|
gen 16
|
Il candidato dell’Udc inizia la sua corsa e apre “ai settori più avveduti del Pdl” nel segno del no alla Lega
Tratto dalla Voce di Rovigo del 16/01/2010 di Francesco Campi
ROVIGO – Un messaggio ai veneti prima ancora che ai partiti quello con cui Antonio De Poli ha ufficializzato la propria candidatura. Che per il momento è solo targata UDC. E Api, visto che Calearo, l’uomo di Rutelli in Veneto, era presente in prima fila al Caffè Pedrocchi per dare la propria benedizione al “laboratorio per moderati e riformisti, esempio per l’intera politica italiana”. “Nel momento in cui avanzo la mia candidatura alla presidenza della Regione – ha detto l’ex europarlamentare ed ex assessore della giunta Calan, attualmente deputato e segretario regionale dell’UDC – lanciamo un appello a tutti i veneri che non vogliono cedere ai ricatti di Bossi, che non sono disposti a subire l’umiliazione di vedere la loro terra diventare un protettorato di Gemonio o di Arcore”. . L’attesa apertura al Pd per ora è rimasta nel cassetto e sarà così oggi il partito di Bersani a doversi esporre perprimo. Anzi, De Poli se una mano ha teso verso qualcuno, l’ha fatto verso quelle frange del centrodestra che accolgono con un certo maldipancia la candidatura leghista di Zaia: “Offro fin d’ora – ha detto – la massima disponibilità e apertura a collaborare fianco a fianco con tutti coloro che vorranno dare il loro contributo a questo progetto, appoggiando la mia candidatura. Penso a tutte le forze politiche, economiche e della società civile presentì nella regione , compresi i settori più avveduti del Pdl veneto che hanno compreso che il loro partito è stato sacrificato da Berlusconi sull’altare celtico di Bossi”. E’ la Lega, dunque, il vero nemicò. E non potrebbe essere altrimenti, perché è il Carroccio in questo momento ad avere in mano le redini di una pare certo granitica. Ovviamente, anche volgendo lo sguardo a sinistra il panorama non è certo più confortante. E anche l’offrirsi “senza sé e senza ma”, così come formulato qualche giorno fa dalsegretario rodigino Gabriele Frigato, è il segno che in casa democratica c’è qualcosa che non va. Oggi si saprà qualcosa in più. Intanto però l’UDC, partito nettamente minoriatario rispetto a Lega, Pdl e Pd, detta i tempi del valzer politico veneto. ‘Bossi e Berlusconisi sono giocati a dadi il governo di una delle regioni strategicamente più importanti d’Italia – ha sottolineato ancora De Poli – ignorando e calpestando perfino le istanze dei loro elettori del Veneto e dimostrando di considerare questa terra meno dell’ultima provincia dell’impero. A questo teatrino noi, oggi, in Veneto e dal Veneto, contrapponiamo non una conventicola di partiti che a tavolino, da Roma, decidono di mettersi contro qualcuno,’ma un progetto che nasce qui per la nostra Regione all’insegna della libertà di espressione e di scelta del proprio futuro dei suoi abitanti, all’insegna della responsabilità, della serietà e della solidarietà. Ma con altrettanta chiarezza voglio dire da subito che non sono interessato ai pateracchi politici, non voglio radunare nessun esercito raccogliticcio e non intendo aprire una stagione di estenuanti contrattazioni con i partiti, perché questo non appartiene al mio Dna, pur essendo io un uomo di partito e rispettando in pieno il ruolo essenziale dei partiti e del loro personale politico”, Parole che pongono paletti forti anche alle “evoluzioni” a livello locale, così come rimarca anche il presidente dell’UDC polesano Renato Borgate: “E’ chiaro il senso del discorso di De Poli: non vogliamo essere una provincia della Padania, ma una regione d’Europa. La battaglia contro la Lega tuttavia non deve dare luogo a una stagione di contrattazione con i partiti, ma casomai avviare un percorso di confronto che possa produrre progetti basati su programmi e non solo su istanze estemporanee”. Il riferiménto al ventilato ingresso in maggioranza dell’Udc a Palazzo Celio è chiaro. La prospettiva di avviare un discorso comune in vista delle prossimme comunali è più che concreta, ma per Borgato ogni possibile mossa pare proprio essere prematura.
|
gen 14
|
Sdoganata l’apertura al centro
Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/01/2010 di Alberto Garbellini
ROVIGO – Tutti pazzi per l’UDC, in nome dell’interesse generale. Il partito di Casini si conferma il “più amato” dal centrosinistra in cerca di un allargamento dell’alleanza per le prossime regionali. In Polesine la “benedizione” del Partito democratico è arrivata dal segretario provinciale Gabriele Frigato, pronto non solo ad allearsi ma a garantire l’appoggio, eventualmente, al segretario regionale Antonio De Poli in funzione ami Zaia. E adesso anche la numero uno regionale dei Democratici Rosanna Filippin da il via libera: ” Ci sono molti modi di guardare alla sfida delle regionali. Si può scegliere la strada della testimonianza, oppure quella della competizione. La via della rassegnazione, oppure quella del coraggio. Il vicolo cieco dell’attendismo olarotta limpida di scelte chiare. Io ho un’idea molto precisa di quel che deve fare il Pd. Giocare fino in fondo una partita che non è scontata, perché la Lega non ha vinto in partenza. A chi non si fida di un Veneto a guida leghista va offerta un’alternativa. Netta, riconoscibile, concreta. Un’alternativa che non basta proclamare a parole, ma che bisogna costruire con i comportamenti”. Le conseguenze del ragionamento sono chiare: “C’è un tempo in cui conta l’impegno per una causa più grande. Al centrosinistra, ma anche all’UDC e alle forze autonomiste, dico che il futuro del Veneto dipende dalle scelte che ciascuno di noi assumerà in queste ore. Per battere la Lega serve una coalizione ampia e un candidato condiviso. Forse è giunto il momento, per. tutti, di fare un passo indietro. Per fame avanti, insieme, uno più grande”. E anche il Partito socialista parla della necessità di un allargamento dell’alleanza, in nome di un interesse generale che richiede scelte non “barattabili” con interessi particolari. “La società veneta presenta aspetti “di aperta divaricazione del sentire comune, che gettano, i propri riflessi sul quadro politico e aprono prospettive di luce più o meno chiara, a seconda che prevalga l’una o l’altra tendenza culturale – scrive il segretario Giarmi Giribuola – Da una parte la tendenza solidaristica, che riconosce i valori su cui è fondata l’identità del Veneto, data dalla laboriosità, il sacrificio e l’inclusione; dall’altra la visione esclusivistica, isolazionista ed ignara della storia. Il centrosinistra non può essere indifferente in questo processo e permettere che possano prevalere quanti vogliono portare la nostra regione all’arroccamento su se stessa, che finirebbe per essere pregiudiziale per l’intero quadro sociale regionale in un momento in cui il mondo si apre sempre più al superamento delle, barriere nazionali. Bisogna fare fronte comune alla deriva leghista e perché alle prossime elezioni regionali non prevalgano i richiami della paura contro oscuri e pretestuosi pericoli, tìpici della Lega, ma si affermi quella volontà di andare avanti nel lavoro, nel rispetto dei diritti della collettività e dei singoli, nella sicurezza della vita. Per questo i socialisti-vedono con favore l’allargamento della coalizione all’UDC alle prossime regionali, ma in questa scelta vedono anche la ricerca di un percorso di più ampio respiro, sia a livello locale che nazionale”. Un’apertura che è al tempo stesso una bocciatura. Per l’Idv che ha deciso di andare in solitario tastando il terreno con l’onorevole Massimo Donadi. “Il Partito socialista, in un momento nel quale il centrosinistra veneto sta ricercando di allargare la propria alleanza, non condivide la scelta dell’Italia dei valori di presentare un proprio candidato alle regionali e crede sia frutto di una visione miope e di corto respiro, più attenta alla difesa della opportunità e del particolare, che orientata ad una visione strategica a salvaguardia dell’interesse generale” , Ma che tra i socialisti e Di Pietro non ci sia feeling non è storia di oggi.
|
gen 13
|
II leader centrista: “Calati produzione e redditi”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010
ROVIGO – Antonio De Poli e già in campagna elettorale e critica la Lega. “L’assessore Manzato non faccia il portavoce del ministrocandidato Luca Zaia. Nei prossimi giorni interverrò più e più volte sulle gravi difficoltà in cui versa l’agricoltura nel Veneto dopo le blindatissime gestioni leghiste nel settore agricolo, indotti di vario genere compresi”. “Se/intanto, può servire, si sappia che in questi ultimi due anni sono calati, in tutti i settori dell’agricoltura, a sud e soprattutto a nord, redditi e produzione. Nella sola Lombardia in un anno hanno chiuso 1.750 allevamenti. Sono crollate anche le filiere della qualità certificata. I prezzi dei vini sono scesi oltre il 18% in un solo anno. Anche in Veneto un’azienda agricola su tré rischia di chiudere e gli agricoltori hanno chiesto al governo lo stato di crisi. Tutto questo durante il ministero Zaia. E questi sono risultati di cui vantarsi? Che risposte concrete hanno avuto i nostri agricoltori? Nessuna risposta, anzi provvedimenti (taglio fondi e incentivi, cuneo fiscale) che messi insieme valgono come un aumento delle tasse”.
|
gen 12
|
De Poli all’attacco: «Zaia e Brunetta si occupano soltanto del Veneto»
Tratto dal Mattino di Padova del 12/01/2010
VENEZIA. Duro attacco di Antonio De Poli, candidato Udc alla presidenza della Regione Veneto, ai ministri veneti Brunetta e Zaia. «L’elegante Luca Zaia, stabile nella sua arroganza, non risponde, anzi, svicola quando lo si accusa di fare il bravo solo con l’agricoltura che a fatica cerca di cavarsela, senza quindi alcun merito del Governo Bossi-Berlusconi, e questo accade soprattutto nelle regioni del Centro e del Nord». «Con i fatti di Rosarno abbiamo avuto la conferma che Zaia è ministro in carica solo per le mozzarelle fra Treviso e dintorni, per il resto d’Italia chi se ne frega!» «Lo stesso dobbiamo dire per il ministro Renato Brunetta – continua l’esponente dell’ Udc – che distribuisce diplomi di merito e riconoscimenti vari lì dove la pubblica amministrazione funziona come accade in Veneto, per esempio, ma nulla fa per chiudere gli ospedali “che uccidono” e questo accade troppo spesso in Calabria, in Campania, anche in Puglia, quasi ovunque nel Sud. Brunetta è quello che aggredisce i rappresentanti sindacali, così come ha fatto di recente presso l’ospedale di Padova. Perchè non va ad urlare a Cosenza o a Foggia?». In serata Brunetta ha chiamato De Poli: «Non ho mai aggredito alcuni rappresentanti sindacali presso l’ospedale di Padova», lo rende noto lo stesso De Poli: «Non ho alcuna difficoltà a convenire con quanto dettomi dal ministro – ha aggiunto il segretario Udc – nòn ero lì di persona e il clima e gli atteggiamenti di quell’episodio del 12 dicembre scorso li ho letti e visti su quotidiani e televisioni locali». E su Rosarno interviene anche il sindaco di Verona Flavio Tosi: «E’ impensabile che la popolazione di alcune zone del Paese, come Rosarno, possa risolvere da sola la situazione perchè o fa una brutta fine o si adegua. Serve un intervento forte dall’esterno, con la presenza dello Stato che deve mandare l’esercito, le forze dell’ordine, la forza della magistratura in modo che i cittadini sappiano che non c’è solo la criminalità organizzata, ma c’è anche lo Stato». Il vicepresidente della Regione Franco Manzato invita la Cgil ad evitare le accuse generiche e a denunciare formalmente, se ne è a conoscenza, i casi di sfruttamento di immigrati nelle campagne del Veneto, «a meno che non voglia essere a fianco dello sfruttamento». Il Pd, per bocca della senatrice Colomba Mongiello, torna sul ministro Zaia “che cerca di rubricara il lavoro clandestino in agricoltura come uno dei tanti mali del Mezzogiorno, ma è sbugiardato sia dai dati Inea che la Coldiretti2. ” Il titolare delle Politiche Agricole – prosegue la senatrice . sa bene che questa massa di lavoratori senza diritti e tutele si sposta dall’uno all’altro capo d’Italia seguendo l’andamento dei raccolti. E sa che il Governo non ha mosso un dito”.
|
gen 10
|
Una possibile alleanza avrebbe conseguenze anche a livello locale in primis Venezia e Rovigo
La convergenza del Partito democratico du De Poli continua a rimanere in piedi. In ribasso Bortolussi
Tratto dalla Voce di Rovigo del 10/01/2010 di Alberto Garbellini
ROVIGO- Don Abbondio o Don Rodrigo. Il matrimonio, insomma, “s’ha da fare” oppure no. Lasciando da pane “I Promessi sposi”, la questione delle nozze politiche riguarda Partito Democratico e Udc in vista delle prossime elezioni regionali. Da giorni gli esponenti dei que partiti continuano ad arrovellarsi sulla possibile alleanza per contrastare l’armata Pdl-Lega. La candidatura di Giuseppe Bortolussi alla presidenza del Veneto, lanciata dal· sindaco di Venezia Massimo Cacciari, infatti, non sembra entusiasmare tutto il partito. Pare anche che a livello nazionale il tandem pd – Udc sia visto di buon’occhio (in Veneto e altre regioni). E allora? Allora continua a rimanere attuabile l’ipotesi di una convergenza del partito di Bersani sul nome di Antonio De Poli, sostenuto dall’Udc. Ipotesi che qualche mese fa sembrava poco realizzabile ma che invece non viene rifiutata a priori da nessuno. Qualche giorno fa Gabriele Frigato, segretario del Pd polesano, aveva dichiarato di essere pronto a votare De Poli. Concetto che rimane in piedi nonostante qualche perplessità, soprattutto dalle parti degli appartenenti alla mozione Marino. I dubbi per una convergenza su De Poli si riferiscono al fatto che lo stesso è stato parte attiva della squadra che ha guidato la Regione negli ultimi anni. Ma la politica è il terreno del ‘possibile’, un ‘possibile’ sempre in evoluzione, tanto che la stessa segretaria regionale del Pd, Rosanna Filippin, ammette che “auspico che con l’Udc si raggiunga un’intesa”. Insomma porte aperte e tappeti rossi srotolati. Una decisione sarà presa sabato prossimo con la riunione della direzione regionale del partito, ma già domani, con il vertice dell’esecutivo il percorso potrebbe essere tracciato. De Poli resta un’ipotesi gettonata, anche se Idv e Sinistra unita potrebbero smarcarsi da una simile alleanza. Ecco allora che l’assenza di pregiudiziali verso il leader veneto dell’Udc appare anche come una scelta tattica per tenere aperto il dialogo e magari cercare intese anche su altri nominativi.Alcuni rumors, infatti, sostengono che pure all’interno dell’Udc l’appoggio a De poli non sia monolitico e dogmatico. Bortolussi resta una possibilità concreta, probabilmente più di quella di Laura Puppato, anche se i freni azionati da Massimo Calearo, referente regionale di Alleanza per l’Italia e altri esponenti del centrosinistra, sembrano ridurne la potenzialità di realizzazione .. Una possibile intesa Pd- Udc, inoltre va vista anche in chiave strategica, per allargare, cioè, l’area di centrosinistra in opposizione a Pdl-Lega, facendola sviluppare anche per l’attività politica del dopo regionali. Le conseguenze potrebbero portare ad alleanze anche a livello locale, come per le elezioni del sindaco di Venezia e, restando in casa polesana, alle amministrative di Rovigo del 2011. Senza scordare che la giunta di Rovigo continua a tenere un posto libero per l’assessorato alla Cultura, delega che il sindaco ha affermato di tenere per sè per un tempo non troppo lungo. Da settimane si vocifera di un possibile ingresso in maggioranza di esponenti dell’UDC di Rovigo, anche se il presidente Renato Borgato ha sempre escluso una simile eventualità a mandato aperto. Il laboratorio politico durerà ancora qualche giorno, poi finalmente le ipotesi lasceranno spazio alla realtà. E sarà davvero campagna elettorale.
|
gen 08
|
L’ipotesi di alleanza Pd-UDC con candidato De Poli alle regionali passerà da proposte convergenti
Tratto dalla Voce di Rovigo del 08/01/2010 di LucaCrepaldi
ROVIGO – L’apertura del Pd al candidato alle prossime regionali dell’UDC, Antonio De Poli, che il segretario provinciale Gabriele Frigato ha lanciato nell’intervista di ieri nelle pagine de La Voce, ha sollevato diverse reazioni sia all’intemo del Partito democratico che dell’UDC; la notizia, poi, della possibile candidatura di Giuseppe Bortolussi, “investito” in diretta tv dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, sembra però la soluzione più probabile al rebus candidature in casa Pd e, forse, potrebbe trovare l’appoggio anche dello stesso UDC. In prima battuta, proprio il candidato alle regionali, Antonio De Poli, ha guardato a questa “mano tesa” del Pd come a una delle tanti possibili alleanze che il progetto del partito di Casini potrebbe concludere per le future elezioni. “La settimana prossima lanceremo il nostro progetto col nostro candidato – ha spiegato De Poli – e andremo a fare un appello a chi si ritiene ancora libero nel Veneto, a chi crede in democrazia e libertà, non a chi la vede in maniera diversa, come la Lega, la quale poco tempo fa ha ‘esiliato’ il prefetto di Venezia; forse non d daranno nemmeno il passaporto per entrare nelle nostre case”. “Democrazia, solidarietà, attenzione verso persone e cose – ha continuato De-Poli questo d divide dalla Lega il cui unico sogno è di portare le Olimpiadi del 2020 in Veneto; certo, è una grande opportunità, ma il mio sogno è quello di poter dare lavoro a chi è senza, di aiutare le imprese che sono in difficoltà, di dare dignità agli anziani e un futuro ai nostri figli nel Veneto, in Italia e nel Mondo”. “Il dialetto è da salvaguardare come storia non come lingua ha aggiunto l’onorevole deU’UDC – sarà importante insegnare meglio l’inglese, per favorire le imprese che perora reggono nell’export. Se ci facciamo una seconda muraglia e seguiamo il conservatorismo leghista, che corre dietto solo a populismo e al far demagogia, credo che purtroppo ritomeremo indietro, ritornando a essere un popolo di immigranti. Noi vogliamo un futuro per i nostri figli, e il nostro appello è a chi nel Veneto crede al nostro progetto”. Dal canto suo, Renato Borgate, presidente dell’UDC rodigino, vede di buon occhio un’alleanza col Pd. “Se c’è un’aggregazione che prende i favori della gente del popolo moderato – le parole di Borgate – vuoi dire fare qualcosa di consistente che si opponga alla presidenza leghista. E’ comunque una scelta da valutare con incontri ufficiali: questa attenzione del Pd sul progetto dell’UDC di De Poli fa certamente piacere. Gradirei che d fossero anche altre condivisioni forti in questo senso, usciremmo così dalla logica schematica di destra-centro-sinistra, creando aggregazioni su idee, progetti e uomini”. “E’ la linea di Casini – ha aggiunto Borgate – e se stanno considerando il nostro progetto, significa che d sono punti comuni cól Pd. E’ una premessa importante, che va in dirczione dell’obbiettivo che abbiamo di superare lo schematismo, un retaggio ideologico/antico, che porta solo a divisioni viscerali e a’non legittimare l’altra parte, rendendo meno coesa la sodetà. Ci dobbiamo chiedere se vogliamo disgregarla o farla rinascere, dobbiamo usare dagli schemi dell’odio”. “Può succedere che un’idea diversa ttovi consensi anche tra il Pdl e i fuoriusdti della Lega la conclusione di Borgate visto che non c’è più Galan e qualcuno potrebbe staccarsi. Un nuovo prodotto per il Veneto, fortemente ancorato al territorio, con diverse categorie sodali, può accadere che rompa gli schemi”. In casa Pd, oltre alle dichiarazioni di Frigato, c’è più cautela nell’alleanza con l’UDC. “La mia opinione è favorevole all’allargamento della maggioranza, ma su un programma condiviso la dichiarazione di Cinzia Sivier, segretaria comunale del Pd – prima il programma, poi i posti: questo è l’impegno nei confronti della gente che d siamo preso, a tutti i livelli istituzionali; Sono d’accordo con Frigato su quasi tutto: non conosco De Poli come Erigato, e non ho niente da dire sulla persona, ma mi piacerebbe che il candidato del centrosinistra fosse coerente con il centrosinistra. Coerente sulle nostre politiche: sa- reb1?e un buon punto di partenza per arrivare a convergere insieme”. “Anche su Bortolussi, so per certo che potrebbe essere un candidato con una convergenza – ha precisato la Sivier – ma personalmente mi sarebbe piaduta una donna, come Laura Puppato. Se riusciremo a far convergere il favore di tutte le componenti su un programma elettorale, facendo capire ai cittadini che non devono ascoltare solamente gli slogan, potremo ottenere un ottimo risultato”. Claudio Ramazzina, tra i rappresentanti polesani all’interno del coordinamento regionale del Pd, ha ribadito che l’alleanza con De Poli “è una delle tante ipotesi che sono in corso”. “Non c’è una scelta definitiva del coordinamento regionale – ha precisato Ramazzina – che si riunirà lunedì prossimo. Non mi risulta che ci siano soluzioni, siamo ancora in una condizione di analisi. Abbiamo un’idea nostra, del Pd Veneto, ma prima di esperia la ragioneremo insieme, cercando un punto di convergenza con chi si contrappone al centrodestra. Sonò d’accordo con la teoria di Bersani: far vincere il centrosinistra in tutte le realtà, anche se con un candidato che non sia del Pd”. E su Bortolussi “Cacciar! è un esponente spumeggiarne, ma non mi pare che Bortolussi sia un candidato che possa andare; facciamo delle scelte un po’ più aderenti alla nostra identità” invita Ramazzina che ricorda come lunedì “al 95% la dirczione regionale con l’esecutivo decideranno il candidato”.
|
dic 27
|
Antonio De Poli a tavola con i polesani LA CENA DELL’UDC
Tratto dalla Voce di Rovigo del 28/12/2009
ROVIGO – Una serata all’insegna della convivialità, sulla scia delle proposte tangibili e dei progetti per il futuro: queste le due parole chiave della cena natalizia promossa dai Giovani dell’UDC della Provincia di Rovigo, svoltasi mercoledì 23 dicembre presso un noto ristorante di Santa Maria d’Adige, per il classico scambio di auguri ma anche per fare il punto sulla situazione politica, vista attraverso gli occhi delle giovani leve del partito, La serata ha avuto inizio dapprima con il saluto di Creta Ciolo, coordinatrice Provinciale dei Giovani dell’UDC, la quale ha evidenziato quanto essi siano fondamentali e necessari non solo nel campo politico ma per l’intera società e in particolare per il mondo del lavoro. La parola è dunque passata al presidente Renato Borgate, il quale, oltre a portare i tradizionali saluti natalizi, ha esordito mettendo in evidenza l’importanza dello stare insieme soprattutto in politica, proponendo la condivisione di un progetto a misura d’uomo, capace di superare i soliti schemi, politici rigidi e standardizzati, che sempre più spesso vengono imposti mediante decisioni calate dall’alto, col rischio di emarginare quelle che sono le vere problematiche che interessano i cittadini, penalizzando per di più il legame con il proprio territorio. L’ospite d’onore del riuscitissimo incontro è stato il segretario regionale di UDC Veneto, on. Antonio De Poli, che ha raggiunto i numerosi commensali nel cuore della serata, salutandoli uno ad uno con il vivace entusiasmo che da sempre lo caratterizza. De Poli, particolarmente sensibile verso le problematiche giovanili, ha illustrato con accorata partecipazione le linea guida che il partito intende adottare in vista delle prossime elezioni regionali, sia a livello regionale che locale. Parlando di mercato del lavoro. De Poli ha commentato: “Dobbiamo lavorare seriamente sull’eccellenza professionale dei nostri giovani; è solo in questo modo che riusciremo ad essere competitivi in Italia e all’estero. Il nostro paese non ha certo bisogno di arretratezza, specialmente in un periodo di forte crisi economica; ben vengano le tradizioni, nondimeno è fondamentale confrontarsi con il resto d’Europa e conóscere in maniera approfondita, oltre alla nostra, le lingue straniere ; trovo che il ritorno al dialetto esaspera to dalla Lega sia anacronistico. Come riusciremo a comunicare nel mondo in questo modo?”. Per quanto riguarda l’attualità politica, l’onorevole ha rilanciato “In merito agli ultimi episodi politici che hanno coinvolto Giancarlo Galan, ribadisco che noi correremo da soli, consapevoli del fatto che siamo una realtà piccola, eppure ben consolidata a livello territoriale e soprattutto concreta, che non mira certo all’assegnazione delle poltrone politiche, ma che punta al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, se pensate che ci sono tantissime famiglie, oggi, che non arrivano nemmeno alla seconda settimana del mese. Questo il nostro primario dovere, contro i soliti giochetti di potere: l’UDC si impegnerà fino in fondo per offrire l’alternativa moderata, per rappresentare le vere peculiarità della nostra regione e per risolvere gli urgenti problemi che tutti hanno sotto gli occhi, come i moltissimi giovani talentuosi e laureati, tuttavia alla ricerca di occupazione o tutti quei lavoratori che durante il 2009 hanno perso il proprio posto di lavoro e non riescono ad arrivare alla fine del mese”.
|
nov 18
|
Il corso ad Asiago una tre giorni di percorso. Ci sarà anche De Poli
Tratto dalla Voce di Rovigo del 18/20/2009
ROVIGO- “Qual è il mio posto?” Su questa domanda si confronteranno i giovani dell’Udc Veneto che si ritroveranno il 20-21-22 novembre alla Casa per ferie Casa per ferie Maria Immacolata’ ad Asiago per la scuola di formazione regionale. “La tre giorni di formazione di Asiago è il frutto del lavoro del Movimento giovanile Udc del Veneto. In questi mesi insieme ho riscontrato un grande entusiasmo in questi ragazzi, che si sentono davvero partecipi di un grande progetto e sono orgogliosi dell’appartenenza ad un partito che finalmente ha una sua forte e chiara identità, costituendo una’ seria alternativa ai due· grandi contenitori Pdl e Pd, che non riescono a dare risposte ai bisogni della gente. Asiago non sarà quindi un traguardo ma un punto di partenza per questi giovani che vogliono finalmente poter essere protagonisti”. Commenta il commissario regionale. dell’Udc Veneto, Matteo Beghin. il primo tema affrontato sarà “loe l’altro a confronto”, interverranno l’europarlamentare Magdi Cristiano Allam e il portavoce delmovimento del 20% Irpef Antonio Guadagnini. Si proseguirà poi parlando della comunicazione.”lo nella società – spunti per una politica che serva” sarà il tema dell’ultimo dibattito, con la partecipazionedi don Giovanni Sandonà, delegato Caritas del NordEst, e dell’imprenditore Fabio Franceschi.
“L’Udc ha sempre cercato di dare grande spazio ai giovani e alle loro esigenze. il movimento giovanile nazionale è molto attivo e anche qui in Veneto si è dato vita ad un gruppo di ragazzi volenterosi, ragazzi che hanno voglia di far serttire la loro voce e che credono nel progetto politico dell’Unione di centro. il corso di Asiago sarà un grande momento di confronto e formazione non solo per i tanti giovani che partecipano, ma soprattutto per noi veterani della politica” Commenta ironicamente il segretario regionale, onorevole Antonio De Poli, che sarà presente ad Asiago insieme agli assessori regionali Stefano Valdegamberi e Flavio Silvestrin, e ai consiglieri regionali Onorio De Boni, Raffaele Grazia e Flavio Frasson. L’invito a visitare il sito dei giovani e a partecipare arriva anche dal commissario provinciale dei giovani di Rovigo – Greta Giolo ” invito quanti hanno voglia di confrontarsi e di conoscere questo nuovo soggetto politico di centro a visitare il nostro sito http://www.giovaniudcveneto.it e ad iscriversi per partecipare al corso di Formazione dei Giovani dell’UDC Veneto”.
|
nov 09
|
Anche l’Udc di Rovigo e provincia è sceso ieri in strada: Contro il no di Strasburgo la manifestazione di Abano
La delegazione dei giovani capeggiata da Marco Chinaglia
LA PROTESTA Anche l’Udc di Rovigo e provincia è sceso ieri in strada: Contro il no di Strasburgo la manifestazione di Abano ABANO – Una delegazione del giovanile Udc polesano, guidata dal responsabile end locali del giovanile regionale e coordinatore provinciale liberai Marco Chinaglia, alla quale siè unito il presidente Renato Borgato, ha. partecipato ieri in mattinata alla manifestazione organizzata dalla segreteria regionale del partito e dal movimento giovanile di fronte alla scuola Vittorino da Feltre di Abano Terme, istituto dove era nato il caso sulla presenza del crocifisso ‘nelle aule, in seguito alla presentazione di una richiesta di rimozione avanzata nel 2002 dalla madre di una coppia di alunni. Un centìnaio gli aderenti e i simpatizzanti del partito centrista-raduìiatì davanti l’istituto della cittadina termale per riaffermare le radici cristiane rappresentate dalla presenza del crocefisso nelle scuole, contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Tra i manifestanti, in mezzo ai quali campeggiava un grande striscione con la scritta “Un’Europa senza anima è un’Europa senza futuro, sì alle nostre radici cristiane”, una delegazione istituzionale, guidata, dall’onorevole Antonio De Poli, segretario regionale e portavoce nazionale del partito di Casini, e formata da Riccardo Roman, sindaco di Galzignano Terme, che ha fatto ordinanza con obbligo di mettere il crocéfisso in tutti gli uffici pubblici.
|
ott 03
|
Al Ridotto del Sociale il summit del nuovo partito
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 03/10/2009
GLI STATI generali del Centro, dopo Chianciano Tenne, sono approdati a Rovigo. Giovedì sera, al Ridotto del Sociale gremito di persone, si è parlato di politica, nazionale e locale, partendo da una precisa vocazione: quella centrista auspicata da Pierferdindo Casini. A guidare la nascita della nuova formazione politica in Polesine, c’era Michele Raisi, eletto nelle recenti elezioni provinciali nelle file dell’UDC, con Saccardin della Federazione dei Moderati di Centro, Stocco e la sua Lista civica, e i rappresentati della lista Presenza Cristiana. «A livello nazionale ú spiega Michele Raisi ú il polo centrista ha visto discutere, per realizzare la nuova formazione, oltre l’UDC, la Rosa Bianca di Tabacci e Pezzetta, i Liberai di Adomato, esponenti della Margherita, Magdi Allam col suo Ppec. Noi in questo momento, come ha detto Casini, siamo al centro: il bipolarismo ha mostrato i suoi limiti. Quello che ci interessa è lavorare sui programmi e trattare con chi, anziché preoccuparsi delle poltrone, si preoccupa del futuro del Polesine». Insomma per ora la nuova formazione lascia porte aperte sia al Pdl che al Pd. «Al Polesine ú prosegue Raisi ú servono scelte incisive. Non solo per il tema della centrale Enel, che è fondamentale. Alcune risposte su quel fronte le abbiamo date: come l’abbattimento dei costi delle bollette sia per le famiglie sia per le imprese. Ma occorre anche intervenire per il problema del lavoro più in generale e per quello ne, in vertiginoso aumento». In linea con le scelte del segretario Casini, Raisi pensa dunque a possibilità di intese da valutare volta per volta. Quanto ad una scelta, a livello locale, fra centrosinistra e centrodestra dice : «II Pdl? Il problema è la mancanza di un interlocutore, per le vicende note a tutti». Sul Pd: «Siamo in fase di ascolto, su programmi condivisibili». La priorità è tornare a fare politica: e con questo slogan il nuovo centro pensa di sottrarre voti agli scontenti di Pdl e Pd.

Brussels, Belgium









