|
lug 30
|
Decisa la soluzione anticipata del contratto di locazione dal primo ottobre
”Palazzo Gulinelli è troppo caro, il ritorno in municipio farà risparmiare 25mila euro”
Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi
BADIA POLESINE – Palazzo Gulinelli è un elegante edificio del tardo ‘500 abbellito successivamente convari interventi, tra cui un artistico balcone a tré fori che si affaccia su via degli Estensi e raffinate decorazioni a stucco e dipinti eseguiti durante il restauro dei primi del Novecento. Conosciuto a Badia anche come Palazzo Tappari, dal nome della famiglia próprietaria durante il Ventennio, l’edificio è ora di proprietà della famiglia Pegoraro che, dall’anno 2004, ha affittato alcuni locali al Comune di Badia nei quali è stata sistemata la sede del comando dei vigili urbani. Dopo 5 anni, con una comunicazione inviata in data 17 luglio, l’amministrazione comunale ha informato i proprietari di aver deciso per la soluzione anticipata del contratto di locazione a partire dal primo ottobre 2009, esercitando una facoltà prevista nel contratto stesso “essendo venuto a cessare in tutto, nell’interesse dei pubblici servizi, il bisogno dei locali del fabbricato” . A partire da quella data le stanze del fabbricato saranno riconsegnate ai proprietari e di conseguenza il comando dei vigili urbani dovrebbe ritornare ad occupare gli uffici del municipio in piazza Vittorio Emanuele II, come ci ha confermato lo stesso sindaco Castone Fantato: “II comando di polizia locale tornerà all’intemo del palazzo comunale dai primi giorni del mese di ottobre – spiega il primo cittadino – E’ una decisione che l’amministrazione comunale ha preso principalmente per motivi di carattere economico e gestionale. L’affitto pagato dal comune per l’occupazione dei locali di Palazzo Gulinelli si aggira attorno ai 2omila euro annui ai quali bisogna aggiungere arca 4mila euro per le pulizie e le varie spese per le utenze (luce, acqua, eccetera). In un ottica di taglio dei costi, il ritomo dei vigili urbani nella sede comunale consentirà un risparmio di circa 25mila euro che di questi tempi non sono pochi. Inoltre la presenza del comando all’intemo del municipio permetterà una migliore e più rapida comunicazione fra gli stessi vigili e gli uffici dell’amministrazione”. Non è difficile immaginare che tale dislocazione determinerà per forza di cose una modifica nella distribuzione degli uffici comunali ed è facile prevedere che i vigili urbani possano riprendere possesso dei locali al piano rialzato dell’edificio che già in precedenza ospitavano il comando di polizia locale e che attualmente sono occupati dagli, uffici dei servizi sodali» Prosegue così l’opera di riduzione dei costi di gestione cominciata dalla nuova amministrazione con la riduzione del 30 e del 50% dei compensi a sindaco ed assessori e che, stando alle parole dello stesso Fantato, dovrebbe continuare con altri accorgimenti futuri che possano consentire di tagliare ulteriormente alcune spese superflue rativa.
|
lug 30
|
BADIA POLESINE Per regolamento la decisione sul modo di operare spetta ogni anno al primo cittadino
«Deciderò di volta m volta sull’opportunità sentito il comandante di polizia municipale»
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 30/07/2009 di Paolo Aguzzoni
Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Badia Polesine, la seconda del nuovo mandato amministrativo, sono state affrontate diverse questioni: fra queste il «disarmo della Polizia locale» e i dirigenti comunali. La riunione si è aperta con il ricordo di Dino Romani, morto prematuramente qualche giorno prima e per un mandato assessore comunale. H sindaco e altri consiglieri hanno dedicato a Romani un lungo applauso, La prima interrograzione del nuovo mandato è stata presentata da Renzo Aguzzoni (Pdl) che ha chiesto lumi sulla decisione del sindacodi non far uscire armati gli agenti della Polizia locale. Va detto che Aguzzoni nel mandato precedente era assessore e fu la sua Giunta ad armare la PI. «Nelle questióni di sicurezza – ha spiegato Fantato – agisco come ufficiale di governo e dipendo dal presidente della Repubibica e dal ministro dell’Interno per il tramite del prefetto e quindi solo a loro rispondo perché questa funzione non è delegabile. Ricordo che nel 2006 la proposta di armare la PI passò con undid voti a favore e nove astensioni e che per regolamento è il sindaco che ogni anno decide se far uscire armati o no gli agenti di PI. Ho deciso di non firmare questo atto e magari, se lo farò in futuro, lo deciderò di volta in volta per particolari situazioni che il comandante mi sottoporrà. Ritengo che l’attività di PI sia pacifica perché opera in mezzo alla popolazione civile e non c’è necessità di girare armati». Aguzzoni si è detto soddisfatto delle spiegazioni portate da^ sindaco. Sui dirigenti comunali e in particolare sulla questione Iginio Bendin al quale Fantato il 15 giugno scorso ha tolto la dirigenza del Settore tecnico come primo suo atto amministrativo, lo stesso sindaco ha detto: «Tutte le dirigenze sono state suddivise fra il segretario generale Tiengo e il vice segretario Patergnani: Fatto ha validità sino al 30 settembre visto che Tiengo andrà in pensione dal primo ottobre. Abbiamo davanti i giorni per capire come funziona la macchina comunale e quindi decidere come riorganizzare tutti i servizi».

Brussels, Belgium








