Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 31/12/2009
Michele Raisi, consigliere provinciale UDC è chiaro. Ha deciso di intervenire nel dibattito politico in atto a livello nazionale, regionale e locale per «sgombrare il campo da interpretazioni personali sulla linea politica dell’UDC provinciale, che spetta solo al commissario De Boni a ai vertici nazionali e regionali». «La linea politica del partito – aggiunge Raisi -, più volte ribadita da Casini, mi sembra estremamente chiara: essa parte dal principio che nel Paese il bipolarismo è fallito con due “finti” partiti Pdl e Pd che stanno dimostrando tutti i loro limiti». E allora? «Accanto a queste due aggregazioni si stanno muovendo speculando esclusivamente sugli errori e le mancanze del centro destra e del centro sinistra, la Lega e l’Idv, che raccolgono, parlando esclusivamente con slogan senza idee e progettualità, gli scontenti da entrambe le parti.In questo quadro politico l’unica forza che parla dei problemi della gente, che pone la persona al centro dei propri programmi è l’UDC». Come vede le alleanze per le regionali? «Casini ha ribadito che le alleanza per le regionali dovranno essere fatte su programmi e persone che intendano ridare slancio a un paese in difficoltà, che difendano veramente la famiglia, che intendano dare attuazione ad un vero federalismo fiscale». Casini ha eia lanciato la candidatura De Poli? «Condivido questa scelta in quanto ci rende liberi da una politica fatta di tatticismi e ordini di scuderia. L’UDC si presenta con i propri uomini, con un progetto per il Veneto del futuro, presentato più di un mese fa ad Abano, sul quale ricercare il consenso dell’elettorato moderato del Veneto. La rinuncia di Galan e la candidatura di De Poli aprono nuovi scenari. Finalmente la politica regionale si mette in movimento: sarà interessante se attorno a questa candidatura e alla progettualità che le sta dietro, dovessero costruirsi accordi elettorali con forze politiche del centro sinistra e del centro destra, del-use dalla svendita del Veneto alla Lega». Uno scenario che potreb. be essere trasferito anche in Polesine? «Sono convinto che potrebbe rappresentare la novità per un rilancio della politica polesana, occorre però ridare un senso e un valore alla nostra identità, riscoprendo la politica attiva, riprendendo un confronto serio con la società civile, recuperando il senso della progettualità e il coraggio delle scelte. Per quanto mi riguarda nell’ambito del ruolo di consigliere provinciale intendo rimarcare la mia posizione, espressa nel discorso di insediamento. Ad esempio sull’emergenza occupazionale plaudo all’operato della presidente Virgili. Per il futuro l’UDC vuole offrire il proprio contributo e partecipare completamente alle scelte. Non siamo per una “opposizione pregiudiziale” ne intendiamo chiedere spazi e barattare posizioni». Tiene banco, in questi giorni, l’allargamento della maggioranza a palazzo Nodari con un posto in giunta per l’UDC? «Trovo riduttivo parlare di alleanze legate a posti di potere. Questa è una logica che non mi appartiene e ritengo di considerarmi ancora una persona libera e non un professionista della politica, pronto a tutto e al contrario di tutto pur di difendere la propria posizione di potere. Per quanto mi riguarda ho detto più volte che l’unico obiettivo politico è e rimane la costituzione del nuovo soggetto politico della costituente di centro, e attorno a questo progetto ho trovato interlocutori interessati sia del Pdl che del Pd. Se per costruire questo percorso ci fosse fin da subito la disponibilità di qualche forza politica, non vedo perché non cogliere questa opportunità, specie se questa dovesse avere come cassa di risonanza il Comune capoluogo».
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 30/12/2009
ROVIGO – Oggi Federico Frigato lascia la giunta di Palazzo Nodari. Come aveva annunciato nelle scorse settimane la sua esperienza alla guida dell’assessorato alla Cultura è giunta al capolinea. Frigato ha deciso per la presidenza del consiglio provinciale. Dalla scorsa estate ha tenuto in pugno il doppio incarico, anche se già a luglio aveva comunicato al sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori, la disponibilità a lasciare l’esecutivo rodigino. Era invece rimasto al suo posto su richiesta del primo cittadino per la necessità di portare a compimento gli impregni iniziati. Per la sostituzione dell’attuale assessore alla Cultura da settimane si sgomita all’intemo del centrosinistra rodigino. Sono in molti a puntare all’ingresso in giunta e nelle scorse settimane i nomi si sono sprecati. Per ora però pare che non vi sia alcun nuovo ingresso. L’ipotesi più probabile, uscito di scena Frigato, è che il sindaco tenga temporaneamente per sé le deleghe della Cultura, delle frazioni e gli altri ruoli di Federico Frigato. Merchiori, da sempre vicino a queste tematiche, potrebbe così prolungare l’attesa e le ambizioni di chi ancora spera di diventare assessore. La politica infatti è in continuo movimento, non è escluso che anche le elezioni regionali possano avere la loro incidenza sulla composizione dell’esecutivo di Palazzo Nodari. Nei giorni scorsi si era parlato di un avvicinamento dell’UDC alle posizioni del Governo della città, in questo caso però l’alleanza potrebbe nascere solo in caso di corsa comune alle prossime elezioni regionali, eventualità che, a dire il vero, al momento sembra tutt’altro che sicura. Ecco allora che l’assessorato, ormai ex, di Frigato, potrebbe restare in caldo o per un allargamento della maggioranza o per poi scegliere quale partito, o corrente di partito, privilegiare per un ingresso in giunta. All’intemo del Pd, infatti, c’è chi lavora da tempo per partecipare alla squadra di governo. Alla fine, però, il sindaco potrebbe anche optare per un strada diversa: quella dell’incarico tecnico. Intanto oggi Federico Frigato porterà a Palazzo Nodari la sua lettera di dimissioni dalla giunta comunale.
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BADIA POLESINE A gennaio la presentazione del fondamentale strumento urbanistico
II Piano casa si amplia, Stroppa: “Solo quindici e di modesta entità le richieste depositate”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 30/12/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE-A fine settembre il consiglio comunale di Badia Polesine aveva deliberato, con la quasi totalità dei voti favorevoli (astenuto il solo consigliere Rossi), l’adozione della legge regionale 14/2009 meglio conosciuta come “Piano casa”. La nuova legge a sostegno del settore edilizio era stata approvata dopo che l’assessore all’Urbanistica Gianni Stroppa aveva illustrato alcune modifiche apportate alla parte di competenza comunale, tese a migliorare il decreto e plasmarlo sulle necessità della città. La seduta pubblica di fine anno, tenutasi lunedì scorso, è stata l’occasione per presentare ulteriori integrazioni alle modalità applicative della legge e per tirare un po’ le somme sull’effettiva validità, partendo dal poco lusinghiero dato di ottobre: dall’ii luglio 2009, data di “start-up” della legge, le richieste presentate in Comune erano solamente due. In questi mesi il trend negativo sembra essersi mantenuto, come ha spiegato lo stesso Stroppa: “Tutti ci auguriamo che il piano casa possa decollare, anche se i segnali ad oggi non sono dei migliori. Finora le richieste depositate sono solamente una quindicina e si tratta di richieste per interventi di modesta entità. Ciò non toglie che si debba comunque pensare positivo”. Gli interventi citati sembrano infatti riguardare per la maggior parte strutture come tettoie e pensiline più che ristrutturazioni o ampliamenti veri e propri. “E’ bene ricordare – ha aggiunto Stroppa – che il piano casa non va in deroga alle leggi statali e forse le attese che si erano generate sono state superiori alle effettive possibilità della legge stessa”. Le nuove integrazioni introdotte riguardano alcuni particolari minimi. Per prima cosa viene nuovamente modificato l’artìcolo i, concernente la definizione di “prima casa” che viene ora intesa come “l’unità immobiliare in proprietà, usufrutto o altro diritto reale in cui l’avente titolo o i suoi familiari risiedano oppure si obbligano a Stabilire la residenza e a mantenerla per ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge regionale 14/09″. Modificati anche l’articolo 7, nella parte inerente ai vincoli di ampliamento relativi ad edifici parzialmente inclusi nelle “fasce di rispetto” stradali, e l’articolo 15, in cui viene fatta un’importante precisazione relativa alle tettoie: “Se non finalizzate all’installazione di impianti solari o fotovoltaici la realizzazione di tettoie costituisce a tutti gli effetti un ampliamento del fabbricato e potranno essere autorizzate anche in deroga alla distanza minima di io metri dai fabbricati, purché mantenute aperte verso l’estemo”. A conclusione del suo intervento Stroppa ha annunciato che il Pat (piano di assetto territoriale) è stato riassestato e modificato mantenendo l’impianto generale: “Abbiamo preso tutto quello che di buono era stato concepito, apportando le modifiche che ritenevamo opportune al documento che, di fatto, è stato inviato in Regione solo durante la ‘reggenza’ del commissario Vitetti. Il 17 dicembre abbiamo depositato in regione il Pat ‘aggiornato’, un documento frutto di sei mesi di lavoro intensi in cui si è cercato per prima cosa di riassestare i concetti legati alla vivibilità e alla viabilità, modificando i precedenti parametri di ‘cementificazione’”. Secondo Stroppa il nuovo strumento urbanistico dovrebbe essere presentato al pubblico e alla stampa già nel corso della prossima settimana.
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PAT La votazione in Consiglio ha messo in luce le molte tensioni interne all’opposizione
«E’ l’ultimo anno di Merchiori, con Lega e UDC dobbiamo dare battaglia».
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 29/12/2009
Paolo Avezzù, consigliere comunale del Pdl e ex sindaco, richiama l’opposizione tutta all’unità. E nonostante le differenziazioni nella votazione in consiglio comunale del Pat, ha ancora fiducia che si possa ritrovare sintonia con la Lega e l’UDC nella fase relativa alle osservazioni al documento. «Prendo atto molto volentieri delle dichiarazioni post-natalizie di Borgate a nome dell’UDC e di Bedendo a nome della Lega di riconferma piena di appartenenza all’opposizione e di voler lavorare insieme per incalzare questa giunta che ha “mummificato” Rovigo afferma Avezzù – e la sta isolando sempre più dal resto del Veneto. Poter contare su un’opposizione più unita e, soprattutto, più presente sui grandi temi della nostra città non può che fare piacere sia a me personalmente, che ho ben lavorato sia in maggioranza che all’opposizione con Lega ed UDC, che a tutto il gruppo del Pdl». Il consigliere apprezza in particolare le critiche di Borgate e Bedendo nei confronti della giunta Merchiori sia sulla gestione del PAT che su alcuni suoi contenuti. «Tra tutti – ricorda – il fantomatico “Urban Labor”, oggetto misterioso ad oggi senza piano economico, senza reale progettualità, più che altro specchietto per allodole per dare nobiltà ad un Pat arrivato male ed in foltissimo ritardo. Come opposizio” ne ci aspetta un duro lavoro per le osservazioni, sperando che l’assessorato all’Urbanistica della Regione Veneto sia più attento alle istanze dei cittadini di’Rovigo che alle “alchimie” politiche». Il 2010 rappresenta anche l’ultimo anno della legislatura Merchiori, e quindi la prova del nove per l’amministrazione, che avrà a che fare con un’oo- posizione incalzante e agguerrita. «Dobbiamo, nel nostro ruolo e per le nostre competenze, cercare di evitare altri danni alla città e far invece arrivare quelle risposte che da troppo tempo i cittadini di Rovigo, soprattutto nelle frazioni, attendono. Pdl e Lista Magaraggia ci saranno sicuramente sul campo di battaglia: spero, e ne sono sicuro, anche UDC e Lega saranno al nostro fianco».
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Gastone Fantato e il resoconto di quest’anno
IL 2009 DEI SINDACI “Nonostante il disastro finanziario ereditato non ridurremo di un centesimo la dotazione per il sociale del nostro bilancio, anzi se possibile lo potenzieremo”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 28/12/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Si chiude. un anno turbolento per l’amministrazione e la politica badiese, miriate con la crisi dell’ex amministrazione Meneghin, terminata a marzo con il commissariamento portato avanti fino alle elezioni da Luigi Vitettì. A giugno il cambio di guardia in municipio, con il sindaco Gastone Fantato eletto con larga maggioranza e tornato alla guida della città dopo la sua prima e unica esperienza conclusasi nel 1975. Per fare un bilancio di questi primi sei mesi abbiamo rivolto al sindaco alcune domande. Iniziarne facendo il punto sul 2009: come si potrebbe riassumere brevemente Fanno che sta per concludersi per la dttà di Badia? “In sintesi credo sarà un anno che resterà di riferimento nella cronaca cittadina. Un’amministrazione che dopo circa un quarto di secolo di governo sostanzialmente omogeneo, è costretta a lasciare la guida terminando con una gestione commissariale per un paio di mesi. Le elezioni che, con funzione quasi notarile, sanciscono il cambiamento. La fine di un modo di fare amministrazione, suppongo perché il tempo decide quando è esaurita la ragione d’essere”. Oliai » il din hilancir» rnmp sindaco di Badia in questi primi sei mesi? Come si sta comportando la sua “squadra” di governo? “Trarre bilanci dopo poco più di sei mesi è davvero arduo da parte di chi svolge un ruolo di responsabilità importante. Posso solo dire che si è iniziato un percorso secondo quanto ci si era proposto, ma siamo solo ‘ all’inizio ed è molto più il lavoro ancora da fare di quello fatto. Se comunque si deve dare un giudizio siano i cittadini a farlo. Sulla ’squadra’ invece posso esprimermi già con sicurezza: ‘eccellente’. Sapevo di avere con me delle persone di valore, la sorpresa è stata la ricchezza umana di tali persone e ciò mi ripaga largamente dell’impegno, a volte gravoso, che cerco di profondere, ma soprattutto mi da serenità per gli impegni futuri”. Parliamo di opere pubbliche. Quali sono i lavori più importanti realizzati durante il 2009, quale l’intervento che le sta più a cuore e cosa dobbiamo aspettarci peril20io? “Sul realizzato devo parlare di opere iniziate dall’amministrazione precedente: il completamento del primo stralcio del recupero dell’Abbazia della Vangadizza e il completamento del secondo stralcio del Teatro Sodale. completato il teatro (l’affidamento dei lavori del terzo ed ultimo straldo è stato effettuato nei giorni scorsi, ndr) nonostante un impegnativo lavoro di sistemazione dell’attività burocratica che ha rischiato di fard perdere i finanziamenti. Stiamo allestendo un ulteriore stralcio per l’abbazia, e confidiamo di poter arrivare nel corso dell’anno all’affidamento delle opere. Di concerto con il Consorzio di bonifica, stiamo cercando di reperire i fondi per la sistemazione del tratto urbano dell’Adigetto e qui ho l’obbligo di ringraziare il consorzio Polesine-Adige-Canalbianco e la Bcc del Polesine per il concorso di idee per la progettualità dell’intervento con particolare gratitudine all’amico e direttore del consorzio Carlo Piombo. Un altro impegno importante sarà quello delle manutenzioni, soprattutto della viabilità, troppo lungamente trascurata: purtroppo i mezzi finanziari sono quelli che abbiamo trovato, avendo il passato privilegiato altre iniziative, e qualsiàsi intervento potremo mettere in essere sarà sicuramente insufficiente per le necessità accertate. Infine stiamo dando Seguito ai lavori di esecuzione dei campi da tennis e del mini-pitch presso il centro sportivo, mentre per quanto riguarda il polo natatorio, accertato che allo stato la sua esecuzione, così come ideata, non è compatibile con le possibilità del nostro bilancio, sriamo cercando sinergie anche con Comuni limitrofi , al fine di raggiungere il duplice scopo di ridurre l’impatto oneroso e di avere un bacino di utenza più ampio, che possa garantire una gestione economicamente autosufficiente”, Valdastico, Nogara-Mare, riqualificazione dell’Adigetto, area di Crocetta… come dovremmo immaginarci e cosa diventerà la Badia del futuro? “Devono essere considerate ‘occasioni’, cioè circostanze che non sempre si ripetono, La mia preoccupazione è infatti quella di non fare tutto quello che serve affinchè non siano sprecate. Per quanto ci riguarda abbiamo superato alcune difficoltà di vario ordine che avevano ‘rallentato’ l’inizio dei lavori delle opere di urbanizzazione di Crocetta 4, ci attendiamo pertanto che a primavera si dia inizio ai lavori. Devo anche dire che ho notizia di alcuni ‘interessamenti’ di notevole peso, sono ottimista per la loro concretizzazione. Auspico per la ‘mia’ Badia una crescita economica che dia benessere a tutti i cittadini e una crescita, anche ponderale, della città, ma soprattutto che ciò avvenga in modo ordinato, tale che la crescita non sia solo economica ma soprattutto in qualità della vita”. L’ultimo anno è stato purtroppo quello della crisi economica anche per il Polesine. Numerosi sono stati i casi di fabbriche o aziende in difficoltà o addirittura fallite. Come ha saputo affrontare la città questa difficile congiuntura economica e quali sono state le conseguenze per i cittadini? “Ho, abbiamo come badiesi, subito la carica della ‘divisione corazzata’ della recessione, senza alcun mezzo idoneo per contrastarla. Gli interventi sono e sono stati tutti ‘di rimessa’, subiti e impossibilitati a gestirti. Quello che più mi preoccupa è che, come sempre in tempi difficili, a pagare il prezzo più caro siano i più deboli. Nei confronti di questi la nostra attenzione è massima, pur consapevoli della limitatezza dei mezzi e dette strutture. Nonostante il disastro finanziario ereditato non ridurremo di un centesimo la dotazione del nostro bilancio in tale settore, anzi se possibile la potenzieremo. Saranno comunque gocce in un mare di necessità. Non mi viene altro da dire se non scusarmi con chi più ne ha bisogno e diritto, non tanto per responsabilità che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di maturare, ma perché è triste che l’istituzione comunale non abbia mezzi sufficienti per affrontare una così grave situazione in modo più efficace”. A giugno si sono svolte le elezioni amministrative in molti comuni polesani. Com’è cambiato secondo lei il quadro politico provinciale? Come giudica i primi sei mesi dell’amministrazióne provinciale diretta da Tiziana Virgili? “Credo che di fatto sia cambiato nulla o molto poco nel quadro provinciale, ma soprattutto ha avuto pochissima incidenza nei confronti dell’interesse dei cittadini. Se poi questo sia un bene o un male per la politica è una risposta che deve dare chi della politica ne fa una questione importante della vita. In questo quadro dare un giudizio sui primi sei mesi dell’amministrazione Virgili è quanto mai arduo. Posso solo dire che, dai pochi incontri avuti con la presidente ed alcuni assessori, ho avuto modo di apprezzare le qualità umane delle persone, motivo per dare, almeno su quest’ultime, un personale giudizio molto positivo”. Lei è tornato a fare il sindaco a 34 anni dalla sua prima e ultima esperienza. Com’è cambiata l’amministrazione di un Comune e la politica in generale durante questo lasso di tempo? Le cose sono migliorate o peggiorate? “Partendo dalla seconda parte della domanda devo dire che, come sempre quando passa un lungo lasso di tempo, le cose sono un po’ migliorate ed un po’ peggiorate, con una leggera prevalenza delle prime sulle seconde. Apparentemente l’amministrazione di un comune è cambiata molto, soprattutto a causa del mutato quadro normativo. Nella sostanza non è cambiata quasi affatto: restano problemi e nodi irrisolti come prima, spesso si sono fatti più cambi lessicali che di contenuto, sono di gran lunga aumentati gli organismi di indirizzo sovracomunali, sulla cui funzione sono scettico, ma sui quali mi riservo di dare un giudizio sereno appena avrò accertato o meno la loro utilità ed efficienza. Sulla politica in generale, avendo ricoperto per 34 anni il ruolo di cittadino estraneo alla politica e confrontando situazioni tra loro lontane nel tempo, mi trovo nell’imbarazzo di dovere dare un giudizio sostanzialmente negativo. La causa non è della politica che resterà sempre una nobile ‘arte’, ma di chi la politica la pratica. In buona sostanza penso che, finita la stagione delle ideologie per esaurimento del compito che la storia ave- va riservato, non sia stata sostituita da altro strumento valido”. n 2010 sarà Fanno delle elezioni regionali. Probabilmente è presto per capire quali saranno i prossimi scenari, ma secondo lei cosa d dovremmo attendere dal rinnovo del consiglio a palazzo Ferro Fini? “Sono veneto e perciò spero in tutto il bene possibile per questa regione che negli ultimi decenni ha avuto un ruolo importante nello scenario della crescita economica e civile dell’intera nazione. Spero che chi governerà saprà cogliere per davvero le giuste istanze di riconoscimento del tanto lavoro, svolto spesso in modo oscuro e quasi timidamente, ma sèmpre tenacemente perseguito. Spero nell’applicazione corretta e solidale del federalismo fiscale, purché altrettanto decisa ed efficiente. Spero insomma che domani sia un po’ migliore di oggi. Comunque spero, essendo intimamente un ottimista”. A Natale siamo tutti più buoni. Vuole lanciare un messaggio ai gruppi di minoranza che l’hanno criticata negli ultimi mesi? “A dire il vero ho sentito.più lamenti che critiche, ma non spetta a me suggerire il da farsi a chi, per compito assegnato dai cittadini, ha quello della crìtica, del controllo e dello stimolo a ben operare. Il loro compito è essenziale quanto quello attribuito alla maggioran2a, per cui la critica è, se non la benvenuta, certamente rispettata, l’importante è che sia frutto di onestà intellettuale. Accompagno il messaggio con l’augurio che rivolgo a tutti: un anno ricco di serenità e, se possibile, anche di prosperità”. Una riflessione di fine anno. Cosa augura o cosa vuole dire ai cittadini badiesi per il 2010? “Che nonostante il grave rischio occorso avendomi eletto, cercherò di ridurre al minimo i danni, anzi se mi sarà possibile, cercherò di fare anche un minimo di bene per tutti loro. Su una fatto devono essere sicuri e cioè che tutto quello che io e la mia squadra faremo, errori inclusi, sarà fatto nel tentativo di servirli al meglio”. Concludiamo facendo il verso a Cigi Marzullo. Si fàccia una domanda e si dia una risposta… “Come mai ti sei candidato dopo che, 34 anni fa, avevi detto a tè stesso che con la politica avevi chiuso per sempre?” Perché la ‘follia’ e l’amore colpiscono quando meno tè l’aspetti”.
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Importanti modifiche al Piano regolatore approvate in consiglio comunale
Cambia in corsa il progetto per la cittadella. Stroppa: “Risparmieremo 4omila euro”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/12/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Si è avvalso di quella che ha chiamato “piccola tecnologia” l’assessore all’urbanistica Cianni Stroppa per illustrare tré varianti al piano regolatore oggetto di approvazione nell’ultimo consiglio comunale. La proiezione di alcune tavole estratte dal Prg ha reso più agevole la comprensione delle modifiche, già discusse nelle precedenti sedute, fra le quali anche la variante relativa al posizionamento dei campi da tennis all’intemo degli impianti sportivi che nei mesi scorsi è stata ripetutamente al centro di grandi polemiche. Assente il consigliere Marcelle Ferreri, strenuo contrattatore della “correzione” fino all’ultimo consiglio svoltosi lo scorso novembre. Nel dettaglio, le prime due varianti hanno ottenuto il voto unanime dei consiglieri presenti: la modifica relativa all’area dell’ex Consorzio agrario provinciale (già mulino Pinzi), sito in via Masetti, prevede il mantenimento della torre silos in tutta la sua altezza (circa 30 metri). “Entro fine anno -ha aggiunto Stroppa – dovremmo essere in grado di rilasciare il permesso di costruire alla ditta (la Serengeti Sri di Can- 1″ìi niìr) chp rpa1i7.7.prà l’intervento di riqualificazione dell’area”. In questa prima variante è prevista anche la salvaguardia di un secondo fabbricato, “esempio tipico di residenza rurale” situato nella frazione di Villa d’Adige. Unanimità anche per la variante intema al terzo piano partìcolareggiato (Pp3) dell’area industriale di Crocetta: un lotto di terreno confinante con la ditta Galf spa e adibito a parcheggi, è stato trasformato in area produttiva, mentre le funzioni di secondo grado dell’area modificata saranno trasferite ad un altro lotto nel quale verrà ricavato un centro servizi. “L’operazione – ha spiegato l’assessore – doveva fruttare un extra gettito per il Comune di circa somila euro, derivante da una convenzione con la Galf che si impegnava di acquisire interamente il lotto. La nostra felicità è durata poco: abbiamo infatti scoperto che il terzo lotto del Pp3 non è mai stato collaudato dalla precedente amministrazione e per farlo serviranno ben più disonnila euro”. Arriviamo infine alla variante degli impianti sportivi: il blocco relativo ai campi da tennis (che prevedeva due campi scoperti, lo spogliatoio e i parcheggi) posizionato inizialmente nell’area adiacente a via Vallazza, sarà spostato nell’area adiacente i parcheggi degli impianti e punto di arrivo della pista ciclopedonale che, grazie al sottopassaggio, attraversa via Martiri di Villamarzana. Il trasferimento in quest’area, precedentemente destinata alla realizzazione di due campi di allenamento/calcio a 5 della misura di 60×41, consentirà di realizzare tré campi da tennis, un campo coperto (oggetto di uri progetto ancora “in itinere”), gli spogliatoi, la tribuna per gli spettatori e un campo per il beach volley/beach tennis, permettendo di risparmiare circa 4omila euro previsti per la realizzazione dei parcheggi e degli accessi di collegamento. I campi da calcetto saranno trasferiti nell’area adiacente via Vallazza e avranno misure leggermente inferiori (50×32 e 58×37) comunque regolari per lo svolgimento del calcio a 5. “Con questa operazione – ha sottolineato Stroppa – nessuna società sportiva verrà penalizzata o avvantaggiata. Gli impianti sono di proprietà dell’amministrazione comunale che deve adoperarsi per tutelare gli interessi complessivi di tutte le società. E’ questa la filosofia su cui si deve ragionare, mantenendo sempre un occhio di ri- guardo alle questioni di tipo economico”. Inserito nella variante anche il progetto Minipitch, campo polivalente là cui realizzazione è stata appaltata nei giorni scorsi alla ditta Edil Tognetto’sri di Castagnaro (Verona). La variante è passata con i voti della maggioranza e l’astensione dei quattro consiglieri di opposizione presenti.
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Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 27/12/2009
NESSUNA divisione intema all’UDC. Il capogruppo dell’UDC in consiglio comunale. Renato Borgata, replica così ai sospetti sollevati dopo il consiglio comunale di martedì dai consiglieri del Pài. Che nel voto disgiunto di Borgata e Salvan sul Pat avevano letto una frattura. Borgata puntualizza che «il voto favorevok dato da Salvan sul Pat è nato da una sua posizione personalùsima ben espressa in consiglio comunale, visto che condivide la pianificazione fatta dalla maggioranza». «Sono da evitare le insinuazioni del Pdl ú continua ú: assurdo sostenere che il voto di Salvan è uno scambio per avere un posto in giunta». Anzi, Borgata sottolinea che il suo partito non ha alcuna intenzione di apparentarsi col centrosinistra. Almeno per ora. «L’UDC resta coerente al proprio programma elettorale: rappresentiamo quella parte della cittadinanza che non si ritrova nell’attuale maggioranza. Noi siamo fedeli al centrodestra».
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De Poli assicura: «Correremo da soli»
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 27/12/2009
PROPOSTE tangibili e progetti per il fatturo. Queste le due parole chiave della cena natalizia promossa dai Giovani dell’UDC della provincia di Rovigo. La serata ha avuto inizio dapprima con il saluto di Greta Giolo, coordinatrice Provincialedei Giovani dell’UDC. La parola è dunque passata al presidente Renato Borgato, il quale, oltre a portare i tradizionali saluti natalizi, ha esordito mettendo in evidenza l’importanza dello stare insieme soprattutto in politica, proponendo la «condivùione di un progetto a mùura d’uomo, capace di superare i soliti schemi, politici rigidi e standardizzati, che sempre più spesso vengono imposti mediante decisioni calate dall’alto, col rischio di emarginare quelle che sonale vere problematiche che interessano i cittadini, penalizzando per di più il legame con il proprio territorio». L’ospite d’onore è stato il segretario regionale di UDC Veneto, Antonio De Poli, che ha raggiunto i numerosi commensali nel cuore della serata. De Poli ha illustrato le linea guida che il partito intende adottare in vista delle prossime elezioni regionali, sia a liveììo regionale che locale. «.In merito agli ultimi episodi politici che hanno coinvolto Giancarlo Galan ha detto ribadisco che noi correremo da soli, consapevoli del fatto che siamo una realtà piccola, eppure ben consolidata a livello territoriale esoprattutto concreta, che non mira certo all’assegnazione delle poltrone politiche, ma che punta al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, se pensate che ci sono tantissime famiglie, oggi, che non arrivano nemmeno alla seconda settimana del mese. Questo il nostro primario dovere ú ha continuato ú contro i soliti giochetti di potere: l’UDC si impegnerà fino in fondo per offrire l’alternativa moderata».
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L’UDC rimane all’opposizione. Salvan ha espresso una posizione personale”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/12/2009
ROVIGO – A Natale si è tutti più buoni? Non in politica, non a Rovigo. E così, con i corridoi di palazzo Nodari chiusi per le feste, la polemica si sposta per le piazze dove si discute ancora .del Pat, autentico pomo della discordia tra gli amministratori locali. La sua approvazione è rimasta di traverso al Pdl che ha accusato l’UDC di non. fare opposizione, e di essersi spaccata su un tema così importante, con Salvan che ha espresso voto favorevole e Borgate che si è astenuto. E proprio il presidente dell’UDC, smaltito il pranzo natalizio, risponde agli attacchi di Avezzù: “Io stesso ho assunto una posizione molto critica nei confronti del Pat, a causa di una eccessiva edificazione nelle frazioni. Si parla, infatti, di espansione e crescita, quando in realtà occorre.potenziare gli scarsiservizi delle frazioni. Alla fine, invece, si è pensato solo a edificare ancora e ancora, cosa che porterà a situazioni poco controllabili e difficilmente gestibili, a un innalzamento dei costi per l’amministrazione, basti pensare alla necessità di trasporti pubblici da e per il centro e al potenziamento della viabilità che rischia di entrare costantemente in crisi negli orari di punta”, Unico lato positivo per Borgate ”il fatto che sia stato accòlto l’emendamento sull’edilizia residenziale pubblica”. Per quanto riguarda la spaccatura all’interno dell’UDC paventata da Avezzù, Borgate risponde: “Nessun inciucio con la maggioranza e nessuna frattura, Salvan ha già precisato di aver espresso una posizione personale frutto di una valutazione della delibera in oggetto. In sostanza a lui il Pat piace, ma ciò non vuoi dire che non resteremo fedeli all’impegno che abbiamo assunto con il nostro elettorato. Siamo e rimaniamo un partito di opposizione, e sulla coerenza non intendiamo concedere deroghe”
written by UDC Badia Polesine
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Antonio De Poli a tavola con i polesani LA CENA DELL’UDC
Tratto dalla Voce di Rovigo del 28/12/2009
ROVIGO – Una serata all’insegna della convivialità, sulla scia delle proposte tangibili e dei progetti per il futuro: queste le due parole chiave della cena natalizia promossa dai Giovani dell’UDC della Provincia di Rovigo, svoltasi mercoledì 23 dicembre presso un noto ristorante di Santa Maria d’Adige, per il classico scambio di auguri ma anche per fare il punto sulla situazione politica, vista attraverso gli occhi delle giovani leve del partito, La serata ha avuto inizio dapprima con il saluto di Creta Ciolo, coordinatrice Provinciale dei Giovani dell’UDC, la quale ha evidenziato quanto essi siano fondamentali e necessari non solo nel campo politico ma per l’intera società e in particolare per il mondo del lavoro. La parola è dunque passata al presidente Renato Borgate, il quale, oltre a portare i tradizionali saluti natalizi, ha esordito mettendo in evidenza l’importanza dello stare insieme soprattutto in politica, proponendo la condivisione di un progetto a misura d’uomo, capace di superare i soliti schemi, politici rigidi e standardizzati, che sempre più spesso vengono imposti mediante decisioni calate dall’alto, col rischio di emarginare quelle che sono le vere problematiche che interessano i cittadini, penalizzando per di più il legame con il proprio territorio. L’ospite d’onore del riuscitissimo incontro è stato il segretario regionale di UDC Veneto, on. Antonio De Poli, che ha raggiunto i numerosi commensali nel cuore della serata, salutandoli uno ad uno con il vivace entusiasmo che da sempre lo caratterizza. De Poli, particolarmente sensibile verso le problematiche giovanili, ha illustrato con accorata partecipazione le linea guida che il partito intende adottare in vista delle prossime elezioni regionali, sia a livello regionale che locale. Parlando di mercato del lavoro. De Poli ha commentato: “Dobbiamo lavorare seriamente sull’eccellenza professionale dei nostri giovani; è solo in questo modo che riusciremo ad essere competitivi in Italia e all’estero. Il nostro paese non ha certo bisogno di arretratezza, specialmente in un periodo di forte crisi economica; ben vengano le tradizioni, nondimeno è fondamentale confrontarsi con il resto d’Europa e conóscere in maniera approfondita, oltre alla nostra, le lingue straniere ; trovo che il ritorno al dialetto esaspera to dalla Lega sia anacronistico. Come riusciremo a comunicare nel mondo in questo modo?”. Per quanto riguarda l’attualità politica, l’onorevole ha rilanciato “In merito agli ultimi episodi politici che hanno coinvolto Giancarlo Galan, ribadisco che noi correremo da soli, consapevoli del fatto che siamo una realtà piccola, eppure ben consolidata a livello territoriale e soprattutto concreta, che non mira certo all’assegnazione delle poltrone politiche, ma che punta al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, se pensate che ci sono tantissime famiglie, oggi, che non arrivano nemmeno alla seconda settimana del mese. Questo il nostro primario dovere, contro i soliti giochetti di potere: l’UDC si impegnerà fino in fondo per offrire l’alternativa moderata, per rappresentare le vere peculiarità della nostra regione e per risolvere gli urgenti problemi che tutti hanno sotto gli occhi, come i moltissimi giovani talentuosi e laureati, tuttavia alla ricerca di occupazione o tutti quei lavoratori che durante il 2009 hanno perso il proprio posto di lavoro e non riescono ad arrivare alla fine del mese”.
written by UDC Badia Polesine
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