Rossi: “La lista civica in cerca di adesioni”
Tratto dalla Voce di Rovigo del o5/05/2009
Politica in primo piano. Alla corsa per la poltrona di sindaco parteciperà pure la lista civica apartitica “Tre Torri”. “Viste le prossime elezioni amministrative del comune di Badia Polesine - fa sapere il presidente dell’Ad Basket Badia Adino Rossi – stiamo predisponendo una lista civica apartitica, denominata “Tre Torri”. La lista civica è aperta a tutte le persone che hanno a cuore la crescita economica, civile e morale della nostra comunità. E’ aperta ai cittadini che sentono il dovere civico di impegnarsi, senza delegare ulteriormente, affinchè Badia sia viva, sicura e bella”. E ancora: “C’è ancora qualche posto libero per chi intendesse proporre la propria candidatura”. Una lista ulteriore, quindi, per le prossime elezioni. In pista ci saranno anche il centrodestra con una lista civica con esponenti del Pdl a sostegno della candidatura di Paolo Meneghin che dopo le dimissioni di qualche settimana fa punta a un ritorno in sella. Altro candidato già uscito allo scoperto è Gastone Fantato che guiderà una civica appoggiato della Lega e dagli uomini del Partito democratico. Nei prossimi giorni saranno rese note le liste di tutti i candidati degli vari schieramenti.
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Grandi manovre in preparazione delle elezioni con al centro i malesseri del Pdl
L’ex sindaco Fantato ha predisposto un gruppone “laboratorio” extra schieramenti
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 05/05/2009
Quella che è appena iniziata sarà una settimana importante per la politica badiese. La lista che fa capo a Gastone Fantato è ormai fatta: ieri sera c’è stato l’incontro decisivo e quindi nei prossimi giorni ci sarà l’ufficialità di un accordo che vede assieme la Lega Nord, il Pd, l’Udc e parte del Pdl e ovviamente indipendenti e pare anche i socialisti. Salvo sorprese questa rappresenta una grossa novità: una sorta di laboratorio non nuovo a Badia Polesine che poi ha avuto ripercussioni anche in altre parti d’Italia.
Basti pensare che nel 1957 nacque qui il primo centro-sinistra poi adottato anche ad Agrigento e negli anni successivi diffusosi ulteriormente. Il laboratorio «Fantato» è quindi pronto al via per proporre ai badiesi un’alternativa rispetto all’ultima lista guidata da Paolo Meneghin impantanatosi nel ribaltone del 2007 e affossatosi nel controribaltone del dicembre 2008.
Il Pdl badiese è in gran fermento anche per le fratture che quotidianamente registra al suo interno: l’annunciata riproposizione di Paolo Meneghin, autocandidatosi lo scorso 5 marzo quando si è dimesso, non appare così certa perchè attorno gli scricchiolii sono forti tanto che si dice abbia gettato la spugna. Vedremo cosa escogiterà il coordinatore del Pdl Massimo Stefani che è il depositario del simbolo del partito e quindi sarà lui, assieme al vice Ivo Baccaglini, a dire l’ultima parola. Allo stato delle cose Meneghin si troverebbe in lista con i nemici giurati degli ultimi cinque anni Luca Rossetto e Claudio Guerra: le premesse non sembrano, per lui, rassicuranti. Si agita il Fac degli assessori uscenti Marcello Ferreri, Renzo Aguzzoni e Mario Cabassa perchè è stata chiesta e ottenuta dal Pdl la testa di Ferreri, ma sembra che il trio non voglia rompersi e quindi potrebbe anche correre da solo con una propria lista magari con il simbolo del Pdl. Si dice che Stefani non voglia mollare chi i voti ha dimostrato di saperli trovare: infatti i tre del Fac, nell’ordine, sono stati i più votati alle ultime comunali. C’è nervosismo anche negli «apparati» collaterali: parliamo dell’Us Calcio Badia guidato da uomini di Fi. La scorsa settimana c’è stata una riunione di dirigenti e tecnici biancazzurri chiamati dall’amministratore delegato Iginio Bendin (capo settore tecnico del Comune) che ha invitato tutti a stringersi attorno alla lista del Pdl. Si racconta ci sia stata qualche voce dissonante e che il ritorno alla politica attiva di Bendin non sia stato proprio fortunata anche se ha lanciato il suo anatema: se non ci sostenete, a giugno il Badia calcio sparisce. Strano modo di agire da parte di chi dal Comune ha ricevuto soldi (diretti e indiretti) e strutture che non possono essere appannaggio solo di una parte politica: non è un buon segno, o meglio continua a essere il segno di un andazzo che dura da diversi anni. Ha preso intanto corpo quella che è ormai la terza lista coordinata da Adino Rossi che ha riesumato «La Siepe» ora diventata «La Siepe – Badia viva e sicura»: ci sono già stati diversi incontri, ci sono i nomi: si attendono di conoscere il candidato sindaco e le alleanze messe in campo.
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A Rovigo in corsa Borgato, Salvan, Bononi e Milan
Tratto dal Resto del Carlino di Rovigo del 04/05/2009
L’Udc, infatti,aveva già stretto un accordo con la lista del Pdl (sostenuta anche dalla Lega) per il candidato Barbujani, ma poi è arrivato l’imput: si corre da soli. Ma gli esponenti dell’Udc non hanno digerito affatto questo obbligo. E quindi le dimissioni. Un messaggio chiaro e forte: come dire, non accettiamo una manovra imposta dall’alto. Vogliamo libertà d’azione. E così il segretario comunale del partito di Casini, Gastone Ferrarese, si è dimesso insieme al capogruppo Udc in consiglio e a tutto il direttivo. Da sabato il partito, ad Adria, è commissariato (il commissario è Onorio De Boni, capogruppo dell’Udc in Regione).
IL PRESIDENTE provinciale dell’Udc, Renato Borgato (nella foto) ha assicurato che cercherà di fare il possibile per riuscire ad ottenere una deroga rispetto alla posizione espressa a livello regionale, per il Comune di Adria: l’imput, lo ricordiamo. è quello di una corsa in solitaria per la Provincia e i comuni sopra i 15mila abitanti, come Adria. Per quelli più piccoli l’Udc può fare alleanze. Nel frattempo è possible che sotto la guida del commissario De Boni ad Adria nasca una nuova lista targata Udc, con un suo candidato sindaco.
E’ ORMAI essenzialmente chiara, invece, la situazione nei vari collegi polesani, per quanto riguarda le elezioni provinciali. Il candidato alla Provincia per l’Udc, lo ricordiamo, è Michele Raisi.
MENTRE per gli altri collegi del capoluogo polesano i candidati sono coloro che hanno ottenuto più voti nelle ultime elezioni: i nomi sono quelli di Renato Borgato, presidente dell’Udc, di Rocco Salvan, dell’ex segretario Francesco Milan e di Antonio Bononi.
Ma vediamo la lista dei candidati per gli altri collegi: per quello di Badia Polesine il candidato è Giuseppe Romani; per il collegio di Castelmassa, Maurizio Prandini, farmacista a Salara; per il collegio di Bergantino, invece, Rita Trentini, che è nella nuova lista di centrodestra che si oppone alla candidata sindaco del Pd, Laura Negri.
PER IL COLLEGIO di Ceregnano l’Udc candida il medico oncologo Giorgio Crepaldi; per quello di Fiesso Umbertiano dovrebbe essere quasi certa la candidatura di Nazarena Zerbinati, farmacista a San Bellino. Il nome per il collegio di Fratta Polesine è invece quello di Giancarlo Piccolo, che per diversi anni fu sindaco di Castelguglielmo. Per il collegio di Lendinara l’Udc candida Roberto Bisi, presidente del consiglio comunale di Lendinara, mentre per Rosolina Filippo Guarnieri, segretario dell’Udc di Rosolina.
PAOLINO CAPATO è invece il candidato per il collegio di Lusia, mentre Gianpaolo Capuzzo, commercialista, per quello di Occhiobello. L’Udc candida invece Sauro Periotto per il collegio di Polesella (è segretario dell’Udc e capogruppo). Per il collegio di Porto Tolle e Porto Viro i nomi sono quelli dei due segretari comunali dell’Udc: rispettivamente Giuseppe Sissa e Giannino Garbi.
PER IL COLLEGIO di Trecenta l’Udc schiera il dottor Bruno Bignardi, medico condotto e assessore ai servizi sociali a Ficarolo, mentre per Villadose Giampaolo Barison, ex esponente di Forza Italia, sindaco di San Martino per diversi anni e anche consigliere provinciale.
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“Ci era stata confermata l’ipotesi di una deroga alla corsa autonoma”
Il Segretario Gastone Ferrarese: “Abbiamo lavorato per correre con il Pdl, poi è arrivato lo stop”
Adria – Non servivano i sismografi per capire che ad Adria sarebbe arrivato un vero e proprio terremoto. Perchè l’Udc corresse a fianco al Pdl sembrava più che assodato. Invece, la direttiva del commissario: si corre da soli. Ecco che allora il segretario comunale del partito di Casini Gastone Ferrarese si è dimesso insieme al capogruppo Udc in consiglio e a tutto il direttivo. ” E’ vero conferma lo stesso Ferrarese – le dimissioni riguardano me, il capogruppo e tutti i membri del direttivo, tranne uno chenon ho coinvolto in questa decisione sofferta ma necessaria. Non l’ho consultato perchè non siamo in sintonia, ma l’interessato se vuole può sempre in forma personale condividere la scelta”. Un addio importante, quello di Ferrarese, che ricorda come al “debutto”, nelle elezioni amministrative del 2004 “siamo riusciti, con sorpresa di tutti, ad esprimere un consigliere. In tutte le altre tornate elettorali i risultati sono sempre stati lusinghieri, fino al raggiungimento del 7%. E questo è stato possibile per l’impegno nelle istituzioni, nelle quali l’Udc si è caratterizzato come partito di proposta e non di protesta: pronto alla mediazione e al dialogo sollecito del bene della città. Un contributo all’immagine del partito è venuto da momenti di incontro che hanno visto coinvolti come relatori anche esponenti di spicco della maggioranza”. Insomma, l’impegno per l’affermazione del partito non è mancato. Anche negli ultimi tempi: ” Ci siamo autofinanziati e ci siamo adoperati senza risparmiarci per affrontare con speranza di successo le elezioni amministrative ormai imminenti”. Alle quali l’Udc si è avvicinato con un lungo percorso: ” Dal luglio dello scorso anno – sottolinea Ferrarese – abbiamo iniziato a parlare di elezioni e alleanze con il segretario provinciale Francesco Milan, ora non più tale per il commissariamento. Nel direttivo di Adria, di fronte al concorde intedimento di allearci con il centrodestra, ci disse che era doveroso stare con il Pdl, perchè l’Udc a livello regionale, provinciale, e comunale era con l’ex Cdl. Tale indirizzo il segretario Milan lo ha ribadito anche nel direttivo di ottobre e noi unanimamente ci siamo pronunciati e abbiamo sottoscritto un impegno in tal senso, che io ho poi siglato con il Pdl”. Poi, il commissariamento: ” Quando De Poli è venuto a Rovigo, poco prima di commissariare la segreteria provinciale ha detto chiaramente che l’Udc avrebbe dovuto correre da solo e se fosse intervenute novità ci avrebbe informato. Io più volte ho sentito Milan e il presidente Renato Borgato, entrambi più volte mi hanno rassicurato che Adria avrebbe avuto una deroga. Quindi ho preparato una lista dei candidati e con i miei collaboratori ho cominciato a raccogliere le firme, garantendo ai sottoscrittori che ci saremmo collegati con il centrodestra”. Una volta ” avuta la notizia che la segreteria regionale imponeva a tutti i comuni, Adria compresa, di presentare le liste del’Udc per una corsa autonoma, ci siamo sentiti traditi e abbiamo deciso di dimetterci in blocco dal partito”. E congelare la lista. “Non abbiamo voluto tradire né quanti hanno accettato di andare in lista per una coalizione con il Pdl, né i sottoscrittori, con i quali c’era un impegno morale”. Dimissioni “irrevocabili”, conclude Ferrarese, “occorre un etica anche in politica e calpestarla significa non tener conto della onestà e dignità delle persone e prima o poi si paga”.
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Il retroscena Ascierto in mattinata aveva annunciato l’accordo col primario. A breve l’ufficializzazione della corsa solitaria
Tratto dal Corriere del Veneto del 03/05/2009
PADOVA — Ore 12.30: il Pdl annuncia la candidatura come capolista di Oreste Terranova. Colpo di scena? Probabilmente no: l’Udc infatti già domani potrebbe lanciarlo come candidato sindaco. E’ giallo sul «futuro politico» del direttore della Clinica chirurgica geriatria.
Prima candidato il pectore di Citt’Antenore per il centrodestra, poi conteso dal partito di Pier Ferdinando Casini, a seguire possibile vicesindaco a fianco di Marco Marin, in ultima battuta una settimana di silenzio. Ieri mattina però la svolta. «A sostenerci ci sarà anche Terranova» annuncia dal megafono il coordinatore cittadino del Pdl Filippo Ascierto durante la cerimonia d’apertura del quartier generale dell’olimpionico. In mattinata lui, Giustina Destro e Marco Marin avevano incontrato il professore: accordo fatto. Tanto più che dopo l’annuncio, a breve giro, il deputato di An fa seguire una dichiarazione che poco spazio lascia alle interpretazioni: «Per noi è un onore aver nelle nostre liste il professore ».
A più riprese in giornata viene ventilata addirittura l’ipotesi che Terranova possa essere il capolista della civica espressione di Marin. Una circostanza di cui probabilmente è all’oscuro il diretto interessato che ieri sera ha incontrato il segretario regionale dell’Udc Antonio De Poli. «Forse c’è stato un malinteso, le parole di Ascierto sono inesatte » ha fatto sapere in serata Terranova raggiunto telefonicamente.
«Al parlamentare di An ho spiegato semplicemente che potevano contare sul mio contributo per la vittoria del centrodestra — aggiunge il direttore della Clinica chirurgica geriatria — ma io ho sempre sostenuto di voler lavorare all’unità di tutto il centrodestra, inteso come raggruppamento dei moderati, e quindi anche con l’Udc».
Un precisazione non casuale, quella del professore. A breve infatti il partito di Casini potrebbe ufficializzare la sua candidatura a Palazzo Moroni. Una candidatura che, salvo colpi di scena dell’ultima ora dovrebbe designare proprio Terranova alla guida del «terzo polo». Un polo che, in caso di ballottaggio, forte dei sondaggi che lo danno oltre il 6 per cento, potrebbe rivelarsi determinate tanto per Flavio Zanonato, quanto per Marin.
A cascata, la candidatura di Terranova dovrebbe portare alla designazione a palazzo Santo Stefano di De Poli, l’uomo forte del partito, unico in grado di raccogliere preferenze anche nell’Alta padovana feudo incontrastato del tandem LegaPdl e costringere forse Barbara Degani a un ballottaggio che sembrava evitabile.
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 03/05/2009
Più che alleati, sembrano separati in casa. Come chi si guarda in cagnesco, ma sta sotto lo stesso tetto per forza maggiore. Coabitazione scabrosa quella che dovrebbe portare Antonello Contiero a Palazzo Celio e la coalizione di centrodestra a guidare più Comuni possibile tra Adige e Po. A 120 ore dalla presentazione delle liste e a 33 giorni dal voto, il vicecoordinatore del Pdl Luca Bellotti sfoga il proprio disasppunto all’indirizzo del Carroccio, colpevole di remare pro domo sua nei Comuni che andranno al voto.
Una rabbia che Bellotti cova da giorni. «Ho un avviso ai naviganti per la Lega: patti chiari e amicizia lunga. Contiero non pensi che voteremo quello che dice lui se nelle Comunali la Lega si schiera con liste proprie contro gli uomini del Pdl. Gli ricordo che il patto è stato siglato con accordi nazionali. Ci saremmo aspettati un risultato diverso (forse un altro candidato? ndr) ma facciamo buon viso. Però pretendiamo affidabilità, credibilità e serietà. Non accetteremo che la Lega a Badia o ad Adria o in altre realtà che vanno al voto, stia contro il Pdl».
L’accordo torna in discussione?
«Accordo vuol dire confrontarsi e trovare punti d’incontro. Non sottoscriviamo a scatola chiusa il programma della Lega. Anche perché il Pdl polesano con Forza Italia e An è il più forte del Veneto. Mentre il Carroccio di Contiero è il più debole in regione».
Bellotti si rammarica che il comportamento della Lega si rifletta negativamente sul Pdl. «Una mancanza di serietà comportamentale che mette in cattiva luce Mainardi (il coordinatore provinciale del Pdl, ndr) che ne diventa corresponsabile. È intollerabile che uno dei due partiti della coalizione scelga strade contrapposte. Meglio essere chiari da subito. I nodi vanno risolti ora».
Liste in conflitto tra Pdl e Lega sono un danno. «Un buon risultato parte da un accordo onesto. I patti delle sacre stanze non bastano. Vanno trasferiti con coerenza sul territorio».
Non c’è anche un velo di insicurezza sul nome di Contiero?
«La sua è una candidatura politica – chiude Bellotti – è il segretario provinciale. Non è un candidato deciso da altri. Lo ha scelto la Lega, cioè lui stesso».
Ieri intanto il Pd ha presentato la propria lista per le Provinciali. Ecco i candidati e i relativi collegi: Franco Grotto (Adria nord), Alessandro Rigoni (Adria sud), Marinella Mantovani (Ariano), Mauro Usini (Badia), Giuliana Gulmanelli (Castelmassa), Laura Negri (Castelnovo), Fiorella Cappato (Ceregnano), Gian Paolo Bolognesi (Fiesso), Giuseppe Traniello (Fratta), Chiara Sinigaglia (Lendinara), Gelindo Frasson (Loreo), Giuseppe Boscolo (Lusia), Claudio Marzola (Occhiobello), Leonardo Raito (Polesella), Claudio Bellan (Porto Tolle), Luciano Battiston (Porto Viro), Arnaldo Vallin (Rovigo ovest), Raffaela Salmaso (Rovigo sud), Federico Frigato (Rovigo est), Angelo Sivier (Rovigo centro ovest), Vanni Borsetto (Rovigo centro Est), Renzo Padoan (Taglio di Po), Franco Vecchiatti (Trecenta), Francesco Stocco (Villadose).
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Verso le Elezioni – Dopo le voci la conferma: l’ex sindaco dimessosi a marzo si ricandida col Pdl
A sostenerlo il coordinatore Mainardi, ma anche l’assessore Marangon e l’onorevole Bellotti
Tratto dalla Voce di Rovigo di Davide Sarzi
Era nell’aria da tempo, ma da ieri sera la notizia ha asssunto i contorni dell’ufficialità. Paolo Meneghin, sindaco uscente, è il candidato del Pdl a Badia Polesine per le ormai prossime elezioni amministrative del 6-7 giugno. Sembra che il via definitivo alla candidatura sia arrivato nell’ambito di un incontro conviviale avvenuto ieri nel pomeriggio in un noto ristorante della città. Paolo Meneghin ha ricevuta una forte investitura che viene supportata a tutti i livelli, sia a livello provinciale con l’appoggio del coordinatore Mauro Mainardi, sia al ivello regionale e nazionale con l’importante sostegno dell’assessore regionale Marangon e dell’onorevole Luca Bellotti. Questi ultimi, insieme al candidato, hanno preso parte all’incontro al quale hanno partecipato anche uno dei coordinatori locali Ivo Baccaglini, gli esponenti del partito a Badia Giulio Barbieri, Gianluca Rossetto e Claudio Guerra nonchè Antonio Duò, ex coordinatore di An per l’Alto Polesine e Mario Borgatti che è stato coordinatore provinciale di Forza Italia. Il Pdl rilancia dunque la sfida a Gastone Fantato che in queste settimane aveva dichiarato apertamente la sua candidatura. Stando così le cose si profila sempre più una corsa a due, con Meneghin da una parte sostenuto dal Pdl che cercherà, come più volte dichiarato, di trovare l’adesione degli alleati “naturali” Lega e Udc e Fantato dall’altra, il quale, dalle voci di piazza, sarebbe il promotore di un accordo clamoroso proprio fra Lega ed il Pd e che, in questi giorni, sta dando gli ultimi aggiustamenti per la sua civica che potrebbe vedere la luce definitivamente all’inizio della prossima settimana e coinvolgere altre forze politiche importanti. Finalmente il rebus politico badiese sta trovando la soluzione definitiva ed il risultato sembra prospettare una gara avvicente in cui la vittoria elettorale è in forte bilico come mai nelle precedenti tornate elettorali. Certo le sorprese sono dietro l’angolo, ma è difficile ad oggi intravedere una terza lista che possa competere con le due coalizioni che si stanno componendo attorno alle figure dei due ex-sindaci. Ma, trattandosi di Badia, niente può essere dato per scontato.
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Il partito di Casini si ricompatta e corre da solo
Tratto dal Resto del Carlino del 01/05/2009 
L’UDC POLESANA si presenta autonomamente alle prossime elezioni provinciali e il candidato, scelto unanimente, è Michele Raisi (foto), di 42 anni, impiegato presso Polesine Innovazione, da tempo impegnato in politica, fino a ieri segretario amministrativo del partito, incarico lasciato proprio nell’accettare la candidatura.
«A questa scelta — si legge in una nota dell’Udc — si è giunti attraverso una serie di consultazioni con l’obiettivo di ricercare una candidatura capace di rinserrare l’unità del partito e di interpretare la linea di coerenza identitaria e di autonomia, capace di rappresentare gli elettori che vogliono la presenza di una forza moderata di centro, proiettata verso il progetto delineato dalla recente Assemblea Costituente Nazionale di un nuovo soggetto politico, un nuovo partito popolare e liberale di governo che si rivolge al mondo del volontariato e dell’associazionismo laico e cattolico, nonché a tutti i cittadini italiani che vivono con disagio il finto bipartitismo che connota l’attuale stagione politica». Nei punti del programma dell’Udc si parla di «un federalismo solidale che faccia funzionare gli organismi territoriali e dia servizi adeguati alla popolazione». L’Udc punta poi a una «politica attraverso la quale il Polesine riprenda nelle proprie mani il suo destino di sviluppo economico con la consapevolezza del suo ruolo potenziale nell’area veneta, nel contesto della Pianura Padana e della sua centralità rispetto alle comunicazioni con il nord-est europeo». Non manca, naturalmente, l’attenzione a una forte politica per la famiglia, la solidarietà, i bisogni della persona.
Nei prossimi giorni il partito ufficializzerà la candidatura di Raisi. E non è escluso che, attorno al suo nome, venga a formarsi un polo di centro che possa riunire anche altre forze politiche, come quella di Gianni Saccardin.
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Verso le urne
Tratto dal Corriere del Veneto del 01/05/2009 
PADOVA — Diventano cinque i candidati alla poltrona di sindaco di Monselice. Dopo le candidature di Francesco Miazzi (PD), di Francesco Lunghi (PDL), di Santino Bozza (Lega) e di Riccardo Ghidotti (Lista Civica) ora è la volta di Stefano Peraro, esponente locale dellUdc. Ad annunciarlo, nonostante le voci si rincorressero già da diverse settimane, è stato lui stesso ieri mattina all’Hotel Ceffri, alla presenza dell’onorevole Antonio De Poli, accorso a sostenere il candidato, di Cesare Paggiaro, segretario provinciale del partito, Daniele Roncolato, segretario comunale, e dell’assessore Giovanni Belluco, che ha preparato una lista d’appoggio.
«Vorrei riuscire a dire a tutti gli elettori che queste elezioni decidono il futuro di Monselice, e non solo per i prossimi anni – ha dichiarato Peraro – Gli elettori decideranno se diventeremo una città solidale, bella, pulita, sicura e competitiva o se rimarremo una periferia metropolitana. Se il nostro destino sarà nelle mani di chi conosce Monselice per esserci nato e vissuto da sempre, o se lo affideremo a chi non ci conosce, e non conosce i veri bisogni e le reali aspettative della nostra città». Diversissimo il panorama elettorale di Monselice rispetto alla scorsa tornata elettorale, quando la Casa delle Libertà corse con l’appoggio anche dell’Udc. Questa volta la candidatura di Peraro a sindaco è appoggiata da tre liste: quella dell’Udc, la lista dell’assessore Belluco e un’altra lista civica spontanea, nata dall’aggregazione di alcune persone del mondo del volontariato e dello sport. La presentazione delle liste è attesa nei prossimi giorni. «Mi candido per dare risposte, concrete, subito. – ha continuato l’assessore uscente – E lo faccio con la convinzione di avere l’energia, la competenza e il coraggio per fare davvero il bene del mio territorio». Al centro del suo programma le persone e la loro dignità, nonché il fermo impegno di riportare le istituzioni al dialogo con i cittadini, alla disponibilità, allo spirito di servizio e all’ascolto.
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 01/05/2009 
L’Udc polesana si presenta autonomamente alle prossime elezioni provinciali e il candidato, scelto unanimente, è Michele Raisi, di 42 anni, impiegato a Polesine Innovazione, da tempo impegnato in politica e fino a ieri segretario amministrativo del partito, incarico che lasciato proprio nell’accettare la candidatura. Raisi è anche impegnatissimo nel mono dello sport essendo il fiduciario provinciale della Federazione Italiana Baseball e componente la giunta provinciale del Coni.
“A questa scelta si è giunti attraverso una serie di consultazioni con l’obiettivo di ricercare una candidatura capace di rinserrare l’unità del partito e di interpretare la linea di coerenza identitaria e di autonomia – afferma l’Udc in una nota -, capace di rappresentare gli elettori che vogliono la presenza di una forza moderata di centro, proiettata verso il progetto delineato dalla recente Assemblea Costituente Nazionale di un nuovo soggetto politico, un nuovo partito popolare e liberale di governo che si rivolge al mondo del volontariato e dell’associazionismo laico e cattolico, nonché a tutti i cittadini italiani che vivono con disagio il finto bipartitismo che connota l’attuale stagione politica”.
Nelle prossime settimane sarà presentato ufficialmente il candidato alla presidenza della Provincia, Michele Raisi, la lista dei candidati nei collegi per il consiglio provinciale ed il programma elettorale.
“I punti essenziali sono l’impegno per un federalismo solidale che faccia funzionare gli organismi territoriali e dia servizi adeguati alla popolazione (sostegno al progetto di legge per il 20% Irpef ai comuni); per una politica attraverso la quale il Polesine riprenda nelle proprie mani il suo destino di sviluppo economico con la consapevolezza del suo ruolo potenziale nell’area veneta, nel contesto della pianura padana e della sua centralità rispetto alle comunicazioni con il nord-est europeo; per una forte politica per la famiglia, la solidarietà, i bisogni della persona; per utilizzare tutti gli strumenti e gli organismi già disponibili per contribuire ad affrontare la durissima crisi in atto che il Polesine, come sempre, rischia di vivere in modo ancor più drammatico di altre realtà”.
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