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Tratto dalla Voce di Rovigo del 24/06/2009
ROVIGO – Incassata la vittoria della Provincia di Rovigo il centrosinistra ora è alle prese con la formazione della giunta. Sia la nuova numero uno di Palazzo Celio, Tiziana Virgili, che i principali esponenti dei partiti che hanno sostenuto la sua corsa, per ora si limitano a dichiarare che “non erano stati fatti accordi, non ci avevamo pensato vista la situazione del primo turno”. Il Pd riunirà la dirczione giovedì ma si è già cominciato a ragionare sulla formazione dell’esecutivo. Non c’è ancora niente di certo ma la nuova giunta provinciale dovrebbe essere formata da 8 assessori più il presidente. Se verranno confermate le indicazioni delle scorse esperienze amministrative nella squadra di governo dovrebbero trovare posto quei partiti dell’alleanza che hanno almeno un rappresentante in consiglio provinciale. In questo caso Progetto Polesine, apparentatesi al ballottaggio con Virgili, non dovrebbe avere spazio. Ci saranno invece Pd (io consiglieri), Idv, Partito socialista (i seggio) e Rifondazione (2 consiglieri). I nomi però non sono ancora stati indicati. I criteri per l’assegnazione delle deleghe dovrebbero rispondere alla territorialità (alto, medio e basso Polesine), alle competenze e a un rinnovamento che appare necessità avvertita da tutti. Altre voci di corridoio suggeriscono che la vicepresidenza andrà al partito che dopo il Pd ha preso più voti. In questo caso occorre stabilire se la considerazione vale per il secondo turno o solo per il primo. Nel primo caso infatti toccherebbe all’Idv, nel secondo a rifondazione comunista. Non è escluso quindi che si profili un braccio di ferro per ottenere la vicepresidenza. Matteo Masin, eletto nelle liste di Rc non entra nel merito e si limita a dire: “Noi siamo contenti del risultato, io personalmente sono stato eletto per la quarta volta fra consiglio provinciale e comunale, segno che nel mio collegio ottengo consensi, u nostro partito ha ottenuto un buon risultato, premio per i 5 anni di lavoro svolto”. Ma il nome di Rc che potrebbe andare in giunta, forse anche alla vicepresidenza, è Guglielmo Brusco. Per l’Idv, invece, è pronto Oscar Tosini. Altri nomi che circolano sono quello di Laura Negri, Pd, sconfitta nella corsa a sindaco di Bergamino. Per lei sarebbe una riconferma. E poi Alessandro Rigoni, di Adria. Se si guarda al criterio territoriale l’umco eletto nei collegi del Delta è Claudio Bellan, coordinatore del Pd di Porto Tolle. Altro rumor riguarda una possibile riconferma per LudaRiberto, segretaria di Rc ma non eletta. C’è poi la presidenza del consiglio provinciale, la maggioranza potrebbe decidere di lasciarla all’opposizione, il nome di Michele Raisi dell’Udc potrebbe essere quello giusto.
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L’INTERVISTA “Voglio una giunta concreta” “Formeremo una squadra che sappia dare risposte al territorio in tempi veloci”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 24/06/2009
ROVIGO – Ha festeggiato fino dopo mezzanotte, poi ha preso sonno pensando di essere la prima donna a diventare presidente della Provincia di Rovigo. Tiziana Virgili si è seduta ieri per la prima volta sulla poltrona del primo inquilino di Palazzo Celio, poi alle due è corsa all’ospedale per il turno di guardia al Pronto soccorso. Prima però ha risposto alla telefonata di Dario Franceschini, segretario nazionale del Pd, che l’aveva chiamata per congratularsi per la vittoria al ballottaggio. Presidente che effetto le fa essere chiamata così? “Mi ci devo abituare, l’impegno che mi aspetta è importante e carico di responsabilità”. A caldo, dopo relezione, ha detto che la priorità sarà il sostegno alle famiglie, in che modo? “Ci sono due progetti messi in campo dalla vecchia amministrazione provinciale, il fondo per per imprese e il fondo di anticipazione sociale. Sono segni concreti di aiuto al mondo del lavoro e alle persone in difficoltà a causa della crisi economica. Il picco, per quel che riguarda la disoccupazione, lo si vedrà in settembre. Occorre attivarsi in fretta”. E poi? “m campagna elettorale ho incontrato le categorie, il mondo del lavoro. Impegni che porterò in fondo, d muoveremo anche per il mondo della pesca, a breve d sarà un incontro con i pescatori di Porto Tolle, ascolteremo le loro esigenze. Ma la nostra filosofia sarà quella di ascoltare tutte le istanze del territorio e poi collaborare con le associazioni di categoria per cercare insieme le soluzioni migliori. In sinergia si possono ottenere risultati, da soli si fa poco”. Come imposterà il rapporto con i Comuni? “Da assessore tutte le azioni intraprese sono state all’insegna della collaborazione con i Comuni, sarà ancora così”. Tornando alle elezioni quando ha capito che il risultato del primo turno sarebbe stato ribaltato? “Quando ho accumulato 3 mila voti di vantaggio, anche perché a quel punto mancavano i dati dei Comuni in cui il centrosinistra era più forte”. Come ha Catto a recuperare un distacco di 12 pund percentuali? “L’ho detto altre volte, al primo turno il voto era politico, al ballottaggio si confrontavano due persone, due storie, due esperienze. Al primo turno c’erano i candidati da eleggere nei vari collegi, con il rispettivo bagaglio di relazioni. Al ballottaggio solo i due candidati e i programmi. Non potevamo rassegnard a perdere la Provincia. I polesani hanno capito e d hanno dato fiduda. Noi non abbiamo puntato su fadii slogan o comizi di nia’77-a ma sui fanti confronti con la gente e con chi vive e operasul territorio”. Nel Delta però il centrosinistra ha perso quasi ovunque. “Ma in tanti Comuni abbiamo recuperato voti. Però i numeri sono chiari, ed anche i partiti dovranno riflettere”. La giunta? “Argomento che affronteremo con la coalizione. Non ne avevamo parlato prima e non d sono accordi di sorta. Quello a cui io punto è una squadra concreta, che sappia lavorare per dare risposte in tempi velod alle domande del territorio”. Tempi? “Entro 15 giorni d sarà il primo consiglio provinciale, la giunta- sarà pronta”. Qualcuno del vecchio esecutivo rimarrà? “Presto per dirlo. Con loro ho lavorato benissimo nei 5 anni passati insieme”. Per vincere è stato necessario riformare l’alleanza con Rifondazione comunista. “Sì, devo dire che in 5 anni di giunta e commissioni non d sono mai stati problemi, abbiamo governato bene. Continueremo a farlo”. E con l’opposizione? “Spero si possa instaurare un rapporto di collaborazione. Ne trarrebbe profitto il Polesine. Con la minoranza passata il dima era buono, nelle commissioni si lavorava cercando le soluzioni migliori. Adesso d sono tanti consi- glieri nuovi, molti di loro però sono amministratori locali, auspico d possa essere collaborazione”. L’alto astensionismo del ballottaggio? “Un dato fisiologico. Gli esperti dicono che al secondo turno c’èsempre un calo di un terzo dei votanti. In Polesine siamo comunque arrivati oltre il 40% dei votanti”. Fare il presidente della Provincia richiede presenza costante, come farà con la sua professione dimedico? “Vedremo. Conciliare le due cose, come ho fatto nei 5 anni da assessore, non sarà facile, l’idea di prendere l’aspettativa è plausibile. Non si può fare il presidente part-time”.
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Tratto dalla Voce di Rovigo del 24/06/2009
PALAZZO CELIO I nuovi inquilini della Provincia Alla maggioranza 14 seggi, io all’opposizione. II Pd primo gruppo con w esponenti ROVIGO – Con il ballottaggio vinto dal centrosinistra, che ha portato Tiziana Virgili alla guida di Palazzo Celio, è stata definita la compagine del nuovo consiglio provinciale. Alla proclamazione ufficiale degli eletti prowederà il tribunale di Rovigo. Il primo consiglio provinciale, invece, sarà fissato nel giro di un paio di settimane. I consiglieri sono 24,14 spettano alla maggioranza e io all’opposizione. Nei banchi del gruppo che ha vinto le elezione ci sono io esponenti del Partito ‘ democratico, due di Rifondazione comunista, uno dell’Italia dei valori è uno del Partito socialista. Alla minoranza io seggi: 5 al Pdl, 4 alla Lega e uno all’Udc. Per il Partito democratico ci sono Claudio Marzola (Occhiobello, recordman di preferenze con il 34,58% al primo turno), Gian Paolo Bolognesi (Fiosso Umbertìano, 34,39%), Alessandro Rigoni (Adria Sud, 33,54), Laura Negri (Casteinovo Bariano, 33,36%), Franco Grotto (Adria Nord, 29,80%), Claudio Bellan (Porto folle, 27,82%), Giuliana Gulmanelli (Castelmassa, 27,59%), Federico Frigato (Rovigo Est, 27,50%), Leonardo Raito (Polesella, 27,13%) e Franco Vec- chiattì (Trecenta, 26,74%). Due gli esponenti di Sinistra unita, Guglielmo Brusco, assessore uscente e candidato al primo turno per la coalizione di sinistra radicale e Matteo Ma- sin, riconfermato. Nel caso uno dei due si dimettesse per entrare in giunta a salire sarebbe Lucia Ribèrto, terza per preferenze. L’Italia dei valori sarà rappresentata a Palazzo Celio da Oscar Tosini (Polesella, 8,69%). Infine, unico seggio per il Partito socialista a Giorgio Grassia (dal collegio di Fratta Polesine dove ha otten u t o il 12,37%). Per il Pdl, vci sono: Flippo C a r 1 i n (36,02% a Porto Viro), Monica Moro (Taglio di Po, 35,98%!, Marco Trombini (Castelmassa, 32,82%), Andrea Bimbattì (Rovigo Est, 30,62%) e Pierangelo Avanzi (Loreo, 30,15%). Per la Lega nord: oltre ad Antonello Gonfierò, passano Ivano Gibin (Porto lolle, 30,08%), Stefano Falconi (Lo’ reo, 25,70%) e Michele Franchi (Trecenta, 25,24%). A livello di partito resta la buona affermazione del Carroccio, se si considera che l’unico esponente leghista era Franco Sec^ chieri. A chiudere la composizione dell’assemblea Michele Raisi, il candidato al primo turno per Udc e Federazione dei moderati
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/06/2009
ROVIGO – La storica vittoria di Bobo Barbujani che colora di azzurro Adria. La dolorosa sconfitta della Provincia dove il Pdl non riesce a sottrarre Palazzo Celio al Pd. Sentimenti opposti per Mauro Mainardi. Il coordinatore provinciale del Pdl effettua una disamina complessiva sugli scenari politici che ora attenderanno il Polesine. n trionfo di Bobo Mainardi affronta in prima battuta la nota lieta di Adria, con il successo abbastanza largo di Massimo “Bobo” Barbujani. In tono trionfale, il coordinatore spiega i motivi che hanno indotto la cittadinanza adriese a scegliere il candidato azzurro. “Il ballottaggio ha confermato in modo inequivocabile le impressioni del primo turno – esordisce Mainardi – con i cittadini di Adria determinati più che mai a riportare la città etnisca fuori dal declino”. Mainardi è incalzante nel commentare la vittoria di Barbujani, aggiungendo convinto: “E adesso inizierà una nuova era”. Un’affermazione sicura e convinta quella del Pdl, che ha guadagnato consensi pari al 56,58%. Arrivano, dunque, i complimenti del coordinatore indirizzati alla squadra adriese. “Mi complimento con la squadra intera, e azzardo una previsione politica”. Mainardi lo dichiara orgogliosamente “Barbujani sarà una lieta sorpresa come amministratore, poiché è realmente innamorato della città”. Cercansi opportunità imprenditoriali La maggioranza, ora, è chiamata a rimboccarsi le maniche. “Rilanceremo Adria”. I punti forti sui quali verrà incentrata l’attenzione amministrativa? ” II piano di interventi partirà subito dall’identificazione dei problemi: risolveremo la questione occupazionale”. Il filo diretto con la Regione costituirà, quindi, un’opportunità da cogliere al volo. “Collaboreremo con la T-Qcrirmo rOTya’nrIn ^7-alirlo n-nTwrl-Ti-ml-3 imprenditoriali adatte per il territorio”. Chiuso il capitolo Barbujani, si apre la dolorosa pagina dell’esito provinciale. Il nocciolo della questione sono i semila voti persi rispetto alla prima chiamata al voto: subito individuate le cause della debacle. Le sacche interne “Abbiamo pagato a caro prezzo le scelte politiche di Occhiobello, Badia e Lendinara. Inoltre; affonda il coordinatore “c’erano delle sacche di resistenza inteme – dichiara il coordinatore – e questo atteggiamento è rimasto anche dopo la candidatura di Antonellb Contìero”. Ma il Pdl non si arrende facilmente : “II rinnovamento continua -ricorda Mainardi”. Nell’analisi del voto, il coordinatore vede comunque il bicchiere mezzo pieno, infatti “vi sono stati comuni dove il centrodestra ha ottenuto con maggioranza bulgara, confermando in massa la fiducia a Gonfierò”. Sconfitta imprevista II futuro parla chiaro: la provincia è rimasta al centrosinistra. “E’ inutile negarlo, è una sconfitta imprevista, pesante nell’ottica dei rapporti con le altre province. Rimarremo l’unico territorio isolato, sconnesso da Regione e province limitro-’ fé”-. Poi, un’impressione tutt’altro che ottimistica. “Continuerà l’immobilismo, la sinistra dei no a prescindere frenerà le possibilità di sviluppo”. L’esempio dei 24 Mauro Mainardi coglie l’occasione per rivolgere un profondo ringraziamento verso i 24 esponenti impegnati nel collegio provinciale, definiti “persone accomunate da un forte spirito di squadra e di appartenenza, completamente fuori da alcuni teatrini della politica, sostenuti dal cuore che li ha sempre animati nel percorrere gli interessi del Pdl. n rinnovamento prosegue II coordinatore spende parole di conforto verso lo sconfitto Antonello Gonfierò, “che avrà sempre il mio appoggio, la mia solidarietà e il mio sostegno”. Il rinnovamento Continua: è questo il motto del coordinatore. Recepito ad Adria nel successo nvin- da vinta dalla dottoressa Virgili.
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giu 24
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ROVIGO – “II vincitore morale di queste elezioni sono io”. Così Antonello Contiero commenta la sconfìtta patita al ballottagio per la corsa alla presidenza della Provincia. “I polesani chiamati alle urne il 6 e 7 giugno, per il primo turno, hanno votato Contiero spiega il candidato di Lega e Pdl – mi hanno sostenuto con oltre /imita voti, 5 polesani su io erano dalla mia parte. Purtroppo al ballottaggio le cose sono andate diversamente, l’affluenza è calata notevolmente, e così a Tiziana Virgili sono bastati 46mila voti per spuntarla. Ha vinto con i voti del 52% percento dei votanti, che sono stati solo il 40%, quindi, facendo due conti, è stata scelta dal 21% dei polesani, 2 su io”. E in effetti alla coalizione di centrodestra, nonostante l’accordo con l’Udc, sono mancati ben 3omila voti. Contiero motiva così questo harakiri: “La gente non si sente così vicina a istituzioni quali Provincia e Regione rispetto a quanto lo si sente ài Comuni, lo dimostra il fatto che ad Adria l’affluenza ha superato il 70%, a fronte di una media del 40%. Al primo turno, quando c’erano anche le comunali, hanno votato 7 polesani su io, ài ballottaggio solo 4 su io”. È* chiaro che qualcosa non ha funzionato, per Contiero “la gente non ha capito che con la Lega che è sempre più forte, alla guida del Paese e pronta a prendere il timone anche della Regione, con tutte le altre Province venete in mano al centrodestra, c’è il rischio reale di venire tagliati fuori”, “Anche Mostre e Marghera hanno capito il senso del cambiamento, e si sono mosse di conseguenza, Rovigo no, non resta che farsi guidare per altri 5 anni dalla compagine del ‘No’ e del ‘Non fare’, che dirà ‘no’ a imprese, infrastrutture, che penserà alle piste ciclabili invece di puntare sulla Centrale, sul rigassifìcatore e sull’ente Parco”. . ; Contiero definisce questo risultato “una disgrazia per il Polesine, soprattutto per il Delta, proprio quel Delta che è rimasto compatto a sostenere la ‘compagine del fare’, per questo vogliamo che i grandi comuni del Delta si coordinino e lavorino insieme proprio su quei temi così importanti come il Parco, la centrale e il terminal. Ne seguirà un delta che viaggerà ai 300 all’ora, mentre il resto del polesine resterà col freno a mano tirato”. Contiero, che si è definito “il vincitore morale di queste elezioni^’ ora sarà a capo dell’opposizione: “Tiziana Virgili ha la sua maggioranza e sicuramente governerà per cinque anni, a me non interessa collaborare, a me interessa vedere il programma una volta che la nuova giunta si sarà insediata. Se loro sono contràri a tutto noi non possiamo certo starcene zitti a guardare. Nel programma del Pdsi puntava sul sociale, ma dove li trovano i soldi? L’importante è sostenere le piccole e medie imprese, le banche e Soprattutto le famiglie. Questo è fondamentale, e questo noi vogliamo che awenga, faremo di tutto perché sia còsi anche stando all’opposizione”. Contiero chiude facendo, a denti stretti, i suoi auguri di. “buon lavoro”, non solo a Tiziana Virgili e alla sua squadra, ma anche alla giuntaMerchiori, il cui lavoro in questi anni è stato legittimato dalla doppia, determinante, vittoria sia al primo che al secondo turno, del Pd nei collegi di Rovigo. E proprio a Rovigo, sull’impalcatura che copre la facciata del palazzo dove ha sede la Lega Nord è comparso uno striscione bianco don scritte verdi che recita: “Grazie Lega, Bossi, Contiero. Libertà sempre”. Evidentemente chi lo aveva preparato per festeggiare ha voluto esporto nonostante la sconfitta per ringraziare Contiero di averci provato. L’ultima frase dello sconfìtto è però rivolta alla gente: ni”.
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giu 24
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“30 mila voti persi vogliono dire che è stato sbagliato il candidato”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 24/06/2009
ROVIGO – “Antonello Contiero è riusdto a perdere 3omila voti in soli 15 giorni, un fatto gravissimo che significa una cosa sola: Poi e Lega hanno sbagliato il candidato”. Questa la stoccata di Nicola Settin, consigliere comunale deL Pdl, dopo la vittoria di Tiziana Virgili. “Al primo turno – spiega Settin-la gente ha votato la coalizione trascinata dai candidadad delle liste nei collegi, e si è sfiorata la vittoria. Al secondo turno, invece, quando contava solo il candidato, la gente ha disertato le urne, dando una prova inconfutabile che Contiero non piaceva agli elettori”. “Queste elezioni non sono state vinte da Tiziana Virgili, anchelei, infatti, ha smarrito per strada quasi Tinila voti, bensì perse da Conterò. E con lui – continua Settin – ha perso il coordinatore Mauro Mainardi, che prima ha accettato un candidato imposto dall’alto, e non voluto dalla gente, e poi gli ha lasciato troppa libertà di azione, con conseguenze che ora sono sotto gli occhi di tutti. Ha perso la Lega, mentre il Pdl trionfava nel Delta e anche ad Adria, il Carroccio perdeva su Badia e Lendinara, quei Comuni dove doveva farsi valere, dimostrando che correre da soli è controproducente. Solo uniti si vince”. Settin interviene poi nella polemica dei franchi tiratori: “Dopo la sconfìtta al primo turno si è accusato Marangon di esserne l’artefice. Ora che possono dire? Che Marangon ha spostato 3omila voti? Se così fosse meriterebbe una carica molto in alto. Nessuno però ha detto che alla coalizione di centrodestra sarebbero bastati i voti di Progetto Polesine e Liga Veneta per vincere al primo turno. E di chi è la colpa se quei voti sono andati altrove?”. “Una cosa è certa – conclude Settìn, mentre le altre sei Province venano sostenute dalla Regione, Rovigo resterà ai margini della politica nazionale e regionale, proprio quel Polesine che ha così tanto bisogno di investimenti”.
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giu 24
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II partito di centro si complimenta con Virgili e analizza il voto del ballottaggio
“Basta imposizioni dall’alto. Ai vertici regionali diciamo Svogliamo essere noi i provenisti a’casa nostra”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 24/06/2009
ROVIGO “Siamo stanchi di imposizioni dall’alto”. L’Udc polesana alza la voce e passa in rasségna il risultato del ballottaggio che ha incoronato Tiziana Virgili nuova presidente della Provincia diRovigo. ‘ . “Da una prima valutazone- di questo risultato elettorale- recita una nota deU’Udc polesana emerge senza dubbio la scarsa affluenza alle urne degli, elettori polesani, una scelta precisa e mi-. rata che sta ad indicare lo scarso interesse per la vita politica ed amministrativa della nostra provincia, ma soprattutto fotografa un “malessere” diffuso dell’elettore che percepisce la politica come questione di poche persone più o meno interessate”. L’Udc poi continua: “Nel corso della campagna elettorale spesso e volentieri la gente si chiedeva come mai l’Udc non avesse corso da subito con il centrodestra, cosa che probabilmente avrebbe consentito la vittoria al primo turno. La scelta di correre da soli ci ha senza dubbio penalizzati sotto il profilo del risultato elettorale complessivo, ma ci ha permesso di offrire agli elettori polesani una alternativa seria e credibile nei confronti di candidati spesso e volentieri arroccati su posizioni estreme di destra o di sinistra”. Nel quadro di un “accordo regionale complessivo abbiamo accettato di correre a supporto del candidato Contiero, nonostante il rifiuto all’apparentamento (che avrebbe portato il simbolo dell’Ode sulle schede elettorali) e le continue e puntuali critiche al nostro partito. Il ballottaggio però non rappresenta un vóto politico ma è un confronto fra due persone che quasi mai sintetizzano il significato di una allean’za, che spesso nell’insieme accomuna eclatant! contraddizioni e divergenze”. £ ancora: “L’Udc sarà anche insignificante per qualcuno, scomodo per altri, ma voglia o non voglia rappresenta in questa provincia più di 9.000 elettori che vogliono e devono poter dire la loro, e ci dispiace per Mainami, ma lo hanno fatto eccome. Vogliamo infine ricordare/’agli amici” del centro destra che l’Udc di Rovigo.è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo di protagonista, sulle vicende del territorio. Siamo stanchi di dovere accettare che sia qualcun altro da fuori a determinare le condizioni che trovano noi attori polesani a dovere sempre dare sènza mai ricevere”. Questo messaggio ‘.’lo indirizziamo, .in particolare, ai vertici regionali dell’Udc, che ci impongono alleanza e percorsi che portano ad isolare il nostro partito”. Poi il riconoscimento alla Virgili: “Onore al vincitore la neo presidente Tiziana Virgili, persona stimata di cui conosciamo le grandi capacità umanitarie e la grande propensione al sociale. ‘ Auspichiamo che possa essere all’altezza di presiedere, con competenza e capacità, l’istituzione Provincia sia sul piano politico che su quello amministrativo. L’Udc sarà presente in consiglio provinciale con il proprio candidato presidente Michele Raisi, pronto ad accogliere le istanze e le speranze dell’elettorato moderato polesano”.
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giu 24
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ROVIGO – “I polesani hanno perso un’opportunità incredibile, della quale non hanno ancora percepito bene i contomi”. Questo l’amareggiato commento a mente fredda di Isi Coppola, dopo la sconfìtta patita dalla coalizione Lega-Pdl al ballottaggio per le provinciali. Neanche la netta vittoria per le comunali di Adria sembra risollevare il morale dell’assessore regionale. La Coppola si serve anche delle metafore calcistiche per esprimere meglio il concetto: “Invece di portare la palla in gol, le si è dato un calcio che l’ha mandata fuori campo”. “Ora, continua la Coppola, con un Governo di centrodestra, la Regione e ben sei province guidate da Pdl e Lega Rovigo rischia di restarci a lungo fuori dal campo. La sfida di questa amministrazione sarà fare in modo che dò non avvenga”. La Coppola non ama fare analisi, ma però ha ben chiari i morivi di questa sconfitta, frutto di un’emorragia di 30 mila voti: “Le motivazioni sono più d’una, escludo a priori la disaffezione degli elettori sull’andare a votare, i voti sono venuti meno a causa di alcuni episodi della campagna elettorale che, anche se abbiamo cercato di non enfatizzare, non sono certo sfuggiti agli elettori. Assurdo, infatti, pensare che la gente non abbia letto certe scaramucce, defi¬ nirle scaramucce poi è un eufemismo, molto poco costruttive”. Chiaro il riferimento alla polemica tra Mainardi e Marangon sui franchi tiratori. “Non si tratta solo di una sterile polemica, bensì di dati, fatti, concrete prese di posizione prima ancora della formazione della lista. Abitiamo in una provincia in cui ci si conosce tutti e tutti parlano con tutti e determinati movimenti si conoscono”. “Alla fine – contìnua la Coppola – è evidente che una parte del nostro elettorato non è andata a votare, o forse non era convinta di votare il nostro candidato, oppure ha-votato l’altro, se, non tutte e tré le cose insieme”. L’assessore regionale prova a guardare avanti, ma non vede nulla di buono: “Abbiamo perso l’orizzonte della nostra Provincia. L’ente sarà in mano a un centrosinistra che non ha nel suo dna lo sviluppo economico. Comunque cercheremo di avere una buona interlocuzione, nel rispetto dell’istituzione e della mia terra. Nel ruolo che rivesto ho sempre avuto un buon rapporto di collaborazione con l’assessore Virgili, spero di mantenerlo óanche con il presidente Virgili”. Comunque Isi Coppola prevede “un’opposizione non certo distruttiva, ma neanche troppo accomodante e pronta a dialogare solo sulle questioni importanti. Avendo una larga base di consensi, vedi le 7imila preferenze al primo turno, ci faremo portavoce delle istanze del territorio e ci confronteremo costantemente con chi governa, con un ruolo non solo di controllo, ma anche di supporto, per il bene del Polesine”. Polesine che per l’assessore regionale “trova un motore trainante nel Delta, che va interamente ascritto al nuovo Pdl. Da Adria in giù ci sarà un grande sviluppo, noi faremo di tutto perché il .resto del Polesine non resti indietro, come abbiamo sempre fatto”, Ma se sul Delta il Pdl ha vinto nettamente, bruciano le sconfìtte in comuni come Badia e Lendinara dove la Lega avrebbe dovuto dominare. Isi Coppola si limita a commentare: “Lasciamo le motivazioni di questa sconfìtta a quegli esponenti.
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giu 24
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Manzato accusa gli alleati e Belletti risponde duro a Contiero che intanto è stato querelato da Enrico Bellinello
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/06/2009
Erano da poco passate le 16 lunedì pomeriggio quando Rovigo è stata investita dalla perturbazione che poi ha portato pioggia e rinfrescato l’aria. Le prime violente folate di vento hanno strappato una bandiera della Lega che sventolava davanti alla sede del Carroccio in piazza Vittorio Emanuele. A ripensarci ora doveva essere stato un segno: speranze e sogni di vittoria stavano per scomparire come quel pezzo di stoffa che non è stato più ritrovato. E dopo la sorpresa e l’amarezza, è già ora di bilanci. E di accuse. A dare fuoco alle polveri è proprio il Carroccio, n vicepresidente della giunta regionale Franco Manzato punta il dito sugli alleati. «La Lega ha analizzato il voto e ha già capito tutto – tuona il leader veneto Non siamo stupidi e il passaggio non sarà indolore». Manzato sottolinea il voto dei cittadini va rispettato. «Ma alla luce di quanto successo dobbiamo ragionare sul percorso fatto dalla coalizione di centrodestra, per interrogarci e capire che seguito possa avere una campagna elettorale condotta con modalità a tutti evidenti. Una riflessione va fatta perché quando si fa parte di uno schieramento si vince e si perde tutti assieme». La prima risposta arriva dal vicecoordinatore del Popolo delle libertà Luca Belletti che non risparmia critiche al comportamento del candidato sconfitto Antonello Contiero. «Siamo molto rammaricati per aver perso queste elezioni provinciali – spiega – Ma a ciò si sta aggiungendo una delusione più grande: il candidato del centrodestra Contiero non si risparmia alcune velate accuse per uno scarso impegno del Popolo della Libertà nel ballottaggio. Forse dimentica che il Pdl avrebbe avuto molto da guadagnare dalla sua vittoria. Raramente in politica si vede qualcuno che agisce senza alcun interesse ed è davvero difficile riconoscere persone che si fanno del male da sole». Belletti mette l’ac cento su alcune ipotesi a caldo sollevate da Contiero intorno all’andamento imprevisto del voto in alcune realtà ben precise a cominciare da Trecenta, feudo dell’onorevole del Pdl. «Trecenta non è affitto un caso strano come dice Contiero – Io avrei molte altre stranezze da sottoporgli, a cominciare proprio dal suo Comune di origine San Martino di Venezze. La’Virgili ha vinto bene e lui ha perso più di 400 voti dal primo turno. Altro che complotto. Sono solo valutazioni diverse. Come sempre la prima tentazione dopo una sconfitta è trovare un capro espiatorio. Contiero fatica a rendersi conto che il primo responsabile dei propri insuccessi può essere lui stesso». Belletti chiude in modo caustico. «Dopo le elezioni è norma ringraziare gli alleati. Ma Contiero facendo 1′ opposto dimostra di non aver chiaro il concetto di buona educazione». Ci si attendeva una presa di posizione daparte di colui che è stato indicato come il vendicatore dei “trombati” alle candidature nel centrodestra, gli ex consiglieri del Pdl scomparsi dalle liste dopo il repulisti di Mainardi. Renzo Marangon invece per ora tace. Intanto c’è chi a Contiene ha presentato il conto. Enrico Bellinello, fuoriuscito con Stefano Segantin dalla Lega per fondare il movimento di Progetto Polesine, ha annuciato di aver depositato in Procura già la scorsa settimana una querela contro Contiero per le dichiarazioni pubbliche pronunciate nei suoi confronti.
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 24/06/2009
Se non è una rivolta poco ci manca. Era noto che l’Udc polesana avesse mal digerito l’imposizione dei vertici regionali per un accordo pro Contiero. Adesso che la sconfitta brucia, la priorità sembra essere smarcarsi da una coalizione che ha dimostrato parecchi limiti. “L’Udc di Rovigo è stanca delle imposizioni che vengono dall’alto e vuole recitare il proprio ruolo da protagonista sulle vicende del territorio”. Rivolgendosi agli “amici” del centrodestra si sottolinea la stanchezza ” di dover accettare che sia qualcun altro da fuori a determinare le condizioni che trovano noi a dovere sempre dare senza mai ricevere. Questo messaggio lo indirizziamo in particolare, ai vertici regionali dell’Udc. Ci impongono alleanze e percorsi che portano a isolare il partito e a disorientare i nostri affezionati elettori”. La scelta del segretario regionale Antonio De Poli tra Adige e Po ha avuto un pessimo effetto. Quanto all’analisi del voto, L’Udc conferma che la ridotta affluenza indica lo scarso interesse per la vita politica come questione di poche persone più o meno interessate. Rispetto alle scelte fatte in campagna elettorale l’Udc precisa che la scelta di correre l’ha senza dubbio penalizzata, ma ha permesso di offrire ai polesani un’alternativa seria e credibile nei confronti di candidati arroccati su posizioni estreme. Durissima la posizione contro la scarsa considerazione che riservato all’Udc il centrodestra.

Brussels, Belgium








