Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/05/2009
Poco prima di mezzogiorno di sabato scorso l’ultima lista a essere presentata per le comunali di Badia Polesine è stata quella guidata dall’esponente repubblicano, procuratore legale e presidente del Badia Basket Adino Rossi.
Si tratta della «Lista Civica 3 Torri – L’alternativa per Badia – Adino Rossi Sindaco», che ha come candidati consiglieri: Stefano Panfilo, Giancarlo Bendin, Giuseppe Balzo, Emanuela Bassan, Luigi Bosco, Luciano Coneglian, Marco Dal Ben, Umberto Da Lisca, Piergiorgio Degani, Alessandra Donegà, Luca Ferron, Andrea Francato, Patrizia Lovato, Andrea Mella, Tiziano Miglioranza, Nicola Ricci, Maria Grazia Rossignoli, Maria Rosa Signorini, Mirko Viaro, Ilario Zanni. È la novità delle comunali del 2009 e rappresenta la prima volta di Rossi: più volte negli ultimi giorni, prima della presentazione delle liste, si era detto che Rossi avesse tenuto aperte le porte per alleanze con le altre liste, poi non si è fatto nulla e così si è messo in proprio. Primo della lista è l’imprenditore Stefano Panfilo in passato esponente del Ccd che nel 1999 appoggiò la Lista Futuro guidata da Giorgio Cicogna. Torna a fare politica Giancarlo Bendin, «da sempre liberale», per diversi anni presidente dell’Us Calcio che ha portato dalla terza categoria, alla seconda, alla prima e poi in Promozione nel 2003: carica che ha lasciato qualche anno fa. Fra i candidati anche Giuseppe Balzo presidente dell’Associazione «Amici della montagna»; il giovane Marco Dal Ben, calciatore, quest’anno impegnato nell’Us Badia calcio a 5; il vivaista Umberto Da Lisca papà dell’ex terza linea della Zhermack Alessandro da due stagioni al Colorno; il presidente del «Gruppo Insieme nella Solidarietà» Piergiorgio Degani; il designer di barche Luca Ferron; i procuratori legali Alessandra Donegà, Maria Rosa Signorini e Nicola Ricci; l’esponente della Coldiretti Andrea Mella; la commerciante Maria Grazia Rossignoli ed Emanuela Bassan moglie di Adino Rossi.
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Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 13/05/2009
L’Ufficio centrale elettorale del tribunale di Rovigo ha escluso dalla corsa per l’amministrazione provinciale di Rovigo la lista della Fiamma Tricolore e il suo candidato presidente Alessio Paganin, cinque candidati in diversi collegi della lista Casini-Unione di Centro e uno della lista Giovani Polesani per il domani che appoggia Antonello Contiero. Gli interessati potranno presentare ricorso al Tar.
In lizza rimangono quindi sette candidati presidenti, dei quali è stato sorteggiato l’ordine nella scheda elettorale. Il numero uno sarà Antonello Contiero con le sette liste d’appoggio in questo ordine: 1 Giovani Polesani, 2 Destra per il Polesine, 3 Il Polesine che lavora, 4 Pro Polesine-Mpv, 5 Nuovi Psi, 6 Lega Nord, 7 Pdl. Il numero due è Pier Marino Verone (8 La Destra, unica lista d’appoggio). Tre Tiziana Virgili (9 Italia dei Valori, 10 Noi Polesani, 11 Partito Socialista, 12 Partito Democratico, 13 Virgili presidente). Quattro Enrico Bellinello (14 Pne-Progetto Polesine, 15 Liga Veneta). Cinque Vanni Destro (16 Liste Civiche per il Polesine). Sei Guglielmo Brusco (17 Sinistra Unita). Sette Michele Raisi (18 Federazione moderati di centro, 19 Casini-Udc).
La Fiamma Tricolore è stata esclusa perchè le liste dei sottoscrittori non sono state presentate nei termini temporali previsti. Nella lista Giovani Polesani per il domani l’escluso è Giovanni Linio della circoscrizione di Castelmassa. Esclusi per loro richiesta Boris Bagatin (Taglio di Po) e Mirco Pedon (Porto Viro). Fra i cinque esclusi in casa Udc, tre sono stati giudicati tali per l’assenza di dichiarazioni del collegio uninominale per il quale intendevano presentarsi: Francesca Martinolli (Adria sud), Giancarlo Piccolo (Fratta) e Paolino Capato (Occhiobello). Rita Trentini perchè lei aveva accettato la candidatura per Rovigo e la lista l’ha indicata per Castelnovo, Graziano Soncin per lo stesso motivo nel collegio di Porto Viro.
«Credo si tratti di vizi formali. Mi auguro che la ricusazione dei cinque candidati consiglieri non comporti l’eliminazione della lista, poichè in un solo colpo avremmo perso tremila voti». È amareggiato il leader locale dell’Udc Renato Borgato, perché sono state delle mere disattenzioni, che non comportano modifiche sostanziali alla presentazione della lista, sottoscritta con indacazione esatta di collegio e candidato corrispondente da parte di oltre seicento elettori. «Resta da verificare se sono stati ricusati solo i candidati o anche il simbolo – continua Borgato – In questo modo almeno i voti andrebbero redistribuiti. Mi dispiace gli amici che avevano dato la loro disponibilità con entusiasmo. Valuteremo se è il caso di ricorrere al Tar».
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