PIU’ SICUREZZA

SICUREZZA
- PREMESSA
E’ un nostro dovere rendere la vita dei cittadini più sicura. Potenziare gli strumenti a disposizione delle Forze dell’ Ordine, aumentare i controlli sull’ immigrazione ed incentivare l’integrazione difendendo fortemente la nostra identità sono tra le nostre priorità.
- PROPOSTE
Immigrazione extracomunitaria controllata e condizionata alla disponibilità di lavoro, abitazione e regolarizzazione fiscale.
Integrazione nel rispetto non solo della nostra legge ma anche della nostra cultura e tradizione.
Previsione di una effettiva e celere espulsione degli stranieri autori di reati.
Accentuazione del ruolo di raccordo del Prefetto tra le autonomie locali e tra queste e lo Stato.
Lotta senza quartiere alla c.d. microcriminalità, al traffico di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione e alla riduzione in schiavitù.
Ripristino degli stanziamenti di bilancio precedenti alle ultime due finanziarie del Governo Prodi a favore delle Forze dell’Ordine, di cui si riconosce l’insostituibile funzione di presidio della legalità, in particolare:
riordino delle carriere in linea con gli altri paesi europei;
riconoscimento della specificità professionale per remunerare adeguatamente il rischio e il disagio derivante dall’attività di servizio.
Reperimento delle risorse per aprire il tavolo negoziale per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sicurezza e difesa per il biennio 2008/2009.
Contrattualizzazione della dirigenza delle Forze di Polizia.
Reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, per restituire autorevolezza e prestigio alla funzione svolta dagli operatori del settore.
Nuova normativa in materia di vigilanza privata e sicurezza complementare (con particolare riferimento alla sicurezza degli stadi e degli edifici scolastici).
GIUSTIZIA
- PREMESSA
Un Paese più giusto è un Paese più sicuro.Non ci interessano le polemiche tra operatori della Giustizia ma il risultato: la risposta di Giustizia deve essere certa e rapida.
- PROPOSTE
Riorganizzazione della geografia giudiziaria secondo parametri minimi di funzionalità.
“Rottamazione” delle cause civili: incentivazione delle conciliazioni delle cause pendenti attraverso bonus fiscali.
Ricorso alla risoluzione alternativa delle controversie tramite gli organismi di conciliazione (introduzione della conciliazione per le liti condominiali).
Introduzione di sanzioni significative per chi agisce o resiste in giudizio in modo palesemente infondato.
“Se lo puoi arrestare lo puoi giudicare”: contestualità di giudizio tra libertà e colpevolezza; collegialità nei giudizi sulla libertà personale; incentivazione del giudizio con il rito immediato e per direttissima.
Certezza della pena: il giudice del giudizio decide anche le modalità di esecuzione della pena; sfoltimento delle misure alternative al carcere, limitate a casi tassativi dopo aver scontato effettivamente almeno 2/3 della pena; introduzione del rito abbreviato su richiesta del PM per i reati meno gravi e contravvenzionali.
Responsabilità del PM per l’esercizio dell’azione penale.
Semplificazione dei riti civili e penali con attribuzione al giudice della responsabilità della ragionevole durata del processo con adozione di protocolli di gestione e programmazione delle udienze.
Riforma della Sezione Disciplinare del CSM come organo esterno composto di personalità indipendenti.
Attribuzione alla Polizia Giudiziaria di un reale potere di indagine e di investigazione, fissando termini perentori per la durata delle indagini preliminari.
Utilizzo per le notifiche del domicilio del difensore con posta elettronica, garantendo il diritto di difesa ma evitando le lungaggini processuali.
Esclusione del giudizio abbreviato e dell’applicazione della pena su richiesta delle parti per i reati più odiosi.
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