lug 31

Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi

La giunta comunale di Badia Polesine ha approvato il progetto definitivo per la sistemazione del verde delle rotatorie dei nuovi impianti sportivi di via Martiri di Villamarzana, di via Cala Forca e delle aiuole spartitraffico tra via San Nicolo e Riviera Balzan. L’Ufficio progettazione del Comune ha redatto il progetto definitivo stimato in un importo complessivo dei lavori a progetto pari a Comila euro e la giunta ha dettò sì con delibera datata 8 luglio. Ora il progetto verrà allegato alla domanda presentata in Regione per ottenere il finanziamento stabilito nella misura massima del 50% e dunque pari a 3omila euro. I restanti 3omila euro troveranno copertura negli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione primaria. L’architetto Ìvan Stocchi sarà il responsabile unico del procedimento relativo ai lavori in oggetto. Inizialmente, per quanto riguarda le aiuole delle due rotatorie, la sistemazione delle aree verdi avrebbe dovuto essere effettuata grazie al contributo della ditta Idb (Industrie dolciarie badiesi) che, in cambio della realizzazione delle aiuole floreali e della manutenzione, aveva ottenuto dall’ex assessore ai lavori pubblici, Renzo Aguzzoni, la possibilità di esporre i propri cartelloni pubblicitari all’intemo delle rotatorie stesse. Tale. accordo è rimasto però solamente in forma verbale e non si è mai concretizzato sulla carta, pertanto la nuova amministrazione ha deciso di procedere con i propri mezzi all’abbellimento degli spartitraffico, primo passo verso quel piano di ripristino del decoro urbano tanto a cuore all’assessore all’urbanistica Stroppa, che più di una volta aveva denunciato in campagna elettorale lo stato di degrado delle suddette aree, abbandonate e ritenute un pessimo biglietto da visita della città.

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lug 31

Fantato mantiene quanto promesso agli elettori, percepirà 2.049 euro mensili invece di 2.900

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 31/07/2009

II sindaco si biglia lo “stipendio” Con lui anche gli assessori, riduzioni del 30-50 per cento a seconda del lavoro di ognuno Sarà il presidente del Consiglio comunale di Badia Polesine Enzo Ortolan a nominare i mèmbri delle commissioni consiliari permamenti, dopo che i gruppi presenti nel civico consesso forniranno le loro candidature. Nella seduta dello scorso 10 luglio il Consiglio comunale ha approvato le indicazioni del sindaco Castone Fantato di non cambiare numero e competenze delle commissioni rispetto al passato. Rimarranno tré: la numero uno è quella per i Servizi Sociali, lo Sport, la Cultura e la Pubblica Istruzione; la due si occupa di Affari Generali e lo Sviluppo Economico; la tré è quella per l’Urbanistica, i Lavori Pubibici e l’Ambiente. La delibera è stata votata all’unanimità. Ogni commissione è composta di cinque mèmbri di cui tré della maggioranza e due dell’opposizione. Intanto la Giunta comunale ha provveduto a stabilire le indennità di funzione per sindaco e assessori confermando quando promesso in campagna elettorale. Cioè una forte riduzione delle indennità: meno 50% per gli assessori «che si trovano nella condizione di dipendenti pubblici», meno 30% per gli assessori «che non risultano dipendenti pubblici e del sindaco». Fra parentisi riportiamo l’indennità intera come stabilita nel gennaio del 2006: sindaco Gastone Fantato 2.049,82 euro mensili (2.928,31); vice sindaco Gianni Stroppa 805,28 (1.610,57); assessori: Remo Previatello e Giovanni Rossi 658,87, Marco Faggion e Cristian Satori 922.42 euro mensili. Va ricordato che se l’amministratore è lavoratore dipendente e non si era messo in aspettativa l’indennità di funzione veniva ridotta, invece rimaneva intera nel caso fosse lavoratore in proprio. Facciamo due esempi: per il vice sindaco l’indennità intera è di 1.610,57 euro mensili che scende a 805,28 vista la riduzione del 50% in quanto dipendente pubblico; per gli assessori ci sono delle differenze (Rossi e Previatello prendono meno di Faggion e Sartori) che sono determinate dalla loro condizione lavorativa. L’indennità piena per gli assessori è di 1317, 74 euro mensili che per Rossi e Previatello si dimezzano in quanto lavoratori dipendenti, mentre per Faggion e Sartori scatta solo la riduzione del 30%. Se si tiene conto che gli assessori sono scesi da sette a cinque e che per scelta della Lista Fantato sono stati introdotti i tagli delle indennità del 30 e del 50% si comprende benissimo quando sia il risparmio nell’arco di un anno tenuto anche conto degli oneri riflessi. D presidente del Consiglio comunale ha un’indennità mensile intera di 292,83 euro e di 146,41, cioè ridotta del 50% per la condizione «non in aspettativa»; fermi i gettoni di presenza dei consiglieri.

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lug 30

Decisa la soluzione anticipata del contratto di locazione dal primo ottobre

 ”Palazzo Gulinelli è troppo caro, il ritorno in municipio farà risparmiare 25mila euro”

 Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi

BADIA POLESINE – Palazzo Gulinelli è un elegante edificio del tardo ‘500 abbellito successivamente convari interventi, tra cui un artistico balcone a tré fori che si affaccia su via degli Estensi e raffinate decorazioni a stucco e dipinti eseguiti durante il restauro dei primi del Novecento. Conosciuto a Badia anche come Palazzo Tappari, dal nome della famiglia próprietaria durante il Ventennio, l’edificio è ora di proprietà della famiglia Pegoraro che, dall’anno 2004, ha affittato alcuni locali al Comune di Badia nei quali è stata sistemata la sede del comando dei vigili urbani. Dopo 5 anni, con una comunicazione inviata in data 17 luglio, l’amministrazione comunale ha informato i proprietari di aver deciso per la soluzione anticipata del contratto di locazione a partire dal primo ottobre 2009, esercitando una facoltà prevista nel contratto stesso “essendo venuto a cessare in tutto, nell’interesse dei pubblici servizi, il bisogno dei locali del fabbricato” . A partire da quella data le stanze del fabbricato saranno riconsegnate ai proprietari e di conseguenza il comando dei vigili urbani dovrebbe ritornare ad occupare gli uffici del municipio in piazza Vittorio Emanuele II, come ci ha confermato lo stesso sindaco Castone Fantato: “II comando di polizia locale tornerà all’intemo del palazzo comunale dai primi giorni del mese di ottobre – spiega il primo cittadino – E’ una decisione che l’amministrazione comunale ha preso principalmente per motivi di carattere economico e gestionale. L’affitto pagato dal comune per l’occupazione dei locali di Palazzo Gulinelli si aggira attorno ai 2omila euro annui ai quali bisogna aggiungere arca 4mila euro per le pulizie e le varie spese per le utenze (luce, acqua, eccetera). In un ottica di taglio dei costi, il ritomo dei vigili urbani nella sede comunale consentirà un risparmio di circa 25mila euro che di questi tempi non sono pochi. Inoltre la presenza del comando all’intemo del municipio permetterà una migliore e più rapida comunicazione fra gli stessi vigili e gli uffici dell’amministrazione”. Non è difficile immaginare che tale dislocazione determinerà per forza di cose una modifica nella distribuzione degli uffici comunali ed è facile prevedere che i vigili urbani possano riprendere possesso dei locali al piano rialzato dell’edificio che già in precedenza ospitavano il comando di polizia locale e che attualmente sono occupati dagli, uffici dei servizi sodali» Prosegue così l’opera di riduzione dei costi di gestione cominciata dalla nuova amministrazione con la riduzione del 30 e del 50% dei compensi a sindaco ed assessori e che, stando alle parole dello stesso Fantato, dovrebbe continuare con altri accorgimenti futuri che possano consentire di tagliare ulteriormente alcune spese superflue rativa.

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lug 30

BADIA POLESINE Per regolamento la decisione sul modo di operare spetta ogni anno al primo cittadino

«Deciderò di volta m volta sull’opportunità sentito il comandante di polizia municipale»

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 30/07/2009 di Paolo Aguzzoni

Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Badia Polesine, la seconda del nuovo mandato amministrativo, sono state affrontate diverse questioni: fra queste il «disarmo della Polizia locale» e i dirigenti comunali. La riunione si è aperta con il ricordo di Dino Romani, morto prematuramente qualche giorno prima e per un mandato assessore comunale. H sindaco e altri consiglieri hanno dedicato a Romani un lungo applauso, La prima interrograzione del nuovo mandato è stata presentata da Renzo Aguzzoni (Pdl) che ha chiesto lumi sulla decisione del sindacodi non far uscire armati gli agenti della Polizia locale. Va detto che Aguzzoni nel mandato precedente era assessore e fu la sua Giunta ad armare la PI. «Nelle questióni di sicurezza – ha spiegato Fantato – agisco come ufficiale di governo e dipendo dal presidente della Repubibica e dal ministro dell’Interno per il tramite del prefetto e quindi solo a loro rispondo perché questa funzione non è delegabile. Ricordo che nel 2006 la proposta di armare la PI passò con undid voti a favore e nove astensioni e che per regolamento è il sindaco che ogni anno decide se far uscire armati o no gli agenti di PI. Ho deciso di non firmare questo atto e magari, se lo farò in futuro, lo deciderò di volta in volta per particolari situazioni che il comandante mi sottoporrà. Ritengo che l’attività di PI sia pacifica perché opera in mezzo alla popolazione civile e non c’è necessità di girare armati». Aguzzoni si è detto soddisfatto delle spiegazioni portate da^ sindaco. Sui dirigenti comunali e in particolare sulla questione Iginio Bendin al quale Fantato il 15 giugno scorso ha tolto la dirigenza del Settore tecnico come primo suo atto amministrativo, lo stesso sindaco ha detto: «Tutte le dirigenze sono state suddivise fra il segretario generale Tiengo e il vice segretario Patergnani: Fatto ha validità sino al 30 settembre visto che Tiengo andrà in pensione dal primo ottobre. Abbiamo davanti i giorni per capire come funziona la macchina comunale e quindi decidere come riorganizzare tutti i servizi».

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lug 29

BADIA POLESINE Da mesi le segnalazioni dei cittadini per la presenza di numerosi ratti Derattizzazione all’ex panificio Effettuata la disinfestazione nei locali abbandonati dello storico Baratella

Tratto dalla Voce di Rovigo di  Davide Sarzi

BADIA POLESINE – Da circa un anno, a causa del sopravvenuto fallimento, i locali che ospitavano lo storico panificio Baratella, in via degli Estensi 71, sono stati chiusi e lasciati in gestione al curatore designato che si occupa dell’amministrazione del patrimonio fallimentare. Dopo alcuni mesi dalla, serrata, i residenti ed i commercianti della via hanno cominciato a notare la presenza di topi che, durante le ore notturne,,fuoriuscivano dal panifìcio e dalle finestre del Palazzetto degli Estensi, edificio adiacente tra i più prestigiosi della città, ma chiuso da tempo immemore ed in continuo predicato di restauro. Dai primi sporadici avvistamenti si è passati, negli ultimi mesi e con l’avanzare della bella stagione, a una presenza sempre più massiccia di roditori che hanno letteralmente invaso le proprietà attigue al negozio, costringendo gli abitanti ad affrontare una situazione fastidiosa e preoccupante, soprattutto sotto il profilo igienico-sanitario. ‘ Una proliferazione così rapida e massiccia di sorci (talvolta ratti di notevoli dimensioni) trova spiegazione nella presenza di numerose derrate alimentari “(farina, pane, bibite, palatine) abbandonate all’intemo del magazzino e sugli scaffali del panificio, una vera e propria manna per i bestiacci che hanno eletto il negozio a personale paese dei Balocchi. I residenti hanno cercato di affrontare in prima battuta il problema con le normali esche avvelenate e l’aiuto degli animali domestici, arrivando a tenere porte e finestre chiuse per paura di visite indesiderate. Con l’arrivo dell’estate e del caldo la situazione è però divenuta insostenibile, aggravata da alcuni avvistamenti anche nelle óre diurne e da particolari odori sgradevoli che fuoriuscivano dalle vetrine chiuse del negozio. Gli abitanti ed i commercianti di via degli Estensi e dì via Pesa Vecchia hanno così deciso di presentare una prima segnalazione ai vigili urbani in data 13 giugno ed una seconda, con annessa raccolta di firme, al comune e all’Ulss di Badia in data 23 giugno. L’ unità operativa ambiente del comune, attraverso il responsabile Massimo Morelli, in data 8 luglio, ha assicurato i promulgatori della richiesta che del problema era stato investito il curatore fallimentare, il quale aveva a sua volta comunicato l’intenzione di procedere al più presto alla derattizzazione dei locali del panificio mediante l’intervento di una ditta specializzata (l’ente comunale non ha possibilità di azione diretta in quanto il negozio si trova sotto la custodia del curatore, vincolato alle decisioni del giudice delegato al processo di fallimento), Morelli ha inoltre informato i firmatari che la Tecnoambiente Snc di Castelguglielmo, che si occupa delle operazioni di disinfe- munale, aveva già effettua* to alcuni giorni prima un intervento straordinario presso il palazzo degli Estensi, nelle caditoie inteme e in quelle delle due vie tangenti l’edificio. Il 14 luglio scorso, dopo avvenuti sopralluoghi, la ditta incaricata dal curatore fallimentare ha operato la derattizzazione nel negozio abbandonato, intervento suddiviso in due fasi: una prima fase che prevede la sistemazione di esche avvelenate, una seconda che comporta l’eliminazione delle carcasse e l’asporto degli alimenti abbandonati. Era la prima e la seconda fase devono intercorrere almeno una decina di giorni per permettere al veleno di fare effetto, un periodo entro il quale è vietato entrare nei locali trattati. Di conseguenza è probabilmente da imputare alla presènza dei corpi senza vita dei roditori se, negli ultimi giorni, gli odori nauseabondi provenienti dal negozio si sono intensificati. Il caldo afoso di questi giorni ha verosimilmente causato un’accelerazione della decomposizione delle carcasse all’interno dei locali del panificio, carcasse che comunque, entro breve, dovrebbero essere raccolte ed eliminate insieme alla quantità di cibo che ha determinato la moltiplicazione degliOspiti indesiderati. Rimane il problema causato dal palazzetto degli Estensi, ennesima scatola dorata ed abbandonata del comune di Badia, costantemente monitorato attraverso sei postazioni fisse nelle quali le esche vengono cicli- camente ripristinate e oggetto di interventi di derattizzazione.

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lug 29

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 29/07/2009

La giunta comunale di Badia Polesine in questi giorni ha approvato il progetto definitivo per la sistemazione a verde delle rotatorie dei nuovi impianti sportivi di via Martiri di Villmarzana e di via Cala della Forca e delle aiuole spartitraffico di Riviera Balzan e via San Nicolo. D progetto, che ha un importo di 60 mila euro di cui quasi 33 mila per lavori e oneri per la sicurezza, è stato redatto dall’Ufficio di progettazione comunale. Lo scorso anno avevamo riportato la notizia, fornita dall’allora assessore ai Lavori pubblici Renzo Aguzzoni che la ditta Idb (Industrie dolciarie Badia) si era presa l’incarico di sistemare a proprie spese le due rotatorie e utilizzare lo spazio per pubblicizzare la propria azienda: trascorso tutto questo tempo, l’accordo di allora non si è concretizzato e ora il Comune va avanti dal solo. «Confermo – spiega il vice sindaco Gianni Stroppa (Pd) – che c’era questa sorta di accordo fra il Comune e l’Idb; la stessa Idb ha precisato che si era rimasti ad accordi verbali e nulla è stato successivamente formalizzato. D progetto approvato dalla Giunta viene allegato alla domanda presentata in Regione per ottenere il finanziamento che sarà del 50% sulla spese dichiarata ammissibile. Finanzieremo la quota di nostra competenza con gli introiti derivanti dagti oneri di urbanizzazione». Intanto si muovono i primi passi per trovare ulteriori finanziamenti per i lavori di recupero della Vangadizza. Il primo stralcio è pronto per settembre, quando chiostro e sala convegni torneranno a essere fruibili assieme ai nuovi servizi igienici e il punto di ristoro. «La Regione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Rossi – ha aperto linee di finanziamento per lavori di importo sino a 500 mila euro: abbiamo pensato che in questo ambito potesse venire calato un nuovo intervento sulla Vangadizza e quindi ci siamo già attivati facendo redigere il progetto relativo. Ovviamente questo intervento non esclude quello già attivato e di pari importo per la sistemazione della scuola media Ghirardini che segue un iter diverso».

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lug 27

II Comune punta sulla storica struttura

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 27/07/2009

DOPO ESSERE STATO per lungo tempo oggetto di dibattito e di vibranti proteste con incatenamenti e discussioni, lo Stadio Verzaro ex Polisportivo del Littorio edificato nel 1928, torna a fare parlare di sé, e questa volta in termini pratici. Sembra infatti che per voce dell’asses sport si sia trovata una soluzione per far tornare a vivere dal punto di vista sportivo uno dei monumenti storici più importanti della città. VA RICORDATO che lo stabile di via Roma è stato vincolato ma che l’ex campo di calcio ridotto notevolmente nelle dimensioni ha rischiato l’abbandono totale e la eventuale successiva lottizzazione. L’Assessore allo Sport fa sapere che le linee guida impostate per il rilancio ed il recupero del campo Sportivo comunale Ottorino Verzaro sono le linee peculiari di unaamministrazione attenta e colere nel dare risposte e soluzioni pratiche alle esigenze ed alle problematiche che il settore dello sport e delle politiche giovanili in genere hanno nella comunità locale e che l’attività promossa è ispirata a determinati criteri e principi tipici di un’azione amministrativa ottimale, quali efficacia, efficienza ed economicità. FAGGION inoltre specifica che la società sportiva dilettantistica Drunk Balls Badia che pratica il baseball, giocherà sul Verzaro e si farà carico delle spese e degli oneri di gestione del campo esonerando il Comune da qualsiasi impegno, provvedendo anche allo sfalcio del manto erboso. L’amministratore badiese specifica inoltre che l’uso e la gestione che la società farà del Verzaro rientrano nella logiisa.di’Teiillww.pW1®!-, ficiente Fazione amministrativa in quanto il Comune si pone l’obiettivo di utilizzare in modo razionale le risorse economiche a propria disposizione. Il tutto nell’ottica di economizzare al massimo, vista anche la situazione attuale delle case comunali. L’ASSESSORE specifica anche che con la convenzione siglata si può affermare che l’amministrazione oltre ad aver saputo utilizzare in modo efficiente le proprie risorse, ha anche raggiunto l’obiettivo di soddisfare una necessità dei cittadi. ni.. ó- ! ‘ ‘ ! ! ‘ ., : CONCLUDENDO lo stesso sottolinea, che tutto procede secondo la logica del rinnovamento, che prevede l’utilizzo della cosa pubblica, in particolare di campi sportivi, palestre e strutture annesse, in modo imparziale, scongiurando qualsiasi forma di favoritismo nei confronti di alcune società e garantendo l’eguai diritto di tutte le società e di tutti i cittadini ad eccedere ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione.

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lug 25

Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 25/07/2009

IL CAPOGRUPPO di minoranza della Lista Civica Tré Tórri Adino Rossi è in,tervenuto nel dibattito consiliare, dopo che erano state illustrate le relazioni degli assessori della Giunta Fahfato. Rossi in merito alla situazione economica e di bilancio rilevata nel suo intervento dall’assessore estemo di maggioranza Previatello, ha affermato che alla situazione economica del Comune così come è oggi si è arrivati a seguito delle scelte attuate nell’arco degli ultimi 10-20 anni dalle varie amministrazioni che si sono succedute a Badia Polesine e che quindi non tutta la responsabilità è dell’ultima amministrazione del sindaco Meneghin. Il rappresentante della Tré Torri ha poi ricordato all’assemblea che è ancora pendente il ricorso al Tar presentato dalla sua componente e che chiede di riandare alle urne, e ha ancora una volta analizzato in chiave numerica e percentuale i risultati elettorali locali ma anche provinciali con particolare riferimento alla Lega, «qualcuno non rappresenta nessuno», lo stesso ha anche chiesto di perché in quel momento fosse stato depositato solo il programma e non anche le linee programmatiche. Intervenendo poi In merito alla relazioni presentate dagli amministratori badiesi. Rossi ha rilevato che l’assessore Sartori «ha detto veramente poche cose e che sapevamo già, in particolare su Cultura- Scuola, l’unica cosa detta è che daranno soldi alla scuola privata», giudicata insufficiente anche l’argomentazione proposta e relativa al Teatro Sociale, a tutt’oggi in lavoro. Sulla relazione dell’assessore Faggion ha poi affermato che si è ancora più indietro, «è uno degli assessorati più importanti, a Badia ci sono molte associazioni, ma molte non contano nulla». Tra le richieste formulate da Rossi per lo sport: quali sono le intenzioni dell’amministrazione nei confronti delle società che si sono già iscritte per le rispettive attività da svolgere.

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lug 24

Si fermano i lavori di restauro in uno dei teatri “più belli d’Italia”

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/07/2009

Parla l’addetto ai lavori Giovanni Rossi: “La Scatola ‘d’Oro deve tornare a volare” 

 BADIA POLESINE – “Non è esagerato il dire che è uno fra i più belli d’Italia”. Così lo storico Bocchi scrisse riferendosi al Teatro Sociale’ di Badia Polesine, costruito nel 1813 per volere (e danaro) del badiese Bartolomeo Dente su progetto dell’architetto rodigino Sante Baseggio. “Scatola d’oro”, “Piccola Fenice”, questi gli affettuosi appellativi che nel corso degli anni i badiesi hanno attribuito con malcelato orgoglio al piccolo capolavoro che, attraverso il primo restauro del 1855, venne ampliato con i palchi di proscenio ed il paliotto ed elegantemente abbellito da fregi in rilievo e a foglia d’oro rendendolo simile ad una miniatura del teatro “La Fenice” di Venezia. Nel 1905, con l’ultima rappresentazione della Tosca, il teatro ha però chiuso la sua attività e sulla struttura è sceso un silenzioso oblio durato fino agli anni ‘70 quando, attra-, verso l’azione del prof. Ivan Tardivello, l’edificio è stato inserito nel piano di restauro di edifici e monumenti del Veneto. Da allora si sono succeduti numerosi interventi (i più importanti a partire dal 1983) successivamente interrotti per mancanza di fondi, mentre nelle sale del teatro venivano organizzate occasionalmente solo alcune mostre fotograflche e di pittura. Dai primi mesi del 2007 sono finalmente iniziati i lavori che dovrebbero portare alla definitiva “riconsegna” alla città di Badia di un prezioso gioiello coperto per troppi anni dalla pólvere del tempo. Un restauro complesso che purtroppo, come affermato dal neo assessore ai lavori pubblici “Giovanni Rossi nell’ultimo consiglio comunale, ha subito una battuta d’arresto nel novembre dello scorso anno a causa di alcuni problemi di carattere tecnico e di gestione dei primi due stralci funzionali ; Per capire 10 stato dell’arte ed.avere un idea di quali siano i lavori da effettuare per il definitivo completamento, abbiamo chiesto alcune informazioni allo stesso Rossi che ci ha fornito un ampio quadro degli interventi: “Inizialmente l’appalto era stato suddiviso in due lotti – spiega il neo assessore – che sono diventati successivamente tré per un ammontare complessivo, ad oggi (prima dell’assegnazione del terzo lotto), di quasi 2 milioni e 200 mila euro euro. 11 primo stralcio funzionale si è concluso nel dicembre 2007 con un costo finale di circa 500.000 euro che comprendevano le finlture ed i restauri, gli impiantì meccanici e gli impianti elettrici”. I lavori del secondo stralcio funzionale sono invece iniziati nel luglio 2008 ed avrebbero dovuto completarsi entro la data del 16 gennaio 2009, ma solamente una parte degli interventi è stata portata a termine. Questo perché dal 5 novembre scorso, se non si conta una piccola parentesi a marzo di quest’anno, il cantiere del teatro è completamente fermo. “Ci sono stati alcuni intoppi tecnico-gestionali che hanno determinato la sospensione – spiega l’assessore .Rossi ú Sono subentrate’alcune pto-, blematìche relativi alle modalità di realizzazione di alcuni particolari e si è riscontrato un “accavallamento” fra il secondo ed il terzo lotto, quest’ultimo ancora da appaltare. La dirczione dei lavori, il 17 ottobre dell’anno scorso, aveva scritto una lettera all’alierà sindaco Meneghin nel quale, venivano spiegati i motivi che avrebbero portato alia sospensione, chiedendo all’amministrazione in che maniera operate. La risposta non è mai arrivata ed i lavori sono stati fermati. Il collaudatore amministrativo, che per tutti i lavori pubblio deve verificare la corretta esecuzione dei lavori, dopo aver richiesto la documentazione relativa, si è riservato di decidere sulla possibilità di effettuare una perizia di variante, una decisione che non sarà sicuramente rapida”. A causa di questi ritardi non c’è ancora stata* la possibilità di appaltare il terzo lotto di interventi che deve essere assegnato ad ogni costo entro dicembre, pena la perdita dei contributi pubblio “Stiamo cercando di fare in modo che questa situazione non sia deleteria ai fini dell’appalto del terzo stralcio funzionale continua Rossi -1 lavori del secondo stralcio sono ripresi il 29 giugno scorso grazie all’azione della nuova amministrazione che ha imposto una repentina accelerazione, ma ci sono ancora molte situazioni da sanare e problemi da sistemare. Se è vero che bisogna riconoscere ed apprezzare l’impegno profuso dall’ex sindaco Meneghin nell’impianto dell’idea generale e nella ricerca di fondi per realizzare il difficile restauro, è altref- tanto vero che la fase di realizzazione è ugualmente importante rispetto a quella di “ideazione”, anzi è spesso quella più delicata e va costantemente monitorata. Una condotta che sembra proprio essere mancata negli ultimi tempi e che spero non vada ad inficiare tanto impegno” . Le opere ancora da realizzare per il secondo stralcio riguardano, in definitiva, la realizzazione dell’impianto antincendio, la distribuzione dei canali aria sul palcoscenico e la posa di alcuni quadri elettrici, mentre nel terzo lotto rientreranno i restauri e le finlture inteme, il completamento degli impianti tecnologici, le opere scenotecniche e gli impianti di scena. Interventi questi che, dalla data di inizio lavori, dovrebbero arrivare all’agognata conclusione nel giro di circa sei mesi. Per quanto riguarda l’austera facciata del teatro rimasta incompiuta negli anni, si potranno eventualmente trovare ulteriori finanziamenti. Nell’immediato futuro, oltre a portare a termine il restauro, sarà pàrticolarmente importante fare in modo che la “piccola Fenice” non rimanga solamente una bella scatola. D’oro sì, ma vuota.

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lug 24

BADIA POLESINE La replica del referente tecnico dei Lavori pubblici

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/07/2009

 Dallo Studio legale Tosca Sambinello di Lendinara riceviamo e pubblichiamo la replica riguardante un articolo che coinvolgeva Iginio Bendili, pubblicato il 28 giugno. «Si fòrmula la presente in nome e per conto del signor geometra Iginio Bendin per contestare formalmente quanto pubblicato alla pagina Vn, cronaca Alto Polesine, a firma di Paolo Aguzzoni, in quanto le circostanze riportate non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti. L’articolo commentava la ristrutturazione del complesso immobiliare abbazia della Vangadizza e riferiva di ritardi amministrativi e burocratici, dai quali sarebbero derivati rallentamenti nel recupero della struttura architettonica. Secondo il cronista, “La passata amministrazione, così si deve dire dopo le elezioni del 6 e 7 giugno scorsi, si era “dimenticata” di indicare alla Regione il nominativo del collaudatore tecnico-amministrativo dei lavori. Atto necessario affinchè la stessa Regione potesse continuare a erogare i fondi di sua competenza”. In particolare, oltre agli asseriti ritardi nella nomina del collaudatore, si riferiva di una missiva proveniente dal Comune e indirizzata alla Regione, che sarebbe stata inoltrata “solo a maggio”. D cronista attaccava il responsabile del procedimento evidenzinando quanto segue: “Va ricordato che il responsabile unico del procedimento è l’ex capo settore tecnico Iginio Bendin sul quale dovrebbe ricadere la responsabilità di questo ritardo”. Fatta questa doverosa premessa giova rammentare che il Comune di Badia Polesine ha provveduto alla segnalazione del nominativo del collaudatoré, spirato il termine affinchè vi provvedesse l’organo regionale. Va inoltre rimar cato che non esiste alcun verbale o altro provvedimento di sospensione dei lavori, di guisa che ogni affermazione in ordine ai riferiti ritardi è destituita di ogni fondamento e si pone in stridente contrasto con la realtà dei fatti. Su richiesta della Direziono Lavori e del Capo progettista nonchésupervisore dei lavori sotto l’aspetto architettonico, è stata concessa una proroga di 111 giorni, che non può certamente imputarsi al Responsabile unico del procedimento, il cui operato, per l’effetto, risulta incensurabile ed ineccepibile sotto ogni profilo. Sulla scórta delle considerazioni sopra esposte, pertanto, questo difensore, a nome e per conto del signor geometra Iginio Bendin, nel ribadire la non rispondenza al vero della notizia pubblicata, ne evidenzia il contenuto inequivocabilmente diffamatorio, precisando quindi che in ossequio al mandato defensionale ricevuto, si darà corso ad ogni azione avanti l’autorità giudiziaria competente per la tutela di ogni diritto del proprio assistito, ivi compreso il risarcimento di ogni voce di danno patito e patendo».

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