lug 05

PALAZZO CELIO Toto-giunta ancora al palo: incertezze nel Pd e negli alleati

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 05/07/2009

La squadra della Virgili giocherà con il cinque-uno-uno-uno. Tanto vale usare la formula calcistica per stemperare la lentezza con cui si sta muovendo la maggioranza di centrosinistra uscita dalle urne. A una decina di giorni dal limite consolidato per il primo consiglio provinciale dell’era Virgili, la composizione della giunta sembra ancora in piena elaborazione. Vabbé che al primo consiglio, che per prassi si celebra entro venti giorni dalla proclamazione degli eletti e quindi entro mercoledì 15 luglio, si può anche andare senza, la giunta nominata, ma il fatto si presterebbe comunque a qualche osservazione. Quindi tanto vale concentrarsi su ciò che già sembra assodato. Cinque posti andranno al Pd, uno a testa a socialisti, Italia dei valori e Sinistra unita. In tutto otto assessori più la presidente Tiziana Virgili. Per il secondo partito del Polesine sembra che si stia lavorando per far rispettare le congrue rappresentanze territoriali. Così come dovranno trovare il giusto spazio le varie anime del partito. Quanto ai nomi dei papabili compaiono tra i più gettonati Giuliana Gulmanelli, già capogruppo del Pd nel precedente consiglio provinciale, Claudio Marzola e Leonardo Raito più qualche esterno su cui il riserbo non sembra sciogliersi. Nell’Idv il prescelto per la giunta è Francesco Ennio, anche se non si sa quale assessorato gli verrà affidato. Sorprese potrebbe riservare al nomina del rappresentante dei socialisti. Il partito di Giovanni Giribuola ha confidato di puntare su Giorgio Grassia, fresco rieletto sindaco a Castelguglielmo che è già stato per cinque anni a Lavori pubblici con la prima giunta Saccardin. Dalle informazioni raccolte, non sembra esista incompatibilità tra le cariche di sindaco e assessore provinciale, anche se è scontato che Grassia dovrebbe rinunciare a una delle due indennità. Sempre che il Partito socialista non opti per qualcun altro. Si fanno i nomi dello stesso Giribuola, che fu già per alcuni mesi assessore ai Servizi sociali in Provincia negli anni 80, e anche di Silvana Mantovani, attuale assessore a Porto Tolte. Altro bell’interrogativo è il nome del rappresentante di Sinistra unita. La coalizione comunista punterebbe su Guglielmo Brusco ma è anche determinata a far valere il peso dell’apparentamento che, dal loro punto di vista, è stato decisivo per la vittoria della Virgili. Va da sé che la riconferma di Brusco in giunta lascerebbe a spasso Anna Lucia Riberto, segretaria del partito. Si dice che il suo omologo nel Pd Gabriele Frigato abbia promesso qualche posto in enti di secondo grado. Anche perché per la maggioranza sarebbe un rischio non da poco lasciare Brusco semplice consigliere. Conoscendone la personalità, le sue posizioni diventerebbero un’incognita.

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lug 05

Per i due posti ancora da assegnare è bagarre nel Pd: Rigoni e Bellan in pole

Tratto dalla Voce di Rovigo del 05/07/2009

PALAZZO CELIO Giunta, volata per le otto poltrone In sei quasi sicuri di un assessorato: Ennio, Mancia, Mto, GulmanelU, Mantovani e Brusco Francesco Campi ROVIGO – Ormai mancano poche ore alla formalizzazione della giunta provinciale: domani si riunirà la direziono provinciale del Pd per sciogliere le ultime riserve, mentre i socialisti indicheranno il loro nome. Poche ore nelle quali, tuttavia, le voci si moltipllcano e il totoassessore si fa incandescente. Vediamo allora di fare il punto della situazione. Tanto per cominciare la squadra di Tiziana Virgili si comporrà, come già per la giunta Saccardin, di otto assessori, anche se non è detto, però, che le competenze possano essere le stesse. Detto che la suddivisione dei referati seguirà lo schema 5-1-1-1 (cinque per il Pd, uno a testa per Idv, Ps e Su), fra i tanti nomi circolati, alcuni hanno preso particolarmente quota, quasi al punto da renderli “sicuri”. Le cautele comunque non sono mai troppe, visto che si tratta pur sempre di voci di corridoio. Sicuro di entrare in giunta pare per il momento essere solo Francesco Ennio, già assessore alle Politiche giovanili a Rovigo, che l’Italia dei valori ha ufficialmente indicato come proprio rappresentante nell’esecutivo. Per il Pd tré sembrano gli scranni già virtualmente occupati: uno da Giuliana CulmaneUi e rieletta nel collegio di Castelmassa, capogruppo Pd nel consiglio uscente, uno da Claudio Marzola, recordman di preferenze (2936), eia vicepresidente provinciale della Cna e presidente del consiglio comunale uscente di Occhiobello, e uno da Leonardo Raito, riconfermato assessore alla Cultura a Polesella e docente universitario. Nel Partito socialista, alte le quotazioni di Silvana Mantovani, assessore ai Servizi sociali di Porto Tolle. Ha poi altissime probabilità di sedere ancora al tavolo con la Virgili anche Guglielmo Brusco di Sinistra unita, assessore provinciale uscente e quasi sicuramente l’unico confermato della giunta Saccardin. Venendo, infatti agli altri possibili nomi, bisogna premettere che come criterio di scelta la linea del Pd e della Virgili sembra essere quella di escludere gli “ex”, da Cino Sandro Spinello (per il quale sarebbe comunque necessario aprire un capitolo a sé) a Giancarlo Chinaglia, passando per Roberto Zanetti. Un caso a parte sembrerebbe però quello di Laura Negri, che rispetto agli altri sembra avere qualche chance in più, sia il buon rapporto di collaborazione mostrato con la Virgili negli anni insieme in giunta, sia per la sua “antica” appartenenza alla Margherita, utile per riequilibrare le forze interne al Pd. Da questo punto di vista, molte più probabilità di entrare nel numero degli otto le ha Alessandro Rigoni, ex assessore all’Urbanistica e vicesindaco di Adria. A contendergli il posto “óarinoco” Tnf’atti nnl-rAHTvs essere solo Franco Grotto, ex socialista folgorato sulla via di Damasco pochi mesi prima delle elezioni e attualmente fra i papabili per la presidenza del consiglio. Restando fra gli ex socialisti, sono circolati anche i nomi di Nello Chendi e dell’assessore comunale Nadia Romeo, anche per una questione di incastri con gli incarichi negli enti partecipati, ma non sembra una strada percombile. Fra gli inquilini di Palazzo Nodari, invece, in molti vedrebbero bene a Palazzo Celio l’assessore alla Cultura Federico Frigato, che addirittura era stato fra i papabili alla presidenza e che incarna bene la nuova generazione del Pd. Come lui, anche Diego Crivellari, vicesegretario del Pd, il quale tuttavia sembra non mostrare interesse all’offerta che, a quanto pare gli era realmente stata rivolta in quanto il suo sarebbe un nome nuovo e al tempo stesso di peso e di garanzia. Un altro nome circolato è quello di Francesco Stocco, ex sindaco di Villadose, ma i suoi rapporti burrascosi con il segretario del Pd, seppur superati, lo chiamano fuori. In concreto, però, anche alla luce della necessità di dare ossigeno al Pd bassopolesano, sembrerebbe avere tutte le carte in regola per entrare in giunta Claudio Bellan, ex segretario della Margherita di Porto Tólle e ora coordinatore locale del Pd. Da Taglio di Po potrebbe essere “ripescata” l’ex sin- daco Margaret Crivellari, ma come Argia Savioli di Castelmassa, l’aver perso la poltrona di primo cittadino alle ultime elezioni sembrerebbe scontrarsi con la volontà di rinnovamento manifestata dalla Virgili. Una volontà che cozza contro la candidatura di Franco Vecchiattì, fino al 1994 vicepresidente della Provincia, nonché ex sindaco di fìcarolo dal 1982 al 1990. Per il Partito socialista un nome che va tenuto di conto è quello di Giorgio Crassia, ma il suo molo di sindaco di Castelguglielmo, pur non incompatibile a norma di legge, rappresenterebbe una forzatura. Sembrerebbe da scartare, invece, quello di Giovanni Ciribuola. Per Sinistra Unita, da valutare le possibilità Anna Lucia Riberto, che potrebbe rimanere fuori da Palazzo Celio: o diventa assessore, o entra in consiglio solo nel caso Brusco diventasse assessore e Matteo Masin si dimettesse.

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lug 05

Tratto dal Corriere del Veneto del 05/07/2009 di Luigi Migliorini

Finalmente un politico polesano citato in un libro, tcrò se vi saranno «nuovi scenari». uscito da soli due mesi che è già un best seller (scritto da Sergio Rizzo, coautore con Gian Antonio Stella della «Casta») dal significativo titolo «Rapaci». Nel capitolo intitolato «La moltiplicazione delle poltrone», l’autore cita il palesano Mauro Mainardi che, come premio di consolazione per la mancata elezione a senatore, è stato nominato nel direttivo dell’Arcus Spa, ente – secondo Rizzo – inutile tanto che egli pone su tale società l’interrogativo: «Perche invece di chiuderla come sarebbe stato logico, i! Governo l’abbia voluto rilanciare con un consiglio d’amministrazione così politicizzato, è un dubbio più che legittimo». Commento ciò con l’assessore regionale Renzo Marangon, osservando che Mainardi non mi sembra un «rapace», ma semmai – se proprio si vuoi usare un’immagine ornitologica – una «gru». Renzo perplesso, obietta che da quando Mauro, prima delle elezioni Ostato designato coordinatore provinciale del Pdl, Io stesso ha scelto una «corte dei miracoli» (Marangon ha usato questa espressione più volte in interviste a vari quotidiani) di collaboratori, con cui tentare di eliminare tutta la c.d. vecchia guardia di Forza Italia. Di rimando ricordo a Marangon che coloro che, secondo lui, costituiscono la «corte dei miracoli», sono le stesse persone che gli hanno dato un aiuto determinante per battere, di stretta misura alle ultime regionali, Iginio Bendin. Sull’onda del «chi è senza peccato, scagli la prima pietra», Renzo in un certo senso mi rinf accia la cena segreta a tré Cioncarlo Galan – Renzo Marangon – Luigi Migliorini (chissà cosa c’entravo io che non sono mai stato ne di Forza Italia, ne del Pdl, in quanto allergico al culto della personalità). In effetti in quell’occasione Galan manifestò le sue perplessità per la ricon.ferma di Mario Borgatti a coordinatore provinciale di Forza Italia, nonostante che Mario avesse dalla parte sua 80% dei delegati, io proposi allora una soluzione «transattiva» che .fu accolta: Borgatti coordinatore, con Mauro Mainardi presidente provinciale, nonostante avesse con sé solo il 20% dei delegati. Poi, ad un pranzo successivo, sebbene l’attuale sindaco di Pòrto Viro Pupy Gennari ed il coordinatore dei giovani del Pdl Alessandro Duo fungessero da «pompieri» è scoppiata tra me e Marangon la guerra ed ora dopo mesi… l’improvvisa pacificazione. Perché? Potrei rispondere che la mia volubilità, .figlia della libertà senza condizionamenti, mi consente qualche «piroetta sul ghiaccio» della c.d. seconda repubblica, ma forse non è proprio così perché è giunto il momento che chi si è conquistato «sul campo» ampi consensi (come Marangon) meriti maggior attenzione di chi vive di luce riflessa: comunque visto che io e Renzo martedì sera avremo un incontro.

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