Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 29/11/2009
L’annuncio ieri ad Abano. Nella lista ci saranno 3polesani: probabilmente Raisi, Borgate e Gioìo L^UDC sceglie di correre da sola, e per la sfida delle regionali si affida ad Antonio De Poli, lanciato ieri dal leader del partito. Casini. «Noi offriamo la candidatura di Antonio De Poli per le regionali all’attenzione di tutti e di nessuno, nel senso che siamo autosuffcienti, possiamo candidarci da soli e lasciamo aperte le porte per realizzare sulla candidatura di De Poli una possibile convergenza», ha infatti spiegato Casini, intervenendo a margine degli Stati Generali dell’UDC Veneto che si sono svolti ad Abano Tenne. «E chiaro che partiamo da noi ú ha aggiunto ú: partiamo offrendo questa candidatura all’attenzione del Pdl, che poi un candidato che non cerchi voti da parte di tutti io non l’ho mai visto. I candidati cercano i voti di tutti, dall’estrema destra all’estrema sinistra». Insomma, considerando che il ruggito del Icone di San Marco si fa sempre più forte, l’UDC ha scelto di scendere dalla nave sulla quale, almeno, in Veneto, aveva navigato fino ad oggi. La convinzione è anche quella di andare ad pescare voti nell’elettorato del PdÌ scontento dal matrimonio con la Lega. Ma anche tra gli elettori di centrosinistra che non si riconoscono nella linea politica di Bersani. C’erano anche diversi rappresentanti dell’UDC polesano, ieri, ad Abano. Tra questi, naturalmente, il consigliere provinciale e membro del coordinamento di Rovigo, Michele Raisi, e il consigliere comunale Renato Borgate. «Abbiamo deciso di andare da soli perché con questa Lega non abbiamo nulla da spartire», ha spiegato Raisi, pienamente convinto della strada intrapresa dal partito. «Abbiamo scritto un documento politico ú continua ú in cui chiaramente abbiamo lanciato il nostro ruolo di partito con la nostra identità. La nostra scelta è quella di correre da soli ma la nostra porta è aperta a tutti. In Polesine ú spiega ú contiamo di riuscire a recuperare l’elettorato Pdl scontento di una candidatura leghista, visto che è chiaro che il Pdl finirà schiacciata dalla Lega. Ma le porte sono aperte anche a sinistra». Quanto alla lista per le regionali alla nostra provincia toccano tré nomi: quasi sicuramente saranno Raisi, Borgate e un rappresentante .
written by UDC Badia Polesine
Un gesto simbolico da parte dell’amministrazione comunale
Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/11/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Hamza Hmamdi, giovane ragazzo di origini marocchine, ma nato e cresciuto a Badia Polesine, è ufficialmente un cittadino italiano. Mercoledì pomeriggio, infatti, il ragazzo è stato accolto in municipio dal sindaco Castone Fantato, dagli assessori Cristian Sartori e Marco Faggion e dall’ufficiale di stato civile Vanda Santato per espletare le necessarie formalità. “Hamza ha compiuto 18 anni lo scorso 25 maggio – ha spiegato la responsabile dell’ufficio anagrafe e nei mesi scorsi ha chiesto e ottenuto di acquisire la cittadinanza italiana ‘per beneficio’ secondo la legge 91 del 5 febbraio 1992, articolo 4 comma 2, in cui si specifica che ‘lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data’”. Il sindaco Fantato ha voluto che la cerimonia venisse svolta solennemente all’interno della sa’ la consiliare del Comune, un atto simbolico per sottolineare l’importanza dell’evento e lanciare un messaggio a tutti gli stranieri che chiedono di diventare cittadini italiani: “Acquisire la cittadinanza italiana – ha spiegato il primo cittadino, rivolgendosi direttamente al ragazzo – vuoi dire entrare a far parte di un popolo di grande storia e tradizione. Diventare cittadino italiano vuoi dire aderire a questa storia e a questa tradizione, ad una nazione che per prima ha messo la persona al centro dell’universo. Tutti gli italiani sono persone e sono sullo stesso piano, principio sul quale si basa la nostra carta costituzionale e contenuto nell’articolo 3 ‘tutti i cittadini hanno pari dignità sodale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’; Sono affermazioni come queste che mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano”. Terminata la cerimonia Fantato ha consegnato nelle mani del ragazzo una copia della costituzione: “Nel momento in cui si prende la cittadinanza si guadagno dei diritti, ma ad ogni diritto corrisponde un dovere. Tu ora hai il diritto di appartenere a questo Stato, ma acquisti anche la responsabilità di difenderlo”. Volto sorridente e corporatura da rugbysta (gioca nell’under 19 a Frassinelle), Hamza è il minore di quattro fratelli, parla ottimamente l’italiano (e pure il dialetto) e frequenta il quarto anno del corso Igea all’Einaudi. La famiglia è un perfetto esempio di integrazione fra i popoli: i’genitori Mohamed (ex operaio ora in pensione) e Fatima sono conosciuti e rispettati in città, così come i fratelli Soufiane, Zakaria (apprezzati giocatori di calcio) e Sanaa, sorella maggiore iscritta all’università. Non sorprende, perciò, che la prima cittadinanza “per benefìcio di legge” riconosciuta a Badia (quella di Hamza è la seconda) sia stata ottenuta l’anno scorso proprio da una componente della famiglia. Sarà Raoudi, cugina del giovane “neoitaliano”.
written by UDC Badia Polesine
Monitorerà le entrate e le uscite
Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/11/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – A partire da lunedì, la casa di riposo Casa del sorriso di Badia Polesine potrà avvalersi di un efficace e avanzato sistema di controllo perimetrale che garantirà la sicurezza degli ospiti dell’istituto e dei propri dipendenti; Lo ha reso noto il presidente della casa di riposo Fabrizio Rossi, che mercoledì pomeriggio ha illustrato il progetto alla stampa coadiuvato da Cianni Zucchini e Stefano Franceschi, responsabili di Infracom Spa., azienda leader nel settore dell’ Ict (information e communication technology) che ha realizzato l’importante opera in collaborazione con le società veaete Gayia^System; è Team; óó ‘ó”:1 ‘ ó ó ‘- ~ “Circa un anno e mezzo fa – ha esordito Rossi – abbiamo pensato di adottare una soluzione che permettesse di dare maggiore sicurezza ai nostri ospiti. C’era la necessità di installare un sistema perimetrale che monitorasse l’apertura e la chiusura sia delle porte delle stanze sia delle porte esteme ed avvisasse le eventuali uscite ed entrate non previste. Abbiamo perciò deciso di intraprendere uno sforzo economico emanando un bando di gara, vinto dalla Infracom che si è impegnata a realizzare l’impianto di sorveglianza per un importo diiyomiiaeuro”. L’azienda veronese ha messo a punto un sistema che consente ó .ai pazientiuna certa libertà di movimento, offrendo nel contempo al personale di assistenza un forte contributo per la sorveglianza: “II progetto realizzato spiega Gianni Zucchini, coordinatore commerciale Infracom prevede che nelle aree dotate delle apparecchiature di controllo si attivi una segnalazione di allarme quando l’ospitemonitorato è nelle vicinanze delTuscio controllato e inoltre permette di rilevare in ogni moménto l’esatta posizione dell’ospite per mezzo di un chip-tessuto, chiamato tag RFld, che potrà essere applicato agli indumenti dei pazienti che saranno ritenuti ‘a rischio’ dal personale mèdico”. Il cuore del sistema è rappresentato da un server, con relativo software per la gestione ed il controllo delle segnalazioni d’allarme. Al server sono collegati 37 sensori alle porte anti-intrusione, 3 varchi d’ingresso motorizzati e apribili con i tesserini (badge) di riconoscimento, 3. varchi allarmati, per il^contro^ dagli ‘ospiti “dasorientàtf*’ e vàri contatti d’allanne per i sistemi antincendio, climatizzazione, caldaia, frigo, ascensori e chiamata camere. “Il principio tecnico – spiega Stefano Franceschi, coordinatore della squadra tecnica – si rifa a quello del centralino telefonico. Il sistema di sorveglianza antiallontanamento degli ospiti è ingrado di fornire una segnalazione integrata ad un sistema senza fili chiamato Dect, affidabile e poco invasìvo. L’allarme perimetrale rilevato sarà inviato all’operatore più prossimo al problema, che riceverà tramite un telefono cordiess le informazioni relative a quale porta è srata aperta, in che settore si trova e, se si tratta dì un paziente o un dipendente munito del tag, anche l’identità del soggetto che ha commesso 1′ ‘infrazione’”. Gli operatori della casa di riposo sono stati avvisati nella giornata di ieri e dopo un paio di giorni di prova il sistema dovrebbe diventare operativo: “La casa di riposo di Badia Polesine – conclude con soddisfazione il presidente Rossi – è la prima in Veneto ad essersi dotata di un sistema di sicurezza di quésto livello, un progetto che contribuisce a dare ulteriore lustro al nostro istituto”.
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 26/11/2009 di Paolo Aguzzoni
Nella sua ultima seduta il consiglio comunale di Badia Polesine ha proceduto alle nomine dei consiglieri comunali che entreranno a far parte di tre organismi. Per il direttivo della Pro Loco entrano, per la maggioranza, Claudio Brusemini (Pd) e Manuela Capuzzo (Lega Nord) con 11 voti e per la minoranza Claudio Guerra (Pdl) con 5 voti. Hanno ricevuto un voto ciascuno Marcello Ferreri (Pdl) e Riccardo Mantovani (Ps). Nel comitato comunale per i Gemellaggi sono stati eletti: Manuel Berengan (Pd) di maggioranza con 12 voti e Paolo Meneghin (Pdl) della minoranza con 6 voti, una scheda bianca. Per la Consulta giovanile è stato eletto Riccardo Mantovani (Ps) con 13 voti per la maggioranza e Mario Cabassa (Pdl) per la minoranza con tre voti; Ferreri ha ricevuto un voto come Gianni Stroppa (Pd), una scheda bianca. Con il solo voto contrario di Adino Rossi (Tre Torri) e tutti gli altri a favore, il consiglio ha poi approvato il rinnovo della convenzione per la rete Informaimmigrati.
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Fa discutere il progetto a Sant’Urbano. I cittadini sarebbero già pronti a raccogliere firme
L’assessore Stroppa: “Ci attiveremo nelle sedi opportune con gii altri Comuni della zona”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/11/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Continua a far discutere la possibile realizzazione di un inceneritore di rifiuti all’intemo del Comune di Sant’Urbano in provincia di Padova, .territorio confinante con il comune di Badia Polesine sul quale già da diversi anni è in funzione una discarica regionale di notevoli dimensioni. Il Comune padovano avrebbe infatti avanzato la proposta di costruire l’impianto in prossimità della stessa discarica, sita a Balduina di Sant’Urbano (e che dovrebbe essere dismessa nel 2013), e la notìzia è stata oggetto di una partecipata assemblea svoltasi lo scorso martedì nella sala del patronato della piccola frazione. L’incontro è stato convocato da diversi comitati ambientalisti della bassa padovana ed ha richiamato oltre 150 persone che si sono accalcate all’intemo della piccola aula. Diversi gli interventi, fra cui quello del professorGianniTamino, docente di biologia all’università di Padova, che ha tenuta un’articolata ed esaustiva lezione sugli effetti dell’inquinamento e del riscaldamento globale, dimostrando la nocività, oltre che l’inutilità, dei sistemi di incenerimento e l’efficacia della raccolta differenziata che potrebbe progressivamente arrivare al recupero del 95% dei rifiuti prodotti. L’avvocato Èva Vigato di Este ha ventilato la possibilità di inviare diffide ai possibili responsabili di eventuali effetti dannosi all’ambiente e alla salute delle .persone, mentre l’oncologa Samuela Binato ha illustrato con precisione tali effetti , basandosi sugli studi epi- demiologici effettuati sulle popolazioni esposte ai fumi degli inceneritori. Per i comitati organizzatori è intervenuto Francesco Miazzi, consigliere comunale diMonseUce, che ha sottolineato la grave situazione della bassa padovana, area fra le più inquinate del Veneto, sulla quale sorgono tré cementifici, due discariche e vari coogeneratori a biomasse, intervento seguito a mota da vari stridaci, amministratori e semplici cittadini, unanimemente contrari alla realizzazione dell’impianto e pronti a dare battaglia attraverso le diverse iniziative proposte dai comitati. La questione è stata dibattuta anche all’intemo del consiglio comunale badiese, portata all’attenzione della giunta dal consigliere comunale Adino Rossi, attraverso un’interpellanza nella quale tia rimarcato la probabile ricaduta delle polveri su tutti il territorio di Badia Polesine dovuta alla disposizione delle correnti aeree principali. L’assessore all’urbanistica e all’ambiente, Gianni Stroppa, ha spiegato che la questione inceneritore è già stata oggetto di un’interrogazione presentata a gennaio alla giunta regionale. Nell’occasione l’assessore regionale all’ambiente Giancario Conta aveva dichiarato che non erano contemplate ipotesi di realizzazione di un impianto di incenerimento nell’area. “Ad oggi – ha spiegato Stroppa – non risulterebbero presentate richieste in tal senso presso la sede regionale. Il nostro territorio dista circa 3 chilometri in linea d’aria dalla discarica di Sant’Urbano e si trova in una posizione di sottovento, pertanto sarebbe indubbiamente soggetto a ricadute di polveri provenienti da un eventuale inceneritore. Per questo il Comune si attiverà nelle sedi opportune in concerto con gli altri Comuni dell’area, affinchè non vengano arrecati danni alla salute dei cittadini e all’ambiente”. Rossi ha però invitato l’amministrazione ad essere più solerte nel seguire la questione. Nel frattempo sono già diversi i badiesi che si stanno allertando rispetto al problema, chiedendo al Comune di rendere partecipi i cittadini delle eventuali mosse dell’amministrazione e pronti ad organizzare manifestazioni o raccolte di firme contro la .realizzazione dell’inceneritore.
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L’amministrazione dovrà fare a meno di oltre 50mila euro d’affitto
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 25/11/2009 di Giovanni Saretto
BADIA POLESINE ANCHE L’UFFICIO Iva di via Don Minzoni, a seguito della decisione Ministeriale, verrà trasferito con buona parte dell’organico, alla Dirczione Provinciale di Rovigo, in via Cavour, la seconda che nasce in Veneto dopo quella di Belluno A quanto sembra anche a Badia Polesine, con la soppressione dell’ufficio Iva che diventa ufficio territoriale^ resterà attivo solo il front-office, gli sportelli per utenza con circa una quindicina di dipendenti, dei trentasei di prima. A DARNE NOTIZIA anche in Consiglio Comunale il Sindaco di Badia Polesine Castone Fantato, che in precedenza aveva anche spiegato che poco prima della decisione ministeriale, aveva trovato l’accordo per quanto riguarda il pagamento dell’affitto spettante al Comune, proprietario dell’edificio, per gli spazi occupati dagli uffici tributar!. IN MERITO alla vicenda per l’Amministrazione Comunale, sono da considerare due aspetti, uno negativo che fa capo al minor introito di fondi provenienti dall’affitto dei locali. Si tratta di oltre cinquantamila euro all’anno ú e in questo momento particolare legato ai noti problemi del bilancio comunale ú la novità non farà certo felici gli amministratori locali. L’aspettò positivo, invece, è che si libera un consistente numero di locali, da destinare ad esigenze diverse, che pur ci sono. E’ ancora calda infatti la eco delle polemiche sollevate sulla sistemazione degli spazi a piano terra del Comune, resasi necessaria per il rientro in sede della Polizia Municipale. ALTRO SPAZIO, quindi, che potrebbe essere utile per l’archivio comunale, e ancora per ospitare volumi della vicinissima biblioteca. Non c’è comunque ancora notìzia di eventuali decisioni.
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Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 25/11/2009
LE OPPOSIZIONI consiliari del capogruppo Rossi della Civica Tré Torri e Meneghin di Insieme per Badia, si sono coallzzate sottoscrivendo un documento comune, rivolto al sindaco Fantato chiedendo spiegazioni in merito alla concessione in uso del Palazzetto di via Martiri, a società sportive per la pratica di “calcio a 5, baseball e tennis, che per la tipicità degli sport praticati, potrebbero «causare danni irreversibili a parti inteme della struttura». L’opposizione parla anche dell’esistenza di un parere tecnico negativo in tal senso, rilasciato alla precedente amministrazione, con particolare riferimento ai pannelli fonoassorbenti installati all’interno dell’impianto sportivo. La riposta arriva, però, per bocca dell’assessore allo sport Marco Faggion, che ha informato di aver già sottoscritto alcune convenzioni con diverse società sportive, ma che non ha dato in uso la struttura per il tennis o il baseball, mentre conferma l’accordo con due società di calcio a 5. Le società però si accolleranno l’onere di istallare opportuni materiali a protezione della struttura durante gli allenamenti e nelle gare ufficiali. Lo stesso assessore afferma inoltre che non vi è alcun obbligo da parte dell’amministrazione di effettuare consulenze tecniche o acquisire pareri in merito agli sport da far praticare nel palazzetto. In merito agli obblighi assicurativi è stato reso noto che chi utilizza la struttura deve avere la necessaria copertura, che comprende anche i danni materiali. E sul quesito delle opposizioni in mèrito al fatto che la Provincia, comproprietaria dell’immobile sia stata informata delle intenzioni dell’amministrazione, Faggion ha risposto che in forza della convenzione attualmente che vige tra i due Enti, al Comune è riservata la piena gestione del Palasport, ad esclusione dell’uso e negli orari riguardanti il limitrofo l’Istituto Balzan.
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II sindaco Fantato replica a Rossi sulla polemica legata all’esposizione del crocifisso
Tratto dalla Voce di Rovigo del 25/11/2009 di Davide Sarzi
Badia – Approda in consiglio comunale la questione “crocifisso”, sulla scia dell’ordinanza emessa lo scorso 9 novembre dal sindaco Fantato che disponeva il mantenimento del simbolo religioso in tutti gli edifici pubblici badiesi a iniziare dalle aule scolastiche. I consiglieri Adino Rossi e Giulio Barbieri hanno infatti presentato due interrogazioni sullo stesso argomento, ma dai contenuti diametralmente opposti. Rossi ha infatti chiesto al sindaco (a tìtolo personale e non in qualità di capogruppo delle “3 Torri”), di revocare l’ordinanza e portare la discussione nella prossima assemblea consiliare per dar modo a tutte le componenti di esprimersi nel merito: “Nel comportamento del sindaco – ha spiegato Rossi – si ravvisa un’ingerenza politica nella scuola che viola l’autonomia dell’istituzione, dei singoli docenti e dei genitori”. Il consigliere ritiene per questo possibile che i cittadini possano ricorrere al Tar, anche al solo fine di stabilire l’illegittimità del provvedimento, in quanto la decisione di esporre o meno il crocifisso non compete al primo cittadino. Di diverso tenore la richiesta di Barbieri che, dopo aver ringraziato il sindaco per la sua iniziativa, ha rilanciato la provocazione di togliere la bandiera della Comunità europea per trenta giorni, come segno di protesta nei confronti della decisione della Corte di Strasburgo. Fantato ha risposto illustrando il suo pensiero: “Inizialmente ho emesso l’ordinanza reagendo un po’ stizzito a quella che ritenevo fosse un’imposizione. Il crocifisso è una proprietà culturale dell’intero occidente e dell’intera Europa. Nel tempo il crocifisso è passato da icona religiosa a simbolo della tolleranza, simbolo del cristianesimo inteso come filosofia di vita. Ciascuno di noi ha il diritto di affidarsi a qualsiasi religione, ma il popolo italiano non può dimenticarsi le sue origini culturali. La religione è un fatto intimo, le tradizioni culturali appartengono ai popoli”. “Mi dispiace – ha continuato il primo cittadino – che una discussione così stimolante si risolva nelle poche battute di risposta a un’interrogazione e ritengo che, invece di affrontare l’argomento in consiglio comunale, sarebbe un’ottima cosa organizzare un dibattito pubblico sull’argomento”. La proposta di Barbieri viene invece accolta con un sorriso: “Capisco la provocazione – rilancia Fantato – e dobbiamo ricordare che la corte di Strasburgo non è emanazione dell’Unione Europea, ma dei 46 paesi che appartengono all’Europa. Non possiamo inoltre condannare il potere politico della comunità europea che è separato dal potere giudiziario, verso il quale lo stato italiano ha presentato, giustamente, ricorso”. Se Barbieri si è dichiarato soddisfatto della risposta, Rossi al contrario sperava che si arrivasse al ritiro dell’ordinanza: “Condivido la possibilità di organizzare un dibattito, ma l’ordinanza rimane ed è un’ingerenza politica. La decisione della corte è peraltro chiarissima nel sentenziare la violazione della libertà di religione degli alunni e della libertà dei vinzioni”.
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BADIA POLESINE L’ex sindaco attacca la giunta targata Fantato
«Questa amministrazione ha perduto solo tempo»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 25/11/2009 di Paolo Aguzzoni
BADIA POLESINE L’ex sindaco Paolo Meneghin si è detto contrario alla cancellazione della realizzazione dello “Stadio del nuoto” di Badia Polesine: «Avete speso male i vostri primi mesi di amministrazione, sono serviti solo a gettare fango a chi c’era prima di voi. Mi dispiace solo di non essere riuscito a firmare il contratto e che Badia perda questa opportunità che non è un lusso. Vi siete presi la responsabilità di una scelta che indebolisce Badia. In questa decisione c’è lo zampino del vice sindaco Stroppa». Stroppa ha negato l’esistenza di questa egemonia dicendo: «Con il bilancio che ci avete lasciato la piscina non si può fare». Ma al di là della polemica politica c’è un aspetto da non sottovalutare. Le parole di Fantato rivolte a Meneghin: «Lei aveva tutto il tempo per firmare il contratto per la piscina, perché non lo ha fatto?». Vediamo le date: il 30 luglio 2008 la Giunta Meneghin approva i verbali della commissione aggiudicatrice (deliberata il 21 febbraio 2007) del project financing della piscina che stabilisce la vittoria dell’Ali guidata dalla Atheste Costruzioni, la delibera, però,, viene esposta all’albo pretorio solo il 13 ottobre 2008. Intanto 1′8 ottobre il capo settore tecnico Iginio Bendin approva il bando di gara che viene pubblicato il 15 successivo. Il 23 dicembre 2008 scadono i termini del bando ma non si presenta nessuno e quindi vince l’Ari Atheste Costruzioni. Il 30 dicembre Meneghin, pur indebolito dal contro ribaltone del 22 dicembre, annuncia che si farà la piscina, ma solo il 5 febbraio 2009 la commissione zione presentata dalla vincitrice. Il 12 febbraio 2009 la Giunta aggiudica i lavori: il contratto potrebbe essere firmato non prima dei 30 giorni successivi e non oltre i sessanta. Il 5 marzo Meneghin si dimette, ma le dimissioni diventano esecutive solo il 26 marzo. Perché tutti questi ritardi da luglio 2008 a febbraio 2009? In consiglio comunale Meneghin ha dichiarato: «La ditta assegnataria ha avuto difficoltà a trovare i soldi, per questo ha perso tempo».
written by UDC Badia Polesine
Affondo di Stefani dopo la consegna del “tapiro”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 23/11/2009 di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Era inevitabile che la scenetta avvenuta durante il consiglio comunale, con la consegna del “tapiro d’oro” al consigliere Ferreri, lasciasse per strada velenosi strascichi polemici. Mercoledì sera il coordinatore del Pdl badiese, Massimo Stefani, era presente in sala e non ha assolutamente gradito la goliardata messa in scena dal sindaco Fantato, affidando alla livida ironia di un comunicato tutto il suo dissenso: “Ecco proprio quello di cui non avevamo bisogno: un sindaco Gabibbo” – commenta Stefani – Badia è felice di aver un suo personaiissimo ‘vendicatore rosso’! La consegna di un tapiro d’oro a un consigliere di minoranza, dopo che lo stesso è stato aizzato ad arte con attacchfpesantissimi e fuor di luogo da parte del assai poco elegante assessore ai servizi sociali Sartori, novello Capitan Ventosa, ha trasformato il consiglio comunale di Badia Polesine nel teatro dell’assurdo”. Stefani rincara la dose : “Peccato non ci fossero le ‘veline’ che avrebbero conferito la giusta dignità a questa amministrazione così burlona, ironica, sottile, così democraticamente rispettosa del ruolo e della dignità della minoranza e delle istituzioni. Splendida recitazione, ottimo il copione, peccato lo scenario non fosse quello idoneo. Sarebbe stato un ottimo spettacolo di inaugurazione per il Teatro Sociale”. Messo da parte il sarcasmo il coordinatore accusa gli assessori ed il sindaco di aver dato risposte false sulle interrogazioni, un affermazione piuttosto grave vista la precisione degli amministratori nelle repliche e il fatto, non trascurabile, che il primo cittadino è un pubblico ufficiale: “Almeno ora tutto ha un significato, anche le risposte date alle interrogazioni presentate, non erano veritiere, come in effetti non lo sono, ma tutto faceva parte dello spettacolo, tutto era una recita, lo show innanzitutto!”. E Stefani promette battaglia: “Per quanto ci riguarda, onoriamo il nostro ruolo di minoranza ed avremo modo di tornare sugli argomenti trattati nell’ultimo consiglio comunale. Rifiutiamo però l’arroganza, il vilipendio personale, le false moralità, i ricatti velati e le buffonate dell’ultima seduta”. La nota si conclude con l’accusa di “vigliaccheria” al sindaco: “Con quale rispetto delle regole il primo cittadino dall’alto dello suo saranno in consiglio comunale, si può per- mot-t-ara rii al-t-ì/v-ara il /’n/’vrVHn óat’/vro dal D/11 badiese, in un luogo dove questo non può difendersi. Non assomiglia ad un gesto di coraggio, ma se la chiamiamo viltà qualcuno si potrebbe… attapirare”. E dire che, nelle intenzioni di Fantato, la consegna del “tapiro” avrebbe dovuto stemperare gli animi.
written by UDC Badia Polesine
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