C’è bisogno di un centro unito
Lettera di Giuseppe Pietroni al Gazzettino di Rovigo del 22/08/2009
C’è sempre bisogno di un quadro politico diverso, maggiormente stabile e democratico come in effetti lo era prima. Un centro forte e unito, quello di un tempo, quelle origini, non tante vane iniziative con formazioni più o meno credibili e durature. Ritengo che sia la destra che la sinistra ne verrebbero rigenerate, in effetti tra le altre cose è rilevabile come dallo sfaldamento del centro, oltre a un vuoto politico, settori e sezioni del centro italiano hanno inflazionato destra e sinistra a loro volta in difficoltà anche per eventi intemazionali. Vuoto del centro politico: crisi del ceto medio che non ha punti d’appoggio e non è più ben rappresentato pur essendo fondamentale, quindi più povertà. È vero che influiscono situazioni europee e mondiali, qui ci sono modelli di sviluppo da rivedere in senso filosofìco,. teorico e futurista, ma a livello nazionale è così, per l’Italia è così. Ritengo che l’Udc e altri elementi politici, sia sulla strada giusta per costruire ciò che dopo gli anni 90 appare davvero un’impresa. Può riuscire pure nella nostra provincia dove spesso accadono cose “d’anteprima…”.
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L’ex candidato ufficializza la scelta
FIESSO UMBERTIANO – Marco Chinaglia, ex candidato sindaco e ora consigliere comunale di Flesso annuncia ufficialmente la propria adesione all’Udc. “Con la mia posizione politica, di cattolico moderato che in passato aveva votato alcune volte per l’Udc, altre per An (in quest’ultimo caso non per strane nostalgie, ma per grande stima del Presidente Fini) avevo creduto ingenuamente, nei mesi scorsi, che il Pdl fosse la mia casa politica”, afferma Chinaglia, che con i suoi 24 anni è stato il più giovane candidato sindaco alle recenti amministrative. “Ho creduto – prosegue che si potesse costruire un grande partito della famiglia popolare, cattolico, moderato, europeista, autenticamente liberale. Allora, alla vigilia delle elezioni politiche 2008, non compresi la scelta, da me ritenuta infelice, dì Pierferdinando Casini, di andare da solo. Il Pdl all’opera si è rivelato però una pia illusione: speravo in un partito nuovo, autenticamente liberale e demoCTd.fcico, in cui ci fosse una condivisione delle scelte, non la riproposizione del modello aziendale e plebiscitario”. “Speravo – prosegue la nota di Chinaglia – che non ci fosse una fusione a freddo, che al contrario si è avuta con un congresso svolto per alzata di mano e con regole nate dal predellino di un’automobile”. “Speravo – aggiunge Chinaglia – che il Pdl fosse il vero protagonista dell’azione di Governo, non delegando le scelte quotidiane sul futuro della nostra nazione al populismo e alla demagogia del leghismo. A livello locale, la campagna elettorale per le amministrative ha rafforzato questo mio sentore, cominciando dalla scelta sbagliata del coordinamento provinciale del Pdl e proseguito con l’individuazione di un candidato presidente della Provincia inadeguato a tale compito. A Flesso Pdl e Lega hanno perso per 13 voti; io ho portato a casa 604 voti (22,15 %) con l’aiuto di pochissime persóne e sole quattro settimane di campagna elettorale: uri successo eclatante, di fatto”. Chinaglia annuncia quindi la sua decisione di “inoltrare quanto prima formale. richiesta di adesione alla formazione politica dell’Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro, Mi metto a disposizione degli amici polesani, a cominciare da Michele Raisi, consigliere provinciale, che ringrazio per la .stima e la fiducia espressa in diverse circostanze, per rilanciare una politica seria, moderata, al centro in tutti i sensi, con la persona umana come obiettivo primario di una concreta azione. Non una forza di interposizione costretta, come nel ballottaggio rodigino, a fare alleanze non sentite dall’elettorato, ma un nuovo punto di riferimento in questo precario quadro politico, con la gente e per la gente, in un rapporto continuo e costante con il territorio e gli elettori, gli unici soggetti ai quali bisogna rendere conto del proprio operato. Sono a disposizione degli amici del movimento giovanile, a cominciare da Greta Giolo e Mauro Annunziata, per lavorare per ricostruire una seria politica al centro, per i Valori e i Principi con la V e la P maiuscola”. “Questa decisione, presa a titolo esclusivamente personale – conclude Chinaglia – e che, conseguentemente, non l’interno’”.
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Brusco è il vicepresidente Lavori pubblici a Ennio. Turismo a Negri Bilancio a Grassia, Caccia e Pesca a Bellan
Tratto dalla Voce di Rovigo del 15/07/2009
ROVIGO – La squadra degli assessori: Guglielmo Brusco: vicepresidente e assessore a Formazione professionale. Pari opportunità, Salute e tutela del cittadino. óLaura Negri: Cultura, Turismo e promozione del territorio. Giuliana Culmanelli: Energie alternative, Urbanistica, Pianificazione territoriale. Claudio Bellan; Caccia, pesca. Agricoltura, Vigilanza, Protezione civile. Giorgio Crassia: Bilancio, Sistema informativo, Mobilità e trasporti. Francesco Ennio: Infrastnitture, Lavori pubblici. Attività produttive e rapporti con le imprese. Marinella Mantovani: Politiche sodali, Politiche comunitarie, rapporti con il Parco del Delta, difensore civico. , Leonardo Ratto: Sport, Pubblica istruzione, Università, Politiche giovanili ed educazione stradale. Virgili ha tenuto per sé: Politiche per lo sviluppo, Consvipo e società partecipate, cooperazione decentrata. I capigruppo sono: Franco Grotto (Pd), Silvana Mantovani (Ps), Matteo Masin (Sinistra unita), OscarTosini (Idv). Pierangelo Avanzi (Pdl), Antonello Contiero (Lega), Michele Raisi (Udc). In consiglio dopo le dimissioni degli assessori sono entrati: Giuseppe Traniello, Giuseppe Boscolo, Fiorella Cappato, Angelo Sivier, Silvana Mantovani, Anna Riberto. n consiglio provinciale è così composto: Gian Paolo Bolognesi, Alessandro Rigoni, Claudio Marzola, Franco Grotto, Giuseppe Traniello, Giuseppe Boscolo, Angelo Sivier, Fiorella Cappato, Federico Fugato e Franco Vecchiarti (Pd). Due sono di Sinistra unita: Mattee Masin, Anna Riberto. Uno di Italia dei valori. Oscar Tosini e Partito socialista, Silvana Mantovani. Per la minoranza, 5 sono del Pdl: Filippo Carlin, Monica Moro, Marco Trombini, Andrea Bimbatti e Pierangelo Avanzi; 4 della Lega Nord: Antonello Contiero, Ivano Gibin, Stefano Falconi e Michele Franchi. Infine Michele Raisi (Udc).
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PALAZZO CELIO Primo consiglio provinciale con polemiche da parte di 4 espónenti del Pd L’era Virgili parte con la fronda intema Vecchiotti attacca la formazione della giunta, Marzola si astiene sulla presidenza
Tratto dalla Voce di Rovigo del 15/07/2009
ROVIGO – Scosse telluriche in consiglio provinciale. L’atto ufficiale dell’era Tiziana Virgili alla guida di Palazzo Celio inizia con una contestazione da parte di alcuni consiglieri di maggioranza sulla modalità di formazione della giunta e sulla proposta di Federico Rigato alla presidenza del consiglio. Sondile La miccia evidentemente era innescata da prima dei lavori, del consiglio, iniziati con una mezz’ora di ritardo. Dopo il giuramento di Tiziana Virgili, e l’applauso delll’aula e della loggia riservata al pubblico, di Palazzo Celio a dar fuoco alle polveri è stato l’intervento di Franco Vecchiatti, consigliere del Partito democratico. Ha preso la parola dopo che Franco Grotto aveva proposto Federico Fugato alla presidenza del consiglio. Vecchiattì ha dichiarato di parlare anche a nome dei consiglieri Pd Claudio Marzola, Alessandro Rigoni e Gian Paolo Bolognesi. Di fatto ha proposto Marzola quale candidato alternativo a Frigaio e poi si è lanciato in un affondo politico. l’accuse Ha detto Vecchiattì: “La presidente Virgili ha la nostra stima ma non sono stati rispettati i criteri annunciati per la formazione della giunta. No c’è ilcriterio delle competenze per la nomina degli assessori, la territorialità è dispersa, aver ottenuto consenso non è servito”. Vecchiattì ha dichiarato che “due assessori del Pd vengono da zone del Polesine dove Virgili non ha vinto nel confronto coti Contiero; Castelmassa, Casteinovo, Bergantino hanno registrato sconfitte del Pd, eppure c’è un posto in giunta. Nel Delta il Pd ha perso ovunque tranne che a Papozze, anche al secondo turno, eppure ha due assessorUnvece Occhiobello, Stienta, bacini di voti sono esclusi. E pure Rovigo, non ha assessori del Pd. Per diventare assessori serviva forse ottenere pochi voti? Ora si vuole .puntare su Frigató per la presidenza del consiglio per poi farlo dimettere da assessore comunale, H partito sembra in confusione, possibile che a Rovigo non ci fosse un. politico in grado di fare l’assessore provinciale?” Vecchiatti ha individuato anche i responsabili di “Una politica che non rispetta i principi. Gabriele Frigató e Cino Spinello, responsabili di questa operazione”. E ancora: “Non c’è logica nella gestione politica di tutto questo, solo la corsa a posizionarsi meglio in vista del congresso del Pd. Possibile che l’ex Margherita abbia presidente della Provincia, sindaco di Rovigo, presidente del Parco, assessorati di peso e tanti altri enti? Non è possibile che gli esponenti dell’ex Ds siano figli di un dio minore, n consenso ottenuto alle elezioni doveva contare qualcosa. Per questo candidiamo Mazzola alla presidenza del consiglio”. La minoranza Dopo le frustate di Vecchiatì, una sorta di fronda interna al Pd, l’opposizione ha accennato a gettarsi nell’arena politica, ma non e risuscita a sfruttare 1p (tiffirnltà riplla mao’pìnran- za. Antonello Contiero si è limitato a osservare che “Le margherite mangiano le querce, neprendiamo atto”. Oscar Tosini, dell’Idv ha chiesto una sospensione cui ha provato opporsi Andrea BimbattidelPdl: “Imbarazzo della maggioranza, non serve la sospensione”. Ivano Cibin, Lega: “La maggioranza mostra forti contraddizioni inteme”. Franco Grotto, Margherita, ha provato a ricucire con i 4 dissidenti: “Non è la prima volta che d sono divergenze, in politica succede, bisogna andare avanti. Il fatto che sia successo in pubblico va apprezzato, significa che c’è trasparenza”. Pierangelo Avanzi, Poi: “Delusi da questo spettacolo”. Alessandro Rigoni, Pd: “Chiedo al presidente che sia ridata centralità al consiglio, apprendere certe informazioni dai giornali, su assessori e presidenza del consiglio, è spiacevole”. L’intervento di Tiziana Virgili ha tentato di mettere ordine: “I gruppi propongono gli assessori ma il presidente li nomina e mi assumo le responsabilità, sono assessori capaci e pronto a lavorare, m 19 anni di mal di pancia ne ho visti tanti, si guarisce sempre”. La sospensione Un breack ódeciso a maggioranza ha portato i consiglieri del Pd in riunione. Nei corridoi di Palazzo Celio si commentava: “n Pd è.rotto, chissà al congresso”, “Polemiche normali”, “Agli ex Margherita andranno 5 ruoli di peso su 8 in palio, contando presidenze di giunta e consiglio, assessorati importanti e poi Consvipo”. Come ad indicare quello che sarà il prossimo fronte di battaglia alTinternoddPd. La ripresa Alla ripresa dei lavori Grotto ha riproposto Rigato allapresidenza. Vecchiatd ha ammesso “di votare secondo le indicazioni del partito per senso di responsabilità, sapendo che poi mi pentirò, il gioco di chi è più duro lo lasdo fare a Gabriele Frigato”. Tatto risolto? No, perché Claudio Marzola, eletto nel Pda Occhiobello ha rincarato la dose: “Mi sento usurpato di un posto in giunta. Qualcuno è lì al posto mio. Pensavo che si potesse fare politicain un modp nuovo, cosinone. Persa un’occasione ma io non voglio fare l’agnello sacrificale, non mi dimetterò per non dare soddisfazione a qualcuno, mi avete calpestalo, come 5 anni fa è stata calpestata la Gulmanelli”. Cibin, Avanzi e Michele Franchi (Lega), hanno sottolineato la “tristezza dello spettacolo offerto, cosa succederà quando si parlerà dei problemi seri?” La votazione Alla fine federico Frigato è stato eletto presidente del consiglio provinciale, per lui 12 voti favorevoli, io astenuti. Anna Riberto era mori dell’aula per motivi personali, Claudio Marzola si è astenuto. Ivano Gibin eletto vicepresidente del consiglio. Federico Frigato “Non sono entusiasta di come sono andate le cose. Come presidente tutelerò il ruolo del consigliere cercando di coinvolgerli tutti in un ruolo di con- / fronto positivo con giunta e presidente”. Oscar Tosini Forse anche l’esponente delTidv va inserito nel numero dei consiglieri di maggioranza scontenti: “La giunta è un mezzo per raggiungere il fine e portare a compimento gli indirizzi eenerali di eovemo della Provincia, u mio sostégno alla maggioranza ri sarà in funzione della cpndivisione dei programmi”. Michele Raisi L’unico esponente deUIJdc ha posto l’accento sui “problemi che si dovranno affrontare per il bene dei polesani. Chiedo alla presidente di ricordare con un segno concreto la figura di Alberto Brigo, grande presidente della Provincia”.
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La prima seduta a palazzo Celio parte con il “mal di pancia”. «Qualcuno sta usuprando il mio posto», ha tuonato Claudio Mazzola. Tranquilla la presidente Tiziana Virgili
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 15/07/2009
A dare fuoco alle micce è stato Franco Vecchiati. Sorrisi di compatimento dai banchi dell’opposizione «Qui qualcuno sta usurpando il mio posto». Una frase tra le tante, neanche forse la più incisiva, di sicuro la più significativa. Tocca metterla all’inizio per aiutare il lettorea capire in quale clima e su quale livello di interventi si è scritta la prima pagina dell’era Virgiir in Provincia. L’ha pronunciata al culmine della fase più controversa di un consiglio provinciale per molti versi paradossale il consigliere di maggioranza Claudio Marzola. E francamente mai era successo di. sentire un eletto esibire un peana tanto mirato, un’accusaa tal punto convinta contro la sua maggioranza al debutto di un quinquennio operativo teoricamente a servizio della collegialità., * È stato il momento più disarmante di un’assemblea che più sotto cattiva stella non poteva nascere. Eh sì, da qualunque parti lo si guardi l’abbrivio di Tiziana Virgilia Palazzo Celio è cominciato sui cocci di vetro. Qualche mugugno già all’entrata in aula con uri ritardo un po’ troppo prolungato e per questo sospetto. Poi la breve prosa, tra il benvenuto, l’augurio e il “vogliamoci bene”, della presidente ha preceduto l’appello. n Pietro Micca della situazione è stato il consigliere Franco Vecchiati, dopo, 15 anni sabbatici dalla vita pubblica con un passato di grido tra Pci e Pds. Tré lustri forse anche di rancori sopiti come ha suggerito qualcuno, esplosi ieri come un fuoco d’artificio. Che infatti fa luce, rumore e fumo, ma poi finisce in dissolvenza. Ma questo, quando Vecchiati ha iniziato il suo j’occuse ancora non lo si sapeva. «È un discorso che non avrei voluto fare – ha esordito Vecchiati – ma provengo dalla politica di vent’anni fa dove contavano dignità e principi. Ora invece la responsabilità diventa corresponsabilità; e complicità. Questa giunta non rispetta ne le competenze, ne la territorialità ne il consenso. Ce lo dovevano dire che per diventare assessori si doveva perdere nel proprio Collegio». Nel mirino la nomina di Fede- rico Frigato alla presidenza del consiglio. Vecchiati ha sottolineato di parlare anche a nome di Bolognesi, Marzola e Rigoni, e dopo aver aspramente criticato la segreteria del Pd di Gabriele Frigato, ha richiamato la platea sull’esasperato appetito di posti che gli ex Margherita starebbero esercitando sulle ‘cariche pubbliche in ogni tipo di ente. Chiusura con la controproposta di Marzola per la presidenza del consiglio. «Fa male Vecchiati a richiamare il passato – ha risposto Franco Grotto – Guardi avanti e confidi nel nuovo che avanza». Una rasserenante sospensione ha provato a chioderia Oscar Tosini, ma la minoranza ha calzato subito i panni dell’opposizione che non fa sconti. Godendo dell’imbarazzante dicotomia in cui si è lacerata la maggioranza democratica, ha infilato e rigirato il coltello nella- piaga. Sulla bocca dei dieci consiglieri del centrodestra c’era un unico indistinto sorriso di compatimento-compiacimento. . «Tranquilli – è intervenuta Virgili – Non sono questi mal di pancia che ci faranno morire». «È la vecchia politica che vince – ha attaccato Marzola – Non ci sto a fare l’agnello sacrificale. Non darò le dimissioni per dare soddisfazione e chi fa politica con la “p” minuscola. Poteva bastare ma la”sorpresa è arrivata a quel punto. Vecchiati, protagonista di tanto sconquasso, alla fine ha votato Frigato presidente. Solo Marzola ha rispettato il suo pensiero e si è astenuto. Per la cronaca, nella maggioranza c’è stato anche un assente, Lucia Riberto, uscita dall’aula per “scelta politica”. Franco Pavan Brusco mantiene la sanità n bilancio passa a Grassia Non si può parlare di vera rivoltinone -negli assessorati nonostante non manchino diverse ridistribuzioni di.deleghe secondo criteri che, per lo più, rimarcano la filosofia amministrativa della presidente. Sostanzialmente però vere’ soprese nella giunta Virgili non ci sono state. E per novità assolute vanno intese le cancellazioni di referati o la riassegnazione di deleghe ad altri soggetti diversi da quelle che le detenevano nel quinquennio precedente, n caso si pone solo per due assessori: la ripescata del Pd Laura Negri che perde l’Istruzione ma rimane, con Cultura e Turismo; e. per l’assessore di Sinistra unita Guglielmo Brusco che vede confermate tutte le sue deleghe e pure il controverso referato della Sanità che è stato trasformato in un più addolcito Salute e tutela del cittadino. Giuliana Gulmanelli sarà l’assessore all’Ambiente, Energìe alternative, Urbanistica e Pianificazione territoriale. Una somma di referati che prima, in modo distinto, avevano guidato Gianni Nonnato, Roberto Zanetti e Giancario Chinaglia. Protezione civile da sempre si accompagnava all’Ambiente. Questa volta invece si legherà ad Agricoltura, Caccia, Pesca e Vigilanza con l’assessore Claudio Bellan, di professione tecnico agronomo e quindi ferrato nella materia del primario. Francesco Ennio eredita in blocco i referati pesanti che deteneva Daniele Chiarioni, vale a dire Infrastnitture, Lavori pubblici è Patrimonio immobiliare in pratica le scuole superiori di proprietà provinciale. Ennio avrà anche le Attività produttive e i rapporti con le imprese. ÀI Bilancio, referato defilato che emerge di rado ma che, visti i tempi, conta ancóra parecchio, va Giorgio Grassia che avrà anche da gestire il sistema informativo, la Mobilità e i Trasporti su strada, vie navigabili e ferrovia. Tutto sommato leggeri i referati di Leonardo Raito con Immigrazione, Sport, Istruzione, Università, Politiche giovanili ed Educazione stradale. Idem per Marmella Mantovani con Politiche sociali, comunitarie, Urp, Difensore civico e Rapporti con il Parco del Delta. Da ultimo alcune deleghe se le è tenute per sé anche la presidente Virgili: sono la programmazione e le politiche per lo sviluppo economico, l’organizzazione, i rapporti istituzionali, il Consvipo, le società partecipate, la pace e i diritti umani, la cooperazione decentrata e le politiche per la solidarietà. E evidente l’importanza che Virgili riserva alle iniziative nel campo del welfare raddoppiando i referati su politiche sociali e solidali. F.P.
I surrogati nel Pd e nel Partito Socialista (f.p.) L’elezione della presidenza del consiglio con Federico Frigato ha di fatto completato l’organigramma dell’aula di Palazzo Celio. La maggioranza di centrosinistra con le surroghe.per i consiglieri che sonoentrati in giunta risulta ora compòsta Gian Paolo Bolognesi, Giuseppe Boscolo, Fiorella Cappato, Franco Grotto, Claudio Marzola, AlessandroRigom, An* gelo Sivier, Giuseppe Traniello Gradassi e Franco Vecchiati per il Partito democratico. Grotto farà il capogruppo. Sinistra unita avrà Anna Lucia Riberto e Matteo Masin con quest’ultimo capogruppo. Oscar Tosìni è l’unico consigliere per Italia dei Valori, idem per Silvana Mantovani per ilPartito socialista. La minoranza vede il Popolo delle libertà rappresentato da Pierangelo Avanzi, capogruppo, Andrea Bimbattf, Filippo Cariin, Monica Moro e Marco Trombini. La Lega nord avrà come capogruppo Antonello Cantiero e consiglieri Stefano Falconi, Michele Franchi e Ivano Gibin. Per l’Udc siede in consiglio Michele Raisi. Oltre alla presidente della giunta Virgili e la vice Guglielmo Brusco, gli assessori nominati sono Claudio Bellan, Giuliana Gulmanelli, Marinella Mantovani, Laura Negri e Leonardo Raito per il Partito democratico, Francesco Ennio per l’Italia dei valori e Giorgio Grassia per il Partito socialista. Tutta da ridisegnare, alla luce dei fatti di ieri, la composizione’ delle varie commissioni consiliari. La prassi vuole che le presidenze vengano affidate ai consiglieri di minoranza ma il clima instabile su cui è nata la nuova giunta Virgili presta il fianco a sorprese e, probabilmente, ad altri colpi diteatro.
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Quattro dei dieci consiglieri del partito contestano la formazione della giunta e la presidenza del consiglio affidata a Fugato. Marzola: «Sono stato usurpato»
Tratto dal Corriere del Veneto del 15/07/2009
ROVIGO – Provincia, le turbolenze nel Pd fanno tremare la maggioranza nella seduta d’insediamento della nuova amministrazione guidata da Tiziana Virgili. Pomo della discordia la scelta di Federico Frigato a presidente del consiglio e la costruzione della giunta. Questioni che il partito di maggioranza relativa ha cercato di appianare con una riunione in extremis a Palazzo Celio con il segretario Gabriele Frigato, che ha fatto slittare di mezz’ora l’avvio dei lavori. n dibattito si è subito incendiato con l’intervento di Franco Vecchiàtti che ha preso la parola anche a nome dei colleghi Gianpaolo Bolognesi, Claudio Marzola e Alessandro Rigoni: quasi metà dei dieci consiglieri del Pd. «Ogni criterio per la composizione della giunta è stato abbandonato nel nostro partito – dice Vecchiàtti – Competenze? Non pervenute. Territorialità? Dispersa. Consenso? Da evitare. Due assessori Pd, Claudio Bellan e Marinella Mantovani, arrivano dal Delta dove il centrosinistra ha vinto solo a Papozze. Due dell’Alto Polesine, Giuliana Guhnanelli e Laura Negri, in centri dove al primo turno si è affermato il centrodestra. A pensarci una curiosa forma di incentivo. I collegi di Occhiobello e Stienta dove i consensi per Virgili sono stati abbondantemente sopra il 60% non sono stati presi in considerazione». E Vecchiàtti rincara la dose sulla proposta di Federico Frigato: «Sembra che a Rovigo non d siano altre persone competenti. Dopo aver creato non poca confusione per farlo diventare assessore alla Cultura nel capoluogo, si è tentato di candidarlo alla presidenza della Provincia. Adesso lo si propone a presidente del consiglio. Secondo noi è un errore politico. E mi dispiace dover denunciare ih aula queste cose: ma nel Pd non c’è spazio per un confronto». Infine l’ultimo affondo: «Mi sembra d sia un gruppo dirigente inadeguato che cerca di guadagnare posizioni in vista del congresso. Si deve cambiare orientamento: non è possibile che i Ds portino il grosso dei voti e la quasi totalità degli incarichi istituzionali vada alla Margherita. Per questo proponiamo Claudio Marzola in alternativa a Frigato». Madgni che impongono una sospensione, mentre la notizia fa accorrere molti consiglieri comunali da Palazzo Nodari e lo spazio per il pubblico si riempie di curiosi Al ritomo in aula la tensione non è stemperata ma Vecchiàtti annunda di rassegnarsi a votare Frigato. «So che domattina mi pentirò – dice – ma Ù senso di responsabilità mi impone di evitare strappi. Sono qui per costruire». Ma Marzola non si allinea: «Sono stato usurpato, non c’è rispetto del consenso dei dttadini. Veniamo posti davanti al fatto compiuto». L”esito è un’ astensione analoga a quello dell’opposizione. Esce dall’aula per dissenso Anna Luda Riberto di Sinistra Unita: a garantire la maggioranza è proprio Virgili che dal microfono invita Frigato ad alzare la mano: per bon ton non voleva auto-votarsi. L’«appello» del presidente della Provincia provoca le proteste dell’opposizione che accusa la maggioranza di divisioni profonde. L’aula vota inoltre per il leghista Ivano Gibin alla vicepresidenza. Frigato non nasconde la propria amarezza: «Non sono entusiasta, ma sono qui peressere garante di tutti i consiglieri». Duids in fundo Oscar Tosini (Idv):«Ho sostenuto Virgili lealmente con il mio partito. Ma prima di dichiararmi organico alla maggioranza.
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Crepe nel nuovo consiglio provinciale, la polemica di Vecchiotti
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 15/07/2009
LA NAVE di Tiziana Virgili, prima donna polesana alla guida di Palazzo Celio, è salpata ieri pomeriggio, Ma in acque perigliose. Il primo siluro è partito alle 17.30 e non arrivava dai banchi dell’opposizione. Ma da un battello corsaro che batteva bandiera Pd. Un attacco forse atteso, ma comunque micidiale. «Gulmanelli, Negri, Bellan, Mantovani, Raito in Giunta. Federico Frigato come presidente del consiglio provinciale. Ogni cirterio dichiarato è stato abbandonato. Competenze? Non pervenuto. Territorialità? Dispersa. Consenso? Da evitare. Se pensate a uno scherzo vi sbagliate». A parlare è Franco Vecchiatti, del Pd. Pochi minuti prima Tiziana Virgili ha salutato gli eletti in consiglio provinciale. Ha, con poche parole, disegnato la mappa politica della sua presidenza: «molto da fare su economia e lavoro per una provincia in sofferenza ma con grandi potenzialità». Per lei un applauso bipartisan. Poi le presentazioni di tutti i consiglieri. E ancora un applauso bipartisan. Roba da libro cuore. Ma c’è Franco Vecchiatti a gelare l’atmosfera. Lo sottolinea: «Non è uno scherzo». E’ un attacco politico al cuore della squadra della presidente. E al modo in cui è stata costruita. «Partiamo dal criterio territoriale e del consenso: due assessori Pd all’estremo Polesine occidentale. Dove ha vinto il centrodestra e ha vinto Contiero. Due assessori Pd all’estremo Polesine orientale, dove “non si vince neanche al secondo turno. Frigato e Spinello dovevano avvertire prima il Partito Democratico ú registra pacato ancora Franco Vecchiatti mentre Andrea Bimbatti del Pdl lo guarda incantato, auasi dicesse «è troppo bello, sto sognando» ú se volete avere buone probabilità di diventare assessori provinciali cercate di non vincere nei vostri Comuni. Tanto il consenso non frutta assessorati». Niente giri di parole. Il ‘j’accuse’ è alla dirigenza del Pd, rea di aver lasciato mori dal balletto delle poltrone le vecchie zone rosse dove il partito ha tenuto, con buona pace della Margherita. La fronda non la fa soltanto Vecchiatti: «Parlo per me ma anche per Bolognesi, Rigoni, Marzola». Tutta gente che ha portato voti e si è trovata in mano un pugno di mosche. E vuole invece portare a casa qualcosa. «Propongo Claudio Marzola presidente, al posto di Federico Frigato». Il vascello corsaro non vuole mica affondare la Virgili: c’è di mezzo dell’altro. E viene il sospetto che il siluro sia partito in dirczione di Gabriele Prigato e del suo gruppo dirigente. «Gli ex Margherita coprono questi incarichi ú e Vecchiatti snocciola un lungo elenco ú ma la maggior parte del consenso viene dai Ds e noi non siamo figli di un Dio minore. Non era stato Gabriele Frigato a chiedere un riequilibrio?». Un riequilibrio che, secondo Vecchiatti, non c’è stato. A questo punto la nave della Virgili è in piena tempesta. La presidente dice, con la grinta che la contraddistingue, di prendersi la responsabilità della scelta della squadra. Franco Grotto, del Pd, cerca dì mediare. Claudio Marzola, ancora Pd, rincara la dose. «Confermo la mia stima personale alla Virgili ma qualcuno sta usurpando il mio posto». C’è una sospensione. L’opposizione si sveglia dal torpore al rientro. E comincia ad attaccare, ma pigramente, come una squadra che sa già di esser passata in promozione. I leghisti Gibin e Contiero: «spettacolo indecoroso, come affronterete i veri problemi partendo così?». Bimbatti e Avanzi: «una partenza piena di contraddizioni, maggioranza già spaccata». Poi si passa al voto. Ed è tutto sul filo del rasoio. Sono le 18.30. Frigato viene riproposto alla presidenza. Passa dodici a undici. Marzola, Pd e la Riberto, Sinistra Unita non lo votano. Marzola si astiene. Riberto esce dall’aula. Il voto di Frigato è determinante per la sua stessa elezione. Vicepresidente Ivano Gibin, Lega Nord. Eletto con i voti dell’opposizione e di Virgili e Frigato, sembra una sòrta di ‘gentleman’s agreement’. Oppure di non belligeranza. Tanto di guerra, fino alle sette di sera, ora di chiusura del primo consiglio provinciale dell’era Virgili, se ne è vista abbastanza.
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“Pronti per le sfide del territorio” II presidente: “Per la formazione dell’esecutivo rispettati gli impegni presi con gli elettori”
Tratto dalla Voce di Rovigo di Alberto Garbellini
ROVIGO – “Abbiamo mantenuto le promesse – commenta Tiziana Virgili poco dopo aver firmato le nomine degli assessori che collaboreranno con lei nella guida della Provincia di Rovigo -. Siamo pronti a lavorare, in questi giorni la macchina provinciale non si è mai fermata, ho intrattenuto una serie di incontri per affrontare temi delicati, soprattutto in relazione alla situazione occupazionale. Stamattina (ieri per chi legge ndr.) ho incontrato gli operatori turistici a Rosolina. Insomma di cose da fare ce ne sono molte. Completata la squadra di governo continueremo su questa strada”. Oltre alla presidente in giunta ci sono altre tré donne: “Già, c’è la parità ingiunta, mi sembra un bei segnale. Inoltre tutti gli assessori si sono sottoposti al voto degli elettori, anche chi non è entrato in consiglio provinciale aveva comunque raccolto un buon consenso”. Oggi pomeriggio il primo consiglio provindale della presidenza Virgili: “Comunicheremo le deleghe degli assessori e ci metteremo subito a lavorare per il Polesine”. Una delle due conferme in giunta è Guglielmo Brusco che sarà anche il vicepresidente della Provincia: “Sono onorato – commenta – di riportare nell’ufficio della vicepresidenza la foto di Giulio Azzalin, quando è scoroónarso riconriva ouel ruolo”. Dovrebbe mantenere le stesse deleghe dei 5 anni appena trascorsi: “Mi rimetterò subito a lavorare perché le sfide che ci aspettano sono grandi”. L’altra conferma è quella di Laura Negri, che dovrebbe mantenere la delega alla Cultura alla quale si aggiunge quella al Bilancio: “Sono contentissima di continuare a lavorare per il Polesine, con Tiziana mi sono sempre trovata bene, la nostra colla- Federico Frigato borazione continua”. Per la Negri la riconferma è stata dura una svolta è stata contrassegnata anche dal documento di sostegno alla sua riconferma fimato da 16 amministratori comunali polesani, di tutti gli schieramenti: “Sì – commenta ha avuto il suo peso. Sono pronta anche ad occuparmi di Bilancio, cosa che da laureata in economia mi ha sempre appassionata, anche quando sono stata sindaco a Bergamino”. In giunta ci saranno tré assessori donne più il presidente: “Un bei segnale di rinnovamento. Contribuiremo anche a far crescere il ruolo delle donne nel mondo del lavoro, nel sociale, in politica”. Il più giovane ad entrare in giunta è Leonardo Ratto, – jienne di Polesella. “Sono soddisfatto di questa opportunità. Ho una gran voglia di lavorare per il mio territorio”. Dovrebbe occuparsi di politiche giovanili e sport: “Ho già diverse idee per far crescere il Polesine sotto questi due punti di vista”. Raito è assessore comunale alle Politiche giovanili a Polesella, “ma – eccepisceú voglio pensare a svolgere bene il mio ruolo in Provincia. Per il ruolo di assessore comunale vedremo”. New entry è anche Marinella Mantovani: “Sono soddisfatta e grata alla presidente e al partito per avermi dato questa opportunità. Rappresento una bella fetta del Delta e il mio impegno sarà anche in funzione di un rilando del territorio”. Per le deleghe non si sbilancia in quanto la definizione definitiva è stata effettuata ieri sera. Dal delta del Po arriva anche Claudio Bellan, di Porto lolle: “II territorio del Bassopolesine si attendeva una rappresentanza per dare voce alle proprie istanze. Credo che il risultato sia stato ottenuto”. Bellan dichiara di essere pronto “a lavorare per il territorio, credo che mi occuperò di pesca e agricoltura, argomenti che conosco bene e che sono tra le caratteristica della zona dalla quale provengo e nella quale ho chiesto il voto alle recenti elezioni provintìali”. Soddisfatto anche Giorgio Crassia, per lui un ritomo nella giunta di Palazzo Celio “già – commenta – sono contento di tornare a lavorare per il territorio provinciale”. Il doppio ruolo di sindaco di r’asl’pÌEnio’lipIrnr» p assps- sore provinciale non lo spaventa: “Non sono l’unico caso in Italia e comunque un po’ di esperienza ce l’ho, basta sapersi organizzare. Ringrazio anche il mio partito, il Partito socialista, per avermi indicato come componente della giunta provinciale”.,, Francesco Ennio, coordinatore dell’Italia dei valori, si limita a dire: “L’elettorato ci ha dato l’opportunità di governare la Provincia, cercheremo di sfruttarla al meglio”. Alla presidenza del consiglio provinciale dovrebbe andare Federico Frigato il quale però si limita a dichiarare: “Sono onorato dell’indicazione del partito, aspettiamo però a vedere come andranno le cose in consiglio”.
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written by UDC Badia Polesine
II retroscena Cgil, CisI e Uil tracciano l’identikit dell’assessore al Lavoro
II pressing della Triplice sulla Virgili
Tratto dal Corriere del Veneto del 14/07/2009
ROVIGO - Un assessore al Lavoro con competenze specifiche, a capo di un referato capace di intervenire in modo incisivo sulle questioni che attanagliano il sistema produttivo polesano. Magari anche con una delega al Welfare, di sicuro da nominare in fratta, visto che a differenza di palazzo Celio altre amministrazioni provinciali nei mesi scorsi hanno già stanziato i fondi necessari, ad esempio, ad anticipare i soldi degli stipendi agli operai in cassa integrazione. E’ quanto hanno chiesto con una lettera al neo presidente della Provincia Tiziana Virgili i tré segretari confederali di Cgil, CisI e Uil. Chiaro il sottinteso: occorre un cambio di passo rispetto alla passata amministrazione Saccardin dove a ricoprire l’incarico era Guglielmo Brusco (Rifondazione Comunista), peraltro tra i candidati a restare assessore per i prossimi cinque anni. Giovanni Naiin della Cgil va anche oltre, rimarcando come «nella giunta precedente si è notata la mancanza di una vera e propria struttura operativa dell’assessorato al Lavoro, che secondo me ora dovrà invece essere il fiore all’occhiello di questa nuova compagine». Sull’importanza che questa delega deve avere concordano anche Grazio Trambaiolli per la CisI e Giampietro Gregnanin per la Uil, per i quali «l’occupazione è la questione numero uno che la giunta Virgili dovrà affrontare nel corso del suo mandato, e quindi serve una persona competente e un assessorato in grado di confrontarsi col mondo sindacale e delle imprese». Nomi e cognomi i tré segretari non ne fanno, anche se l’identikit è chiaro: «Serve qualcuno che non solo abbia una lunga esperienza nel mondo del lavoro, ma che abbia anche le necessario capacità di dialogo e mediazione tra i protagonisti dell’economia locale». La richiestadi incontro avanzata a Tiziana Virgili finora non è stata esaudita, ma Naiin, Trambaiolli e Gregnanin non vogliono polemizzare: «Sarebbe un bei segnale se i nostri consigli fossero accolti», affermano.
written by UDC Badia Polesine
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Provincia, Frigato guiderà il consiglio Rimpasto in Comune Sorpresa nelle nomine per palazzo Celio Merchiori affiderà la Cultura a Candita
Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/07/2009
ROVIGO – Tiziana Virgili varerà ufficialmente oggi la nuova giunta provinciale ma, paradossalmente, la sorpresa maggiore non si incontra tra i nomi degli assessori in pectore. Alla presidenza del consiglio provinciale, infatti, siederà Federico Frigato, attuale assessore alla Cultura in Comune a Rovigo che, con ogni probabilità, rassegnerà le proprie dimissioni per trasferirsi da Palazzo Nodari a Palazzo Celio. La giunta Merchiori, dunque, si prepara a vivere il terzo rimpasto in tré anni, anche se per Frigato formalmente non vi sarebbe incompatibilità tra gli incarichi. Al posto dell’attuale assessore comunale, ma non prima di settembre, dovrebbe arrivare Bruno Candita, sempre Pd di radice democristiana, che oggi è presidente della commissione consiliare per le politiche culturali. Il passaggio di Candita nello staff di Fausto Merchiori lascerebbe quindi posto libero a Giulio Zanforlin in consiglio comunale. Prigato si trincera dietro a sorridenti no comment e rinvia ogni dichiarazione al consiglio provinciale di oggi dove l’aula dovrebbe dare semaforo verde al suo insediamento, assieme a quello degli otto assessori. Il Pd, come partito di maggioranza relativa, farà la parte del leone con cinque rappresentanti con le altre tré poltrone suddivise tra Ps, Idv, Prc-Pdci. Ai comunisti spetterà la vicepresidenza affidata a Guglielmo Brusco che, già presente nella scorsa legislatura, dovrebbe mantenere la delega alla Sanità acquisendo quella ai Servizi sociali, appannaggio proprio di Virgili nella vecchia giunta Saccardin, e cedendo alla presidente la responsabilità del Lavoro, cruciale in questa fase di crisi economica. I socialisti dovrebbero ottenere i Lavori pubblici riproponendo Giorgio Grassia che resse questa responsabilità nella prima giunta Saccardin tra il 1999 e il 2004. Grassia, in parallelo, dovrebbe mantenere il timone del Comune di Castelguglielmo. L’Idv, risolte le turbolenze legate al caso Rosa Barzan, dovrebbe puntare sul coordinatore provinciale Francesco Ennio per cui si parla di Politiche giovanili e Sport. Qualche malumore tra i dipietristi ci sarebbe, dato che fino all’ultimo avrebbero spinto per Qscar Tosini alla presidenza del consiglio provinciale. Nella propria pattuglia il Pd riconferma la sola Laura Negri che dovrebbe continuare il lavoro all’assessorato alla Cultura anche grazie, pare, a una lettera di sostegno bipartisan dei sindaci del territorio e di diversi rappresentanti dell’associazionismo culturale. Negri, inoltre, dovrebbe avere anche la responsabilità del Bilancio. New entry è l’ex Ds Marinella Mantovani, candidata del Pd al municipio di Taglio di Po ma sconfitta dal forzista Giovanni Chillemi. Mantovani potrebbe farsi carico del Turismo e dell’Urbanistica, tenendo conto che può contare sostegni bipartisan che potrebbero giovare nel rapportarsi con l’assessorato regionale retto da Renzo Marangon. Nella rosa anche Claudio Bellan che potrebbe raccogliere le deleghe collegato alle Attività produttive e a caccia e pesca. L’ex sindaco di Castelmassa Giuliana Gulmanelli, espressione della sinistra intema, dovrebbe occuparsi di Ambiente. Completa il quadro Leonardo Raito, il più giovane della squadra con i suoi 35 anni. Docente di storia all’ateneo di Ferrara, Raito dovrebbe farsi carico di Pubblica istruzione e Università.
written by UDC Badia Polesine
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