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Il sindaco: “Inaccettabili le risposte riservate alle mie legittime richieste di atti”

Documenti rifiutati, Fantato: “Presto sarà nominata la Commissione di indagine”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 21/01/2010 di Davide Sarzi

S7301083 low 150x150 BADIA POLESINE   Casa di riposo: pronti a denunciare Badia Polesine – Commissione d’indagine e prefigurazione del reato di omissione d’atti d’ufficio: queste le azioni prospettate dal sindaco di Badia Polesine Gastone Fantato nei confronti della casa di riposo “Casa del Sorriso” guidata dal presidente Fabrizio Rossi. Un calderone da tempo in procinto di esplodere che nel giro di un paio di settimane è tornato improvvisamente agli onori della cronaca, dopo le vicissitudini del 2007, quando la rielezione dell’attuale presidente fu causa scatenante del famoso “ribaltone” che portò, due anni dopo, al commissariamento del Comune. Nei giorni scorsi gli interventi della Lega Nord (”C’è un problema casa di riposo”), del consigliere socialista Riccardo Mantovani (”Auspico un nuovo indirizzo”) e del capogruppo Germano Goia (”Comportamento ostruzionista e irrispettoso del presidente”) avevano fatto capire che si era ormai giunti al punto di rottura. A scoperchiare definitivamente il pentolone ci ha pensato martedì sera lo stesso sindaco Fantato, convocando la conferenza dei capigruppo e invitando all’incontro i rappresentanti della stampa locale. Presenti il capogruppo di maggioranza Goia e quello delle “3 Torri” Adino Rossi, mentre era assente l’ex sindaco Paolo Meneehin. capogruppo di “Insieme per Badia”, sostituito dal consigliere Claudio, Guerra. Fantato è partito da lontano, rivelando come, fin da subito, i rapporti con la casa di riposo si siano dimostrati piuttosto tesi: “Mi attendevo un rapporto di collaborazione dal presidente – spiega Fantato – ma invece ho inspiegabilmente trovato un atteggiamento ostruzionista. Già dalle prime settimane d’insediamento avevo chiesto di consultare alcuni documenti come bilancio, pianta organica, delibere e determine, e altri documenti ai quali Sindaco e consiglieri comunali hanno diritto di accesso. Purtroppo, tranne due o tré atti irrilevanti, la mia richiesta non è stata mai evasa e Rossi si è trincerato dietro una presunta violazione della privacy”. E’ così iniziato un lungo scambio epistolare che il sindaco ha sintetizzato ai capigruppo riportando alcune risposte pervenute nei mesi successivi: “In settembre, per esempio, alla richiesta di altri documenti come lo statuto e il regolamento di amministrazione, Rossi mi rispose che la casa di riposo è un ente indipendente dal Comune, il quale, a suo dire, non ha alcun diritto di vigilare sul suo operato. Una risposta che ritengo assurda: il cda che a sua volta ha eletto il presidente è stato nominato dal consiglio comunale, e lui non può rifiutarsi di fornire tali documenti. E’ un comuorta- mento inaccettabile, la casa di riposo non è proprietà di Fabrizio Rossi, ma appartiene a tutti i cittadini”. Vista la reticenza del presidente a fornire i documenti, il sindaco ha rivelato di aver richiesto numerosi incontri, tutti rinviati o rifiutati con varie scusanti, e di aver infine deciso di rivolgersi alla direttrice dell’istituto: “II 7 dicembre 2009 – Spiega Fantato – ho chiesto alla direttrice Nadia Caramore di fornirmi i documenti relativi ad alcuni appalti e a quattro deliberazioni. Ho atteso la risposta per un mese finché il 7 gennaio le ho riscritto, inviando il messo comunale per sollecitarne la produzione. Per tutta risposta la Caramore si è rifiutata di consegnare documenti al messo, rispondendomi successivamente che a suo modo di vedere le mie richieste sono già state per quanto possibile evase”. Una partita a scacchi sul filo dei nervi che martedì è forse arrivata a una svolta decisiva: “Dopo essermi consultato con la nuova segretaria, Giuseppina Fiorentino – prosegue Fantato – che già aveva dovuto affrontare problemi di questo genere, ho deciso di scrivere un’ulteriore lettera alla direttrice, nella quale prendo atto della risposta prospettandole il reato di omissione d’atti d’ufficio secondo l’articolo 328, secondo comma, del codice penale e riservandomi di promuovere tutte le azioni legali nelle sedi op- portane”. Fantato ha quindi annunciato che nel prossimo consiglio comunale (che dovrebbe svolgersi ai primi di febbraio) proporrà l’istituzione di una commissione d’indagine con l’immediata nomina dei componenti, due di maggioranza e uno di opposizione, quest’ultimo con ruolo di presidente della commissione. “Prima di inviare tutta la documentazione in procura, che spero rimarrà l’estrema ratio, ho preferito procedere in questo modo per non coinvolgere in uno scandalo l’istituzione della casa di riposo. Anche per questo ho più volte chiesto le dimissioni del presidente, che in questi mesi ha invece dato mandato a due legali di resistere alle mie richieste e ha cercato di scaricare le responsabilità sulla direttrice e sul eoa, facendo loro sottoscrivere le sue lettere di risposta”. Ora la palla passa a Rossi che ha già preparato la sua contromossa, convocando una conferenza stampa per domani pomeriggio alla quale dovrebbe partecipare tutto il cda della casa di riposo.

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Il primo cittadino “Rossi da candidato millantò un incarico mai davvero rivestito”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 21/01/2010

S7301083 low 150x150 BADIA   Rossi da candidato millantò un incarico mai davvero rivestito Badia Polesine “Quando Fabrizio Rossi presentò la sua candidatura a presidente della casa di riposo dichiarò di aver ricoperto il ruolo di ‘responsabile amministrativo’, quindi con mansioni dirigenziali, all’interno dell’Ulss 18: una dichiarazione falsa, confutata dall’allora direttore generale dell’Ulss, il quale attestò come in realtà Rossi fosse un semplice ‘referente amministrativo’, incarico ben diverso da quello millantato”. Questo uno dei retroscena svelati dal sindaco Fantato alla conferenza dei capigruppo che va ad aggiungersi alle contestazioni avanzate dal primo cittadino nei confronti dell’attuale presidente della casa di riposo. “Ho purtroppo trovato molte difficoltà a reperire la documentazione in merito, che di per se non inficia l’elezione dell’attuale presidente, ma che di certo non gli fa fare una buona figura”. Sezione della casa di riposo è figlia di un’anomalia dovuta al “disallineamento” che si è venuto a creare negli ultimi anni. “Era prassi consolidata spiega il primo cittadino – che la nuova amministrazione comunale procedesse alla nomina del cda della casa di riposo, consuetudine interrotta quando venne a mancare l’alierà presidente, il compianto geòmetra Giancarlo Cicogna. Questo disallineamento si è protratto fino all’elezione di Rossi, nomina eseguita dal consiglio comunale nel 2007 che dette luogo a insanabili fratture nell’ex maggioranza, tanto da portare, due anni dopo, al commissariamento del Comune”. Fabrizio Rossi, già presidente dal 2001 al 2006, venne rieletto alla guida della “Casa del Sorriso” nel febbraio 2007 in seguito al famoso “ribaltone” che estromise dalla m a g g i oranza l’UDC e determinò la fuoriuscita dei consiglieri “marangoniani” di For za Italia. In giunta, insieme alla restante parte di Fi e di An, entrarono i gruppi di Liberamente a Sinistra e della Margherita. La rielezione di Rossi avvenne dopo un Serrato dibattito a porte chiuse in consiglio comunale, che alla fine elesse gli attuali mèmbri del consiglio di amministrazione: Tito Ferrighi e Monica Sperindio (An), Giampietro Ferrar! (allora Margherita, oggi Pd) e Luciana Foletto (Fi) che a loro volta nominarono Rossi come presidente.

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