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giu 30
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Rossini replica al coordinatore: “Visione miope”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 30/06/2009 di Alessandro Garbo
ROVIGO – Prosegue la. polemica a distanza tra il gruppo marangoniano e Mainardi. Dopo le dichiarazióni del coordinatore, arriva l’attacco firmato Antonio Rossini. Non si placano dunque i toni di questa lotta intema al Pdl. “Mainardi sta agendo contro le finalità costituenti del Pdl volute da Berlusconi esordisce Rossini – in quanto il coordinatore non rappresenta minimamente lo spirito di aggregazione e coinvolgimento”. L’ex dirigente provinciale di Forza Italia, ideologicamente appoggiato da Marangon in questo intervento, dichiara: “Mainardi ha deliberatamente escluso la maggioranza marangoniana, composta da persone capaci che non vedono la politica come un mero mezzo”. Rossini non risparmia proprio nulla a Mainardi: “II fatto che egli si consideri espressione di un mandato illimitato è la diretta espressione di chi è stato nominato dall’alto, una nomina priva di- alcun senso legittimo e democratico”. “Questa sonora e netta sconfitta elettorale, in un momento storico dove era impossibile perdere, – prosegue amareggiato Rossini va analizzata con un unico dato, il risultato della condotta del coordinatore, e in questo caso è un verdetto amaro”. L’ex dirigente snocciola alcuni dati. “Nelle provinciali, il Pdl ha avuto solo il 26,82%, rispetto al 32,81% delle europee. Quest’ultimo dato è solo un’ espressione della politica nazionale e intemazionale del partito”. Rossini manifesta qualche perplessità su una sconfitta definita da più parti “storica”: “Questa sconfitta non è storia, come fa piacere a Mainardi, -affonda l’ex dirigente – ma rappresenta» l’attualità e il futuro della Provincia, consegnata alla sinistra”. La colpa di tutto ciò, secondo Rossini, risiede “nella visione miope del coordinatore, visto che il suo criterilò principale nelle candidature dejF collegi non era lo slogan aria nuova, ma quella di non far candidare persone che potevano avere contatti diretti con Marangon. Il monito conclusivo è ancora rivoltò .a Mainardi e profuma di un attacco sanguigno. “Guardati attorno, ti accorgerai di essere attorniato da variegati volti della Prima repubblica, che hanno avuto tessere di diversi partiti anche con rappresentanza nell’estrema sinistra. Persone che hanno fatto della politica il loto mestiere – affonda Rossini – alle quali erano destinate le maggior cariche in caso di vittoria”. La spaccatura da probabile si sta trasformando! in una vera e propria rottura. La diatriba Mainardi – Marangon si sta allargando a macchia d’oliò, coinvolgendo in una sorta di tutti contro tutti gli “amici” di Mauro Mainardi e gli” amici” di Renzo Marangon.
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giu 30
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IL SINDACO FANTATO REPLICA A FERRERI
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 30/06/2009
DOPO il duro attacco frontale sferrato dall’ex assessore allo sport Marcelle Ferreri del Pdl, nei confronti della coalizione guidata dal sindaco Fantato, nel primo consiglio comunale della nuova amministrazione, il primo cittadino prontamente replicato alle affermazioni fatte, contenute in un intervento scritto, che a quanto sembra lo stesso ex primo cittadino, ora capogruppo di opposizione Paolo Meneghin non ha condiviso. Dopo aver chiesto al gruppo di maggioranza di non replicare all’intervento e aver sottolineato che il suo riferimento politico è la città di Badia ed i suoi cittadini, Fantato, che in precedenza aveva anche chiesto, seppur nel «rispetto dei ruoli» l’apporto di idee e di collaborazione per il bene di Badia a tutti i consiglieri Comunali, ha ribadito che si assumerà sempre in prima persona la responsabilità delle scelte e di quanto l’amministrazione comunale e la giunta andranno a programmare e a decidere. Il neo sindaco ha inoltre sottolineato che se così non succederà, sarà il primo a trarne le debite conseguenze. Il primo cittadino ha anche spiegato che nel prossimo consiglio si aprirà la discussione sulle linee programmatiche che verranno proposte dalla nuova coalizione che, salvo incidenti di percorso, guiderà Badia Polesine per il quinquennio di mandato elettorale, e che sulle proposte formulate si potrà intervenire liberamente con critiche ma anche con eventuali idee costruttive. Chiudendo il suo intervento di replica a Ferreri, ed in merito alle critiche ricevute, per certi versi inaspettate nel primo Consigliò Comunale, Fantato ha ribadito con forza «risponde e risponderà solo ai badiesi».
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giu 30
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LA REPLICA: IL COMANDANTE DELLA MUNICIPALE DI BADIA
Tratto dal Resto del Carlino del 30/06/2009
IN RELAZIONE all’articolo apparso sul quotidiano II Resto del xx Carlino di domenica 28 giugno «Ferreri attacca la nuova giunta: c’è stato un rogo purificatorio… consistente nel ritito delle deleghe avvenuto anche per l’ex Comandante dei Vigili Urbani», è opportuno rettificare tale assunto e precisare che sono ancora il comandante dei Vigili Urbani (ora si chiamano però Agenti di Polizia Locale) del Comune di Badia Polesine, perché mai destituito dall’incarico che mi deriva dalla nomina ottenuta il 1″ febbraio 1996 a seguito del concorso pubblico per titoli ed esami, cui ho partecipato nel 1994, per la copertura del posto in organixo di «Comandante della Polizia Municipale». Il fatto nuovo che si è verificato con la nuova Amministrazione, cui l’articolo si riferisce, consiste unicamente nel non aver ricevuto dal sindaco, almeno per il momento, la qualifica dirigenziale prevista dall’alt. 109 comma 2 del testo unico per gli :I; enti locali di cui al decreto legislativo 267/2000. Tale qualifica è necessaria per l’adozione di quegli atti amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’estemo quali ordinanze, concessioni, autorizzazioni, ecc. per i quali, provvisoriamente vi provvede il Direttore Generale. Ma tutto ciò non pregiudica assolutamente l’incarico di Comandante del Corpo di Polizia Locale, carica che tuttora mantengo e ricopro a tutti gli enetti di legge, anche in forza della legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale n. 65/1986. Si rende opportuno pubblicare tale importante precisazione per ristabilire la realtà dei fatti e per informare l’opinione pubblica che tutt’ora rivesto la qualifica di Comandante del Corpo, anche per non sminuire la mia immagine che, dalla lettura dell’articolo, appare compromessa. La ringrazio e la saluto cordialmente»
Comandante della Polizia Locale Comm. Princ. Piergiorgio Bressan
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giu 29
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MAURO MAINARDI L’intervento “Quali sono i risultati della sua lunga attività?
Tratto dalla Voce di Rovigo del 29/06/2009
ROVIGO – “Non capisco perché si vuole ancora tenere in piedi il teatrino della politica”. Così Mauro Mainarci!, coordinatore provinciale del Pdl, commenta l’usata di Renzo Marangon che aveva criticato i vertici polesani del partito per la gestione della campagna elettorale per le elezioni provinciali. La situazione in casa Pdl, quindi, continua ad essere effervescente, Mainardi risponde piccato all’assessore regionale: “Mi aspetterei un atteggiamento diverso da chi è da tanti anni in politica. Credo poi che il bilancio della sua attività politica per il Polesine sia in negativo. Mi pare sia più quello che ha ricevuto dalla sua attività che quello che ha realmente prodotto per il nostro territorio. Quali sono i grandi risultati che ha ottenuto per i cittadini polesani? Sfido a dimostrarli, sono pronto a ricredermi, ma non sarà così”. A Mainardi non è piaciuto il fatto he che “si porti così tanto rancore, in questo momento Marangon ha la mia disistima, lui cerca vendette, parla di nemici, sono atteggiamenti che non fanno parte del mio Dna”. Il numero uno provinciale del partito nega che all’intono del Pdl possano nascere correnti: “Nel partito c’è solo la linea di Silvio Berlusconi e a livello regionale quella di Giancarlo Calan, Nicolo Ghedini, Alberto Giorgetti. Altre considerazioni sono solo dirette a voler dimostrare che si ha ragione anche quando si ha torto”.
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giu 29
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Dopo la sconfitta in Provincia Pdl, la notte dei lunghi coltelli
Tratto dal Corriere del Veneto del 29/96/2009
ROVIGO Tra l’assessore regionale all’Urbanistica Renzo Marangon e i dirigenti rodigini della Pdl i ferri oramai sono cortissimi. Lo strascico della perdita di palazzo Celio al secondo turno, dopo aver sfiorato il successo al primo turno, porta a galla rancori politici – e a questo punto anche personali – mai sopiti. Marangon, che riferendosi ai vertici cittadini del Pdl aveva parlato di «piccola corte dei miracoli» e definito il coordinatore Mauro Mainardi e il suo vice Luca Belletti «interessati solo a un regolamento di conti intemo», sostiene di esser stato emarginato nell’ultima campagna: «Avessi avuto io le redini – afferma – avremmo vinto al primo turno con il 55 per cento dei voti». A dir poco stizzita la replica della cosiddetta «corte dei miracoli». Ovvero Andrea Bimbattì, Nello Piscopo, Aldo Guamieri, Plavio Mancin, Matteo Zangirolami e Giuseppe Scaramozzino. «Al di là delle offese che ci vengono indirizzate affermano – siamo solo persone che collaborano con i coordinatori. Se Marangon riuscisse ad analizzare l’ultimo dato elettorale con tranquillità, quella che oramai ha perso da troppo tempo, troverebbe che il Pdl polesano del coordinatore Mainardi e del vice Belletti, al primo turno ha raggiunto un risultato che lo vede al primo posto tra le province venete». E se l’assessore regionale all’Urbanistica parla di «fortuna» per le vittorie del centrodestra in centri come Lendinara, Porto Viro o Castelmassa, i sei invece gli rinfacciano di essere la causa della sconfitta a Badia: <<n terrorismo politico dell’emarginazione, del quale siamo accusati dall’assessore, ha di fatto poi consentito la caduta del Comune altopolesano con le conseguenze che tutti sanno e che come artefice porta il suo nome e cognome: il suo», Durissimo l’invito rivolto a Marangon dai sei rodigini: «Se non si riconosce più nel partito che gli consente oggi di essere assessore regionale può sempre cambiare aria.
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giu 27
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Stroppa: «Un gesto idiota»
Tratto dal Resto del Carlino del 27/06/2009
DA ALCUNI GIORNI in città sono comparse in più luoghi, tracciate con bombolette spray le famigerate croci uncinate all’intemo di un cerchio rosso, simbolo meglio conosciuto come la famigerata svastica che venne fatta propria dal regime nazista. Una di queste come si nota in bella evidenza è stata tracciata da mano esperta a lato dell’ingresso della sede del Pd in via Cigno. A notare la cosa, tra i primi, un cittadino che abita vicino alla sede. E’ il signor Nadir Formigaro che per primo ha commentato rimbecillita del gesto, affermando che «la mamma dei cretini è sempre gravida» senza dimenticare il fatto che chi commette atti simili non conosce nemmeno il significato di ciò che sta facendo. IL COORDINATORE badiese del Pd, Gianni Stroppa, intanto, da parte sua informato dell’accaduto, premette che è la prima volta che alla sede succede una cosa del genere e afferma inoltre che si tratta decisamente di un fatto frutto di idiozia e imbecillità manifeste. Fatto che, comunque, auspica resti episodico e che pur non meritando commenti particolari va sicuramente poco enfatizzato per non dare troppa visibilità agli autori di tali gesti. STROPPA spiega anche che va sottolineato come tali svastiche siano comparse in più luoghi di Badia Polesine, come ad esempio in viale Stazione e nel parcheggio interno Arena con l’aggiunta delle scritte «Raus Immigrati o Raus Marocco». Da sottolineare che non molto tempo fa mani ignote avevano tracciato svastiche nere sul nuovo cippo commemorativo posto sili luogo dell’eccidio della famiglia Rossi avvenuto ad opera delle truppe tedesche in ritirata. Oltre questo, sempre ad opera di mani ignote, erano state danneggiate gravemente le lapidi sepolcrali di vittime dei soldati del Reich. Sepolture poste all’interno del Cimitero Monumentale. Badia, purtroppo non è nuova ad atti vandalici di questo genere.
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giu 27
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II consigliere Franchi replica all’ex assessore
Tratto dal Resto del Carlino del 27/06/2009
HA 23 ANNI, originario di Ficarolo, studia medìcina all’Unìversità diFerrara ed è il consigliere provinciale più giovane a sedere tra i banchi di palazzo Celio. Determinato, Franchi;risponde agu attacchi rivolti l’altro giorno dal consigliere provinciale di maggioranza, Guglielmo Brusco, alla Lega Veneta: sul piatto, ovviamente, la questione della sanità e del San Luca in particolare. Chiamato direttamente in causa da Brusco, che ha additato il Carroccio come il responsabile dei problemi della sanità polesana, il giovane consigliere replica: «Mi dispiace non potermi occupare di sanità e non poter guidare in prima persona il rilancio del San Luca. Purtroppo in questi cinque anni ú dice ú assisteremo al solito teatrino di Brusco che invece di lanciare proposte per far ripartire la nostra sanità, continuerà ad andare tutti i giorni sui giornali denunciando le carenze delle nostre strutture e alimentandoú aggiunge ú la percezione negativa attorno a queste. Ho già visto che invece che cercare una reale collaborazione con l’assessore regionale Sandri per il rilancio del San Luca, ha già iniziato l’attacco con strumentali accuse politiche che dimostrano come il suo obiettivo non sia aumentare i servizi sanitari per i polesani ma aumentare i voti per il suo partito e tentare di toglierne alla Lega». Franchi invita a guardare agli ultimi cinque anni dell’era Brusco, fino a qualche giorno fa assessore provinciale alla Sanità: «Al San Luca si è passati da 13 primari a tré. E ora non credo che la Regione abbia voglia di investire in un territorio dove trova come referente uno degli ultimi comunisti rimasti in Veneto: se Brusco continuerà di questo passo ú osserva il giovane consigliere leghista ú il San Luca diventerà un ospizio». Quanto all’analisi delle provinciali, Franchi è soddisfatto per il risultato ottenuto, a livello provinciale, visto che «a Ficarolo la Lega è passata dal 10 al 30% in un anno e dal 15 al 20% in tutto il mio collegio, tra l’altro espugnando un feudo trazionalmente di sinistra, proprio a ‘casa di Brusco’: Trecenta». Quanto ai progetti politici per il futuro la proposta di Franchi è quella di costituire un’assemblea permanente «con i rappresentanti di tutti i partiti del centrodestra, compresi Nuovo Psi, Udc, Forza Nuova e la Destra di Veronese, per affrontare insieme le sfide del futuro e uscire ‘èofa un’unica voce sulle principali tematiche della poetica polesana». [ Maristella Carbonin Chi è A 23 anni tra i banchi di Palazzo Celio LA CARRIERA politica di Franchi inizia nel 2006 quando, in quota ad An, viene eletto nel consiglio comunale di Ficàrolo con un numero altissimo ài preferenze. Tanto da risultare ‘consigliere anziano’ ed avere l’onore di ornare, con la fasda tricolore, la spalla del sindaco Antonella Mantovani. Si mette subito in evidenza per la battaglia in favore di una ‘rinascita’ dell’ospedale di Trecento e per impedire la costruzione delle centrali a biomasse. Il suo modo di operare 10 mette in contrasto con l’onorevole Luca Belletti. Abbandona il partito di Fini alla vigilia delle elezioni politiche dello scorso anno. Viene accolto, a bracco aperte, dalla Lega che lo candida alle provinciali nel collegio di Trecento, patria di BeSotti e del suo amico-nemico Brusco. Una campagna elettorale fatta andando, porta a porta, a parlare con tutti gli elettori, oltre che di Trecento, di Ficàrolo, Canda e Bagnolo, gli ha fatto ottenere il terzo posto tra i 24 candidati del partito di Bossi. E quindi l’accesso in consìglio provinciale fin dal primo turno. Franchi sta continuando gli studi in medicina e chirurgici, presso /’ateneo estense, con ottimi risultati: è in parità con gli esami, superati quasi tutti con 11 massimo dei voti.
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giu 27
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L’assessore: «Era il candidato sbagliato»
Tratto dal Resto del Carlino del 27/06/2009
CONSIGLIO al segretario provinciale della Lega di prendere un mese di ferie, di raffreddare il cervello e pensare bene prima di parlare. Sono pronto anche ad un confronto pubblico con lui. Sa benissimo come sono avvenute le trattative per scegliere il candidato», \^\ Renzo Macangon-decide dnusoce allo scopertosedi-difcaclersi. Lo fa: con una eonfeHZàstt(Hapanel;cerso della quale spedisce al mittente le accuse di «franco tiratore» e di aver architettato un complotto per far perdere Contiero. «Se fossi in grado di spostare 30mila voti (quelli persi fra il primo turno e il ballottaggio dal leghista) sarei un fenomeno. Faccio politica con passione e sono sempre stato positivo. Le possibilità per vincere al primo turno c’erano, ma Contiero non era il candidato idoneo. Quando si perde si cercano sempre dei capri espiatori, ma accusare me è una corbelleria». Brucia ancora la sconfitta del Pdl in Provincia. Una sconfitta secondo Marangon annunciata: «Contiero non rappresentava la sintesi di un ragionamento politico». Ed è per questo che l’assessore regionale individua i veri responsabili della disfatta nei vertici provinciali del Pdl: «Una classe dirigente priva di tegìttiiriità pcjpólare. E questi sono i risultati. ®aa classe dirigente che haiattuato un véro e proprio regolamento di conti sei confronti miei e di Mario Borgatti. E cioè di quella parte n’on elitaria del partito, ma autentica espressione di quelle famiglie che hanno fattogrande il Polesine». Inutile nascondere che bersaglio di Marangon sono il coordinatore nrovinciale del Pdl. Mauro Mai- nardi e il suo vice. Luca Bellotti: «due autoreferenziati che si guardano allo specchio». «Mainardi e la sua piccola corte dei miracoli ú dice Marangon ú volevano far fuori gli amici di Marangon e Borgatti, meno male che entrambi hanno fatto pochi danni nei Comuni (vedi Castelmassa, Castelnuovò, Bergantino, ecc.). La sconfitta alle provinciali rappresenta il fallimento di questa classe dirigente. E’ una vergogna, visto anche il potenziale che aveva a disposizióne. Si poteva vincere al primo turno, tranquillamente». Marangon è un fiume in piena: «E’ stata una campagna elettorale fredda, senza idee, senza il coinvolgimento delle persone. Non si possono vincere le elezioni con gli slogan, bisogna credere in un programma. Ai comizi di Contiero la gente fuggiva terrorizzata. E gli errori si pagano». Ma non restano solo macerie attorno al Pdl polesano: «Presto sorgerà un’associazione politico-cultuale con lo scopo di inségna- ó-se a fare politica, per selezionare la classe dirigente. Il rispetto delle persone si guadagna sul campo. Non perché si è nominati dall alto. Per questo prevedo una nuova stagione fatta di politica e confronti, non di politicume. Bisogna smetterla con lo spontaneismo personale dei dirigenti, non ci si può improvvisare tali». A chi gli domanda se la sconfitta del Pdl alle provinciali influirà sulla sua possibile ricandidatu- regionale, Marangon -risponde: «Non sono io che decido, Messuno è sicuro, ma non ho motivo di pensare òhe non sarà così. Credo che a temere per questa sconfitta debba essere qualcun altro».
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giu 27
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II Pdl replica al segretario della Lega
Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/06/2009
ROVIGO – La parola d’ordine è stemperare i toni. Senza però lasciar cadere nel vuoto le accuse. All’indomani dell’amaro sfogo di Antonello Contiero che, deluso dall’esito elettorale, ha attaccato gli alleati dichiarando che la Lega è pronta a correre da sola anche per Palazzo Nodari. “Aveva detto così pure le provinciali, poi ha cambiato idea. Certo una riflessione è necessaria”. Il capogruppo del Pdl Andrea Bimbatti getta acqua sul fuoco e prova a pensare positivo. “Alle politiche dello scorso anno, così come alle europee al primo turno delle amministrative, il centrodestra ha ottenuto un risultato positivo. Siamo maggioranza, ma c’è una minoranza che riesce a vincere pur avendo solo il 25% dei consensi. Sicuramente dovranno essere chiarite e sanate alcune situazioni anche in casa Pdl. E spedalmente su Rovigo, capire come mai c’è stato tanto astensionismo. L’alleanza con la Lega non va comunque messa in discussione. Quello di Contiero è uno sfogo comprensibile, ma quando si vince, si vince insieme e lo stesso se si perde”. La pensa così anche Matteo Zangirolami, che tuttavia mantiene un tono più sfumato. “Quanto accaduto merita un’attenta analisi e riflessione. Preferisco però esprimermi dopo aver valutato e ponderato ogni cosa”. Insomma i panni sporchi si sciacquano in famiglia. Quel che è certo, aggiunge Zangirolami, “è che dopo aver perso la Provincia non possiamo permetterci il lusso di arrivare divisi all’appuntamento con le comunali”. Più netto e senza mezzi termini Nicola Settini, che già all’indomani del voto aveva criticato la scelta di puntare su Contiero. “Ho trovato patetici certi attacchi esono sicuro che non ci saranno conseguenze.
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giu 27
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L’assessore: “Contiero? Programma inesistente”
Tratto dalla Voce di Rovigo del 27/06/2009
ROVIGO – E adesso la frattura sembra davvero insanabile. L’assessore regionale Renzo Marangon, interrotto il silenzio stampa degli ultimi giorni, sintetizza in tré punti la sconfitta del Pdl. Parole dure. al vetriolo, che non risparmiano i vertici e il candidato Contiero. Nel mirino finiscono il coordinatore Mauro Mainardi e il suo vice Luca Belletti. L’emarginazione della classe dirigente marangoniana, una campagna elettorale condotta malamente, gli scopi dell’improvvisata classe dirigente: ecco i motivi che fanno letteralmente infuriare Renzo Marangon. E’ un attacco senza peli sulla lingua, quello dell’assessore: “Siamo stati totalmente esclusi e ignorati nella composizione delle liste, senza il minimo coinvolgimento nella campagna elettorale”, inizia la reprimenda nei confronti di Mainardi e Belletti. “La nostra presenza è sempre stata vista con diffidenza dalla famosa corte dei miracoli”, spiega l’assessore. Se le premesse erano positive, non si è rivelato altrettanto favorevole il responso delle urne come afferma Marangon: “Non si respirava un clima del genere dal 2001; il vento spirava forte e si poteva vincere al primo turno con un margine considerevole”. Marangon lo ripete, tra convinzione e provocazione, più volte nel corso della conferenza: “Se avessimo guidato noi la campagna elettorale, già al primo turno un 55% era assicurato”. Le cause della debacle vengono presto svelate dall’assessore. “La politica è fatta di programmi e obiettivi, mentre nel centrodestra esistono due vedute differenti”. Marangon separa le due visioni politiche: “C’è la corrente elitaria composta da nomine e slogan, contrapposta alla nostra parte, caratterizzata da un solido e popolare radicamento sul territorio”. Ecco l’ennesima bacchettata: “Non siamo quelli delle ‘feste ad Albarella”. Insomma, Marangon e i suoi sostengono di essere stati i veri obiettivi di una strategia particolare. “Il problema vero è che Mainardi e Belletti hanno esercitato il loro piccolo potere contro gli amici di Marangon e Borgattì per un semplice regolamento di conti interni”. “L’unica provincia rimasta al Pd, è una vergogna t’aver gettato al vento una simile opportunità. Per vincere occorrono carica e motivazioni, con un progetto serio che valorizzi il Polesine. Non coinvolgerci è stato un peccato mortale”. Arrivano le solite punzecchiature rivolte a Contiero, affermando che “la gente fuggiva ai comizi elettorali “. Ciò che preme maggiormente all’assessore è aver sprecato un’opportunità unica, costituendo una filiera unitaria assieme a Regione e.Governo. Lo sfogo più piccato di Marangon giunge al cuore nevralgico del partito: “II potenziale era davvero alto, abbiamo assistito, invece, al fallimento epocale di questa classe dirigente”. In quanto all’accusa emersa dopo la prima ondata elettorale, Marangon replica così: “Mi hanno accusato di essere un franco tiratore: tutto ciò è una corbelleria, una banale sdocchezza”. Con la proverbiale ironia, l’assessore aggiunge: “Sa,rei stato un fenomeno politico se avessi spostato addirittura 3pmila voti”. L’attenzione si sposta sulle accuse mosse da Contiero a Marangon: “Sono disponibile a un confronto pubblico, e visto che lui ha avuto la dabbenaggine di citarmi gli consiglio di prendersi un mese di ferie, adatto per raffreddarsi il cervello”. Parole veramente al veleno, che probabilmente accenderanno l’ennesimo botta e risposta. “E’ stata una campagna elettorale condotta in toni freddissimi – prosegue – il voto è una sintesi di programmi e intenzioni, un progetto trasdnante e costruttivo che non è assolutamente emerso”. Marangon trae l’amara conclusione: “In tale modo, l’elettorato non si è rispecchiato nella candidatura, preferendo scelte diverse”. Quale futuro per il gruppo marangoniano? L’assessore indica la strada da seguire: “Alfabetizzeremo l’elettorato, daremo vita a una nuova associazione culturale, perché il rispetto e il voto delle persone si guadagnano sul campo”.

Brussels, Belgium








