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Badia Polesine -  Militanti convocano la base della Lega Nord per contrastare il neo entrato

Giacometti: «Intollerabile tesserare i rappresentanti del vecchio sistema»

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 02/09/2009

giacometti1 150x150 BADIA POLESINE   Fuoco di sbarramento su BendinI leghisti badiesi non stanno con le mani in mano e hanno deciso di convocare la base per contrastare l’iscrizione alla Lega Nord di Iginio BENDIN annunciata ufficialmente sabato scorso a Lendinara dall’on. Emanuela Munerato. Per stasera alle 21 presso la sala civica Gidoni la Lega Nord ha convocato un’assemblea dei propri iscritti per discutere non solo del ‘problema” BENDIN, ma anche per illustrare l’attività amministrativa svolta sin qui dopo la vittoria elettorale di giugno conquistata con la coalizione «Rinasce Badia» di Castone Fantato. Saranno l’assessore allo Sport e Commercio Marco Faggion e i consiglieri comunali Manuela Capuzzo e Alessio Morini a presentare l’attività amministrativa, mentre toccherà alla commissaria Antonietta Giacometti, da subito contraria all’arrivo di BENDIN che ha scelto il campo neutro di Lendinara per salire sul Carroccio, toccare questo tasto dolente. L’incontro di stasera era stato, di fatto,annunciato sabato scorso quando la Lega Nord badiese ha fatto sapere come la pensava ricordando «che lo statuto della Lega prevede che l’iscrizione ad un’altra sezione deve essere approvata dalla sezione competente, in questo caso essendo BENDIN residente a Giacciano con Baruchella la sezione competente è quella di Badia Polesine». Antonietta Giacometti sabato aveva avuto modo di dire: «Ci stiamo impegnando per il cambiamento per una rottura netta con il sistema che (in modo disastroso) ha governato Badia negli ultimi anni. Ci siamo proposti come alternativa e la gente ci ha dato fiducia chiedendoci il cambiamento. Non possiamo tollerare che i rappresentanti di quel sistema diventino ora nostri colleghi di partito. Chi fino a ieri ci ha può oggi salire sul nostro carro come se nulla fosse. Non si cambia così dall’oggi al domani. Affermiamo la nostra totale contrarietà a queste manovre che poco, anzi nulla, hannoa che fare con lo spirito leghista di cambiamento e di vicinanza.

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set 01

“Questione Bendin”, Carroccio a confronto nella sala civica

Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi del 01/09/2009

iginioleghista1 206x300 BADIA POLESINE   Questione Bendin Carroccio a confronto nella sala civica Badia Polesine La querelle legata all’entrata di Iginio Bendili nella Lega Nord non sembra trovare la rapida e pacata soluzione che il segretario provinciale Cóntìe- , ro aveva auspicato. Come già annunciato nel comunica-. to di sabato scorso, la sezione badiese del Carroccio è pronta a dare battaglia e per domani mercoledì 2 settembre allezi,, presso la sala civica B. Cidoni, ha indetto una riunione riservata agli iscritti della Lega Nord. Tutti i tesserati sono quindi invitati a presenziare al dibattito che ha come oggetto all’ordine del giorno la discussione sull’entrata nel partito dell’ex esponente di Forza Italia e del Pdl che tanto ha scaldato gli animi nei giorni scorsi, .dopo che le prime voci sono-state confermate dalla sorprendente presentazione di Bendin effettuata nella sede della Léga a Lendinara ad opera dell’onorevole Emanuela Munerato. Il dibattito, presieduto dal commissario locale Antonietta Giacometti, prevede gli interventi da parte del pubblico e sarà inoltre l’occasione per l’assessore Marco Faggion e per i consiglieri Alessio Morihi e Manuela Capuzzo di poter illustrare ai presenti il lavoro portato avanti in questi mesi dall’amministrazione Fantato. Il Carroccio si rivolge così alla base del partito per verificare quale sia lo stato d’animo degli elettori che, dopo le ultime notizie, sembrano’essere in notevole agitazione e contrariati dalla scelta effettuata. E nel comunicato di sabato il commissario Ciacometti esprìmeva così il medesimo disappunto: “Per l’onestà intellettuale e morale, per il rispetto del patto con i nostri elettori e per preservare la nostra dignità ed integrità affermiamo la nostra totale contrarietà a queste manovre che poco, anzi nulla, hanno a che fare con lo spirito leghista di cambiamento e di vicinanza ai cittadini a cui noi ispiriamo e che ci guida nelle scelte”.

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set 01

Saranno depositate domani le candidature dei nuovi mèmbri. Ma i giochi sono fatti Consvipo

Ieri le ultime riunioni informali e nelle sedi dei partiti: l’idv decide per Massimo Zanella

Tratto dalla Voce di Rovigo del 01/09/2009 di Sarà Frangini

persona 1 234 ROVIGO   Consvipo, lUdc si tira fuori dal CdaROVIGO – C’è chi entra e chi resta fuori, comerudc,maj,ionostante gli scontenti i 9 nòlmi del Cda del Consvipo ci sono. Perché si aggiungono quelli mancanti e altri, da “probabili”, diventano certi. Fino a quando, domani, saranno depositate le candidature e sarà svelata la composizione del Cda del Consorzio di sviluppo. Partiamo dalle certezze: dopo Giovanni Franchi alla guida dell’ente ci sarà Angelo Zanellato, indicato dal Pd. Ieri è stato designato inoltre il componente dell’Italia dei Valori, Massimo Zanella, che fa parte del gruppo dei 5 mèmbri che spettano al centrosinistra. Oltre a Zanella sarebbe stato confermato Gigi Pizzo per Sinistra unita e con lui Franco Trambaiolli – espressione invece del Partito socialista, mentre.Massimo Bellinello è il consigliere per Progetto Polesine. Passando all’opposizione, spunterebbe, con qualche mistero di,trop.po, la riconferma dell’uscente Vincenzo Milan, fratello di Francesco, ex guida dell’Ode locale. Il nome però sarebbe stato fatto, in questo caso, non dal partito ma da chi “ha mantenuto la continuità della precedente gestione e ha proposto la riconferma di Milan a titolo personale e non come rappresentante del partito, a cui non spetta nessun membro nel Cda”. Parole, queste, del commissario dell’UDC polesana, nonché capogruppo in consiglio regionale, Onorio De Boni, che parla di “annunci di candidature che creano false aspettative”, di “persone (riferito a Milan) che se appartengono no in questo caso sostenute dall’UDC a cui non spetta alcun posto nel Cda”. Perché queste distanze da parte di De Boni? Per non essere in credito, probabilmente, e non spingere il partito polesano, con decisioni calate dall’alto, verso altre spaccature che lo facciano pendere a sinistra. Infatti viene ripetuto a più riprese che”‘il nome di Vincenzo Milan non è espressione del partito, “che non lo ha indicato”. Non è stato deliberato dal gruppo politico dunque, e la linea ufficiale sarà tutt’altra: l’UDC resta ufficialmente fuori dai giochi e non esprimere nessuno e chi c’è, ci sarà a titolo personale. Si delineano dunque i contomi del nuovo ente, anche per la fetta che riguarda il centrodestra, e questo in vista dell’assemblea per il rinnovo fissata per 1′8 settembre prossimo, anche la lista con le candidature e le linee programmatiche, sarà depositata entro domani. Le nomine “dell’ultimo minuto” non troppo condivise non sono escluse. Intanto Mario Borgatti, ex coordinatore provinciale del Pdl che fa riferimento all’area Renzo Marangon, sarebbe stato confermato con Pizzo (centrosinistra) come vicepresidente e verrebbe affiancato, stando alle ultime indiscrezioni, da Cappello, esponente Pdl dell’Altopolesine. Come è nato il mistero della nomina UDC, che poi UDC non è? “Ad arte – sempre secondo De Boni – perché non è un caso che qualcuno faccia circolare questo nome. Crea confusione nel partito, che se avesse diritti su un posto in un Cda deciderebbe in altro modo, coinvolgendo i suoi iscritti”. Invece no, in questo caso tutti, all’interno del partito, si sono fin da subito detti all’oscuro e hanno ipotizzato rivoluzioni maggiori rispetto all’ingresso in un Cda. In altre parole, c’è chi dice che Vincenzo Milan, tutto fosse passato sotto silenzio, sarebbe stato eletto al centro per poi spostarsi verso il Pd, partito al quale candidatura andrebbe benone: uomo aperto all’avvicinamento a sinistra, persona pronta al dialogo e alle novità. Oltre alle nomine più neutre .mèmbri dalla Camera di commercio con Marco Campion, vicepresidente regionale di Confartigianato, in pole per un posto – quelle politiche daranno quindi qualche grattacapo di più anche se c’è chi, proprio per evitare questo, se ne tira fuori: per oggi si attende infatti una nota ufficiale del partito di centro che prende le distanze.

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set 01

Tré reparti già scomparsi, quattro a rischio”

L’assessore Brusco denuncia la situazione di Badia. “Diminuzione del 40%”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 01/09/2009n di Alessandro Garbo

 1brusco1 3 150x150 BADIA POLESINE   Tre reparti già scomparsi, quattro a rischio Badia Polesine – Dopo la singhiozzante situazione del punto sanità di Castelmassa, l’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco lancia l’allarme Badia. Il segnale è chiaro : “diminuzione del 40% dei servizi”. I cittadini di Badia, infatti, hanno segnalato allo stesso assessore notizie allarmanti sul precario funzionamento del punto sanità badiese. Oltre alla oramai consolidata eliminazione dell’ambulatorio di Odontostomatologia e Fisiatria, va aggiunta la terza e ultima assenza: l’avvenuta chiusura dell’ambulatorio di Diabetologia-centro antidiabetico. Conseguenza più immediata? Il dirottamento dei pazienti all’ospedale SanLucadiTrecenta, dove, sottolinea Brusco, “per scarsità di personale la struttura pubblica non è in grado di affrontare in tempi coleri l’arrivo di nuovi pazienti, soprattutto per quanto conceme le visite di controllo (con visite programmabili con mesi di ritardo rispetto la precedente situazione”. A una situazione per i pazienti già abbastanza destabilizzante, il punto sanità rischia di veder scomparire altri quattro ambulatori: Otorinolaringoiatria»; Ortopedia, Neurologia e Medicina dello sport. Per i cittadini badiesi, dunque, c’è da segnalare un trend negativo al momento del 17%. La situazione potrebbe anche diventare TOÙ cuna se nensiamo ai quattro ambulatori attualmente a rischio. In tutto, quindi, si rischia un negativo -40% alla voce specialità ambulatoriali erogate, L’assessore Brusco non ci sta e attacca per l’ennesima occasione la politica regionale: “Si stanno privilegiando i pochi gestori privati della sanità pubblica, indebolendo le strutture pubbliche e trasferendo sui poveri pazienti i costi aggiuntivi, che si esprimono in sofferenza e denaro”. Lo sfogo del referente provinciale della sanità prosegue: “E’ un tributo pagato in modo particolarmente pesante dalle persone più deboli. La programmazione sanitaria regionale, mme’ rito a cure dei denti o riabilitazione fìsiatrica, è un esempio che ha colpito tante famiglie solo per favorire pochi gestori privati”; L’appello finale di Brusco, indirizzato all’assessore regionale Sandro Sandri, è il seguente: “Bisogna rispondere in maniera adeguata ai bisogni della gente e alla necessità di contenere la spesa: non i servizi”.

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set 01

Assessore e due consiglieri pronti a lasciare il partito

Tratto dal Resto del Carlino del 01/09/2009 di Giovanni Saretto

iginioleghista 206x300 BADIA POLESINE   Comune, la Lega può perdere i pezzi IL COMMISSARIO della sezione della Lega di Badia Polesine, Antonietta Giacometti, chiama a raccolta i propri iscritti per partecipare all’assemblea che si svolgerà domani sera alle ore 21 nella Sala Civica B. Gidoni. Tutto ciò era nell’aria soprattutto in conseguenza dell’iscrizione nel partito di Bossi, dell’ex esponente del Pdl Iginio Bendin (nella foto). Fatto che ha scatenato la reazione irritata delle Lega badiese e dei suoi esponenti, tra essi l’assessore Marco Faggion, e i consiglieri Alessio Morini e Manuela Capuzzo attualmente in maggioranza con il sindaco Fantato, notevole anche lo stupore suscitato dal cambio di partito tra gli ex colleghi del Pdl e non solo. Al primo punto dell’ordine dei lavori assembleari proprio l’ingresso di Bendin nella Lega, ufficializzato sabato scorso a Lendinara dall’onorevole Emanuela Munerato e dal Commissario locale Matteo Ferrari, iscrizione che la sezione di Badia Polesine ha stigmatizzato come non conforme allo statuto leghista, tanto che la Lega badiese sembra essersi rivolta direttamente ai vertici regionali e nazionali del partito.
Al secondo punto dell’ordine del giorno è prevista l’illustrazione ai presenti dell’attività amministrativa fin qui svolta dai tre esponenti leghisti. Al terzo e ultimo punto le varie ed eventuali, e poi via al dibattito finale. Si preannuncia una riunione alquanto calda, e dibattuta, data la contrarietà espressa immediatamente sull’arrivo di Bendin, oltre che dal gruppo dirigente locale, anche da semplici iscritti e militanti della sezione di via Degli Estensi. Su tutta la vicenda incombe la possibilità che i tre esponenti leghisti di maggioranza escano dal partito.

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