconfitto alla corsa per la Provincia. Ieri Gasparri, intervistato durante la trasmissione Klaùscondicio, ha replicato con una frecciata alle osservazioni sollevate dal suo collega del Carroccio Roberto Cola che aveva accusato il Pdl di avere avuto candidati sbagliati in Piemonte. «Capita a chiunque di avere candidati giusti o sbagliati – è stata la risposta di Gasparri -. Proprio a Rovigo, per citare un caso che comunque vale poco, c’era un candidato della Lega che non ha vinto le Provinciali. Credo – ha proseguito – che su) ballottaggio abbia pesato molto l’astensionismo, incidendo sugli equilibri. Podestà (nuovo presidente della Provincia di Milano, ndr) ha avuto 200mila voti in meno rispetto al primo turno, ma abbiamo vinto lo stesso. E prima c’era un presidente di sinistra. A Venezia ha vinto la candidata della Lega (Zaccariotto, ndr) molto brava». Il senatore del Pdl era venuto nel capoluogo per sostenere la corsa del leghista ed evidentemente non vuole responsabilità per la sconfitta maturata lunedì pomeriggio. Le sue parole però hanno riaperto in Polesine gli interrogativi emersi subito dopo l’annuncio della candidatura di Contiero a scapito di un altro leghista doc come Alessandro Zanforlini D’Isanto. L’illusorio risultato del primo turno aveva smorzato tante perplessità. Poi, l’insieme di fattori che ha cau sato la débàcle, ha fatto riesplodere il caso. Il Pdl tuttavia fa quadrato intomo allo sconfitto e non non fa proprie le dichiarazioni del capogruppo al Senato. «Era il migliore candidato che la Lega potesse mettere in campo – spiega il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi – Io non l’ho mai criticato prima e non lo farò certo ora. Non si è perso per colpa del candidato ma per le contrapposizioni che sono emerse in certi Comuni importanti come Occhiobello, Badia, Lendinara e altri». Sceglie il silenzio l’assessore regionale Maria Luisa Coppola. «Preferisco non commentare – risponde – Mi limiterò a leggere le dichiarazioni sui giornali di domani (oggi, ndr)». Getta acqua sul fuoco invece l’onorevole Luca Belletti che non fa mistero di gradire poco l’intromissione di Gasparri su una questione, a suo avviso, unicamente locale. «Mi dispiace che Maurizio Gasparri intervenga su queste vicende – precisa Belletti che è anche vicecoordinatore del Popolo delle libertà in Polesine Bastavo io a dire quel che ho detto. Nei confronti di Contiero le mie erano state solo critiche correttive e migliorative. Non va cercato alcun capo espiatorio. Non è stato Contiero a scegliersi ed è ingeneroso sparargli addosso scaricandogli ogni responsabilità della sconfitta. Si è perso perché qualcosa non ha funzionato. Tutto qui».

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giu 24

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 24/06/2009

ALL’INDOMANI della sconfitta alle elezioni provinciali e della vittoria alle comunali di Adria c’è spazio, da parte di alcuni esponenti del centrodestra per un’analisi del voto, ma, per qualcuno, arriva anche l’occasione per togliersi qualche sassolino della scarpa. Come per l’onorevole Luca Bellotti (Pdl), che non risparmia qualche frecciata al leghista Contiero: «E’ grande il rammarico per aver perso le provinciali. Ma è più grande la delusione di sentire da parte di alcuni, specie di Contiero, velate accuse circa uno scarso impegno del Popolo della Libertà nel ballottaggio alle provinciali. Forse varrebbe la pena ricordare a Contiero che, anche ragionando venalmente, il nostro partito avrebbe avuto moltissimo da guadagnare da una sua vittoria — scrive in una nota Bellotti — E’ curioso che si citi Trecenta quale caso ‘un po’ strano’. Io avrei molte altre stranezze da sottoporre a Contiero — continua Bellotti — a cominciare proprio da quello che mi risulta essere il suo comune, San Martino di Venezze, in cui Tiziana Virgili vince bene e Contiero perde dal primo turno più di 400 voti. Solitamente la prima tentazione dopo una sconfitta è trovare un capro espiatorio. E’ con difficoltà che talvolta ci si rende conto che i primi responsabili per i nostri insuccessi siamo proprio noi stessi — continua l’onorevole —: solitamente dopo le elezioni è buona norma ringraziare gli alleati che si sono spesi per la vittoria: questione di galateo politico…», chiude l’onorevole. Mauro Mainardi, coordinatore provinciale del Pdl, sorride, «perchè il Pdl è uscito bene sia dalla ‘partita’ Adria che dalle europee» («abbiamo portato a Galan quel punto di percentuale in più e alle regionali non ci dovrebbero essere sorprese»). Quanto alle provinciali, secondo Mainardi se la partita si fosse giocata meglio su alcuni fronti, «come Lendinara, Badia e Occhiobello, dove non si è riusciti a trovare un’unità con la Lega, anzi, il confronto è stato piuttosto aspro, sicuramente avremmo vinto al primo turno. Ma la partita delle provinciali è stata condotta dalla Lega, noi ci siamo affiancati e anche in maniera corretta. Io sono arrivato ad essere coordinatore a trenta giorni dal voto — ha spiegato Mainardi — e ed era impossibile riassettare le situazioni critiche di quei comuni. Che poi il candidato Contiero non fosse troppo gradito a una parte dell’elettorato del centrodestra, questo non è un mistero. Ma ora andiamo avanti sulla linea del rinnovamento». Andrea Bimbatti, capogruppo del Pdl in Comune di Rovigo ed eletto anche in consiglio provinciale, mette anche il suo partito davanti allo specchio: «L’autocritica più grande che dobbiamo fare la dobbiamo fare come classe dirigente: il rischio è infatti che per le ruggini tra poche persone alla fine ci rimettano gli elettori. La nota positiva è che restiamo il primo partito in Polesine: sia le europee che il primo turno hanno detto chiaramente che il Polesine è di centrodestra. La Virgili — chiude Bimbatti — ha vinto al secondo turno con il 19% dell’elettorato attivo. L’appello che faccio alla classe dirigente è anche per le provinciali e per i comuni sopra i 15mila abitanti sia abolito il ballottaggio, insomma, che funzioni come alle regionali».

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giu 19

Il caso Bendin Fantato replica a Bellotti: ‘Rispondo ai miei cittadini”

Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi

BADIA POLESINE – II sindaco Gastone Fantato {nella foto) non pone tempo in-mezzo e a stretto giro di stampa replica alle dichiaraz i o n i dell’onorevole Bellotti che ieri sui giornali aveva criticato il ritiro della delega al capo ufficio tecnico del comune di Badia, definendola un’epurazione di stampo sovietico. Una replica, quella di Fantato, secca e che non lascia spazio ad intérpretazioni: “Le dichiarazioni di Bellotti? Posso solo dire che Gastone Fantato conosce l’onorevole Bellotti, ma il ’sindaco’ Fantato non sa chi sia. Bellotti non è un cittadino badiese e delle mi e. azioni io rispondo solo ai miei cittadini. Tra l’altro mi ha fatto un piacere, il ritiro della delega al capo dell’ufficio tecnico poteva passare sotto traccia, ma con la pubblicità fatta da Bellotti la questione è diventata di dominio pubblico è mi ha fatto guadagnare l’applauso dei miei concittadini”.

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giu 19

Replica del sindaco al deputato Bellotti che lo aveva criticato per il benservito a Bendin

Fantato: Rispondo solo ai badiesi «Il decreto preso nei confronti dell’ex capo ufficio tecnico mi ha dato molto consenso popolare»

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 19/06/2009 di Paolo Aguzzoni

Che l’alleanza politica targata Pdl fra l’on Luca Bellotti e Iginio Bendin, da lunedì scorso ex capo Settore tecnico del comune di Badia Polesine, fosse piuttosto stretta lo si sapeva e ha avuto più di qualche conferma anche durante la recente campagna elettorale per le comunali. I due hanno lavorato molto nel sostenere la candidatura di Paolo Meneghin. Lunedì il sindaco Castone Fantato con un proprio decreto ha tolto le funzioni dirigenziali a Bendin come aveva detto promesso e detto pubblicamente in campagna elettorale. Quando la notìzia è uscita sul nostro gionale mercoledì scorso, Belletti con un lungo comunicato stampa ha preso le difese dell’ex capo Settore tecnico e attaccato pesantemente Fantato affermando che «l’epurazione di Bendin è un pessimo inizio» per il nuovo sindaco, anche se deve ammettere «che rimuovere dirigenti è un atto legittimo». La questione è quindi diventata politica. E Fantato cosa dice? Risponde a Belletti per altro già apostrofato durante il comizio finale? «Ringrazio – esordisce Fantato – Belletti per la sua presa di posizione: non volevo dare pubblicità al provvedimento, ma con il suo intervento ne ha avuta molta di più. Dalle telefonate che ho ricevuto e da quanti ho sentito direttamente posso dire che il decreto preso nei confronti di Bendin mi ha dato molto consenso popolare e questo mi fa piacere». Però Belletti nei suoi confronti ha sciorinato un vocabolario di accuse che la dipingono come un epuratore di stampo stalinista: cosa risponde tenuto conto che lei non è mai stato stalinista? «Conosco benissimo Fon. Belletti – chiude Fantato – come. Fantato libero cittadino, ma, come Fantato sindaco di Badia Polesine, gli dico solo questo: se fosse cittadino badiese sarei obbligato a dargli una risposta, ma visto che non lo è non ho nulla da dirsii. In risnnn- do solo ai badiesi». Mercoledì prossimo c’è il primo Consiglio comunale: è probabile che la polemica possa trovare nuovi spunti e che tutto non si fermi qui.

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giu 18

Il sindaco Fantato decide di silurarlo

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 18/06/2009

IL NUOVO sindaco di Badia Polesine non ha certo perso tempo per mettere in moto la macchina amministrativa, e per mettere in pratica quanto aveva affermato in più occasioni durante la campagna elettorale. In vari incontri pubblici, infatti, Castone Fantato aveva chiaramente fatto intendere di non condividere il fatto che fosse stato lasciato troppo potere discrezionale ai dirigenti dei Settori Comunali ed era parso chiaro in particolare il riferimento al responsabile del Settore Tecnico. Lo stesso Fantato aveva anche ribadito con forza che la responsabilità delle scelte amministrative fossero a totale carico del sindaco e della sua giunta. IN CASO DI VITTORIA, il capolista di Rinasce Badia aveva tra l’altro affermto che avrebbe provveduto da subito alla riorganizzazione degli ambiti di responsabilità in seno al Comune. E quindi, detto fatto. Dopo poco più di una settimana dalla sua elezione il primo cittadino ha provveduto alla ridistribuzione degli incarichi dirigenziali di responsabilità, ora con atto pubblico, e i dirigenti comunali del Comune di Badia Polesine sono rimasti solo due. TRA ESSI non c’è più Iginio Bendin, di cui ora si dovranno aspettare le reazioni. Le sue responsabilità riguardavano proprio la dirczione del Settore Tecnico, che comprende tra le altre materie anche l’edilizia e la progettazione che sono state date in carico al vice segretario Andrea Patergnani che naturalmente mantiene anche quelle che già aveva. L’altro dirigente a restare in carica è il segretario comunale Gianfranco Tiengò che comunque si sta avviando al pensionamento per raggiunti limiti di età. Pensionamento che dovrebbe avvenire nel mese di ottobre, fatto che comporterà per Fantato la necessità di scegliere un nuovo dirigente generale. Proprio Fantato specifica di aver revocato le deleghe ai fùnzionari, e di aver avvisato il nersnnale tramite circolare, giustificando il fatto con l’accorpamento delle funzioni. Il tutto in attesa che questa amministrazione prenda in considerazione il nuovo riassetto. «Ho parlato subito dopo la pubblicazione delle revoche con Bendin ú spiega il sindaco ú. Mi sembrava tranquillo al momento, ma ho l’impressione che Rabbia visto come un atto persecutorio».

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giu 18

L’INTERVENTO BELLOTTI SULLA DEFENESTRAZIONE DI BENDIN 

Tratto dal Resto del Carlino del 18/06/2009

«NONOSTANTE la contrapposizione politica io cerco sempre di Concedere il beneficio del dubbio ai miei avversar! evitando di criticarli se non ci sono concrete ragioni che mi portino a farlo. Mi spiace pertanto di dover prendere posizione tanto presto, dopo neppure due settimane dall’elezione, contro il nuovo sindaco di Badia Polesine Gastone Fantato. Questa sofferenza nasce dal fatto che, se il buongiorno si vede dal mattino, alla cittadina altopolesana aspettano certo tempi duri. Il neosindaco come primo atto, di fronte a tutte le urgenze che un amministratore si trova davanti nello sforzo di governare un territorio, ha preferito lasciar spazio allo spirito di vendetta accanendosi sull’avversario politico, identificata nel capo del settore tecnico comunale Iginio Bendin. Ma a che logica si ispira?A quale riferimento ideologico e politico tra quelli che l’hanno sostenuto àncora una decisione del genere? E non teme forse, in vista dell’elezione di domenica, di fare un cattivo servizio al futuro Presidente della Provincia creando disorientamento nell’elettorato? Eppure tutte le emergenze di un paese di 9mfla abitanti che da qualche mese si trova sotto commissariamento vengònoTuesse da_parte per lasciare sfogo alla più deteriore delle fràdi2ioni<ii sinistra: quella dell’epurazione. Quale l’accusa? Quella di compiere attività politica pur ricoprendo il ruolo di dipendente comunale. Eppure la stessa Costituzione della Repubblica Italiana riconosce il diritto alla partecipazione politica e anzi l’incentiva. E per ciò che conceme la pubblica amministrazione la stessa Legge Fondamentale riconosce che essa debba essere imparziale nello svolgimento delle sue funzioni. Non certo nella sfera privata. Questo è il motivo per cui nell’alt. 98 vengono esplicitamente precisati i ruoli incompatibili con l’impegno politico: “si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i fùnzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero”. Rimuovere dirigenti è un atto legittimo. Defenestrarli per ragioni politiche invece non lo è. Nel frattempo esprimo la mi solidarietà personale e politica ad un amico come Iginio Bendin». Luca Bellotti deputato Pdl

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giu 18

Tratto dalla Voce di Rovigo del 18/06/2009

BADIA POLESINE – “Nonostante la contrapposizione politica io cerco sempre di concedere il beneficio del dubbio ai miei awersari evitando di criticarli se non ci sono concrete ragioni che mi portino a farlo. Mi spiace pertanto di dover prendere posizione tanto presto, dopo neppure due settimane dall’elezione, contro il nuovo sindaco di Badia’Polesine Castone Fantato. Questa sofferenza nasce dal fatto che, se il buongiorno si vede dal mattino, alla cittadina altopolesana aspettano certo tempi duri”. A parlare è l’onorevole Luca Belletti (nella foto), vicecoordinatore provinciale del Poi che commenta l’operato del nuovo sindaco di Badia in particolare in merito alla riorganizzazione del Comune e l’addio del capo settore tecnico comunale Iginio Bendin. “Il neosindaco – afferma Belletti come primo atto, di fronte a tutte le urgenze che un amministratore si trova davanti nello sforzo di governare un territorio, ha preferito lasciar spazio allo spirito di vendetta accanendosi sull’avversario politico, identificata nel capo del settore tecnico comunale Iginio Bendin. Ma a che logica si ispira? A quale riferimento ideologico e politico tra^ quelli che l’hanno sostenuto àncora una decisione del genere? E non teme forse, in vista dell’elezione di domenica, di fare un cattivo servizio al futuro Presidente della Provincia creando disorientamento nell’elettorato? Eppure tutte le emergenze di un paese di 9mila abitanti che da qualche mese si trova sotto commissariamento vengono messe da parte per lasciare sfogo alla più deteriore delle tradizioni di sinistra: quella dell’epurazione. Quale l’accusa? Quella di compiere attività politica pur ricoprendo il ruolo di dipendente comunale. Eppure la stessa Costituzione della Repubblica Italiana riconosce il diritto alla partecipazione politica e anzi l’incentiva. E per ciò che conceme la pubblica amministrazione la stessa Legge Fondamentale riconosce che essa debba essere imparziale nello svolgimento delle sue funzioni. Non certo nella sfera privata. Questo è il motivo per cui nell’alt. 98 vengono esplicitamente precisati i ruoli incompatibili con l’impegno politico: ’si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzióhari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero’”. Non mi sembra si parli di geometri comunali”. “Ma forse – aggiunge Belletti l’ambizione di Fantato, inebriato dalla vittoria è quella di riscrivere quella stessa Costituzione di cui la suasinistra si erge tanto spesso ad ipocrita paladina. Velleità un po’ troppo alte per il sindaco di Badia. Rimuovere dirigenti è un atto legittimo. Defenestrarli per ragioni politiche invece non lo è. Basta, guardare alla giurisprudenza. La sinistra d ha abituato ad utilizzare lo spoiis system per attuare pratiche di staliniana memoria e cacciare persone a lei sgradite per colonizzare posizioni di potere e occupare per amia e amia degli amia incarichi di pubblica amministrazione e che nulla c’entrano con la politica. Castone Fantanto, dimostra di .ricordare la lezione appresa negli anni 70 e comincia a fare repulisti: qualcuno probabilmente starà già scalciando per entrare, considerato che la neonomina di Tiengo decadrà nel momento in cui questo ad ottobre andrà in pensione. Siamo curiosi di vedere come verrà tutelata in tal caso la terzietà della pubblica amministrazione costituzionalmente garantita”. “Nel frattempo – termina Belletti esprimo la mia solidarietà personale e politica ad un amico come Iginio Bendin che, nell’anno 2009, per essersi occupato con dedizione ed entusiasmo del bene pubblico, viene ricompensato, in barba a tutte le disposizioni contro le discriminazioni, con un benservito che da la afra sullo spessore civile e umano delle persone che si sono insediate a Badia Polesine. Un tuffo nel passato che riporta alla pratiche sovietiche, lottizzazioni partitiche e il radicamento dello scontro politico: elementi di cui non si sentiva certo la nostalgia”.

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