set 18

La base del Carroccio contraria all’adesione dell’ex esponente del Pdl

II segretario Contierò: “Per il 2009 il partito ha decìso dì non accettare la sua iscrizione”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 18/09/2009

iginioleghista2 150x150 BADIA POLESINE   La Lega chiude la porta in faccia a Bendin BADIA POLESINE – Porta in faccia a Iginio Bendin. La Lega non ha accettato la sua iscrizione al partito, esclusione, che a quanto pare, era stata chiesta a gran voce da una grossa fetta della base del Carroccio, quella di badia Polesine in testa. Il vertice che doveva deliberare sull’ingresso dell’ex esponente politico del Pdl fra le camicie verdi si è celebrato mercoledì sera a badia. Gli esponenti locali del partito, da sempre contrari all’iscrizione di Bendin, hanno ribadito il pròprio “niet”. Alla fine anche il segretario provinciale del Carroccio, Antonello Contiero, ha dovuto respingere l’aspirante new entry. “La base ha sempre ragione – dichiara il leader polesano del partito padano – e così l’adesione di Bendin è stata respinta. Ne stiamo valutando tante di richieste di adesione, la Lega continua ad essere nel cuore della gente”. Dunque parola fine sulla questione Bendin? Probabilmente sì, anche se Contiero precisa che “il termine ultimo per decidere sulle nuove adesioni è a fine ottobre ma su Bendin la decisione è già stata presa. Per il 2009 è questa, poi si vedrà. Ora però pensiamo alla campagna elettorale per le elezioni regionali. Entro settembre definiremo le candidature “. Smentita stampa di qualche settimana fa quando l’onorevole Manuela Munerato aveva presentato Bendin quale nuovo iscritto nella sezione Altópólesine. “Tutti possono sbagliarepuntualizza il segretario provinciale – si tratta di errori in buona fede”. La stessa Munerato però afferma che “della riunione di badia non so niente, ero a Roma in parlamento. L’iscrizione di Bendin è valida, ci si può iscrivere ovunque, nessun paletto”. Insomma, versioni diverse, diffìcilmente conciliabili. Iginio Bendin, quindi, rimane un apolide della politica, o meglio, per ora unsenza patria. Ha salutato il Pdl per entrare nella Lega, che all’inizio lo aveva definito un valore aggiunto, e ora si ritrova rifiutato dal Carroccio. Forse non gli riinane davvero che l’esilio a Monselice, visto che ha fatto richiesta di trasferimento all’As! della cittadina euganea.

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set 03

Sotto accusa le parole sul caso Bendin: “Non si faccia di tutta l’erba un fascio”

Badia Polesine -  II consigliere dì opposizione non ha gradito le dichiarazioni sul “vecchio gruppo di potere”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 03/09/2009 di Davide Sarzi

barbieri BADIA POLESINE   Barbieri: Pronto a querelare il sindacoBadia Polesine – Giulio Barbieri (ex An, ora Pdl), consigliere di opposizione nel comune di Badia Polesine , non ha gradito le parole usate dal sindaco Gastone Fantato in un articolo apparso sulla Voce lo scorso 30 agosto, nel quale il primo cittadino dava una sua lettura circa la “questione Bendin” entrato a far parte sabato scorso della Lega Nord. “Non mi è assolutamente piaciuto un passaggio delle dichiarazioni – spiega Barbieri in cui il sindaco parla di un presunto ‘tintinnio di manette’ riferito al ‘vecchio gruppo di potere’ di Badia. Non posso lasciar passare in silenzio queste dichiarazioni in quanto nel ‘vecchio gruppo’ di amministratori c’era anche il sottoscritto”. L’ex assessore ai servizi sociali ritiene diffamatorio l’epiteto usato da Fantato: “Ho già sbagliato una volta quando alcuni mesi fa non ho portato avanti la querela contro il segretario provinciale della Lega, Antonello Contiero, che aveva parlato di ‘comitato d’affari’ in riferimento alla vecchia amministrazione. Perciò ho dato mandato allo studio legale di Federico Donegatti per vedere se ci sono i presupposti per una querela in difesa di quella che è la mia dignità politica”. Barbieri parla quindi di “delusione” nei confronti dell’azione fin qui portata avanti da Fantato: “Speravo che un sindaco di provenienza democristiana e moderata cercasse, in maniera intelligente ed usando comunque il ‘polso’ necessario, di stemperare gli animi pur cercando legittimamente di modificare le cose che a lui non sembrano corrette. Invece con questi comportamenti, vedi la ‘lettera ai badiesi’ e la diatriba con i vigili portata avanti in modo altezzoso, ha instaurato un clima di scontro perenne”. Ed è proprio sul tema della contesa fra sindaco e polizia locale che il consigliere lancia una maligna insinuazione: “Capisco che dietro a questo comporta-. mento ci siano alcuni commercianti che hanno fatto pressioni perché ritenevano che la presenza dei vigili facesse “fuggire” i clienti, ma tutta la questione si poteva gestire in maniera meno arrogante”. Barbieri si fa più conciliante quando toma a parlare della possibile querela, lasciando trasparire una soluzione più morbida. “Non posso tollerare che si faccia continuamente di tutta l’erba un fascio, se accuse ci devono essere, queste devono’essere mirate. Sono anche disposto a ritirare la querelaseli sindaco comincerà ad Operare per unire la città e non per dividerla. Questa mentalità di cercare sempre il malaffare o di pensare che dalla parte opposta ci sia sempre immoralità e malafede è il tipico comportamento giustizialista alla Di Pietro. Io, da uomo di destra, ancora di An e Finiano convinto, considero la politica come un servizio. Per me fare maggioranza o opposizione è la stessa cosa e continuerò sempre ad. essere al servizio di chi mi ha votato e dei miei concittadini”. Sul caso che ha tenuto banco negli ultimi giorni (il passaggio del forzista Bendin al Carroccio) Barbieri esprime tutto il suo stupore e perplessità, lanciando nel contempo un paio di frecciate : “Premesso che tutti possono cambiare le proprie idee, posso solo dire di essere rim a s t o sconcertato dalla notizia, come sconcertati sono rimasti mólti altri esponenti di An a Badia, compreso l’onorevole Belletti. Ho parlato molte volte con Bendin e non mi ha mai dato l’impressione che si sentisse così vicino a questi grandissimi valori della Lega. Anzi… Inoltre ho la sensazione che Iginio se ne sia andato anche per l’ostruzionismo di Renzo Marangon che, una volta ottenuta la vittoria alle regionali, avrebbe avuto l’occasione di riappacificarsi, ma non l’ha mai fatto e si è invece adoperato per chiudergli tutti i varchi all’interno del partito”.

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ago 31

II leader della Lega assicura: “Ragioneremo con i militanti per appianare tutto”

Dopo la bufera per l’adesione dell’ex PDL  Contiero dice: “La linea politica la decide la segreterìa”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 31/08/2009 ndi Alberto Garbellini

elezioni provinciali rovigoROVIGO – “Risolveremo ogni problema. Organizzeremo un’assemblea con gli iscritti, anche con i militanti di Badia ragioneremo per appianare ogni polemica”. Assume un tono conciliante il segretario della Lega nord Antonello Contiero, impegnato a spegnere le fiamme della polemica divampata nella sezione di Badia e fra molti iscritti per l’adesione al Carroccio di Iginio Bendin: Rassicura le Camicie verdi, quindi, poi però veste anche i panni dell’uomo forte padano e rimarca che “nel nostro partito c’è democrazia, attenzione però a non andare oltre i limiti, ognuno deve anche sapere stare al suo posto. La linea politica del partito la decide la segreteria”. Insomma le acque agitate in casa Lega ci sono ma i vertici del partito vogliono dimostrare di saperle tenere sotto controllo. “Ho letto le dichiarazioni di Simone Bedendo – continua Contiero – dice di ritenersi preso in giro, mi pare non ne abbia motivo. E comunque nel nostro partito c’è libertà di opinione, è una sua consi-derazione. Lui fa l’amministratore (consigliere comunale a Rovigo ndr.) ma la linea politica del partito la decide la segreteria. Ognuno può dire quello che vuole, purché però resti al suo posto e non sorpassi certi confi- ó „ ‘ ‘. ‘ ó m . Ma la-protesta sull’ingresso in Lega di Bendin arriva soprattutto da Badia Polesine, dove qualcuno minaccia addirittura una rivolta “verde”. “Nessun problema – minimizza il segretario padano – a Badia hanno espresso il loro pensiero. Ci ragioneremo assieme e si appianerà, tutto. Ripeto che nel giro di qualche giorno non ci saranno più malumori, il confronto chiarirà tutto. Il commissario della sezione ha manifestato contrarietà all’adesione di Bendin? ripeto chiariremo tutto”. Sulla stessa lunghezza d’onda il responsabile degli enti locali Ivano Gibin: “II segretario ha già spiegato la linea del partito. Le sue valutazioni sono quelle del partito. Nessuno è stato preso in giro, si tratta di politica”. Insomma il Carroccio smorza i toni e prova a soffocare Ì malumori della base e della sezione di Badia.
Stefano Segantin condanna: ó”La gente non è stupida…” BADIA POLESINE – “Siamo arrivati alla frutta. La Lega provinciale ha tradito l’elettorato badiese”. A dirlo è Stefano Segantin ex coordinatore provinciale del movimento giovani del Carroccio, ora presidente di Progetto Polesine , nonché fuoriuscito dalla Lega lo scorso marzo per contrasti con il segretario provinciale Antonello Contiero. Segantin, che già in altre occasioni, spedo in campagna elettorale, non ha risparmiato critiche a Contiero toma all’attacco del segretario sul caso dell’adesione di Iginio Bendin al partito. “Questa operazione – afferma Segantin – la definisco uno ’stupro’ alla politica. Due settimane fa mi sono recato a casa verso sera e come consuetudine sono andato a prendere la posta, ho aperto e ho trovato la lettera in cui veniva illustrata la situazione gestionale del mio Comune di appartenenza, cioè Badia (la lettera inviata dal sindaco Fantato ndr). Alla verifica della medesima sono rimasto sconvolto; credo che come cittadino andrò a denunciare presso le sedi opportune i responsabili”. “Se dovessimo pensare alle parole citate diversi mesi fa da Contiero riguardo la vecchia giunta badiese forse magari qualcosa di vero c’era, ma adesso – spiega Segantin – mi chiedo come può pensare di avere itel proprio moviménto alcune persone accusate proprio da lui. Chi ha sbagliato – aggiunge – deve, sapere che non può pensare di fare il ‘camaleonte’, la gente non è stupida, e se la Lega ha ottenuto certi risultati li ha ottenuti per il cambiaménto e non per riproporre personaggi ta”.

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ago 31

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 31/08/2009

segantin BADIA POLESINE   La Lega ha tradito lelettorale badiese «La Lega provinciale ha tradito l’elettorato badiese!» Stefano Segantin, ex coordinatore provinciale del movimento giovani Lega Nord, ora presidente di “Progetto Polesine”, nonché fuoriuscito dalla Lega lo scorso marzo per contrasti con il segretario provinciale Antonello Contiero, non risparmia critiche per là “presunta” iscrizione di alcuni esponenti della Pdl badiese. «Siamo arrivati alla frutta – dice – una vergogna immensa e oggettivamente crudele per la lega stessa/Questa operazione la definisco la» “stupro” alla politica!» «Due settimane fa – aggiunge Segantin – mi recai a casa verso sera e conie consuetudine sono andato a preridere la posta, ho aperto la stessa dove veniva illustrata la situazione gestionale del mio comune di appartenenza cioè Badia. Alla verifica della medesima sono rimasto sconvolte tasto che facendo quattro conti in base alla popolazione no verìficato di avere un debito non fatto naturalmente da me di 1500 euro circa, creato da amministratori o come si voglia dire giunta comunale della precedente legislatura badiese, e credo che come cittadino andrò a denunciare presso sedi opportune i responsabili, non avrei mai pensato una cosa del genere, tanto che alle comunali visto che la mia figura non era , gradite nella “coalizione Fantato” perché fuoriuscito dalla Lega, decisi di dare una mano ad alcuni amici che si proponevano nella lista Meneghin ma che naturalmente non avevano responsabilità e non facevano parte della gestione delcomune». «Se dovessimo pensare – aggiunge – alle parole citate diversi mesi fa dal segretario Contiero a riguardo della vecchia giunta badies& forse magari qualcosa di vero c’era, ma adesso mi chiedo come può pensare di avere nel proprio movimento alcune persone accusate proprio da lui con lo slogan “comitato d’affari”? Vedi i quotidiani di alcuni mesi fa! Mi metto nei panni dei ragazzi che sono in giunta e che rappresentano la Lega come faranno a difendersi dal popolo! Io gli faccio un in bocca al lupo ma penso non serva più di tanto e gli dico di andare avanti senza paura per il bene di badia e di chi la vive, nella sua bellezza e importanza. Chi hasbagliato deve sapere che non può pensare di fare il “camaleonte”, la gente non è stupida, e se la lega ha ottenuto certi risultati li ha ottenuti per il cambiamento non per riproporre personaggi politici che non hanno nulla e dico nulla di pensiero leghista».

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ago 26

In vista delle Regionali l’esponente del Pdl ha chiesto di entrare nel Carroccio

Contiero: “Ogni decisione sulle nuove richieste di adesione sarà presa nei prossimi giorni”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/08/2009 di Alberto Garbellini

ROVIGO – Iginio Bendin scopre le sue carte, o meglio ci prova. E prova anche a sparigliare il tavolo da gioco della politica polesana. Ha infatti fatto richiesta di adesione alla Lega nord. Bussa alle porte del Carroccio pronto a traslocare, armi e bagagli, nel partito padano. E così il Pdl potrebbe perdere un esponente di spicco (o ex “spicco”) che nella campagna elettorale per le regionali del 2005 aveva conteso a Renzo Marangòn un posto nel consiglio regionale del Veneto. E proprio le imminenti elezioni. regionali, previste nei primi mesi del 2010, potrebbero essere la chiave di volta per tentare di decifrare il salto all’intemo del centrodestra dell’ex capo ufficio tecnico del Comune di Badia Polesine. I maliziosi, infatti, sostengono che la richiesta bendiniana avrebbe lo scopo di puntare a una candidatura targata Lega per una nuova corsa verso l’assemblea regionale veneta. E la Lega Nord di Rovigo? E Antonello Contiero? Il segretario del Carroccio, che potrebbe trovare spazio nel listino agganciato al possibile candidato leghista alla presidenza della Regione, per ora non si sbottona. “Stiamo valutando una serie di richieste di iscrizioni che ci sono arrivate negli ultimi mesi. Tra queste anche quella di Iginio Bendin. Le prenderemo in esame nei prossimi giorni, decisioni in merito dovrebbero arrivare entro sabato prossimo”. Confermata la richiesta di Bendin, quindi, resta da capire se il Carroccio care la possibilità di un’eccezione alla regola per riportare sulla rampa della politica polesana colui che rivaleggiò con Marangòn per la leaderschip di Forza Italia. Un eventuale ingresso di Bendi; nella Lega aprirebbe, inoltre, sc< ilari ancora da scandagliare. L’è presidente di Polacque poche sett mane fa è stato sollevato dall’incc rico di capo ufficio tecnico nel Cc mune di Badia, dove con il sindac Castone Fantato amministra ar che la Lega (con UDC e Pd). Rappoi ti di forza ed equilibri politici all’interno dell’amministrazion comunale badiese, quindi, potrei bero variare. Bendin, inoltre, sempre stato abile a coagulare al tomo a sé voti e consenso, cosa eh potrebbe avere un suo peso nell pròssima campagna elettorale pe la poltrona di governatore del Ve neto. Uno scossone, insomma, Contiero non si scompone e ribadisce che “le decisioni per le regionali saranno prese a Venezia, entro la metà di settembre credo. Io sono a disposizione del partito e ogni decisione su nuove iscrizioni sarà presa dopo attente valutazioni”. troverà un posto per lui. La Lega infatti per candidature e posti di rilievo considerava solo le iscrizioni-al partitogiunte in sede fino a dicembre 2008.

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ago 13

BADIA POLESINE L’ESPONENTE DEL PDL POLEMIZZA CON CONTIERO (LEGA)

Vigili urbani, Barbieri favorevole alle armi

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo

vigile 150x150 BADIA POLESINE   Vigili urbani, Barbieri favorevole alle armiL’ex assessore ai Servizi Sociali del Comune di BADIA POLESINE, ora consigliere di minoranza del Pdl, Giulio Barbieri è intervenuto sui problemi legati alla sicurezza del territorio e dei cittadini. Barbieri non risparmia critiche alla Lega, rea di governare a Badia col centro-sinistra, mentre a livello nazionale sta con il Pdl. Così esordisce l’ex amministratore locale sui temi della sicurezza, « mi sembra strano che Contiero dica che anche a Badia si faranno le ronde, e non abbia detto assolutamente nulla sulla revoca delle armi ai vigili urbani locali». Barbieri a tal proposito, inoltre, ricorda come la Lega, a livello nazionale, si sia fatta carico della battaglia sul pacchetto sicurezza e quindi anche della questione riguardante le armi ai vigili urbani. Sulla questione, spostando lo sguardo a Badia, Barbieri afferma «penso che levare le armi ai vigili sia stato uno sbaglio»; e sull’argomento “ronde” lo stesso aggiunge «Ronde è un termine che non condivido, io sono per un’associazione volontaria di cittadini osservatori, che però non dovranno umiliare le forze dell’ordine preposte al controllo del territorio nelle loro mansioni fondamentali, forze dell’ordine che restano gli organi ufficiali di controllo della sicurezza dello stato, per cui chiedo anche che ad esse vengano attribuite più risorse economiche per operare al meglio».

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lug 19

Il candidato leghista alla presidenza della Provincia analizza la sconfitta e se la prende con i “traditori” in Pdl, Pd e Udc «II mio linguaggio? Sono stato onesto con gli elettori». Munerato: «Polesani non ancora pronti» «Le elezioni non le ho perse io. Le ha vinte la Democrazia cristiana».

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 19/07/2009

Sembra l’attacco di un pezzo di cronaca politica di venti anni fa. Invece è l’attualità. La lettura dei risultati delle Provinciali da parte di Antonello Contiero, lo sconfitto della corsa a palazzo Celio. Colui che ha sfiorato l’affermazione al primo turno con pronostici ultra favorevoli e poi si è dovuto arrendere al ballottaggi. A un mese dai fatti, ha avuto tutto il tempo per analizzare i dati e ora da la sua versione. «La vecchia De ha tré gambe esordisce l’esponente del Carroccio -. Una gamba si regge nell’ex Margherita fusa nel Pd, un’altra sta nel Pdl e la terza è nell’Udc. E in Polesine questo modo vecchio di fare politica ha colpito ancora». Nell’analisi di Contiero non c’è posto per l’autocritica. Appena uno scampolo in riferimento al suo modo di porsi davanti all’elettorato. Per il resto è un confronto a tutto campo tra i traguardi che ha ottenuto la Lega e quello che è successo tra il 21 e il 22 giugno. «Ho preso in mano il partito da un anno e mezzo – precisa Contiero -. Era al 5,7 per cento. L’ho portato al 18,95 e sommando le liste collegato e le preferenze sfioriamo il 22 per cento. Cinque punti meno del Pdl. n lavoro che abbiamo fatto sul territorio è stato decisivo. Avevamo solo Rovigo e abbiamo aperto sedi della Lega a Lendinara, Badia, Castelmassa, Adria, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po e Loreo. Oggi (ieri, ndr) apriremo Arquà, poi Occhiobello, Villadose e Lusia, dove si voterà l’anno prossimo». Il segretario del Carroccio ci tiene a sottolineare che le Provinciali sono state solo una bat- della Lega è ricominciata. Riapriamo il partito alle tante richieste di iscrizioni che abbiamo». Già, gli iscritti per Contiero sono il vero fiore all’occhiello: 170 nel 2005, 750 nel 2007, 1.260 nel 2008. «Avevamo solo 7 consilieri oggi ne abbiamo 55. La vittoria è- solo rimandata continua Contiero con a fianco l’onorevole Emanuele Munerato -. La verità è che hanno fatto un autogol e il tempo è galantuomo. Dovevamo vincere la primo turno. Le bianche e le mule hanno fatto la differenza. Purtroppo questa ó provincia soffre di un problema culturale: ha bisogno di qualcuno da fuori per farsi guidare”. L’autocritica come detto resta un opzional. Per esempio, è sicuro che i toni usati non siano stati un’arma a doppio taglio? «Io da leghista ho apprezzato il modo di parlare di Contiero – fa eco l’onorevole Munerato -. Per i leghisti questo linguaggio va bene. Forse i polesani non sono ancora pronti. L’atteggiamento della Lega troppo diretto sui problemi non è stato capito». «Credete che non sarei riuscito a parlare in altro modo? – chiede Contiero – Ho preferito essere onesto con gli elettori. Poi qualche lazzarone ha tradito». E già lo sguardo si allunga sul domani. «Se avessimo vinto, avremmo anticipato la storia ma è solo questione di tempo. Adesso la Virgili sta governando con i voti del centrodestra. Stia pur certa che non le faremo alcun sconto».

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giu 27

L’assessore: «Era il candidato sbagliato»

Tratto dal Resto del Carlino del 27/06/2009

 CONSIGLIO al segretario provinciale della Lega di prendere un mese di ferie, di raffreddare il cervello e pensare bene prima di parlare. Sono pronto anche ad un confronto pubblico con lui. Sa benissimo come sono avvenute le trattative per scegliere il candidato», \^\ Renzo Macangon-decide dnusoce allo scopertosedi-difcaclersi. Lo fa: con una eonfeHZàstt(Hapanel;cerso della quale spedisce al mittente le accuse di «franco tiratore» e di aver architettato un complotto per far perdere Contiero. «Se fossi in grado di spostare 30mila voti (quelli persi fra il primo turno e il ballottaggio dal leghista) sarei un fenomeno. Faccio politica con passione e sono sempre stato positivo. Le possibilità per vincere al primo turno c’erano, ma Contiero non era il candidato idoneo. Quando si perde si cercano sempre dei capri espiatori, ma accusare me è una corbelleria». Brucia ancora la sconfitta del Pdl in Provincia. Una sconfitta secondo Marangon annunciata: «Contiero non rappresentava la sintesi di un ragionamento politico». Ed è per questo che l’assessore regionale individua i veri responsabili della disfatta nei vertici provinciali del Pdl: «Una classe dirigente priva di tegìttiiriità pcjpólare. E questi sono i risultati. ®aa classe dirigente che haiattuato un véro e proprio regolamento di conti sei confronti miei e di Mario Borgatti. E cioè di quella parte n’on elitaria del partito, ma autentica espressione di quelle famiglie che hanno fattogrande il Polesine». Inutile nascondere che bersaglio di Marangon sono il coordinatore nrovinciale del Pdl. Mauro Mai- nardi e il suo vice. Luca Bellotti: «due autoreferenziati che si guardano allo specchio». «Mainardi e la sua piccola corte dei miracoli ú dice Marangon ú volevano far fuori gli amici di Marangon e Borgatti, meno male che entrambi hanno fatto pochi danni nei Comuni (vedi Castelmassa, Castelnuovò, Bergantino, ecc.). La sconfitta alle provinciali rappresenta il fallimento di questa classe dirigente. E’ una vergogna, visto anche il potenziale che aveva a disposizióne. Si poteva vincere al primo turno, tranquillamente». Marangon è un fiume in piena: «E’ stata una campagna elettorale fredda, senza idee, senza il coinvolgimento delle persone. Non si possono vincere le elezioni con gli slogan, bisogna credere in un programma. Ai comizi di Contiero la gente fuggiva terrorizzata. E gli errori si pagano». Ma non restano solo macerie attorno al Pdl polesano: «Presto sorgerà un’associazione politico-cultuale con lo scopo di inségna- ó-se a fare politica, per selezionare la classe dirigente. Il rispetto delle persone si guadagna sul campo. Non perché si è nominati dall alto. Per questo prevedo una nuova stagione fatta di politica e confronti, non di politicume. Bisogna smetterla con lo spontaneismo personale dei dirigenti, non ci si può improvvisare tali». A chi gli domanda se la sconfitta del Pdl alle provinciali influirà sulla sua possibile ricandidatu- regionale, Marangon -risponde: «Non sono io che decido, Messuno è sicuro, ma non ho motivo di pensare òhe non sarà così. Credo che a temere per questa sconfitta debba essere qualcun altro».

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giu 27

Il leghista amareggiato non ne vuole più sapere del Pdl

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 27/06/2009

Sconfitto dalla vecchia politica. Caduto a un passo dal successo per colpa dello sgambetto di chi non vuole il rinnovamento. I responsabili? «Ex democristiani, pensionati della politica, che però non sarebbero di Rovigo ma addirittura di Padova». L’analisi della débàcle al ballotaggio che fa il candidato perdente Antonello Contiero sarà pure di parte ma indica responsabilità precise. Tuttavia, dopo le dichiarazioni di 48 ore fa in cui il leader leghista puntava l’indice contro ben individuabili responsabili all’interno e intomo al Pdl di estrazione ex democristiana – tanto che l’assessore Renzo Marangon si è sentito direttamente preso in causa e ha reagito nel modo che si legge a fianco ieri il segretario del Carroccio polesano ha corretto leggermente il tiro. Smentisce di aver fatto il nome di Marangon e dichiara di non voler mettere lingua sulla beghe che stanno lacerando il Popolo delle libertà. «Sono questioni che non mi riguardano – precisa -. Di Marangon non voglio parlare. Ognuno si faccia le analisi del voto a casa propria. Martedì prossimo farò una conferenza stampa in cui illustrerò quanto accaduto in questa tornata elettorale e che avrà valore di pietra tombale su tutta la vincenda. Poi, chiuso. Non se ne deve più parlare». Eppure basta un accenno e Contiero ritoma sulla scena del dramma senza sottrarsi. «Ma mi volete spiegare perché a Belluno o Venezia vincono i candidati della Lega con il 45 per cento al primo turno e io che avevo il 49 ho perso contro chi aveva il 35 per cento? C’è stato o no qualcosa di strano? Oppure sono stati i leghisti a votare la Virgili?». Contiero insomma individuerebbe in una manovra trasversale messa in atto da ambiti ristretti che gravitano a margine della politica attiva, la causa ultima dell’andamento per lo meno anomalo del ballottaggio. Si parla di incontri a Monselice tra ex democristiani per bloccare il rinnovamento che la Lega vuole imporre alla politica regionale e locale. Lui, quindi, altro non sarebbe che la vittima di una sorta di conservatorismo intemo al partito degli alleati pidielmii. Lotte intestine guidate da logiche personalistiche o al massimo per gruppi ristretti. «Posso solo dire che se le cose stanno così, abbiamo imparato la lezione. Stiano pur certi che non ci faremo sorprendere una seconda volta – sbotta il segretario leghista – Meglio soli che male accompagnati. Noi andiamo dritti per la nostra strada con i nostri valori e le nostre idee. Tra due anni si voterà per il Comune di Rovigo. E lì ci presenteremo da soli. Così si saprà chiaramente verso quale obiettivo si punta».

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giu 27

L’assessore regionale analizza il ballottaggio per la Provincia e denuncia: «Feste ad Albarello invece di contattare la gente» 

 Marangon durissimo con i vertici del Pdl: «Mainardi e Bellotti volevano un regolamento di conti»

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 27/06/2009

Solo la vittoria avrebbe suturato lo strappo. La conquista della Provincia, sommata alla sequela di Comuni grandi e piccoli accaparrati, avrebbe smorzato le polemiche privando gli attuali vertici del Pdl polesano di un alibi per castigarlo e lui di un motivo per delegittimare definitivamente chi lo ha accusato di tradimento e combine. Invece il verdetto delle urne è stato implacabile, ed ora a Renzo Marangon – il franco tiratore, secondo il coordinatore del Pdl Mauro Mainardi, o il doppiogiochista a parere del candidato trombato Antonello Contiero (anche se il leghista ieri ha smentito di essersi riferito a lui, come si legge nell’articolo a fianco) – non resta che mostrare i muscoli, estrarre gli artigli, digrignare i denti. Lo fa alla sua maniera miscelando sarcasmo e stilettate. Confessa di aver vissuto, dal momento della sentenza elettorale avversa a Contiero, cinque giorni di serio imbarazzo. Esordisce parlando dell’emarginazione subita da lui e «da chi ha governato benissimo Forza Italia». Si sofferma sulla conduzione della campagna elettorale e sui veri scopi della classe dirigente che guida il Pdl polesano. «Ci hanno ignorato, escluso, mai coinvolto spiega Marangon -. Addirittura la nostra presenza è stata vista con fastidio dai coordinatori e dalla piccola corte dei miracoli che li attornia. Se avessi gestito io questa campagna elettorale avremmo vinto al primo turno con il 55 per cento dei voti». L’analisi della sconfitta mette sulla graticola i vertici del centrodestra. «Avete visto materiale consegnato ai cittadini? Forza Italia contava oltre quattromila iscritti. Quale mobilitazione credete ci sia stata? La Strategia deiremaremazione non poteva che provocare questo risultato. Quanto al profilo politico, si dovrebbero portare in campo programmi, obiettivi e modus operandi. Invece si è scontrata una concezione elitaria e autoreferenziale di intendere la politica con il nostro radicamento sul territorio che si interfacciarsi sempre con l’elettorato. Si sono preferite le feste ad Albarella e un approccio borghese con l’elettorato, invece di intercettare il voto moderato e cattolico, le esigenze delle famiglie e di chi lavora e ha fatto grande questa provincia a dispetto delle lentezze del centrosinistra». Insomma Mainardi e Belletti, secondo Marangon, andrebbero processati. «Avevano in mente un regolamento di conti interno. E per fortuna loro che il Pdl si è assicurato comuni importanti come Lendinara, Porto Viro o Castelmassa». Marangon ne ha anche per Contiero che lo ha accusato di aver avuto contatti sospetti con il segretario provinciale del Partito democratico Gabriele Fugato. «Che fosse il candidato meno idoneo a vincere lo sapeva anche lui. Glielo avevamo detto in faccia prima della nomina di Mainardi a coordinatore. Adesso il gioco dell’ipocrisia è particolarmente gettonato ma in un contesto territoriale che ha estrema necessità di crescere, non si fa campagna elettorale senza idee. Non si vince ripetendo banali slogan di altri. La filiera govemo-regione era ideale, invece Contiero si’è esibito in comizi terrorizzanti. La gente se ne andava dalle piazze. È stato un fallimento epocale e senza appello: una vergogna. Questa classe dirigente accattona con due autoreferenziati che si danno ragione davanti allo specchio, deve prendersi la propria responsabilità. Quanto alle accuse di Contiero, gli consiglio un mese di ferie e tanta camomilla. Raffreddi il cervello e se vuole un confronto pubblico con me, sono pronto». Da ultimo l’annuncio: «Inaugureremo a giorni un’associazione di alfabetizzazione politica». Aperta a tutti? «Certo, anche alla Lega. Che ne ha una sua ma che non funziona bene».

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