giu 12

UNIONE DI CENTRO

Antonio De Poli pronto a discutere con tutti

ROVICO – “Preferiamo l’apparentamento ufficiale, vedremo”. Antonio De Poli, coordinatore regionale dell’Udc non si sbilancia sulle possibile alleanze per il ballottaggio della Provincia di Rovigo. “C’è tempo fino a domenica, decideremo in questi giorni. Da parte del Pdl non credo che d sarebbero pregiudiziali per un nostro ingresso nella coalizione che sostiene Antonello Contiero. La Lega, invece, mi sembra più critica. Forse il carroccio preferirebbe un appoggio non ufficiale, ma francamente mi pare poco probabile”. Ieri l’Udc aveva in programma la riunione dell’ufficio politico regionale “Credo però – aggiunge De Poli – che per una decisione occorrerà aspettare domani”. Il partito di casini, infatti, si tiene le mani libere: “So che mi hanno cercato anche dal Pd. Domani (oggi per chi legge ndr.) d vedremo e ne discuteremo”. La sensazione è che l’Udc sia più vicino al centrodestra ma l’eventuale oltranzismo del Carrocdo potrebbe farla sdvolare verso l’indifferenza ó per il ballottaggio, oppure a un accordo per il sostegno di Tiziana Virgili, che può rientrare in quei “moderati da sostenere”, secondo l’indirizzo espresso dal leader dell’Udc Pierfedinando Casini.

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giu 12

 VERSO IL BALLOTTAGGIO

Ore decisive per le strategie. Domenica il termine ultimo

Contiero accetterebbe solo un accordo politico, senza apparentamenti ufficiali 

Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/06/2009

ROVIGO – Ore decisive per la corsa agli apparentamenti. Scade domenica alle 14 il termine ultimo per rendere ufficiali le alleanze politiche in vista del ballottaggio del 21 e 22 giugno. Solo così, infatti, i partiti che intendono appoggiare alla luce del sole uno dei due candidati alla presidenza della Provincia, potranno partecipare alla suddivisione dei seggi in consiglio provinciale sulla base del premio di maggioranza. Antonello Condero rimane fermo nella sua posizione di rifiutare apparentamenti, “nemmeno con l’Udc che ha votato contro il federalismo”. Il Pdl invece appare più possibilista. C’è poi una terza ipotesi, quella di un appoggio politico che non sfoci in apparentamenti ufficiali: “II Pdl cerca anche questa soluzione – dichiara Contiero – vedremo. Io resto per non avere l’Udc vicino al mio nome. Le indicazioni di Umberto Bossi sono chiare”. Insomma anche il segretario della Lega potrebbe accettare un accordo politico fra Pdl e Udc che si trasformerebbe in un appoggio alla sua corsa verso Palazzo Celio. In questo modo però l’Udc non rientrerebbe nel meccanismo di distribuzione dei seggi consiliari con il premio di maggioranza, non guadagnerebbe altri seggi, insomma. Ed forse questo il motivo della ritrosia del partito. E’ previsto infatti che alla coalizione che sostiene il vincitore della contesa elettorale vada il 60% dei seggi di Palazzo Celio. Quindi 14 scranni alla maggioranza e io alla minoranza. La ricerca degli apparentamenti appare necessaria al centrosinistra che sostiene Tiziana Virgili, meno al centrodestra che appoggia Antonello Contiero. Lo stesso segretario della Lega aveva dichiarato di non cercare alleati del secondo turno, sentendosi forte del 48% di elettorato conquistato al primo turno. Tiziana Virgili, invece, ha affermato di cercare compagni di viaggio a 360 gradi. Angelo Zanellato, però, della segreteria organizzativa del Pd precisa che “non è detto che ci si debba per forza alleare. Al secondo turno si riparte da zero, possono cambiare numeri ed equilibri. Ricordo che Federico Saccardin quando vinse per la prima volta la Provincia nel 1999 al secondo turno ottenne circa 15 mila voti in meno. Insomma tutto è possibile. Certo apparentarsi sarebbe meglio, vedremo”. Chi si apparentasse con Virgili guadagnerebbe come minimo un seggio consiliare, portabile.

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giu 12

Il candidato alla presidenza della Provincia ritiene giusto lasciare libertà di coscienza agli elettori per il ballottaggio “Mi preoccupano le contraddizioni nel Pdl”. “Il Pd ha proposto un ragionamento serio sui problemi”

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 12/06/2009 2464 221x300 Michele Raisi: «LUdc non è in vendita»

Michele Raisi, candidato alla presidenza della Provincia, in queste ore è tirato per la giacca sia dal Pdl che dal Pd. I voti personali raccolti 6,24 per cento e quelli del partito 4.37 per cento sono considerati “strategici” al ballottaggio. «Voglio ricordare – dice Raisi – che l’Udc si è presentata spaccata a metà ed è stato necessario il commissariamento per ricercare un’unità d’intenti. La mia candidatura, frutto della ricerca di tale unità, è stata ufficializzata a fine aprile, per cui si è partiti in ritardo e con evidenti problemi, anche da qui gli errori formali che hanno portato all’esclusione in 5 collegi. Con tali premesse l’essere riusciti a tenere sul voto, anzi aumentando i consensi rispetto alle provinciali del 2004, quando l’Udc era nella CdL, è motivo di orgoglio e soddisfazione per me e per tutti i 24 candidati, assieme a tutti coloro che si sono spesi per questo risultato». Veniamo al ballottaggio, De Poli ha annunciato la chiusura di un accordo con Pdl e Lega a livello regionale. Qual è la vostra posizione a Rovigo con un Contiero che non ne vuole sapere dell’Udc? «A questo punto non capisco perché raccordo con Pdl e Lega non sia stato chiuso prima delle elezioni, ci avrebbero evitato la fatica di una campagna elettorale e la spaccatura del partito. Dopo aver corso per spiegare le nostre ragioni sul perché correvamo da soli, liberi e non in vendita, sarà dura spiegare al nostro elettorato che adesso corriamo per un candidato della Lega che non ha mai perso occasione per attaccare e denigrare il nostro partito». Mainardi, coordinatore del Pdl, però vi ha teso la mano… «D Pdl ha fatto un discorso politico serio, proiettato anche al futuro e considerando che molti dei nostri elettori sono orientali in quella direziono, bisognerà tenerne conto. Non posso, però, non dirmi preoccupato delle tante contraddizioni che stanno emergendo. A volte fatico a capire, al di là dei ruoli, chi siano i veri interlocutori con i quali stringere accordi e alleanze». Dall’altra parte il Pd sembra disponibile a lasciare fuori Rifondazione a favore di un apparentamento con l’Udc. Cosa ne pensa? «Fin da subito ho dichiarato che non avremmo potuto fare accordi con il centro-sinistra se avessero scelto Rifondazione, perché siamo contrari agli estremi in politica, di sinistra ma anche di destra, n Pd ha aperto un ragionamento politico serio, ha messo sul tappeto, a differenza di qualche altro non posti di potere, ma i problemi del Polesine e ha chiesto il nostro aiuto per risolverli in maniera seria e costruttiva. Credo sia utile valutare questa proposta nella prospettiva della creazione di quel centro moderato che Casini intende realizzare nel nostro paese». A proposito di Casini, l’Udc nazionale ha detto che si sceglierà caso per caso in base al grado di “moderazione” dei candidati? «Mi sento in linea con Casini e condivido la linea nazionale del partito che punta all’identità e al nuovo soggetto politico e non vuole che ci vincoliamo ad interessi specifici e immediati». In conclusione, cosa farà l’Udc il 21 e 22 giugno? «La mia opinione personale è che, stante la situazione a Rovigo, sarebbe meglio lasciare liberi i nostri elettori. Mi rendo conto che in politica il non scegliere può nel breve penalizzarci e che il partito ha una sua forma, per cui accetterò un’eventuale decisione di chiudere con il centrodestra. Comunque, domani ci troveremo con tutti i 24 candidati dell’Udc e con il commissario, ci incontreremo anche con gli amici della Federazione di Centro e valuteremo. Voglio però che sia chiaro per tutti che il mio obiettivo era e rimane la costruzione del nuovo soggetto politico di centro, dove ci sia gente che ha voglia di lavorare con serietà ed umiltà. Ubera da condizionamenti o da politiche di basso cabottaggio, che crede che il bene comune non sia il proprio tornaconto personale, questo è quello che spero e per cui ho corso alle elezioni».

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giu 11

II sindaco Castone Fantato al lavoro per formare la squadra di governo

I nomi dei possibili assessori.Per la presidenza del consiglio si punta su Ortolan

Dalla Voce di Rovigo del 11/06/2009 di Davide Sarzi

Finita la bagarre elettorale ed insediatosi da ieri mattina in maniera ufficiosa nel nuovo ufficio, il sindaco Castone Fantato sembra voler chiudere al più presto le varie nomine per rendere da subito operativa la macchina comunale. Parte così iltoto-assessori, anche se l’attesa sembra destinata a durare poco. L’accordo elettorale sottoscritto dai componenti della lista “Rinasce Badia” assegnava un assessore ad ogni area di provenienza: Pd, Lega, Udc e gruppo misto mentre il programma prevedeva la riduzione degli assessori da sette a cinque. Si presenta quindi la necessità di un compattamente degli incarichi, ridistribuiti su ogni assessore e con un maggior coinvolgimento dei consiglieri. L’assessore al bilancio sarà sicuramente estemo, come più volte dichiarato da Fantato in campagna elettorale, causa la necessità di avere un tecnico esperto per risanare e tenere sotto controllo la situazione economica non proprio rosea. Gianni Stroppa, in virtù anche del risultato personale ottenuto nel conteggio delle preferenze, sarà con ogni probabilità nominato vicesindaco e potrebbe ottenere l’assessorato all’urbanistica, gestione del territorio, agricoltura ed ambiente ricalcando così gli incarichi del suo predecessore Paolo Rigobello. Stroppa, intanto, ha già dichiarato che ad ottobre, in occasione del congresso, si dimetterà da coordinatore del Pd locale. Un altro nome praticamente certo dovrebbe essere quello di Giovanni Rossi al quale viene accreditato l’assessorato ai lavori pubblici ed ai servizi. La Lega Nord avrebbe indicato il giovane Marco Faggion per la carica di assessore, visto anche il rilevante risultato ottenuto in termini di preferenze. Ventuno anni ancora da compiere, Faggion sembrerebbe destinato alla carica di assessore al commercio e allo sport. Altro giovane praticamente certo di ottenere la nomina èl’Udc Cristian Sartori che assumerà con ogni probabilità la delega ai servizi sociali, all’istruzione e alla cultura, con la responsabilità dell’organizzazione degli eventi culturali e sociali (ad esempio la fiera). I consiglieri comunali dovrebbero acquisire comunque incarichi di vario genere a sostegno degli assessori per coadiuvarli nel diffìcile ed impegnativo lavoro che aspetta l’amministrazione nei prossimi anni, coinvolgendoli più a fondo nella gestione dell’apparato comunale. Gianluca Checchinato, ad esempio, potrebbe ottenere l’incarico di tenere i cietà sportive, mentre Claudio Brusemini una funzione simile per quanto riguarda i servizi sociali. Rimane l’incognita del presidente del consiglio, anche se voci di corridoio accrediterebbero Enzo Ortolan quale favorito fra i papabili. Intanto la scaletta dei prossimi appuntamenti per la nuova amministrazione prevede la convocazione del primo consiglio comunale entro dieci giorni dalla proclamazione avvenuta il 9 giugno scorso, quindi entro il 19 del mese. La seduta dovrà tenersi entro i dieci giorni successivi, ma dovrebbe avvenire verso il 23-24 giugno. La prima seduta sarà convocata e presieduta dal sindaco sino all’elezione del presidente del consiglio comunale ed avrà i seguenti punti all’ordine del giorno: convalida degli eletti, giuramento del sindaco davanti al consiglio, elezione del presidente e del vice presidente del consiglio, presa atto del provvedimento del sindaco di nomina della giunta comunale ed elezione dei componenti la commissione elettorale del comune. Entro dieci giorni dalla seduta di insediamento, il sindaco dovrà depositare presso la segreteria generale le “linee programmatiche” relative ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Successivamente, enza dei capigruppo, il sindaco dovrà presentare al consiglio comunale le linee programmatiche per la loro approvazione. In questa seconda enti.

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giu 10

Ieri il passaggio di consegne tra il commissario Vitetti e il neo primo cittadino

Tratto dalla Voce di Rovigo del 10/06/2009 di Davide Sarzi

II vincitore già al lavoro. Il coordinatore del Pd danni Stroppa potrebbe essere II vicesindaco

BADIA POLESINE – Quando lunedì sera verso le 18,30 i risultati ufficiosi davano alla lista “Rinasce Badia” un .vantaggio di circa 450 voti sulla lista “Insieme per Badia” di Paolo Meneghin, dietro le vetrine dell’ex negozio di abbigliamento Ragno d’Oro, utilizzato da Fantato come quartier generale, già si cominciava a festeggiare. Gli ultimi dati ufficiosi sopraggiunti verso l’ora di cena dai seggi di via Marconi, hanno poi tolto qualsiasi dubbio, consegnando un’ampia vittoria alla coalizione del neo sindaco con 733 voti di scarto. L’esplosione di gioia è stata incontenibile ed i festeggiamenti Si sono allargati alla vicina piazza Vittorio Emanuele II, dove si sono radunate le tante persone che affollavano la sede di via Sant’Alberto e che, fino a pochi minuti prima, erano attaccate ai cellulari -ed assiepate attorno allo schermo del pc per seguire con trepidazione il conteggio totale ed i singoli voti di preferenza. Se il risultato generale è stato largo ed indiscutibile, il gioco delle preferenze ha fatto emergere la netta affermazione del coordinatore locale del Pd, Gianni Stroppa, che ha raccolto 343 preferenze personali. Una dote che potrebbe risultare determinante per la carica di sultati dei giovani rappresentanti della Lega Nord: Marco Faggion, il più giovane in lista, ha ottenuto 188 preferenze, Alessio Merini e Manuela Capuzzo, unica donna eletta, hanno raggiunto rispettivamente quota 160 e 90 preferenze. Grande risultato personale per Giovanni Rossi che ha raggiunto le 153 preferenze (e viene indicato come assessore papabile) e per Cianluca Checchinato che ne ha raccolte 146. Riccardo Mantovani, giovanissimo vicesegretario provinciale del Ps ha totalizzato ‘ 92 preferenze consentendo ai socialisti di tornare in maggioranza a 19 anni dall’ultima esperienza (1985-90 proprio, e qui la storia si dimostra burlona, con la prima giunta Meneghin). Buon risultato anche per altri due mèmbri del Pd, Claudio Brusemini con 148 preferenze raggiunte ed il giovane Manuel Berengah che ne totalizza 102. L’Udc conferma due consiglieri con l’ex sindaco Germano Goia che raggiunge 78 voti di preferenza e l’ennesimo giovane della lista, Cristian Sartori, che ne conquista 87. Infine Leopoldo Visentin toma in consiglio con 88 preferenze, mentre Enzo Ortolan conquista l’ultimo posto disponibile con 71. Notevole è stato quindi il numero degli under 40 eletti. Degli 8 presenti nella lista, 6 hanno superato la soglia che permette loro di entrare in consiglio comunale, con tré giovanissimi (Faggion, Mantovani e Berengan) compresi fra i 20 ed i 25 anni. Il giorno dopo la grande festa, protrattasi fino a tarda sera nei locali della zona, il neo sindaco Castone. Fantato ha dovuto affrontare i piimi impegni formali. Davanti alle facce assonnate dei tanti compagni di viaggio accorsi ad assistere alla cerimonia, ieri mattina alle 8 il primo cittadino si è presentato al seggio numero uno presso le Scuole elementari dell’ex Foro Boa. rio, per la proclamazione del vincitore. La breve cerimonia è Servita ad annunciare ufficialmente i nomi del sindaco e dei componenti del consiglio comunale e si è svolta alla presenza del segretario comunale Gianfranco Tiengo. Quindi il passaggio di consegne formale svoltosi alle 12,30 nella sala della giunta del municipio, con il commissario prefettizio Luigi Vitetti che ha consegnato le chiavi del palazzo comunale a Fantato, il quale lo ha ringraziato per l’attività svolta nel periodo di “reggenza” degli ultimi due mesi. E qui la storia si ripete: anche nel 1970, anno della sua prima investitura alla carica di sindaco di Badia, Castone Fantato ricevette il passaggio di consegne dall’allora commissario Gianfranco Mescola, chiamato ad amministrare il Comune in giunta retta dal De Mario Montini.

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giu 10

Meneghin commenta la sconfitta “causata dal mancato accordo col Carroccio’

Tratto dalla Voce di Rovigo del 10/06/2009

BADIA POLESINE – Lunedì sera quando il risultato raggiunto dalla lista di Fantato era ormai consolidato, abbiamo voluto sentire le prime reazioni a caldo anche dei due sconfìtti. Se Meneghin non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul momento, posticipando il suo intervento all’indomani, Adino Rossi ha colto l’occasione per accendere una piccola polemica con la carta stampata, rea di aver fatto, a suo dire, campagna elettorale per una unica lista (quella di Fantato): “e questo è il risultato… Si tratta comunque di uno stravolgimento della volontà politica dei badiesi nel voto amministrativo. L’influenza della Lega è stata sicuramente determinante. Ora vedremo se la giunta di Fantato durerà più di sei mesi – ha aggiunto sarcastico – sicuramente molto dipenderà dalla composizione del consiglio e da chi saranno gli assessori”. Ieri pomeriggio il sindaco uscente Paolo Meneghin, a mente fredda, è tornato sulla sconfìtta elettorale : “Devo dire che mi aspettavo un distacco più ridotto, all’incirca sui 300-400 voti. Va dato assolutamente atto della vittoria di Fantato, a cui sono andato a stringere la mano ancora prima della fine dello scrutinio. Il rispetto dei cittadini e della loro scelta è la cosa più importante. Sono purtroppo rammaricato per le molte cose fatte dalla mia amministrazione e che non sono riuscito a trasmettere ai badiesi ; la città e la nuova maggioranza si troveranno dei bei regali già confezionati, come l’Abbazia e il Teatro sociale restaurati”. Menghin analizza poi la sconfìtta dal punto di vista politico: “La sconfitta è sicuramente da attri.buire all’incredibile mancato accordo con la Lega Nord, una cosa fuori da ogni logica, e da alcuni errori intemi al Pdl che ci hanno fatto perdere molto tempo. Mi di raggiunto con l’Udc, comunque il Adino Rossi . Pdl resta il primo partito a Badia qon il 35% dei voti e da questo dato dovremo ripartire”. Ma Paolo Meneghin che ruolo assumerà, a questo punto? “Faro sicuramente il consigliere di opposizione, anche perché è mio dove¬ re nei confronti dei 2.579 voti che ho ricevuto”. Infine i ringraziamenti “ai componenti della mia lista, soprattutto ai giovani che hanno corso con assoluto disinteresse, nonostante il tempo fosse ridotto. Ringrazio comunque tutti i badiesi per la stima che hanno sempre espresso nei miei confronti.

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giu 10

Anche nel 1970 ricevette il timone da un commissario prefettizio a Badia Polesine

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 10/06/2009

A trentanove anni di distanza la storia si è ripetuta ieri mattina in municipio a Badia Polesine: il neo eletto sindaco Gastone Fantato ha ricevuto dal commissario prefettizio Luigi Vitetti le consegne al termine della reggenza iniziata il 26 marzo dopo le dimissioni di Meneghin. Nel 1970 Gastone Fantato, appena eletto sindaco, ricevette le consegne dall’allora commissario prefettizio Gianfranco Mescola che resse il comune nel biennio 1969-70 dopo le dimissioni del sindaco Mario Montini. In precedenza ci fu un altro commissario, Ruggero Fusillo fra il 1956 e il 1957. Fantato ha ricoperto la carica di sindaco solo nel mandato 1970-75: in quello successivo fu per un periodo capogruppo Dc prima di dimettersi per lasciare l’attività politica che ha ripreso in questa occasione. Nel 1975 venne eletto sindaco il giovanissimo Germano Goia, nel 1985 toccò a Paolo Meneghin che dal 1975 al 1985 fu assessore.
Le circostanze hanno voluto che nel nuovo Consiglio comunale Fantato, Goia e Meneghin siano presenti: ma per la prima volta Meneghin si troverà a sui banchi dell’opposizione, mentre Goia è in maggioranza. Ieri mattina al seggio numero 1 c’è stata la proclamazione dell’elezione di Fantato, poi, verso l’una, il passaggio delle consegne. Entro il 19 giugno dovrà venire convocato il consiglio comunale del mandato 2009-2014: la prima seduta si svolgerà entro i dieci giorni successivi.
La compagine di Fantato contiene diversi giovani con il leghista Marco Faggion in testa visto che ha vent’anni. Ne farà ventuno a novembre ed il più giovane di tutto il Civico consesso. Fra i risultati più significativi va segnalata l’elezione dell’ex calciatore del Badia Gianluca Checchinato indipendente di sinistra. I consiglieri di maggioranza sono Gianni Stroppa (Pd, nuovo, 343 preferenze), Marco Faggion (Lega Nord, nuovo, 188), Alessio Morini (Lega Nord, nuovo, 160), Giovanni Rossi (consigliere uscente Fi, 153), Gianluca Checchinato (nuovo, 149), Claudio Brusemini (Pd, consigliere uscente come candidato sindaco nel 2004 di Badia al Centro, 148), Manuel Berengan (Pd, nuovo 102), Riccardo Mantovani (Ps, nuovo, 92), Manuela Capuzzo (Lega Nord, nuova, 90), Pierleopoldo Visentin (consigliere uscente di Fi, 88), Cristian Sartori (Udc, nuovo, 87), Germano Goia (Udc, torna in Consiglio dopo le elezioni del 1990, 78), Enzo Ortolan (nuovo, 71). Primo dei non eletti Mirko Luchin (66).
L’opposizione sarà formata da Paolo Meneghin e da cinque assessori di cui quattro uscenti del Pdl: Renzo Aguzzoni (per 15 anni assessore, 230 voti), Giulio Barbieri (5 anni assessore, 225), Marcello Ferreri (10 anni assessore, 200), Mario Cabassa (14 anni assessore, 164) e Claudio Guerra (4 anni assessore dal 1995 al 1999, 109). Primo dei non eletti Giuliano Ferrighi (99). Completa il Consiglio comunale il candidato sindaco Adino Rossi che ha come primo dei non eletti l’ex presidente del Badia calcio Giancarlo Bendin (30).

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giu 09

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/06/2009

Gastone Fantato della lista «Rinasce Badia» è il nuovo sindaco di Badia Polesine: ha stravinto le comunali con un 51,29% (3.312 voti) che non lascia dubbi sulla volontà di cambiamento che i badiesi hanno manifestato attraverso le urne. Non c’è mai stato un reale testa a testa con la lista «Insieme per Badia» guidata dal sindaco uscente Paolo Meneghin che ha ottenuto comunque un risultato di rilievo con i suoi 2.580 voti che lo hanno portato al 39,95%: Fantato ha vinto in tutte le sezioni eccetto che in quella di Villafora, alla fine sono risultati 732 i voti di differenza. La lista civica «Tre Torri» guidata da Adino Rossi prende un lusinghiero 8,76% con 566 voti.
Quindi Badia Polesine volta pagina rispetto agli ultimi dieci anni perchè non c’è dubbio che fra la giunta di Edo Boldrin del mandato 1999-2004 e quella di Meneghin 2004-2009 c’è stata una sorta di continuità perchè tre assessori del primo (Aguzzoni, Ferreri, Cabassa) lo sono stati anche nella Giunta del secondo. Fantato ha ricevuto un mandato pieno da oltre la metà dei badiesi e ora gli tocca il compito di dimostrare sul campo se davvero con lui «Rinasce Badia». Appena il risultato è stato certo Fantato ha dichiarato: «Esprimo tutta la mia soddisfazione per la grande vittoria che hanno avuto i badiesi: è davvero la loro vittoria. Io sono stato solamente l’interprete del sentimento generale ed è grande la soddisfazione. La mia squadra di uomini liberi e forti è stata premiata. Verso le 18.30 quanto ormai tutto era chiaro da me è venuto il candidato Meneghin con sua moglie per farmi le congratulazioni: un gesto che ho molto apprezzato». Meneghin non è arrivato davanti al municipio e davanti al suo quartier generale quando gli abbiamo chiesto di commentare il risultato ha risposto: «Con il Gazzettino non parlo».
Adino Rossi con i suoi uomini in piazza Marconi ha commentato: «I giornalisti hanno fatto campagna per un’unica lista e il risultato è stato chiaro. Pensavamo di arrivare al 10%. A Badia c’è stato uno stravolgimento: vedremo se chi ha vinto dura più di sei mesi. È stata stravolta la volontà politica dei badiesi e il risultato amministrativo è stato determinato dalla Lega Nord». Letto in chiave Pdl, unico partito di riferimento di Meneghin, il risultato è buono, ma per vincere non è bastato. Fantato vede premiate tutte le componenti della sua lista che saranno rappresentate: Pd, Lega Nord, Udc e Ps. Il risultato più eclatante lo ottiene il segretario del Pd Gianni Stroppa primo assoluto con 343 preferenze. Non c’è dubbio che il risultato di Badia Polesine è stato determinato da quattro fattori determinanti: la voglia di cambiamento, la scelta della Lega Nord di non correre con il Pdl, l’adesione convinta del Pd (lo dimostra il risultato personale di Stroppa) e quella dell’Udc due anni fa scacciata dalla giunta Meneghin e che ora si prende una rivincita. Torna, ed è una novità, in Consiglio comunale un rappresentante del Partito socialista (Riccardo Mantovani).
Unico fatto di un certo rilievo si è verificato al seggio della Casa del Sorriso dove un’addetta all’assistenza è stata fatta allontanare perchè qualche rappresentante di lista si è accorto che suggeriva agli anziani per quale lista votare (Meneghin): è stata sostituita e messo a verbale l’accaduto.

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