|
gen 25
|
Tratto dalla Voce di Rovigo del 25/01/2010
ROVIGO – “A distanza di una settimana dalla presentazione della mia candidatura a presidente della Regione Veneto, ribadiamo la forza del nostro progetto politico e ideale. Siamo la vera alternativa all’arroganza leghista, da una parte, e alla mancanza di chiarezza programmatica del Pd, dall’altra. Solo il Centro, dunque, sta dimostrando di essere in grado di lanciare un messaggio di governo politico della Regione forte e chiaro a tutti i veneti, un messaggio nuovo, fuori dai due schieramenti”. Lo dichiara Antonio De Poli, candidato governatore dell’Unione di Centro in Veneto, e a sostengo delle proprie parole presenta un sondaggio sulle intenzioni di voto. Secondo i dati emersi da un campione di mille venetì l‘UDC si colloca cóme terza forza, dietro Lega più Poi e Pd più Idv. Il sondaggio è però superato dal momento che è stato eseguito considerando Laura Puppato come candidata per il centrosinistra. E.Z.
|
gen 25
|
Avremmo sostenuto Galan ma il Pdl ha preferito arrendersi al Carroccio”
II presidente dell’UDC stima Bortolussi ma sottolinea: “E’ De Poli laverà alternativa alla Lega”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 25/01/2010 di Emanuele Zago
ROVIGO – II Pd ha scelto. Il candidato per le regionali sarà Giuseppe Bortolus’si e a Laura Puppato, che finora si era spesa per promuoversi come candidata, non resta che farsi da parte. La scelta di un candidato per i democratici, inoltre, fa anche tramontare la possibilità di una corsa a braccetto con l’UDC a sostegno di De Poli come candidato. De Poli resta l’uomo dello scudo crociato, Bortolussi il cavallo su cui punta il Pd. “Bortolussi è un gran nome, persona stimatissima, una figura autorevole. Ma si tratta di un uomo del Pd e quindi è una proposta del Pd che riguarda soltanto il Pd”, è questa la reazione di Renato Borgate, presidente polesano dell’UDC. “Noi, con De Poli – prosegue Borgate – abbiamo lanciato un grande fronte antì presidenza leghista, ma non eravamo disposti a contrattare con i partiti. Bortolussi si pone comunque in una logica di opposizione alla candidatura leghista e quindi gli va tutto il nostro apprezamento”. Per quanto riguarda l’UDC Borgate fa sapere: “Noi teniamo la nostra posizione di partenza che ha un occhio di riguardo nei confronti della tradizione popolare con là gente veneta che si identifica nel do crociato, con la posizione centrista che sì è sempre opposta al sistema bipolare. Noi teniamo fede al nostro impegno, al ruolo di centro e per questo andiamo avanti con la candidatura di De Poli, con chiunque voglia aggregarsi, come stanno già facendo diverse liste civiche”. Per quanto riguarda la mancata alleanza con il Pd per contrastare Zaia Borgate dichiara: “II Pd ha -perso una grande occasione. Noi abbiamo lanciato il fronte anti leghista, eravamo anche pronti a rinunciare al nostro simbolo. Abbiamo schierato un/buon candidato rivolgendo uh gran-. de appello àgli scontenti di Pdl che non vogliono subire il ricatto di Arcore ePontida”. Borgate sottolinea la difficoltà di stringere accordi con il centrosinistra: “Con l’UDC si identifica lo zoccolo duro della nostra gente veneta che fa fronte alla democrazia cristiana e alle spinte liberali e riformiste. Dispiace che il Pd non abbia accolto questa nostra proposta ma posso anche dire che hanno un candidato di alto profilo. Certamente Bortolussi farà fatica a catturare i voti degli scontenti del centrodestra in quante proposto dal Pd, mentre noi ci propomiamo di sfondare anche sul fronte del centrodestra, prendendo i voti di chi non ci sta al domi-” nio leghista. Il Veneto non deve essere una provincia della Padania ma una regione dell’Europa”. Borgate è consapevole che la corsa solitària renderà la strada per palazzo Balbi molto impervia: “Non ci siamo a scendere a patti con i partiti solo per un posto in giunta. L’UDC mantiene la sua identità e le sue proposte e il suo valore andrà a consolidarsi diventando una grossa componente con cui fare i conti”. “Quello che ci ha stupito punzecchia Borgate – è il fatto che il Pdl ha affrontate supinamente questo scontro a due con la Lega abbandonando la strategia iniziale di Galari che non voleva abbandonare l’UDC. Purtroppo estromesso Galan, che noi appoggiavamo e avremmo sostenuto, ha avute la meglio la corrente che soteneva la candidature leghista. A queste punto ci siamo organizzati per rappresentare il nostro elettorato, su una logica di trasparenza. Siamo convinti che il popolo dell’UDC saprà premiarci”. Borgate chiude con una stretta di mano a distanza al candidate del Pd: “Tanti auguri a Bortolussi, una figura importante che porterà un bagaglio di idee in questa campagna elettorale, delle quali dovremmo fare tutti tesoro”
|
gen 16
|
Il candidato dell’Udc inizia la sua corsa e apre “ai settori più avveduti del Pdl” nel segno del no alla Lega
Tratto dalla Voce di Rovigo del 16/01/2010 di Francesco Campi
ROVIGO – Un messaggio ai veneti prima ancora che ai partiti quello con cui Antonio De Poli ha ufficializzato la propria candidatura. Che per il momento è solo targata UDC. E Api, visto che Calearo, l’uomo di Rutelli in Veneto, era presente in prima fila al Caffè Pedrocchi per dare la propria benedizione al “laboratorio per moderati e riformisti, esempio per l’intera politica italiana”. “Nel momento in cui avanzo la mia candidatura alla presidenza della Regione – ha detto l’ex europarlamentare ed ex assessore della giunta Calan, attualmente deputato e segretario regionale dell’UDC – lanciamo un appello a tutti i veneri che non vogliono cedere ai ricatti di Bossi, che non sono disposti a subire l’umiliazione di vedere la loro terra diventare un protettorato di Gemonio o di Arcore”. . L’attesa apertura al Pd per ora è rimasta nel cassetto e sarà così oggi il partito di Bersani a doversi esporre perprimo. Anzi, De Poli se una mano ha teso verso qualcuno, l’ha fatto verso quelle frange del centrodestra che accolgono con un certo maldipancia la candidatura leghista di Zaia: “Offro fin d’ora – ha detto – la massima disponibilità e apertura a collaborare fianco a fianco con tutti coloro che vorranno dare il loro contributo a questo progetto, appoggiando la mia candidatura. Penso a tutte le forze politiche, economiche e della società civile presentì nella regione , compresi i settori più avveduti del Pdl veneto che hanno compreso che il loro partito è stato sacrificato da Berlusconi sull’altare celtico di Bossi”. E’ la Lega, dunque, il vero nemicò. E non potrebbe essere altrimenti, perché è il Carroccio in questo momento ad avere in mano le redini di una pare certo granitica. Ovviamente, anche volgendo lo sguardo a sinistra il panorama non è certo più confortante. E anche l’offrirsi “senza sé e senza ma”, così come formulato qualche giorno fa dalsegretario rodigino Gabriele Frigato, è il segno che in casa democratica c’è qualcosa che non va. Oggi si saprà qualcosa in più. Intanto però l’UDC, partito nettamente minoriatario rispetto a Lega, Pdl e Pd, detta i tempi del valzer politico veneto. ‘Bossi e Berlusconisi sono giocati a dadi il governo di una delle regioni strategicamente più importanti d’Italia – ha sottolineato ancora De Poli – ignorando e calpestando perfino le istanze dei loro elettori del Veneto e dimostrando di considerare questa terra meno dell’ultima provincia dell’impero. A questo teatrino noi, oggi, in Veneto e dal Veneto, contrapponiamo non una conventicola di partiti che a tavolino, da Roma, decidono di mettersi contro qualcuno,’ma un progetto che nasce qui per la nostra Regione all’insegna della libertà di espressione e di scelta del proprio futuro dei suoi abitanti, all’insegna della responsabilità, della serietà e della solidarietà. Ma con altrettanta chiarezza voglio dire da subito che non sono interessato ai pateracchi politici, non voglio radunare nessun esercito raccogliticcio e non intendo aprire una stagione di estenuanti contrattazioni con i partiti, perché questo non appartiene al mio Dna, pur essendo io un uomo di partito e rispettando in pieno il ruolo essenziale dei partiti e del loro personale politico”, Parole che pongono paletti forti anche alle “evoluzioni” a livello locale, così come rimarca anche il presidente dell’UDC polesano Renato Borgate: “E’ chiaro il senso del discorso di De Poli: non vogliamo essere una provincia della Padania, ma una regione d’Europa. La battaglia contro la Lega tuttavia non deve dare luogo a una stagione di contrattazione con i partiti, ma casomai avviare un percorso di confronto che possa produrre progetti basati su programmi e non solo su istanze estemporanee”. Il riferiménto al ventilato ingresso in maggioranza dell’Udc a Palazzo Celio è chiaro. La prospettiva di avviare un discorso comune in vista delle prossimme comunali è più che concreta, ma per Borgato ogni possibile mossa pare proprio essere prematura.
|
gen 15
|
LA LETTERA VANNI BORSETTO CHIEDE SPIEGAZIONI
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 15/01/2010
«E ‘chiara, concisa e lapidaria la posizione del Consigliere Comunale UDC Renato Borgato sull’allargamento della Giunta di Rovigo al suo partito. Ovvero: prima viene il patto con gli elettori 2006 (Giunta di Centrodestra), poi (eventualmente ?) le responsabilità di governo. Il tutto giustificato, a suo dire, dalla vocazione dell’elettorato centrista locale irrimediabilmente sbilanciata verso destra. Domanda : ma perché l’UDC per le prossime elezioni regionali sta trattando posti in giunta in moltissime amministrazioni locali governate dal Centrosinistra? Una per tutte : l’eventuale ingresso del Partito di Casini nella giunta regionale Lucana. Premesso che, ipotesi, molti di questi incontri andassero anche altrove contro le volontà dell’elettorato centrista di Rovigo, come giustificherebbe nella nostra città il Consigliere Borgate questo nuovo, inedito scenario politico al quale egli sembra non dare l’evidente dovuto peso? Difficile anche sostenere che non c’è nulla di nuovo all’orizzonte: la ricollocazione della presenza UDC in campo nazionale (a Trento, città apripista, lo è già da tempo) e nel Veneto (candidato centrista De Poli con il placet sempre più probabile del PD) non mi sembra ormai più un tabù. Nutro il massimo rispetto per le scelte dell’elettorato UDC a Rovigo delle quali il Consigliere Borgate è ossequioso interprete, ma mi par di capire che ormai in più di qualche realtà locale è venuto meno quel vincolo di correttezza con i cittadini (Partiti votati “blindati” nel campo di appartenenza) praticato dall’UDC ed invocato dal Consigliere Borgate. Se la strada dell’accordo tra Centro sinistra e UDC a Rovigo, a detta di Borgate, è già così preclusa in partenza, mi sembra legittimo chiedere loro: perché altrove si chiudono accordi mentre a Rovigo, dove il Centro sinistra in tré anni e mezzo ha impresso una svolta cambiando il volto a città e frazioni, è così innaturale un futuro con l’UDC?
|
gen 15
|
STATI GENERALI L’ex segretario della CisI Vincenzo Milan: basta protagonismi
“Preoccupa quello che accade in Camera di commercio. Borgato non è il padrone dell’Udc”
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 15/01/2010
A fine mese la provincia ha convocato gli “stati generali” per analizzare la situazione polesana. Vincenzo Milan, del Cda del Consorzio di sviluppo ed ex-segretario provinciale CisI, interviene nel dibattito per invitare a lavorare insieme per il bene del Polesine. «Gli stati generali sono un’utile occasione per aiutare il Polesine ad uscire dalla crisi attuale, a certe condizioni. La prima parte da una constatazione: in questi anni tutti si sono sprecati nel dire che bisogna “fare squadra”, ma poi i protagonismi di parte, sia istituzionali che associativi, hanno quasi sempre prevalso, con il risultato di essere costantemente determinati da altri. Occorre rimuovere questa ipocrisia e fare squadra sulserio». Si riferisce a qualcosa in particolare? «Gli esempi si sprecano, ma per restare all’attualità, non è accettabile ciò che sta accadendo da mesi in Camera di commercio per il rinnovo della giunta. Ricordo che gli stessi soggetti sociali interessati sono quelli che spesso pontificano contro la politica e le istituzioni». Basta questo? «A mio avviso c’è un’altra condizione, quella di affrontare un nodo economico e sociale storico del Polesine: da noi le crisi arrivano subito e si risolvono parecchi anni dopo altre aree del Veneto. Ovviamente ci sono delle ragioni strutturali ampiamente esaminate. Quel che è mancato, soprattutto nel decennio scorso, quando, lo voglio ricordare l’amministrazione provinciale parlava di avvenuta integrazione del Polesine nel Veneto, non sono invece state aggredite le cause del nostro puntuale ritardo, riaffermato con la nuova crisi di questi tempi». Lei nel Consorzio di sviluppo rappresenta l’UDC. Sulla sua nomina ci sono state delle polemiche. Come vanno le cose? «Il Consorzio è il luogo giusto per fare squadra e quando questo è avvenuto, come per esempio con il Patto territoriale, i risultati positivi si sono visti. Per quanto riguarda l’UDC le polemiche erano e rimangono gratuite, fatte da chi ha una concezione padronale del partito come emerso nelle ultime dichiarazioni di Renato Borgato, il quale non manca mai di attribuirsi ruoli in un partito che è confluito in una nuova realtà a cui seguiranno nuovi organismi. Ricordo a Borgateo che dovrebbe ringraziare tutti coloro che hanno consentito i positivi risultati elettorali di questi anni a cominciare da Lorenzo Liviero e Francesco Milan che, nei ruoli assegnati e svolti, hanno dato spessore e visibilità al partito. Persone che, invece, sono state avversate da Borgato per mantenere un controllo personale sull’UDC polesana»
|
gen 14
|
Sdoganata l’apertura al centro
Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/01/2010 di Alberto Garbellini
ROVIGO – Tutti pazzi per l’UDC, in nome dell’interesse generale. Il partito di Casini si conferma il “più amato” dal centrosinistra in cerca di un allargamento dell’alleanza per le prossime regionali. In Polesine la “benedizione” del Partito democratico è arrivata dal segretario provinciale Gabriele Frigato, pronto non solo ad allearsi ma a garantire l’appoggio, eventualmente, al segretario regionale Antonio De Poli in funzione ami Zaia. E adesso anche la numero uno regionale dei Democratici Rosanna Filippin da il via libera: ” Ci sono molti modi di guardare alla sfida delle regionali. Si può scegliere la strada della testimonianza, oppure quella della competizione. La via della rassegnazione, oppure quella del coraggio. Il vicolo cieco dell’attendismo olarotta limpida di scelte chiare. Io ho un’idea molto precisa di quel che deve fare il Pd. Giocare fino in fondo una partita che non è scontata, perché la Lega non ha vinto in partenza. A chi non si fida di un Veneto a guida leghista va offerta un’alternativa. Netta, riconoscibile, concreta. Un’alternativa che non basta proclamare a parole, ma che bisogna costruire con i comportamenti”. Le conseguenze del ragionamento sono chiare: “C’è un tempo in cui conta l’impegno per una causa più grande. Al centrosinistra, ma anche all’UDC e alle forze autonomiste, dico che il futuro del Veneto dipende dalle scelte che ciascuno di noi assumerà in queste ore. Per battere la Lega serve una coalizione ampia e un candidato condiviso. Forse è giunto il momento, per. tutti, di fare un passo indietro. Per fame avanti, insieme, uno più grande”. E anche il Partito socialista parla della necessità di un allargamento dell’alleanza, in nome di un interesse generale che richiede scelte non “barattabili” con interessi particolari. “La società veneta presenta aspetti “di aperta divaricazione del sentire comune, che gettano, i propri riflessi sul quadro politico e aprono prospettive di luce più o meno chiara, a seconda che prevalga l’una o l’altra tendenza culturale – scrive il segretario Giarmi Giribuola – Da una parte la tendenza solidaristica, che riconosce i valori su cui è fondata l’identità del Veneto, data dalla laboriosità, il sacrificio e l’inclusione; dall’altra la visione esclusivistica, isolazionista ed ignara della storia. Il centrosinistra non può essere indifferente in questo processo e permettere che possano prevalere quanti vogliono portare la nostra regione all’arroccamento su se stessa, che finirebbe per essere pregiudiziale per l’intero quadro sociale regionale in un momento in cui il mondo si apre sempre più al superamento delle, barriere nazionali. Bisogna fare fronte comune alla deriva leghista e perché alle prossime elezioni regionali non prevalgano i richiami della paura contro oscuri e pretestuosi pericoli, tìpici della Lega, ma si affermi quella volontà di andare avanti nel lavoro, nel rispetto dei diritti della collettività e dei singoli, nella sicurezza della vita. Per questo i socialisti-vedono con favore l’allargamento della coalizione all’UDC alle prossime regionali, ma in questa scelta vedono anche la ricerca di un percorso di più ampio respiro, sia a livello locale che nazionale”. Un’apertura che è al tempo stesso una bocciatura. Per l’Idv che ha deciso di andare in solitario tastando il terreno con l’onorevole Massimo Donadi. “Il Partito socialista, in un momento nel quale il centrosinistra veneto sta ricercando di allargare la propria alleanza, non condivide la scelta dell’Italia dei valori di presentare un proprio candidato alle regionali e crede sia frutto di una visione miope e di corto respiro, più attenta alla difesa della opportunità e del particolare, che orientata ad una visione strategica a salvaguardia dell’interesse generale” , Ma che tra i socialisti e Di Pietro non ci sia feeling non è storia di oggi.
|
gen 13
|
II leader centrista: “Calati produzione e redditi”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010
ROVIGO – Antonio De Poli e già in campagna elettorale e critica la Lega. “L’assessore Manzato non faccia il portavoce del ministrocandidato Luca Zaia. Nei prossimi giorni interverrò più e più volte sulle gravi difficoltà in cui versa l’agricoltura nel Veneto dopo le blindatissime gestioni leghiste nel settore agricolo, indotti di vario genere compresi”. “Se/intanto, può servire, si sappia che in questi ultimi due anni sono calati, in tutti i settori dell’agricoltura, a sud e soprattutto a nord, redditi e produzione. Nella sola Lombardia in un anno hanno chiuso 1.750 allevamenti. Sono crollate anche le filiere della qualità certificata. I prezzi dei vini sono scesi oltre il 18% in un solo anno. Anche in Veneto un’azienda agricola su tré rischia di chiudere e gli agricoltori hanno chiesto al governo lo stato di crisi. Tutto questo durante il ministero Zaia. E questi sono risultati di cui vantarsi? Che risposte concrete hanno avuto i nostri agricoltori? Nessuna risposta, anzi provvedimenti (taglio fondi e incentivi, cuneo fiscale) che messi insieme valgono come un aumento delle tasse”.
|
gen 13
|
L’UDC rischia una guerra interna
Tratto dalla Voce di Rovigo del 13/01/2010 di Roberto Rizzo
ROVIGO – C’è una dote che accomuna l’onorevole Gabriele Frigato al professor Albertino Stocco. Si chiama tenacia: questo sostantivo ha il valore di un eufemismo, usato per non dire cocciutaggine. Il primo, infatti, sta lavorando, brigando da anni per far traslocare l’UDC nella maggioranza, Pd e compagnia cantante. Il secondo, per io anni, è riuscito a tessere una tela di appoggi che l’ha portato ai vertici degli istituti riuniti di assistenza sociale di Rovigo. La seconda vicenda, quella che riguarda Albertino Stocco, si può considerare conclusa. Per la conclusione della seconda, pare proprio che si siano create tutte le condizioni per l’entrata nella giunta comunale di Rovigo di un giovane, un uomo che se non è iscritto all’UDC, francamente non lo sappiamo, con alcuni uomini dell’Ode va comunque a braccetto. E chi è questo uomo? Per dirlo riportiamo voci. Che si fanno però ogni giorno più insistenti. In particolare nelle sedi di alcuni partiti e lungo i corridoi di palazzo Nodari. Dove vivono i soliti bene informati, anche se lontani dalle stanze del potere vero. Quest’uomo è Riccardo Rizzo il quale sarà chiamato a sostituire Federico Frigato, .che è emigrato, non nelle condizioni di un extracomunitario, dall’assessore alla cultura di Rovigo alla presidenza del consiglio provinciale? Riccardo Rizzo ha poco più. di 40 anni, è laureato in scienze aziendali, (gualche anno fa decise di abbandonare alcune esperienze politiche di primo piano, nella De e nella Margherita, per motivi professionali. E’ un uomo preparato, serio, intelligente. Di lui non si può che dire bene. Quindi nessuna critica alla persona. Ma chi avrebbe sostenuto la sua candidatura per entrare nella giunta di Fausto Merchiori? Certamente alcuni uomini dell’UDC, Quelli che guardano con una mai celata simpatia a una collaborazione con il centrosinistra e che concretamente rappresentano l’avamposto di Gabriele Frigato nel partito di Pier Ferdinando Casini… Se poi usciamo dal generico, viene da pensare che, tra questi uomini, ci sia anche il dottor Lorenzo Liviero, che di Riccardo Rizzo è amico da sempre e che, a giudizio di molti, è uomo ombra dell’UDC, la testa pensante, tanto per intenderci, che studia le strategie per i suoi amici. Che insegna come muoversi. Anche in ambiti come questi che sono irti di difficoltà. Il progetto di Gabriele Frigato si e dùnque realizzato. Ma perché abbiamo definito questi ambiti irti di difficoltà? Là risposta da dare non è proprio così diffìcile. , E’ sufficiente andare con il pensiero ad alcuni anni fa. Quando l’UDC si schierò, fermiamoci alla sola corsa per la conquista di palazzo Nodari, come alleata del Pdl. Sulla scorta dei programmi e sulla scia di un costante allontanamento dalle posizioni di centrosinistra, l’UDC chiese l’appoggio dei’cittadini di Rovigo ottenendo così reiezione di due consiglieri comunali e cioè di Renato Borgate e Rinaldó Salvan. Borgatee Salvan, quindi, rappresentano in Comune quegli elettori che hanno Mndiviso là linea politica di non alleanza conii Pd. Oggi la realtà: Riccardo Rizzo in giunta, imporrebbe, ai due consiglieri, di fare il salto della barricata
n.la condivisione dell’azione dell’attuale esecuti/o. Comunque vivrebbero profondi stati di disagio. \ meno che… A meno che nell’UDC non si scateni ma. nuova guerra che potrebbe durare fino alla inclusione della legislatura Merchiori. Visto che cenato Borgatpe Rinaldo Salvan sono, a quanto si lice, nettamente cpntrari a questa operazione, ipn avendo .l’abitudine di indossare in corsa nuove :àsacche. Se si vuole questo…
|
gen 13
|
II capogruppo rigetta qualsiasi ipotesi di alleanza
Renato Borgato: «A Palazzo Nodari non tradiremo gli elettori»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/01/2010
«L’ingresso in giunta comunaie dell’UDC è una chimera di qualche illuso sognatore». Più chiaro di così… Renato Borgato, capogruppo UDC a Palazzo Nodari, spazza via i dubbi. L’UDC è targata centrodestra. E Merchiori no. Punto. «Qualsiasi nome appartenente o simpatizzante UDC sarebbe sconfessato politicamente dai due consiglieri comunali eletti nella lista che siamo io e Rinaldo Salvan sbotta Borgato – Noi abbiamo il mandato degli elettori su un programma ^antitetico all’attuale giunta. Chi fa i conti senza l’oste sbaglia perché abbiamo oltre il 7% di consensi in città». In breve, Borgate affossa ogni ipotesi di presunta alleanza con Merchiori. E non è tenero con chi sta dietro a questo progetto. «Io e Salvan non tradiremo gli elettori. Se gli accordi fra Gabriele Frigato e qualche suo fiduciario nell’UDC dovessero sfociare in un nominativo, da vero amico gli sconsiglio di non avventurarsi in figuracce. Questa giunta è a fine corsa». Borgato annuncia anche che l’,UDC non è più commissariata. «C’è un coordinamento per le elezioni che proseguirà fino al congresso. Non è un caso che ne facciamo parte io e Rinaldo Salvan. Siamo consci che le Regionali potrebbero presentare diversi scenari. Ma l’UDC ha un elettorato prevalentemente moderato di centrodestra e pur tuttavia non berlusconiano e profondamente in antisi alla Lega. Resta tuttavia assolutamente non di sinistra. Oltretutto le Provinciali con la nostra corsa solitària, hanno stabilito due schieramenti. In Veneto ora ci presenteremo in contrapposizione alla candidatura leghista. Un progetto aperto a chi ci sta. E’ suggestivo che il Pd condivida questo progetto, e ancora di più lo è sentire che Frigato voterebbe Antonio De Poli. Ma allora ha proprio ragione Massimo Cacciari quando definisce i Democratici orfani di leadership e di proposte politiche tanto da far diventare il pensiero centrista dell’UDC la loro ancora di salvezza». Ma allora che ruolo sta avendo il consigliere provinciale Michele Raisi? «Raisi in consiglio provinciale è in una situazione completamente diversa dal Comune. E’ all’opposizione ma rappresenta una lista equidistante dalla destra e dalla sinistra. Sulle politiche provinciali, preludio per alleanze e programmi futuri, ci confrontiamo di volta in volta. Gli Stati generali della Virgili sono visti molto bene dall’UDC. Apprezziamo che si voglia contribuire ad avere un ruolo importante sui progetti che riguardano lo sviluppo del Polesine».
|
gen 11
|
Ci sarà anche Renato Borgato: “II taglio del costi della politica non deve ricadere sugli enti locali”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/02/2010
ROVIGO – Giovedì L’Anci si riunisce a Roma. Fra i punti nell’odg: la verifica dell’interruzione dei rapporti con il Governo”. L’Anci, infatti, da tempo chiede maggiore attenzione agli enti locali. Ci sarà anche Renato Borgato, consigliere comunale di Rovigo e vicepresidente dell’Anci nazionale dei consiglieri comunali. “I punti sui quali ci batteremo – afferma – sono quelli che abbiamo evidenziato nelle scorse settimane. Il taglio dei costi della politica non deve ricadere sugli enti locali. Ridurre il numero dei consiglieri comunali, ad esempio, non si tradurrebbe in un sollièvo per le casse dello Stato ma accentuerebbe un bipolarismo che, specie negli enti locali, non è il sale della democrazia. I cittadini devono continuare a potere formare liste civiche e raggrupp ame nti specificamente locali”. La posizione di Borgate è la stessa. dell’UDC e di Alvaro Ancisi, esponente del partito scudocrociato e componente dell’Anci. L’UDC, infatti sostiene che “nel quinquennio 2004-2008 la spesa è aumentata in ogni comparto della pubblica amministrazione in rapporto al Pii, per un valore complessivo di 1,2 punti percentuali, ad eccezione delle amministrazioni regionali (al netto della Sanità) e comunali, dove invece si è registrata in entrambi i casi una frenata di 2 decimi della spesa complessiva”. Per quanto riguarda la pressione fiscale, “a fronte dell’aumento di oltre 2 punti percentuali registrato dall’intera pubblica amministrazione nel quinquennio 2004-2008, interamente ascrivibile alle amministrazioni centrali i Comuni hanno registrato una riduzione del carico fiscale sui contribuenti di circa 2 decimi”. Anche depurando il dato dall’abolizione dell’Ici sulla prima casa, si evidenzia una sostanziale “stabilità della pressione fiscale comunale lungo tutto il quinquennio considerato”. Altro aspetto da affrontare è quello dei Comuni creditori dello Stato, “ad esempio le spese per le funzioni di giustizia”. L’Anci è intervenuta più volte “per denunciare il problema dei ritardi nei rimborsi da parte del ministero della Giustizia delle spese giudiziarie anticipate dai Comuni, ai Comuni viene generalmente erogato l’acconto riferito ad anni precedenti, e non si ha certezza su quando avvenga l’erogazione e sull’importo del saldo. Da segnalazioni fatte dai Comuni risulta un ritardo nell’erogazione dei fondi di almeno due anni. Per quanto riguarda invece la copertura delle spese è emerso che in media il contributo globale annuo non supera mai, o quasi, l’8o% di tale voce”. La mancata copertura della spesa sostenuta dal sistema dei comuni per la giustizia “può essere quindi quantificata, per ogni anno, in 60 milioni di euro, ovvero il 2 o % d i quanto rip orlato nei consuntivi Istat (anno 2007) che per tale funzione di spesa rilevano un ammontare pari a 301 milioni di euro”. Altro esempio: “L’addizionale comunale sui diritto di imbarco aeroportuali . Introdotta dal 2004, vale (per l’anno 2008) 301 milioni di euro. Nonostante si continui a chiamare addizionale comunale, ai comuni sono arrivati appena 9 milioni di euro. Il resto va ad Alitalia, ai vigili del Fuoco ed alla sicurezza degli impianti”. Borgate ripete anche che “I Comuni sono il comparto che fa più investimenti nel Paese, ma che nel 2010 arretrerà almeno del 30%”. quindi “nel 2010 si ripresentano tutte le difficoltà riscontrate nel 2009. In particolare l’impossibilità a fare investimenti e la difficoltà a smaltire i residui passivi per la spesa in conto capitale che si sono formati nei bilanci dei Co- mùni. I residui passivi per gli enti’soggetti a patto ammontano a circa 46 miliardi di euro e le giacenze di cassa sono pari a n miliardi di euro. Inoltre a legislazione vigente i Comuni per partecipare al risanamento dei conti pubblici, attraverso i limiri imposti dal Patto di stabilità, .hanno come unica possibilità la riduzione della spesa totale, difficilmente sostenibile in quanto devono far fronte alla crescente domanda di servizi sociali, a 11 ‘ a umento dei costi, ai rinnovi contrattuali. È noto che per i Comuni la riduzione di spesa può essere realizzata solamente attraverso la contrazione della spesa per investimenti, che è discrezionale, e non attraverso la riduzione della spesa corrente perché molto rigida, in quanto è composta da spesa del personale e spésa per servizi, la maggior parte dei quali di natura sociale”. Per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità i Comuni saranno costretti nel triennio 20092011 “a ridurre la spesa totale del 10%, pari a circa 6 miliardi di euro, e considerando che la spesa corrente è diffìcilmente contraibile a risentirne sarà la spesa per investimenti che si potrebbe ridurre di almeno il 30%”. E ancora: “I Comuni sono pure il comparto con i costi medi (personale e rappresentanza politica) più bassi di tutta la pubblica amministrazione”. Un dato che tradizionalmente viene utilizzato per misurare l’efficienza nelle organizzazioni di lavoro è il rapporto tra il numero dei dirigenti e la dotazione organica complessiva. “In media, nei Comuni capoluogo c’è un dirigente ogni 52 lavoratori; mentre al ministero dell’Economia il rapporto è di i dirigente ogni 22 dipendenti, al ministero dell’Ambiente si sale a i dirigente ogni 13 dipendenti, Inoltre, i dipendenti dei Comuni rappresentano il 12% del totale dei dipendenti pubblici e la loro retribuzione ‘pesa’ perl’ii%sul totale”; Rispetto al 2008: “La somma che manca nelle casse comunali è pari a 490 milioni di euro. Rispetto al 2009 mancano nelle casse comunali ben 535 milioni di euro. Rispetto al 2010 la perdita per i Comuni è stimata pari a circa 543 miliardi di euro, ma a tale somma devono aggiungersi i tagli presentati dalla Finanziaria per il 2010 a valere sul fondo ordinario, considerando ulteriori tagli a quelli già detti sui costi della politica”, Per quanto riguarda il patto di stabilità intemo vige la regola della competenza mista, e i “Comuni devono rispettare un unico obiettivo. Nonostante questa situazione i Comuni “continuano a garantire servizi”. In base alle proiezioni di crescita degli ultimi 2 anni, “si stima che nel 2008 abbiano operato sul territorio nazionale oltre 3.450 asili nido comunali, che ogni mattina hanno accolto complessivamente quasi 170.000 bambini. Nelle città italiane, tutte le notti vengono raccolte e smaltite io2mila tonnellate di rifiuti urbani: l’equivalente di una superpetroliera. Ogni giorno, in tutta Italia, vengono assistiti 215.000 anziani (pari all’i, 8% della popolazione con oltre 65 anni di età). Complessivamente, ogni giorno viaggiano sui mezzi pubblici delle aziende municipali dei trasporti oltre 38 milioni e mezzo di passeggeri. Le biblioteche comunali aperte al pubblico sul territorio nazionale sono 6.492. Nei Comuni italiani sono operativi 3.297 sportelli unici per le attività produttive che quotidianamente erogano servizi fondamentali per le piccole e medie imprese. I comuni provvedono all’assistenza quotidiana di 7.000 minori non accompagnati”. “Da sempre, inoltre, i Comuni italiani offrono la loro leale collaborazione con tutti gli altri livelli istituzionali”.

Brussels, Belgium








