dic 05

Paradossale situazione alle Acciaierie

Tratto dalla Voce di Rovigo del 04/12/2009 di Davide Sarzi

Indennità ai cassintegrati e zero stipendio a chi è rimasto

acc badia 256 150x150 BADIA POLESINE   Al lavoro senza ricevere un soldoBADIA POLESINE Ha davvero dell’incredibile: chi è al lavoro da aprile non prende soldi, stanno invece meglio i colleghi che sono in cassa integrazione. Accade alle Acciaierie di Badia spa dove circa 25 operai in tutti questi mesi hanno continuato a lavorare, ma l’azienda non li paga e quindi i crediti verso quest’ultima, che è in crisi finanaziaria, crescono ed è sempre più difficile tirare avanti. «La situazione è grave – spiega Francesco Montagnini della Camera del Lavoro Cgil di Badia Polesine – e a questo punto anche chi è rimasto al lavoro ha deciso di incrociare la braccia. Mercoledì prossimo con Cisi e Uil terremo un’assemblea per fare il punto della situazione perché così non si può continuare». A maggio, in piena campagna elettorale venne consegnata al ministro Sacconi, di passaggio a Badia, una lettera dei dipendenti delle Acciaierie di Badia Spa: sino a quel momento avevano incassato come anticipo degli stipendi da gennaio circa 900 euro a testa, una miseria. Il 14 maggio ci fu un incontro in Provincia per trovare delle punto alcune strategie per arrivare alla Cgis per Crisi azien-’ dale dal primo giugno 2009 al 31 maggio 2010. Fu anche stipulata una convenzione fra Provincia, Consvipo e Cassa di Risparmio del Veneto per creare il Fondo di anticipazione sociale per i dipendenti di quella che i badiesi conoscono come la Fonderia. «Dal primo luglio – disse allora Zanini – i lavoratori delle Acciaierie di Badia prenderanno a testa un anticipo mensile per alcuni mesi sulla Cigs fino a 6500-7000 euro complessivi: soldi che poi verranno restituiti senza oneri per loro». Aggiunge Montagnini: «Per spiegare quando sia difficile la situazione, un operaio che abita a Rovigo è venuto a lavorare zina».

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dic 03

Stefani (Pdl) non demorde: “Non esiste un documento comprovante’

Tratto dalla Voce di Rovigo del 03/12/2009 di Davide Sarzi

badia campi da tennis 150x150 BADIA POLESINE   Campi da tennis, la giunta non ha titolaritàBADIA POLESINE – I toni accesi degli ultimi comunicati si sono notevolmente attenuati, ma nonostante le spiegazioni ottenute nell’ultimo consiglio comunale per voce dell’assessore ai lavori pubblici Giovanni Rossi, il coordinatore Pdl Massimo Stefani ha deciso di tornare nuovamente sulla questione campi da tennis per chiarire la sua posizione: “Ritorniamo sull’argomento spiega Stefani – per ribadire in modo preciso e netto che il nostro impegno è diretto alla realizzazione degli impianti coperti, per i quali ci sentiamo i principali promotori avendo in tempi non sospetti approvato il progetto di massima ed ottenuto il contributo regionale per finanziare l’opera. La nostra azione è quindi mirata, non ad impedirne la realizzazione, ma bensì ad evitare che atteggiamenti di superficialità ne compromettano l’esecuzione stessa”. Dopo la precisazione il coordinatore ribadisce i dubbi già portati in consiglio dal consigliere Ferreri e confutati nettamente da Rossi: “L’amministrazione ha approvato il progetto degli impiantì coperti, senza avere la titolarità per poterlo fare perché non esiste agli atti un documento comprovante la proprietà del progetto approvato. Ricordiamo che per la pubblica amministrazione l’eventuale donazione avrebbe dovuto essere oggetto di comunicazione scritta da parte di chi effettua la donazione. Ancora più grave sarebbe se il progetto non fosse stato donato all’amministrazione, ma redatto dal professionista a titolo gratuito, in quel caso l’amministrazione rischia di perdere la titolarità del contributo regionale per la mancanza di un presupposto fondamentale”. Secondo Stefani la delibera di giunta di approvazione del pro. getto è un atto amministrativo viziato e mette a repentaglio tutto l’iter conseguente, compreso l’esecuzione dei lavori. “E’ nostra intenzione procedere fin tanto che gli atti non saranno perfezionati nei termini di legge. Noi chiediamo che l’amministrazione proceda a revocare la delibera di giunta con la quale ha approvato l’atto, stabilire le regole per la proprietà del progetto, regolarizzare le carte ed infine approvare nuovamente il progetto. Su questo punto non demorderemo ed andremo avanti”. Il comunicato si conclude con l’ennesima frecciatina a Rossi: “Visto che sul concetto di gratuità, donazioni e/o sponsorizzazioni l’assessore non ha ancora bene chiare le idee, gli precisiamo che oltre alla prevista forma scritta è necessario che sia indicato, il donatore, il valore della prestazione effettuata e a quale titolo avviene il passaggio di proprietà: donazione, sponsorizzazione o altra forma di cessione. Questo consente di dare la necessaria trasparenza all’azione dell’amministrazione anche di fronte a possibili rapporti di lavoro futuri con i soggetti che effettuano la donazione”

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dic 03

Faggion: “Manterremo ‘Rumando tra le corti sconte’”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 03/12/2009 di Davide Sarzi

Mercatino 01 150x150 BADIA POLESINE   La giunta conferma il mercatino BADIA POLESINE – II mercatino di antiquariato e hobbismo “Rumando tra le corti sconte” da oltre quattro anni, con cadenza mensile (ogni secondo sabato del mese), riempie le vie e le piazze di Badia con una- media di circa 80 espositori (e punte di oltre 100 venditori) ed ha ormai assunto un ruolo di tutto rispetto fra i mercatini dell’usato della provincia di Rovigo. Istituito formalmente con una delibera di consiglio comunale il 13 novembre 2008, dopo un periodo di prova, il mercatino è praticamente una creatura dell’alierà assessore al commercio, oggi consigliere, Renzo Aguzzoni. Durante l’ultima assemblea cittadina proprio Aguzzoni ha portato in sala consiliare le difficoltà della manifestazione e chiesto al sindaco quali saranno le iniziative dell’amministrazione comunale “per confermare e potenziare- una manifestazione che ormai ha raggiunto un certo rilievo e coinvolge molti cittadini badiesi”. “Lo scorso 24 settembre – ha sottolineato il consigliere – .il gruppo di organizzatori del mer- catino aveva consegnato all’assessore Faggion una richiesta di incontro per valutare il futuro della manifestazione. Il lavoro messo in campo da queste persone è notevole e le spèse per sostenere l’iniziativa non sono poche. Per questo il mercatino ha bisogno di sostegno e aiuti in modo da portare avanti un percorso appena iniziato ma che si sta sviluppando in maniera interessante”. Secondo una stima sommaria il mercatino coinvolge ogni volta dalle 13 alle 15 persone per l’individuazione dei posti, la collocazione e i parcheggi, il controllo delle presenze e l’ordine della viabilità. Per volantini e locandine vengono spesi ogni anno circa 1200 euro, oltre a varie spese per la distribuzione. “Dobbiamo inoltre ringraziare – spiega Aguzzoni – il Bar Campo, il Caffè Nero e l’enoteca La Baccante per i buoni caffè e le colazioni, senza dimenticare il gruppo podistico Avis-Aido e Carlo Masatti per il risotto distribuito a mezzogiorno a tutti gli espositori”. L’assessore al commercio Marco Faggion ha spiegato al consigliere l’orientamento del Comune: “E’ nostra intenzione far proseguire e migliorare l’iniziativa del mercatino, facendola aderire il più possibile alle esigenze degli operatori commerciali e nel rispetto della nonnativa speciale”. Mercoledì scorso è avvenuto il sospirato incontro fra l’assessore e gli organizzatori: Faggion si è reso disponibile ad essere il punto di riferimento per i vari problemi logistici ed ha ribadito la volontà dell’amministrazione di continuare l’iniziativa che minacciava la chiusura a fìne anno: “Abbiamo inoltre assegnato un contributo di 810 euro elargito all’associazione operatori economici badiesi specificatamente. per le spese del mercatino e risolto diverse problematiche fra cui quella relativa ai parcheggi”.

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dic 02

Borgato e Salvan: “Mai contattati”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 02/12/2009

renato 150x150 ROVIGO   Avances allUdc per allargare la maggioranza Sivier: Rispettare il mandato degli elettori ROVIGO – Gli ammiccamenti continuano, ma nessuno ufficialmente dice niente. Anche se, secondo voci di corridoio, sembrano vere e proprie avances. E parecchio esplicite. Il corteggiamento del Partito democratico all’UDC continua, anche perché le Regionali incombono e la spaccatura del partito Casini con la Lega è sempre più evidente. Sul tavolo rodigino sarebbero state gettate carte pesanti: un assessorato o magari la presidenza dell’Iras, Moretto e Tar permettendo. Manovre che però sono esteme a Palazzo Nodari, almeno così sostengono i due consiglieri, Renato Borgate e Rinaldo Salvan. “A me nessuno ha chiesto niente – dice Borgate che mesi fa fu al eentro di una polemica con l’alierà segretario Francesco Milan Sulla collocazione del partito, volendo virare verso il Pdl – e comunque i miei padroni sono gli elettori che ci hanno votato per stare su un certo fronte”. Porte chiuse, dunque. Ma senza dare la doppia mandata. “E’ una scelta che in questo momento non ha senso, perché manca poco più di un anno alle elezioni. Magari possiamo ragionare su un accordo per una lista civica per le prossime amministrative”. Ma il dubbio che le avances riguardino davvero il breve periodo, Federico Frigato lascerà in maniera irrevocabile il 31 dicembre, resta. “Qualsiasi cosa venga fatta all’insaputa mia e di Borgate non mi pare proprio corretta. Dovremmo esseme messi a conoscenza se nel nostro partito esistè ancora la democrazia”. va giù duro Rinaldo Salvan che però pensa ad alleanze future, a Rovigo come in Regione. “Ormaiconla Lega è rottura totale. Personalmente avrei difficoltà a restare nello stesso schieramento cori loro”. E’ però un’impresa ardua pensare a Salvan che trasferisca “baracca e burattini” dall’altra parte della barricata. E in ogni caso a mettere dei paletti ci pensa la coordinatrice comunale del Pd Cinzia Sivier. “L’ho già detto più volte a Gabriele Frigato, non ho alcuna preclusione verso nessuno per allargare la maggioranza, ma va fatto sulla base di un programma condiviso. E per quanto mi riguarda là maggioranza resta questa. Se poi d sarà Compartecipazione e condivisione di un progetto in vista delle amministrative del 2011 ben venga. Non mi piacciono le alleanze a freddo,’ anche per rispetto a chi ci ha votato”. Con buona pace del segretario provinciale?

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dic 02

Le reazioni alle voci uscite allo scoperto della proposta di allearsi offrendo un assessorato

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 02/12/2009

renato20carlino 150x150 ROVIGO   LUdc si divide sul futuro con il Pd Come un terremoto, si aprono (o meglio, si confermano) le fratture nell’UDC. L’uscita allo scoperto degli abboccamenti del Pd nei confronti degli esponenti polesani del partito di Casini offrendo, quale inizio di una nuova alleanza, il posto che si renderà libero in giunta comunale con l’anno entrante per l’abbandono di Federico Frigato, fa venire fuori anche le posizioni di tutti gli interessati. In casa UDC si nota la differenza di pensiero tra Michele Raisi, capogruppo in Provincia, e Renato Borgato, pari ruolo in Comune. «Le voci ci sono – conferma il primo – ma è riduttivo portare il tutto a schemi sullo stare di qua o di là. Il nostro obiettivo non sono le poltrone, ma il centro, farlo ricrescere, costruire e radicarsi, creare una nuova classe dirigente, l’alternativa ai due poli. Correre da soli ci ha resi protagonisti, quindi per non realizzare qualcosa con chi ci sta? Al momento, però, non vedo interlocutori a centrodestra, mentre a centrosinistra sì. In un discorso di alleanza futura, comunque, il candidato dev’essere nostro,, seppure sia convinto che dobbiamo porci in discussione e aprire nuove ipotesi per tutto il Polesine, ma tenendo il pallino in mano. Ricordo com’era discussa l’alleanza di Porto Tolle con il Pci di un decennio fa: invece funzionò». Per Borgate l’ipotesi è «impensabile. Non si può credere di non dover fare i conti con il gruppo consiliare. Non siamo al corrente di queste manovre e restiamo coerenti con le posizioni elettorali, a centrodestra. Non si tradiscono gli elettori, quell’otto per cento e 9ltre preso nel 2006. A un anno’dal rinnovo del Comune, l’UDC non può correre dietro a una poltrona». Il sindaco Fausto Merchiori è in posizione ben distinta. «I ragionamenti politici li fa la segreteria e a questi non sono molto legato. Come ho sempre detto, mi interessa che Frigato concluda il lavoro che sta compiendo, soprattutto con la fondazione della cultura. Che il futuro assessore sia di questo o quel partito non importa, basta che metta tutto l’impegno necessario. In testa ho nomi, ma non lo dico, non so se la prospettiva UDC sarà concreta». L’ingresso dell’UDC può creare problemi a Rc? Secondo il capogruppo comunale Matteo Masin no. «Già ci fu l’approccio per le Provinciali, che non si concretizzò. Su Rovigo la mezza voce c’è sempre. Io guardo al sindaco: quando la maggioranza si è allargata a Stocco, ne abbiamo parlato. Se mi parlerà dell’UDC, io poi riferirò al partito. Personalmente deologie».

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dic 01

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 01/12/2009

renato20carlino 150x150 ROVIGO   Un posto da assessore per lUdc II Pd prova ad allargare l’alleanza usando la poltrona che lascerà libera Federico Frigato a fine mese (l.g.) Una super maggioranza o una coalizione che acquista a destra e perde a sinistra? La domanda è quanto mai attuale nel momento nel quale si approssima il nuovo cambio in giunta, con Federico Frigato che a fine dicembre lascerà l’esecutivo comunale per ricoprire soltanto il ruolo di presidente del consiglio provinciale che gli è stato affidato l’estate scorsa. Se questa è la premessa che regge il quesito, la chiarificazione di quest’ultimo è che il Pd ha aperto una linea diretta con l’UDC offrendogli, quale sigillo all’alleanza, la poltrona dell’assessorato alla Cultura che resterà vacante dal 1. gennaio. Fin dall’inverno e primavera scorsi il segretario del Pd Gabriele Frigato aveva lanciato segnali di ogni tipo ai casiniani polesani per allearsi per le Provinciali, offrendo addirittura loro la candidatura a presidente, e le crepe si erano create. Si ricorderà che alla fine l’UDC, per non lacerarsi, aveva deciso di correre da solo con leader Michele Raisi. Proprio la linea di quest’ultimo è quella propensa a guardare a centrosinistra, tanto che erano dovuti intervenire i vertici regionali per ordinare che non vi fosse l’apparentamento con Tiziana Virgili al ballottaggio, per non compromettere gli equilibri regionali. Ora il Pd ci riprova e l’UDC tornerà ad avere i propri problemi interni, tra chi, come il presidente Renato Borgate è vicino al centrodestra, e l’area di Raisi che ha la posizione detta. Se si dovesse concretizzare un ingresso dell’UDC nella coalizione di Merchiori, però, Rifondazione comunista resterà o sbatterà la porta? Numericamente cambierebbe zione.

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nov 29

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 29/11/2009

depoli1 150x133 ROVIGO   Regionali, lUdc corre da sola e punta su De Poli L’annuncio ieri ad Abano. Nella lista ci saranno 3polesani: probabilmente Raisi, Borgate e Gioìo L^UDC sceglie di correre da sola, e per la sfida delle regionali si affida ad Antonio De Poli, lanciato ieri dal leader del partito. Casini. «Noi offriamo la candidatura di Antonio De Poli per le regionali all’attenzione di tutti e di nessuno, nel senso che siamo autosuffcienti, possiamo candidarci da soli e lasciamo aperte le porte per realizzare sulla candidatura di De Poli una possibile convergenza», ha infatti spiegato Casini, intervenendo a margine degli Stati Generali dell’UDC Veneto che si sono svolti ad Abano Tenne. «E chiaro che partiamo da noi ú ha aggiunto ú: partiamo offrendo questa candidatura all’attenzione del Pdl, che poi un candidato che non cerchi voti da parte di tutti io non l’ho mai visto. I candidati cercano i voti di tutti, dall’estrema destra all’estrema sinistra». Insomma, considerando che il ruggito del Icone di San Marco si fa sempre più forte, l’UDC ha scelto di scendere dalla nave sulla quale, almeno, in Veneto, aveva navigato fino ad oggi. La convinzione è anche quella di andare ad pescare voti nell’elettorato del PdÌ scontento dal matrimonio con la Lega. Ma anche tra gli elettori di centrosinistra che non si riconoscono nella linea politica di Bersani. C’erano anche diversi rappresentanti dell’UDC polesano, ieri, ad Abano. Tra questi, naturalmente, il consigliere provinciale e membro del coordinamento di Rovigo, Michele Raisi, e il consigliere comunale Renato Borgate. «Abbiamo deciso di andare da soli perché con questa Lega non abbiamo nulla da spartire», ha spiegato Raisi, pienamente convinto della strada intrapresa dal partito. «Abbiamo scritto un documento politico ú continua ú in cui chiaramente abbiamo lanciato il nostro ruolo di partito con la nostra identità. La nostra scelta è quella di correre da soli ma la nostra porta è aperta a tutti. In Polesine ú spiega ú contiamo di riuscire a recuperare l’elettorato Pdl scontento di una candidatura leghista, visto che è chiaro che il Pdl finirà schiacciata dalla Lega. Ma le porte sono aperte anche a sinistra». Quanto alla lista per le regionali alla nostra provincia toccano tré nomi: quasi sicuramente saranno Raisi, Borgate e un rappresentante .

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nov 27

Un gesto simbolico da parte dell’amministrazione comunale

Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/11/2009 di Davide Sarzi

fantato gastone badia1 150x150 BADIA POLESINE   Integrazione, la cittadinanza a un giovane marocchino Fantato: Devi aderire alla storia e alla tradizione italianaBADIA POLESINE – Hamza Hmamdi, giovane ragazzo di origini marocchine, ma nato e cresciuto a Badia Polesine, è ufficialmente un cittadino italiano. Mercoledì pomeriggio, infatti, il ragazzo è stato accolto in municipio dal sindaco Castone Fantato, dagli assessori Cristian Sartori e Marco Faggion e dall’ufficiale di stato civile Vanda Santato per espletare le necessarie formalità. “Hamza ha compiuto 18 anni lo scorso 25 maggio – ha spiegato la responsabile dell’ufficio anagrafe e nei mesi scorsi ha chiesto e ottenuto di acquisire la cittadinanza italiana ‘per beneficio’ secondo la legge 91 del 5 febbraio 1992, articolo 4 comma 2, in cui si specifica che ‘lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data’”. Il sindaco Fantato ha voluto che la cerimonia venisse svolta solennemente all’interno della sa’ la consiliare del Comune, un atto simbolico per sottolineare l’importanza dell’evento e lanciare un messaggio a tutti gli stranieri che chiedono di diventare cittadini italiani: “Acquisire la cittadinanza italiana – ha spiegato il primo cittadino, rivolgendosi direttamente al ragazzo – vuoi dire entrare a far parte di un popolo di grande storia e tradizione. Diventare cittadino italiano vuoi dire aderire a questa storia e a questa tradizione, ad una nazione che per prima ha messo la persona al centro dell’universo. Tutti gli italiani sono persone e sono sullo stesso piano, principio sul quale si basa la nostra carta costituzionale e contenuto nell’articolo 3 ‘tutti i cittadini hanno pari dignità sodale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’; Sono affermazioni come queste che mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano”. Terminata la cerimonia Fantato ha consegnato nelle mani del ragazzo una copia della costituzione: “Nel momento in cui si prende la cittadinanza si guadagno dei diritti, ma ad ogni diritto corrisponde un dovere. Tu ora hai il diritto di appartenere a questo Stato, ma acquisti anche la responsabilità di difenderlo”. Volto sorridente e corporatura da rugbysta (gioca nell’under 19 a Frassinelle), Hamza è il minore di quattro fratelli, parla ottimamente l’italiano (e pure il dialetto) e frequenta il quarto anno del corso Igea all’Einaudi. La famiglia è un perfetto esempio di integrazione fra i popoli: i’genitori Mohamed (ex operaio ora in pensione) e Fatima sono conosciuti e rispettati in città, così come i fratelli Soufiane, Zakaria (apprezzati giocatori di calcio) e Sanaa, sorella maggiore iscritta all’università. Non sorprende, perciò, che la prima cittadinanza “per benefìcio di legge” riconosciuta a Badia (quella di Hamza è la seconda) sia stata ottenuta l’anno scorso proprio da una componente della famiglia. Sarà Raoudi, cugina del giovane “neoitaliano”.

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nov 27

Monitorerà le entrate e le uscite

Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/11/2009 di Davide Sarzi

S7301083 low 150x150 BADIA POLESINE   La casa di riposo è la prima in Veneto ad essere dotata del servizio di sicurezza totalmente informatizzato BADIA POLESINE – A partire da lunedì, la casa di riposo Casa del sorriso di Badia Polesine potrà avvalersi di un efficace e avanzato sistema di controllo perimetrale che garantirà la sicurezza degli ospiti dell’istituto e dei propri dipendenti; Lo ha reso noto il presidente della casa di riposo Fabrizio Rossi, che mercoledì pomeriggio ha illustrato il progetto alla stampa coadiuvato da Cianni Zucchini e Stefano Franceschi, responsabili di Infracom Spa., azienda leader nel settore dell’ Ict (information e communication technology) che ha realizzato l’importante opera in collaborazione con le società veaete Gayia^System; è Team; óó ‘ó”:1 ‘ ó ó ‘- ~ “Circa un anno e mezzo fa – ha esordito Rossi – abbiamo pensato di adottare una soluzione che permettesse di dare maggiore sicurezza ai nostri ospiti. C’era la necessità di installare un sistema perimetrale che monitorasse l’apertura e la chiusura sia delle porte delle stanze sia delle porte esteme ed avvisasse le eventuali uscite ed entrate non previste. Abbiamo perciò deciso di intraprendere uno sforzo economico emanando un bando di gara, vinto dalla Infracom che si è impegnata a realizzare l’impianto di sorveglianza per un importo diiyomiiaeuro”. L’azienda veronese ha messo a punto un sistema che consente ó .ai pazientiuna certa libertà di movimento, offrendo nel contempo al personale di assistenza un forte contributo per la sorveglianza: “II progetto realizzato spiega Gianni Zucchini, coordinatore commerciale Infracom prevede che nelle aree dotate delle apparecchiature di controllo si attivi una segnalazione di allarme quando l’ospitemonitorato è nelle vicinanze delTuscio controllato e inoltre permette di rilevare in ogni moménto l’esatta posizione dell’ospite per mezzo di un chip-tessuto, chiamato tag RFld, che potrà essere applicato agli indumenti dei pazienti che saranno ritenuti ‘a rischio’ dal personale mèdico”. Il cuore del sistema è rappresentato da un server, con relativo software per la gestione ed il controllo delle segnalazioni d’allarme. Al server sono collegati 37 sensori alle porte anti-intrusione, 3 varchi d’ingresso motorizzati e apribili con i tesserini (badge) di riconoscimento, 3. varchi allarmati, per il^contro^ dagli ‘ospiti “dasorientàtf*’ e vàri contatti d’allanne per i sistemi antincendio, climatizzazione, caldaia, frigo, ascensori e chiamata camere. “Il principio tecnico – spiega Stefano Franceschi, coordinatore della squadra tecnica – si rifa a quello del centralino telefonico. Il sistema di sorveglianza antiallontanamento degli ospiti è ingrado di fornire una segnalazione integrata ad un sistema senza fili chiamato Dect, affidabile e poco invasìvo. L’allarme perimetrale rilevato sarà inviato all’operatore più prossimo al problema, che riceverà tramite un telefono cordiess le informazioni relative a quale porta è srata aperta, in che settore si trova e, se si tratta dì un paziente o un dipendente munito del tag, anche l’identità del soggetto che ha commesso 1′ ‘infrazione’”. Gli operatori della casa di riposo sono stati avvisati nella giornata di ieri e dopo un paio di giorni di prova il sistema dovrebbe diventare operativo: “La casa di riposo di Badia Polesine – conclude con soddisfazione il presidente Rossi – è la prima in Veneto ad essersi dotata di un sistema di sicurezza di quésto livello, un progetto che contribuisce a dare ulteriore lustro al nostro istituto”.

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nov 26

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 26/11/2009 di Paolo Aguzzoni

get imagejsp 150x150 BADIA POLESINE   Nominati i consiglieri per la Pro LocoNella sua ultima seduta il consiglio comunale di Badia Polesine ha proceduto alle nomine dei consiglieri comunali che entreranno a far parte di tre organismi. Per il direttivo della Pro Loco entrano, per la maggioranza, Claudio Brusemini (Pd) e Manuela Capuzzo (Lega Nord) con 11 voti e per la minoranza Claudio Guerra (Pdl) con 5 voti. Hanno ricevuto un voto ciascuno Marcello Ferreri (Pdl) e Riccardo Mantovani (Ps). Nel comitato comunale per i Gemellaggi sono stati eletti: Manuel Berengan (Pd) di maggioranza con 12 voti e Paolo Meneghin (Pdl) della minoranza con 6 voti, una scheda bianca. Per la Consulta giovanile è stato eletto Riccardo Mantovani (Ps) con 13 voti per la maggioranza e Mario Cabassa (Pdl) per la minoranza con tre voti; Ferreri ha ricevuto un voto come Gianni Stroppa (Pd), una scheda bianca. Con il solo voto contrario di Adino Rossi (Tre Torri) e tutti gli altri a favore, il consiglio ha poi approvato il rinnovo della convenzione per la rete Informaimmigrati.

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