L’ordinanza dell’allora sindaco Meneghin era stata impugnata al Tar
BADIA POLESINE Via Rettilineo Salvatela, bonifica più vicina Stroppa risponde ai solleciti per il terreno abbandonato: “Aspettiamo solo l’ok àel giudice”
Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Sono passate due settimane da quando, il 18 luglio scorso, ci siamo recati in via Rettilineo Salvaterra, fra Badia e la frazione omonima, per verifìcare i disagi creati dal terreno di trenta ettari che da arca tré anni è stato prima seminàto e poi lasciato abbandonato a se stesso dalla proprietaria, trasformandosi in un intricato labirinto di erbacce e arbusti spinosi, rifugio privilegiato di animali selvatici, topi, bisce, insetti dannosi che hanno a poco a poco invaso anche i terreni limitrofi ed i giardini e le case dei residenti. La signora Attilla Chiarello (in Dacome), abitante in una villetta a schiera con giardino confinante con il terreno incriminato, ci aveva illustrato la situazione, facendosi portavoce delle lamentele un po’ di tutti i residenti della via che denunciano da tempo lo stato di degrado ambientale ed i fastidi causati dalla fauna e dagli insetti che costringono a tenere le zanzariere perennemente abbassate e a trovare rifugio in casa nelle ore serali. La stessa signora Attilla aveva inviato nei giorni scorsi una raccolta di firme all’assessore all’ambiente Gianni Stroppa per richie- . dere un ulteriore intervento dopo che l’ordinanza emessa l’anno scorso dall’allora sindaco Paolo Meneghin, che dava 15 giorni di tempo per prov- ó Tl/t-M-Ì-fi/” fondo, era stata impugnata presso il Tar di Venezia dalla proprietaria del terreno, l’avvocato Maria Giulia Nizzoli, residente a Modena. Nei giorni scorsi l’assessore Stroppa ha ricevuta in municipio la combattiva Attilla accompagnata dal presidente della Coldiretti locale Paolo Moretti per fare il punto della situazione. L’assessore, in quell’occasione, aveva assicurato che il legale incaricato dal comune, l’avvocato Enrico Scarazzati, stava seguendo il caso e che si era a buon punto per dare seguito all’ordinanza del comune, in modo da predisporre al più presto la bonifica ambientale addebitando le spese a carico della proprietaria, Trovandosi davanti ad un ricorso al Tar, aggiungeva Stroppa, si doveva però attendere l’ok dal giudice competente. Alle parole è seguita, nella mattina di ieri, una risposta scritta inviata dallo stesso assessore alla signora Chiarello, la quale nel frattempo aveva contattato la Confagricoltura, la sezione rodigina del Corpo Forestale dello Stato e l’Ulss di Rovigo, continuando la battaglia serrata per riportare alla normalità una situazione divenuta insostenibile. ‘E dalla missiva inviata da Stroppa si comincia ad intravedere un barlume di speranza per una soluzione definitiva che vada a premiare la tenacia di Attilla: “Superando l’osta colo temporale del ricorso al Tar – si legge nella lettera – mi sono trovato oggi nella necessità di rinotifìcare l’ordinanza sindacale e il corrispondente atto di precetto, cosa già fatta, per dare efficacia esecutiva alla procedura in essere. Consapevole dei disagi lamentati e dello stato di potenziale pericolo presente , si confida nel sollecito visto del giudice dell’esecuzione del Tribunale di Rovigo per dare corso immediatamente ai lavori di radicale bonifica .e sistemazione dell’area interessata”. Non rimane ora altro da fare che attendere il via libera da parte del giudice prima di procedere àlla’disinfestazione dell’area, operazione per altro divenuta tutt’altro che semplice visto lo stato del terreno nel quale le erbe infestanti e gli arbusti sono oramai di notevoli dimensioni. Inoltre da oggi scatta il fermo giudiziario che si protrarrà fino al 15 settembre e sembra improbabile una soluzione prima di tale .data: “L’impressione è comunque che le cose si stiano muovendo e che si possa arrivare in tempi non troppo lunghi ad una soluzione ha confidato speranzosa la Chiarello – spero proprio di trovare tutto ragione”.
written by UDC Badia Polesine
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