Ho chiesto il bilancio alla direttrice e mi è stata consegnata solo una sintesi, ci sentiamo presi in giro”
“La denuncia dell’assessore Faggion: “Sono spariti gli articoli riguardanti i fatti di questi giorni”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 22/01/2010 di Davide Sarzi
Badia Polesine – Mentre si registra la prima alzata di scudi attorno alla casa di riposo di Badia Polesine e alla figura del presidente Fabrizio Rossi (che ha indetto una conferenza stampa per oggi pomeriggio per esporre le proprie ragioni), contìnua la bagarre fra il Comune e l’istituzione socio-sanitaria. A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato l’assessore della Lega Nord Marco Faggion che ieri, su mandato del sindaco, si è recato dalla direttrice Nadia Caramore per richiedere alcuni documenti. “La direttrice – spiega Faggion – mi ha risposto che non poteva rilasciarmi i documenti perché non c’era la possibilità di fare le fotocopie. Non ho voluto insistere “e ho avvisato che sarei tornato nel pomeriggio. Già che c’ero ho deciso di fermarmi nella sala di lettura per leggere il giornale, ma con mia grande sorpresa ho constatato che non c’era nemmeno l’ombra di un quotidiano. A questo punto ho provato a chiedere spiegazioni a qualche ospite in sala ricreazione e mi è stato riferito che ultimamente sono successe cose strane: a quanto pare nei giorni scorsi gli articoli riguardanti la casa di riposo sono stati sistematicamente ritagliati ed eliminati, oggi (ieri per chi legge, ndr) igiomali non sono stati nemmeno distribuiti. Mi è stato inoltre riferito che stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr) un’educatrice che stava accomoa- gnando alcuni anziani avrebbe detto testualmente ‘oggi non leggiamo i giornali, facciamo qualcos’altro’”. Accuse gravi quelle rilevate dall’assessore, che per ovviare alla presunta censura ha deciso di intervenire personalmente: “Sono rimasto a dir poco esterrefatto da questi racconti – commenta Faggion – e per questo ho deciso di acquistare diverse copie ‘integre’ dei tré quotidiani locali e li ho portati all’intemo della casa di riposo, in modo da tutelare i diritti degli ospiti e in particolare di quelli che non sono in grado di recarsi personalmente in piazza e in edicola per acquistare i quotidiani”. Per quanto riguarda i documenti richiesti Faggion risponde con un sorriso ironico: “In mattinata avevo chiesto alla direttrice il bilancio di previsione 2010 completo di tutte le voci e di tutti i capitoli. Quando nel pomeriggio sono tornato per farmi recapitare il tutto mi è stata consegnata una busta che avrebbe dovuto contenere i documenti. Dopo un’ora mi sono riunito con il sindaco Fantato e l’assessore al bilando Previatello per esaminare gli incartamenti, ma una volta aperta la busta ci siamo amaramente resi conto che all’intemo c’era solo una breve sintesi del bilancio. Per l’ennesima volta sia il sottoscritto che il sindaco ci siamo sentiti presi in giro”. E ora? “Posso solo dire che domani (oggi per chi legge, ndr) porterò di nuovo i giornali locali.”
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Badia Polesine Delibere consegnate parzialmente a due assessori
Faggon: «Negati i giornali agli ospiti della struttura»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 22/01/2010 di Paolo Aguzzoni
Rimane caldo il fronte della disputa fra il sindaco di Badia Polesine Fantato e il presidente della Casa del Sorriso Fabrizio Rossi (Pdl) sull’accesso agli atti deliberativi del CdA guidato da Rossi. Ieri mattina agli assessori Cristian Sartori (UDC) e Marco Faggion (Lega Nord) prima sono state negate delle delibere, poi consegnate, ma solo parzialmente, il pomeriggio. Ma la visita ha aperto un altro fronte: i quotidiani locali. «Mi è stato riferito racconta Faggion – che in mattinata un’educatrice ha detto a una gruppo di ospiti: oggi non leggiamo i giornali». Secondo Faggion i giornali sonostati tolti perché contenevano gli articoli sulla commissione d’indagine per la Casa del Sorriso che il consiglio comunale istituirà a febbraio; domenica invece altri articoli erano stati ritagliati e tolti dalla pagina. Aggiunge Faggion: «Nel pomeriggio ho portato alla Casa del Sorriso diverse copie di giornali per tutelare il diritto alla libera informazione degli ospiti in particolare di quelli che non sono in grado di andarseli a prendere in edicola». In difesa di Rossi è intervenuto il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi: al quale esprime solidarietà «per la pressione cui è sottoposto da parte della maggioranza del comune di Badia Polesine, che . sicuramente toglie energie che dovrebbero essere invece profuse per il bene degli anziani. Chiede- di un’Ipab, da parte di un’Amministrazione Comunale, appare assolutamente illegittimo e, contemporaneamente, politicamente scorretto, in mancanza totale di fatti che ne determinino la richiesta, come del resto appaiono fuori luogo la volontà di formare commissioni d’indagine e le paventate minacce di interventi della Procura della Repubblica».
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Il sindaco: “Inaccettabili le risposte riservate alle mie legittime richieste di atti”
Documenti rifiutati, Fantato: “Presto sarà nominata la Commissione di indagine”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 21/01/2010 di Davide Sarzi
Badia Polesine – Commissione d’indagine e prefigurazione del reato di omissione d’atti d’ufficio: queste le azioni prospettate dal sindaco di Badia Polesine Gastone Fantato nei confronti della casa di riposo “Casa del Sorriso” guidata dal presidente Fabrizio Rossi. Un calderone da tempo in procinto di esplodere che nel giro di un paio di settimane è tornato improvvisamente agli onori della cronaca, dopo le vicissitudini del 2007, quando la rielezione dell’attuale presidente fu causa scatenante del famoso “ribaltone” che portò, due anni dopo, al commissariamento del Comune. Nei giorni scorsi gli interventi della Lega Nord (”C’è un problema casa di riposo”), del consigliere socialista Riccardo Mantovani (”Auspico un nuovo indirizzo”) e del capogruppo Germano Goia (”Comportamento ostruzionista e irrispettoso del presidente”) avevano fatto capire che si era ormai giunti al punto di rottura. A scoperchiare definitivamente il pentolone ci ha pensato martedì sera lo stesso sindaco Fantato, convocando la conferenza dei capigruppo e invitando all’incontro i rappresentanti della stampa locale. Presenti il capogruppo di maggioranza Goia e quello delle “3 Torri” Adino Rossi, mentre era assente l’ex sindaco Paolo Meneehin. capogruppo di “Insieme per Badia”, sostituito dal consigliere Claudio, Guerra. Fantato è partito da lontano, rivelando come, fin da subito, i rapporti con la casa di riposo si siano dimostrati piuttosto tesi: “Mi attendevo un rapporto di collaborazione dal presidente – spiega Fantato – ma invece ho inspiegabilmente trovato un atteggiamento ostruzionista. Già dalle prime settimane d’insediamento avevo chiesto di consultare alcuni documenti come bilancio, pianta organica, delibere e determine, e altri documenti ai quali Sindaco e consiglieri comunali hanno diritto di accesso. Purtroppo, tranne due o tré atti irrilevanti, la mia richiesta non è stata mai evasa e Rossi si è trincerato dietro una presunta violazione della privacy”. E’ così iniziato un lungo scambio epistolare che il sindaco ha sintetizzato ai capigruppo riportando alcune risposte pervenute nei mesi successivi: “In settembre, per esempio, alla richiesta di altri documenti come lo statuto e il regolamento di amministrazione, Rossi mi rispose che la casa di riposo è un ente indipendente dal Comune, il quale, a suo dire, non ha alcun diritto di vigilare sul suo operato. Una risposta che ritengo assurda: il cda che a sua volta ha eletto il presidente è stato nominato dal consiglio comunale, e lui non può rifiutarsi di fornire tali documenti. E’ un comuorta- mento inaccettabile, la casa di riposo non è proprietà di Fabrizio Rossi, ma appartiene a tutti i cittadini”. Vista la reticenza del presidente a fornire i documenti, il sindaco ha rivelato di aver richiesto numerosi incontri, tutti rinviati o rifiutati con varie scusanti, e di aver infine deciso di rivolgersi alla direttrice dell’istituto: “II 7 dicembre 2009 – Spiega Fantato – ho chiesto alla direttrice Nadia Caramore di fornirmi i documenti relativi ad alcuni appalti e a quattro deliberazioni. Ho atteso la risposta per un mese finché il 7 gennaio le ho riscritto, inviando il messo comunale per sollecitarne la produzione. Per tutta risposta la Caramore si è rifiutata di consegnare documenti al messo, rispondendomi successivamente che a suo modo di vedere le mie richieste sono già state per quanto possibile evase”. Una partita a scacchi sul filo dei nervi che martedì è forse arrivata a una svolta decisiva: “Dopo essermi consultato con la nuova segretaria, Giuseppina Fiorentino – prosegue Fantato – che già aveva dovuto affrontare problemi di questo genere, ho deciso di scrivere un’ulteriore lettera alla direttrice, nella quale prendo atto della risposta prospettandole il reato di omissione d’atti d’ufficio secondo l’articolo 328, secondo comma, del codice penale e riservandomi di promuovere tutte le azioni legali nelle sedi op- portane”. Fantato ha quindi annunciato che nel prossimo consiglio comunale (che dovrebbe svolgersi ai primi di febbraio) proporrà l’istituzione di una commissione d’indagine con l’immediata nomina dei componenti, due di maggioranza e uno di opposizione, quest’ultimo con ruolo di presidente della commissione. “Prima di inviare tutta la documentazione in procura, che spero rimarrà l’estrema ratio, ho preferito procedere in questo modo per non coinvolgere in uno scandalo l’istituzione della casa di riposo. Anche per questo ho più volte chiesto le dimissioni del presidente, che in questi mesi ha invece dato mandato a due legali di resistere alle mie richieste e ha cercato di scaricare le responsabilità sulla direttrice e sul eoa, facendo loro sottoscrivere le sue lettere di risposta”. Ora la palla passa a Rossi che ha già preparato la sua contromossa, convocando una conferenza stampa per domani pomeriggio alla quale dovrebbe partecipare tutto il cda della casa di riposo.
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Il primo cittadino “Rossi da candidato millantò un incarico mai davvero rivestito”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 21/01/2010
Badia Polesine “Quando Fabrizio Rossi presentò la sua candidatura a presidente della casa di riposo dichiarò di aver ricoperto il ruolo di ‘responsabile amministrativo’, quindi con mansioni dirigenziali, all’interno dell’Ulss 18: una dichiarazione falsa, confutata dall’allora direttore generale dell’Ulss, il quale attestò come in realtà Rossi fosse un semplice ‘referente amministrativo’, incarico ben diverso da quello millantato”. Questo uno dei retroscena svelati dal sindaco Fantato alla conferenza dei capigruppo che va ad aggiungersi alle contestazioni avanzate dal primo cittadino nei confronti dell’attuale presidente della casa di riposo. “Ho purtroppo trovato molte difficoltà a reperire la documentazione in merito, che di per se non inficia l’elezione dell’attuale presidente, ma che di certo non gli fa fare una buona figura”. Sezione della casa di riposo è figlia di un’anomalia dovuta al “disallineamento” che si è venuto a creare negli ultimi anni. “Era prassi consolidata spiega il primo cittadino – che la nuova amministrazione comunale procedesse alla nomina del cda della casa di riposo, consuetudine interrotta quando venne a mancare l’alierà presidente, il compianto geòmetra Giancarlo Cicogna. Questo disallineamento si è protratto fino all’elezione di Rossi, nomina eseguita dal consiglio comunale nel 2007 che dette luogo a insanabili fratture nell’ex maggioranza, tanto da portare, due anni dopo, al commissariamento del Comune”. Fabrizio Rossi, già presidente dal 2001 al 2006, venne rieletto alla guida della “Casa del Sorriso” nel febbraio 2007 in seguito al famoso “ribaltone” che estromise dalla m a g g i oranza l’UDC e determinò la fuoriuscita dei consiglieri “marangoniani” di For za Italia. In giunta, insieme alla restante parte di Fi e di An, entrarono i gruppi di Liberamente a Sinistra e della Margherita. La rielezione di Rossi avvenne dopo un Serrato dibattito a porte chiuse in consiglio comunale, che alla fine elesse gli attuali mèmbri del consiglio di amministrazione: Tito Ferrighi e Monica Sperindio (An), Giampietro Ferrar! (allora Margherita, oggi Pd) e Luciana Foletto (Fi) che a loro volta nominarono Rossi come presidente.
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II nuovo Pat muterà l’aspetto del paese agevolando il traffico urbano
Tratto dal Gazzettino di Rovigo di Paolo Aguzzoni del 16/01/2010
Sarà la nuova viabilità uno degli elementi determinanti del nuovo Pat badiese. Il 21 dicembre scorso la Giunta ha approvato i nuovi elaborati secondo gli “atti di indirizzo regionali” e gli ha inviati alla Regione. Le strategie future sono state presentate in municipio dal vice sindaco e assessore all’Urbanistica Gianni Stroppa (Pd), dal progettista Marco Lucat e dall’Ufficio di piano composto da Ivan Stocchi, Patrizio Trivellato e Luca Traina. Stroppa: «Mi auguro che la Regione ci rimandi gli elaborati prima delle elezioni di marzo e da quel momento partiamo con le procedure comunali». Ci sono elementi di continuità fra il Pat lasciato dalla precedente Giunta e lo precisa Stroppa: «II documento preliminare del 2008 è sempre valido, come sono rimaste valide tutte le indicazioni e richieste presentate entro ottobre 2008, perché abbiamo deciso di non stravolgere nulla perché ciò avrebbe comportato l’azzerramento della procedura e dilatato i tempi. Sono statti apportati dei cambiamenti valutati in diversi incontri, anche in Regione, con Lucat e in maggioranza». E stata presa in considerazione la proposta del Pr>nsnr7Ìn di Rnnifir.a Pnipainp Adige Canalbianco di costruire un nuovo ponte sull’Adigetto. Scartata l’idea della vecchia Giunta di farlo all’altezza di via Cappuccini, si è scelto quello fra Largo Gradassi e Riviera Miani in modo da realizzare una sorta di rotatoria con il ponte dell’Ospedale che diventa a senso unico coinvolgendo anche un’ala dell’ex ospedale e il vicino parcheggio. Nuova viabilità è prevista a su via Cappuccini oltre il passaggio a livello: verso destra partirà una nuova arteria che passerà sotto la ferrovia e sbucherà sulla Sr 88 Badia – Legnago di fronte, indicativamente alla Zhermack. Questa arteria sarà collegata al casello della Nogara-Mare e all’area produttiva di Crocetta su due direttrici già previste dalla Giunta Meneghin da via Cappuccini.
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STATI GENERALI L’ex segretario della CisI Vincenzo Milan: basta protagonismi
“Preoccupa quello che accade in Camera di commercio. Borgato non è il padrone dell’Udc”
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 15/01/2010
A fine mese la provincia ha convocato gli “stati generali” per analizzare la situazione polesana. Vincenzo Milan, del Cda del Consorzio di sviluppo ed ex-segretario provinciale CisI, interviene nel dibattito per invitare a lavorare insieme per il bene del Polesine. «Gli stati generali sono un’utile occasione per aiutare il Polesine ad uscire dalla crisi attuale, a certe condizioni. La prima parte da una constatazione: in questi anni tutti si sono sprecati nel dire che bisogna “fare squadra”, ma poi i protagonismi di parte, sia istituzionali che associativi, hanno quasi sempre prevalso, con il risultato di essere costantemente determinati da altri. Occorre rimuovere questa ipocrisia e fare squadra sulserio». Si riferisce a qualcosa in particolare? «Gli esempi si sprecano, ma per restare all’attualità, non è accettabile ciò che sta accadendo da mesi in Camera di commercio per il rinnovo della giunta. Ricordo che gli stessi soggetti sociali interessati sono quelli che spesso pontificano contro la politica e le istituzioni». Basta questo? «A mio avviso c’è un’altra condizione, quella di affrontare un nodo economico e sociale storico del Polesine: da noi le crisi arrivano subito e si risolvono parecchi anni dopo altre aree del Veneto. Ovviamente ci sono delle ragioni strutturali ampiamente esaminate. Quel che è mancato, soprattutto nel decennio scorso, quando, lo voglio ricordare l’amministrazione provinciale parlava di avvenuta integrazione del Polesine nel Veneto, non sono invece state aggredite le cause del nostro puntuale ritardo, riaffermato con la nuova crisi di questi tempi». Lei nel Consorzio di sviluppo rappresenta l’UDC. Sulla sua nomina ci sono state delle polemiche. Come vanno le cose? «Il Consorzio è il luogo giusto per fare squadra e quando questo è avvenuto, come per esempio con il Patto territoriale, i risultati positivi si sono visti. Per quanto riguarda l’UDC le polemiche erano e rimangono gratuite, fatte da chi ha una concezione padronale del partito come emerso nelle ultime dichiarazioni di Renato Borgato, il quale non manca mai di attribuirsi ruoli in un partito che è confluito in una nuova realtà a cui seguiranno nuovi organismi. Ricordo a Borgateo che dovrebbe ringraziare tutti coloro che hanno consentito i positivi risultati elettorali di questi anni a cominciare da Lorenzo Liviero e Francesco Milan che, nei ruoli assegnati e svolti, hanno dato spessore e visibilità al partito. Persone che, invece, sono state avversate da Borgato per mantenere un controllo personale sull’UDC polesana»
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Richiesti chiarimenti sulla presenza anche di alcune sculture, oltre a targhe
La segnalazione choc della soprintendenza che ha scritto al sindaco Fantato
Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010 di Davide Sarzi
Badia Polesine – Negli ultimi giorni del 2009, Maria Grazia Martelletto, direttore coordinatore della soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza, ha scritto al sindaco Fantato per chiedere chiarimenti circa alcune sculture e manufatti collocati all’interno dell’area tutelata dell’Abbazia della Vangadizza. “Si comunica che è pervenuta alla scrivente – si legge nella missiva – da parte del sig. Claudio Vallarmi (rappresentante locale del Wwf, ndr), una segnalazione relativa alla collocazione, nell’area di pertinenza del complesso monumentale, dei seguenti manufatti: una scultura in metallo, opera dell’artista Marco Lazzarato, un masso in pietra recante una targa in ricordo dell’artista Bruno Munari, una targa metallica recante la dicitura “Colline de Saint Thibault”, un’insegna in metallo apposta nel chiostro del monastero con la dicitura “Sala convegni Battista Soffìantini” e alcuni manufatti in plastica per bambini”. Tutte le opere citate sonoState installate durante gli ultimi anni sotto l’egida di.tre diverse amministrazioni: la scultura di Lazzarato e il masso dedicato a Munari sono due discussi monumenti posti all’interno del parco omonimo nel 2007 (ultima amministrazione Meneghin) in occasione del centenario della nascita del grande designer milanese (19071998) che a Badia trascorse la sua infanzia. La targa dedicata a Saint Thibault des Vignes, piccola cittadina francese gemellata a Badia- si trova inve ce ai piedi di una collinetta all’interno del parco Ferracini, dove venne collocata in occasione del gemellaggio avvenuto nel 2008. Vi sono poi due dinosauri giocattolo in plastica, sistemati lungo la pista ciclabile del parco Munari durante l’ultimo mandato del sindaco Boldrin, e infine la targa metallica posta all’entrata della sala convegni dell’Abbazia, intitolata a Battista Soffìantini e inaugurata lo scorso 30 ottobre dal sindaco Fantato. Secondo la ^Martelletto, che conduce l’istruttoria per conto del neo soprintendente ad interini Andrea Alberti (succeduto \o scorso agosto a Sabina Ferrali), “agli atti non risultano reperibili provvedimenti autorizzativi al riguardo” e pertanto “chiede a codesta amministrazione comunale di voler cortesemente fornire chiarimenti in merito”. L’area del complesso Vangadidense è infatti sottoposta alle disposizioni di tutela ambientale e monumentale ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004 (testo unico sui beni culturali) e comprende non solo i Tmila metri quadrati dell’edifìcio monastico, ma anche il citato parco Ferracini (vincolato già nel 1967), il parco Munari (vincolato nel 1999) e alcune aree adiacenti che comprendono addirittura i campi del Càenazzo. All’interno di quest’area ogni modifica dello stato dei luoghi deve essere autorizzata dal nullaosta della sovraintendenza.
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I referenti del Ro2c mettono le basi per la gestione in forma associata del servizio
LA NOVITÀ’ II comando centrale potrebbe essere istituito a Lendinara. L’esempio àa seguire sarà quello di Este
Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010 di Davide Sarzi
Badia Polesine – Niente è stato ancora stabilito con precisione, ma il processo che dovrebbe portare alla creazione di un-unico distretto di polizia locale, comprendente nove comuni altopolesani fra cui Badia Polesine, sembrerebbe aver subito nelle ultime settimane un’importante accelerazione. Nella giornata di domani infatti, i referenti della polizia locale delle municipalità comprese nel distretto Ro2c (che oltre a Badia, include Lendinara, Fratta Polesine, San Bellino, Lusia, Costa, Villanova del Ghebbo, Villamarzana e Arquà Polesine) prenderanno parte ad un tavolo tecnico che servirà a gettare le basi per la gestione in forma associata del servizio, facendo proprie le indicazioni del piano di “zonizzazione” stabilito dalla regione Veneto. “Dovremo innanzitutto verificare se ci sono le basi per la realizzazione del progetto – spiega Pier Giorgio Bressan, comandante della polizia locale badiese – e successivamente si potrà cominciare a lavorare su un documento programmatico da proporre agli amministratori. La Regione è chiaramente orientata verso la creazione di distretti extra territoriali ed ha stabilito che in futuro i fondi stanziati per la polizia locale verranno assegnati solo a chi parteciperà a progetti di questo tipo”. Un ottimo stimolo, questo, per aderire al piano di zonizzazione. Ma quali po ta?” Il piano mi sembra òttimoú commenta ancora Bressan, che nel ‘98 fu promotore di una convenzione, poi non rinnovata, fra i comuni di Badia, Canda, Bagnolo e Caselguglielmo ma il progetto per funzionare deve essere supportato da adeguate’risorse economiche ed umane. Il bacino di popolazione del distretto Ro2c è di circa 4omila abitanti, ma gli agenti a disposizione attualmente sono solo 21, praticamente la metà della media regionale che stabilisce opportuno 11 rapporto di un agente per ogni mille abitanti. Indubbiamente positiva, invece, la possibilità di accedere ai fondi regionali per mezzi e dotazioni, cosa mai successa prima in quanto ai bandì potevano partecipare solo i comuni superiori a ismila abitanti”. Il Comune capofila del progetto è Lendinara in cui, stando alle indiscrezioni, potrebbe essere istituito il comando centrale del distretto, mentre negli altri comuni più grandi dovrebbero rimanere dei distaccamenti “Non c’è ancora niente di concreto sottolinea Bressan – ma lo schema dovrebbe essere questo, sull’esempio di altre realtà come Este, nel padovano. La centralizzazione però non significa un ridimensionamento del servizio al cittadino: a Badia dovrebbero rimanere gli sportelli e gli uffici, mentre le pattuglie su strada potrebbero essere composte da agenti provenienti da comuni diversi”. Conferme arrivano anche dal sindaco Fantato: “Ho parlato con il sindaco di Lendinara Ferlin -spiega il primo cittadino badiese – al quale ho dato la mia disponibilità ad aderire al progetto ed esseme patte atti-. va. Se il distretto verrà costituito è probabile che;u comando sia istituito a Lendinara, se non altro per la posizione geografica più centrale rispetto agli altri Comuni, A Badia, comunque, il servizio al pubblico non dovrebbe cambiare: la struttura operativa sarebbe trasferita, ma rimarranno sportello e uffici”. Nonostante le buone premesse il dubbio principale sembrerebbe essere legato proprio al conflitto giuridieo-istìtuzionale che potrebbe sorgere fra il comandò distrettuale e gli sfessi sindaci. All’interno del territorio comunale, infatti, ogni primo cittadino è anche l’ufficiale di pubblica sicurezza più alto in grado. Come si concilierà tale carica con l’autonomia le?
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 11/01/2010
La ditta Tecnologie Industriali srl di Padova ha vinto la gara d’appalto per la “Fornitura e posa in opera di arredi, allestimenti scenici e macchine di scena del Teatro Sociale di Badia Polesine“. La gara completa così l’iter del terzo e ultimo stralcio esecutivo del recupero e riuso del Teatro Sociale. La Tecnologie Industriali ha offerto un ribasso del 26,40% sull’importo a base d’appalto che era di 589.449,62 euro: il corrispettivo netto è quindi si 433.834,93 euro oltre a 12.029,58 euro per oneri per la sicurezza e quindi per complessivi 445.864,51 euro oltre all’Iva: in totale 490.450,96 euro.
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L’assessore Remo Previatello illustra la sistemazione alle finanze comunali
Il mio obiettivo quest’anno sarà indicare un percorso da seguire”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 09/01/2010 di Davide Sarzi
IL PUNTO “Dal bilancio di previsione 2010 maggiore chiarezza su entrate e spese” L’assessore Remo Previatello illustra la sistemazione alle finanze comunali Badia Polesine – “Lo spirito con il quale si è operato è quello di riportare il bilancio in un alveo più gestibile e in cui ci sia la possibilità di fare qualcosa di più di una semplice arginatura delle falle”. Con queste parole, pronunciate durante la seduta comunale di fine anno, l’assessore comunale al bilancio Remo Previatello ha illustrato il paziente lavoro di sistemazione della situazione economica comunale intrapreso sin dal primo giorno di nomina. “Il lavoro di riordino di tutti i capitoli di entrata e di uscita- ha sottolineato Previatello – si è finora dimostrato un’operazione certosina e per certi aspetti massacrante, ma necessaria per capire come si sia mosso il bilando di previsione 2009. Credo che i risultati si potranno vedere già dal prossimo bilancio di previsione 2010, con il quale si potrà iniziare a ragionare con più precisione e chiarezza su tutte le voci di bilancio”. Un assessorato “esterno” quello di Previatello, voluto dal sindaco Fantato per consegnare la delicata gestione di programmazione economica nelle mani di un tecnico esperto quale si sta dimostrando l’attuale direttore generale della Bcc del Polesine. Durante l’ultimo consiglio l’assessore ha illustrato le variazioni di bilancio di previsione adottate dalla giunta, riportando le principali vod di entrata ed usdta. Apprezzamenti sono arrivati dal capogruppo di maggioranza Germano Gola che ha elogiato lo sforzo dell’assessore per risanare “i guasti della passata amministrazione” : “Mi fa piacere rilevare in particolare – ha sottolineato Goia l’assegnazione di 18.300 euro alle scuole materne private che era stata letteralmente fatta sparire da chi d ha preceduto con un’operazione di maquillage sul bilando. Questa amministrazione si sta distinguendo ogni giorno per la trasnarpnza delie sue azioni e ner la chiarezza con la quale vengono spesi i soldi dei dttadini”. Perples¬ so sui contributi alle scuole materne private il consigliere Adino Rossi (”bisognerebbe stabilire se ne hanno diritto o meno”) che si sofferma su alcune voci di spèsa da analizzare meglio, come i 30.300 euro per l’illuminazione pubblica e i 4.050 euro per i consumi di acqua delle fontane del Foro Boario (”Sarebbe ora di chiudere i rubinetti”), “II mio impegno – ha replicato Previatello -e quello di tutta la giunta sarà quello di presentare un bilando. 2010 molto dettagliato, dando modo a tutti di capire qual è la strada che la macchina comunale ha intenzione di seguire. Mi auguro che in quell’occasione potremo parlare di risultati positivi e non solo di disgrazie”. Durante la seduta l’assessore ha anche annunciato cheti servizio di tesoreria comunale, per il quinquennio 2010-2014, è stato affidato alla Cassa di risparmio del Veneto Spa che ha presentato l’offerta più vantaggiosa secondo i parametri stabiliti nel bando, raggiungendo il punteggio di 89,855 su 100.
written by UDC Badia Polesine
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