ago 18

BADIA LA PROTESTA DEI COMMERCIANTI DI VIA DON MINZONI E VIA ROMA

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo di Giovanni Saretto

bartrieste BADIA POLESINE   E’ polemica sulla fiera: «E’ stata un fiasco»E’ POLEMICA sul 63° Ferragosto badiese. Il titolare del Bar Trieste è Renato Guerrato che da ben 25 anni gestisce in pieno centro a Badia Polesine uno dei bar storici del luogo, con tono deciso non risparmia critiche a nessuno in merito all’organizzazione del 63° Ferragosto badiese. «Questa Fiera — esordisce — Guerrato — così come è stata organizzata quest’anno, per il mio esercizio è stata un fiasco totale, non è stato creato assolutamente nulla per tutte le attività che sono lungo via don Minzoni e via Roma. Voglio fare l’esempio del mercatino che di solito si svolge sul rialzato di piazza Marconi: bene anche quello è stato spostato per collocarlo altrove , penalizzandoci così ulteriormente». Il titolare del bar Trieste ribadisce «la Giunta ha dato mandato organizzativo, affidandosi a 4-5 persone che non so se definire egoiste o incompetenti, che hanno pensato solo a se stesse. Ma sono stati chiesti contributi per la manifestazioni anche su queste vie, rimaste isolate dagli eventi fieristici». Il titolare del bar spiega che si sarebbero potute collocare le giostre all’interno dello stadio di via Roma; che gli eventi si potrebbero svolgere in piazza Marconi e in piazza Vittorio, beneficiandone così tutti gli esercizi pubblici badiesi. Guerrato ricorda con un pò di nostalgia gli anni migliori della Fiera badiese, «quelli tra l’85 e i primi del ‘90 sono stati davvero irripetibili».

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ago 18

II concorso promosso dal Consorzio di bonifica è stato vinto da Luigi Paparella

Prevista la realizzazione di un circuito ciclopedonale e la sistemazione delle passerelle

Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi

adigetto badia polesine 150x150 BADIA POLESINE   Adigetto, presto ci sarà la riqualificazioneBadia Polesine – Avrà il prestigioso palcoscenico dell’Abbazia della Vangadizza la presentazione del progetto vincitore del concorso di idee promosso dal Consorzio di bonifica Adige-Canalbianco per la riqualificazione architettonica e paesaggistica del tratto di Adigetto che interessa il centro storico di Badia Polesine. Con una lettera inviata il 30 luglio scorso al sindaco Gastone Fantato, il direttore generale del Consorzio, Carlo Piombo, ha comunicato al primo cittadino che la giunta consorziale, con delibera del 18 luglio, ha disposto di prendere atto dell’operato della commissione di gara che ha valutato le opere in concorso e di fare propria la graduatoria determinata dai commissari rendendola impegnativa per l’Ente. Vincitore del concorso è risultato essere lo studio dell’architetto rodigino Luigi Paparella con l’attribuzione di 92 punti e un premiò di 8.000 euro. Secondo e terzo classificato, rispettivamente con 88 ed 86 punti, sono stati gli architetti Gianfranco Franchi di Pistola e Paolo Miotto di Vigonza (Pd). Il concorso di idee, bandito dall’ente consorziale nell’aprile Scorso, riguarda la riqualificazione del tratto iniziale del canale Adigetto compreso fra il ponte in cui si incrociano via Bòva cecchino e Riviera Balzan ;(Sr88) e quello su cui corre la Strada provinciale i (via Martiri di Villamarzana) per un’estensione di 1795 metri. Le proposte progettuali (i cui costì di realizzazione dovevano rimanere contenuti entro 3.500.000 euro) dovevano soddisfare precisi obiettivi di carattere generale: la sicurezza idraulica del canale e quella dei mezzi in transito lungo le vie di comunicazione lambite dal corso d’acqua, la permanenza sia dell’attuale portata (30 metri cubi/sec) che della sezione esistente, la salvaguardia della falda attuale e delle derivazioni “Santa Rosa” e “FrancaviUa”, la continuità del deflusso delle acque anche in fase esecutiva dei lavori, il divieto di fombinare il corso d’acqua, la garanzia di una facile manutenzione del canale e l’utilizzo di tecniche di ingegnerìa naturalistica. j!»JelIa vajùl^gaaonési è tenuto eontp’inparticolar modo dell’originalità e dell’integrazione con il tessuto storico, sociale e paesaggistico, la capacità di valorizzazione degli spazi verdi lungo il cariale Adigetto, la funzionalità e la rispondenza dei materiali scelti e delle tecniche di esecuzione oltre naturalmente ai costi di realizzazione e manutenzione. Ora il progetto vincitore dell’architetto Paparella, acquisito in proprietà dal consorzio, potrebbe essere posto a base di gara per un concorso di realizzazione dell’ “idea” presentata, fermo restando che l’amministrazione può decidere di non realizzare il progetto, di realizzarlo solo in parte o di apportare le modifiche o le varianti che riterrà opportune. Intanto gli elaborati prodotti dagli li concorrenti saranno pubblicati nel córso di una mostra pubblica ctie siterrà a Badia Polesine» presso; l’Abbazia <teBa VSaagadiZi^ za, con un’apposita cerimonia inaugurale già fissata per venerdì 20 novembre con inizio alle 18. La realizzazione di tale progetto, inserito probabilmente all’intemo del Pat che verrà ridiscusso ed integrato nei prossimi mesi dall’amministrazione comunale di Badia, permetterebbe la riqualificazione del lungo Adigetto e delle pertinenze e potrebbe prevedere interventi anche sulla viabilità insistente nel tratto in oggetto, con la realizzazione di un circuito ciclopedonale, la sistemazione delle vecchie passerelle e la creazione di nuovi passaggi pedonali sul corso del fiume. Tutte opere che, unite all’annunciato altentaciamento del traffico yii^àl^.i^e, riviere, e- .la ‘ ^’Ì^èaSlà^iSSoMfìca’dete viabilità ìàttadina, potrebbero finalmente cambiare il volto del centro storico di Badia; Nel frattempo, a settembre, sempre nello suggestivo scenario della Vangadizza, dovrebbe essere finalmente presentata la riqualificazione di un’altra importante area insita nel territorio badiese: si tratta del recupero dell’oasi della Buora che si trova nella frazione di Sal- vaterra vicina alla provinciale Ramòdipalo-Canda. La bonifica, avviata nel 2005 dallo stesso Consorzio in collaborazione con il Wwf e decisa dopo la quasi cancellazione dell’area nell’autunno del 2001, ha portato alla realizzazione di un bacino dilaminazione per la raccolta delle acque piovane del complesso Valdentro, acque che potranno essere utilizzate nei periodi di siccità istico.

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