Secondo Enzo Bacchiega, Francesco Milan non sa mediare fra le varie idee
“In Polesine e nel Veneto le vecchie alleanze hanno dato esito positivo. Non vedo il problema”
Tratto da La Voce di Rovigo del 20/02/2009 di Roberto Rizzo
ROVIGO – L’Udc polesana, che fino a poco tempo fa sembrava compatta, monolitica, senza lacerazioni, è finita nella spirale di una bufera di polemiche che non accenna a diminuire.Anzi sembra diventare sempre più violenta, sia pure dentro i confini della correttezza. Ma ci sono, attorno all’Unione di centro, nata per volontà’ di Pier Ferdinando Casini, troppe “deviazioni” dalla strada che era stata indicata fino a poco tempo fa. C’è chi guarda ora al centrosinistra. Chi al vecchio centrodestra. Chi ancora vorrebbe camminare da solo in vista delle prossime elezioni amministrative. C’è ancora chi vede giochi più larghi: Sognando che dall’isolamento possa nascere quello stato ideale, per alcuni, che è l’ago della bilancia. E, ancora, si mandano messaggi. Si parla con uno perché intenda l’altro. E il risultato di queste comportamenti? Un concreto disorientamento da parte degli iscritti all’Udc. Non soltanto, Ma anche dei suoi elettori che danno l’impressione di seguire ormai con distacco le vicende che riguardano il partito per il quale avevano votato. Di questa situazione parliamo con il dottor Enzo Bacchiega, già assessore alla cultura del comune di Rovigo, il quale, alcuni mesi fa ha trovato il coraggio di dimettersi da segretario del comitato comunale di Rovigo in quanto, pare, non condividesse la linea politica dei vertici nazionali del partito. La dignità di andarsene, di lasciare una poltrona del potere non è merce facile da reperire in quello che viene definito il mercato della politica. Lui l’ha trovato. Continuando, però, la sua battaglia,almeno sulla chiarezza,come consigliere provinciale e componente della direzione regionale. Perché, secondo lei, Francesco Milan, dopo aver ricevuto i1 testimone della guida dell’Udc polesana non è riuscito a mantenere all’interno del partito una unità sostanziale? “Per due motivi.Il primo, dipende dal carattere che ognuno si porta addosso. E quello di Francesco, pur riconoscendogli intelligenza e scaltrezza, forse dimostra non sufficiente disponibilità a mediare le varie idee e quindi le posizioni diverse. Il secondo, riguarda i’ progetti che vanno costruiti con l’apporto di tutti e il segretario deve far sintesi, non viceversa” . Secondo lei, Milan riesce ad interpretare e calarla nella realtà polesana la linea politica di Cesa e Casini? “Quale linea politica?” La sua risposta, signifiça che non c’è nell’Udc una linea politica nazionale? “Sono stato al congresso nazionale e la linea politica era alternativi alla sinistra – collaborazione critica con Forza Italia e Alleanza nazionale, e quindi Giovanardi rimase, allora nel partito. Poi Casini decise di andare da solo determinando la spaccatura dell’Udc. Ora i documenti dicono ‘andate da soli’ se non c’è collaborazione con le vecchie alleanze. Se, invece, le alleanze hanno dato positivi risultati, vanno bene e quindi perseguite anche in futuro”. In Veneto e in Polesine le vecchie alleanze vanno bene o male?’ “Mi pare che sia i vertici che la gente dell’Udc siano contenti di avere due assessorati regionali. In Polesine abbiamo governato bene il Comune di Rovigo, quello di Porto Viro e in molte altre realtà locali. Non vedo il problema”. Allora perché in Polesine si parla della presentazione, di una lista dell’Udc magari sostenuta da quella parte del mondo cattolico che è impegnato in politica? “Il mondo cattolico è frazionato in mille rivali. Vengono dubbi circa eventuali disegni da cavallo di troia politico, ovvero andare da soli per far perdere qualcuno. Così mi dicono e lo direbbe lo stesso Francesco Stocco, recentemente defenestrato dall’ufficio enti locali del Partito democratico, ovvero da Gabriele Frigato”. Intende dirè clte il disegno di Francesco Milan di presentarsi da soli ha come obiettivo far perdere voti al centrodestra? Il dubbio può venire, dato che ci sono precedenti illustri, come Albertino Stacco che ha intercettato gli scontenti della Margherita e qualcuno del centro per poi sostenere, com’è noto, il sindaco Fausto Merchiori”. Se questa è la situazione, lei si schiera con Renato Borgato, fautore di un’alleanza çhiara e organica con il Pdl, o con Francesco Milan, che pensa di affrontare da solo il giudizio, degli elettori?’ “Con nessuno. Ma solo con la ragione. Ovvero, l’Udc scavalcando a piè pari la dirigenza nazionale in Sardegna si è alleata direttamente con Berlusconi ed ha ottenuto il 9,6 per cento dei voti, il che significa il 3,8 in più rispetto alle scorse politiche. Dove siamo andati da soli, abbiamo perso clamorosamente”. Allora dà ragione a Renato Borgato? “A me non interessa chi è finalmente arrivato sulle posizioni che esprimevo, internamente al partito, un anno fa. sono contento che Renato, della cui amicizia sono onorato da tempo, sia convinto che questa in polesine è la strada vincente e sta lavorando con la passione che gli riconosco” .
Oualcuno sostiene che lei è attento ad altri movimenti. Il che significa che potrebbe saltare il fosso dell’Udc per approdare in qualche partito. Che cosa ha da dire? “Solo gli stupidi o i manichei non ascoltano gli altri e le loro ragioni che magari in parte possono risultare interessanti. Cosa che io ho fatto alla luce del sole. E ho scoperto’ che qualche ragione l’avevano pure loro. Come ad esempio Piccolo, ex segretario regionale, che aveva ben due documenti votati .all’unanimità dalla direzione e dal consiglio regionale circa il rispetto dei veneti nelle liste elettorali. Quei documenti sana stati assolutamente ignorati dal nazionale che predica il rispetto delle specificità locali. Si predica bene ma si razzola male. Faccio un esempio: si fa la battaglia sulle necessità di esprimere le preferenze ma poi fa comòdo che non ci siano per imporre i propri uomini anche in Veneto, come il portavoce di Casini.” Lei è in politica da tanto tempo. Ha subito anche qualche sçonfitta. Ha vissuto amarezze. Non ha mai ricoperto incarichi che a fine mese contano. Perché lo fa? “Sono in politica da quasi 40 anni con ruoli diversi. Le sconfitte sono state tante, risultato di numeri ma non di contrarietà verso le idee.Non sono mai stato nominato in un consiglio di amministrazione, neanche di una bocciofila. Faccio politica perché ci credo, impegnandomi,per quanto posso e secondole mie capacità. Vivo del mio lavoro e non come, purtroppo,altri che trovano nella politica il sostentamento mensile. Coltivo.i miei hobby, come scrivere e qualche scritto è diventato libro, per cui dalla vita non chiedo nient’altro. Di conseguenza quando: prendo una posizione lo faccio perché sono convinto e non ho interessi da difendere. Mi riferisco, ovviamente al mio partito. Le case degli altri, al momento non mi interessano.”
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“Seguo la linea tracciata da Cesa e Casini a livello nazionale”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 15/02/2009
Riceviamo e pubblichiamo la nota del segretario provinciale dell’Udc, Francesco Milan.
Egregio direttore, mi permetto di fare affidamento ancora sulla sua disponibilità per intervenire sulle questioni politiche poste dall’amico Renato Borgato, presidente dell’UDC, partito di cui mi onoro di essere segretario provinciale. Non avrei mai voluto farlo perché credo che in un partito, se si evidenziano delle differenziazioni sulla linea da tenere, possano essere proficuamente affrontate all’interno, come abbiamofatto in direzione provinciale lunedì scorso e come faremo nel prossimo comitato provinciale,ma le sue uscite sulla stampa locale e soprattutto il contenuto politico delle stesse, decisamente non coerenti con la politica del nostro partito a livello nazionale e regionale, mi costringono ad intervenire per fare chiarezza e dare una risposta ai militanti e agli elettori oggi certamente sconcertati. Ho provato sorpresa e incredulità quando ho letto la prima intervista e ancor più sono rimasto deluso dall’intervista su “La Voce” dalla quale emerge in modo evidente che la questione è di linea politica e non di contrasti caratteriali che ci possono anche stare fra due personalità determinate come le nostre.Renato ha evidenziato avversione verso la linea nazionale e regionale del partito sempre più marcatamente autonomista e interessata ad un processo di costituente di centro. Quando afferma “sto, come scelta e modo di sentire, ilcentro in alleanza con Lega e Pdl” si mette in contrapposizione con tutti i deliberati, gli interventi, le indicazioni del partito, a cominciare dall’intervento di Casini a Padova di una settimana fa. La posizione del partito è per un centro autonomo da PD e PDL. Ha detto l’ono Casini in più occasioni “Noi vogliamo costruire un partito vero, un centro vero .. c’è un disegno preciso, costruire la costituente di centro” (Ansa del 11 gennaio). Voglio per chiarezza citare l’ultimo di questi documenti in ordine di tempo, l’intervento del segretario nazionale, onoLorenzo Cesa all’assemblea organizzativa del partito mercolem scorso a Roma; cito testualmente: “La vaglia di centro sta montando nel paese. I grandi partiti che volevano cancellarlo non ci sono riusciti e si stanno rivelando sempre più contenitori che non riescono a stare insieme. E gli italiani hanno bisogno di una offerta politica diversa”. Quindi il disegno politico dell’Udc è di ricostruire un grande centro, non di creare un centro che si ponga sotto l’ala protettrice del PDL. Anche in Polesine ci sono circa diecimila persone che hanno votato UDC alle politiche e sapevano che era un partito autonomo che non sta né col PD né col PD.L, nonostante il fortissimo richiamo al voto utile. A questo elettorato dobbiamo guardare. L’Udc poi è un partito nazionale e noi dirigenti non possiamo non tenerne conto; per carità è giusto anche poter avere divergenze,’ ma quando sono radicali, ovvero sul posizionamento politico, la questione si fa seria, perché sugli aspetti identitari e sull’autonomia del partito non si può scherzare. Inoltre, le esternazioni contro la linea del partito non ci fanno beffe e rivelano paure che chi guida un partito non dovrebbe avere. Anche quando Renato Borgata dice che correre da soli è deleterio “perché non darebbe chiarezza agli elettori perché da subito vogliono sapere da che parte si sta” e poi continua affermando che “se non saprà definire una strategia delle alleanze, come accade a livello nazionale, il partito scomparirà”, fa considerazioni legittime ma che non corrispondono alla linea del partito e che peraltro non condivido. Dice ancora l’onorevole Cesa: “L’alternativa è andare da soli. Non chiusi su noi stessi ma aperti alla collaborazione di tutti coloro che vogliono lavorare per un centro autonomo. L’alternativa è proprio offrire un’alternativa ai due blocchi sempre in lite e sempre uguali. Questo discorso vale per i Comuni ma ancora di più per le Province e più in generale in tutte le località in cui si voterà in due turni. Andare al primo turno da soli significa far comprendere a tutti. sul vostroterfitorio. che stiamo facendo sul serio e che il nostro prògetto non teme confronti con nessuno. Con lo stesso spirito, le stesse motivazioni, andremo da soli naturalmente anche alle Europee. E poiché si voterà negli stessi giorni, se andrete da soli alle Amministrative potrete sfruttare anche il traino, la spinta del messaggio che arriverà. in tutta Italia dal partito per la campagna delle Europee.” Questa indicazione la ritroviamo nei documenti politici approvati unanimemente àalla direzione e dal consiglio nazionale di cui Renato Borgata è componente. Ovviamente il nostro partito rispetta le autonomie ed infatti lascia’ spazio “alle alleanze locali. Per citare sempre il segretario nazionale onoCesa: ‘Tinvito forte e convinto che vi faccio è di presentarvi da soli alle prossime elezioni in tutte le realtà in cui si potrà. Sapete bene che il nostro partito rispetta l’autonomia dei suoi organismi locali. Equindi comprendiamo che possano esserci situazioni consolidate sul territorio che meritano di essere confermate nelle alleanze. Ma valutate bene e con grande attenzione se dawero queste alleanze siano dignitose per tutti. Non sedetevi sugli allori del passato perché il quadro politico è mutato profondamente, So da molti di voi stessi che in molti casi i nomi dei candidati presidenti di provincia o sindaci sono già stati decisi dagli altri senza consultarvi. E allora fate attenzione perché in questi casi non vi propongono un’alleanza ma un vassallaggio, una vera e propria sudditanza, che rischia di farvi sparire sul territorio nell’arco di quattro anni. Fino a qualche mese fa forse l’alternativa non c’era o forse non si vedeva così chiaramente. Ora invece c’è e la vedono, anzi la vogliono sempre più cittadini”. La stessa considerazione fatta dall’on. Antonio De Poli, segretario regionale, a Rovigo e riportata da “La Voce”: “La tendenza è di continuare le alleanze già consolidate a livello regionale e territoriale, purchè non significhi essere succubi di altri partiti che la vogliono fare da padroni. Abbiamo intrapreso un percorso che parte dalla riaffermazione della nostra identit{i e dei nostri valori” e prima ancora “dagli atteggiamenti che si delineano potremo mettere a punto le possibili alleanze, mà in caso contrario correremo da soli senza problemi”. Che dire? I nostri documenti, tutti, compreso l’ultimo.approvato dalla direzione provinciale lunedì sera, sono in questa direzione. In Veneto c’è una realtà consolidata di rapporto che vede l’UDC’ al governo regionale con PDL e Lega; noi siamo in questa direzione – e, infatti, abbiamo awiato un percorso comune con tanto di documento pubblicato sulla stampa ai primi di gennaio. Che bisogno c’è di un altro documento? Nessuno. Mi si dice che servirebbe q bloccare la Lega; sinceramente mi viene da ridere a ritenere che qualcuno pensi seriamente di inchiodare la Lega con un pezzo di carta in bianco. C’è invece bisogno di entrare nel merito delle questioni, di definire il candidato alla provincia, di verificare i programmi, di trovare punti fermi nei comuni, soprattutto imaggiori a cominciare da Adria e di farlo quanto prima. Ricordo che siamo ancora ai 9 candidati del Pdl, qlla Lega che sui giornali chiede il posto, all’avvocato Migliorini che va avanti per la sua strada. Senza che nulla di tutto questo, per fortuna e merito,’ abbia l’Udc per protagonista. Purtroppo lo siamo diventati e nel modo peggiore dopo le esternazioni dei giorni scorsi. Confermo, quindi, i buoni rapporti, ma anche l’assenza, finora, di un vero accordo. In conclusione l’Udc ha un preciso mandato politico e andrà agli incontri con Pdl e Lega con spirito costruttivo e senza tentennamenti, ma non firmeremo cambiali in bianco. Renato Borgato come me vuole il bene del partito e del Polesine, mi spiace che manifesti troppo spesso insofferenza verso la linea politica dell’Udc nazionale, stante anche il fatto che non la pensava così fino a qualche mese fa. Credo che quello che entrambi vogliamo non sia poi così diverso. Possiamo e dobbiamo ricostruire l’unità interna del partito, perché un’Ddc spaccata a metà fa comodo solo a Pd e al Pdl. Dobbiamo credere di più all’Udc, per essere riferimento politico e non al rimorchio di disegni altrui.Grazie per l’ospitalità
Francesco Milan
Segretario Provinciale Udc
Nota all’interno dell’articolo:
L’onorevole Antonio De Poli: ‘Lo schieramento è unito”
Riceviamo dal segretario regionale dell’Udc, Antonio De Poli, una nota sulla situazione del partito polesano. “Nessuna spaccatura nell’Udc di Rovigo. lì partito è unito secondo le direttive nazionali e regionali. Ho parlato con il responsabile regionale del Pdl e mi risulta ci sia stato al momento nessun via libera da parte loro ad accordi nella provincia. Ricordiamo che le alleanze ‘per le province e i comuni sopra i l5 mila abitanti verranno valutati sul tavolo regionale con un accordo che deve ancora avvenire. Siamo pronti a confrontarci con gli amici del Pdl e della Lega nel momento in cui avremo la certezza che il quadro non venga smentito dai loro vertici regionali o addirittura da quelli nazionali. Il problema di Rovigo e di altre province che andranno al voto verrà affrontato dall’Udc domani (ieri 14febbraio, ndr) durante l’ufficio politico regionale”.
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“Nessuna spaccatura” dicono. Ma il problema esiste.Allora: dove si va?”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 15 Febbraio 2009
ROVIGO- Tutti buttano acqua sul fuoco, naturalmente. Ma le vicende inteme all’Udc polesano non sono certo tranquille. Pubblichiamo qui sotto un lungo intervento del segretario provinciale del partito Francesco Milan, nel quale si sostiene la necessità di seguire le indicazioni del segretario nazionale Lorenzo Cesa e, ovviamente, quelle del presidente Pierferdinando Casini, che, tradotto, significa: “Il partito io lo tengo al centro e non scelgo proprio niente,al momento. Se non saranno possibili accordi strutturali e di programma con il Pdl allora per le provinciali correremo da soli” . Chi non è proprio d’accordo con questa impostazione è il presidente provinciale,
Renato Borgato. Il quale, con un’intervista alla Voce di quattro giorni fa, si è schierato: “Noi stiamo con il Pdl, perché al Pdl siamo organici così come i nostri elettori”. E proprio questo è andato a dire, ieri mattina, a Padova, al segretario regionale Antonio De Poli. Facendogli anche sapere che la larga maggioranza del partito polesano è con lui. “All’ultimo incontro con Pdl e Lega” , dice Borgato, “era stato presentato un documento da sottoscrivere: non solo da parte nostra
ma da tutti. Una sorta di premessa metodologica: impegnamoci insieme per trovare il miglior candidato possibile, quello che ci faccia vincere la Provincia. Tutti erano pronti a firmare: tutti meno Francesco Milan, il quale si è chiamato fuori con la scusa di voler verificare con il direttivo. E così il documento non l’hanno firmato neppure gli altri, ovviamente”. La questione, che non è di lana caprina, è che a questo punto dall’interno del Pdl potrebbero venire anche delle prese di posizione più dure. Qualcosa del genere: “Se volete stare al tavolo siamo contenti, altrimenti noi andiamo avanti senza di voi”. Ed è chiaro che le decisioni sugli uomini vanno prese tra alleati, e non tra persone che aspettano di vedere. Insomma: c’è da staccare un biglietto d’ingresso, senza il quale si rischia di restare soli. E le solitudini, al centro,” possono essere pesanti. Un po’ come è accaduto ad Albertino Stocco, che dopo un paio di anni al centro, sentendosi solo, è scivolato a sinistra. Qualcuno dice che sia questo, in realtà, il disegno di Francesco Milan. E non a tutti va giù. Anzi: stando a Renato Borgato, è alla maggioranza del partito che la cosa proprio non piace. (A.P.)
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Anche i Giovani dell’Udc polesana prendono posizione. Loro stanno con Borgato.
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 15/02/2009
La sera del 13 febbraio, i giovani dell’Udc polesano si sono incontrati a Rovigo. L’incontro è stato organizzato dal coordinatore dei giovani Udc Massimo Carravieri. Al di là della semplice voglia di ritrovarsi, l’evento aveva ben altro significato. Tutti sappiamo che ultimamente in casa Udc ci sono stati a livello locale un po’ di mal di pancia e proprio per questo motivo i Giovani ritenendosi parte integrante del Partito hanno deciso di incontràrsi per discutere ed affrontare’ quella che secondo loro dovrebbe essere la linea verso la quale dirigersi. La conclusione,. che ha trovato accoglimento e totale approvazione da parte di tutti gli intervenuti, è così riassumibile: “Abbiamo deciso che per fare accordi in vista di quelle che saranno le prossime elezioni Provinciali e Amministrative è di fondamentale importanza intraprendere una linea che sia possibilmente condivisa dalla maggioranza dei Componenti del Comitato Provinciale, i quali sono all’intèrno dél Partito i veri e propri protagonisti nonché rappresentanti nei vari Comuni, e quindi saranno coloro che determineranno il risultato finale per il Partito stesso. Perciò noi giovani ci sentiamo sintonizzati perfettamente con quanto già espresso ultimamente sulla stampa dal presidente Renato Borgato, e invitiamo anche il nostro caro amico e segretario provinciale Francesco Milan ad allinearsi non solo con quelli che sono gli input del Nazionale, ma soprattutto con quelle che sono e restano le vere esigenze che da anni ci legano saldamente al territorio e alla nostra gente che, non dimentichiamolo, restano sempre la fonte principale di saggezza. Per questi motivi confidiamo in un accordo serio e responsabile che ci veda ancora una volta protagonisti come in passato assieme a tutti gli amici del Centrodestra con la speranza, la convinzione e l’entusiasmo che ci , accomuna da sempre nel presentare alla fine un valido candidato alternativo al Centrosinistra che possa essere in grado di un segnale concreto a questa Provincia ormai da troppo tempo ammalata.
Giovani dell’Udc Polesana
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«Nessuna spaccatura nell’Udc di Rovigo. Il partito è unito secondo le direttive nazionali e regionali»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 15/02/2009
Se a dirlo è il segretario regionale, l’onorevole Antonio De Poli, la dichiarazione dovrebbe essere scritta a fuoco. In realtà il condizionale continua ad essere d’obbligo, In risposta alla diffusione della nota del capo dell’Udc veneta, ieri in tarda mattinata, perchè se la data è di 24 ore prima, è arrivata la precisazione del presidente provinciale del partito di Casini Renato Borgato che ha riaffermato la sua intenzione di non assecondare le scelte del segretario provinciale Francesco Milan se portasse l’Udc a una corsa da isolata. «La neutralità è perdente – attacca Borgato – Se Milan, nel prossimo incontro con Pdl e Lega, non fiÌ1na con il centrodestra e continua a sostenere che l’Udc deve andare da sola, si mette fuori gioco. Anche perché la stragrande maggioranza del vertice del partito è con me». Insomma, mentre da una parte De Poli fa il pompiere, l’incendio divampa poco più in là. «Ho parlato personalmente con il responsabile regionale del Pdl – spiega l’onorevole padova, no – e non risulta che sia stato, al momento, nessun via libera da parte loro ad accordi in provincia di Rovigo. Ricordo che le alleanze per la Province e per i comuni sopra i l5 mila abitanti (Adria, ndr) verranno valutati sul tavolo regionale con un accordo che deve ancora essere deciso ed elaborato. Noi siamo pronti ‘a confrontarci con gli amici del Pdl e della Lega anche nel Rodigino,- sottolinea De Poli- ma lo faremo nel momento in cui avremo la certezza che il quadro non venga smentito dai loro vertici regionali o, addirittura,da quelli nazionali, Il problema di Rovigo e di altre province che andranno al voto verrà affrontato dall’Udc domani (ieri, ndr) durante la riunione dell’Ufficio politico regionale». «Ma io non ci sto – incalza Borgato -. Milan deve ascoltare ciò che vùole la maggioranza del partito, o si va da un’altra parte. E a De Poli ho detto che il partito seguirà me. Non dobbiamo fare la figura della lista comunale di Albertino Stocco che, dopo un’alluvione di proclami di neutralità, alla fine si è accasata con il centrosinistra». Intanto ieri l’Ufficio politico, dell’Udc riunitosi a Padova sotto la direzione dell’onorevole De Poli, ha messo intorno al tavolo tutti i rappresentanti locali e regionali, con i vice segretari Iles Braghetto e Camillo Cimenti, gli assessori e i consiglieri regionali Stefano Vandegamberi, Flavio Silvestiin, Onorio De Boni e Flavio Frasson, oltre ovviamente ai segretari provinciali. Decise le candidature per tutte le Provincie e per i Comuni sopra i l5mila abitanti. Da voci non confermate, sembra che, per la Provincia di Rovigo, sempre nel caso l’Udc scelga la via della corsa autonoma, possano essere chiaÌnati in causa direttamente i responsabili di vertice’ del partito’. Idem per i grandi Comuni. Adria vedrebbe quindi il coivolgimento del primo referente locale dell’Udc. «Quello che vogliamo dare è un forte segnale di autonomia avrebbe detto il segretario regio, De Poli – pur nella totale disponibilità ad alleanze che vedano l’Udc protagonista attiva». Già prevista da Milan la convocazione del comitato provinciale.
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Milan tenta di ricucire con Borgato
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 14 Febbraio 2009 di Franco Pavan 
Spiega di averci pensato su parecchio prima di prendere posizione sulle esternazioni del compagno di partito Renato Borgato, consapevole dei danni che possono aver provocato. Lo fa ora “con cautela e lasciando aperte tutte le porte per rassicurare iscritti, militanti e, soprattutto, gli elettori dell’Udc”. Prima però il segretario provinciale Francesco Milan anticipa una notizia che si riflette direttamente su quanto Borgato ha sostenuto in questi giorni. «Oggi parteciperò all’Ufficio politico del partito – precisa – In discussione vi è la scelta dell’Udc di andare da sola alle elezioni negli enti locali sopra i 15mila abitanti». Un’eventualità, fa capire Milan, che sfuma, se non smentisce del tutto, quanto sostenuto da Borgato. «Le sue prese di posizione pubbliche – riprende il segretario Udc – hanno messo in difficoltà il partito proprio perché l’Udc deve confrontarsi con molossi pieni di contraddizioni come Pdl e Pd, oltre che con la Lega nord. Ricordo a Borgato che gli indirizzi seguiti in Polesine sono quelli decisi a livello nazionale e regionale. La sua idea, pur legittima, non corrisponde alle indicazioni del partito». Quindi non ci devono essere fughe in avanti? «Uso le parole di Lorenzo Cesa pronunciate 48 ore fa: vi invito a presentarvi da soli alle elezioni in tutte le realtà in cui si potrà farlo. Quanto dice Cesa sta scritto nei documenti approvati dalla direzione e dal consiglio nazionale di cui Borgato è un componente». Qual è il seguito di Borgato nell’Udc? «I diecimila polesani che ci hanno votato sapevano di votare per un partito autonomo dal Pd e dal Pdl. Hanno scelto l’Udc contro le sirene del voto utile. Meritano fiducia e determinazione. Certo, le esternazioni contro la linea dei vertici regionali non fanno bene. Per un partito di respiro nazionale gli aspetti identitari e l’autonomia contano più di ogni altra cosa. Se mancano non c’è prospettiva». Perché il processo di alleanza con Pdl e Lega è tanto difficile? «Rispondo ancora con le parole del segretario nazionale: l’Udc rispetta l’autonomia locale e le situazioni consolidate sul territorio. Ma le alleanze debbono essere dignitose per tutti, non atti di vassallaggio o di sudditanza che rischierebbero di farci sparire nell’arco di quattro anni». Come sono a Rovigo i rapporti con Pdl e Lega? «Sono assolutamente buoni. Tuttavia non possiamo aspettare che il Pdl sistemi le sue beghe interne per cominciare a parlare della presidenza della Provincia o attendere che la Lega dica cosa vuole». Lunedi avrete un nuovo incontro. Cosa succederà? «Ci sarò ma non firmerò cambiali in bianco o lettere di intenti. Chiederò solo che si entri nel merito delle questioni. Finora non hanno voluto farlo». Cosa sente di dover dire a Borgato? «Credo che anche lui voglia il bene del partito e spero superi questa fase di contestazione sulla linea politica dell’Udc nazionale. Non siamo su posizioni distanti o inconciliabili. Possiamo e dobbiamo ricostruire l’unità interna del partito. Un’Udc spaccata farebbe troppo comodo a Pd e Pdl».
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Il Pd candida Tiziana Virgili
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 12 Febbraio 2009 di Franco Pavan
Il Pd ha candidato Tiziana Virgili alla guida di Palazzo Celio. La sua candidatura ha visto convergere le indicazioni del segretario del partito Gabriele Frigato che aveva chiesto uan proposta autorevole, rappresentativa e condivise. L’assessore provinciale viene apprezzata per la sensibilità alle problematiche sociali e per il suo serio e qualificato impegno. Sull’altro fronte il centrodestra ha l’accordo in pugno ma una parte dell’Udc si è messa di traverso. I partiti che guidano la Regione e che fanno opposizione in Provincia e Comune capoluogo hanno messo nero su bianco il primo punto fermo dopo settimane di incontri e trattative. Ad imporre la mossa sembra sia stato il forzista Mario Borgatti. «Basta con gli incontri inconcludenti – pare abbia detto -. Formalizziamo la comune volontà di unirci per vincere queste elezioni». un po’ sorprendente il sì leghista. Contrariamente a quanto fino a ieri affermato dal segretario provinciale Antonello Contiero, rigido nel ribadire che gli eventuali alleati dovevano votare il federalismo prima di essere gratificati da accordi con la Lega, i resposabili del Carroccio polesano hanno confermato di aver ricevuto dai responsabili regionali, con l’avallo dello stesso Umberto Bossi, carta bianca per fare accordi nel centrodestra senza aspettare il benestare del vertice. In pratica, la Lega ci sta se ci stanno anche gli altri. Per un mal di pancia guarito, un altro ha avuto una ricaduta. L’Udc si sarebbe spaccata sull’adesione alla piattaforma comune con il resto del centrodestra. I dubbi maggiori sarebbero venuti al segretario provinciale Francesco Milan che non ha nascosto serie riserve nell’accettare di schierarsi in modo così netto. Quello che, per i più convinti assertori dell’accordo elettorale, altro non sarebbe che un atto di coerenza fotocopia dell’intesa che va avanti da parecchi anni nel centrodestra, per Milan è invece una cambiale in bianco firmata a Marangon, Bellotti e Contiero. Insomma, troppo. Pare che all’ultima direzione provinciale siano volate parole di fuoco. Resta da vedere se le riserve avanzate dalla segreteria siano solo un modo per alzare la posta o ci siano sotto altre trame. Nel primo caso, i beneinformati hanno fatto capire che il Pdl, e soprattutto Marangon, sarebbero pronti a diverse aperture verso l’Udc, non nascondendo che, se la questione si riducesse a candidature di peso in qualche ente locale, il partito di Francesco Milan potrebbe stare più che tranquillo. Purtroppo per il centrodestra, però, emergerebbero altri retroscena. Ci sarebbe chi già sta cullando accordi con frange del centrosinistra allontanate dalla leadership frigatiana. Su tutti il gruppo cresciuto intorno a Francesco Stocco messo fuori gioco in malo modo dal segretario provinciale. E qualcuno, nel corso della direzione provinciale dell’Udc avrebbe ammesso che l’accordo sarebbe addirittura a un passo dalla conclusione.
written by UDC Badia Polesine
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“Necessario prendere subito una posizione, per essere chiari nei confronti degli elettori”

Da La Voce di Rovigo del 12/02/2009 di Roberto Rizzo
ROVIGO- Che cosa propone il ristorante della politica polesana? In tavola vengono portati cibi buoni e meno buoni, ma anche cibi che non sono proprio digeribili. Anzi restano fermi, bloccati dentro lo stomaco. E non fanno proprio dormire. Renato Borgato, presidente dell’Udc polesana, già pensa a ricorrere a un robusto digestivo. Sentiamolo, allora. Qual è la situazione nel suo partitO? “In qualità di presidente dell’Udc ho raccolto quello che la stragrande maggioranza degli aderenti desidera e cioè di appartenere, ed io sono con loro, come scelta, storia e modo di sentire, al centro, ip alleanza con Lega e Pdl”. Attualmente è stato posta questa posizione al centro del dibattito politico dell’Udc? “Occorre fare riferimento al documento che il tavolo del centtodestra ci ha proposto per porre fine alle inquietudini’ ai se e ai tanti ma, ed alle minacce di corse solitarie e soffermarsi su una coa1izione che prima di tutto deve operare nell’ambito di un’intesa, di una serenità di rapporti, dando segnali forti di stabilità e di fiducia agli elettori”. Nella coalizione però la vita non sembra proprio essere tranquilla… “Infatti, la presenza nella coalizione di atteggiamenti pregiudizialmente condizionanti è del tutto deleteria poiché la gente recepisce che il problema è soltanto di poltrone anziché di strategia politica” . Perché fa queste affermazioni? “Perché il documento proposto tra gli alleati dovrebbe essere la base di partenza indispensabile e di esplicita volontà per dar luogo ad una coalizione compatta di tutte le forze del centrodestra. Solo così e se unite da subito possono vincere in prima battuta le elezioni provinciali. Ed è una fondamentale base di partenza per arrivare ad una piattaforma unitaria anche in funzione delle alleanze nei comuni, almeno in quelli più grossi”. Invece? “Invece, questo documento incontra una forma di diffidenza da parte del mio segretario provinciale Francesco Milan, il quale con questo atteggiamento dimostra poca fiducia e il timore che alla fin fine non sia così forte e sentita questa volontà di collaborare, privilegiando alla fine una corsa da soli che è del tutto deleteria”. Perché è deleterio correre da soli? “Perché nel caso che l’Udc corresse da sola non solo non darebbe chiarezza agli elettori che vogliono da subito sapere da che parte si sta, ma rischierebbe l’assoluto isolamento”. Infatti, non potrà, in seconda battuta, apparentarsi con la sinistra poiché ciò le verrebbe impedito dagli indirizzi regionali del partito e si vedrebbe costretta a pregare il centrodestra di allearsi. Con il rischio di trovare la porta chiusa di Lega e Pdl e quindi di rimanere del tutto isolata nel contesto politico – istituzionale palesano”. E allora? “Tanto vale mettersi tutti al lavoro con la convinzione ” che tutti insieme si vince. I fastidi possono emergere in sede di trattative su cui in alcune cose si dovrà fare un passo indietro o uno in avanti, mai comunque compromettere l’impostazione iniziale di volontà ,di presentarsi tutti uniti all’appuntamento elettorale per vincere da subito”. Belle parole. Ma l’Udc se si presenterà da sola, metterà in lista persone provenienti da formazioni civiche? “Non è un problema che mi riguarda perché io non correrò da solo”. Ma si dice che qualcuno del suo partito stia guardando a sinistra. Non solo ma che stia anche tentando di portare l’Udc in quell’ alveo. Le risulta? “Non mi risulta, penso che il partito se non saprà definire la strategia delle alleanze, come a livello nazionale, decreterà la sua scomparsa. La politica dei due forni non può appagare. Nell’ambito del centrodestra il nostro partitò dei moderati sa ritagliarsi quel giusto spazio di cui il centrodestra ha bisogno. Se qualcuno ha delle velleità ‘diverse lo faccia da solo. Frigato è pronto ad accorglielo a braccia aperte” . E’ frattura? “E’ indubbio che all’interno del partito ci sono posizioni diverse. lo rimango nella mia posizione che è fatta di coerepza, trasparenza e di impegno in questi ultimi anni, in cui ha costruito un forte rapporto umano, di persone prima ancora delle, sigle e un’alleanza solida con una progettualità che non intendo modificare. Altre posizioni mi troverebbero in contrasto con le mie idee e le opinioni della stragrande maggioranza dell’elettorato dell’Udc. Se il partito vuol percorrere altre strade, perseguire altri obiettivi,vuol dire che non mi sentirei più rappresentato. E non mi sentirei – conclude Borgato – di spendere la mia presenza,i miei consensi e di compromettere il duro lavoro, fatto per altri disegni”.
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Elezioni, Udc spaccata.Borgato spinge per un’alleanza col Pdl, Milan no
Dal Resto del Carlino del 11/02/2009 di Maristella Carbonin
L’UDC, alle provinciali, potrebbe anche correre da sola. Nonostante Renato Borgato, il capogruppo del partito di Casini in consiglio comunale, spinga per un’alleanza con il centrodestra, da sempre ‘compagno di viaggio’ nelle avventure elettorali (oltre che in molte amministrazioni), c’è un’altra corrente, quella del segretario provinciale, Francesco Milan, che storce il naso. O meglio, intende mettere alcuni paletti prima di un eventuale accordo con il centrodestra. Queste diverse posizioni sono emerse nei giorni scorsi e si sono concretizzate in una riunione avvenuta l’altra sera nella direzione del partito. In quell’occasione, come conferma anche Borgato, sono «stati posti alcuni problemi legati all’accordo definitivo con il centrodestra. Ma la direzione ha espresso una posizione di pochi componenti: dovrà pronunciarsi, nei prossimi giorni, anche il comitato provinciale». Borgato non nasconde, insomma, che all’interno dell’Udc, sono emerse due differenti posizioni in vista delle provinciali. «C’è chi guarda a un percorso di coalizione con un atteggiamento costruttivo, per portare il centrodestra a vincere in Polesine — spiega il capogruppo dell’Udc, che è pienamente d’accordo con questa strategia — ma ci sono altri membri del partito che vogliono fissare alcune condizioni ancora prima di un accordo con il centrodestra». Appunto, la schiera di Milan. Le maggiori perplessità, a livello politico, secondo Borgato sono dovute in particolare dal fatto che «l’Udc, a livello nazionale, ha deciso di tenere la linea dell’equidistanza dal Pdl e dal Pd». Ma non pochi attriti, con il Pdl, potrebbero nascere anche dalla contrarietà espressa dal partito di Casini sul federalismo. Le Lega, se correrà con il Pdl, accetterà ‘nel gruppo’ chi ha espresso una posizione contraria alla questione del federalismo? Difficile. «Con il Pdl dobbiamo incontrarci la prossima settimana e prima dovrà emergere una posizione di coerenza», spiega Borgato, fiducioso di riuscire a ricompattare la frattura.
«Porre condizioni ancora prima di un accordo con il Pdl — osserva Borgato — non mi sembra il caso. Non mi sembra proprio il caso di creare intoppi a un’alleanza che ha dato risultati in Polesine». Le condizioni che parte dell’Udc vorrebbe anteporre a un’allenza col Pdl «sono dettate, ad esempio, dal timore che possa verificarsi una situazione simile a quella accaduta in Abruzzo, dove alla fine l’Udc è stato tagliato fuori». Insomma, se l’Udc troverà un accordo, potrebbe correre col Pdl, altrimenti tentare una corsa in solitaria. L’ipotesi di un’alleanza col centrosinistra è invece esclusa del tutto: «Il partito — spiega infatti Borgato — verrebbe subito commissariato perchè c’è un documento, a livello regionale, che vieta, in Veneto, alleanze col centrosinistra. Quindi, nonostante le continue lusinghe di Frigato, l’Udc dice no al Pd».
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Il segretario Milan: “La nostra identità non è in vendita”
«Programmi e percorsi condivisi o andiamo da soli».
Tratto dalla Voce di Rovigo del 1 Febbraio 2009
Passi se a dirlo sono i leader locali dell’Udc, il segretario provinciale Francesco Milan o il presidente del partito Renato Borgato.Può sembrare una puntualizzazione o poco più.Ma se arriva a Rovigo il segretario regionale del partito con lo scudo crociato Antonio De Poli per rimarcare che l’Udc non intende scendere a compromessi rinunciando alla propria politica per accomodarsi, all’ombra di una coalizione soverchiante, la sollecitazione diventa un ultimatum. Ed è proprio quello che è avvenuto all’assemblea programmatica indetta dal segretario Milan per dimostrare, accelerando sul cammino preelettorale del partito, che l’Udc vuole essere forza che non rinuncia alla propria identità né si accontenta di assecondare linee politiche promosse dai altri su temi che sente propri.
«Queste assemblee territorio per territorio – ha sottolineato l’onorevole De Poli – hanno lo scopo di gettare le basi programmatiche della nostra linee programmatiche della nostra politica locale.E chi accetta questa logica di condivisione degli obiettivi ci avrà al Suo fianco». Però le sirene da una parte e dall’altra continuano a fare pressioni sull’Udc… «L’Udc non farà la fine del cane di due padroni.Per questo ribadisco che correre da soli non ci spaventa.Ci confrontiamo a viso aperto con tutti per mettere sul tappeto i punti su cui trovare dialogo e accordo.Al di là delle sedie». Ma se vi fosse offerta la presidenza della Provincia? «Ne saremmo felici. Ma non è questa la priorità. Ridurre tutto alla distribuzione dei posti fa perdere di vista l’obiettivo dei programmi da stilare insieme». Però è molto difficile che in Polesine si conctetizzi un accordo come in Trentino, dove l’Udc si è coalizzata con il Pd?
«A Trento è stata presentata una lista con obiettivi specifici su cui si sono trovati punti di accordo che hanno portato alla vittoria. Se un percorso simile fosse trasferibile altrove, va verificato localmente». E che l’unicità della scelta Udc non debba essere messa in discussione, lo aveva sottolineato il segretario Milan. «Chi sta con noi, non è né di qua né di là. Registriamo la proposta del Pd, ma non c’è chiarezza a cominciare dal rapporto con Rifondazione. Per la Provincia vogliamo un’alleanza forte disposta al confronto tra i partiti che hanno condiviso la politica locale in questi anni. Purtroppo la lentezza con cui procede il confronto e la timidezza di questa campagna elettorale sono segnali negativi»
written by UDC Badia Polesine
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