lug 24

Si fermano i lavori di restauro in uno dei teatri “più belli d’Italia”

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/07/2009

Parla l’addetto ai lavori Giovanni Rossi: “La Scatola ‘d’Oro deve tornare a volare” 

 BADIA POLESINE – “Non è esagerato il dire che è uno fra i più belli d’Italia”. Così lo storico Bocchi scrisse riferendosi al Teatro Sociale’ di Badia Polesine, costruito nel 1813 per volere (e danaro) del badiese Bartolomeo Dente su progetto dell’architetto rodigino Sante Baseggio. “Scatola d’oro”, “Piccola Fenice”, questi gli affettuosi appellativi che nel corso degli anni i badiesi hanno attribuito con malcelato orgoglio al piccolo capolavoro che, attraverso il primo restauro del 1855, venne ampliato con i palchi di proscenio ed il paliotto ed elegantemente abbellito da fregi in rilievo e a foglia d’oro rendendolo simile ad una miniatura del teatro “La Fenice” di Venezia. Nel 1905, con l’ultima rappresentazione della Tosca, il teatro ha però chiuso la sua attività e sulla struttura è sceso un silenzioso oblio durato fino agli anni ‘70 quando, attra-, verso l’azione del prof. Ivan Tardivello, l’edificio è stato inserito nel piano di restauro di edifici e monumenti del Veneto. Da allora si sono succeduti numerosi interventi (i più importanti a partire dal 1983) successivamente interrotti per mancanza di fondi, mentre nelle sale del teatro venivano organizzate occasionalmente solo alcune mostre fotograflche e di pittura. Dai primi mesi del 2007 sono finalmente iniziati i lavori che dovrebbero portare alla definitiva “riconsegna” alla città di Badia di un prezioso gioiello coperto per troppi anni dalla pólvere del tempo. Un restauro complesso che purtroppo, come affermato dal neo assessore ai lavori pubblici “Giovanni Rossi nell’ultimo consiglio comunale, ha subito una battuta d’arresto nel novembre dello scorso anno a causa di alcuni problemi di carattere tecnico e di gestione dei primi due stralci funzionali ; Per capire 10 stato dell’arte ed.avere un idea di quali siano i lavori da effettuare per il definitivo completamento, abbiamo chiesto alcune informazioni allo stesso Rossi che ci ha fornito un ampio quadro degli interventi: “Inizialmente l’appalto era stato suddiviso in due lotti – spiega il neo assessore – che sono diventati successivamente tré per un ammontare complessivo, ad oggi (prima dell’assegnazione del terzo lotto), di quasi 2 milioni e 200 mila euro euro. 11 primo stralcio funzionale si è concluso nel dicembre 2007 con un costo finale di circa 500.000 euro che comprendevano le finlture ed i restauri, gli impiantì meccanici e gli impianti elettrici”. I lavori del secondo stralcio funzionale sono invece iniziati nel luglio 2008 ed avrebbero dovuto completarsi entro la data del 16 gennaio 2009, ma solamente una parte degli interventi è stata portata a termine. Questo perché dal 5 novembre scorso, se non si conta una piccola parentesi a marzo di quest’anno, il cantiere del teatro è completamente fermo. “Ci sono stati alcuni intoppi tecnico-gestionali che hanno determinato la sospensione – spiega l’assessore .Rossi ú Sono subentrate’alcune pto-, blematìche relativi alle modalità di realizzazione di alcuni particolari e si è riscontrato un “accavallamento” fra il secondo ed il terzo lotto, quest’ultimo ancora da appaltare. La dirczione dei lavori, il 17 ottobre dell’anno scorso, aveva scritto una lettera all’alierà sindaco Meneghin nel quale, venivano spiegati i motivi che avrebbero portato alia sospensione, chiedendo all’amministrazione in che maniera operate. La risposta non è mai arrivata ed i lavori sono stati fermati. Il collaudatore amministrativo, che per tutti i lavori pubblio deve verificare la corretta esecuzione dei lavori, dopo aver richiesto la documentazione relativa, si è riservato di decidere sulla possibilità di effettuare una perizia di variante, una decisione che non sarà sicuramente rapida”. A causa di questi ritardi non c’è ancora stata* la possibilità di appaltare il terzo lotto di interventi che deve essere assegnato ad ogni costo entro dicembre, pena la perdita dei contributi pubblio “Stiamo cercando di fare in modo che questa situazione non sia deleteria ai fini dell’appalto del terzo stralcio funzionale continua Rossi -1 lavori del secondo stralcio sono ripresi il 29 giugno scorso grazie all’azione della nuova amministrazione che ha imposto una repentina accelerazione, ma ci sono ancora molte situazioni da sanare e problemi da sistemare. Se è vero che bisogna riconoscere ed apprezzare l’impegno profuso dall’ex sindaco Meneghin nell’impianto dell’idea generale e nella ricerca di fondi per realizzare il difficile restauro, è altref- tanto vero che la fase di realizzazione è ugualmente importante rispetto a quella di “ideazione”, anzi è spesso quella più delicata e va costantemente monitorata. Una condotta che sembra proprio essere mancata negli ultimi tempi e che spero non vada ad inficiare tanto impegno” . Le opere ancora da realizzare per il secondo stralcio riguardano, in definitiva, la realizzazione dell’impianto antincendio, la distribuzione dei canali aria sul palcoscenico e la posa di alcuni quadri elettrici, mentre nel terzo lotto rientreranno i restauri e le finlture inteme, il completamento degli impianti tecnologici, le opere scenotecniche e gli impianti di scena. Interventi questi che, dalla data di inizio lavori, dovrebbero arrivare all’agognata conclusione nel giro di circa sei mesi. Per quanto riguarda l’austera facciata del teatro rimasta incompiuta negli anni, si potranno eventualmente trovare ulteriori finanziamenti. Nell’immediato futuro, oltre a portare a termine il restauro, sarà pàrticolarmente importante fare in modo che la “piccola Fenice” non rimanga solamente una bella scatola. D’oro sì, ma vuota.

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lug 24

BADIA POLESINE La replica del referente tecnico dei Lavori pubblici

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/07/2009

 Dallo Studio legale Tosca Sambinello di Lendinara riceviamo e pubblichiamo la replica riguardante un articolo che coinvolgeva Iginio Bendili, pubblicato il 28 giugno. «Si fòrmula la presente in nome e per conto del signor geometra Iginio Bendin per contestare formalmente quanto pubblicato alla pagina Vn, cronaca Alto Polesine, a firma di Paolo Aguzzoni, in quanto le circostanze riportate non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti. L’articolo commentava la ristrutturazione del complesso immobiliare abbazia della Vangadizza e riferiva di ritardi amministrativi e burocratici, dai quali sarebbero derivati rallentamenti nel recupero della struttura architettonica. Secondo il cronista, “La passata amministrazione, così si deve dire dopo le elezioni del 6 e 7 giugno scorsi, si era “dimenticata” di indicare alla Regione il nominativo del collaudatore tecnico-amministrativo dei lavori. Atto necessario affinchè la stessa Regione potesse continuare a erogare i fondi di sua competenza”. In particolare, oltre agli asseriti ritardi nella nomina del collaudatore, si riferiva di una missiva proveniente dal Comune e indirizzata alla Regione, che sarebbe stata inoltrata “solo a maggio”. D cronista attaccava il responsabile del procedimento evidenzinando quanto segue: “Va ricordato che il responsabile unico del procedimento è l’ex capo settore tecnico Iginio Bendin sul quale dovrebbe ricadere la responsabilità di questo ritardo”. Fatta questa doverosa premessa giova rammentare che il Comune di Badia Polesine ha provveduto alla segnalazione del nominativo del collaudatoré, spirato il termine affinchè vi provvedesse l’organo regionale. Va inoltre rimar cato che non esiste alcun verbale o altro provvedimento di sospensione dei lavori, di guisa che ogni affermazione in ordine ai riferiti ritardi è destituita di ogni fondamento e si pone in stridente contrasto con la realtà dei fatti. Su richiesta della Direziono Lavori e del Capo progettista nonchésupervisore dei lavori sotto l’aspetto architettonico, è stata concessa una proroga di 111 giorni, che non può certamente imputarsi al Responsabile unico del procedimento, il cui operato, per l’effetto, risulta incensurabile ed ineccepibile sotto ogni profilo. Sulla scórta delle considerazioni sopra esposte, pertanto, questo difensore, a nome e per conto del signor geometra Iginio Bendin, nel ribadire la non rispondenza al vero della notizia pubblicata, ne evidenzia il contenuto inequivocabilmente diffamatorio, precisando quindi che in ossequio al mandato defensionale ricevuto, si darà corso ad ogni azione avanti l’autorità giudiziaria competente per la tutela di ogni diritto del proprio assistito, ivi compreso il risarcimento di ogni voce di danno patito e patendo».

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