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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/05/2009
L’Ufficio centrale elettorale del tribunale di Rovigo ha escluso dalla corsa per l’amministrazione provinciale di Rovigo la lista della Fiamma Tricolore e il suo candidato presidente Alessio Paganin, cinque candidati in diversi collegi della lista Casini-Unione di Centro e uno della lista Giovani Polesani per il domani che appoggia Antonello Contiero. Gli interessati potranno presentare ricorso al Tar.
In lizza rimangono quindi sette candidati presidenti, dei quali è stato sorteggiato l’ordine nella scheda elettorale. Il numero uno sarà Antonello Contiero con le sette liste d’appoggio in questo ordine: 1 Giovani Polesani, 2 Destra per il Polesine, 3 Il Polesine che lavora, 4 Pro Polesine-Mpv, 5 Nuovi Psi, 6 Lega Nord, 7 Pdl. Il numero due è Pier Marino Verone (8 La Destra, unica lista d’appoggio). Tre Tiziana Virgili (9 Italia dei Valori, 10 Noi Polesani, 11 Partito Socialista, 12 Partito Democratico, 13 Virgili presidente). Quattro Enrico Bellinello (14 Pne-Progetto Polesine, 15 Liga Veneta). Cinque Vanni Destro (16 Liste Civiche per il Polesine). Sei Guglielmo Brusco (17 Sinistra Unita). Sette Michele Raisi (18 Federazione moderati di centro, 19 Casini-Udc).
La Fiamma Tricolore è stata esclusa perchè le liste dei sottoscrittori non sono state presentate nei termini temporali previsti. Nella lista Giovani Polesani per il domani l’escluso è Giovanni Linio della circoscrizione di Castelmassa. Esclusi per loro richiesta Boris Bagatin (Taglio di Po) e Mirco Pedon (Porto Viro). Fra i cinque esclusi in casa Udc, tre sono stati giudicati tali per l’assenza di dichiarazioni del collegio uninominale per il quale intendevano presentarsi: Francesca Martinolli (Adria sud), Giancarlo Piccolo (Fratta) e Paolino Capato (Occhiobello). Rita Trentini perchè lei aveva accettato la candidatura per Rovigo e la lista l’ha indicata per Castelnovo, Graziano Soncin per lo stesso motivo nel collegio di Porto Viro.
«Credo si tratti di vizi formali. Mi auguro che la ricusazione dei cinque candidati consiglieri non comporti l’eliminazione della lista, poichè in un solo colpo avremmo perso tremila voti». È amareggiato il leader locale dell’Udc Renato Borgato, perché sono state delle mere disattenzioni, che non comportano modifiche sostanziali alla presentazione della lista, sottoscritta con indacazione esatta di collegio e candidato corrispondente da parte di oltre seicento elettori. «Resta da verificare se sono stati ricusati solo i candidati o anche il simbolo – continua Borgato – In questo modo almeno i voti andrebbero redistribuiti. Mi dispiace gli amici che avevano dato la loro disponibilità con entusiasmo. Valuteremo se è il caso di ricorrere al Tar».
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