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Ci sarà anche Renato Borgato: “II taglio del costi della politica non deve ricadere sugli enti locali”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/02/2010
ROVIGO – Giovedì L’Anci si riunisce a Roma. Fra i punti nell’odg: la verifica dell’interruzione dei rapporti con il Governo”. L’Anci, infatti, da tempo chiede maggiore attenzione agli enti locali. Ci sarà anche Renato Borgato, consigliere comunale di Rovigo e vicepresidente dell’Anci nazionale dei consiglieri comunali. “I punti sui quali ci batteremo – afferma – sono quelli che abbiamo evidenziato nelle scorse settimane. Il taglio dei costi della politica non deve ricadere sugli enti locali. Ridurre il numero dei consiglieri comunali, ad esempio, non si tradurrebbe in un sollièvo per le casse dello Stato ma accentuerebbe un bipolarismo che, specie negli enti locali, non è il sale della democrazia. I cittadini devono continuare a potere formare liste civiche e raggrupp ame nti specificamente locali”. La posizione di Borgate è la stessa. dell’UDC e di Alvaro Ancisi, esponente del partito scudocrociato e componente dell’Anci. L’UDC, infatti sostiene che “nel quinquennio 2004-2008 la spesa è aumentata in ogni comparto della pubblica amministrazione in rapporto al Pii, per un valore complessivo di 1,2 punti percentuali, ad eccezione delle amministrazioni regionali (al netto della Sanità) e comunali, dove invece si è registrata in entrambi i casi una frenata di 2 decimi della spesa complessiva”. Per quanto riguarda la pressione fiscale, “a fronte dell’aumento di oltre 2 punti percentuali registrato dall’intera pubblica amministrazione nel quinquennio 2004-2008, interamente ascrivibile alle amministrazioni centrali i Comuni hanno registrato una riduzione del carico fiscale sui contribuenti di circa 2 decimi”. Anche depurando il dato dall’abolizione dell’Ici sulla prima casa, si evidenzia una sostanziale “stabilità della pressione fiscale comunale lungo tutto il quinquennio considerato”. Altro aspetto da affrontare è quello dei Comuni creditori dello Stato, “ad esempio le spese per le funzioni di giustizia”. L’Anci è intervenuta più volte “per denunciare il problema dei ritardi nei rimborsi da parte del ministero della Giustizia delle spese giudiziarie anticipate dai Comuni, ai Comuni viene generalmente erogato l’acconto riferito ad anni precedenti, e non si ha certezza su quando avvenga l’erogazione e sull’importo del saldo. Da segnalazioni fatte dai Comuni risulta un ritardo nell’erogazione dei fondi di almeno due anni. Per quanto riguarda invece la copertura delle spese è emerso che in media il contributo globale annuo non supera mai, o quasi, l’8o% di tale voce”. La mancata copertura della spesa sostenuta dal sistema dei comuni per la giustizia “può essere quindi quantificata, per ogni anno, in 60 milioni di euro, ovvero il 2 o % d i quanto rip orlato nei consuntivi Istat (anno 2007) che per tale funzione di spesa rilevano un ammontare pari a 301 milioni di euro”. Altro esempio: “L’addizionale comunale sui diritto di imbarco aeroportuali . Introdotta dal 2004, vale (per l’anno 2008) 301 milioni di euro. Nonostante si continui a chiamare addizionale comunale, ai comuni sono arrivati appena 9 milioni di euro. Il resto va ad Alitalia, ai vigili del Fuoco ed alla sicurezza degli impianti”. Borgate ripete anche che “I Comuni sono il comparto che fa più investimenti nel Paese, ma che nel 2010 arretrerà almeno del 30%”. quindi “nel 2010 si ripresentano tutte le difficoltà riscontrate nel 2009. In particolare l’impossibilità a fare investimenti e la difficoltà a smaltire i residui passivi per la spesa in conto capitale che si sono formati nei bilanci dei Co- mùni. I residui passivi per gli enti’soggetti a patto ammontano a circa 46 miliardi di euro e le giacenze di cassa sono pari a n miliardi di euro. Inoltre a legislazione vigente i Comuni per partecipare al risanamento dei conti pubblici, attraverso i limiri imposti dal Patto di stabilità, .hanno come unica possibilità la riduzione della spesa totale, difficilmente sostenibile in quanto devono far fronte alla crescente domanda di servizi sociali, a 11 ‘ a umento dei costi, ai rinnovi contrattuali. È noto che per i Comuni la riduzione di spesa può essere realizzata solamente attraverso la contrazione della spesa per investimenti, che è discrezionale, e non attraverso la riduzione della spesa corrente perché molto rigida, in quanto è composta da spesa del personale e spésa per servizi, la maggior parte dei quali di natura sociale”. Per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità i Comuni saranno costretti nel triennio 20092011 “a ridurre la spesa totale del 10%, pari a circa 6 miliardi di euro, e considerando che la spesa corrente è diffìcilmente contraibile a risentirne sarà la spesa per investimenti che si potrebbe ridurre di almeno il 30%”. E ancora: “I Comuni sono pure il comparto con i costi medi (personale e rappresentanza politica) più bassi di tutta la pubblica amministrazione”. Un dato che tradizionalmente viene utilizzato per misurare l’efficienza nelle organizzazioni di lavoro è il rapporto tra il numero dei dirigenti e la dotazione organica complessiva. “In media, nei Comuni capoluogo c’è un dirigente ogni 52 lavoratori; mentre al ministero dell’Economia il rapporto è di i dirigente ogni 22 dipendenti, al ministero dell’Ambiente si sale a i dirigente ogni 13 dipendenti, Inoltre, i dipendenti dei Comuni rappresentano il 12% del totale dei dipendenti pubblici e la loro retribuzione ‘pesa’ perl’ii%sul totale”; Rispetto al 2008: “La somma che manca nelle casse comunali è pari a 490 milioni di euro. Rispetto al 2009 mancano nelle casse comunali ben 535 milioni di euro. Rispetto al 2010 la perdita per i Comuni è stimata pari a circa 543 miliardi di euro, ma a tale somma devono aggiungersi i tagli presentati dalla Finanziaria per il 2010 a valere sul fondo ordinario, considerando ulteriori tagli a quelli già detti sui costi della politica”, Per quanto riguarda il patto di stabilità intemo vige la regola della competenza mista, e i “Comuni devono rispettare un unico obiettivo. Nonostante questa situazione i Comuni “continuano a garantire servizi”. In base alle proiezioni di crescita degli ultimi 2 anni, “si stima che nel 2008 abbiano operato sul territorio nazionale oltre 3.450 asili nido comunali, che ogni mattina hanno accolto complessivamente quasi 170.000 bambini. Nelle città italiane, tutte le notti vengono raccolte e smaltite io2mila tonnellate di rifiuti urbani: l’equivalente di una superpetroliera. Ogni giorno, in tutta Italia, vengono assistiti 215.000 anziani (pari all’i, 8% della popolazione con oltre 65 anni di età). Complessivamente, ogni giorno viaggiano sui mezzi pubblici delle aziende municipali dei trasporti oltre 38 milioni e mezzo di passeggeri. Le biblioteche comunali aperte al pubblico sul territorio nazionale sono 6.492. Nei Comuni italiani sono operativi 3.297 sportelli unici per le attività produttive che quotidianamente erogano servizi fondamentali per le piccole e medie imprese. I comuni provvedono all’assistenza quotidiana di 7.000 minori non accompagnati”. “Da sempre, inoltre, i Comuni italiani offrono la loro leale collaborazione con tutti gli altri livelli istituzionali”.

Brussels, Belgium







