mar 14

Si schiera con il movimento del 2o% Irpef ai Comuni e attacca la Lega Nord

Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/03/2009 udcirpef14 150x150 Anche LUdc sta con i sindaci

Anche l’Udc polesana è accanto al movimento dei sindaci per sostenere la raccolta di firme a favore del 20% dell’Irpef ai Comuni. Una proposta avanzata a suo tempo dal vicesindaco Antonio Guadagnini; iscritto all’Udc e fatta propria dall’85% dei sindaci veneti di tutte le forze politiche .. Una misura fatta propria dall’Udc nazionale in occasione della visita dell’onorevole Pieferdinando Casini in Veneto e presentata come emendamento al cosidetto “federalismo”. Proposta puntualmente bocciata ieri dalla Lega.. “Strano – recita una nota dell’Udc a firma del segretario provinciale Francesco Milan – comportamento quello della Lega che vuole il federalismo e boccia una proposta che lo realizza nel concreto; forse non interessa davvero a realizzarlo ma solo a mantenere il monopolio di questa questione” . lo stesso Segretario regionale Antonio De Poli invita i militanti veneti dell’Udc a continuare “la battaglia al fianco del movimento dei sindaci del 20 per cente Irpef e ad essere oggi e domani loro nelle piazze dei Comuni veneti per la raccolta firme. De Poli ha dichiarato: “La Lega continua con i suoi giochetti. Il Carroccio sta dimostrando di pensare solo ai propri comodi e di non essere rappresentativo del Veneto. Oggi in quinta e sesta commissione alla Camera i relatori e il governo hanno confermato la volontà respingendo praticamente tutti gli emendamenti presentati dall’Udc. Hanno professato di voler aprire un confronto serio sul disegno di legge del federalismo ed invece hanno espresso parere negativo a tutti i nostri emendamenti. E adesso che spiegazioni si inventerà il Carroccio per spiegare agli elettori questa decisione? Ci accusano di non essere rappresentativi del territorio e poi sono proprio loro  che gfirano le spalle al Veneto e ai Comuni per i loro comodi al Governo. “E ora di farla finita – tuona l’Udc – con queste continue prese in giro. La gente è stanca di sentire sono chiacchiere vuote” .

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mar 14

Il coordinatore del Pd torna sulle dimissioni del sindaco Paolo Meneghin

Il circolo chiede il commissario: “Bisogna rassegnarsi all’evidenza dei numeri”

Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/03/2009 di Piera Marsilio stroppa 150x150 Stroppa tira dritto: Parola agli elettori

Gianni Stroppa del Pd interviene sulla crisi in atto nel Comune di Badia dopo le dimissioni del sindaco Paolo Meneghin. Il coordinatore del Pd esprime giudizi ed opinioni in merito alla crisi che avviluppa l’amministrazione comunale, attraverso il sito internet del circolo, sempre aggiornato e attento a tutto ciò che di politico accade in questo momento delicatissimo. “Le dichiarazioni dell’onorevole Bellotti su La Voce di domenica 8 marzo – scrive Stroppa – relative all’opportunità che Badia eviti il commissario prefettizio a seguito delle dimissioni presentate dal sindaco necessitano un approfondimento. Tanto più opportuno affinché i 20 giorni di attesa dal ‘DDay’, in cui per statuto è posta la parola fine a cinque anni di amministrazione ribaltata, non diventino motivo – precisa – di ulteriori ripensamenti per recuperare un bilancio amministrativo e politico collassato. Mi pare che anche l’intervento del consigliere Romani del11 marzo continua fughi ogni dubbio che quella tracciata dai consiglieri comunali che hanno indotto  le dimissioni iordelsindaco sia la strada giusta” . “Resta la sensazione precisa il coordinatore Democratico – che una parte politica non si voglia rassegnare all’evidenza dei numeri e dei fatti, innescando in molti di noi il ricordo scolastico di una famosa frase  ‘Dum Romae consoliture, Saguntum expugnatur’ (mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata). Roma sta per l’establishment politico badiese che si contorce in proposte di difficile sopravvivenza, mentre Sagunto sono i cittadini badiesi espropriati del loro diritto di essere rappresentati da chi avevano eletto  nel 2004″. Stroppa continua citando pure ‘intervento di Roberto Rizzo sulle dimissioni del sindaco: “E’ sempre preferibile votare una volta in più perché nel caso di fratture insanabili che determinano il cambio di maggioranza, la decisione spetta agli elettori. Come spettava già due anni fa, prosegue Stroppa. “Sagunto – afferma – interpreta e rappresenta l’esproprio dello stare da parte dei cittadini e delle cose concrete fatte o non fatte, che starmo sulla pelle della, gente, sulle loro difficoltà a tirare avanti ogni giorno in periodi di crisi, dove molti perdono il lavoro; finiscono in cassa integrazione o in mobilità e molti giovani non trovano lavoro. Inoltre le difficoltà di molté aziende locali (Rpm, Acciaierie; Mobili Production) sono esempi significativi”. “Voglio prendere spunto – continua Stroppa – da un ragionamento indotto domenica scorsa partecipando alla messa dove ho prelevato il giornalino La Voce 2000. In esso veniva riportata la lettera del vescovo monsignor Lucio Soravito di commento alla quaresima 2009, sosteneva come per un caso non si tratta di compiere gesti occasionali di aiuto in favore dei poveri… ma di maturare un atteggiamento permanente di solidarietà verso persone in stato di necessità. Ed in quest’anno la solidarietà permanente è più urgente che mai. Nella crisi economica attuale il numero delle famiglie bisognose sta crescendo sempre più. Per questo è necessario che anche noi cristiani della chiesa di Adria e Rovigo costruiamo una rete di solidarietà capace di intercettare e raggiungere le famiglie in situazioni di emergenza a causa della perdita del posto di lavoro. In altre parole è necessario creare un fondo straordinario di solidarietà con le offerte delle parrocchie, dei singoli cittadini e’ privati che decÌderarmo di sostenerlo’” . Il coordinatore parla del milione di euro, il fondo di solidarietà che la Cariparo ha messo a disposizione per aiutare le famiglie in difficoltà che sarà elargito attraverso parrocchie, centri Caritas, Acli e assistenti sociali. “In relazione all’iniziativa – continua – viene spontaneo farsi domande per capire come l’attuale ammini, strazione si sia posta tale problema e quali azioni sono state previste. Ad oggi non abbiamo elementi per affermare checio verrà approvato ai termini di legge. La giunta ha già approvato lo schema di bilancio (un membro del collegio di revisione dei conti ha espresso parere negativo). Quanti soldi – si chiede sono stati posti per contribuire a tale fondo straordinario di solidarietà? Il bilancio si è chiuso con tagli alle spese e aumento delle voci di entrata (?).Le politiche di spesa degli anni passati hanno penalizzato gli investimenti sul sociale a favore di investimenti visibili (per esempio impianti sportivi). Il problema, per la gente comune è…approvare il Pat , il nuovo polo natatorio ultimare il teatro o trovare fondi e risposte per la crisi delle -loro famiglie? Nella politica della spesa pubblica gli investimenti devono essere oculati, ancora di più in periodi di magra. Non so se qualcuno vorrà rispondere a questi interrogativi. Oppure se continuerà a chiedersi, come priorità quali siano gli accordi in vista delle prossime elezioni politiche” .

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mar 14

Tratto dalla Voce di Rovigo del 14/03/2009 di Piera Marsiliogiovaniudcag 150x150 Eintanto i giovani di AN e Udc danno il via alla collaborazione

I giovani Udc badiesi coordinati da Mauro Annunziata ed il gruppo di Azione giovani Badia Polesine (An) guidato da Eleonora Ferrighi, rendono noto con un comunicato congiunto che”‘Il 3 marzo scorso si sono riuniti per la prima volta con l’intento di trovare valori e temi comuni per poter intraprendere un percorso condiviso.
I ragazzi si sono confrontati in un intenso dibattito sulle molteplici problematiche giovanili legate al territorio ed hanno discusso del rapporto tra le nuove generazioni e la politica, delineando valori che accomunano e avvicinano i due gruppi, condividendo un giudizio negativo sul livello della politica locale,lontana sia dal mondo giovanile che  da i problemi reali della gente. Ritengono importante e vitale una futura collaborazione al fine di promuovere iniziative innovative, nuove politiche sociali e culturali sul territorio anche con l’utilizzo delle nuove tecnologie.
“I due movimenti giovanili – hanno dichiarato nella nota congiunta – sono intenzionati ad essere il fuoco iniziale e continuato nel tempo, della chiamata all’attivismo degli altri giovani badiesi, cercando di affrontare insieme da subito i prossimi incontri con gli altri movimenti giovanili”. I due rappresentanti “condividono e rinnovano l’appello, per una collaborazione e un dialogo tra tutti i gruppi politici giovanili della città, alla luce della commemorazione dei novanta anni dall’appello di Don Sturzo ‘A tutti gli uomini liberi e forti’” . Ritengono che in questo momento particolare di crisi globale e locale, sia di vitale importanza che “coloro che sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori, senza pregiudizi né preconcetti” si riuniscano per propugnare nella loro interezza “gli ideali di giustizia e libertà” .. “E’ in discussione il futuro della nostra città – sostengono – e si ritiene doveroso e quanto mai necessario che le nuove generazioni abbiano la possibilità di esprimere le proprie posizioni ai candidati che scenderanno in campo per le prossime ammirristrative, per attuare un vero cambiamento, anche nella nostra realtà, tramite iniziative tese ad unire gli sforzi tra coloro che desiderano realmente il bene della nostra città, senza polemiche ed invidie, e troppi personalismi che hanno da sempre limitato l’azione politica locale”: “Da queste basi comuni – continuano- si auspica ,di poter coinvolgere maggiormente i giovani nella politica, facendosi promotori e dando nuovo slancio ad’un’azione politica che parte dalle nuove generazioni per delineare i futuri progetti e collaborazioni nella nostra comunità nell’ambito del centrodestra”.

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mar 14

In ballo i due voti che capovolgerebbero la maggioranza sul bilancio. Romani si rimette al partito
Tratto dal Gazzettino di Rovigo del 14/03/2009 di Paolo Aguzzonispacca 150x127 Spaccatura nell’Udc sull’appoggio a Meneghin

C’è spaccatura nell’Udc badiese? Molto probabilmente sì. Abbiamo iniziato la settimana politica citando il «pressing» condotto, nei confronti del consigliere udicino Giuseppe Romani, da parte del sindaco Paolo Meneghin, sempre attivo per cercare di ritrovare una maggioranza prima che i venti giorni utili per rendere irrevocabili le sue dimissioni, datate 5 marzo, passino senza pordurre sbocchi.
Attualmente Meneghin può contare su nove voti, dodici stanno dall’altra parte: quindi per ritrovare una maggioranza che gli approvi il bilancio 2009 entro il 25 marzo, deve trovare due voti in modo da fare undici contro dieci, oppure gliene basta uno solo preso dall’altra parte, dove, però, al momento del voto almeno un paio consiglieri se ne dovrebbero stare a casa. Romani nella sua risposta, ospitata giovedì sul nostro giornale, in cui nega il «pressing», lascia però intendere che se il partito doveve decidere di dare i due voti dell’Udc a Meneghin si adeguerebbe. Pare che i fili di questa nuova trama siano tirati anche da Germano Goia (Udc).
Interviene a questo punto Fabrizio Borin segretario dell’Udc badiese con una nota che sembra togliere ogni speranza a qualunque nuovo inciuccio. Scrive Borin: «L´Udc badiese, per mio tramite, ritiene di dover fare alcune riflessioni in merito alla vicenda delle dimissioni del sindaco Meneghin. Nel 2007, questo partito, che faceva parte della coalizione di maggioranza ne viene cacciato, nonostante avesse fornito prova di lealtà e di buona capacità amministrativa, così tradendo il voto dei badiesi. Da allora l´Udc locale ha avviato un profondo lavoro di rinnovamento della sua segreteria e contestualmente d´opposizione alla maggioranza formatasi, risultato di un inganno politico. Opposizione, che con coerenza è stata portata avanti fino al Consiglio comunale di giovedì scorso 5 marzo, in cui i nostri consiglieri hanno affermato, come hanno sempre fatto, di essere all´opposizione invitando il sindaco alle dimissioni.
Il nostro obiettivo è sempre stato quello di guardare al bene superiore del buon governo della città per garantire un futuro sereno ai badiesi. Per questo preferiamo guardare oltre, valutando fin da ora ogni possibile soluzione per costruire un´alleanza che ci veda protagonisti e vincenti alle prossime elezioni amministrative. Noi siamo pronti a lavorare, con pari dignità, con tutte quelle forze che vogliano ridare all’amministrazione badiese efficienza e credibilità, evitando gli errori del passato, e favorendo un ricambio generazionale dei loro esponenti, al fine di creare nuovi amministratori per la nostra città».

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mar 14

A Badia, bendiniani in rampa di lancio
Tratto dal Gazzettino del 14/03/2009 di Franco Pavangazzaprima 85x150 Giochi quasi fatti nel centrodestra

Giochi in dirittura d’arrivo nel centrodestra per la candidatura a palazzo Celio. Manca solo l’ufficializzazione ma l’accordo tra Pdl e Lega sarebbe già stato deciso.
Piccolo particolare: tra Adige e Po non è successo alcunché. Nel senso che l’intesa è stata decisa a livello regionale e i capibastone locali, o perlomeno quelli che non contano granché oltre i confini provinciali, stanno solo recependo le indicazioni altrui. Andiamo con ordine: Il Pdl veneto ha un capo in pectore: Niccolò Ghedini, il parlamentare padovano già coordinatore di Forza Italia regionale. In questa veste Ghedini sta distribuendo le candidature provinciali. Il Polesine, per gli ex forzisti, diventa quindi un’ottima risposta alle richieste degli alleati. E difatti tutto fa prevedere che a capo del Pdl polesano vada un esponente di An, che, al 99 per cento, sarà l’onorevole Luca Bellotti. Siccone la Lega ha già chiesto due candidature di peso in altrettante Province sicure, una di queste sarà in Polesine. E come già annunciato con largo anticipo su queste colonne, le attenzioni tornano a concentrarsi su Alessandro Zanforlini D’Isanto (foto), leghista di tendenze centriste, equilibrato consiliere comunale nel capoluogo, un volto nuovo della politica.
C’è poi il discorso Udc. La segreteria di Francesco Milan è in bilico. Secondo le voci ormai insistenti di chi conosce bene gli automatismi interni all’Udc, la maggioranza che lo sosteneva nella direzione del partito potrebbe non essere più tale. Il presidente dell’Udc polesana Renato Borgato ha praticamente completato la sua opera di distinzione dalla linea delle segreteria locale, erodendo passo passo il sostegno che a Milan era stato garantito all’atto dell’elezione congressuale. Da parte sua il segretario cerca di mantenere un basso profilo ma ha già lasciato trapelare che i vertici del partito stanno per prendere decisioni importanti. Che potrebbero contenere anche la sua rimessa del mandato politico ricevuto e il commissariamento.
Né meno interessanti si stanno dimostrando le vicende di altre amministrazioni locali. A Badia il sindaco Paolo Meneghin sta cercando di ricostruirsi una maggioranza dopo che è implosa quella che lo ha sostenuto fino ai giorni. Del pressing vero o presunto sull’Udc Mario Romani, si è detto nei giorni scorsi. Ora i beneinformati garantiscono che Meneghin starebbe negoziando anche l’appoggio dei bendiniani. Per contro, nel Pdl i marangoniani non sembra vogliano stare con le mani in mano. Corteggerebbero sia Stroppa che Boldrin. Insomma una bel crogiolo di posizioni. Vedremo cosa salterà fuori. Ultima annotazione: chi non compare in questo elenco di contatti coalizzativi, non è affatto inattivo. Sta solo lavorando a liste civiche ancora più trasversali di quelle sotto i simboli dei partiti.

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