|
dic 31
|
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 31/12/2009
Michele Raisi, consigliere provinciale UDC è chiaro. Ha deciso di intervenire nel dibattito politico in atto a livello nazionale, regionale e locale per «sgombrare il campo da interpretazioni personali sulla linea politica dell’UDC provinciale, che spetta solo al commissario De Boni a ai vertici nazionali e regionali». «La linea politica del partito – aggiunge Raisi -, più volte ribadita da Casini, mi sembra estremamente chiara: essa parte dal principio che nel Paese il bipolarismo è fallito con due “finti” partiti Pdl e Pd che stanno dimostrando tutti i loro limiti». E allora? «Accanto a queste due aggregazioni si stanno muovendo speculando esclusivamente sugli errori e le mancanze del centro destra e del centro sinistra, la Lega e l’Idv, che raccolgono, parlando esclusivamente con slogan senza idee e progettualità, gli scontenti da entrambe le parti.In questo quadro politico l’unica forza che parla dei problemi della gente, che pone la persona al centro dei propri programmi è l’UDC». Come vede le alleanze per le regionali? «Casini ha ribadito che le alleanza per le regionali dovranno essere fatte su programmi e persone che intendano ridare slancio a un paese in difficoltà, che difendano veramente la famiglia, che intendano dare attuazione ad un vero federalismo fiscale». Casini ha eia lanciato la candidatura De Poli? «Condivido questa scelta in quanto ci rende liberi da una politica fatta di tatticismi e ordini di scuderia. L’UDC si presenta con i propri uomini, con un progetto per il Veneto del futuro, presentato più di un mese fa ad Abano, sul quale ricercare il consenso dell’elettorato moderato del Veneto. La rinuncia di Galan e la candidatura di De Poli aprono nuovi scenari. Finalmente la politica regionale si mette in movimento: sarà interessante se attorno a questa candidatura e alla progettualità che le sta dietro, dovessero costruirsi accordi elettorali con forze politiche del centro sinistra e del centro destra, del-use dalla svendita del Veneto alla Lega». Uno scenario che potreb. be essere trasferito anche in Polesine? «Sono convinto che potrebbe rappresentare la novità per un rilancio della politica polesana, occorre però ridare un senso e un valore alla nostra identità, riscoprendo la politica attiva, riprendendo un confronto serio con la società civile, recuperando il senso della progettualità e il coraggio delle scelte. Per quanto mi riguarda nell’ambito del ruolo di consigliere provinciale intendo rimarcare la mia posizione, espressa nel discorso di insediamento. Ad esempio sull’emergenza occupazionale plaudo all’operato della presidente Virgili. Per il futuro l’UDC vuole offrire il proprio contributo e partecipare completamente alle scelte. Non siamo per una “opposizione pregiudiziale” ne intendiamo chiedere spazi e barattare posizioni». Tiene banco, in questi giorni, l’allargamento della maggioranza a palazzo Nodari con un posto in giunta per l’UDC? «Trovo riduttivo parlare di alleanze legate a posti di potere. Questa è una logica che non mi appartiene e ritengo di considerarmi ancora una persona libera e non un professionista della politica, pronto a tutto e al contrario di tutto pur di difendere la propria posizione di potere. Per quanto mi riguarda ho detto più volte che l’unico obiettivo politico è e rimane la costituzione del nuovo soggetto politico della costituente di centro, e attorno a questo progetto ho trovato interlocutori interessati sia del Pdl che del Pd. Se per costruire questo percorso ci fosse fin da subito la disponibilità di qualche forza politica, non vedo perché non cogliere questa opportunità, specie se questa dovesse avere come cassa di risonanza il Comune capoluogo».

Brussels, Belgium






