giu 26

“Abbiamo imparato la lezione, alle comunali correremo da soli”

FUORI DAI DENTI “Una sconfitta pianificata a tavolino”

Antonéilo Contiero a ruota libera svéla i retroscena piccanti della campagna elettorale

Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/06/2009 di Emanuele Zago

ROVIGO – Che Antonéilo Contiero sia un uomo a cui non piace perdere era indubbio, ma il candidato di Lega e Pdl, dopo l’inaspettato ko nella corsa alla Provincia, ha deciso di mandare giù l’amaro calice della sconfitta solo dopo essersi tolto qualche sassolino dalla scarpa. Più che sassolini si tratta di veri e propri macigni scagliati con forza contro avversar! e alleati, un Contìero a ruota libera che svela fatti noti e retroscena inaspettati di una sconfitta che il leghista definisce “pianificata a tavolino”. La congiura E a pianificarla, secondo il segretario provinciale del Carroccio, sarebbero stati: “I vertici della partitrocazia polesana, chiamati a raccolta, in una villa a Monselice, da un grande vecchio della De padovana. I leader del centrosinistra e alcuni uomini di punta del Pdl insieme per fare fronte comune contro Contiero. Perché io . sono il vento del cambiamento, ma evidentemente qualcuno ha avuto paura di venire spazzato via da questo vero e proprio uragano, così hanno sbarrato porte e finestre, uniti e compatti e hanno buttato via una grande occasione”. Usa una metafora, mailconcetto è chiarissimo, qualcuno, di entrambi gli schieramenti, avrebbe tramato nell’ombra per strappare dalle mani di Contiero una vittoria che sembrava già cosa certa. Nemici e alleati tutti contro il candidato della Lega, quindi? Contiero ne è certo e lo dimostra parlando apertamente di un eventuale incontro segreto che di sicuro-solleverà un vespaio di polemiche. Cattivi consiglieri Ma per il momento a essere polemico è Antonéilo Contìero che, insieme all’onorevole Emanuela Munerato, ribadisce che “i polesani hanno sbagliato a non andare a votare, si sono fidati di cattivi profeti e sono stati truffati. Ora il governo della Provincia è in mano a quel centrosinistra voluto solo da 2 .polesani su io, un’autentica offesa al popolo che chiedeva a gran voce un cambiamento. Io sono e rimango il vincitore morale di queste elezioni. E a chi sostiene che è stato sbagliato il candidato, rispondo che al primo turno ho staccato il centrosinistra di 15 punti”. Un sospetto neanche troppo velato. “In questa campagna elettorale ho dato tutto ciò che potevo, portando a Rovigo i massimi esponenti del partito. Ma è successo qualcosa – continua Contìero – le quasi limila schede bianche o-nùUe del primo turno sono sovrapponibili ai voti presi ai candidati delle europee Elisabetta Cardini, Sergio Antonio Berlato e Antonio Cancian, non vorrei qualcuno, al momento di votare avesse espresso la propria preferenze solo per le europee ‘dimenticandosi’ di votare per le provinciali”. Ognuno si assuma le proprie responsabilità “Stiamo ultimando l’analisi di voto Comune per Comune – dichiara Contiero – e, una volta ultimata, lunedì terremo un direttivo. Poi la relazione finale finirà sui tavoli delle segreterie regionali e nazionali. Ai piani alti devono sapere quello che è successo e qualcuno deve rispondere per quanto è accaduto. Certo è che se tutti avessero tirato il carro, se tutti avessero voluto ^vincere quanto la Lega ora staremmo facendo altri discorsi. Invece di mettere al muro Contiero hanno fatto autogol, regalando la Provincia al centrosinistra”i. Una vittoria a metà “Là Lega – ribadisce Contiero – non esee sconfitta, anzi in queste elezioni è cresciuta, aumentando la sua presenza all’interno delle amministrazioni. Chi ha perso è il Pdl, che deve fare a meno di cinque assessori in Provincia”. E per quanto riguarda il centrosinistra Contìero fa di nuovo ricorso a una metafora: “I padroni di casa siamo noi, ma le chiavi del portone le tengono Tiziana Virgili e i suoi, come una sorta di custodi, si perché le amministrative hanno dato i Comuni al centrodestra, in particolari quelli del Delta e ora enti come Ato, Ecogest e Parco del Delta avranno cda nominati da noi. Federico Saccardin dovrà farsi da parte, e con lui molta altra gente. Poi toccherà trovare un punto d’incontro» tra Provincia e questi enti perché gli intenti sembrano molto poco .compatìbili”. Opposizione a scavalcare “Con la vittoria di Tiziana Virgili si prospetta il governo Saccardin tris. Per far stare insieme Rifondazione, Margherita, Progetto Polesine e compagnia bella si finirà col percorrere per altri cinque anni la strada del ‘No’ e dell’immobilismo. Noi non ci sdamo, e cercheremo di fare in modo che i Comuni del Delta, Adria in testa, facciano fronte comune, trovino un’intesa per scavalcare la Provincia e trattare, direttamente con Enel, Adriatic, e chiunque voglia investire risorse importanti per la crescita del Polesine”. Lo stesso varrà per l’ente parco una volta nominato un nostio presidente”. Corsa in solitària “Rovigo è e continua a essere terra di conquista, dove mettono bocca politici da fuori. Questo deve cambiare, queste elezioni provinciali ci sono servite di lezione per capire di non fidarci di nessuno. La Lega è forte, per questo in vista delle comunali a Rovigo siamo pronti a correre da soli, eavincere. Pdl sei avvistato”. Solidarietà con i Ds La riflessione finale di Contiero e della Munerato è sul rinnovamento: “I politici polesani sono sempre gli stessi, nessuno vuole lasciare spazio a facce’nuove. Si arriva addirittura a lotte inteme con i Ds scacciati in esiho e la Margherita che rimane a fare comunella con l’Udc. Povere querce, messe in ombra dalle margherite. Per aspettare un cambiamento occorrerrà aspettare altri cinque lunghi anni”. Ancora una volta non guarda in faccia nessuno Contìero, e a chi lo invita a “ringraziare gli alleati” risponde con un sorriso che preannuncia un’altra dose di parole al vetriolo, ma che per ora rimangono tra i denti, perché dì argomenti su cui far riflettere tutti, awersari, alleati.

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giu 26

Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/06/2009

DOVEVA ESSERE un consiglio comunale puramente formale dedicato alle comunicazioni del sindaco, col giuramento di rito, con Reiezione del presidente e del vice dell’assemblea consiliare, dei componenti della commissione elettorale e infine con la comunicazione delle avvenute nomine dei componenti della Giunta comunale. Non è andata invece esattamente così. A riscaldare l’ambiente ci ha pensato l’ex assessore Ferreri, che ha chiesto di fare un «intervento politico». Intervento nel quale tra l’altro ha attaccato la Lega «determinante per il voto locale», ma che però «ha portato a casa solo le briciole con un peso politico pari a zero». Ferreri ha anche affermato di preparasi a fare opposizione a lungo, e Fantato ha replicato che «se questo è l’atteggiamento, resterà all’opposizione per un bei pezzo». Nel suo intervento l’ex Meneghin per il gruppo di minoranza del Pdl, e Adinò Rossi, minoranza, per la TreTorri. Nel primo consiglio comunale indetto dal nuovo sindaco Fantato, dopo i fiori consegnati all’unica donna presente tra i banchi consiliari, Manuela Capuzzo della maggioranza, e il giuramento del sindaco si è proceduto alle nomine di rito. Confermati tutti gli assessori che sono Remo Previatello di nomina estema. Marco Faggion, Cristian Sartori, Giovanni Rossi, Gianni Stroppa che è anche vice sindaco. Sono stati nominati poi il presidente dell’assemblea che è Enzo Ortolan, il vice Claudio Guerra, e i componenti la commissione elettorale, che sono Gianluca Checchinato, Cristian Capuzzo e Marcelle Ferreri, supplenti Manuel Berengan, Pierleopoldo Visentin e Giovanni Rossi. Giovanni Saretto assessore ha anche citato il casus belli riguardante la rimozione di Iginio Bendin dall’incarico di capo del Settore.lecnico comunale parlando di atto che squalifica la persona. Àdino Rossi della Tré Torri ha detto che il suo gruppo sarà autonomo e vigilerà attentamente sulle proposte che verranno formulate. I ripetavi capogruppo sono Germano Goia perla maggioranza.

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giu 26

Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/06/2009 di Davide Sarzi

BADIA POLESINE – Con il consiglio comunale di mercoledì sera è cominciata l’era di Castone Fantato alla guida della città della Vangadizza. Una prima seduta, a Badia Polesine, con un ordine del giorno costituito da semplici adempimenti formali che sarebbe dovuta essere una semplice passerella di presentazione alla cittadinanza del nuovo consiglio, ma che ha invece riservato, e c’era da aspettarselo, alcuni estemporanei coupé de theatre. Ma andiamo con ordine. Sala consiliare gremita già mezz’ora prima dell’inizio, con tanti cittadini curiosi accorsi per vedere il debutto del nuovo sindaco e della sua maggioranza. In un’atmosfera da primo giorno di scuola fra volti sorridenti ed espressioni un po’ tese, alle 19.30 i mèmbri del consiglio hanno preso posto in aula con l’intera maggioranza schierata sulla destra, l’opposizione a sinistra ed i seggi degli assessori naturalmente vuoti. Il sindaco Fantato, preso posto insieme al segretario generale Gianfranco Tiengo, ha chiesto a quest’ultimo di iniziare l’appello, nonostante l’assenza del consigliere di opposizione Renzo Aguzzoni, annunciato in ritardo (pòi definitivamente assente per impegni di lavoro). Il primo punto all’ordine del giorno, esame di eleggibilità dei consiglieri, è stato espletato in pochi minuti con votazione di convalida, palese all’unanimità in cui tutti i consiglieri per alzata di mano hanno espresso una sorta di “autocertificazione” delle proprie condizioni di idoneità a ricoprire la carica. Il sindaco Fantato ha preso quindi la parola per un breve intervento prima del giuramento formale in cui ha espresso tutta l’emozione di tornare, a 39 anni dalla prima ed unica esperienza, ad occupare lo scranne di primo cittadino : “II mio impegno solenne ha dichiarato – è quello di. operare con l’aiuto di Dio e del buon senso per l’amore della mia città. E’ stato detto che la mia lista non ha riferimenti politici o ne ha troppi. Mi sono sempre dichiarato un ‘indipendente’, ma ora ho anch’io ho un riferimento politico: Badia e i cittadini badiesi”. Intervento, questo, che ha generato una prima salva di applausi dal pubblico presente (ricorrènti durante la seduta, ma forse non opportuni nonostante la spontaneità). Dopo la stretta di mano a tutti i mèmbri del consiglio comunale e l’elargizione di un mazzo di fiori a Manuela Capuzzo, unica donna eletta rielle tré liste, il sindaco ha chièsto l’espressione dei capigruppo a maggioranza ed opposizione: in entrambi i casi sonò stati designati due ex sindaci, Germano Goia e Paolo Meneghin. La seduta è quindi proseguita con l’elezione delpre- cidonl-o o del iriro ónrociHon- te del consiglio, con votazione manifesta per alzata di mano che ha confermato le indicazioni di Enzo Ortolan e Claudio Guerra rispettivamente eletti presidente e vice. Prendendo pieno possesso del proprio ruolo, Ortolan ha preso posto in mezzo a sindaco e segretario ringraziando il consiglio per la funzione àssegnatagli e proseguendo i lavori con la nomina della commissione elettorale composta da tré effettivi e tré supplenti: gli effettivi eletti sono Cianluca Checchinato, Manuela Capuzzo e Marcelle Eerreri, i supplènti Manuel Berengan, Leopoldo Visentìn e Adino Rossi. L’ultimo punto in scaletta era la comunicazione da parte del sindaco della nomina degli assessori, invitati dal sindaco a sedersi nei posti assegnati. Come già annunciato Gianni Stroppa sarà vice sindaco ed assessore ad urbanistica ed ambiente, Giovanni Rossi ai lavori pubblici, Cristìan Sartori alla cultura e servizi sociali, Marco Faggiorì al commercio e sport mentre Remo Previatello sarò assessore estemo al bilancio. A questo punto il consiglio comunale avrebbe dovuto concludersi, con il sindaco Fantato che invitava tutti i consiglieri a recarsi allo stand gastronomico del torneo dicaldo a sette orga-„ ruzzato al “Caenazzo” dove era stato riservato un tavolo: “Ognuno paga di tasca propria”, ha tenuto a preci- sare il primo cittadino. Dai banchi dell’opposizione Marcelle Ferreri ha però chiesto la parola per un intervento di stampo politico che ha preso probabilmente alla sprovvista anche gli altri mèmbri della minoranza. L’ex assessore allo sport nella sua esposizione ha preso di mira soprattutto i mèmbri della Lega Nord: “II peso del Carroccio all’intemo di questa coalizione è stato indubbiamente determinante per la vittoria della coalizione e cosa avete portato a casa? Un assessore con due deleghe: lo sport e il commercio. Di tanta carne, a voi hanno lasciato le briciole. All’interno dell’amministrazione siete già stati arginati ed isolati, il vostro peso politico sarà pari a zero”. Erarii rumoreggiare del pubblico presente Ferreri ha continuato con la questione fórse più spinosa e che più ha infastidito il Pdl locale: la rimozione della delega al capo ufficio tecnico Iginio Bendin che, secondo l’exassessore, è stata una vendetta politica ‘consumata da Fantato come primo atto della nuòva amministrazione. Infine, il capitolo “Ferragosto Badiese” che il consigliere si aspetta migliore degli altri anni viste le promesse fatte dalla maggioranza e le tante critiche piovute Sulla sua persona quando l’organizzazione della manifestazione era riposta nelle sue mani. La replica del sindaco Fantato è immediatamente arrivata: “Non concordo sull’opportunità di fare un intervento politico in questa seduta, nel prossimo consiglio ci sarà la presentazione del programma ed in quella sede si potranno fare tutti gli interventi che si riterranno opportuni. Per quanto riguarda il peso di questo o quel partito voglio solo dire che, se pensate che si debba ragionare in termini di manuale Cencelli, vi sbagliate. Ho posto delle condizioni ben precise accettate da tutti ed una di queste era che ogni area politica esprimesse un solo assessore, i partiti sono rimasti ai margini contribuendo con i propri uomini migliori”. Alle dichiarazioni di Ferreri ha fatto eco Adino Rossi che ha condiviso parte delle parole dell’ex assessore aggiungendo però le sue perplessità sulla nomina di Ortolan e confutando la regola che il presidente del consiglio comunale venga assegnato alla maggioranza in quanto nello statuto, a suo dire, non sarebbe espresso chiaramente. Quindi, la sorpresa per la nomina di Goia a capogruppo: “Mi ha colpito il fatto che un partito come la Lega – ha affermato Rossi che rappresenta il 50% della coalizione si sia accontentato di un solo assessore e che Germano Cola dell’Udc rappresenti tutta là maggioranza: il potere non può essere datò a chi il potere non lo rappresenta”. Secca replica finale dello stesso Coia: “Non intendevo intervenire ritenendo che la prassi dovesse lasciare spazio alla presentazione ed agli adempimenti formali. Queste dichiarazioni potevano essere fatte fra 15 giorni, ma capisco che lo stile sia un’altra cosa”. Si è chiuso così, più scoppiettante del pTevisto, il primo consiglio comunale, con le foto di rito e le strette di mano, comunque, fra vari mèmbri di maggioranza ed opposizione, piccola tregua in attesa della seconda seduta che dovrà avvenire entro il 19 luglio e nella quale il programma della lista vincitrice verrà presentato al consiglio per l’approvazione. Una seconda seduta che, viste le premesse, si preannuncia piuttosto “calda” e Sicuramente interessante.

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giu 26

CONSIGLIO PROVINCIALE “Raisi sarebbe la scelta migliore”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 26/06/2009

ROVIGO – “Se fossi Tiziana Virgili punterei su Michele Raisi (nella foto) per la presidenza del nuovo consiglio provinciale”. A sbilanciarsi è il compagno di schieramento di Raisi Renato Borgate: “Se non si cerca un accordo con la minoranza si rischia di non trovare la nomina in prima battuta, che necessita dei due terzi dei consensi, partendo così decisamente col piede sbagliato”. “Questo – continua Borgate – potrebbe succedere sia se il centrosinistra fa l’ingordo e pretende ogni carica per se, sia se il centrodestra dovesse puntare i piedi”. “A questo punto – sentenzia il presidente dell’Udc – la scelta migliore, in grado di accontentare tutti, sarebbe proprio Un uomo di centro come Michele Raisi. Sarebbe superpartes, e quindi perfettamente in grado di garantire la legalità e la funzionalità del consiglio provinciale”. Nel valzer dei nomi per la prossima giunta provinciale, interviene anche Gianni Nonnato chiedendo rinnovamento: “Se Tiziana Virgili vuole fare una reale azione di rinnovamento della politica, e più in particolare della sinistra, bisogna avere il coraggio di cambiare. Non si faccia irretire da nessuno, non guardi alla vecchia giunta e a noi vecchi politici. Ci vuole novità, e quindi mi auguro non ricicli nessuno dei passati amministratori. In caso di chiamata io stesso sono pronto a rifiutare”. Intanto il Pd continua i colloqui per la creazione della giunta. Gli alleati battono cassa con Rifondazione a chiedere uno, meglio due assessorati, magari ancora con Guglielmo Brusco e Anna Lucia Riberto, uno i socialisti e l’idv che ambisce alla vicepresidenza che finirebbe nelle mani di Francesco Ennio. C’è poi da tenere presente la volontà dare spazio alle donne, e qui sarebbe in pole positìon Giuliana Culmanelli rispetto a Laura Negri, e il riequilibrio territoriale, con Grotto e Rigoni in lizza per una sola poltrona, dopo la sconfitta di Adria, che taglierebbero quindi fuori Spinello.

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giu 26

BADIA POLESINE II sindaco Castone Fantato ufficializza la Giunta e rivolge un invito all’opposizione 

Senza confusione di ruoli. Enzo Ortolan eletto presidente del consiglio comunale

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 26/06/2009 di Paolo Aguzzoni

Alle 19.38 di mercoledì 24 giugno, giorno di San Giovanni, patrono dell’arcipretale, il nuovo sindaco di Badia Polesine Gastone Fantato ha dichiarato aperta la prima seduta seduta del Consiglio comunale; fra i consiglieri un solo assente: Renzo Aguzzoni (Pdl) che è annunciato in ritardo, ma non arriverà più. La sala è gremita: come nelle grandi occasioni. Alla convalida degli eletti non ci sono rilievi e così alle 19.42 Fantato giura davanti al Consiglio. Dopo la formula di rito dice: «Tomo a occupare questa sedia dopo 39 anni: allora mi tremavano le gambe, stasera sono emozionato: ho riscoperto un’entusiamo che non pensavo di avere, sono contento e fiero di aver ritrovato questa energia. Mi impegno a operare con l’aiuto di Dio e con il buon senso per il bene di tutti. Sono un indipendente e come tale ho un unico riferimento poltico e questo si chiama Badia e i badiesi». Scoppia l’applauso dei presenti e dei consiglieri di «Rinasce Badia», le opposizioni non si muovono. Fantato si alza, come avevano fatto in precedenza gli altri sindaci, e va a porgere un mazzo di fiori a Manuela Capuzzo Lega Nord, unica donna, poi va a stringere la mano a tutti i consiglieri partendo da quelli di opposizione. Nessuna novità per i capigruppo: Germano Goia è. quello di maggioranza, Paolo Menghin per il Pdl e Adino Rossi per «Tré Torri». Alle 19.50 arriva la prima votazione: Enzo Ortolan («Rinasce Badia») viene eletto con voto palese presidente del Consiglio comunale con solo due astensioni, la sua e quella di Adino Rossi; Claudio Guerra (Pdl) è eletto vice presidente (lo era stato anche nel mandato prece dente) sempre con due astensioni, la sua e quella di Adino Rossi. «Ringrazio tutti per la fiducia concessami – ha detto Ortolan – opererò nel rispetto dello Statuto comunale e della dignità dei consiglieri e per il bene di Badia». Si passa all’elezione della commissione elettorale: mèmbri effettivi sono Manuela Capuzzo e Gianluca Checchinato per la maggioranza e Marcelle Ferreri per l’opposizione; supplenti: Manuel Berengan e Pierleopoldo Visentin per la maggioranza e Adino Rossi (Tré Torri). Alle 20.09 Fantato legge i decreti di nomina degli assessori e si sofferma sull’unico estemo Remo Previatello (bilancio e finanze): «Un ringrazimento particolare va a Previatello, al quale mi lega una profonda amicizia, che ho letteralmente strappato dalla sua attività. Alla prossima seduta dirò quali incarichi specifici ho assegnato ai consiglieri comunali che affiancheranno gli assessori». Alle 20.11 Fantato invita gli, assessori a prendere posto e chiude dicendo: «Confido nelle proposte di chi non è maggioranza, senza fare confusione di ruoli, per il bene di Badia».

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giu 26

 II leghista sconfitto: summit contro di me nella villa di un notabile a Monselice

ROVIGO  I rapporti tra la Lega e Pdl in Polesine stanno toccando il minimo storico.

Tratto dal Corriere del Veneto del 26/06/2009

 «Alle prossime comunali di Rovigo d presenteremo da soli, dopo lo scherzo subito al ballottaggio» taglia corto Antonello Contiero, il candidato sconfitto al ballottaggio per la presidenza della Provincia. E lo scherzo, che secondo il segretario del Carroccio, avrebbe consegnato le chiavi di Palazzo Celio a TizianaVirgili, è stato congegnato da autori ben precisi. «Ex esponenti della De di ambo gli schieramenti che si sono trovati a casa di un potente notabile del vecchio scudocrodato a Monselice. Proprio lì hanno deciso di unire gli sforzi per frenare il progetto di rinnovamento che rappresentavo» racconta fl leghista. Per ora di più Contiero non vuole dire. «Lasciatemi finire l’analisi del voto: i numeri non mentono ú puntualizza ú All’inizio della settimana prossima presenterò la mia relazione al direttivo del partito e, se verrà approvata, finirà sui tavoli nazionali e regionali della Lega, dalla scrivania di Roberto Calderoli a quella di Gianpaolo Gobbo. E, accertate le responsabilità, seguiranno doverosi chiarimenti». E aggiunge: «È curioso come vi sia analogia tra il numero delle schede bianche al primo turno e le preferenze alle europee rispetto ai candidati sostenuti da alcune aree del Pdl, radica Pd». Gli attacchi non mancano nemmeno nei confronti dell’Ode. «Laprobabile nomina di Michele Raisi ú attacca Contiero ú a presidente del consiglio provinciale è un’ulteriore conferma di questo patto tra democristiani contro fl rinnovamento. E mi dispiace vedere quanto nel Pd ormai gli ex Ds non contino nulla, soverchiati dalla componente della Margherita. Lo dico pensando con affetto a mio nonno che era un vecchio comunista di ferro». Contiero landa una provocazione ai sindad del Detta. «Non solo rinnovo loro l’invito a stendere un documento in cui rimarchino la loro volontà di innovazione e progresso ú chiarisce ú ma li sprono a proporsi come interlocutori alternativi di fronte a Enel ed Edison. Lo sviluppo ha bisogno di energia e non possiamo fard frenare ancora una volta da quegli ambientalisti che sanno dire solo no e che saranno ancora una volta al fianco della Virgili». Nicola Chiarini te soprattutto a Rovigo e nell’Alto Po. lesine. Non a caso nel Delta del Po abbiamo raccolto i consensi che dovevamo raccogliere. Comunque sto girando sezione per sezione per raccogliere le segnalazioni dei nostri militanti che, vi passo garantire, sono carichi come non mài I fautori della vecchia politica continuino pure così: i cittadini vogliono il rinnovamento e di questo passo saremo presto al 30 per cento, grazie alla nostra diversità e chiarezza. Abbiamo un’impennata delle richieste di tesseramento, tante da gente di sinistra che ha ben chiaro come la Lega sia il nuovo partito del lavoro, quello che copre il vuoto lasciato dal

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