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C’è bisogno di un centro unito
Lettera di Giuseppe Pietroni al Gazzettino di Rovigo del 22/08/2009
C’è sempre bisogno di un quadro politico diverso, maggiormente stabile e democratico come in effetti lo era prima. Un centro forte e unito, quello di un tempo, quelle origini, non tante vane iniziative con formazioni più o meno credibili e durature. Ritengo che sia la destra che la sinistra ne verrebbero rigenerate, in effetti tra le altre cose è rilevabile come dallo sfaldamento del centro, oltre a un vuoto politico, settori e sezioni del centro italiano hanno inflazionato destra e sinistra a loro volta in difficoltà anche per eventi intemazionali. Vuoto del centro politico: crisi del ceto medio che non ha punti d’appoggio e non è più ben rappresentato pur essendo fondamentale, quindi più povertà. È vero che influiscono situazioni europee e mondiali, qui ci sono modelli di sviluppo da rivedere in senso filosofìco,. teorico e futurista, ma a livello nazionale è così, per l’Italia è così. Ritengo che l’Udc e altri elementi politici, sia sulla strada giusta per costruire ciò che dopo gli anni 90 appare davvero un’impresa. Può riuscire pure nella nostra provincia dove spesso accadono cose “d’anteprima…”.
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ago 22
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BADIA POLESINE Valle della Buora, a settembre ci sarà l’inaugurazione dei lavori
Tratto dalla Voce di Rovigo del 22/08/2009 di Davide Sarzi
Badia Polesine - Verranno inaugurati a settembre i lavori all’oasi Buora di Salvaterra. Nell’ anno 2006, l’acquisizione da parte del Consorzio di Bonifica Polesine Adige Canalbianco di una vasta area umida a ridosso del corso d’acqua canale Valdentro, in località Le Giare, nel territorio di Salvaterra, comportò, un progetto per la realizza2ione di due casse di colmata con finalità irrigue. Il Wwf venne coinvolto nel progetto e oriente, richiedendo un’ attenzione particolare per le? sponde lacustri, la realizzazione dell’impianto e la messa a dimora di piante e siepi autoctone, all’intemo di un più ampio progetto di ripristino ambientale, atto a riproporre l’area quale un’oasi a favore della fauna locale. L’area in esame, precedentemente al nuovo assetto ambientale, era formata da due ampi avvallamenti e da alcuni dossi, dell’estensione di circa dieci ettari, ed era attraversata dal Canale Valdentro. Grazie a indagini geologiche, cartografiche e al rilevamento aereo, era possibile riconoscere in essa un territorio fluviale antichissimo e in fase terminale, nonché uno degli ultimi di tal genere ancora presenti nell’intera provincia di Rovigo. i. f. . Nel novembre 2002, a seguito di lavori fondiari effettuati senza l’obbligatorio consenso ministeriale che comportavano il livellamento dell’area valliva e il taglio di tutte le piante esistenti, la Valle della Buora concludeva rapidamente e definitivamente la sua storia secolare e il suo terreno veniva acquistato dal Consorzio di Bonifica, nella prospettiva di creare una cassa di espansione del Canale Valdentro a fini idraulici. Sino al 2002, quell’area umida dalla forma allungata e cuspidata (nota locai- ó mente anche come Val de Broco), grazie ali’ impossibilità di praticarvi qualsiasi coltivazione agraria, era ritenuta un luogo insalubre ma comunque idoneo ali’ attività venatoria o alla pesca, attività che, nelle epoche in cui vigevano una maggiore indigenza e modelli alimentari ancora di stampo ottocentesco, avevano maggior motivo ad essere praticate. Rappresentava tuttavia, quell’area umida, anche l’ultimo esempio di terreno alluvionale dell’ intero territorio di Badia Polesine, un ambiente dalle tipologie uniche, sempre più raro nella Comunità europea a causa delle moderne trasformazioni del paesaggio agràrio. Un altro aspetto collegato alla fruizione della Valle era la sua elevata valenza paesaggistica, grazie alla ricchezza di specie óanimali. presenti e alla, singolarità del paesaggio, ricco invece di vegetazione, acqua e sentieri ombreggiati e Silenziosi; un luogo doVe il- tempo sembrava essersi fermato al diciannovesimo secolo. La presenza di paleoalvei e dossi, della toponomastica di evidente riferimento fluviale (via Po Alto) e i percorsi tortuosi delle carreggiabili nell’ area in esame, indirizzavano a identificare la Valle quale un luogo dalle caratteristiche peculiari dell’ antico Polesine, ovvero una terra paludosa (dal Latino Palus), ma anche, purtroppo, un terreno che avrebbe dovuto confrontarsi, suo .’malgrado, con una cultura che l’associava ali’ inutilità agro-commerciale anziché alle ricchezze della biodiversità. “L’intervento Adottato dal Consorzio di Bonifica Polesine Adige Canalbianco – fa sapere il. Wwf – seppur sopraggiunto all’eliminazione di un’area umida originaria. si colloca perciò in un contesto estremamente positivo poiché tende a riproporre un luogo privilegiato ó pennumerosi di quei taxa faunistici e vegetali che vedono sempre più ridotto il loro habitat”. Ammonterebbero a una trentina, almeno, le specie omitiche allontanatesi dalla provincia di Rovigo, nel secolo scorso, a causa dell’ alterazione ambientale (ma anche della persecuzione diretta e dei pesticidi in agricoltura), che ha visto, come uno dei primi effetti, la desertificazione e deidrificazione (eliminazione degli specchi d’acqua e dei fossati campestri) delle rigogliose campagne polesahe. Non è noto quando si formò la Va11p rfplla Rnnra ma o certo invece che, sulle zone dossive di quelle terre, vi fossero alcuni insediamenti d’epoca romana imperiale, tra i più antichi del territorio di Badia Polesine, come appunto i numerosi reperti conservati nel locale Museo Civico Baruffaldi’ e la documentazione bibliografica lasciano a testimonianza . Recentemente, inoltre, a seguito dei lavori per la costruzione dell’Autostrada 31 Valdastico sud che transita in località le Giare, il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova ha effettuato una serie di scavi in un sepolcreto, riportando alla luce le tipiche tombe a cappuccina.
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ago 22
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BADIA GLI ORGANIZZATORI FANNO IL PUNTO TRA MOLTE LUCI E QUALCHE OMBRA
«La mostra mercato verrà migliorata»
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 22/08/2009 di Giovanni Saretto
PER ANNI il fiore all’occhiello del Ferragosto Badiese è stata la mostra mercato, un importante evento espositivo che nasce già negli anni ’50 come Mostra Mercato dell’Agricoltura e dell’Artigianato, assumendo nel tempo grande prestigio. Successivamente in epoche più recenti dopo anni di alti e bassi, la mostra era stata sospesa per due edizioni del Ferragosto. Quest’anno la nuova amministrazione con Pro Loco e Aoeb ha pensato di riproporla e per la 61° volta. «Quest’anno è stata una prova — spiega l’assessore Sartori — per vedere se c’è la possibilità di riorganizzarla al meglio. Le problematiche emerse hanno dimostrato che lo spazio di piazza Marconi è idoneo, ma nel breve non siamo riusciti a fare i più, e quindi a trovare più espositori». «Magari per il futuro ritorneremo allo stand chiuso», osserva invece l’assessore Faggion. Da ricordare che la mostra mercato era ospitata anche all’interno delle elementari del centro. «Quella di quest’anno — sostiene Avanzo, presidente Pro Loco — è stata una mostra embrionale anche per verificare sul campo se c’è ancora interesse per farla». Gianfranco Miozzo dell’Associazione Operatori Economici, spiega invece come siano state fatte «centinaia di telefonate per avere venditori ed espositori, che però avevano già preso altri impegni».

Brussels, Belgium








