L’ipotesi di alleanza Pd-UDC con candidato De Poli alle regionali passerà da proposte convergenti
Tratto dalla Voce di Rovigo del 08/01/2010 di LucaCrepaldi
ROVIGO – L’apertura del Pd al candidato alle prossime regionali dell’UDC, Antonio De Poli, che il segretario provinciale Gabriele Frigato ha lanciato nell’intervista di ieri nelle pagine de La Voce, ha sollevato diverse reazioni sia all’intemo del Partito democratico che dell’UDC; la notizia, poi, della possibile candidatura di Giuseppe Bortolussi, “investito” in diretta tv dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, sembra però la soluzione più probabile al rebus candidature in casa Pd e, forse, potrebbe trovare l’appoggio anche dello stesso UDC. In prima battuta, proprio il candidato alle regionali, Antonio De Poli, ha guardato a questa “mano tesa” del Pd come a una delle tanti possibili alleanze che il progetto del partito di Casini potrebbe concludere per le future elezioni. “La settimana prossima lanceremo il nostro progetto col nostro candidato – ha spiegato De Poli – e andremo a fare un appello a chi si ritiene ancora libero nel Veneto, a chi crede in democrazia e libertà, non a chi la vede in maniera diversa, come la Lega, la quale poco tempo fa ha ‘esiliato’ il prefetto di Venezia; forse non d daranno nemmeno il passaporto per entrare nelle nostre case”. “Democrazia, solidarietà, attenzione verso persone e cose – ha continuato De-Poli questo d divide dalla Lega il cui unico sogno è di portare le Olimpiadi del 2020 in Veneto; certo, è una grande opportunità, ma il mio sogno è quello di poter dare lavoro a chi è senza, di aiutare le imprese che sono in difficoltà, di dare dignità agli anziani e un futuro ai nostri figli nel Veneto, in Italia e nel Mondo”. “Il dialetto è da salvaguardare come storia non come lingua ha aggiunto l’onorevole deU’UDC – sarà importante insegnare meglio l’inglese, per favorire le imprese che perora reggono nell’export. Se ci facciamo una seconda muraglia e seguiamo il conservatorismo leghista, che corre dietto solo a populismo e al far demagogia, credo che purtroppo ritomeremo indietro, ritornando a essere un popolo di immigranti. Noi vogliamo un futuro per i nostri figli, e il nostro appello è a chi nel Veneto crede al nostro progetto”. Dal canto suo, Renato Borgate, presidente dell’UDC rodigino, vede di buon occhio un’alleanza col Pd. “Se c’è un’aggregazione che prende i favori della gente del popolo moderato – le parole di Borgate – vuoi dire fare qualcosa di consistente che si opponga alla presidenza leghista. E’ comunque una scelta da valutare con incontri ufficiali: questa attenzione del Pd sul progetto dell’UDC di De Poli fa certamente piacere. Gradirei che d fossero anche altre condivisioni forti in questo senso, usciremmo così dalla logica schematica di destra-centro-sinistra, creando aggregazioni su idee, progetti e uomini”. “E’ la linea di Casini – ha aggiunto Borgate – e se stanno considerando il nostro progetto, significa che d sono punti comuni cól Pd. E’ una premessa importante, che va in dirczione dell’obbiettivo che abbiamo di superare lo schematismo, un retaggio ideologico/antico, che porta solo a divisioni viscerali e a’non legittimare l’altra parte, rendendo meno coesa la sodetà. Ci dobbiamo chiedere se vogliamo disgregarla o farla rinascere, dobbiamo usare dagli schemi dell’odio”. “Può succedere che un’idea diversa ttovi consensi anche tra il Pdl e i fuoriusdti della Lega la conclusione di Borgate visto che non c’è più Galan e qualcuno potrebbe staccarsi. Un nuovo prodotto per il Veneto, fortemente ancorato al territorio, con diverse categorie sodali, può accadere che rompa gli schemi”. In casa Pd, oltre alle dichiarazioni di Frigato, c’è più cautela nell’alleanza con l’UDC. “La mia opinione è favorevole all’allargamento della maggioranza, ma su un programma condiviso la dichiarazione di Cinzia Sivier, segretaria comunale del Pd – prima il programma, poi i posti: questo è l’impegno nei confronti della gente che d siamo preso, a tutti i livelli istituzionali; Sono d’accordo con Frigato su quasi tutto: non conosco De Poli come Erigato, e non ho niente da dire sulla persona, ma mi piacerebbe che il candidato del centrosinistra fosse coerente con il centrosinistra. Coerente sulle nostre politiche: sa- reb1?e un buon punto di partenza per arrivare a convergere insieme”. “Anche su Bortolussi, so per certo che potrebbe essere un candidato con una convergenza – ha precisato la Sivier – ma personalmente mi sarebbe piaduta una donna, come Laura Puppato. Se riusciremo a far convergere il favore di tutte le componenti su un programma elettorale, facendo capire ai cittadini che non devono ascoltare solamente gli slogan, potremo ottenere un ottimo risultato”. Claudio Ramazzina, tra i rappresentanti polesani all’interno del coordinamento regionale del Pd, ha ribadito che l’alleanza con De Poli “è una delle tante ipotesi che sono in corso”. “Non c’è una scelta definitiva del coordinamento regionale – ha precisato Ramazzina – che si riunirà lunedì prossimo. Non mi risulta che ci siano soluzioni, siamo ancora in una condizione di analisi. Abbiamo un’idea nostra, del Pd Veneto, ma prima di esperia la ragioneremo insieme, cercando un punto di convergenza con chi si contrappone al centrodestra. Sonò d’accordo con la teoria di Bersani: far vincere il centrosinistra in tutte le realtà, anche se con un candidato che non sia del Pd”. E su Bortolussi “Cacciar! è un esponente spumeggiarne, ma non mi pare che Bortolussi sia un candidato che possa andare; facciamo delle scelte un po’ più aderenti alla nostra identità” invita Ramazzina che ricorda come lunedì “al 95% la dirczione regionale con l’esecutivo decideranno il candidato”.

written by UDC Badia Polesine
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