lug 15

II vicesindaco annuncia di voler mettere mano al Piano di assetto del territorio

L’assessore polemizza su Crocetta 4: “Non è stata siglata la convenzione”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 15/07/2009 di Davide Sarzi

BADIA POLESINE – Prosegue con il vicesindaco Gianni Stroppa 4 nostra carellata di presentazione degli assessori e delle relative linee programmatiche presentate nel consiglio comunale di venerdì io luglio. Stroppa, 50 anni, funzionario dell’Ulss, è il coordinatore del Pd locale, almeno fino al nuovo congresso di ottobre nel quale, come già dichiarato, darà le proprie.dimissioni. Alle -elezioni comunali ha ottenuto una larga affermazione personale in termini di preferenze, 343, che lo hanno portato a divenire vicesindacoe ottenere le deleghe all’Urbanistica e Pianificazione territoriale, Infrastnitture intercomunali, Ambiente e Decoro urbano, Servizi cimiteriali. Il primo e più importante impegno sarà per Stroppa l’adozione del nuovo Piano di assetto territoriale (Pat): “Le scelte urbanistiche sia sul Pat che sul Piano di intervento dovranno essere nel solco della massimatrasparenza , escludendo opere faraoniche – ha esordito Stroppa – II Pat dovrà caratterizzarsi come volano economico di realizzo di opere pubbliche, ma senza alterare il mercato. L’ aumento. di duemila residenti in dieci anni, molti dei quali non comunitari, appare sovradimensionato. Pertanto l’entità degli accordi di programma previsti dovrà essere studiato e ricalibrato anche alla luce del piano casa regionale. I prossimi mesi saranno utilizzati per riassestare il Pat anche secondo i nuovi indirizzi regionali, avendo così l’opportunità di inserire alcune buone scelte che potranno scaturire, per esempio, dal Concorso & Idee per il recupero del naviglio Adigetto da parte del Consorzio di Bonifica Adige Canalbianco, nonché valutando la possibilità di revisionare il sistema della viabilità anche in base ad alcune indicazioni sul sistema della viabilità Smfr”. Altra questione di primo piano è l’urbanizzazione di Crocetta 4: “A oggi non risulta siglata ne la convenzione urbanistica ne esiste alcun deposito presso la segreteria comunale della richiesta di rilascio del permesso di costruire-spiega Stroppa Voglio solo ricordare che la precedente amministrazione affermava, tramite il suo assessore al bilancio, che ‘il progetto per la realizzazione di Crocetta 4 è stato visionato e nel mese di ottobre sarà depositato ali’ ufficio per il rilascio del permesso di costruire’. Questa invece è un’altra pesante eredità “incompiuta, in termini realizzativi e anche finanziari, dato che esiste un residuo atti;!vo, relativo all’anno 2006, di r-holi /lilt-i Di cagnan avrebbe dovuto versare dopo 60 giorni dall’approvazione del certificato di collaudo delle opere oggetto di convenzione. Sono passati anni, tale somma non è ancora stata versata, però i soldi sono già stati spési e ciò contribuisce a-stabilizzàre in maniera negativa I* anticipazione di cassa. E’ previsto per oggi l’incontro con la ditta per fare il punto della situazione e decidere poi le’ scelte da fare”. Passiamo all’argomento che sta forse più a cuore all’assessore, l’arredo e.il decoro urbano: “Su questo punto è giusto che i cittadini sappiano l’eredità lasciataci e che a oggi non ci consente neanche di programmare lo sfaldo del verde. Si pensi che il bilancio redatto dalla precedente amministrazione conteneva nel suo salvadanaio (fondo di riserva) una somma di circa 21.600 euro. Nella prima e unica variazione di bilancio del commissario, il fondo viene azzerato.sottraendo 21.400 euro per fare i primi tré tagli dell’erba fino alla fine di giugno. Ora infatti ci sono solo 200 euro. Non solo il salvadanaio è vuoto, anche i capitoli di spesa sono a zero per fare le semplici ordinarie manutenzioni come, per esempio, gli asfalti, tappare una buca di una strada, operare ulteriori sfalci del verde. Nel breve periodo opereremo con estrema oculatezza finanziaria reperendo in tutte le maniere risorse .e fondi, raschiando il barile, per fare le opere minime ed intelligenti, chiedendo ai cittadini di avere pazienza”. Infine i servizi cimiteriali; altro punto sul quale insiste l’attenzione di Stroppa: “II cimitero del capoluogo necessita in tempi breyi della realizzazione di loculi. Il programma opere pubbliche approvato dal commissario prefettizio nell’ aprile scorso pone a bilancio la costruzione di loculi cimiteriali per un importo complessivo di 92smila euro tramite un project fìnancing. Si sta verìficando se dar corso all’approvazione del progetto definitivo nella sua interezza o se stralciare una parte iniziale di 146 loculi da finanziare in maniera autonoma per poi realizzare i successivi stralci con il fondo di rotazione”. Ultima nota: il futuro del Verzaro… “Lo stadio, fughiamo ogni dubbio, è di proprietà comunale e dovrà essere recuperato come sede delle associazioni sportive non perdendo così il valore originario nella sua ivo”.

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lug 15

Brusco è il vicepresidente Lavori pubblici a Ennio. Turismo a Negri Bilancio a Grassia, Caccia e Pesca a Bellan

Tratto dalla Voce di Rovigo del 15/07/2009

ROVIGO – La squadra degli assessori: Guglielmo Brusco: vicepresidente e assessore a Formazione professionale. Pari opportunità, Salute e tutela del cittadino. óLaura Negri: Cultura, Turismo e promozione del territorio. Giuliana Culmanelli: Energie alternative, Urbanistica, Pianificazione territoriale. Claudio Bellan; Caccia, pesca. Agricoltura, Vigilanza, Protezione civile. Giorgio Crassia: Bilancio, Sistema informativo, Mobilità e trasporti. Francesco Ennio: Infrastnitture, Lavori pubblici. Attività produttive e rapporti con le imprese. Marinella Mantovani: Politiche sodali, Politiche comunitarie, rapporti con il Parco del Delta, difensore civico. , Leonardo Ratto: Sport, Pubblica istruzione, Università, Politiche giovanili ed educazione stradale. Virgili ha tenuto per sé: Politiche per lo sviluppo, Consvipo e società partecipate, cooperazione decentrata. I capigruppo sono: Franco Grotto (Pd), Silvana Mantovani (Ps), Matteo Masin (Sinistra unita), OscarTosini (Idv). Pierangelo Avanzi (Pdl), Antonello Contiero (Lega), Michele Raisi (Udc). In consiglio dopo le dimissioni degli assessori sono entrati: Giuseppe Traniello, Giuseppe Boscolo, Fiorella Cappato, Angelo Sivier, Silvana Mantovani, Anna Riberto. n consiglio provinciale è così composto: Gian Paolo Bolognesi, Alessandro Rigoni, Claudio Marzola, Franco Grotto, Giuseppe Traniello, Giuseppe Boscolo, Angelo Sivier, Fiorella Cappato, Federico Fugato e Franco Vecchiarti (Pd). Due sono di Sinistra unita: Mattee Masin, Anna Riberto. Uno di Italia dei valori. Oscar Tosini e Partito socialista, Silvana Mantovani. Per la minoranza, 5 sono del Pdl: Filippo Carlin, Monica Moro, Marco Trombini, Andrea Bimbatti e Pierangelo Avanzi; 4 della Lega Nord: Antonello Contiero, Ivano Gibin, Stefano Falconi e Michele Franchi. Infine Michele Raisi (Udc).

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lug 15

PALAZZO CELIO Primo consiglio provinciale con polemiche da parte di 4 espónenti del Pd L’era Virgili parte con la fronda intema Vecchiotti attacca la formazione della giunta, Marzola si astiene sulla presidenza

Tratto dalla Voce di Rovigo del 15/07/2009

ROVIGO – Scosse telluriche in consiglio provinciale. L’atto ufficiale dell’era Tiziana Virgili alla guida di Palazzo Celio inizia con una contestazione da parte di alcuni consiglieri di maggioranza sulla modalità di formazione della giunta e sulla proposta di Federico Rigato alla presidenza del consiglio. Sondile La miccia evidentemente era innescata da prima dei lavori, del consiglio, iniziati con una mezz’ora di ritardo. Dopo il giuramento di Tiziana Virgili, e l’applauso delll’aula e della loggia riservata al pubblico, di Palazzo Celio a dar fuoco alle polveri è stato l’intervento di Franco Vecchiatti, consigliere del Partito democratico. Ha preso la parola dopo che Franco Grotto aveva proposto Federico Fugato alla presidenza del consiglio. Vecchiattì ha dichiarato di parlare anche a nome dei consiglieri Pd Claudio Marzola, Alessandro Rigoni e Gian Paolo Bolognesi. Di fatto ha proposto Marzola quale candidato alternativo a Frigaio e poi si è lanciato in un affondo politico. l’accuse Ha detto Vecchiattì: “La presidente Virgili ha la nostra stima ma non sono stati rispettati i criteri annunciati per la formazione della giunta. No c’è ilcriterio delle competenze per la nomina degli assessori, la territorialità è dispersa, aver ottenuto consenso non è servito”. Vecchiattì ha dichiarato che “due assessori del Pd vengono da zone del Polesine dove Virgili non ha vinto nel confronto coti Contiero; Castelmassa, Casteinovo, Bergantino hanno registrato sconfitte del Pd, eppure c’è un posto in giunta. Nel Delta il Pd ha perso ovunque tranne che a Papozze, anche al secondo turno, eppure ha due assessorUnvece Occhiobello, Stienta, bacini di voti sono esclusi. E pure Rovigo, non ha assessori del Pd. Per diventare assessori serviva forse ottenere pochi voti? Ora si vuole .puntare su Frigató per la presidenza del consiglio per poi farlo dimettere da assessore comunale, H partito sembra in confusione, possibile che a Rovigo non ci fosse un. politico in grado di fare l’assessore provinciale?” Vecchiatti ha individuato anche i responsabili di “Una politica che non rispetta i principi. Gabriele Frigató e Cino Spinello, responsabili di questa operazione”. E ancora: “Non c’è logica nella gestione politica di tutto questo, solo la corsa a posizionarsi meglio in vista del congresso del Pd. Possibile che l’ex Margherita abbia presidente della Provincia, sindaco di Rovigo, presidente del Parco, assessorati di peso e tanti altri enti? Non è possibile che gli esponenti dell’ex Ds siano figli di un dio minore, n consenso ottenuto alle elezioni doveva contare qualcosa. Per questo candidiamo Mazzola alla presidenza del consiglio”. La minoranza Dopo le frustate di Vecchiatì, una sorta di fronda interna al Pd, l’opposizione ha accennato a gettarsi nell’arena politica, ma non e risuscita a sfruttare 1p (tiffirnltà riplla mao’pìnran- za. Antonello Contiero si è limitato a osservare che “Le margherite mangiano le querce, neprendiamo atto”. Oscar Tosini, dell’Idv ha chiesto una sospensione cui ha provato opporsi Andrea BimbattidelPdl: “Imbarazzo della maggioranza, non serve la sospensione”. Ivano Cibin, Lega: “La maggioranza mostra forti contraddizioni inteme”. Franco Grotto, Margherita, ha provato a ricucire con i 4 dissidenti: “Non è la prima volta che d sono divergenze, in politica succede, bisogna andare avanti. Il fatto che sia successo in pubblico va apprezzato, significa che c’è trasparenza”. Pierangelo Avanzi, Poi: “Delusi da questo spettacolo”. Alessandro Rigoni, Pd: “Chiedo al presidente che sia ridata centralità al consiglio, apprendere certe informazioni dai giornali, su assessori e presidenza del consiglio, è spiacevole”. L’intervento di Tiziana Virgili ha tentato di mettere ordine: “I gruppi propongono gli assessori ma il presidente li nomina e mi assumo le responsabilità, sono assessori capaci e pronto a lavorare, m 19 anni di mal di pancia ne ho visti tanti, si guarisce sempre”. La sospensione Un breack ódeciso a maggioranza ha portato i consiglieri del Pd in riunione. Nei corridoi di Palazzo Celio si commentava: “n Pd è.rotto, chissà al congresso”, “Polemiche normali”, “Agli ex Margherita andranno 5 ruoli di peso su 8 in palio, contando presidenze di giunta e consiglio, assessorati importanti e poi Consvipo”. Come ad indicare quello che sarà il prossimo fronte di battaglia alTinternoddPd. La ripresa Alla ripresa dei lavori Grotto ha riproposto Rigato allapresidenza. Vecchiatd ha ammesso “di votare secondo le indicazioni del partito per senso di responsabilità, sapendo che poi mi pentirò, il gioco di chi è più duro lo lasdo fare a Gabriele Frigato”. Tatto risolto? No, perché Claudio Marzola, eletto nel Pda Occhiobello ha rincarato la dose: “Mi sento usurpato di un posto in giunta. Qualcuno è lì al posto mio. Pensavo che si potesse fare politicain un modp nuovo, cosinone. Persa un’occasione ma io non voglio fare l’agnello sacrificale, non mi dimetterò per non dare soddisfazione a qualcuno, mi avete calpestalo, come 5 anni fa è stata calpestata la Gulmanelli”. Cibin, Avanzi e Michele Franchi (Lega), hanno sottolineato la “tristezza dello spettacolo offerto, cosa succederà quando si parlerà dei problemi seri?” La votazione Alla fine federico Frigato è stato eletto presidente del consiglio provinciale, per lui 12 voti favorevoli, io astenuti. Anna Riberto era mori dell’aula per motivi personali, Claudio Marzola si è astenuto. Ivano Gibin eletto vicepresidente del consiglio. Federico Frigato “Non sono entusiasta di come sono andate le cose. Come presidente tutelerò il ruolo del consigliere cercando di coinvolgerli tutti in un ruolo di con- / fronto positivo con giunta e presidente”. Oscar Tosini Forse anche l’esponente delTidv va inserito nel numero dei consiglieri di maggioranza scontenti: “La giunta è un mezzo per raggiungere il fine e portare a compimento gli indirizzi eenerali di eovemo della Provincia, u mio sostégno alla maggioranza ri sarà in funzione della cpndivisione dei programmi”. Michele Raisi L’unico esponente deUIJdc ha posto l’accento sui “problemi che si dovranno affrontare per il bene dei polesani. Chiedo alla presidente di ricordare con un segno concreto la figura di Alberto Brigo, grande presidente della Provincia”.

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lug 15

La prima seduta a palazzo Celio parte con il “mal di pancia”. «Qualcuno sta usuprando il mio posto», ha tuonato Claudio Mazzola. Tranquilla la presidente Tiziana Virgili

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 15/07/2009

A dare fuoco alle micce è stato Franco Vecchiati. Sorrisi di compatimento dai banchi dell’opposizione «Qui qualcuno sta usurpando il mio posto». Una frase tra le tante, neanche forse la più incisiva, di sicuro la più significativa. Tocca metterla all’inizio per aiutare il lettorea capire in quale clima e su quale livello di interventi si è scritta la prima pagina dell’era Virgiir in Provincia. L’ha pronunciata al culmine della fase più controversa di un consiglio provinciale per molti versi paradossale il consigliere di maggioranza Claudio Marzola. E francamente mai era successo di. sentire un eletto esibire un peana tanto mirato, un’accusaa tal punto convinta contro la sua maggioranza al debutto di un quinquennio operativo teoricamente a servizio della collegialità., * È stato il momento più disarmante di un’assemblea che più sotto cattiva stella non poteva nascere. Eh sì, da qualunque parti lo si guardi l’abbrivio di Tiziana Virgilia Palazzo Celio è cominciato sui cocci di vetro. Qualche mugugno già all’entrata in aula con uri ritardo un po’ troppo prolungato e per questo sospetto. Poi la breve prosa, tra il benvenuto, l’augurio e il “vogliamoci bene”, della presidente ha preceduto l’appello. n Pietro Micca della situazione è stato il consigliere Franco Vecchiati, dopo, 15 anni sabbatici dalla vita pubblica con un passato di grido tra Pci e Pds. Tré lustri forse anche di rancori sopiti come ha suggerito qualcuno, esplosi ieri come un fuoco d’artificio. Che infatti fa luce, rumore e fumo, ma poi finisce in dissolvenza. Ma questo, quando Vecchiati ha iniziato il suo j’occuse ancora non lo si sapeva. «È un discorso che non avrei voluto fare – ha esordito Vecchiati – ma provengo dalla politica di vent’anni fa dove contavano dignità e principi. Ora invece la responsabilità diventa corresponsabilità; e complicità. Questa giunta non rispetta ne le competenze, ne la territorialità ne il consenso. Ce lo dovevano dire che per diventare assessori si doveva perdere nel proprio Collegio». Nel mirino la nomina di Fede- rico Frigato alla presidenza del consiglio. Vecchiati ha sottolineato di parlare anche a nome di Bolognesi, Marzola e Rigoni, e dopo aver aspramente criticato la segreteria del Pd di Gabriele Frigato, ha richiamato la platea sull’esasperato appetito di posti che gli ex Margherita starebbero esercitando sulle ‘cariche pubbliche in ogni tipo di ente. Chiusura con la controproposta di Marzola per la presidenza del consiglio. «Fa male Vecchiati a richiamare il passato – ha risposto Franco Grotto – Guardi avanti e confidi nel nuovo che avanza». Una rasserenante sospensione ha provato a chioderia Oscar Tosini, ma la minoranza ha calzato subito i panni dell’opposizione che non fa sconti. Godendo dell’imbarazzante dicotomia in cui si è lacerata la maggioranza democratica, ha infilato e rigirato il coltello nella- piaga. Sulla bocca dei dieci consiglieri del centrodestra c’era un unico indistinto sorriso di compatimento-compiacimento. . «Tranquilli – è intervenuta Virgili – Non sono questi mal di pancia che ci faranno morire». «È la vecchia politica che vince – ha attaccato Marzola – Non ci sto a fare l’agnello sacrificale. Non darò le dimissioni per dare soddisfazione e chi fa politica con la “p” minuscola. Poteva bastare ma la”sorpresa è arrivata a quel punto. Vecchiati, protagonista di tanto sconquasso, alla fine ha votato Frigato presidente. Solo Marzola ha rispettato il suo pensiero e si è astenuto. Per la cronaca, nella maggioranza c’è stato anche un assente, Lucia Riberto, uscita dall’aula per “scelta politica”. Franco Pavan Brusco mantiene la sanità n bilancio passa a Grassia Non si può parlare di vera rivoltinone -negli assessorati nonostante non manchino diverse ridistribuzioni di.deleghe secondo criteri che, per lo più, rimarcano la filosofia amministrativa della presidente. Sostanzialmente però vere’ soprese nella giunta Virgili non ci sono state. E per novità assolute vanno intese le cancellazioni di referati o la riassegnazione di deleghe ad altri soggetti diversi da quelle che le detenevano nel quinquennio precedente, n caso si pone solo per due assessori: la ripescata del Pd Laura Negri che perde l’Istruzione ma rimane, con Cultura e Turismo; e. per l’assessore di Sinistra unita Guglielmo Brusco che vede confermate tutte le sue deleghe e pure il controverso referato della Sanità che è stato trasformato in un più addolcito Salute e tutela del cittadino. Giuliana Gulmanelli sarà l’assessore all’Ambiente, Energìe alternative, Urbanistica e Pianificazione territoriale. Una somma di referati che prima, in modo distinto, avevano guidato Gianni Nonnato, Roberto Zanetti e Giancario Chinaglia. Protezione civile da sempre si accompagnava all’Ambiente. Questa volta invece si legherà ad Agricoltura, Caccia, Pesca e Vigilanza con l’assessore Claudio Bellan, di professione tecnico agronomo e quindi ferrato nella materia del primario. Francesco Ennio eredita in blocco i referati pesanti che deteneva Daniele Chiarioni, vale a dire Infrastnitture, Lavori pubblici è Patrimonio immobiliare in pratica le scuole superiori di proprietà provinciale. Ennio avrà anche le Attività produttive e i rapporti con le imprese. ÀI Bilancio, referato defilato che emerge di rado ma che, visti i tempi, conta ancóra parecchio, va Giorgio Grassia che avrà anche da gestire il sistema informativo, la Mobilità e i Trasporti su strada, vie navigabili e ferrovia. Tutto sommato leggeri i referati di Leonardo Raito con Immigrazione, Sport, Istruzione, Università, Politiche giovanili ed Educazione stradale. Idem per Marmella Mantovani con Politiche sociali, comunitarie, Urp, Difensore civico e Rapporti con il Parco del Delta. Da ultimo alcune deleghe se le è tenute per sé anche la presidente Virgili: sono la programmazione e le politiche per lo sviluppo economico, l’organizzazione, i rapporti istituzionali, il Consvipo, le società partecipate, la pace e i diritti umani, la cooperazione decentrata e le politiche per la solidarietà. E evidente l’importanza che Virgili riserva alle iniziative nel campo del welfare raddoppiando i referati su politiche sociali e solidali. F.P.
I surrogati nel Pd e nel Partito Socialista (f.p.) L’elezione della presidenza del consiglio con Federico Frigato ha di fatto completato l’organigramma dell’aula di Palazzo Celio. La maggioranza di centrosinistra con le surroghe.per i consiglieri che sonoentrati in giunta risulta ora compòsta Gian Paolo Bolognesi, Giuseppe Boscolo, Fiorella Cappato, Franco Grotto, Claudio Marzola, AlessandroRigom, An* gelo Sivier, Giuseppe Traniello Gradassi e Franco Vecchiati per il Partito democratico. Grotto farà il capogruppo. Sinistra unita avrà Anna Lucia Riberto e Matteo Masin con quest’ultimo capogruppo. Oscar Tosìni è l’unico consigliere per Italia dei Valori, idem per Silvana Mantovani per ilPartito socialista. La minoranza vede il Popolo delle libertà rappresentato da Pierangelo Avanzi, capogruppo, Andrea Bimbattf, Filippo Cariin, Monica Moro e Marco Trombini. La Lega nord avrà come capogruppo Antonello Cantiero e consiglieri Stefano Falconi, Michele Franchi e Ivano Gibin. Per l’Udc siede in consiglio Michele Raisi. Oltre alla presidente della giunta Virgili e la vice Guglielmo Brusco, gli assessori nominati sono Claudio Bellan, Giuliana Gulmanelli, Marinella Mantovani, Laura Negri e Leonardo Raito per il Partito democratico, Francesco Ennio per l’Italia dei valori e Giorgio Grassia per il Partito socialista. Tutta da ridisegnare, alla luce dei fatti di ieri, la composizione’ delle varie commissioni consiliari. La prassi vuole che le presidenze vengano affidate ai consiglieri di minoranza ma il clima instabile su cui è nata la nuova giunta Virgili presta il fianco a sorprese e, probabilmente, ad altri colpi diteatro.

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lug 15

Quattro dei dieci consiglieri del partito contestano la formazione della giunta e la presidenza del consiglio affidata a Fugato. Marzola: «Sono stato usurpato»

Tratto dal Corriere del Veneto del 15/07/2009

ROVIGO – Provincia, le turbolenze nel Pd fanno tremare la maggioranza nella seduta d’insediamento della nuova amministrazione guidata da Tiziana Virgili. Pomo della discordia la scelta di Federico Frigato a presidente del consiglio e la costruzione della giunta. Questioni che il partito di maggioranza relativa ha cercato di appianare con una riunione in extremis a Palazzo Celio con il segretario Gabriele Frigato, che ha fatto slittare di mezz’ora l’avvio dei lavori. n dibattito si è subito incendiato con l’intervento di Franco Vecchiàtti che ha preso la parola anche a nome dei colleghi Gianpaolo Bolognesi, Claudio Marzola e Alessandro Rigoni: quasi metà dei dieci consiglieri del Pd. «Ogni criterio per la composizione della giunta è stato abbandonato nel nostro partito – dice Vecchiàtti – Competenze? Non pervenute. Territorialità? Dispersa. Consenso? Da evitare. Due assessori Pd, Claudio Bellan e Marinella Mantovani, arrivano dal Delta dove il centrosinistra ha vinto solo a Papozze. Due dell’Alto Polesine, Giuliana Guhnanelli e Laura Negri, in centri dove al primo turno si è affermato il centrodestra. A pensarci una curiosa forma di incentivo. I collegi di Occhiobello e Stienta dove i consensi per Virgili sono stati abbondantemente sopra il 60% non sono stati presi in considerazione». E Vecchiàtti rincara la dose sulla proposta di Federico Frigato: «Sembra che a Rovigo non d siano altre persone competenti. Dopo aver creato non poca confusione per farlo diventare assessore alla Cultura nel capoluogo, si è tentato di candidarlo alla presidenza della Provincia. Adesso lo si propone a presidente del consiglio. Secondo noi è un errore politico. E mi dispiace dover denunciare ih aula queste cose: ma nel Pd non c’è spazio per un confronto». Infine l’ultimo affondo: «Mi sembra d sia un gruppo dirigente inadeguato che cerca di guadagnare posizioni in vista del congresso. Si deve cambiare orientamento: non è possibile che i Ds portino il grosso dei voti e la quasi totalità degli incarichi istituzionali vada alla Margherita. Per questo proponiamo Claudio Marzola in alternativa a Frigato». Madgni che impongono una sospensione, mentre la notizia fa accorrere molti consiglieri comunali da Palazzo Nodari e lo spazio per il pubblico si riempie di curiosi Al ritomo in aula la tensione non è stemperata ma Vecchiàtti annunda di rassegnarsi a votare Frigato. «So che domattina mi pentirò – dice – ma Ù senso di responsabilità mi impone di evitare strappi. Sono qui per costruire». Ma Marzola non si allinea: «Sono stato usurpato, non c’è rispetto del consenso dei dttadini. Veniamo posti davanti al fatto compiuto». L”esito è un’ astensione analoga a quello dell’opposizione. Esce dall’aula per dissenso Anna Luda Riberto di Sinistra Unita: a garantire la maggioranza è proprio Virgili che dal microfono invita Frigato ad alzare la mano: per bon ton non voleva auto-votarsi. L’«appello» del presidente della Provincia provoca le proteste dell’opposizione che accusa la maggioranza di divisioni profonde. L’aula vota inoltre per il leghista Ivano Gibin alla vicepresidenza. Frigato non nasconde la propria amarezza: «Non sono entusiasta, ma sono qui peressere garante di tutti i consiglieri». Duids in fundo Oscar Tosini (Idv):«Ho sostenuto Virgili lealmente con il mio partito. Ma prima di dichiararmi organico alla maggioranza.

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lug 15

BADIA POLESINE L’EX ASSESSORE AGUZZONI CHIEDE RISPOSTE AL SINDACO

Trattoo dal Resto del Carlino di Rovigo del 15/07/2009

LA VICENDA riguardante  modalità e la tempisticà dell’uso  delle armi della Polizia munidpàle badiese continua ad essere oggetto di sentite discussioni, all’estemo e all’intemo dell’amministrazione comunale E’ successo anche nel corso dell’ultimò consiglio, al sindaco sulla questione armi ai vigili è stata letta dall’ex assessore Renzo Aguzzoni un’interrogazione a risposta orale, sottoscritta anche  dai colleghi di minoranza ed ex asssesori Marcelle Ferreri e Giulio Barbieri. Nel documento si chiede al sindaco di relazionare in merito al presunto “disarmo” appreso dalla stampa dei vigili urbani. Il primo cittadino ha esordito affermando: «La questione ha assunto più importanza di quello che ha in realtà», ricordando inoltre che già all’epoca della decisone di dotare i vigili di armi, con 12 voti favorevoli e 9 astenuti l’assemblea non aveva manifestato grande entusiasmo nel decidere la cosa, ma venendo al presente ha specificato che la legge consente al sindaco la possibilità di affidare Fuso delle armi in via continuativa è su proposta del comandante, oppure che si può fare la scelta (come nel suo caso) di affidarle volta per volta e per particolari situazioni.

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lug 15

BADIA POLESINE – IL SINDACO FANTATO CONFERMA LE TRÉ COMMISSIONI PERMANENTI

Tratto dal Resto del Carlino  di Rovigo del 15/07/2009

IL CONSIGLIO comunale badiese è stato chiamato a ratificare le nomine del revisore di conto il cui mandato è scaduto il 30 giugno scorso e che per il prossimo triennio sarà Sandro Secchiero, che ha incassato 17 voti favorevoli con tré schede bianche su venti votanti, e che già faceva parte del collegio dei revisori nella precedente amministrazione con i colleghi Tognolo e Cavazzana. Il sindaco ha spiegato che è stato nominato un solo revisore perché Badia Polesine è Comune inferiore ai 15 mila abitanti. Sono poi stati nominati i due componenti la Commissione comunale per aggiornamento dell’albo dei giudici popolari per le Corti di Assise e di Appello, ne faranno parte Alessio Merini per la maggioranza e il capogruppo della Tré Torri Adino Rossi per la minoranza. E’ stata discussa la proposta formulata da Fantato di mantenere nel numero di tré le Commissioni consiliari permanenti che in sintesi si occuperanno delle problematiche relative ai servizi sociali, allo sport, degli affari generali e sviluppo economico, dell’urbanistica, lavori pubblici e dell’ambiente. Da sottolineare che prima di iniziare i lavori assemblear! Fantato ha ricordato l’ex amministratore badiese residente a Crocetta e uomo di sport Dino Romani

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lug 15

Crepe nel nuovo consiglio provinciale, la polemica di Vecchiotti

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 15/07/2009

LA NAVE di Tiziana Virgili, prima donna polesana alla guida di Palazzo Celio, è salpata ieri pomeriggio, Ma in acque perigliose. Il primo siluro è partito alle 17.30 e non arrivava dai banchi dell’opposizione. Ma da un battello corsaro che batteva bandiera Pd. Un attacco forse atteso, ma comunque micidiale. «Gulmanelli, Negri, Bellan, Mantovani, Raito in Giunta. Federico Frigato come presidente del consiglio provinciale. Ogni cirterio dichiarato è stato abbandonato. Competenze? Non pervenuto. Territorialità? Dispersa. Consenso? Da evitare. Se pensate a uno scherzo vi sbagliate». A parlare è Franco Vecchiatti, del Pd. Pochi minuti prima Tiziana Virgili ha salutato gli eletti in consiglio provinciale. Ha, con poche parole, disegnato la mappa politica della sua presidenza: «molto da fare su economia e lavoro per una provincia in sofferenza ma con grandi potenzialità». Per lei un applauso bipartisan. Poi le presentazioni di tutti i consiglieri. E ancora un applauso bipartisan. Roba da libro cuore. Ma c’è Franco Vecchiatti a gelare l’atmosfera. Lo sottolinea: «Non è uno scherzo». E’ un attacco politico al cuore della squadra della presidente. E al modo in cui è stata costruita. «Partiamo dal criterio territoriale e del consenso: due assessori Pd all’estremo Polesine occidentale. Dove ha vinto il centrodestra e ha vinto Contiero. Due assessori Pd all’estremo Polesine orientale, dove “non si vince neanche al secondo turno. Frigato e Spinello dovevano avvertire prima il Partito Democratico ú registra pacato ancora Franco Vecchiatti mentre Andrea Bimbatti del Pdl lo guarda incantato, auasi dicesse «è troppo bello, sto sognando» ú se volete avere buone probabilità di diventare assessori provinciali cercate di non vincere nei vostri Comuni. Tanto il consenso non frutta assessorati». Niente giri di parole. Il ‘j’accuse’ è alla dirigenza del Pd, rea di aver lasciato mori dal balletto delle poltrone le vecchie zone rosse dove il partito ha tenuto, con buona pace della Margherita. La fronda non la fa soltanto Vecchiatti: «Parlo per me ma anche per Bolognesi, Rigoni, Marzola». Tutta gente che ha portato voti e si è trovata in mano un pugno di mosche. E vuole invece portare a casa qualcosa. «Propongo Claudio Marzola presidente, al posto di Federico Frigato». Il vascello corsaro non vuole mica affondare la Virgili: c’è di mezzo dell’altro. E viene il sospetto che il siluro sia partito in dirczione di Gabriele Prigato e del suo gruppo dirigente. «Gli ex Margherita coprono questi incarichi ú e Vecchiatti snocciola un lungo elenco ú ma la maggior parte del consenso viene dai Ds e noi non siamo figli di un Dio minore. Non era stato Gabriele Frigato a chiedere un riequilibrio?». Un riequilibrio che, secondo Vecchiatti, non c’è stato. A questo punto la nave della Virgili è in piena tempesta. La presidente dice, con la grinta che la contraddistingue, di prendersi la responsabilità della scelta della squadra. Franco Grotto, del Pd, cerca dì mediare. Claudio Marzola, ancora Pd, rincara la dose. «Confermo la mia stima personale alla Virgili ma qualcuno sta usurpando il mio posto». C’è una sospensione. L’opposizione si sveglia dal torpore al rientro. E comincia ad attaccare, ma pigramente, come una squadra che sa già di esser passata in promozione. I leghisti Gibin e Contiero: «spettacolo indecoroso, come affronterete i veri problemi partendo così?». Bimbatti e Avanzi: «una partenza piena di contraddizioni, maggioranza già spaccata». Poi si passa al voto. Ed è tutto sul filo del rasoio. Sono le 18.30. Frigato viene riproposto alla presidenza. Passa dodici a undici. Marzola, Pd e la Riberto, Sinistra Unita non lo votano. Marzola si astiene. Riberto esce dall’aula. Il voto di Frigato è determinante per la sua stessa elezione. Vicepresidente Ivano Gibin, Lega Nord. Eletto con i voti dell’opposizione e di Virgili e Frigato, sembra una sòrta di ‘gentleman’s agreement’. Oppure di non belligeranza. Tanto di guerra, fino alle sette di sera, ora di chiusura del primo consiglio provinciale dell’era Virgili, se ne è vista abbastanza.

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