MAURO MAINARDI L’intervento “Quali sono i risultati della sua lunga attività?
Tratto dalla Voce di Rovigo del 29/06/2009
ROVIGO – “Non capisco perché si vuole ancora tenere in piedi il teatrino della politica”. Così Mauro Mainarci!, coordinatore provinciale del Pdl, commenta l’usata di Renzo Marangon che aveva criticato i vertici polesani del partito per la gestione della campagna elettorale per le elezioni provinciali. La situazione in casa Pdl, quindi, continua ad essere effervescente, Mainardi risponde piccato all’assessore regionale: “Mi aspetterei un atteggiamento diverso da chi è da tanti anni in politica. Credo poi che il bilancio della sua attività politica per il Polesine sia in negativo. Mi pare sia più quello che ha ricevuto dalla sua attività che quello che ha realmente prodotto per il nostro territorio. Quali sono i grandi risultati che ha ottenuto per i cittadini polesani? Sfido a dimostrarli, sono pronto a ricredermi, ma non sarà così”. A Mainardi non è piaciuto il fatto he che “si porti così tanto rancore, in questo momento Marangon ha la mia disistima, lui cerca vendette, parla di nemici, sono atteggiamenti che non fanno parte del mio Dna”. Il numero uno provinciale del partito nega che all’intono del Pdl possano nascere correnti: “Nel partito c’è solo la linea di Silvio Berlusconi e a livello regionale quella di Giancarlo Calan, Nicolo Ghedini, Alberto Giorgetti. Altre considerazioni sono solo dirette a voler dimostrare che si ha ragione anche quando si ha torto”.
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Dopo la sconfitta in Provincia Pdl, la notte dei lunghi coltelli
Tratto dal Corriere del Veneto del 29/96/2009
ROVIGO Tra l’assessore regionale all’Urbanistica Renzo Marangon e i dirigenti rodigini della Pdl i ferri oramai sono cortissimi. Lo strascico della perdita di palazzo Celio al secondo turno, dopo aver sfiorato il successo al primo turno, porta a galla rancori politici – e a questo punto anche personali – mai sopiti. Marangon, che riferendosi ai vertici cittadini del Pdl aveva parlato di «piccola corte dei miracoli» e definito il coordinatore Mauro Mainardi e il suo vice Luca Belletti «interessati solo a un regolamento di conti intemo», sostiene di esser stato emarginato nell’ultima campagna: «Avessi avuto io le redini – afferma – avremmo vinto al primo turno con il 55 per cento dei voti». A dir poco stizzita la replica della cosiddetta «corte dei miracoli». Ovvero Andrea Bimbattì, Nello Piscopo, Aldo Guamieri, Plavio Mancin, Matteo Zangirolami e Giuseppe Scaramozzino. «Al di là delle offese che ci vengono indirizzate affermano – siamo solo persone che collaborano con i coordinatori. Se Marangon riuscisse ad analizzare l’ultimo dato elettorale con tranquillità, quella che oramai ha perso da troppo tempo, troverebbe che il Pdl polesano del coordinatore Mainardi e del vice Belletti, al primo turno ha raggiunto un risultato che lo vede al primo posto tra le province venete». E se l’assessore regionale all’Urbanistica parla di «fortuna» per le vittorie del centrodestra in centri come Lendinara, Porto Viro o Castelmassa, i sei invece gli rinfacciano di essere la causa della sconfitta a Badia: <<n terrorismo politico dell’emarginazione, del quale siamo accusati dall’assessore, ha di fatto poi consentito la caduta del Comune altopolesano con le conseguenze che tutti sanno e che come artefice porta il suo nome e cognome: il suo», Durissimo l’invito rivolto a Marangon dai sei rodigini: «Se non si riconosce più nel partito che gli consente oggi di essere assessore regionale può sempre cambiare aria.
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