giu 14

Tratto dal Resto del Carlino del 14/06/2009

Più che un matrimonio vero e proprio, quello tra Pdl, Lega e Udc, in vista del ballottaggio per le elezioni provinciali, pare un…fidanzamento. Oggi alle 14 si devono chiudere i giochi per la definizione di eventuali apparentamenti. Ma in casa centrodestra la strada, anche a Rovigo, è quella imboccata anche a Venezia e Belluno. Non un apparentamento, ma un accordo politico. Proprio per definire questo accordo ieri mattina si sono riuniti, attorno a un tavolo, il candidato leghista, Antonello Contiero (foto), il coordinatore provinciale del Pdl, Mauro Mainardi, e Antonio De Poli. E alla fine l’Udc, come ad Adria ‘farà il tifo’ per Bobo Barbujani, a Rovigo sosterrà Contiero, anche se nella lista, alla fine, non spunterà il simbolo dell’Udc, come sarebbe stato in caso di apparentamento formale. L’accordo prevede che anche l’Udc, in caso di vittoria di Contiero, possa avere più.-.visibilità politica, in un certo senso. E il ricoscontro, come ha detto anche il commissario ddPUdc.^Onorio De Boni, potrebbe concretizzarsi in «un ingresso in giunta o un altro incarico amministrativo che sia soddisfacente». Sorridente il coordinatore del Pdl, Mainardi: «Questo rinforza ancora di più la nostra convinzione di uscire vincenti da questa battaglia, ed è preludio ad un’aria nuova che, presto, soffierà in Polesine. Con gli amici della Lega e dell’Udc rilanceremo non solo la Provincia di Rovigo ú chiude Mainardi ú ma presto anche il Comune». Intanto il Pdl ha festeggiato il risultato elettorale al primo turno in una serata di Gala al ristorante il Minuetto di Adria. «Dobbiamo cambiare il volto del nostro Polesine e di questa meravigliosa città, Adria ú ha detto Mainardi ú : Ho desiderato fortemente questo incontro per dare un segno della nostra unità, una dimostrazione forte del sostegno che potranno godere Bobo Barbujani e Contiero da parte nostra. Ma volevo anche riunire tutti i nostri valorosi candidati: il Popolo della Libertà a Rovigo è nato in queste elezioni, consacrato dal voto popolare, da cui abbiamo tratto la nostra legittimità».

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giu 14

Il neosindaco Fantato: «Ho raccolto lo scontento dei cittadini»

Tratto dal Resto del Carlino del 14/06/2009

CERTO, non e’ più un ragazzino. Ma dagli occhi e dalla gestualità si sprigionano energia ed entusiasmo da vendere. Due caratteristiche che, unite all’esperienza, gli serviranno (e non poco) per traghettare Badia fuori dalla crisi politico-amministrativa e finanziaria in cui è sprofondata. Stiamo parlando del nuovo sindaco Gastone Fantato, ex De «doc» che rientra nel ‘palazzaccio’ dopo 34 anni. Che effetto le fa tornare a guidare la sua città? «Non mi ha sconvolto più di tanto, diciamo che psicologicamente ero pronto. E’ come se fosse finita una vacanza durata 34 anni». Cos’ha determinato la sua vittoria? L’effetto Lega o lo scontento dei badiesi verso Meneghin? «Pd e Lega hanno dato un grande contributo alla vittoria ma decisivo è stato lo scontento dei badiesi, uno scontento trasversale che mi ha convinto a candidarmi». Quale la colpa più grave dell’amministrazione precedente? «Secondo me il fatto di aver perso il contatto con la realtà quotidiana. I badiesi chiedevano il minimo, poche cose ma ben fatte, come strade asfaltate e verde ben curato. Ma l’amministrazione non è stata in grado di dargliele». Non salva proprio nulla della gestione Meneghin? «Il suo impegno personale per restaurare il Teatro Sociale e l’Abbazia della Vangadizza. Impegno che continueremo anche noi». Tra le realizzazioni più discusse, ancora in attesa di varo definitivo, c’è il Pah che ne farete? «Gli daremo un’occhiata e poi partiremo. Non approveremo mai un Pat a scatola chiusa». Cosa risponde a chi osserva che lei non è ne giovane ne un volto nuovo della politi- «Rispondo che io sono la testimonianza vivente che le passate amministrazioni non sono riuscite ad inserire e formare dei giovani pronti ad assumersi delle resposabilità amministrative». E’ vero che, al termine di questo mandato, lascerà? «Sì, lo confermo. Voglio raggiungere tré obiettivi: ridare efficienza alla macchina comunale, ‘normalizzare’ Badia e inserire in politica le nuove generazioni. Poi che tutto torni come prima, il Pd a sinistra, la Lega e l’Udc con chi vorranno- Tn sono di nassaffrin. una ecce7Ì(vne ner- chè eccezionale era la situazione che si era verificataaBadia». Ci spieghi il senso di questa coalizione così eterogenea: non teme che le contraddizioni possano emergere durante il mandalo? «Il nostro è un accordo tra persone prestate dai partiti, pur con l’apporto di questi ultimi. A convincermi, dopo la mia iniziale riluttanza, è stato il ‘grido di dolore’ che si è levato dai badiesi. Le svelo un segreto…». Dica pure… «Il primo a chiedermi di candidarmi è stato Renzo Marangon. Ma io, all’inizio, non ne volevo sapere. Poi è venuto da me Gianni Stroppa dicendomi: ‘Se ti candidi, il Pd rinuncia a presentare una lista’. In seguito sono arrivati l’accordo con la Lega, l’Udc e i socialisti, una forza che ha sempre avuto una grande tradizione politica a Badia». Che farete quando andrà in pensione il segretario generale Gianfranco Tiengo? «Cercheremo di trovare una persona altrettanto preparata attingendo nell’apposito albo». E quando il capo ufficio tecnico Iginio Bendin andrà in aspettativa? Per anni è stato il deus ex machina dell’amministrazione… «Intanto tamponeremo l’emergenza con una soluzione intema all’ufficio tecnico, che ha una sua struttura. Nel frattempo cercheremo un altro tecnico con i titoli-.mi guaderò attorno attentamente». Qual è l’ultimo libro che ha letto? «Di recente ho riletto L’elogio della Follia e i Carmina di Catullo».

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giu 14

Ieri la visita di De Poli: no apparentamento, sì appoggio estemo. E mercoledì arriva Bossi

Mainardi: “Da parte loro un sostegno convinto, faranno parte della squadra di governo”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/06/2009

ROVIGO – Una partita di poker. Con rilanci è bluff contìnui, fa realtà nel centrodestra le còse sembrano essere già definite. Nessun apparentamento, principalmente per non sconvolgere i delicati equilibri regionali, ma appoggio esterno da parte dell’Udc. Perché la riunione di venerdì sera in casa Udc ha evidenziato come a livèllo provinciale la volontà diffusa è quella di impegnarsi per sostenere Antonello Contiero al ballottaggio. Perché ieri mattina il segretario regionale dell’Udc Antonio De Poli si è incontrato con il coordinatore . del Pdl Mauro Mainardi e con lo stesso Contiero, ma non è passato a “salutare” la Viigili. Perché a Venezia e BeHuno (le altre Province al ballottaggio nelle quali il candidato alla presidenza è di marca leghista) il cosiddetto “accordo politico” è già stato raggiunto. msomma, manca solo l’ufficialità che, definitivamente tramontata l’ipotesi apparentamento, da definire entro oggi, può arrivare con calma nei prossimi giorni. Nel frattempo, l’Udc può continuare a giocare su due tavoli per cercare di alzare la posta. A cercare di scoprire il bluff è però Mainardi che senza esitazione sottolinea come “da parte dell’Udc d sarà un sostegno convinto e m caso di vittoria faranno parte deUa squadra di governo della Provincia. L’unica differenza rispetto a quanto avvenuto ad Adria, dove invece l’apparentamento c’è, è che il simbolo dell’Udc non comparirà sulla scheda”. fl coordinatore provinciale del Pdl spiega che anche con La Destra sono state poste le basi per un accordo politico. Anche in questo caso, però, E’ Contiero in persona ad aver detto no agli apparentamenti, preferendo per più di una ragione gli accordi politici. Uria strada che a questo punto sembra essere comunque vantaggiosa e al tempo stesso intaccare meno la sua leadership in caso di vittoria. Tornando ancora alTUdc una sottolineatura è comunque d’obbligo. La coalizione che ha sostenuto il candidato Michele Raisi, che oltre al simbolo scudocrociato affiancava quello della, lista locale Federazione moderati di centro, sembra essere vicina al punto di rottura. La possibilità della corsa “in solitària”, infatti, aveva riunito le due anime del partito recto dal commissario De Boni. Al ballottaggio, però, le differenti visioni tornano nuovamente in contrasto e l’ala più vicina all’attuale pensiero di Casini ma non a quello della segreteria regionale è tornata a rivolgere il proprio sguardo verso il centrosinistra. Ancora nulla di ufficiale, ma qualcosa potrebbe muoversi già nelle prossime ore.

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giu 14

Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/06/2009

BADIA POLESINE – Ad una settimana dallo spoglio, Adino Rossi toma a mente fredda sui risultati del voto. 566 voti, un incoraggiante 8,76 %, un seggio conquistato, ma sembra di capire che il risultato non sia soddisfacente per il candidato della lista “3 Torri” “Non sono soddisfatto – spiega infatti Rossi – puntavamo al secondo consigliere ed a superare la soglia del 10% e dei mille voti. Su alcuni seggi abbiamo comunque raggiunto l’obbiettivo con il 15% nel seggio n° 6 della casa di riposo, il 12% nei seggi n° 2 e 7 ed attorno al 9-10% nei seggi 8,90 io”. Durante la campagna elettorale l’avvocato Rossi ha lamentato l’inefficienza del comune, denunciando al Prefetto ed al commissario Vitetti la mancata e successivamente parziale esposizione delle liste elettorali, chiedendo il rinvio del voto. La denuncia pare non sia ancora stata ritirata nonostante, a detta di Rossi, siano state fatte nei sui confronti alcune “pressioni” ed i contatti con la prefettura siano stati intensi: “Se la pubblicità elettorale fosse stata fatta a dovere avremmo certamente raccolto di più, siamo stati penalizzati avendo impostato la campagna elettorale a cifre contenute”. Conosciuti i nomi degli assessori, Rossi esprime il suo parere sulla composizione della giunta di Fantato: “Non capiscoSinceramente l’assessore estemo al bilancio, a meno che non vi siano accordi ‘particolari’ non conosciuti dai cittadini. Inoltre c’erano personalità, professionalmente adeguate già all’intemo del consiglio, come ad esempio Brusemini o Gola. La nomina di Ortolan a presidente del consiglio sorprende un po’, anche se così si spiegherebbe la desistenza del candidato dell’Udc alla provincia, Romani, per quanto riguarda l’accordo politico. Detto questo gli assessori proposti sono comunque buoni e mi sembrano persone valide e giovani, il che non guasta”. Capitolo provinciali: il Mpv appoggerà con ogni probabilità il candidato di Lega e Pdl Contiero, ed i Repubblicani? “Devo incontrare Contiero e poi valuteremo” spiega Rossi che alla domanda se farà il consigliere di minoranza risponde fra il serio ed il faceto: ” Si certo almeno per ora…”.

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giu 14

Ferreri analizza il voto e non mancano “frecciatine”

‘Ci sono state troppe discussioni, il Pdl a Badia poteva vincere”

Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi

BADIA POLESINE – E’ rimasto in silenzio per tutta la campagna elettorale. E nelle frenetiche settimane che hanno preceduto il voto, è stata probabilmente la figura più discussa e, spesso, criticata. Ora, a bocce ferme e risultati acquisiti, Marcelle Ferreri, esponente del Pdl ed ex assessore allo sport ricandidatosi nella lista di Meneghin, analizza il voto ed il suo risultato personale (200 preferenze) che gli permette di cavarsi qualche sassolinò dalle scarpe. Un risultato che, sommato a quello degli altri due componenti dell’acronimo Fac, Renzo Aguzzoni (230) e Mario Cabassa (164), totalizza 594 preferenze, praticamente un partito. I numeri hanno premiato questa volta Castone Fantato… “E’ stata una bella vittoria di Fantato, una vittoria che, per certi versi, mi aspettavo. Dopo cinque anni di tribolazioni nella vecchia maggioranza si sentiva la necessità di cambiare e con. le nostre ’seghe mentali’ gli abbiamo consegnato il comune. Badia ha comunque confermato di rimanere un laboratorio in cui la logica non si sposa con la politica. Il badiese va sempre alla ricerca di qualcosa di diverso e spesso le “fritture miste” sono quelle che funzionano meglio” Quali sono i rammarichi ed i rimoroveri che lei fa a se stesso ed alla sua coalizione? “Per prima cosa mi dispiace per Meneghin, nonostante gli errori fatti avrebbe meritato di governare i cinque anni scorsi in maniera serena, vista la conformazione iniziale della giunta e l’ampiezza della vittoria ottenuta nel 2004. Purtroppo i malumori e le beghe inteme sono cominciate quasi subito. Per questa tornata elettorale il rammarico deriva dal fatto che i numeri per vincere c’erano, è innegabile che Badia sia di centrodestra. Però, mentre Fantato lavorava per costruire .una squadra con uri -programma, dall’altra parte non si è fatto altro che discutere di ‘Ferreri sì, Ferreri no’ fino al giorno prima della presentazione delle Uste. I liberali ed alcuni ex-An continuavano a dire che ero ‘il’ problema, ma i fatti e, ancora una volta i numeri, hanno dimostrato il contrario”. Ad un certo punto, prima della chiusura delle liste, tutti volevano la, testa di Ferreri, l’origine di tutti i mali… “Gli ordini venivano dall’alto, da fuori Badia. Avrei anche potuto farmi da parte se lo avessimo concordato, ma quando hanno cercato di farmi passare come il ‘capro espiatorio’, ho forzato la mann Mnp einmi nrima la chiusura delle liste, come prova di forza, Ferreri, ave: va raccolto 135 firme e venti nomi per costituire una propria lista alternativa al Pdl e l’aveva già depositata presso il Comune). Mi han- no accusato di aver fatto entrare i ’sovietici’ in consiglio, ma alla fine tutti abbiamo.alzatolamano. Dicevano che bisognava cambiare, che serviva gente nuova, ma non si cambia escludendo il solo Ferreri. Hanno cercato di lanciare un virus che si è ritorto loro contro : uno non è stato candidato, un altro è rimasto fuori dai giochi ed un terzo è sulla soglia di sopravvivenza”. I marangoniani andati dall’altra parte si sono presi la rivincita… “Sono stati premiati per la loro scelta e la loro coerenza. Hanno anche rischiato parecchio, maallafinesono risultati vincitori. Un altro che si è preso la rivincita, sui liberali » è stato Bn.isemihi <he iìa fasta uniauón risultato anche se aveva un ‘mondo’ tutto suo da cui attingere i voti”. I costi di realizzazione degli impiantì sportivi sono stati al centro della campagna elettorale… “Gli impianti sportivi sono stati una scelta dell’amministrazione precedente a quella di Meneghin, quella di Boldrin di cui facevo parte e nella, quale ero assessore. Avevamo a disposizione un certo budget che non bastava per coprire tutte le spese, ma vista la necessità che la città aveva di un im- deve sapere che a Badia ha pianto più funzionale ri- fatto dei gran danni”. spetto al vecchio Verzaro, abbiamo deciso di mettere come priorità per la legislatura la realizzazione della nuova area. Nella cifra iniziale mancavano un sacco di migliorie come l’asfaltatura del parcheggio, le coperture delle tribune, eccetera ed avevamo programmato di fare delle variazioni in corso d’opera pur di cominciare i lavori. Al tutto si è aggiunta la decisione di trasformare la palestra in un palazzetto dello sport. Certo si potrà discutere dei costi, ma non sì può certo dire che i nuovi impianti non siano stati un’opera necessaria e ben realizzata” Ora Maxcello Ferreri rimarrà a fare il consigliere di opposizione? “Farò il consigliere di mino-. ranza, anche se fare opposizione sarà un po’ un problema; dovrò imparare. Certo non faremo un’opposizione come ho visto fare negli ultimi anni, sempre contraria e poco costruttiva. Controllerò i lavori della maggioranza, ricordando le promesse fatte, ma auguro loro sinfSlEamentedi. govepiafe,; ; per ^mqueaimF per Dimostrare quello che effettivamente riusciranno a fare e sono convinto, al contrario di qualche voce di piazza forse rancorosa, che riusciranno a completare la legislatura”. Prima dei saluti Ferreri ci rimprovera di non avergli rivolto una precisa domanda sulla Lega Nord. Bene, allora facciamola: quale sarà l’atteggiamento di Ferreri con la Lega, vista anche l’incombenza del ballottaggio in provincia? “Da parte mia, essendo un membro del Pdl farò la campagna elettorale per Contiero, ma il signor Contiero deve sapere che a Badia ha fatto gravi danni”.

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giu 14

Mattina decisiva per il quadro degli schieramenti al ballottaggio. Il Pd sta concludendo le trattative

 I vertici regionali e Borgato premono per il centrodestra, ma l’apparentamento sarà difficile.

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 14/06/2009 di Franco Pavan

È arrivato a Rovigo anche l’onorevole Antonio De Poli, segretario regionale dèll’Udc, ieri in mattinata per definire la posizione del partito in Polesine in vista della chiusura della partita degli apparentamenti per il ballottaggio delle Provinciali. Voltate le spalle alla candidata del centrosinistra Tiziana Virgili, per la commissariata Udc polesana l’appoggio a Contiero sembra scontato, ma appare altrettanto realistico che non ci sarà alcun vero apparentamento nero su bianco e depositato in Tribunale entro le 12 di oggi. Bocche Cucite naturalmente da parte dell’onorevole De PolL A far trapelare qualcosa è invece il candidato presidente Michele Raisi. «Premesso che sarà il commissario Onorio De Boni a decidere in ultima battuta, credo che prevalga la linea di un accordo politico a livello regionale che impegni le segreterie. L’apparentamento a Rovigo diventa un passo difficile nell’ottica degli obiettivi di costituzione di un partito di centro con i Moderati e Presenza cristiana». Raisi non è la prima volta che fa trasparire un certo imbarazzo per un’eventuale intesa in favore di Contiero, ma è “solo” un candidato sconfitto al primo turno. Chi non fa mistero della propria posizione è il presidente dèll’Udc Renato Borgate che con un concreto aiuto alla scalata del leghista, potrebbe far vincere la linea marcatamente prò Pdl che già lo ha visto protagonista della diatriba con l’ex segretario provinciale Francesco Milan. Resta il fatto che gli accordi tra segreterie so no mercé che rimane nel chiuso degli uffici politici. All’atto pratico gli elettori dèll’Udc dovrebbero avere libertà di scelta sulla scheda. Sempre che vadano a votare, vista la concomitanza con i referendum già stigmatizzati pesantemente dai vertici del partito. È chiaro che tutto si deciderà entro le 12, comprese le eventuali sorprese dell’ultim’ora. Chi si rallegra della situazione è Gabriele Frigato, segretario del Pd. «Prevedevo che alla fine il confronto tra i due candidati Virgili e Contiero sarebbe risultato troppo stridente in casa Udc. Credo sia giusto lasciare al giudizio dell’elettore la valutazione su capacità e grado di risposta ai problemi della gente che possono esprimere i due aspiranti presidenti. E francamente penso che la nostra candidata parta decisamente avvantaggiata nel confronto con Contiero, per il bene dell’ente Provincia». Frigato ci gira un po’ intorno, ma è convinto che la libertà di scelta per gli ex democristiani farà agio a Virgili ben più che al, candidato del centrodestra. Quanto agli apparentamenti in casa Pd le certezze sono più solide. «Abbiamo incontrato sia la sinistra che i ragazzi di Bellinello spiega Frigato – con entrambi ci rivedremo domani (questa mattina, ndr). Fa testo il nostro programma e su questo deve nascere l’accordo che sarà comunque scritto con tutti i crismi. Non crediamo opportune soluzioni amorfe o mezze misure. L’elettorato ha dimostrato di non gradirle».

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giu 14

Marcello Ferreri spiega che opposizione farà (per la prima volta) insieme ad Aguzzoni e Cabassa, gli altri componenti del trio 

 Sul voto: «Le liste omogenee non funzionano». Su Fantato: «La sua non è un’ammucchiata, durerà»

Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 14/06/2009

L’acronimo Fac (nato dalle iniziali degli assessori uscenti Ferreri, Aguzzoni, Cabassa) è stato uno dei più citati nella campagna elettorale per le comunali. Il Fac non ha vinto, ma è presente al completo nel gruppo di opposizione che sarà guidato dall’ex sindaco Paolo Meneghin. Allora il Fac è vivo? «È vivo – dice Marcelle Ferreri – e facciamo la differenza anche se nessuno ci credeva. Siamo presenti pur avendo perso. Le comunali hanno dimostrato che Badia è un laboratorio politico dove le liste omogenee, come la nostra Progetto per Badia del 2004 che era la Cdl al completo, non funzionano nel tempo. Badia va sempre al contrario. Fantato ha ottenuto una bella vittoria e credo durerà per l’intero mandato: non sono d’accordo con chi dice che avrà sei mesi di vita». Toma di moda il termine «frittura mista» usata nel 1995 dall’allora candidato sindaco di Fi e An Carlo Moretti» che arrivò terzo dietro il vincente Edo Boldrin e a «Per Cambiare» di Paola Belluco. «Quella di Fantato è stata definita un’ammucchiata continua Ferreri – ma ha vinto perché programmata a monte, mentre noi abbiamo perso tempo con i personalismi: della sconfitta mi dispiace soprattutto per Meneghin che non lo meritava, ma purtroppo invece Fare opposizione a chi, come voi, non l’hai mai fatta non sarà facile. «Lo chiederemo a Guerra come si fa, perché c’è da dieci anni. Personalmente non farò opposizione come è stata fatta negli ultimi cinque anni: controllerò l’operato della Giunta. Fantato ha vinto e ora tocca a lui amministrare: gli auguro di durare cinque anni». Ci sarebbe da parlare degli impianti sportivi: discorso lunghissimo e su questo fatto Ferreri dice: «Erano una priorità, sapevamo che il progetto era insufficiente, ma all’impresa che ha vinto abbiamo garantito varianti in corso d’opera per realizzare le migliorie necessario». Paolo Aguzzoni di farsi cinque anni tranquilli, li ha trascorsi tribolando. Abbiamo trovato forti difficoltà a farci votare». Il braccio destro del coordinatore Stefani, Ivo Baccaglili! non si è neppure candidato, lo stratega Luca Rossetto ancora una volta ha sbagliato e tanti ormai sono convinti che per vincere basta stare dalla parte opposta di quest’ultimo, Claudio Guerra è ancora all’opposizione, mentre Giovanni Rossi e Pierieopoldo Visentin, ex «marangoniani», divisisi da Rossetto e Guerra hanno vinto, lei è stato difeso da Fantato contro chi la indicava come il male assoluto: cosa dice? «Il bene e il male commessi vanno divisi in parti uguali per tutta l’ex giunta. Difendendomi Fantato ha dimostrato di essere più obiettivo degli altri: non sono io il problema, altri (Guerra e Rossetto, ndr) hanno lanciato il virus e chi di vendetta ferisce, della stessa perisce. Rossi e Visentin sono stati obiettivi e coraggiosi perché hanno scelto di andare dall’altra parte e non con chi la giunta l’ha buttata giù e poi si è candidato con Meneghin».

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