feb 06

L’assessore spiega le ragioni per cui ha rassegnato le dimissioni e parla di “buon senso ed integrità morale che hanno imposto di non starci”

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 06/02/2009 di Paolo Aguzzonin47742376911 1296670 4780 150x150 Veronese : Gonfiate le entrate nel bilancio

Dopo le sue dimissioni l’assessore comunale alla Pi, Cultura, Turismo e Politiche giovanili Silvia Veronese non aveva voluto commentarle: ” mi prendo qualche giorno e poi renderò note le motivazioni”. Commento che l’ex assessore condensa in una nota scritta: “Alcune doverose dichiarazioni sulle vere motivazion che hanno indotto le mie dimissioni da assessore comunale presentate in data 29 gennaio 2009″. Sono pesanti le argomentazioni di Silvia Veronese che integralemnte riportiamo: ” Esistono serie obiezioni di fondo e sono le seguenti: una gestione spregiudicata del rapporto tra entrate ed uscite fuori da ogni logica del buon padre di famiglia. Il comune di Badia Polesine spende di più di quanto incassa.Eppure tutte le tasse che gravano sui cittadini sono al massimo del consentito dalla legge. Conto comunale sempre in rosso con una anticipazione di cassa spesso al limite del consentito.Continuo utilizzo dei BOC ( chiesti per la costruzione della piscina ) per far fronte alla spesa corrente. La pervicace volontà del sindaco e dell’assessore al bilancio di coprire le troppe uscite gonfiando le entrate: gonfiare le multe ( neppure i vigili riescono a perseguire gli obiettivi posti dall’amministrazione eppure di multe ne fanno parecchie e sappiamo quanto siano vessati i cittadini badiesi), gonfiare la vendita dei loculi, gonfiare gli oneri di urbanizzazione, gonfiare le entrare da Ici. La pervicace volontà del sindaco e dell’assessore al bilancio di non ascoltare i sani consigli dei revisori contabili ossia non accedere a nuovi mututi e contenere la spesa. La formidabile baldanza con cui questa amministrazione si appresta a mettere in essere straordinari “contenitori” quali il teatro sociale e la nuova piscina, ma senza mettere nel conto gli inevitabili altissimi costi di gestione”. “Gestione amministrativa – prosegue – spesso disinvolta e superficiale: si veda di esempio il conferimento per incarico per coordinatrice psicopedagogica affidato l’anno scorso; a quanto mi consta mai sottoposto all’esame della giunta nonostante sia in seguito misteriosamente comparsa una delibera che sarebbe stata approvata all’unanimità. Guarda caso il primo atto amministrativo, relativo al mio assessorato, votato subito dopo le mie dimissioni, è proprio la conferma del medesimo incarico alla medesima persona. Si veda ad esempio il taglio dei contributi alle scuole private senza avvertire l’assessore competente.L’anno 2008 ha portato la consapevolezza che qualcosa nel bilancio di Badia non torna. Si è chiesto un bilancio tecnico ce esprimesse qualche volontà di risanamento. Richieste caudte del vuoto. Si avvicinano le elezioni e allora avanti con le piazze e inaugurazioni varie anche a costo di un possibile dissesto finanziario.Il buon senso oltre che l’integrità morale hanno imposto di non starci”. Indubbiamente, di fronte a queste dichiarazioni “dall’interno della Giunta”, il voto sul bilancio, eventuali inciuci a parte, è ancora più in bilico.

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feb 01

Incontro in Sala Flumina. Altolà alla Lega: “No a chi vuole fare il padrone”

Il programma in vista delle elezioni:”Disponibili alle alleanze, non alla sudditanza”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 1 Febbraio 2009

n1092513853 30366697 5342 150x150 Udc: piccoli ma non troppo.E fieri    Conferenza Programmatica UDC Rovigo

ROVIGO- In via di definizione le strategie politiche dell’Udc in vista delle elezioni amministrative ed europee. Il quadro scaturito dall’incontro di ieri sera nella sala Flumina del Museo dei grandi fiumi mostra un’Udc aperta e disponibile alle alleanze, ma decisa a difendere la propria identità. Un messaggio, questo, che emerge dalle parole dei politici dello scudo crociato intervenuti per il congreesso, titolato significativamente Diamo forzà alle nostre speranze. Il primo a prendete la parola di fronte ad un’affollata sala di tesserati e simpatizzanti, è stato il presidente del comitato provinciale Udc Renato Borgato che ha tracciato le due linee principali dell’incontro: ,affermazione della propria identità, da una parte, e atteggiamento politico in vista delle elezioni, dall’altro. Borgato ha infatti posto l’accento sull’emergenza educativa che, tra le crisi di vario genere che affliggono il nostro Paese, non dev’essere sottovalutata, ma piuttosto tornare centrale. “Ci sentiamo una piccola, ma nemmeno tanto piccola, bandiera della forza democratica centrista – ha detto Borgato – radicata nell’identità cristiana: e con questo profilo siamo stati capaci di ritagliarci uno spazio nel panorama politico nazionale” . Borgato non ha risparmiato nessuno dei protagonisti del palcoscenico della politica: “la destra è in crisi di fronte al sostanziale fallimento di Berlusconi su numerose questioni, prima fra tutte il riformismo; dall’altra parte la sinistra vive ancora sulla scia del disastro creato da Prodi”. Poi però ce n’è anche per i centristi “Anche l’Udc ha bisogno di un deciso e profondo rinnovamento: a dire il vero la stessa creazione dell’Unione di centro mi è sembrata un bluff per sostenere candidature illustri, come quella di Tabacci: è come se allo stato attuale: non fosse ancora partita, finora non si è delineato un progetto sistematico: il vero Centro potrebbe nascere dall’accorpa’mento con l’ala cristiana del Partito Democratico, gli ex margheritini, ora che tira aria di rottura con Veltroni”. Più patriottico e orgoglioso l’intervento del segretario provinciale Francesco Milan, che ha sostenuto con convinzione l’eventuale corsa solitaria del partito “La nostra autonomia e preziosa ha esordito – a chi ci dice che se non siamo docili e sottomessi al grande partito, non abbiamo futuro, rispondiamo che è senza la dignità che l’Udc può dirsi permantemente morta”. Il segretario Milan ha ricordato come a livello provinciale sia stata la stessa Unione di Centro a lanciare una corda amichevole a Pdl e Lega, dimostrando così la disponibilità a un’alleanza. Tuttavia, se per le cause contingenti le alleanze faticassero a costruirsi, “ci prendiamo senza timori la libertà di correre da soli, a livello locale, regionale o nazionale che sia” . Una forza alternativa insomma, che sgomita per farsi spazio tra le due componenti principali dello scenario politico. È questa l’identità che si è concretizzata nell’esposizionedelle linee programmatiche, a cura del responsabile provinciale Udc Andrea Borgato, che ha passato in rassegna gli obiettivi soprattutto territoriali, di valorizzazione del Polesine, dello sviluppo, della famiglia, delle politiche della casa, dei giovani,della scuola, oyvero i grandi temi tradizionali delle istanze democristiane, rilette alla luce del presente. Il pubblico ha poi seguito con attenzione l’intervento dell’onorevole Antonio De Poli, segretario regionale dell’Udc che, ricordiamo, è stato anche fra i protagonisti alla Camera del voto contrario al disegno di legge sul federalismo fiscale. E c’è di più, perché proprio dall’ Udc Veneto sta partendo la raccolta firme per indire un referendum contro il federalismo proposto dalla Lega.
“Intavoliamo un’assemblea programmatica per ciascuna provincia – ha detto De Poli poi risaliamo alla Regione, per poter presentarci infine agli altri partiti anche a livello nazionale con un programma e un progetto unitarlo e omogeneo. Rispetto alle linee di programma con cui ci presentiamo, valuteremo chi si schiera,con noi e chi si oppone: dagli atteggiamenti che si delineano potremmo poi mettere a punto le possibili alleanze. Ma in caso contrario, correremo da soli, senza problemi” .Tuttavia De Poli non getta benzina sul fuoco, e frena le provocazioni “La tendenza è quella di continuare le alleanze già consolidate a livello ,regionale e territoriale,purché non significhi essere succubi di altri partiti che la vogliono fare da padroni, come la Lega. Abbiamo intrapreso – ha quindi concluso De Poli – un pércorso che ‘parte dalla riaffermazione’ della’ nostra identità e dei nostri valori” .

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feb 01

Il primo cittadino non commenta le dimissioni della Veronese

Tratto da La Voce di Rovigo del 1/02/2009

n1092513853 30367112 4327 150x78 Maggioranza, si attende il consiglio

BADIA POLESINE – Il giorno dopo le dimissioni dell’assessore alla cultura Silvia Veronese è inevitabile chiedersi cosa stia succedendo all’interno della maggioranza della giunta di Badia. Dopo l’addio del presidente del consiglio comunale Mauro Usini avenuto come un fulmine a ciel sereno martedì l’altra mattina è toccato all’assessore alla cultura rassegnare le proprie dimissioni nelle mani del sindaco Paolo Meneghin. Insomma, la giunta a pochi mesi dalle prossime elezioni, perde i pezzi. Interpellato al riguardo il primo cittadino di Badia Polesine ha preferito non fare nessuna dichiarazione, anche se probabilmente la situazione verrà chiarita nel prossimo consiglio comunale. Resta infatti ora da capire quale sarà il futuro dell’amministrazione comunale e quali le decisioni dello stesso sindaco anche in merito alle deleghe rimaste vacanti dopo le dimissioni della, Veronese. Tuttavia a preoccupare maggiormente è il futuro della giunta stessa. Dai banchi dell’ opposizione intanto il consigliere Giovanni Rossi Capogruppo di Forza Italia all’opposizione, preferisce non fare commenti sulla grave situazione politica che si è venuta a creare. Pare infatti che Forza Italia all’opposizione stia preparando una nota congiunta per dire la sua sui fatti di questi giorni. “Siamo Forza Italia – ha detto – e rispondiamo al partito”, ha semplicemente ammesso Rossi. Inoltre il consigliere Mariolina Fogagnolo che aveva tolto l’appoggio alla giunta come l’ex sindaco Boldrin, nel turbolento consiglio del 22 dicembre, è all’ estero. Nel prossimo consiglio un esponente della maggioranza chiederà le dimissioni del vicepresidente della casa di riposo Gianpietro Ferrari.

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feb 01

Rossi chiarisce l’atteggiamento di Forza Italia “marangoniana”

Meneghin senza rete di salvataggio

Dal Gazzettino di Rovigo del 01/02/2009 di Paolo Aguzzoni

BADIA POLESINE – Rossi chiarisce l’atteggiamento di Forza Italia “marangoniana”: “Nessun sostegno dopo il ribaltone”
Meneghin senza rete di salvataggio.Sembra ormai senza sbocchi la crisi politica che condiziona il comune di Badia
Polesine: il consiglio comunale del 22 dicembre ha dato vita al contro ribaltonen1092513853 30368332 940 150x146 Nessun sostegno dopo il ribaltone
e questa settimana le dimissioni di Mauro Usini e di Silvia Veronese hanno fatto il resto. Ma da Forza Italia “mariangoniana” non arriverà alcuna ciambella di salvataggio per il sindaco Meneghin. Giovanni Rossi capogruppo consiliare: «L’esperienza politica nata dal ribaltone del febbraio 2007 è stata fallimentare ed è finita nel peggiore dei modi: non c’era bisogno di essere degli indovini per intuire un finale così inglorioso. La vera maggioranza voluta dai badiesi rimane quella uscita vincente dalle Comunali del 2004». «Questa- continua Rossi – è stata una maggioranza nata esclusivamente per due scopi: fare un dispetto all’assessore regionale Renzo Marangon, ai suoi amici badiesi e a quanti lo avevano sostenuto alle regionali del 2005; confermare alla presidenza della Casa di riposo Fabrizio Rossi (Fi «bendiniana», ndr) che non aveva il consenso di tutti i vincitori delle elezioni comunali del 2004 (il centrodestra di «Progetto per Badia, ndr)>>. Cosa vi preoccupa dopo quasi due anni dal ribaltone del 15 febbraio 2007? «La nostra preoccupazione -aggiunge il capogruppo – è che questa alleanza spuria e antidemocratica possa aver provocato danni irreversibili anche per le future amministrazioni comunali. Ne è prova che molti protagonisti délle scelte amministrative recenti si stiano chiamando fuori per non votare il bilancio 2009 che non è un qualcosa di sterile ma frutto anche delle decisioni degli ultimi anni». Se ne sonoandati due protagonisti del ribaltone del 2007: il presidente del Consiglio comunale Mauro Usini (Pd dal 2008) e l’assessore alla Pi e Cultura Silvia Veronese (ex Liberamente a sinistra), come ‘legge queste dimissioni? «Siamo – precisa Rossi – in una fase delicata e chi ha testa la userà per il bene dei cittadini e non per interessi personali o di parte». Se vi verrà chiesto voterete il bilancio di previsione 2009?«Il bilancio – chiarisce Rossi – lo redige e lo approva la maggioranza. Come ho dichiarato, anchè a nome dell’Udc, nella seduta del 22 dicembre, ribadisco che il sindaco deve presentarsi al prossimo Consiglio comunale con una maggioranza, possibilmente ampia, qualora riuscisse a trovarla, altrimenti ne tragga le conseguenze. Per cui è un problema del sindaco».Quindi porte chiuse dagli ex alleati “cacciati”due anni fa.

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gen 31

L’assessore alla cultura e istruzione ha abbandonato la giunta di Meneghin
Il sindaco è ancor più in bilico

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 31 Gennaio 2009

BADIA POLESINE . Causa scatenante i mancati stanziamenti per i vari settoricammino di san teobaldo 150x150 Silvia Veronese si è dimessa
La crisi politica del comune di Badia Polesine è arrivata a una svolta determinante: ieri mattina l’assessore alla Cultura, Pubblica istruzione, Turismo e Politiche giovanili Silvia Veronese ha rassegnato le dimissioni. L’ex diessina, eletta alle comunali del 2004 nella Lista Liberamente a Sinistra con la candidata sindaco Mariolina Fogagnolo, era stata nominata assessore nella primavera di due anni fa in seguito agli accordi nati dal cosiddetto ribaltone del 15 febbraio 2007. Silvia Veronese aveva lasciato i Ds e successivamente, pur avendo votato alle primarie del Pd dello scorso anno, non si era iscritta a questo partito. Già a dicembre quando l’assessore aveva presentato alla stampa la nuova stagione teatrale si è era intuito che qualcosa non funzionava quando sottolineò il fatto che si era trovata le porte chiuse per finanziare la rassegna soprattutto per decisione dell’assessore al Bilancio Cristina Tesin e del segretario comunale Gianfranco Tiengo. Appare evidente che proprio questioni di bilancio potrebbero essere la causa scatenante delle dimissioni. L’interessata ci ha confermato di aver presentato le dimissioni al protocollo del Comune ieri mattina, ma non ha voluto rilasciare commenti.
A questo punto il sindaco Paolo Meneghin, già molto in bilico, si trova in una situazione molto difficile: se non riesce a recuperare Silvia Veronese, non recupererà nemmeno Mariolina Fogagnolo l’unica in grado, teoricamente, di votare il bilancio e quindi di portare il voto indispensabile per farlo passare 11 contro 10. Ma se Silvia Veronese non torna sui suoi passi, di fatto non voterà il bilancio e la stessa cosa presumibilmente farà Mariolina Fogagnolo e quindi lo scarto ai danni di Meneghin e dei suoi si allargherà irrimediabilmente. Certo che se non si trovano poche migliaia di euro per la Cultura e, non dimentichiamolo, nemmeno per le materne non statali (altro termine del contendere sollevato in Consiglio comunale il 22 dicembre scorso dalla stessa Veronese), vuol dire che la situazione finanziaria non è solo grave, è molto di più.

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