Ufficializzato ieri l’accordo politico con il partito di Casini che sosterrà
Tratto dal Resto del Carlino del 16/06/2009
Confiero tra le due compagini, in vista del ballottaggio di domenica e lunedì per Palazzo Celio, sono definite: da una parte Lega e Pdl, forti questa volta anche di un’alleanza politica con l’Udc (quadro che rispecchia la situazione regionale). In casa centrosinistra, invece, la coalizione che sin dal primo turno ha sostenuto Tiziana Virgili (quindi ovviamente il Pd, i socialisti, l’Idv più le varie civiche) ha deciso di apparentarsi con la Sinistra Unita di Brusco (Prc, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica) e con ‘Progetto Polesine’ di Enrico Bellinello. ‘Matrimonio’, quest’ultimo, piuttosto originale, considerando che Bellinello, al primo turno, era appoggiato dalla Fiamma Tricolore, dunque l’estrema destra. Insomma, una bella macedonia di bandiere (che potrebbe anche disorientare gli elettori) preparata per impedire a Contiero, il candidato della Lega, di sedersi sulla poltrona più alta di Palazzo Celio. Ma torniamo al centrodestra, perché proprio ieri, nella sedfr del Pdl, in piazza Garibaldi, è stata ufficializzata l’alleanza politica tra Lega, Pdl e Udc per sostenere il candidato Contiero. Al tavolo c’erano Mauro Mainardi, il coordinatore provinciale del Pdl, Alno Mercuriali (Lega Nord, in rappresentanza di Contiero) e Onorio De Boni, il commissario straordinario dell’Udc. Presenti anche Michele Raisi, che era candidato dell’Udc al primo turno, Roberto Pavan, dell’uffi cio politico regionale dell’Udc, e Renato Borgate, consigliere comunale Udc. «Riuniamo nel centrodestra ú ha esor- nella coalizione naturale tutti i partiti che da 15 anni amministrano e bene la Regione Veneto. Quella con l’Udc è un’alleanza politica, non un apparentamento, come è stato stabilito a livello regionale». La stessa manovra, infatti, è stata fatta anche per Venezia e Belluno. «Da parte dell’Udc ú ha detto Mainardi ú ci sarà un appoggio corretto, senza ma e senza se, a Contiero. E’ un’intesa politica convinta. La provincia di Rovigo non può permettersi di restare la ‘cenerentola’ del Veneto, come è ora. E’ giunto il momento di recuperare, da subito, la chiave dello sviluppo per il Polesine. Per questo ú ha aggiunto Mainardiúchiediamo l’impegno a tutti i nostri elettori e ai cittadini polesani affinchè vadano alle urne e votino per Paria nuova, per il cambiamento, che solo la nostra coalizione può garantire». B commissario dell’Udc, De Boni, vicentino, a Rovigo per ricompattare il partito, ha manifestato l’appoggio del Partito di Casini a Contiero: «La realtà die centrodestra è quella che ha il coraggio di scegliere e di essere concreta. Da parte dell’Udc ú assicura ú non ci sono tentennamenti: noi appoggiamo Contiero. Questa è l’indicazione che ci viene non solo dalla dirczione del nostro par- titn- ma anche dai nnstri elettnri». Sorridente l’esponente leghista, Alno Mercuriali: «Cercheremo di coprire e controllare tutti i seggi che ci sono in Polesine. La Provincia sarà nostra: ci siamo andati vicinissimi al primo turno perché gli elettori hanno capito che il nostro candidato Contiero ha in mente un programma chiaro e concreto. E per quello lo hanno votato così in massa». Ricordiamo anche che inizialmente proprio Contiero aveva storto il naso di fronte a un’alleanza con l’Udc, per la questione del no al federalismo: «Sì, il voto sul federalismo ú risponde De Boni ú ha generato qualche crepa. Da qui la difficoltà all’apparentamento. Ma l’Udc, in Veneto, è sempre stato al fianco del centrodestra
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I MODERATI «Libertà di scelta agli elettori»
Tratto dal Resto del Carlino del 16/06/2009
LA Federazione dei Moderati di Centro di danni Saccardin, che al primo turno aveva corso con l’Ùdc, non seguirà al ballottaggio il partito di Casini. «Sentiamo più coerente con le nostre valutazioni politicoprogrammatiche lasciare libertà di voto agli elettori. Due dei tré elementi, essendo il programma qualcosa di condiviso dall’intero centro-destra, hanno come riferimento U candidato presidente e la Lega. Non ci sentiamo di condividere il modo di porsi del candidato presidente della Lega. D’altra parte ú si Ugge nella nota úpur riconoscendo alla candidata Vìrgili esperienza amministrativa, nonché doti di umanità e di capacità di ascolto, che sono in linea con quanto è per noi modalità propria del vero politico, non a sentiamo di sostenere percorsi che vedano la presenza determinante di schieramenti ‘estremi’ come collocazione politica, dato che questi schieramenti ú si legge nella nota ú hanno un modo di intendere la società che in molti punti è antitetico al nostro».
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Imbarazzi e tensione ieri al ‘Gallo’
Tratto dal Resto del Carlino del 16/06/2009 di Cristiano Bendin
CHI È sbiancato in volto, chi ha abbassato lo sguardo, chi ha tirato un sorriso forzato. E’ stato accolto con un imbarazzo che si poteva tagliare col coltello l’ingresso dell’assessore regionale Renzo Marangon all’osteria ‘II Gallo’ di Badia nel bei mezzo di un pranzo ú che doveva restare segreto ú tra il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi, l’assessore regionale al bilancio Isi Coppola e i vertici locali del partito badiese, sconfitto alle ultime elezioni. Peccato che da quel pranzo fossero stati chirurgicamente esclusi ú probabilmente per una svista ú non solo Marangon ma anche tutti i suoi fedelissimi in loco. Così, quando l’assessore regionale, dopo una riunione nello studio, di Luca Rossetto, ha fatto capolino nel giardino estivo del ristorante e ha salutato gli «amici» di partito, l’afa estiva di ieri si è trasformata in gelo. E gli sguardi di Marangon e Mainardi si sono incrociati come quelli di Burt Lancaster e Kirk Douglas nel celebre film western Sfida all’O.K. Corrai. NON È CHIARO se si sia trattato di un caso ú com’è ironico il destino ú o se dietro l’apparizione dell’ex Caimano ci sia stata una soffiata. Quel che è certo è che, il pranzo di ieri, col rispettivo seguito di imbarazzi, è la fotografia della situazione in cui riversa oggi il più grande par tito del centro-destra provinciale, quello cioè che sta puntando alla presidenza della Provincia e che il prossimo anno dovrebbe correre unito per le regionali. Con il coordinatore provinciale del Pdl e l’assessore Coppola c’erano l’ex sindaco Paolo Meneghin, gli ex assessori Ferreri, Cabassa e Aguzzoni (il ‘Fac’ redivivo), Giulio Barbieri, i reggenti comunali del Pdl Ivo Baccaglini e Massimo Stefani e il presidente della Casa di riposo Fabrizio Rossi. Al seguito di Marangon, invece, «l’altra metà» del ciclo pidiellino locale e provinciale: Luca Rossetto, Claudio Guerra, Antonio Rossini, Fabio Volpe, Francesco Sprocatti, Mirko Mancin, Maurizio Ferro e Pietro Vallin. Assente l’onorevole Luca BE1lotti. L’oggetto della riunione resta avvolto nel mistero. I boatos che si aggiravano ieri per i vicoli di Badia scommettevano si trattasse di un pranzo dedicato all’imminente ballottaggio delle provinciali. ALLO STATO, infatti, il Pdl badiese non avrebbe alcun interesse a sostenere il candidato leghista Antonello Contiero stante la scelta del Carroccio di appoggiare la candidatura del vincente Gastone Fantato assieme al Pd e all’Udc. Da settimane, tra Mainardi e Marangon non corre buon sangue. E l’incidente di ieri l’ha confermato.
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De Boni. commissario del partito, spiega l’accordo col centrodestra
Mauro Mainardi : “Con Contiero c’è la possibilità di dare sviluppo al Polesine”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 16/06/2009 di Alberto Cardellini
ROVIGO – “E’ fondamentale assicurare il governo del Polesine al centrosinistra. Avviene in tutta la regione Veneto lavoriamo perché sia così anche a Rovigo”. Onorio De Boni, commissario dell’Udc polesano spiega così l’accordo polìtico che lega il partito dello scudocrociato al Pdl e alla Lega per il ballottaggio di domenica prossima. L’Udc venerdì scorso ha scelto l’appoggio estemo al candidato del centrodestra, Antonello Contiero, “senza tentennamenti – assicura De Boni – anche a Rovigo ha prevalso l’indirizzo regionale. Come a Belluno, come a Venezia, non ci sarà apparentamento ma sostegno. Importante è non far scivolare la guida della Provincia alla sinistra. Ci aspettano 5 anni importanti con Contiero il Polesine può camminare lungo la via dello sviluppo”. Alla conferenza stampa nella sede del Pdl, oltre a Mauro Mainardi, coordinatore del Pdl e a Alfio Mercuriali, della segreteria della Lega, c’erano pure Renato Borgate, presidente dell’Udc di Rovigo e Michele Raisi, . candidato dello scudocrodato al primo turno. Non sono intervenuti ma hanno espresso consenso per gli interventi di De Borii. “Il partito è unito – ribadisce De Boni, è vero che la Lega ha sempre affermato di non volersi apparentare con noi, ma è mutato il quadro generale. n suo veto nasceva dalla questione del federalismo, a livello locale non c’erano pregiudizi. In Regione Veneto si governa assieme da-is anni, anche a Rovigo l’Udc ha sempre collaborato col centrodestra, mantenere un forte collegamento politico è aspetto fondamentale”. Alfìo Mercuriati, del Carroccio, si è limitato a sottolineare che “la vittoria di Contiero rappresenta il cambiamento per il Polesine. Per arrivarci è necessario che la gente vada a votare, controlleremo le operazioni di voto in tutte le sezioni elettorali della Provincia. E’ la volta buona per vincere”. Fra i registi dell’operazione politica c’è Mauro Mainardi, da sempre fautore di un accordo politico fra Pdl e Udc, “ma puntualizza – alla trattativa. e alla chiusura della stessa c’era pure Contiero. Ora il centrodestra è compatto e invita tutti i propri elettori a votare per il cambiamento, per Contiero”. n numero uno del Popolo della libertà rimarca che “la vittoria di Contìero alla Provincia d porterà la forza per dare al Polesine il cambio di passo per portare la provincia di Rovigo al livello delle altre province venete che hanno livelli di sviluppo inviati in tutta Europa. In Regione da 15 anni il centrodestra ha fatto cose importantissime. Ora dopo 30 anni di governo della sinistra, anche in Polesine è arrivato il momento di fare entrare aria nuova. Non è possibile che lo sviluppo si fermi sulla sponda sinistra dell’Adige, occorre che approdi anche in Polesine. Per questo chiediamo a tutti i cittadini l’impegno per un voto che d aiuti in questo cambio della guardia”. Alla domanda sul perché non è stato scelto l’apparentamento fra Pdl, Lega e Udc, Mainardi risponde: “Cambia poco. L’importante era sigiare un accordo politico. Non d sarà il simbolo dell’Udc sulla scheda del ballottaggio? Fa lo stesso l’importante è che l’Udc metta in moto la propria macchina per farla mardare assieme a tutto il centrodestra. Il quadro dell’alleanza è a livello regionale, non d sono dubbi”. Dubbi che intende fugare anche De Boni: “Ricostruzioni diverse rispetto all’unità del partito non hanno senso. Sé qualcuno afferma che siamo sotto esame, rispondiamo che la cosa non d spaventa, ci siamo abituati”. Nei giorni scorsi erano filtrate voci arca una non unanimità dell’Udc nello schieramento a sostegno di Antonello Contiero, De Boni ónorrt accinira /”Ho “lì n^r- rito ha scelto per il centrodestra, questa è l’unica verità e adesso ci auguriamo che lunedì si possa festeggiare per la vittoria di Condero e per una nuova prospettiva per tutto il Polesine”.
VERSO IL BALLOTTAGGIO/2 ISaccardin: “Non ci schieriamo con nessuno” I moderati di centro lasciano libertà di voto ROVIGO – La Federazione dei moderati di centro lascia libertà di voto. Al Ballottaggio il gruppo di Cianni Saccardin – Alberto Stocco ha dedso di non schierarsi ne per Tiziana Virgili ne per Antonello Contiero. Gianni Saccardin, coordinatore del gruppo spiega che “la Federazione dei moderati di centro in questi giorni ha ragionato sul risultato delle elezioni provinciali e sul ballottaggio. Alla riflessione, è seguito il confronto, in momenti successivi, con l’Udc, partito con il quale si è scelto di apparentarsi e di condividere la candidatura a presidente della provincia di Raisi Michele, scelte dettate dalla ferma volontà di costruire, dopo le elezioni, un partito di centro”. E ancora: “L’Udc locale, su indicazione dei tavoli regionali, non si apparenterà con nessuna delle due coalizioni contendenti al ballottaggio, ma si limiterà a un accordo politico di sostegno al centrodestra, che andrà a favorire la candidatura del rappresentante del Carroccio. Su questo percorso, la Federazione dei moderati, non seguirà l’Udc, poiché sente più coerente con le proprie valutazioni politico-programmatiche lasciare libertà di voto ai propri aderenti motivando la scelta con elementi che fanno riferimento alla persona, al programma e ad alcune scelte politiche di carattere nazionale. Due dei tré elementi, essendo il programma qualcosa di condiviso dall’intero centrodestra, hanno come riferimento il candidato presidente e la Lega stessa. Non d sentiamo di condividere il modo di porsi, di dialogare e di relazionarsi del candidato presidente della Lega che d appare lontano da quanto sarebbe auspicabile in chiunque occupi posti di responsabilità, dato che è possibile dare vóce ai problemi senza toni e modalità che non aiutano la politica”. E ancora: “Non d sentiamo di condividere diverse scelte di politica nazionale della Lega la quale sta facendo prevalere un’idea di organizzazione sodale chiusa, punitiva e poco solidale. 3?er questi motivi non faremo nostra la scelta deU’Udc”. Ma Saccardin spiega anche che “d’altra parte, pur riconoscendo alla candidata Tiziana Virgili esperienza amministrativa, nonché doti di umanità e di capadtà di ascolto, che sono in linea con quanto è per noi modalità propria del vero politico, non d sentiamo di sostenere percorsi che vedano la presenza determinante di schieramenti “estremi” come collocazione politica, dato che, senza giudizio per le singole persone, questi schieramenti hanno un modo di intendere la sodetà che in molti punti è antitetico al nostro. E’importante ribadire come la motivazione principe del nostro costituirà in Federazione sia stata, e sia, quella di arrivare a costruire un partito di centro assieme all’Udc”. Ecco allora ttori”.
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Vertici del Pdl e del partito di Casini spiegano la scelta dell’accordo politico e non l’apparentamento
Contiero ha disertato la presentazione dell’intesa politica con l’Udc.
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 16/06/2009 di Franco Pavan
Era noto che la Lega nutrisse riserve sui voti che porterà alla causa del suo candidato alle Provinciali, l’Udc polesana del commissario Onorio De Boni. Ma che la presentazione ufficiale dell’accordo siglato tra Pdl, Carroccio ed ex democristiani, mutuato in Polesine sulla scorta di quanto fatto nel resto del Veneto in base alle indicazioni del coordinatore regionale Udc Antonio De Poli, fosse ignorata dal leghista che si è fatto giustificare dal suo rappresentante politico, Alfio Mercuriali, è stata la sorpresa della giornata. Contiero sarebbe stato trattenuto a Padova per organizzare ilritomo a Rovigo del ministro Luca Zaia, oggi in mattinata. Ma a restarci male, a quanto è sembrato, sono stati proprio gli ex De che accompagnavano De Boni, Renato Borgata e Michele Raisi. Sorrisi e savoir faire hanno mitigato il mezzo incidente politico, ma la sensazione che Contiero, come ha più volte ribadito, dei voti dell’Udc, invisa al Carroccio per il tradimento sul federalismo, non sappia che farsene, è aleggiata eccome. Insomma, non solo non è stata ringraziata, ma è stato in qualche modo deprezzato, se non proprio svilito, il doloroso sforzo compiuto al proprio interno per portare acqua alla causa leghista. Tutto il resto, dalle condivise dichiarazioni del coordinatore Mauro Mainardi che sente vicino il grande risultato, all’illustrazione del percorso che ha portato l’Udc a scegliere la strada dell’accordo politico con il centrodestra, fatta da De Boni, si è trattato di discorsi scontati. «n centrodestra è unito – ha esordito Mainardi – ed è proteso verso il cambiamento che finalmente porterà il Polesine a non essere più la cenerentola del Veneto. n cambio della guardia a Palazzo Cebo lo porterà alla pari delle altre sei Province. Recuperiamo la chiave dello sviluppo. Chiediamo il voto per il cambiamento realizzando quell’asse virtuoso che già governa la Regione. Un cambio di passo che solo noi siamo in grado di garantire». «Abbiamo davanti cinque anni importanti per il Polesine – ha detto De Boni provengo dal Basso Vicentino e tra poco, con il completamento della Valdastico sud, la provincia di Rovigo sarà collegata ai flussi di traffico che arrivano dalla economicamente ben sviluppata realtà produttiva berica. È fondamentale che a guidare questo sviluppo siano le forze politiche che hanno nel loro Dna l’intrapresa e la capacità di investire nel futuro, non certo la sinistra che con comitati e riserve di ogni tipo, frena, rallenta e blocca il rilancio economico». De Boni ha stigmatizzato l’atteggiamento controproducente di chi crede che l’Udc sia divisa. «In Veneto il coordinamento regionale ha dettato una linea che è condivisa in ogni realtà che va al voto. Nel resto d’Italia e al governo nazionale il partito può tenere posizioni diversificate, ma qui la strada scelta è unica: appoggio alla coalizione di centodestra». Un nodo critico lo ha toccato Mercuriati mettendo l’accento sul pericolo astensionismo. La concomitanza con i tré referendum, che il centodestra preferirebbe far naufragare, non aiuta una scelta serena di andare al voto. «Come Lega dobbiamo convincere la gente ad andare a votare. Presidieremo tutti i seggi perché l’appuntamento con il ballottaggio è molto importante».
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Abbiamo fatto la simulazione degli scenari che si verificileranno in caso di vittoria di Virgili e Contiero
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 16/06/2009
Centrodestra rappresentato solo da Pdl e Lega Ecco i possibili consigli provinciali, una sola chance per Raisi Non c’è solo un accordo politico regionale che fa sostenere il centrodestra all’Udc, ma anche la necessità. Perché solo se vince Antonello Contiero l’appendice polesana del partito di Casini può entrare in consiglio provinciale, mentre se dovesse vincere Tiziana Virgili per l’Udc “non vi sarebbe spazio alcuno. Tutto ciò perché Pdl e Lega fanno man bassa di voti e i posti riservati alla minoranza a Palazzo Celio sono solo dieci, rispetto ai quattordici della maggioranza. A tale sorpresa hanno portato le simulazioni che abbiamo fatto nei due scenari possibili dopo il ballottaggio. D divenire presidente da parte di Contiero, in base alla ripartizione proporzionale dei seggi, assegnerebbe otto scranni al Pdl e sei alla Lega, unici partiti di maggioranza visto che gli altri cinque partiti e movimenti sostenitori del candidato non hanno superato il quorum del 3 per cento. Nel dettaglio, risulterebbero eletti nel Pdl Daniele Ceccarello, Nico Garbin, Marco Trombini, Marco Martelli, Pierangelo Avanzi, Filippo Carlin, Andrea Bimbatti e Monica Moro, nella Lega Antonietta Giacometti, Claudio Agosti, Stefano Falconi, Vasco Veronese, Ivano Gibin e Michele Franchi. In opposizione vi sarebbero Guglielmo Brusco di Sinistra unita e Oscar Tosini di Italia dei valori, il Pd avrebbe sette seggi con Tiziana Virgili, Franco Grotto, Alessandro Rigoni, Laura Negri, Gian Paolo Bolognesi, Claudio Marzola e Claudio Bellan. L’ultimo esponente di minoranza sarebbe il candidato presidente dell’Udc, Michele Raisi: aderirà alla maggioranza stante l’accordo politico siglato, anche se non condivide tale intesa? In caso di successo di Tizina Virgili, il Pd conquisterebbe dieci seggi con Franco Grotto, Alessandro Rigoni, Giuliana Gulmanelli, Laura Negri, Gian Paolo Bolognesi, Claudio Marzola, Leonado Raito, Claudio Bellan, Federico Frigato e Franco Vecchiatti (sarebbe un ritomo nel Palazzo dal quale se ne era andato sbattendo la porta XX anni fa quand’era vicepresidente in rotta con l’alierà presidente Alberto Brigo), poi due seggi avrebbe Sinistra unita con Guglielmo Brusco e Matteo Masin, uno a testa per Ps con Giorgio Grassia e Italia dei valori con Oscar Tosini. L’opposizione sarebbe costituita soltanto da Pdl e Lega con cinque scranni a testa. Il primo con Marco Trombini, Pierangelo Avanzi, Filippo Carlin, Andre Bimbatti e Monica Moro, la seconda con Antonello Contiero, Stefano Falconi, Vasco Veronese, Ivano Gibin e Michele Franchi. e conteggi fatti da noi, non hanno alcun crisma di ufficialità e confidiamo di aver fatto degli errori.
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 16/06/2009
Gli elettori dei Moderati di Centro avranno libertà di voto ai ballottaggi. La decisione, già annnunciata dal Gazzettino, ha trovato conferma ieri con le dichiarazioni del coordinatore Gianni Antonio Saccardin che ha ribadito di non poter seguire l’Udc, con la quale era nato l’apparentamento sul candidato Michele Raisi, sul percorso di accordo politico con il centro destra a sostegno di Antonello Contiero. Un fatto di coerenza, sottolinea Saccardin, per l’impossibilità di condividere il modo di porsi e dialogare del candidato leghista. Insomma, riserve sull’aspirante presidente che, di fatto, potrebbero diventare un freno al nascente processo di avvicinamento tra le due realtà politiche incamminate verso il partito unico. Una riflessione a più livelli e per tappe. «Appresa la scelta dell’Udc locale che non farà apparentamenti ma si limiterà ad un accordo politico di sostegno alla candidatura del rappresentante del Carroccio – precisano i Moderati – si è deciso, per coerenza con la nostra politica, di lasciare libertà di voto agli aderenti. La persona, il programma e alcune scelte politiche di carattere nazionale sono alla base della decisione. Non condividiamo il modo di porsi, di dialogare e di relazionarsi di Contiero, non consono, per non dire lontano, da quanto sarebbe auspicabile in chiunque occupi posti di responsabilità. E non condividiamo diverse scelte della Lega, che, come ha detto l’onorevole Pezzetta “Sta facendo prevalere un’idea di organizzazione sociale chiusa, punitiva e poco solidale». Libertà di voto, quindi. Ma perché non orientarsi verso Tiziana Virgili? Il coordinatore Saccardin punta il dito sugli schieramenti estremi che la sostengono. «Virgili ha esperienza amministrativa, doti di umanità e capacità di ascolto ma senza voler dare giudizi sulle singole persone, alcune realtà politiche estreme al suo fianco hanno un modo di intendere la società antitetico al nostro».
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 16/06/2009 di Paolo Aguzzoni
L’ultimo consigliere comunale socialista di Badia è stata Morena Paola Rizzi (Sdi) che il 9 giugno del 2003 entrò in carica sostituente lo scomaprso Giuseppe Broglio. Broglio faceva parte, con il capogruppo Comelio Zecchi (candidato sindaco nel 1999), della lista di centro-sinistra “Badia Città per l’Uomo”. Morena Paola Rizzi era la prima dei non eletti. La stessa Rizzi, candidatasi nel 2004 con la lista “Badia al Centro” di Claudio Brusemini, risultò la prima dei non eletti, ma non ebbe l’opportunità di tornare in Consiglio nonostante avesse chiesto le dimissioni degli allora liberali Claudio Guerra e Luca Rossetto che nell’autunno del 2004 lasciarono Brusemini per fare inizialmente gruppo a sé prima di passare a Forza Italia. A sei anni di distanza torna in Consiglio comunale, stavolta eletto direttamente nella lista vincente «Rinasce Badia ó Fantato Sindaco», il socialista Riccardo Mantovani: 21 anni, studente universitario, figlio di Danùano Mantovani già vice sindaco nel mandato 198S-90. Soddisfatto, Riccardo Mantovani, che si occupa di politica da sei anni spiega: «È giunto il tempo di dare una scossa e di provare a ricostituire una nuova classe dirigente, fatta anche di giovani, e, comunque, capace e motivata. I giovani, proprio loro e finalmente. Rispetto agli otto candidati giovani della lista di Fantato, ne sono stati eletti addirittura sei: Un successo davvero meritato perché segno di cambiamento e di voglia di far riawicinare i giovani alla politica ed alle istituzioni. Ringrazio tutti coloro che hanno ritenuto importante la presenza di un giovane, di provenienza socialista, ben predisposto, per volontà e impegno, che verranno certamente ben impiegati a favore della città».
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Mal di pancia nel centrosinistra per l’apparentamento con la civica alleata al primo turno con la Fiamma
Tratto dal Corriere di Rovigo del 16/06/2009 di Nicola Chiarini
ROVIGO – L’Udc ufficializza l’accordo politico a sostegno di Antonello Contìero in un clima da guerra fredda. Lo stesso Contiero, del resto, ha disertato la sigla dell’intesa facendosi sostituire da Alfio Mercuriatì che ha uffidalizzato fl patto assieme al coordinatore Pdl, Mauro Mainardi, e al commissario delTUdc, il vicentino Onorio De Boni. «Contiero è aPadovaperprcparare la visita di mercoledì di Umberto Bossi», è la giustificazione ufficiale. Presenti, apparentemente più per dovere che per piacere,,ft leader locale Renato Borgate e Michele Raisi, candidato di Udc e Fdc al primo turno, che non sono intervenuti neBa discussione. De Boni nega però vi siano stati problemi e anzi sostiene vi sia stata una strumentalizzazione da parte di «certa stampa». Nonostante dò evita di scendere nel. dettaglio locale e ammette che la trattativa è stata condotta in porto dal segretario veneto Antonio De Poli A rafforzare fl sentore di malumori in area centrista è là presa di posizione della Federazione di centro che formalmente lascia libertà di voto ai propri sostenitori, sebbene paia die l’ordine di scuderia sia sostenere’Hziana Virgili anche in ossequio alla presenza organica del gruppo nella maggioranza di centrosinistra del capoluogo con Albertìno Stocco e Danilo Turcato. Nemmeno tra i sostenitori di Virgfli, però, mancano le turbolenze spede dopo l’apparentamento con amco Bellinèllo. I malumori sono dovuti al fatto ó che al primo turno Progetto Polesine aveva stretto un patto di ma tricolore, partito che si richiama apertamente all’eredità deDa repubblica di Salò ed esterno all’arco costituzionale. GabrieleFrigato, segretario del Pd, minimizza: «Quell’intesa è un errore di inesperienza ora superato. Quel che conta è riuscire a rappresentare anche i gruppi giovanili nelle istituzioni». B comunista Guglielmo Brusco, invece, pare cascare dalle nuvole: «Non mi risulta vi siano simboli o dichiarazioni di posizioni parafasdste e non sono aconoscenza di collaborazioni tra questi giovani e formazioni di estrema destra. Anzi, questi ragazzi meritano un plauso perché hanno avuto fl coraggio di prendere le distanze da Contiero». Bellinèllo preferisce parlare d’altro: «Come del fatto che Contiero non può rappresentare fl Polesine, che lavora per nomina politica in un’azfendapubtdica come mtermizoo prendendo un lauto stipendio» .Per parte sua Alessio Pagania che sarebbe stato fl candidato a Palazzo Celio del Msi-Ft se fosse riusdto a presentatele firme: «L’alleanza con Virgili chiude la collaborazione tra noi e Progetto Polesine. Stiamo ragionando su quale posizione prendere al ballottaggio e non esdudiamo di esprimerci per Contiero». Intanto fl centrodestra calerà in questi giorni diversi big: oggi fl sindaco di Verona Flavio Tosi, domani Umberto Bossi e Maurizio Gasparri, giovedì Giancario Galan per l’inaugurazione della sede Pdl in viale della Scienza- fl centrosinistra risponderà, forse, con Piero Passino ad Adria giovedì. Frigato la mette dato di qualità che non ha bisogno di padrini o coperture per ideologizzare fl voto. Contiero, che fatica ad avere analoga credibilità, ha bisogno che qualcuno garantisca per lui; fl centrodestra cerca di farsi forza con i propri dirigenti nazionali».
written by UDC Badia Polesine
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Imbarazzi e tensioni ieri al “Gallo”
Tratto dal Resto del Carlino del 16/06/2009 
CHI È sbiancato in volto, chi ha abbassato lo sguardo, chi ha tirato un sorriso forzato. E’ stato accolto con un imbarazzo che si poteva tagliare col coltello l’ingresso dell’assessore regionale Renzo Marangon all’osteria ‘Il Gallo’ di Badia nel bel mezzo di un pranzo — che doveva restare segreto — tra il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi, l’assessore regionale al bilancio Isi Coppola e i vertici locali del partito badiese, sconfitto alle ultime elezioni. Peccato che da quel pranzo fossero stati chirurgicamente esclusi — probabilmente per una svista — non solo Marangon ma anche tutti i suoi fedelissimi in loco. Così, quando l’assessore regionale, dopo una riunione nello studio di Luca Rossetto, ha fatto capolino nel giardino estivo del ristorante e ha salutato gli «amici» di partito, l’afa estiva di ieri si è trasformata in gelo. E gli sguardi di Marangon e Mainardi si sono incrociati come quelli di Burt Lancaster e Kirk Douglas nel celebre film western Sfida all’O.K. Corral.
NON È CHIARO se si sia trattato di un caso — com’è ironico il destino — o se dietro l’apparizione dell’ex Caimano ci sia stata una soffiata. Quel che è certo è che, il pranzo di ieri, col rispettivo seguito di imbarazzi, è la fotografia della situazione in cui riversa oggi il più grande partito del centro-destra provinciale, quello cioè che sta puntando alla presidenza della Provincia e che il prossimo anno dovrebbe correre unito per le regionali. Con il coordinatore provinciale del Pdl e l’assessore Coppola c’erano l’ex sindaco Paolo Meneghin, gli ex assessori Ferreri, Cabassa e Aguzzoni (il ‘Fac’ redivivo), Giulio Barbieri, i reggenti comunali del Pdl Ivo Baccaglini e Massimo Stefani e il presidente della Casa di riposo Fabrizio Rossi. Al seguito di Marangon, invece, «l’altra metà» del cielo pidiellino locale e provinciale: Luca Rossetto, Claudio Guerra, Antonio Rossini, Fabio Volpe, Francesco Sprocatti, Mirko Mancin, Maurizio Ferro e Pietro Vallin. Assente l’onorevole Luca BEllotti. L’oggetto della riunione resta avvolto nel mistero. I boatos che si aggiravano ieri per i vicoli di Badia scommettevano si trattasse di un pranzo dedicato all’imminente ballottaggio delle provinciali.
ALLO STATO, infatti, il Pdl badiese non avrebbe alcun interesse a sostenere il candidato leghista Antonello Contiero stante la scelta del Carroccio di appoggiare la candidatura del vincente Gastone Fantato assieme al Pd e all’Udc. Da settimane, tra Mainardi e Marangon non corre buon sangue. E l’incidente di ieri l’ha confermato…
Cristiano Bendin
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