Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 22/06/2009
Giornata sostanzialmente tranquilla la prima del turno di referendum e ballottaggi per la Provincia e ad Adria. Le operazioni di consegna delle schede sono andate un po’ a rilento in quanto molti hanno chiesto chiarimenti per i referendum e non tutte le tré schede sono state ritirate constringendo così gli scrutatori a compilare i relativi registri. A Baricetta, un esponente del Pd è stato allontanato dal finanziere di servizio perché aveva parcheggiato la sua vettura nei pressi del seggio con in evidenza volantini prò Gino Sandro Spinello. Bassa comunque l’affluenza alle urne sia per i ballottaggi che per i referendum. Alle 22, in città, aveva votato per la Provincia il 31,7 per cento mentre per i referendum si è toccata la soglia del 20 per cento. Regolare l’apertura delle 279 sezioni elettorali anche se in mattinata l’afflusso è stato debole. , Alle 12, infatti, nel capoluogo polesano aveva votato 9,85 per cento per il ballottaggio e il 7,64 per cento per i primi due referendum; il terzo aveva raggiunto quota 7,99 per cento. Ad Adria, dove si vota anche per il sindaco, si erano recati alle urne il 16,03 per cento degli elettori. Mentre nell’intera provincia per il ballottaggio si era registrato un afflusso dell’8,58 percento. I referendum, sempre alle 12, erano stati votati dal 7,19 per cento dei polesani.
written by UDC Badia Polesine
Un aderente ai Repubblicani rientra nel civico consesso
“Tré Torri” potrebbe trasformarsi in movimento politico
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 22/06/2009
Quando mercoledì prossimo, Adino Rossi, il candidato sindaco della lista civica “Tré Torri” andrà a prendere posto in consiglio comunale segnerà il ritorno di un esponente del Pri nel civico consesso badiese. Un ritomo che ha anche un riferimento storico da ricordare. All’indomani delle elezioni comunali del 1970 nella compagine dell’alierà Psi venne eletto il repubblicano Mario Chieregato il quale, alla prima seduta fece un… regalino ai socialisti che, rispetto alle precedenti elezioni, avevano guadagnato un seggio e quindi erano contenti. Chieregato si alzò e disse che non avrebbe fatto parte del gruppo socialista, ma che da quel momento faceva da solo come repubblicano. Un fatto che i non più giovani badiesi che si interessano di politica ricordano ancora benissimo. Nel 1970 divenne sindaco Castone Fantato: la storia ha voluto che il ritorno di un repubblicano, stavolta è Adino Rossi, coincidesse con la seconda volta da sindaco di Fantato. Il tutto trentanove anni dopo. Rossi intanto ha convocato per questa sera alle 21 nella sede provvisoria di via Roma, 22/C la sua lista civica «per decidere come e se proseguire l’attività politica, alla luce anche dei risultati del ballottaggio». Ai suoi Rossi ha scritto: «In molti hanno già manifestato il desiderio di trasformare “Tré Torri” in movimento politico permanente, con la possibilità, quindi, di allargare le adesioni ad altre persone e/o gruppi organizzati operanti nel territorio badiese. La prima seduta consiliare sarà molto formale, ma non mancherà di qualche sorpresa, specialmente sul punto riguardante l’elezione del pre sidente e del vicepresidente del Consiglio, qualora dovessero rimanere i candidati indicati dalla stampa. Siete pregati di allargare il presente invito a più persone possibili, ovviamente interessate, avvertendovi fin da ora che non saranno tollerati gli “infiltrati”, che verranno immediatamente defenestrati, non appena scoperti.
written by UDC Badia Polesine
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Affluenza ai seggi (ore 22) al 31.7% ^al primo turno era del 61% . Ad Adria vota il 55%
Per la Provincia sfida Contiero – Virgili. Nella città etrusco il duello è tra Barbujani e Spinello
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 22/06/2009
ROVICO – Polesani alle urne, ma con scarsa voglia (affluenza del 31%). Ultima chiamata per l’elettorato polesano andato ieri, e oggi, a votare per il ballottaggio relativo alla presidenza della Provincia di Rovigo, per il Comune di Adria e per i tré referendum. Antonello Contiero e Tiziana Virgili per Palazzo Celio. Massimo Barbujani e Gino Spinello per Adria, queste i candidati per cui devono votare gli elettori polesani. Ieri l’affluenza ai seggi è stata in evidente calo rispetto al primo turno di 15giorni fa, elemento normale, quasi fisiologico trattandosi di un secondo turno. Ancora più netta la flessione del numero dei votanti che hanno deciso di partecipare ai tré quesiti referéndari, 27% in Polesine. I quattro candidati ancora in pista .hanno votato ieri. Contiero nel pomeriggio nel seggio di San Martino di Venezze. Tiziana Virgili in serata, poco dopo le 21 (dopo aver terminato il turno di lavorò al Pronto soccorso di Rovigo) a Fratta Polesine. In mattinata Barbujani e Spinello hanno invece messo le schede nell’urna ad Adria. Alle 22 di ieri l’affluenza in Polesine è stata del 31,72%, con un ridimensionamento di circa il 30% rispetto al 61,20 del primo turno. Spulciando i dati dei vari Comuni si vede come l’importanza primaria dell’elettorato sia sempre data alle elezioni locali. Ad Adria, infatti, dove si vota anche per il nuovo sindaco, alle 22 il dato delFaffluenza è stato del 55,52% (precedente turno il 66,61%). L’effetto, trascinamento lo si vede dal fatto che sempre ad Adria la percentuale di chi ha partecipato al referendum è stato del 47%. Ma che l’astensione fosse piuttosto marcata, nonostante l’appello al voto dei giorni scorsi, lo si era capito già dai dati della mattinata. Alle 12, infatti, per le provinciali aveva votato, in Polesine, 1′8,58%. Per i tré referendum, invece, percentuali attorno al 7,1%. Alle 19, poi, il dato dell’affluenza è salito al 22., 48 per le provinciali (19% per i referendum) con Adria che invece ha visto la corsa ai seggi schizzare fino al 41,18%. Alle 22, infine, il dato provinciale per la corsa verso Palazzo Celio si è attestato sul 31%. A Rovigo città ha votato il 34,67%. A Badia Polesine il 25,07%, a Lendinara il 26,9%. A Occhiobello il 28,70%, a Porto Tolle il 33,13%. A Porto Viro il 24,47. A parte Adria si è votato di più a Fratta Polesine (42,46%), di meno a Giacciano con Baruchella (i9%).
written by UDC Badia Polesine
In Polesine percentuale di affluenza del27%, superiore alla media nazionale
Ha inciso il fatto che si andava alle urne anche per il presidente della Provincia e per il sindaco di Adria
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 22/06/2009
ROVICO – L’appeal non c’è stato. C’è poco da fare, come in tutta Italia anche in Polesine i tré referendum hanno trovato scarso. entusiasmo da parte dell’elettorato. Tra Adige e Po l’affluenza per i tré quesiti referendari è stata del 27% circa, risultato però che va abbinandolo all’effetto trascinamento determinato dai ballottaggi per Provincia e Adria. In Polesine quindi, il-dato di chi ha risposto alla consultazione per abrogare alcuni aspetti della legge elettorale ha trovato una risposta sicuramente più diffusa rispetto al resto d’Italia. Il dato nazionale, infatti, per quel che riguarda il referendum si è fermato al 16% per il terzo, al 15% per gli altri due. Alle 22 di ieri, quindi in Italia avevano votato poco più di un elettore su io. Ci sono grossissime possibilità, quindi, che non venga raggiunto il quorum (deve votare il 50% degli elettori aventi diritto), cosa che vanificherebbe l’operazione referendaria. Se in tutta la giornata di ieri infatti si è recata alle urne solo il 15%, difficile che oggi, tra l’altro giorno lavorativo, in cui si può andare ai seggi dalle 7 alle 15, la soglia di wal’irHt’3 ónncca occoro racy- giunta. » In provincia di Rovigo hanno votato per il referendum il 27,8% degli aventi diritto. Si è votato con un’ampia gamma di possibilità, ognuno dei tré quesiti, infatti, presenta percentuali di voto differenti a dimostrare che molti elettori non hanno ritirato alcune schede. Il questito che in provincia di Rovigo ha ottenuto più consenso è stato il numero tré, quello che chiede l’abrogazione “della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione”. Leggermente inferiori le percentuali delle domande di abrogazione contenute nelle altre due schede. Fra i Comuni dove l’affluenza è stata più marcata c’è Adria (47%), dove ha influito il fatto che si vota-, va anche per il sindaco. A Rovigo ha votato il 295, a Badia Polesine il 22%, a Lendinara un punto percentuale in più. A Occhiobello il 26%. A Porto Tolle il 27% e a Porto Viro il 22%. Oggi si toma a votare dalle 7 alle 15. Poi via allo spoglio, a cominciare proprio dai tré referendum.
written by UDC Badia Polesine
Ballottaggio fra Contiero e la Virgili
Tratto dal Resto del Carlino del 22/06/2009
15 SCOCCATA l’ora del ballottaggio. Oggi e domani, la parola passa agli elettori, chiamati alle urne per deciderechi sarà il presidente di palazzo Celio. In corsa per la presidenza della Provincia Antonello Contiero, candidato del centrodestra, e Tiziana Virgili, per il centrosinistra. Il numero degli elettori per le provinciali è di 209.075 votanti (100.720 maschi e 108.355 femmine) su un totale di 247.135 abitanti. Tra gli elettori 42.913 sono del capoluogo. In totale le sezioni, in tutto il Polesine, sono 279. Il turno di ballottaggio per l’elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci – che si svolgerà contemporaneamente alla consultazione referendaria – si voterà oggi, dalle ore 8 alle ore 22, e domani, dalle ore 7 alle ore 15. Le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al termine delle votazioni e dell’accertamento del numero dei votanti: si procederà prima alle operazioni di scrutinio delle schede referendarie e successivamente, senza interruzione, a quelle per l’elezione dei presidenti delle province e o dei sindaci. Nel caso di Rovigo si va al ballottaggio per Palazzo Celio e il comune di Adria, dove cittadini dovranno scegliere fra Barbujani e Spinello. Al primo turno il leghista Antonello Contiero aveva sfiorato la vittoria con il 48,69 contro la Virgili, ferma al 36,72. Ma il ballottaggio rimette tutte le carte dei due candidati sul tavolo, soprattutto dopo le dichiarazioni dell’Udc per il centrodestra e gli apparentamenti con Rifondazioc ne e civiche nel centrosinistra. Vincerà, come accade sempre ai secondo turno, la compagine che riuscirà a mobilitare l’elettorato e a portarlo alle urne. Nelle scorse settimane innumerevoli sono stati gli appelli al voto da entrambe le parti e gli sponsor eccellenti venuti a caldeggiare il voto per Antonello Contiero e Tiziana Virgili. Sul patto Lega-Pdl in Veneto era intervenuto anche il governatore della Regione, Giancarlo Galan: «E’ un patto che fa bene a tutti, ai due partiti ma anche ai cittadini. La Lega cresce ciò vuoi dire che al Carroccio fa bene stare con il Pdl; ma il Pdl cresce anche di più, il che vuoi dire che gli fa bene starecon la Lega». Ma a tirare la volata a Contiero c’era stato anche il leader maximo del Carroccio, Bossi. Anche per la Virgili il Pd ha spinto al massimo sull’acceleratore. Ultimo fra i leader del centrosinistra, Enrico Letta. Ma Tiziana Vigili ha anche puntato molto su una camopagnà capiltetrc nei comuni polesani e sugli apparentamenti. Oggi e domani la scelta passa agli elettori, saranno loro a sancire la vittoria dell’uno o dell’altra.
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Politica Palazzo Celio, Contiero sfida Virgili. Nel Delta Barbujani contro Spinello
Doppia sfida per la Provincia e il Comune di Adria
Tratto dal Corriere del Veneto del 22/06/2009 di Nicola Chiarini
ROVIGO – Oggi e domani i polesani sceglieranno chi tra Tiziana Virgili e Antonello Contiero dovrà guidare la Provincia. Sono 209mila i cittadini chiamati alle urne nei 279 seggi in provincia, aperti oggi dalle 8 alle 22 .e domani dalle 7 alle 15. Gli elettori potranno anche esprimersi sui tré referendum sulla riforma del sistema elettorale. L’alfiere del centrodestra Contiero, grazie al 48,69% del primo turno, parte con un vantaggio di circa i8mila voti rispetto alla sua antagonista che si è fermata al 36,72% dei consensi. L’esponente del Carroccio non ha stretto apparentamenti: sulla scheda gli elettori troveranno gli stessi simboli di due settimane fa: Pdl, Lega Nord, Mpv, Nuovo Psi, Destra per il Polesine, Giovani polesani, Polesine che lavora. Ma Contiero ha allargato la platea dei propri sostenitori sigiando un accordo politico con ITJdc e incassando l’invito al voto di La Destra e Msi-Fiamma tricolore. Virgili, invece, al ballottaggio oltre che su Pd, Idv, Ps sull’innesto di LigaVeneta Repubblica e Progetto Polesine con Sinistra Unita, formato da Pdci, Prc, Sd. Hanno lasciato, invece, libertà di scelta ai propri elettori le «Liste civiche per il Polesine» di Vanni Destro e la Fdc di Albertino Stocco e Danilo Turcato. Questi ultimi, al primo turno, erano sul candidato Udc Mi-. chele Raisi. Secondo molti osservatori lo scontro tra Contiero e Virgili sarà molto equilibrato, nonostante il pesante gap del primo turno in cui il centrosinistra si è presentato in ordine sparso. I due contendenti non potrebbero esser più diversi: la democratica Tiziana Virgili, riservata e attenta ai temi sociali, il segre tario leghista Antonello Contiero di temperamento esuberante e poco incline al politically correct. Contiero, ex autista di bus e attuale amministratore delFazienda regionale mtermizoo, punta su riduzione dei costi della politica e sviluppo economico centrato sul polo energetico del Delta del Po, unito a una sempre dichiarata volontà di rinnovamento’. Virgili, medico al pronto soccorso di Rovigo e assessore uscente ai Servizi sociali, punta molto sui settóri moderati e può vantare legami solidi con il volontariato e propone loro una linea di continuità con la giunta Saccardin. E ballottaggio sarà anche ad Adria per l’elezione del nuovo sindaco. Anche in questo caso parte davanti il rappresentante del centrodestra Massimo «Bobo» Barbujani che col 49,83% aveva sfiorato la vittoria al primo turno per venti voti. L’avversario Gino Spinello, vice presidente uscente della Provincia e già inquilino di Palazzo Tassoni per tré legislature, parte dal 36,81%.
written by UDC Badia Polesine
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Tre leghisti sostenuti dal Pdl all’assalto di tre Province di centrosinistra
A Padova sfida chiave per il Comune: braccio di ferro Zanonato-Marin
Tratto dal Corriere del Veneto del 22/06/2009
PADOVA - I Ballottaggi più referendum, i 3,8 milioni di elettori veneti sono di nuovo precettati. Il voto amministrativo interessa le province di Venezia, Rovigo e Belluno, la città di Padova e altri quindici comuni sopra i quindicimila abitanti; quello referendario, almeno in linea teorica, interessa tutti, anche se gli espliciti inviti all’astensione da parte di alcune forze politiche (la Lega Nord davanti a tutte) e una campagna d’informazione tutt’altro che tambureggiante, lasciano prevedere larghe falle nella partecipazione popolare. Si vota per l’intera giornata di oggi, dalle 8 alle 22, e anche domani dalle 7 alle 15. Le operazioni di scrutinio avranno inizio immediatamente, cominciando dalle tré schede del referendum e proseguendo, senza interruzione, con i voti per l’elezione dei presidenti di Provincia e dei sindaci. Nella serata di domani si avrà il pano^ rama dei nuovi eletti. L’ultimo atto I ballottaggi sono l’ultimo atto di una lunghissima campagna elettorale, che ha visto sfilare nel Veneto tutti i big della politica italiana (più di centrodestra che di centrosinistra, per la verità). Epicentro e fronte avanzato di tanto movimento è stata la città di Padova, considerata – insieme con la Provincia di Venezia – un bastione da espugnare da parte delle truppe governative. In effetti, allo scontro finale si arriva con una situazione di sostanziale equilibrio: Flavio Zanonato, lo Sceriffo Rosso che governa la città – con un’interruzione in mezzo – ormai da un quindicennio, ha un vantaggio di mille voti scarsi su Marco Marin, il dentista e campione olimpico di scherma lanciato dal centrodestra. Nel frattempo, Marin ha stretto apparentamenti ufficiali con Udc, Mpa e Intesa Veneta per puntare al sorpasso. Il vento politico soffia indubbiamente alle sue spalle ma, rispetto al primo turno, questa volta non potrà contare sull’abbinamento con il voto per l’Europa. Tré Province in bilico . È la resa dei conti anche nelle tré province – Venezia, Rovigo e Belluno – dove più aspro è il confronto tra i due schieramenti. In tutti e tré i casi, infatti, le amministrazioni uscenti sono di centrosinistra ma gli sfidanti – candidati leghisti in coalizione con il Pdl – partono in vantaggio dopo il primo turno. Riflettori su Venezia, la più importante fra le terre «rosse» del Veneto:, Francesca Zaccariotto ha un allungo di 7 punti percentuali (trentamila voti) sul presidente uscente, Davide Zoggia. Ancor più consistente il vantaggio del centrodestra a Rovigo, mentre a Belluno si gioca la partita più equilibrata: Gian Pàolo Bottacin, l’uomo del Carroccio, è davanti di 6 punti rispetto all’uscente Sergio Reolon. Qui, a differenza di Venezia e Rovigo (dove si è accordata e appoggia ufficialmente il centrodestra), l’Udc ha lasciato libertà di voto ai suoi elettori. L’incognita referendum Come sempre, l’interrogativoè uno solo: verrà raggiunto il quorum del 50 più uno? Nell’attesa, bisogna ricordare che i quesiti, e quindi le relative schede, sono tré e riguardano le modalità di attribuzione del premio di maggioranza alla Camera e al Senato, nonché l’abolizione delle candidature multiple (cioè la stessa persona candidata contemporaneamente in più circoscrizioni) per la Camera. Agli elettori che, oltre al referendum, votano anche per i ballottaggi, si presenta questa possibilità: qualora non volessero contribuire al raggiungimento del quorum, possono decidere, una volta al seggio, di non ritirare le tré schede referendarie.
written by UDC Badia Polesine
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