ago 04

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo

Le linee guida dell’assessore ai lavori pubblici 

«ASSESSORE ai lavori Pubblici Giovanni Rossi  è intervenuto’nella discussione riguardante l’approvazione delle linee programmatiche amministrative relative ai progetti che l’amministrazione Fantato si propone di realizzare nel corso del mandato elettorale ricevuto. Rossi ha esordito affermando che l’obiettivo primario è quello è di adottare una adeguata procedura per realizzare le opere pubbliche necessario, senza tuttavia dimenticare la necessità di razionalizzare al massimo le spese, a tal proposito c’è la previsione di istituire un nuovo Regolamento per Rassegnazione dei i lavori in economia. L’assessore ha posto tra le priorità da affrontare la manutenzione egli edifici scolastici, ma anche i settori riguardante il decoro urbano eia siciffèzzà. L’amministratore badiese in chiave generale ha anche ribadito che si realizzerà solo quanto consentito dalle risorse disponibili nelle casse comunali, « i prossimi saranno comunque cinque anni estremamente difficili». In ogni caso ha spiegato Rossi si prowederà alla sistemazione e alla relativa manutenzione della viabilità comunale, con un occhio di riguardo ai progetti riguardanti il piano dei percorsi itineranti nel verde, traessi la pista ciclabile della destra Adige di concerto con il Consorzio di Sviluppo. Lo stesso ha poi illustrato lo stato dei lavori dei tré principali appalti attualmente in essere sul territorio comunale e tra essi i lavori all’Abazzia della Vangadizza di cui si stanno concludendo i lavori di recupero previsti dal primo stralcio, i lavori riguardanti il Teatro Sociale “B.Dente”, Rossi ha chiarito «non siamo messi bene come poteva sembrare, i lavori del secondo stralcio sono fermi”, e sulla prevista costruzione del campo coperto da tennis, nella zona dei nuovi impianti sportivi che potrà usufruire degli spogliatoi utilizzati dal calcio. Rossi infine ha sottolineato «è il momento peggiore per il settore dei Lavori Pubblici, ma faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità».

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ago 04

Dopo quarant’anni di attesa arriva un restauro risolutivo

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo

UNA STORIA vecchia ormai di firn paio di secoli, ma è una delle pagine più gloriose di Rovigo e della sua provincia, che la grossolanità dei nostri giorni sembra avere in gran parte dimenticato. Stiamo parlando di quei sette anni che, tra il 1812 e il 1819, per straordinaria coincidenza di intenti, videro sorgere ben quattro teatri nei centri maggiori del Polesine: a Badia e Adria, Lendinara e Rovigo. Teatri importanti, sia dal punto di vista architettonico che da quello artistico, destinati a lasciare un segno profondo nella storia e nelle vicende del territorio e più ancora nella mentalità e nella memoria dei suoi abitanti. Teatri che realizzavano le aspirazioni e le vanità di una classe sociale sempre più in ascesa, costituita da borghesi e imprenditori: quei paleoi-so». vrapposti in tré o quattro ordini che giravano intorno a un salone a ferro di cavallo che culminava in un palcoscenico aperto soprattutto all’opera e al melodramma, erano lo specchio del potere e del successo raggiunti, dopo le illusioni libertarie portate dai francesi e la restaurazione austriaca che si sarebbe protratta per mezzo secolo. Almeno un paio di questi edifìci (l’adriese teatro Fidora-Orfeo ha visto crollare eli ultimi simulacri della sua esistenza negli anni Settanta del secolo scorso e il lendinarese Ballarin è stato profondamente rimaneggiato nel tempo al punto da perdere completamente la sua antecedente identità), il primo e l’ultimo, sono arrivati fino a noi miracolosamente preservati, ancora in grado di offrire ampiatraccia (nell’interno uno e all’esterno l’altro) del progetto originario dovuto, in entrambi i casi, al rodigino Sante Baseggio. È PROPMO il volgere al termine ormai del restauro del teatro Sociale di Badia Polesine, voluto nel 1812 da Bartolomeo Dente, che ci induce a richiamare l’attenzione su quella che è diventata sicuramente un’impresa importante. Chiuso e trasformato in magazzino agli inizi del Novecento, il teatro badiese conobbe un primo e incompiuto intervento di restauro fra il 1969 e il 1971, pòi una lunga altalena di interruzioni e riprese dei lavori» con cronica carenza di fondi, nonostante l’impegno dell’alierà Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (che oggi continua come Fondazione a profondere, insieme con Regione Veneto e Comune, quel che manca). Finalmente, dopo quarant’anni, pare che sia la volta buona, come etha. spiegato l’architetto Ivan Stocchi che dirige i lavori per conto del Comune, perché entro settembre saranno portati a termine gli ultimi risanamenti e l’impiantistica che costituiscono il secondo stralcio. Un terzo e ultimo stralcio prenderà il via verso la fine dell’anno per Concludersi dopo quattro o cinque mesi, perché si tfatta del restauro delle decorazioni e perché il progetto è di fatto già finanziato. Quando si apriranno le porte sull’interno restaurato e scintillante, per Badia sarà un giorno importante. Se è bene tutto quello che finisce bene, questo ancora non si può dire del Sociale rodigino, che ha conosciuto, è vero, qualche interruzione di attività in un paio di secoli, ma sempre rientrata per l’attenzione vigile dei cittadini. Il problema del teatro del capoluogo si chiama stagione lirica, che dovrebbe partire in ottobre e che, a differenza degli altri anni, ancora non si può annunciare e presentare al pubblico. Lo impedisce una vertenza sul .concorso per direttóre artistico, che non si e” al momento risolta e che pare essersi smarrita nel labirinto delle ferie di amministratori, personale e Tribunale Amministrativo Regionale. Non abbiamo, al momento, intenzione di entrare nel merito, ma ci pare che una spiegazione ufficiale e uno spiraglio di fiducia siano doverosi nei confronti di una città.

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ago 04

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 04/08/2009

Il Sulpm (Sindacato unitario lavoratori della Polizia municipale locale) con il suo segretario provinciale Stafano Previato interviene sulla questione dell’armamento degli agenti della Polizia locale di Badia Polesine. Previato fa riferimento all’articolo pubblicato sul nostro giornale domenica scorsa nel quale si da notìzia che il sindaco Fantato ha “disarmato” gli agenti badiesi salvo riconcedere le armi per determinati servizi così come lo aveva spiegato al consiglio comunale del 10 luglio scorso. ‘ Previato in una sua nota scrive: «Riteniamo opportuno esprimere il nostro disappunto sottolineando l’atteggiamento arrogante con cui il primo cittadino si è presentato alla Polizia locale imponendo atti unilaterali e disattendendo le più semplici regole, di relazioni sindacali e per le quali ci si riserva di agire nelle opportune sedi». ‘ Previato cita il prefetto di Rovigo Adinolfi e aggiunge: «La posizione del prefetto di Rovigo, in linea con quella dei suoi colleghi a livello nazionale e quindi con il Ministero degli Interni e condivisa in toto dal Sulpm, che è stata ribadita in una circolare pervenuta a tutti i sindaci della provincia è che: alcuni servizi rientranti nelle funzioni proprie della polizia locale, i quali per loro natura e le modalità con cui sono espletati, indipendentemente cioè anche dalla fascia oraria in cui sono svolti, hanno finalità essenzialmente di prevenzione e comportano quindi un oggettivo pericolo per l’incolumità dell’operatore. Sull’armamento, il prefetto dice che è un presupposto indispensabile in, funzione della piena operatività delle attribuzioni». \ Secondo Previato il sindaco disattende sia le indicazioni di quelli (leggi prefetto) che ha Indicato come suoi superiori in fatto di sicurezza,che quanto stabilito dal consiglio comunale e trova strano che in una Giunta in cui c’è un esponente della Lega Nord, «che a livello nazionale si sta muovendo in modo diametralmenteopposto», lui agisca così. Previato critica le affermazioni di Fantato sul ruolo della Polizia locale e conclude: «Probabilmente il sindaco di Badia pensa che il lavoro dei “vigili” sia quello della vecchia guardia comunale e non si rende conto del mutamento operativo e professionale .della Polizia locale che è cresciuto enormemente con la richiesta di sicurezza dei cittadini, con la dilagante microcriminalità, con l’aumentare delle competenze, con il continuo mancato rispetto delle norme al codice della strada in particolare lo stato d’ebbrezza e per l’assunzione di stupefacenti. In queste condizioni, siano esse di giorno o di notte l’armamento è garanzia dell’incolumità degli agenti. Di tutto ciò informeremo il prefetto: promettiamo battaglia nelle sedi deputate, pur mantenendo spirito di collaborazione.

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