lug 04

II sindaco spiega: “Gli agenti non devono avere un compito di repressione, ma di assistenza”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 04/07/2009 di  Davide Sarzi

 

BADIA POLESINE – Da alcuni giorni i vigili urbani di Badia non girano più armati di pistola. O perlomeno non “in via continuativa”. Il sindaco Castone Fantato non ha firmato i decreti di assegnazione dell’arma che consentivano agli agenti di portare la pistola 24 ore su 24, decreti da rinnovare di anno in anno previa accertamenti dei requisiti psico-fisici e scaduti il 16 giugno scorso. Ma andiamo con ordine. La decisione di armare i vigili urbani era avvenuta con l’approvazione del “Regolamento comunale concernente l’armamento dellaPolizia locale” decretata dal consiglio comunale del 15 giugno 2006 che autorizzava i vigili a dotarsi di armi a scopo difensivo. L’alierà sindaco Paolo Meneghin aveva accolto la richiesta del comandante Piergiorgio Bressan che da tempo chiedeva alla giunta in carica di dotare gli agenti di pistola, viste le mutate funzioni svolte dal corpo di polizia locale che negli ultimi anni sono state rese più articolate e pericolose. Terminato l’iter previsto, costituito da un corso teorico e pratico di addestramento, dal 12 marzo 2007, con la consegna ufficiale delle pistole e la firma da parte del sindaco dei decreti di “assegnazione dell’arma individuale in via continuativa”, i vigili urbani cominciavano a svolgere i loro servizi estemi armati ed ogni agente diveniva responsabile della propria arma 24 ore su 24, con la possibilità di portarla in ogni servizio “estemo” e scegliere di riporla, al termine del turno, nell’armadio di sicurezza presso il comando o tenerla con se (ovviamente senza adoperarla) nella propria abitazione. Ogni anno i vigili, per ottenere l’abilitazione, dovevano superare gli accertamenti psico-attitudinaii presso l’Ulss 18 di Badia e due prove di tiro al poligono dì Ca’ Bianca. Ora le armi, con il mancato rinnovo dei decreti, non verranno tolte dalla dotazione, ma gli agenti non potranno più portarle in “via continuativa” e le pistole sa, ranno conservate sotto la custodia del responsàbile dell’armeria (il comandante o un suo preposto), per essere consegnate solo per determinàtì servizi che dovranno essere concordati tra sindaco e comandante della polizia locale in occasione, ad esempio, di pattuglie o servizi serali. Interpellato nel merito il sindaco Castone Fantato ha così motivato la sua decisione: “Come sindaco ed ufficiale di pubblica sicurezza più alto in grado all’interno del territorio comunale ritengo, in primo luogo, un pericolo il porto di un arma, innanzitutto per chi la porta e soprattutto in ambiti in cui non vi è alcuna necessità; Detto questo ho la convinzione che, sotto il profilo psicologico, l’avere un arma crei un atteggiamento più aggressivo, l’esatto contrario di quella che è la funzione del vigile urbano. Sono contrario alla figura del vigile ’sceriffo’, gli agenti di polizia locale non devono avere compito di repressione, ma di assistenza al cittadino. In secondo luògo i vigili Urbani svolgono solamente in via eccezionale una funzione di ordine pùbblico, le attività cosiddette pericolose sono istituzionalmente svolte da carabinieri e polizìa che, al di là di corsi e poligoni vari, hanno un esperienza ed una preparazione specifica di altissimo livello, non paragonàbile a quella dèi vigili. Con il comandante stabiliremo di volta in volta i servizi in cui i vigili potranno usare armati, negli altri casi gli agenti dispongono comunque di strumenti per la difesa personale come lo spray urticante e le manette”.

written by UDC Badia Polesine \\ tags: , ,

Top Footer