set 03

CONSORZIO DI SVILUPPO
Squadra pronta ma restano ancora dei nodi da sciogliere

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 03/09/2009 di Franco Pavan

 fotovoltaico 3 150x150 ROVIGO   CONSVIPO   Squadra pronta ma restano ancora dei nodi da sciogliere Tutto pronto o quasi. Scade oggi il termine per depositare l’organigramma del nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio di sviluppo.
Indicazione scontata per il presidente dopo il tambureggiante battage dei giorni scorsi sul nome di Angelo Zanellato. Sarà lui a guidare il cda di nove componenti, sei in meno del precedente, a conferma che la scelta dei tagli sui costi della politica qualche risultato l’ha prodotto. Se poi, come suggeriscono alcuni, l’effetto berlina dovuto alle accuse di “stipendificio” di cui l’ente di via Interporto è stato bersaglio, sia il vero humus saul qaule è germogliata la riduzione di poltrone, è materia che lasciamo ai maligni di ogni provenienza.
Intanto l’asse con il centrodestra marangoniano dovrebbe portare Mario Borgatti alla vice presidenza vicaria. L’altro vice di Zanellato sarà Luigi Pizzo, espressione di Sinistra unita. Sempre per il centrosinistra i papabili sono Franco Trambaiolli indicato dalla componente socialista, Massimo Zanella a rappresentare l’Italia dei valori e la new entry assoluta Enrico Bellinello, che per la lista Progetto Polesine era stato candidato alle elezioni provinciali.
In rappresentanza del centrodestra, oltre al già citato Borgatti, è sicuro il nome di Massimo Cappello, proveniente dal Pdl (ex An) badiese. Due le incognite ancora da sciogliere: una riguarda il rappresentante della Camera di comercio. Sembra si sia tirato indietro Marco Campion che aspirerebbe ad entrare nella giunta camerale. Nella sede di piazza Garibaldi i colloqui fervono e ieri era stata data per certa la candidatura di un rappresentante di Confcooperative che poi sarebbe però stata ritirata.
L’altro enigma ruota intorno al nome di Vincenzo Milan. C’è chi lo ha dato in quota all’Udc suscitando una precisazione piccata del commissario provinciale dello scudo crociato, Onorio De Boni.
«L’Udc non persegue accordi trasversali di alcun genere – sbotta De Boni – L’attenzione del partito è totalmente rivolta al nuovo soggetto politico che nascerà con la costituente di centro a metà settembre. Da lì discenderà la linea politica nazionale, regionale e locale».
De Boni ribadisce anche che non esistono intese con alcuna rappresentanza politica. «L’affermarlo disorienta i nostri iscritti e il nostro elettorato – continua il commissario -. Tuttavia sul rinnovo del Consvipo, qualora sia riconosciuto il lavoro svolto da consiglieri iscritti e militanti nell’Udc da parte delle altre forze politiche, nulla osta a una loro riconferma essendo la valutazione interna al partito di fatto superata visto che l’elezione è determinata da organismi diversi come Provincia, sindaci e Camera di commercio. Riconoscere un ruolo a persone dell’Udc non inficerà la linea politica del nuovo soggetto politico ed è una scelta che fa loro onore».

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set 02

Rinnovo del consvipo, l’UDC tifa ma nega che ci siano “accordi trasversali’

Tratto dalla Voce di Rovigo del 02/09/2009

 fotovoltaico 3 150x150 ROVIGO   Rinnovo del Consvipo. lUdc tifa Milan ma nega che ci siano accordi trasversali ROVIGO – L’ormai imminente rinnovo del cda del del Consorzio di Sviluppo sta smuovendo Ìe acque della politica locale. Sul tema, “in relazione alle indiscrezioni e alle dichiarazioni riportate sui quotidiani, relativamente all’eventuale riconferma di Vincenzo Milan in qualità di componente del cda”, l’UDC di Rovigo interviene nel dibattito con una nota: “Innanzitutto l’UDC non intende perseguire accordi trasversali di alcun genere, in quanto l’attenzione del partito è tutta e totalmente rivolta al nuovo soggetto politico che sarà concretizzato nell’assemblea costituente a Chianciano”. “Allo stato attuale – si legge ancora nella nota – non esistono accordi o trattative con nessuna rappresentanza politica, contrariamente a quanto trapela da alcuni articoli apparsi sulla stampa che vorrebbero con le loro insinuazioni disorientare il nostro elettorato, criticando o mettendo dei veti su nomi di nostri iscritti che ricoprono quelle poche rappresentanze che a livello locale ci siamo faticosamente conquistate con i nostri voti”. Per quanta riguarda la posizione dell’UDC sul rinnovo del consvipo, “la linea che intendiamo seguire -.spiega la nota – è che qualora ci sia un riconoscimento del lavoro svolto da consiglieri iscritti e militanti nell’UDC, da parte di tutte le forze politiche aventi causa nel Consorzio, nulla osta da parte del partito ad una loro riconferma, indipendentemente dalla valutazione interna che è di fatto superata essendo l’elezione determinata dagli organismi deputati presentì in assemblea. La scelta di riconoscere un ruolo a persone che fanno parte del. partito fa onore ai nostri uomini a alle istituzioni che essi rappresentano”.

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set 01

Saranno depositate domani le candidature dei nuovi mèmbri. Ma i giochi sono fatti Consvipo

Ieri le ultime riunioni informali e nelle sedi dei partiti: l’idv decide per Massimo Zanella

Tratto dalla Voce di Rovigo del 01/09/2009 di Sarà Frangini

persona 1 234 ROVIGO   Consvipo, lUdc si tira fuori dal CdaROVIGO – C’è chi entra e chi resta fuori, comerudc,maj,ionostante gli scontenti i 9 nòlmi del Cda del Consvipo ci sono. Perché si aggiungono quelli mancanti e altri, da “probabili”, diventano certi. Fino a quando, domani, saranno depositate le candidature e sarà svelata la composizione del Cda del Consorzio di sviluppo. Partiamo dalle certezze: dopo Giovanni Franchi alla guida dell’ente ci sarà Angelo Zanellato, indicato dal Pd. Ieri è stato designato inoltre il componente dell’Italia dei Valori, Massimo Zanella, che fa parte del gruppo dei 5 mèmbri che spettano al centrosinistra. Oltre a Zanella sarebbe stato confermato Gigi Pizzo per Sinistra unita e con lui Franco Trambaiolli – espressione invece del Partito socialista, mentre.Massimo Bellinello è il consigliere per Progetto Polesine. Passando all’opposizione, spunterebbe, con qualche mistero di,trop.po, la riconferma dell’uscente Vincenzo Milan, fratello di Francesco, ex guida dell’Ode locale. Il nome però sarebbe stato fatto, in questo caso, non dal partito ma da chi “ha mantenuto la continuità della precedente gestione e ha proposto la riconferma di Milan a titolo personale e non come rappresentante del partito, a cui non spetta nessun membro nel Cda”. Parole, queste, del commissario dell’UDC polesana, nonché capogruppo in consiglio regionale, Onorio De Boni, che parla di “annunci di candidature che creano false aspettative”, di “persone (riferito a Milan) che se appartengono no in questo caso sostenute dall’UDC a cui non spetta alcun posto nel Cda”. Perché queste distanze da parte di De Boni? Per non essere in credito, probabilmente, e non spingere il partito polesano, con decisioni calate dall’alto, verso altre spaccature che lo facciano pendere a sinistra. Infatti viene ripetuto a più riprese che”‘il nome di Vincenzo Milan non è espressione del partito, “che non lo ha indicato”. Non è stato deliberato dal gruppo politico dunque, e la linea ufficiale sarà tutt’altra: l’UDC resta ufficialmente fuori dai giochi e non esprimere nessuno e chi c’è, ci sarà a titolo personale. Si delineano dunque i contomi del nuovo ente, anche per la fetta che riguarda il centrodestra, e questo in vista dell’assemblea per il rinnovo fissata per 1′8 settembre prossimo, anche la lista con le candidature e le linee programmatiche, sarà depositata entro domani. Le nomine “dell’ultimo minuto” non troppo condivise non sono escluse. Intanto Mario Borgatti, ex coordinatore provinciale del Pdl che fa riferimento all’area Renzo Marangon, sarebbe stato confermato con Pizzo (centrosinistra) come vicepresidente e verrebbe affiancato, stando alle ultime indiscrezioni, da Cappello, esponente Pdl dell’Altopolesine. Come è nato il mistero della nomina UDC, che poi UDC non è? “Ad arte – sempre secondo De Boni – perché non è un caso che qualcuno faccia circolare questo nome. Crea confusione nel partito, che se avesse diritti su un posto in un Cda deciderebbe in altro modo, coinvolgendo i suoi iscritti”. Invece no, in questo caso tutti, all’interno del partito, si sono fin da subito detti all’oscuro e hanno ipotizzato rivoluzioni maggiori rispetto all’ingresso in un Cda. In altre parole, c’è chi dice che Vincenzo Milan, tutto fosse passato sotto silenzio, sarebbe stato eletto al centro per poi spostarsi verso il Pd, partito al quale candidatura andrebbe benone: uomo aperto all’avvicinamento a sinistra, persona pronta al dialogo e alle novità. Oltre alle nomine più neutre .mèmbri dalla Camera di commercio con Marco Campion, vicepresidente regionale di Confartigianato, in pole per un posto – quelle politiche daranno quindi qualche grattacapo di più anche se c’è chi, proprio per evitare questo, se ne tira fuori: per oggi si attende infatti una nota ufficiale del partito di centro che prende le distanze.

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ago 30

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 30/08/2009

n1048000581 30195820 5340081 FIESSO UMBERTIANO   Chinaglia e la sua lista restano allopposizione Nessun accordo con il centrosinistra IN MERITO alle indiscrezioni circolate in questi ultimi giorni nell’ambiente politico fiessese circa una possibile forma di coinvolgimento con la maggioranza da parte del gruppo «Volta pagina», finito ú dopo la consultazione elettorale dello scorso 6 e 7 giugno ú fra i banchi dell’opposizione con il capogruppo Marco Chinaglia (UDC) e Simone Michelotto, arriva lo stop dello stesso Chinaglia che ribadisce in maniera categorica l’infondatezza delle indiscrezioni, forse messe in circolazione “ad hoc”, ed il suo impegno nel portare avanti sulla strada del dialogo e soprattutto del confronto il programma elettorale che lo ha visto come candidato sindaco, raccogliendo ben 604 consensi. Inoltre, lo stesso primo cittadino Modenesi, sottolinea che la maggioranza uscita dalle urne nella tornata amministrativa si propone di attuare in maniera concreta le proprie iniziative coinvolgendo in maniera diretta sia la giunta municipale che è già completa con precise funzioni di delega attuate nei diversi settori della vita socio-economica di Flesso e il consiglio comunale.

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ago 27

Corsa per la sostituzione di Federico Fugato all’assessorato alla Cultura

II sindaco: “Non è imminente”. In prima fila Candita, Curino, Papuzzi, Garbato. Poche chances per l’ipotesi Udc

Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/08/2009 di Alberto Garbellini

2776172 palazzo nodari the facade rovigo 130x150 ROVIGO   Ressa per un posto in giuntaROVIGO – Un assessorato comunale è sempre appetibile. E così politici, o aspiranti tali, di Rovigo cominciano a scalpitare in vista della successione a Federico Frigato nell’assessorato alla cultura. I giochi per la sua successione si sono aperti dal momento (fine giugno) in cui Frigato è diventato presidente del consiglio provinciale. Poi la corsa si era raffreddata in quanto il sindaco Fausto Merchiori aveva rimandato tutto al prossimo autunno. Ora si ricomincia a sgomitare per la conquista del posto nella giunta comunale di Rovigo. Federico Frigato, di fatto, aveva messo il suo mandato nelle mani del sindaco dal giorno successivo il suo sbarco a Palazzo Celio. n sindaco Merchiori continua a ripetere che “Per il momento l’assessore alla Cultura resta al suo posto, almeno fino alla fine dei percorsi iniziati”. Insomma l’avvicendamento non è imminente. Tuttavia nelle prossime settimane il cambio nell’esecutivo di Palazzo Nodali potrebbe concretizzarsi. Anche perché all’intemo del Partito democratico sono in diversi a cercare un posto al sole. Le ipotesi I nomi che circolano per il posto da assessore sono numerosi. Appare da scartare la possibilità che l’avvicendamento di Frigato comporti un rimpasto di giunta. Più plausibile una semplice sostitu- ‘yirmo r»alÌQ ^alùcrho /ìaTPll- tuale assessore. In prima fila, da settimane, c’è Bruno Candita, attuale presidente della commissione comunale cultura. Il suo nome però negli ultimi giorni sembra essersi raffreddato. Chi invece continua a perorare la propria causa è il consigliere comunale Giovanni Papuzzi. Anche Claudio Curina, pure lui consigliere comunale, coltiva ambizioni, e allo stesso modo un pensierino ad un ritomo in giunta lo fa Raffàela Salmaso. Negli ultimi giorni il nome nuovo che circola è quello dell’avvocato Gianfranco Munari, componente del direttivo rodigino del Pd. Tecnico Altra pista che potrebbe essere percorsa è quella di una scelta tecnica. Un esperto del settore quindi senza una specifica connotazione politica. In questo caso il nome che gira è quello del professor Sergio Garbato. L’idea di un assessore “tecnico” però sembra essere quella con minori possibilità. n congresso sullo sfondo della corsa all’assessorato c’è infatti la campagna congressuale per la segreteria del Pd. Ed è anche mediante le coordinate legate alle tré mozioni in campo che il partito polesano si sta muovendo, la vicinanza a una mozione piuttosto che ad un’altra può avere il suo peso nella scelta di un assessorato edè proprio per questo che la pista tecnica non riscuote grande consenso. Alla fine a prevalere saranno i giochi della nolitica di nartito. UDC C’è poi lo scenario più suggestivo, ma anche quello più vicino alla fantapolitica. L’ingresso in maggioranza dell’UDC. I tentativi di legare politicamente UDC e Pd sono in corso da mesi, ma non si sotio mai saldati in una vera alleanza. Nella logica di allargare la forza del centrosinistra, e di preparare la corsa aUe elezioni regionali, la cosa potrebbe avere un suo senso. Tuttavia all’interno dello scudocrociato rodigino continuano a coesistere due anime che intendono i rapporti col centrosinistra e col centrodestra in maniera differente. Ecco perché questa alternativa con tutta probabilità rimarrà solo nei sogni di qualcuno. Lista Stocco Infine ci sarebbe anche il gruppo legato ad Albertino Stocco che potrebbe avanzare qualche richiesta. Ma il posto in giunta di Giovanni Cattozzi (di Presenza cristiana) e l’ingresso di Fabio Osti nel cda delTInterporto azzerano anche questa eventualità. Insomma non resta che attendere la prima quindicina di settembre. Il doppio incarico non rientra nei piani di Federico Erigato, il sindaco non ha fretta di sostituirlo, (nonostante anche l’altro ieri i dirigenti del Pd rodigino abbiano bussato alle porte del sindaco). I nodi si scioglieranno nell’ambito della fase congressuale del partito.

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ago 26

Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/08/2009

n1048000581 30195820 534008 158x300 FIESSO UMBERTIANO   Chinaglia in giunta? Linteressato spegne le veci: Credo nel rispetto degli elettoriFIESSO UMBERTIANO – Sono passati pochi mesi dalle elezioni, ma. il clima politico a Fiesso sembra non essersi raffreddato e, dopo una campagna elettorale piutto^ sto accesa non si fermano le voci, anche su possibili cambiamenti nella stessa maggioranza. Alcune voci di paese danno Marco Chinaglia, ex candidato alle ultime amministrazione con la lista civica Volta pagina (di estrazione centrista), pronto e disponibile ad entrare con un ruolo attivo nella giunta diretta dalsindaco Modenesi. Solo voci di fantapolitica paesana? Probabile, ma non impossibile visto che il giovane consigliere comunale ha ottenuto un ottimo risultato con il suo gruppo (il 22,15% dei voti), mentre la lista di centrosinistra condotta dall’ex vicesindaco Modenesi ha sì vinto, ma di soli 13 voti contro l’altra rivale nella corsa al Comune: Silvia Lezziero (lista civica di area centrodestra). Chinaglia, ha re^ centemente ufficializzato la propria adesione all’ UDC, ma smentisce l’ipotesi di un ingresso in maggioranza e affida il suo pensiero al sodai network del momento Facebook chiarendo la propria posizione è provando a spegnere sul nascere le voci: “Smentisco categoricamente e senza appello le voci circolanti su un possibile passaggio nella maggioranza consiliare di centrosinistra, secondo qualcuno addirittura in giunta – ha affermato il giovane consigliere comunale di Volta pagina – Credo nel rispetto della parola data ai miei elettori che mi hanno votato come terza opzione, ne di qua ne di là; se nel centrodestra faticherei a stare con la Lega, di là avrei seri problemi ad allearmi con Rifondazione comunista”.

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ago 22

C’è bisogno di un centro unito

Lettera di Giuseppe Pietroni al Gazzettino di Rovigo del 22/08/2009

mail 2 150x150 FICAROLO   Cè bisogno di un centro unito C’è sempre bisogno di un quadro politico diverso, maggiormente stabile e democratico come in effetti lo era prima. Un centro forte e unito, quello di un tempo, quelle origini, non tante vane iniziative con formazioni più o meno credibili e durature. Ritengo che sia la destra che la sinistra ne verrebbero rigenerate, in effetti tra le altre cose è rilevabile come dallo sfaldamento del centro, oltre a un vuoto politico, settori e sezioni del centro italiano hanno inflazionato destra e sinistra a loro volta in difficoltà anche per eventi intemazionali. Vuoto del centro politico: crisi del ceto medio che non ha punti d’appoggio e non è più ben rappresentato pur essendo fondamentale, quindi più povertà. È vero che influiscono situazioni europee e mondiali, qui ci sono modelli di sviluppo da rivedere in senso filosofìco,. teorico e futurista, ma a livello nazionale è così, per l’Italia è così. Ritengo che l’Udc e altri elementi politici, sia sulla strada giusta per costruire ciò che dopo gli anni 90 appare davvero un’impresa. Può riuscire pure nella nostra provincia dove spesso accadono cose “d’anteprima…”.

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giu 26

 II leghista sconfitto: summit contro di me nella villa di un notabile a Monselice

ROVIGO  I rapporti tra la Lega e Pdl in Polesine stanno toccando il minimo storico.

Tratto dal Corriere del Veneto del 26/06/2009

 «Alle prossime comunali di Rovigo d presenteremo da soli, dopo lo scherzo subito al ballottaggio» taglia corto Antonello Contiero, il candidato sconfitto al ballottaggio per la presidenza della Provincia. E lo scherzo, che secondo il segretario del Carroccio, avrebbe consegnato le chiavi di Palazzo Celio a TizianaVirgili, è stato congegnato da autori ben precisi. «Ex esponenti della De di ambo gli schieramenti che si sono trovati a casa di un potente notabile del vecchio scudocrodato a Monselice. Proprio lì hanno deciso di unire gli sforzi per frenare il progetto di rinnovamento che rappresentavo» racconta fl leghista. Per ora di più Contiero non vuole dire. «Lasciatemi finire l’analisi del voto: i numeri non mentono ú puntualizza ú All’inizio della settimana prossima presenterò la mia relazione al direttivo del partito e, se verrà approvata, finirà sui tavoli nazionali e regionali della Lega, dalla scrivania di Roberto Calderoli a quella di Gianpaolo Gobbo. E, accertate le responsabilità, seguiranno doverosi chiarimenti». E aggiunge: «È curioso come vi sia analogia tra il numero delle schede bianche al primo turno e le preferenze alle europee rispetto ai candidati sostenuti da alcune aree del Pdl, radica Pd». Gli attacchi non mancano nemmeno nei confronti dell’Ode. «Laprobabile nomina di Michele Raisi ú attacca Contiero ú a presidente del consiglio provinciale è un’ulteriore conferma di questo patto tra democristiani contro fl rinnovamento. E mi dispiace vedere quanto nel Pd ormai gli ex Ds non contino nulla, soverchiati dalla componente della Margherita. Lo dico pensando con affetto a mio nonno che era un vecchio comunista di ferro». Contiero landa una provocazione ai sindad del Detta. «Non solo rinnovo loro l’invito a stendere un documento in cui rimarchino la loro volontà di innovazione e progresso ú chiarisce ú ma li sprono a proporsi come interlocutori alternativi di fronte a Enel ed Edison. Lo sviluppo ha bisogno di energia e non possiamo fard frenare ancora una volta da quegli ambientalisti che sanno dire solo no e che saranno ancora una volta al fianco della Virgili». Nicola Chiarini te soprattutto a Rovigo e nell’Alto Po. lesine. Non a caso nel Delta del Po abbiamo raccolto i consensi che dovevamo raccogliere. Comunque sto girando sezione per sezione per raccogliere le segnalazioni dei nostri militanti che, vi passo garantire, sono carichi come non mài I fautori della vecchia politica continuino pure così: i cittadini vogliono il rinnovamento e di questo passo saremo presto al 30 per cento, grazie alla nostra diversità e chiarezza. Abbiamo un’impennata delle richieste di tesseramento, tante da gente di sinistra che ha ben chiaro come la Lega sia il nuovo partito del lavoro, quello che copre il vuoto lasciato dal

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giu 25

Tratto dal Corriere del Veneto del 25/06/2009

L’Udc dichiara fedeltà al centrodestra ma pure chiede la presidenza del consiglio provinciale per Michele Raisi. «Se io fossi la Virgili sceglierei Raisi perché è perfettamente equidistante – spiega il leader centrista Renato Borgate – e potrebbe garantire la funzionalità dell’aula con il consenso di tutti, visti i buoni rapporti tanto col Pdl quanto col Pd». Su quest’ultimo aspetti dubbi non ce nesono visto e considerato che proprio Raisi è stato il primo a felicitarsi pubblicamente con Tiziana Virgili al momento dell’elezione. Nonostante questo Borgata sostiene che per 1′Udc non ci sia futuro se non nell’intesa col Pdl, sebbene nei trentamila voti mancati ad Antonello Contiero sia facile immaginare ne mancassero tanti di sostenitori dello scudo crociato. «In Veneto il nostro elettorato è comunque più affine al centrodestra – riprende -al ballottaggio ha pesato sicuramente l’assenza del nostro simbolo sulla scheda, oltre al fatto che al secondo turno le appartenenze contano meno rispetto alla fiducia nella persona. In ogni modo, la prossima settimana vorremmo convocare assemblee degli iscritti per fare il punto della situazione». Insomma, un ulteriore elemento che, unito alla lettura dei dati Comune per Comune, conferma che Contiero al ballottaggio ha potuto contare solo sull’appoggio convinto degli elettori del Carroccio* Un dato che emerge con chiarezza ovunque: i voti a Contiero sono sempre appena superiori a quelli ottenuti al primo turno dal partito e delle due civiche collegate.

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giu 24

 II partito di centro si complimenta con Virgili e analizza il voto del ballottaggio

“Basta imposizioni dall’alto. Ai vertici regionali diciamo Svogliamo essere noi i provenisti a’casa nostra”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 24/06/2009

ROVIGO “Siamo stanchi di imposizioni dall’alto”. L’Udc polesana alza la voce e passa in rasségna il risultato del ballottaggio che ha incoronato Tiziana Virgili nuova presidente della Provincia diRovigo. ‘ . “Da una prima valutazone- di questo risultato elettorale- recita una nota deU’Udc polesana emerge senza dubbio la scarsa affluenza alle urne degli, elettori polesani, una scelta precisa e mi-. rata che sta ad indicare lo scarso interesse per la vita politica ed amministrativa della nostra provincia, ma soprattutto fotografa un “malessere” diffuso dell’elettore che percepisce la politica come questione di poche persone più o meno interessate”. L’Udc poi continua: “Nel corso della campagna elettorale spesso e volentieri la gente si chiedeva come mai l’Udc non avesse corso da subito con il centrodestra, cosa che probabilmente avrebbe consentito la vittoria al primo turno. La scelta di correre da soli ci ha senza dubbio penalizzati sotto il profilo del risultato elettorale complessivo, ma ci ha permesso di offrire agli elettori polesani una alternativa seria e credibile nei confronti di candidati spesso e volentieri arroccati su posizioni estreme di destra o di sinistra”. Nel quadro di un “accordo regionale complessivo abbiamo accettato di correre a supporto del candidato Contiero, nonostante il rifiuto all’apparentamento (che avrebbe portato il simbolo dell’Ode sulle schede elettorali) e le continue e puntuali critiche al nostro partito. Il ballottaggio però non rappresenta un vóto politico ma è un confronto fra due persone che quasi mai sintetizzano il significato di una allean’za, che spesso nell’insieme accomuna eclatant! contraddizioni e divergenze”. £ ancora: “L’Udc sarà anche insignificante per qualcuno, scomodo per altri, ma voglia o non voglia rappresenta in questa provincia più di 9.000 elettori che vogliono e devono poter dire la loro, e ci dispiace per Mainami, ma lo hanno fatto eccome. Vogliamo infine ricordare/’agli amici” del centro destra che l’Udc di Rovigo.è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo di protagonista, sulle vicende del territorio. Siamo stanchi di dovere accettare che sia qualcun altro da fuori a determinare le condizioni che trovano noi attori polesani a dovere sempre dare sènza mai ricevere”. Questo messaggio ‘.’lo indirizziamo, .in particolare, ai vertici regionali dell’Udc, che ci impongono alleanza e percorsi che portano ad isolare il nostro partito”. Poi il riconoscimento alla Virgili: “Onore al vincitore la neo presidente Tiziana Virgili, persona stimata di cui conosciamo le grandi capacità umanitarie e la grande propensione al sociale. ‘ Auspichiamo che possa essere all’altezza di presiedere, con competenza e capacità, l’istituzione Provincia sia sul piano politico che su quello amministrativo. L’Udc sarà presente in consiglio provinciale con il proprio candidato presidente Michele Raisi, pronto ad accogliere le istanze e le speranze dell’elettorato moderato polesano”.

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