VERSO IL BALLOTTAGGIO
MAINARDI: «PER ADRIA ORMAI E’ QUASI COSA FATTA PER LA PROVINCIA CI SIAMO VICINI»
Tratto dal Resto del Carlino del 12/06/2009
IL MATRIMONIO tra Udc, Pdl e Lega Nord pare sempre più vicino. Per quanto riguarda il Comune di Adria pare ormai cosa fatta, e per Palazzo Celio, spiega il coordinatore provinciale del Pdl, Mauro Mainardi (nella foto), «ci stiamo lavorando e ci siamo vicini». Proprio l’altro giorno, invece, il candidato leghista Antonello Contiero aveva dichiarato che preferiva che la compagine restasse quella del primo turno, «anche per non disorientare gli elettori». Ma alla fine, probabilmente, l’apparentamento si farà. «Mercoledì ú spiega Mainardi ú sono stato a Roma con De Poli e ormai per Adria la corsa insieme all’Udc è quasi cosa fatta, per la Provincia ci siamo vicini». Da parte sua Renato Borgate, presidente provinciale dell’Udc, non ha mai nascosto che l’anima del partito è, per così dire, a destra: «Io ho sempre sponsorizzato una corsa compatta dall’inizio con il centrodestra e probabilmente, se fossi stato ascoltato, anche da qualcuno che fa parte del mio partito, il centrodestra avrebbe già vinto e non si sarebbe arrivati al ballottaggio. Quanto a un matrimonio con Pdl e Lega-.beh ú dice Borgate úContiero ha detto di non volere alleati che lo tirano per la giacca: a questo punto se vuole un apparentamento deve ritornare su quello che ha detto e fare marcia indietro. Noi ú ribadisco ú siamo persone attente e disposte al dialogo. Tra l’altro voglio ricordare che a livello regionale, con la Lega Nord, ho sempre avuto rapporti straordinari. Quindi Contiero, probabilmente, ha parlato a titolo personale». Insemina, sono queste le ore decisive per scoprire se il matrimonio ci sarà, o meno. Ma la strada, ormai, sembra tutta in discésa
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I Moderati ringraziano il proprio elettorato e guardano alla creazione del partito di centro
Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/06/2009
ROVIGO – La federazione dei Moderati di centro ringrazia l’elettorato ed inizia a ragionare per un’eventuale apparentamento in vista del ballottaggio del 21 giugno. Gianni Saccardin, coordinatore dei Moderati di centro dichiara che “la federazione dei Moderati di centro unanimemente da parte di tutte le sue componenti (Movimento veneto per il Ppe, lista ^’Stocco”, lista “Presenza cristiana”, lista “Rovigo Insieme per” e movimento “Rosa per l’Italia”, sente il dovere di ringraziare “tutti coloro che l’hanno sostenuta, votandola. e sono stati circa 1.500 elettori. Il risultato, per una forza giovanissima che ha deciso per la prima volta e dopo Pasqua di partecipare alle elezioni provinciali del 6-7 giugno, con un simbolo altrettanto nuovo e che ha avuto una sua visibilità per un tempo limitatissimo (due settimane scarse), è da ritenersi apprezzabile e importante per il prosieguo del cammino, che sarà di radicamento graduale nel territorio in attesa di costruire, anche a livello locale, quel partito di centro che i vari leader nazionali, Casini, Pezzetta, Tabacci, Adomato ed altri da tempo vanno incoraggiando e che ha giustificato l’apparentamento elettorale della federazione dei Moderati di centro con il partito dell’Udc locale”. Il ringraziamento si estende anche ai “candidati della lista poiché molte delle preferenze, visto i tempi ristrettissimi di visibilità del simbolo e la vita breve della Federazione,. sembrano in gran parte attribuiti alla persona, e questo per noi è una cosa importante giacché crediamo che in politica, come in molti altri settori della vita pubblica, al di la dei programmi, che pur hanno la loro importanza, la differenza la fanno le persone e la modalità propria con la quale queste ascoltano, operano e si relazionano”. E ancora: “Non possiamo dimenticare, poi, il risultato lusinghiero conseguito dal candidato presidente Raisi che rappresenta per noi un ulteriore segnale (almeno così lo leggiamo) per continuare a coltivare quella prospettiva del centro che ha una sua ragion d’essere, al di là di tutto quello che è dato a vedere nel panorama politico odierno. Il cammino è iniziato e con grande entusiasmo continuerà, convinti che la moderazione sia una necessità politica per costruire un tessuto sodale meno conflittuale, più solidale e partedpativo poiché una cosa tra le tante si può dire certa, ed è che i nostri destini di persone sono sempre più accomunati e interdipendenti, sicché due sono le possibilità che si prospettano: la solidarietà o lo scontro e la divisione. La politica, e la qualità dèlie persone che la interpretano, giocheranno sia al presente che per il futuro un ruolo insostituibile e determinante”.
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UNIONE DI CENTRO
Antonio De Poli pronto a discutere con tutti
ROVICO – “Preferiamo l’apparentamento ufficiale, vedremo”. Antonio De Poli, coordinatore regionale dell’Udc non si sbilancia sulle possibile alleanze per il ballottaggio della Provincia di Rovigo. “C’è tempo fino a domenica, decideremo in questi giorni. Da parte del Pdl non credo che d sarebbero pregiudiziali per un nostro ingresso nella coalizione che sostiene Antonello Contiero. La Lega, invece, mi sembra più critica. Forse il carroccio preferirebbe un appoggio non ufficiale, ma francamente mi pare poco probabile”. Ieri l’Udc aveva in programma la riunione dell’ufficio politico regionale “Credo però – aggiunge De Poli – che per una decisione occorrerà aspettare domani”. Il partito di casini, infatti, si tiene le mani libere: “So che mi hanno cercato anche dal Pd. Domani (oggi per chi legge ndr.) d vedremo e ne discuteremo”. La sensazione è che l’Udc sia più vicino al centrodestra ma l’eventuale oltranzismo del Carrocdo potrebbe farla sdvolare verso l’indifferenza ó per il ballottaggio, oppure a un accordo per il sostegno di Tiziana Virgili, che può rientrare in quei “moderati da sostenere”, secondo l’indirizzo espresso dal leader dell’Udc Pierfedinando Casini.
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VERSO IL BALLOTTAGGIO
Ore decisive per le strategie. Domenica il termine ultimo
Contiero accetterebbe solo un accordo politico, senza apparentamenti ufficiali
Tratto dalla Voce di Rovigo del 12/06/2009
ROVIGO – Ore decisive per la corsa agli apparentamenti. Scade domenica alle 14 il termine ultimo per rendere ufficiali le alleanze politiche in vista del ballottaggio del 21 e 22 giugno. Solo così, infatti, i partiti che intendono appoggiare alla luce del sole uno dei due candidati alla presidenza della Provincia, potranno partecipare alla suddivisione dei seggi in consiglio provinciale sulla base del premio di maggioranza. Antonello Condero rimane fermo nella sua posizione di rifiutare apparentamenti, “nemmeno con l’Udc che ha votato contro il federalismo”. Il Pdl invece appare più possibilista. C’è poi una terza ipotesi, quella di un appoggio politico che non sfoci in apparentamenti ufficiali: “II Pdl cerca anche questa soluzione – dichiara Contiero – vedremo. Io resto per non avere l’Udc vicino al mio nome. Le indicazioni di Umberto Bossi sono chiare”. Insomma anche il segretario della Lega potrebbe accettare un accordo politico fra Pdl e Udc che si trasformerebbe in un appoggio alla sua corsa verso Palazzo Celio. In questo modo però l’Udc non rientrerebbe nel meccanismo di distribuzione dei seggi consiliari con il premio di maggioranza, non guadagnerebbe altri seggi, insomma. Ed forse questo il motivo della ritrosia del partito. E’ previsto infatti che alla coalizione che sostiene il vincitore della contesa elettorale vada il 60% dei seggi di Palazzo Celio. Quindi 14 scranni alla maggioranza e io alla minoranza. La ricerca degli apparentamenti appare necessaria al centrosinistra che sostiene Tiziana Virgili, meno al centrodestra che appoggia Antonello Contiero. Lo stesso segretario della Lega aveva dichiarato di non cercare alleati del secondo turno, sentendosi forte del 48% di elettorato conquistato al primo turno. Tiziana Virgili, invece, ha affermato di cercare compagni di viaggio a 360 gradi. Angelo Zanellato, però, della segreteria organizzativa del Pd precisa che “non è detto che ci si debba per forza alleare. Al secondo turno si riparte da zero, possono cambiare numeri ed equilibri. Ricordo che Federico Saccardin quando vinse per la prima volta la Provincia nel 1999 al secondo turno ottenne circa 15 mila voti in meno. Insomma tutto è possibile. Certo apparentarsi sarebbe meglio, vedremo”. Chi si apparentasse con Virgili guadagnerebbe come minimo un seggio consiliare, portabile.
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Il candidato alla presidenza della Provincia ritiene giusto lasciare libertà di coscienza agli elettori per il ballottaggio “Mi preoccupano le contraddizioni nel Pdl”. “Il Pd ha proposto un ragionamento serio sui problemi”
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 12/06/2009 
Michele Raisi, candidato alla presidenza della Provincia, in queste ore è tirato per la giacca sia dal Pdl che dal Pd. I voti personali raccolti 6,24 per cento e quelli del partito 4.37 per cento sono considerati “strategici” al ballottaggio. «Voglio ricordare – dice Raisi – che l’Udc si è presentata spaccata a metà ed è stato necessario il commissariamento per ricercare un’unità d’intenti. La mia candidatura, frutto della ricerca di tale unità, è stata ufficializzata a fine aprile, per cui si è partiti in ritardo e con evidenti problemi, anche da qui gli errori formali che hanno portato all’esclusione in 5 collegi. Con tali premesse l’essere riusciti a tenere sul voto, anzi aumentando i consensi rispetto alle provinciali del 2004, quando l’Udc era nella CdL, è motivo di orgoglio e soddisfazione per me e per tutti i 24 candidati, assieme a tutti coloro che si sono spesi per questo risultato». Veniamo al ballottaggio, De Poli ha annunciato la chiusura di un accordo con Pdl e Lega a livello regionale. Qual è la vostra posizione a Rovigo con un Contiero che non ne vuole sapere dell’Udc? «A questo punto non capisco perché raccordo con Pdl e Lega non sia stato chiuso prima delle elezioni, ci avrebbero evitato la fatica di una campagna elettorale e la spaccatura del partito. Dopo aver corso per spiegare le nostre ragioni sul perché correvamo da soli, liberi e non in vendita, sarà dura spiegare al nostro elettorato che adesso corriamo per un candidato della Lega che non ha mai perso occasione per attaccare e denigrare il nostro partito». Mainardi, coordinatore del Pdl, però vi ha teso la mano… «D Pdl ha fatto un discorso politico serio, proiettato anche al futuro e considerando che molti dei nostri elettori sono orientali in quella direziono, bisognerà tenerne conto. Non posso, però, non dirmi preoccupato delle tante contraddizioni che stanno emergendo. A volte fatico a capire, al di là dei ruoli, chi siano i veri interlocutori con i quali stringere accordi e alleanze». Dall’altra parte il Pd sembra disponibile a lasciare fuori Rifondazione a favore di un apparentamento con l’Udc. Cosa ne pensa? «Fin da subito ho dichiarato che non avremmo potuto fare accordi con il centro-sinistra se avessero scelto Rifondazione, perché siamo contrari agli estremi in politica, di sinistra ma anche di destra, n Pd ha aperto un ragionamento politico serio, ha messo sul tappeto, a differenza di qualche altro non posti di potere, ma i problemi del Polesine e ha chiesto il nostro aiuto per risolverli in maniera seria e costruttiva. Credo sia utile valutare questa proposta nella prospettiva della creazione di quel centro moderato che Casini intende realizzare nel nostro paese». A proposito di Casini, l’Udc nazionale ha detto che si sceglierà caso per caso in base al grado di “moderazione” dei candidati? «Mi sento in linea con Casini e condivido la linea nazionale del partito che punta all’identità e al nuovo soggetto politico e non vuole che ci vincoliamo ad interessi specifici e immediati». In conclusione, cosa farà l’Udc il 21 e 22 giugno? «La mia opinione personale è che, stante la situazione a Rovigo, sarebbe meglio lasciare liberi i nostri elettori. Mi rendo conto che in politica il non scegliere può nel breve penalizzarci e che il partito ha una sua forma, per cui accetterò un’eventuale decisione di chiudere con il centrodestra. Comunque, domani ci troveremo con tutti i 24 candidati dell’Udc e con il commissario, ci incontreremo anche con gli amici della Federazione di Centro e valuteremo. Voglio però che sia chiaro per tutti che il mio obiettivo era e rimane la costruzione del nuovo soggetto politico di centro, dove ci sia gente che ha voglia di lavorare con serietà ed umiltà. Ubera da condizionamenti o da politiche di basso cabottaggio, che crede che il bene comune non sia il proprio tornaconto personale, questo è quello che spero e per cui ho corso alle elezioni».
written by UDC Badia Polesine
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